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oltre la maternità

Teatro…che passione

 

 

Qualche anno fa ho deciso di frequentare un corso di teatro organizzato dal regista di una compagnia amatoriale della zona dove vivo. Lo scopo del corso era, successivamente, di entrare nella suddetta compagnia per preparare uno spettacolo da portare in scena a giugno dell’anno successivo . Le lezioni sono state interessanti e divertenti, ma nulla in confronto all’esperienza teatrale vera e propria. Si potrebbe pensare che mettere in piedi una rappresentazione sia cosa di poco conto. In realtà tale percezione è assolutamente sbagliata! Fare teatro è molto impegnativo soprattutto se il regista è un perfezionista e desidera che si lavori seriamente. La compagnia di cui ancora faccio parte, si chiama Gruppo Popolare Contrade Teatro e lo spettacolo che, allora, ci accingevamo a preparare si intitolava: “Mani di libertà”. Era particolarmente caro al regista, Delio Righetti, perchè narrava in chiave tragicomica fatti realmente accaduti nella zona di Balconi di Pescantina tra il 1943 e il 1945. Alla fine della guerra i deportati tornavano dai campi in cerca delle loro famiglie e, poichè vi era un’interruzione sulla linea ferroviaria Verona-Brennero, dovevano scendere forzatamente alla stazione di Balconi. Qui ad accoglierli c’erano volontari, donne della zona e crocerossine pronte a soccorrere e curare tutti quelli che arrivavano in condizioni disperate. Ce n’erano alcuni che non riuscivano nemmeno a reggersi in piedi, raccontò al regista una di quegli angeli che salvarono e accudirono amorevolmente la povera gente arrivata da tutta Europa. Trovavo la storia interessante e toccante in sé e mi sono davvero divertita ad impersonare Fanni, la sorella svampita del dottore del campo di accoglienza, che si scoprirà essere alla fine una partigiana. Le prove si tenevano due volte alla settimana, il martedì e il giovedì, la puntualità, la serietà erano richiesti ad ogni incontro.
Ovviamente il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi e io, nel bel mezzo delle prove, ho scoperto di aspettare un bambino . Non mi sono persa d’animo e , con il benestare della compagnia e di Delio, ho continuato imperterrita fino alla fine. Abbiamo debuttato in teatro  il 10 giugno del 2017, io ero incinta di cinque mesi …per fortuna il costume mi andava ancora bene! Ancora adesso provo un sentimento d’affetto verso questo spettacolo per l’intensità dell’argomento e soprattutto perchè la recitazione mi ha fatto scoprire una me che non conoscevo. Torneremo in scena mercoledì 31 gennaio in occasione della Giornata della Memoria con lo stesso entusiasmo e la stessa sana voglia di raccontare e di raccontarci.