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io e il mio bimbo

Un parto difficile, ma ben riuscito

Come vi accennavo nel precedente articolo, nemmeno il parto è stato una passeggiata. Ma partiamo con ordine. Nei mesi precedenti mi era stata diagnosticata la placenta previa centrale. Detta così sembra una malattia incurabile, in realtà si tratta semplicemente della placenta materna che, posizionandosi in maniera anomala,  copre interamente l’orifizio uterino bloccando così  la via d’uscita del feto. E’ rischiosa poichè può provocare sanguinamenti abbondanti e improvvisi e il parto può avvenire solo con taglio cesareo. In realtà non mi sono preoccupata molto quando i dottori mi hanno reso noto il problema anche perchè non me l’hanno presentato in toni così scuri, per questo  non ho dato peso ai rischi che avrei potuto correre. Poi un bel giorno di settembre, proprio quando mio marito stava partendo per un convegno di lavoro e si trovava già sul volo con il telefono spento, sono cominciati i sanguinamenti. Non so bene  come sono riuscita a mantenere la calma. Ho chiamato una  mia amica che in 5 minuti è arrivata, mi ha prelevata e mi ha lasciata direttamente al pronto soccorso ginecologico. Da quel momento sarei stata loro gradita ospite fino al momento del parto. Non so per quale motivo proprio la sera prima avevo terminato di riempire la valigia per l’ospedale, quasi me la sentissi…E’ stato un delirio, ho dovuto chiamare i miei genitori e far rientrare mio marito d’urgenza dalla Sardegna, infatti avrei potuto partorire in qualsiasi momento. Ero a 33+3 settimane ed era un pò troppo presto per far nascere il mio pulcino. Sono rimasta in reparto ginecologia circa una settimana cambiando periodicamente la compagna di stanza. Proprio quando avrei dovuto essere dimessa a 34+2 settimane, il mio bimbo ha deciso che non voleva più aspettare, aveva fretta di vedere la sua mamma. Mi hanno portata in sala operatoria per un taglio cesareo d’urgenza, con rischio di emorragia e possibile asportazione dell’utero. Piangevo, non per paura avendo un’ incrollabile fiducia nella scienza e nei medici, bensì per l’emozione. Non ero pronta a diventare mamma ed era arrivato il momento. Fortunatamente è andato tutto bene e la mia fiducia è stata premiata. Purtroppo però il mio bimbo è stato portato immediatamente dopo il parto in terapia intensiva per problemi respiratori. L’ho visto passare nella culla termica mentre lo stavano portando in TIN (terapia intensiva neonatale). Ho potuto vederlo solo il giorno successivo, intubato e pieno di fili, se ci penso mi fa ancora una tenerezza infinita.