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io e il mio bimbo

T.I.N ossia terapia intensiva neonatale

Quello che non si dovrebbe MAI dire ad una mamma con il bimbo in terapia intensiva neonatale è quanto è fortunata a non doverlo allattare di notte e, conseguentemente,a poter dormire tranquilla. Avrei preferito mille volte patire le pene dell’inferno, lamentarmi per i punti del taglio cesareo e passare notti insonni, piuttosto che trascorrere un mese in ospedale e vedere il mio bimbo pieno di tubi e cannette. Dal mio racconto sembrerebbe che abbia vissuto un’esperienza molto traumatica e negativa, in realtà conservo  ricordi positivi sia dei medici che delle famiglie incontrate lì. Il personale medico è stato disponibile, comprensivo e sempre pronto a rispondere ai miei dubbi e soprattutto a calmare le mie paure. Inoltre, le ore sarebbero state interminabili se non avessi condiviso la mia esperienza con i genitori degli altri bambini presenti in TIN. Abbiamo parlato, riso e a volte pianto insieme, ma è grazie a queste esperienze così intense che si riescono a stringere amicizie durature e sincere. A tal proposito vi in invito a visitare il sito dell’associazione Prematuramente, fondato da un gruppo di mamme che hanno vissuto l’esperienza della terapia intensiva e ora vogliono essere di sostegno e aiuto ad altre famiglie. E’ stata un’esperienza umanamente intensa, ma non posso dire di conservarne ricordi negativi, al contrario. Ho rivisto volentieri le famiglie incontrate in ospedale e mi sono davvero commossa quando mi sono resa conto di quanto la scienza possa fare miracoli.