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Chi Fu il Panda?

  • luglio 4, 2015 at 19:06

Tornata dalle “vacanze” con le bimbe avrei voluto ripigliarmi un po’ e il Cielo ha ben visto di far partire le tre divoratrici di gambe di tavolo il giorno dopo del nostro arrivo: lago dai nonni paterni!

Per me poteva essere anche un campus didattico tra i raccoglitori di marjuana in Colombia che andava bene ugualmente.

Così avrei avuto qualche giorno per:
riprendermi;
lavare e stirare la vasca di panni sporchi senza ulteriori accumuli;
contattare tutti gli amici e amiche a cui ho detto “ci vediamo quando sarò senza bimbe”… anche se non mi basterebbe un’estate;
incastrare richieste di trattamenti vari a qualunque ora del giorno o della notte, a disposizione senza orologio!

Ma il Cielo, forse annebbiato da questo anticiclone africano senza permesso di soggiorno, ha ben visto di farmi chiamare da Zia Ebe:
“Wonder, lo sai che Nonna M. e Nonno M. partono con Cuginetto It, vero?!”

“Certo! E io sono SOLAAAAA! Così vado a trovare ogni tanto NonnsBis, le porto la spesa se ha bisogno e…”

“E mi tieni Cuginetta It, vero?!?!?!”

Ho tentato in tutti i modi di teletrasportarmi in un buco spazio-temporale dove fosse impossibile rispondere a questa domanda.
Stranamente non ci sono riuscita.

“……….. Certo ……….. un giorno?……….. due??”

“No praticamente sempre…. io lavoro anche sabato…. ti mando l’agenda sul cell!”

Quando poco dopo mi è arrivato il calendario di babysitteraggio della nipote-posseduta che dava ‘parecchi’ giorni dalle 8 del mattino al dopo cena ho avuto un mancamento e nella ricerca dei sali ho visto la Madonna che mi segnalava le uscite di sicurezza: davano tutte per Cuba.

Il mio primo pensiero è stato: Noooooo!! Devo anche cucinareeeeeee!!!
Io che, quando son da sola, vivo di frutta, insalate miste, avanzi e biofotoni del sole!!!

Occhei! Siccome non posso dire di no, sono praticamente certa che è un sogno, ora mi sveglio ed è tutto finito…. oppure giro l’angolo e trovo lo stricione di Scherzi a Parte!

Ha….. Ha…. Ha… Che scherzone…

Così mi tengo in forma nel barcamenarmi tra casa, lavoro, amiche disperate, frigorifero vuoto, Nonnabis, e Cuginetta It.

La bambina di tre anni più sveglia che io conosca.
Altro che bambini indaco o bambini cristallo!
Lei è unica. Con una capacità cognitiva di una ventenne, il lessico di una quarantenne, l’adrenalina di un adolescente in piena fase ormonale e la parlantina di un incrocio tra Lella Costa e il robottino delle pile Duracell: NON STA MAI ZITTA!!!!!
Ma forse MAI non rende l’idea.

L’altra mattina entriamo nel bar di una mia amica e lei, alta uno sputo, tutta ricci, con la sua borsettina sulla spalla si gira verso di me e mi dice:
“Io prendo un caffè!”

Mi diverto certo… ma ho le occhiaie così larghe che se inconstrassi Kung Fu Panda potrebbe cominciare i rituali di accoppiamento.

Prima o poi farò le ferie… quelle vere!

In fondo ascoltano sempre

  • febbraio 3, 2014 at 23:16

Oggi sono andata a curare il mio nipotino malato, mentre zia Ebe portava Cuginetta It in piscina.
Mentre giocavamo abbiamo chiacchierato e sono riuscita a farmi dire quali sono le sue difficoltà a scuola.
Alcuni compagni sono veramente tremendi, trattano male un po’ chiunque, e le maestre non sembrano saper gestire al meglio la situazione. In questi casi si creano dei disagi anche importanti a bambini di sette anni… Cucciolotti, mini omini che alla loro tenera età vanno già in ansia da stress… impensabile, ma vero.

Parlavamo tra un labirinto e uno shangai e ho cercato di spiegargli che è inutile che si arrabbi tanto con i suoi compagni “monelli”, perchè l’unico che ci sta male è lui.
Tra le soluzioni offerte dalla saggia zia meditativa c’era un “Ti fermi e respiri profondamente tre volte… devi far arrivare l’aria fino alla pancia! Puoi aiutarti appogginadoci sopra una manina, dai prova! Respira profoooondamente e senti che già un po’ ti rilassi. Poi di nuovoooooo…. E poi ancoraaaaaaaaa…. Senti un po’ che i tuoi muscoli non sono più tesi come prima?? Questo è un metodo che consiglio anche alle tue cuginette quando si devono calmare!”

Nel frattempo Cuginetto It faceva di tutto tranne che darmi soddisfazione.
E’ un suo schema difensivo, fare il pirla a tutto tondo! Io con calma continuavo a spiegargli le cose, Ogni tanto veniva fuori con delle affermazioni lucidissime e profonde, il che mi faceva capire che in realtà la sua pirlaggine era solo di copertura, ma essendo comunque sempre e costantemente tarantolato, mi chiedevo fino a dove avesse colto e cosa si fosse perso per strada.

Nel pomeriggio Nonna M. ha accompagnato Zia Ebe e Cuginetti dalla pediatra.
Mentre guidava un tizio poco garbato le ha tagliato la strada.
Nonna M., di impeto dolente verso le ingiustizie, deve averlo appellato in modo poco carino, così Cuginetto It le ha detto:
“Nonna, sai cosa devi fare?? Devi respirare tre volte! Dai fallo! Respira… respira… respira…”

I bambini sono tutti uguali, sordi solo in apparenza.

Al telefono con zia Ebe

  • dicembre 2, 2012 at 20:02

E’ come parlare mezz’ora da soli mentre lei interagisce con il figlio, la figlia, il marito, il vicino di casa del cugino del gelataio del negozio appena aperto in provincia di Modena, la sarta del padre del cognato dell’ombrellaio del bisnonno, il parroco del paese dove è nato il fratello del mugnaio amico della zia da parte di madre, l’orologiaio, il dentista del cavallo della scuderia del re di Inghilterra, il temperamatite ufficiale dell’Albino Leffe.

“Zia Ebe… è mezz’ora che parlo… dove sei arrivata?”

“Sì?!, No, è che Cuginetto It sta tirando fuori gli ami da pesca sul tappeto…. Dimmi ti ascolto.”

“Dicevo che oggi sono andata…”

“Cuginetto It! Vai a sentire cosa vuole tuo padre. NON TI SENTIAMO! SONO AL TELEFONO! No, perchè lui parla da qualunque stanza si trovi, senza sapere cosa stan facendo gli altri…”

“Sarà di famiglia. Comunque, mi ha chiamato Tizio e mi ha detto che…”

“No, Cuginetto It! Ti ho detto che quel mestiere lo fai dopo!”

“Mi ascolti? Te lo han detto che a scuola c’è questa nuova iniziativa di…”

“No, Zio Ratatouille! Non uscire sul balcone in canottiera! Se si piglia la cagarella domani ridiamo tutti!”

“Tra l’altro stasera fa veramente freddo… sembra arrivato ufficialmente l’inverno! Stavo tornando a casa che… ”

“Ma la Nonna M. mi ha detto che operano Sempronio?!”

“Sì… ti stavo parlando dell’inverno… delle stagioni… che non sono più come una volta… Comunque è vero, per quanto ne sappia lo operano entro un mese e poi il decorso sarà… ”

“La Cuginetta It è troppo silenziosa… cosa sta combinando?”

“Contando che non cammina, fai in fretta a recuperarla…”

“Cuginetto It! Vai a controllare cosa sta facendo tua sorella!”

“Vabè Zia Ebe… Niente… ho telefonato solo per sapere come stavate…”

“Ma lo sai che Cuginetto It è proprio bravo a fare i compiti?! E’ veloce e preciso! Sì, l’ho detto alla zia che sei bravo!”

“C’è sempre tempo per peggiorare. Parola di lupetto. Comunque ho chiamato anche per dirti che…”

“IT!! Guarda cosa sta facendo con il tuo astuccio di scuola!”

“Per dire che è tutto occhei e che tra poco mi trasferirò a Taranto con le bimbe…”

“Cosa <<Controllala tu>>?! Ti ho detto di guardare cosa ha preso!”

“Probabilmente mi sottoporrò anche l’operazione per cambiare sesso, ma solo se tu sei d’accordo…”

“Guarda che sta mangiando la carta!”

“Dopodichè mi presenterò alle primarie o parteciperò al concorso Misssssa che non mi stai ascoltando, ma solo a livello regionale, non vorrei fare le cose troppo in grande per il momento…”

“Ti saluto Zia Wonder, Sta mangiando la carta!”
CLIC.

E’ come prendere un caffè.

Parlare con Zia Ebe è sempre un piacere… se non è Zia Ebe, che piacere è??

Quando un nipote ti pensa

  • agosto 6, 2012 at 19:14

“ZIAAA! SAI CHE IN VACANZA LA MILENA AVEVA UN CANE! ERA GROSSO E PESAVA 54 KG! IO LE HO DETTO <<QUASI COME LA MIA ZIA!!>>”

“No, cuginetto It” lo corregge Zia Ebe “è la zia che pesa quasi come il cane!”

Carenza di tetta

  • giugno 18, 2012 at 20:57

Sono davanti all’ufficio anagrafe che aspetto Zia Ebe e prole.
Ovviamente è in ritardo.
Devo garantire per loro, per dei documenti di identità.
Ma ho anche da recuperare tutte le mie tre befane sparse qua e là per il mondo estivo.
E mia sorella è sempre in ritardo.
Il ritardo le scorre nel sangue più dei globuli bianchi.

“Ebe… ma ‘ndo stai?”

“Sono sul tram…”

“Ettepareva! Allora inizio ad entrare a prendere il numerino.”

Entro e mi accarezza la pelle un’escursiona termica che fa passare il mio delicato organismo da +34° esterni a circa -10°: probabili tecniche di criogenetica praticate all’insaputa dei poveri cittadini che, necessitando di insostituibili procedure burocratiche comunali, si sottopongono all’esperimento “quale parte del pranzo preferisci entri prima in congestione?”

Bene, abbiamo il 26 e siamo… siamo… siamo… al… 9!!! Argh! Tra 65 minuti Nanà esce dalla scuola materna… tre sportelli… non ce la faremo mai!

Esco e vado incontro a Zia Ebe.
“Ascolta, te li lascio un attimo che devo andare a prendere una cosa.”

“No, certo, vai pure. Babysitteraggio, fila all’anagrafe… vuoi anche che allatto al posto tuo??”

Entro nell’ufficio con Cuginetto It che maneggia una canna da pesca artigianale fatta con un ramo e dello spago e continua a parlarmi e raccontarmi della sua gita mattutina, con due borse, la cartelletta dei documenti in mano e spingendo la carrozzina, dentro la quale Cuginetta It… sta urlando come una pazza!

L’ufficio è stracolmo di gente e pinguini ibernati.
Mollo la carrozzina straripante di borse in un angolo e prendo in braccio la piccola esorcista mentre tutti mi guardano.
“Dai, amore della zia, non fare così… adesso la mamma arriva… mica avrai fame.. su, su, su, che pensano tutti che sia una madre degenere che non ti vuole allattare… amore mio… fai la brava, porta pazienza, o forse meglio se continui a strillare così che evacuiamo l’ufficio senza far fatica…”

Mi si avvicina una responsabile.
“Signora? Bisogno?”

“Sì, tanto. Ma non sono io che devo fare i documenti, è mia sorella.. che è la loro madre… perchè io sono la zia… perchè il loro papà è a lavoro… e non so nemmeno esattamente cosa debba fare… arriva all’istante… così ha detto… spero… è che lei vuole la tetta… ma io la tetta non ce l’hoooooo!!!!!”

“Beh, quando la madre arriva mi faccia chiamare.”

Nel frattempo, presa dalla disperazione, giro la piccola pollastrella di due mesi con lo sguardo rivolto verso il mondo.
Come per incanto smette di piangere e inizia a guardarsi intorno.
“Ma allora sei una carogna! Mi fai fare ‘ste figuracce e poi volevi solo osservarti intorno?? Ma guarda che quando arriva tua madre mi sente! Non ti può mica viziare così, neh… Ora saltelliamo un po’ di qua e di là, mentre aspettiamo…”

Il tutto mentre Cuginetto It, anche quando parlavo con la responsabile dell’ufficio, mi mitragliava i timpani con:
“ZIAAAA! Sai dove sono andato oggi?? Siamo andati in battello! Sai che siamo andati in gita con l’asiloooo! Abbiamo preso il tram! E poi il battello! E sai che siamo andati sul FIUME SPORCO?! Però nel fiume sporco non si può pescare! Se si poteva pescare io pescavo centomille chili di pesce di tutto il mondo! Lo sai ziaaaaaaaaa!!”

Ho scoperto poi che il FIUME SPORCO era riferito al Naviglio.

A volte sembra che le mie tre non mi bastino…

Pozzi senza fondo alti circa un metro

  • maggio 13, 2012 at 21:41

Nel pomeriggio Cuginetto It viene a giocare da noi, così zia Ebe può dedicarsi alla sorellina e al cambio degli armadi.

Li relego in cameretta a urlare e a disfare il disfabile, poichè Canterina deve finire i compiti.

“Mamma, quando facciamo merenda??”

“Quando Canterina ha finito i compiti.”

“Zia! Ma quando ci dai la merenda??”

“Quando Canterina ha finito i compiti… Canterina, ma quando finisci i compiti??!!”

In preda alla disperazione, alle 17.30 li chiamo per la merenda, nonostante la figlia grande debba ancora finire matematica e scienze.

Le facce ricordano quelle di naufraghi derelitti sbavanti che non vedono cibo da settimane.
Piazzo in mezzo al tavolo un bel piattone di frutta tagliata a pezzi, due mele, due banane, due kiwi…
In men che non si dica il piatto si svuota.
Abbiamo anche appurato che Nanà, oltre alla banana, ha infilato in bocca una fetta di mela senza fare capricci e non è morta… Suonano le campane a festa!

“Volete qualcos’altro??”

Che domande idiote mi vengono ogni tanto.
Tra un bicchiere di succo e una tazza di caffè d’orzo bevuta a suon di cucchiaino, mi hanno praticamente svuotato la dispensa.

Ogni tanto cercavo di scoraggiarli:
“Bimbi, tra poco più di un’ora si mangia… Non volete tenere un po’ di posto per la cena? Ancora fame?? Sembra che non vi dia da mangiare da due giorni, invece sono solo quattro ore… E tu Cuginetto It, a casa tua vivi di acqua e bei ricordi??”

Niente da fare.
Si sono alzati solo per tornare a giocare con le mani appiccicose e, forse, perchè mi han visto serrare antine e frigorifero con il silicone e la Superattack.

C’ha ragione mia madre.
Meglio ammazzarli che mantenerli!

Eccoci ancora qua… e ci sono novità!

  • aprile 9, 2012 at 20:04

Il computer è tornato.
Riposato ed abbronzato, beato lui…

Avrei avuto un sacco da scrivere in questi giorni.

Di quando io e Madre Naturasì siamo andate alla fiera di Fai la Cosa Giusta a Milano con il suo trolley, già sicure di uscirne cariche e soddisfatte, e abbiamo sfoderato la nostra verve in numerosi stand, non facendoci mancare ampie figure di merda nazionali.
Mi rendo conto ogni giorno che passa che io e lei siamo uguali in tante cose…

Di tutti gli strafalcioni linguistici di Nanà, che hanno provocato grasse risate familiari, ma di cui ora non ho memoria.
L’età…

Di quando ho dato retta a Madre Naturasì e mi sono ritrovata a spaccarmi la schiena per pulire dei locali della scuola in preda a esalazioni da sgrassatore, di cui lei faceva laaaargo uso per essere sicura di togliere le patacche dal pavimento (come se non bastasse il 100 gradi!) e forse, anche grazie a quello, continuavamo a ridere come dua matte  e a bere caffè e coca cola scaduta per riuscire ad arrivare a fine giornata…

Di quando, sempre io e Madre Naturasì, abbiamo infilato tutti i bimbi (cinque in totale) in auto e siamo andate al centro commerciale a comprare le scarpe alle mie tre befane…
Questo dovrebbe raccontarlo lei, perchè far uscire dalla mia bocca cosa significa trovare le ballerine per Babet-piede-a-salamella e scarpe da Comunione per Canterina-l’incontentabile con cinque bambini appresso potrebbe sembrare inverosimile.
Ma è un’esperienza da esaurimento nervoso…

Di come eravamo tutte agitate negli ultimi giorni per l’imminente arrivo della cuginetta che… E’ NATA PROPRIO IERI MATTINA!!!!
Deliziando così le nostre festività pasquali!
Un piccolo… enorme… tondeggiante batuffolo, tutta guance, con tantissimi capelli neri, urlante e sempre e perennemente affamata… Tutta sua madre!!!

Le bimbe erano estasiate ed eccitatissime. Continuavano a chiedermi quando l’avrebbero potuta prendere in braccio.
Abbiamo invaso lo stanzino di Zia Ebe, tanto che l’infermiera è venuta a dirci di essere in troppi per una degenza sola.
Non volevano andare dal padre per poter stare più tempo possibile con la lei: una splendida novità tutta da raccontare!

“LA CUGINETTA E’ GIA’ NATA!”

“E’ tutta guanciosa e dormiva nel lettino e io le ho toccato le manine!”

“Sì, anch’io! E ha un sacco di peli sulla fronte!!”

“Occhei, viva i particolari! Ma è normale per i bimbi appena nati avere peluria, poi crescendo scomparirà…” Speriamo.

Oggi sono andata a trovarla in ospedale da sola e me la sono cullata per quasi un’ora… se lo sapessero le bimbe!
I capelli fitti fitti mi ricordavano Canterina appena nata e le guance cadenti Babet, la nostra piccola esorciccia.

Una nuova vita viene al mondo nel giorno della Risurrezione di Nostro Signore.
Non c’è augurio più bello.

Questa sera ho voluto smaltire il pranzo di Pasquetta pedalando nel parco, alla faccia dell’allergia.
Mi sono arrampicata su una montagnetta e ho fatto sosta su una panchina, all’ombra di un meraviglioso ippocastano, nell’attesa che qualche anima pia mi portasse il polmone artificiale per riprendermi.

Osservavo chi giocava nell’erba, chi girovagava con la bicicletta, chi passeggiava mano nella mano, gli aerei che lasciavano la scia nel cielo azzurro terso, il vento che a tratti mi entrava nelle ossa e mi faceva allacciare meglio il giubbotto ed esclamare “Te poss…”

Ad un tratto il vento ha smesso di soffiare e il calore dei raggi del sole mi ha scaldato il viso.
E ho sentito come se Qualcuno mi accarezzasse il volto e mi facesse partecipe della Sua presenza.


Lo so, lo che ci sei. Ti sento ogni giorno.
Ti vedo ovunque io volga lo sguardo.
Ti ascolto in ogni cuore che batte accanto al mio.
Ti osservo nelle mani della gente, nei sorrisi, nei bronci dei bambini, nelle loro risate.
Ti sento accanto ogni volta che Nanà mi abbraccia e mi stringe forte dicendomi <<NON TI LASSIO MAI PIU’!>>.
Sei con me quando consolo Canterina che vuole crescere ma non farlo troppo in fretta.
Sei ancora lì quando vado a baciare ed abbracciare Babet, ringraziandola, perchè ha spontaneamente rinunciato a qualcosa per l’ennesima volta, per non farla sentire una povera vittima ma un generoso dono del Cielo.
Sei con me quando sospiro e penso <<Che fatica fare la mamma!>> perchè sento nel cuore il Tuo grazie.
E allora Ti dico il mio di grazie…

Son qua seduta a farmi accarezzare dai Tuoi raggi di Luce e non mi sono mai sentita così serena prima.
Penso a quello che ho e a quello che non ho e mi rendo subito conto che non dipende da questo la mia serenità, ma piuttosto da quello che Sono.
Perchè non è ciò che si ha, ma ciò che si è a fare la differenza.
E ho ormai capito che l’Essere dev’essere l’obiettivo primario per riuscire a colmare tutti i vuoti ed andare avanti senza rammarico e con grande serenità, senza aspettative ma con gioia nonostante tutto ciò che ci circonda.

Mi fermo a chiedermi se quattro anni fa avrei mai pensato di andare oltre al sopravvivere…
Eppure ora io non sto sopravvivendo, ma sto VIVENDO, perchè ho imparato prima di tutto a vivere me stessa.

E Ti ringrazio per tutto ciò che ho incontrato sulla mia via, per tutto, niente escluso.
Se non fosse stato per Giuda, nemmeno Gesù avrebbe potuto adempiere al Suo destino.
Quindi mi sento di ringraziare ogni Giuda che mi si è posto davanti e che mi ha aiutato a scegliere chi voler diventare.
No, non che io mi voglia paragonare!!
Ma è semplicemente il mio modo di esprimere ciò che sento in questo momento, che Dio è presente ovunque e in chiunque, anche in coloro che ti sbarrano la strada e ti fanno del male.
Dio è anche in loro.
Non nella loro volontà, ma nella possibilità che attraverso di loro ti viene data.
A dirmi queste parole qualche anno fa mi sarei sputata da sola.
Ma ora ci credo fermamente.
Credo veramente che ogni cosa, ognuno, sia per noi una splendida occasione.
Occasione di trovare o ri-trovare noi stessi, chi siamo veramente o chi decidiamo di essere.

Sono convinta che bisogna avere un alto obiettivo nella vita… e poi godersi ogni signolo passo che si percorre sulla propria strada.

<<C’è un’ape che se posa
sopra un botton de rosa
lo succhia e se ne va.
Tutto sommato la felicità
è una piccola cosa.>> (Trilussa)

Domande esistenziali serie parlando dell’imminente arrivo della cuginetta

  • febbraio 26, 2012 at 17:54

“MAMMA… MA CUGINETTO IT L’HA NATO LA ZIA O L’HA NATO LO ZIO???”
(Nanà)

Turiste per naso

  • dicembre 29, 2011 at 21:51

Un giorno Marta inciampò nel mio blog.
Non facendosi probabilmente troppo male, si rialzò, iniziò a leggere e, come in uno specchio, rivide tanto di ciò che lei stava vivendo, suo malgrado, travolta e schiacciata dagli eventi.
Iniziò così una corrispondenza fitta, uno scambio, una condivisione.

Marta era caduta nel buio più profondo.
Io non ho fatto nient'altro che tenere in mano un lumicino, per ricordarle che la strada per venirne fuori c'era, doveva solo rialzarsi, scrollare via la polvere dai vestiti (anche se tutto lo sporco non viene mai via…) e incamminarsi.
Tante volte ha avuto paura di non farcela, ma era chiaro agli occhi di tutti (o per lo meno i miei): Marta è una gran donna e una grande madre, non c'era dubbio, ce l'avrebbe fatta.
Pian piano è venuta fuori dal tunnel e ha cominciato a sentire la forza che aveva dentro.
Ha preso il suo lumicino e, zaino in spalla, con tutto quanto il suo fardello, ha cominciato a scalare.

Le nostre mail si sono diradate, ma non il legame che ormai si era instaurato tra di noi.
Poi un giorno mi scrive che sarebbe venuta a Milano per conoscermi.
Occhei, sapendo quando mi sarei organizzata per dedicarle almeno un pomeriggio, ma da dove arrivava che la mia labilità mnemonica non mi permetteva di ricordarlo?
Da Roma.
… Minchia! Dietro l'angolo! Andata e ritorno in giornata?
Ma Marta era convinta.
E chi sono io per sconvincere qualcuno?

Oggi Marta è arrivata in stazione.
Mi ero dimenticata di mettermi il garofano rosso all'occhiello, così, non conoscendo le sue fattezze, sono riuscita a fermare due donne, di cui una pure spagnola, con il mio sorriso ed il mio charme e di beccarmi sguardi inceneritori con fumetto sopra la testa "Questa è poco normale, stiamoci alla larga!"
… In spagnolo non so come si dica.

Dopo poco arriva una spumeggiante romana che inizia ad indicarmi da lontano.
Ma grazie alle figure di merda precedenti, non mi sono mossa fino all'ultimo, quando con certezza ho esclamato:
"Marta?"

"Wonder?"

"Parola d'ordine??"

Abbracci.
Applausi.
Bis di abbracci.

"Ma qual era la parola d'ordine?"

"… Non lo so… Era così per dire, magari ne avevi una tu…"

Ed è così che è iniziata la nostra giornata da turiste per naso.
Abbiamo camminato otto ore.
Le ho fatto percorrere tutto il centro metro per metro, anche le vie retrostanti.
Dopo la pausa toilette alla Rinascente, un bel panino.

"Sediamoci lì che c'è un sacco di posto."

Strano.
Ma abbiamo subito capito il perchè.
Uno stromo di cinque generazioni di passerotti attendeva che i turisti finissero il loro pasto e lasciassero qualche briciola, patatina fritta o cotoletta alla milanese.
Ci osservavano avidamente dall'alto del tendone e già ci vedevo correre via (come nel film "Uccelli") inseguite dai passerotti sanguinari.

"E mi sa che lo sporco sul tavolino non è cioccolato!"

Io adoro l'accento romano!

A Natale Nonna M. mi ha regalato un allarme da borsetta.
Lo stesso che a Santo Stefano facevo partire ogni tanto vicino a NonnaBis, sorda da un orecchio, facendo poi la faccia della gnorry e ridevo come una matta quando lei chiedeva "Ma suona qualche citofonino (=cellulare)?!?"
Nipote bastarda.

Nell'alzarci dal tavolino l'allarme mi si è incastrato nella sedia ed è partito il mega-sonoro, prontamente zittito dopo due secondi.
Il bambino accanto mi guardava con i suoi occhioni incuriositi.
"Gli uccellini!" escalmo.

"E che uccellini…"

"Perchè senza volerlo ne ho schiacciato uno e ha urlato… è morto… "
Fino a quel momento aveva avuto un'infanzia felice.
Il bambino.

Abbiamo guardato le foto dei rispettivi pargoli.
Camminato nelle vie milanesi dello shopping compulsivo ma senza guardare nemmeno una vetrina.
Perchè abbiamo parlato, parlato e ancora parlato.
Che bella giornata!

Ho conosciuto una persona fantastica e la ringrazio tanto.
Se poi è sopravvissuta al mio delirio è ancora più fantastica.
Ai miei racconti del non-ce-la-poSSSo-fare-con-lo-SSSpasimante-paleSSStrato-dalla-eSSSe-SSSibillina che non beccava due congiuntivi di fila manco a regalarglieli.
Anche nel momento in cui un tizio ci voleva fermare a tutti i costi per darci un volantino e…

"No grazie!"

"Prego!"

"No grazie!!"

"Ma provate il test…"

"No grazie!!!"

"… il test del carattere!"

"No guarda, c'ho un carattere di merda e me ne sono fatta una ragione."

Anche in quei momenti non ha fatto finta di non conoscermi!
Che brava donna!

Le ho appena mandato una catena di sant'Antonio vie sms che già una maledice il giorno che m'ha incontrata e che mi ha dato il suo numero… e invece mi risponde tanto carinamente che non trascrivo il messaggio solo per non sembrare troppo immodesta!
Che brava donna!

La giornata è volata.
Mentre aspettavo il tram per tornare a casa e tenevo a distanza con la forza del pensiero il vecchietto che mi ruminava il tabacco nell'orecchio sinistro, pensavo che a volte si fanno incontri insaspettati nei modi più inaspettati, ma che si rivelano molto preziosi.
Ero immersa nei miei pensieri e mi squilla il telefono.
"Zia Ebe, ciao! Come state? Io sto tornando a casa ora."

"Bene, grazie. Com'è andata la giornata? Senti… passi a prendere le melanzane fritte, dei broccoli lessati e la pasta con formaggio e zucchine? Ne ho fatti tanti, così hai già la cena pronta?"

"Melanzane fritte?? E' la dieta post festeggiamenti natalizi??… Ma non le mangiate voi?"

"No, guarda… Le ho mangiate oggi e ce le ho ancora qui che mi salgono su!"

"Beh, direi che è il piatto adatto per una donna gravida con grossi problemi di digestione…"

"Hanno la doppia pastella."

"Zia Ebe, ti nomino ufficialmente Regina del Male! Del Male di stomaco… "

Aveva proprio ragione Mia Martini!

Sai…
la gente è strana…
soprattutto…
se fuma marjuana…

Meno male che so le lingue

  • dicembre 11, 2011 at 22:05

Giovedì da Nonna M. c'era il pienone.
Festeggiavamo un po' di compleanni: Canterina, Zia Ebe, Nonna M. stessa.
Sì, noi andiamo a blocchi, con tre feste all'anno riusciamo a prendere dentro tutta la famiglia, a parte Babet che apre le danze in solitaria ad ottobre. Ma per ora non si è mai lamentata.

Nonnabis non mancava certo all'appello, ma c'erano anche ospiti d'oltralpe: i nonni di Cuginetto It arrivati freschi freschi dalla Francia per vedere nipotino, figlio, nuora e la pancia in crescita della prossima nipotina in arrivo.

No… non sono io ad essere incinta…
Anche l'altro giorno la stessa gaff, durante la toilette serale, dopo aver mangiato come dei bufali, stavo lavando le bimbe e contemporaneamente scoppiavo.

"Miiii, bimbe! Sapete cosa c'è qua dentro??" chiedo tastando la pancia gonfia di cibo.

"Un bambino?!?!"

"Babet… Direi che ho già dato… E poi non mi è ancora apparso l'arcangelo Gabriele ad annunciarmi Ti saluto o piena di grazia, ma soprattutto piena! A conti fatti avrai un figlio dopo Pasqua e lo chiamerai Zuzù, giusto per non confonderci casomai ci facessero una biografia non autorizzata!"

"Quindi aspetti un bambino??"

"No, amore, è la scodella di pasta alle melanzane che mi dispiaceva avanzare… La scodella, non la pasta!"

Dicevamo…
La Zia Ebe è in dolce attesa di una frugoletta frugolosa che Cuginetto It ha soprannominato (non chiedetemi perchè) 'Latte e cioccolata', ma che noi, seguaci della sana alimentazione, preferiamo chiamare 'Nutella di soya'.
Biologica preferibilmente.

Così giovedì, in casa NonniWonder, si respirava aria di delirio.

Nonna M., che aveva cucinato per un plotone di marines ormeggiati a Pearl Harbour, continuava ad andare avanti e indietro dalla cucina chiedendo riscontri sui sapori, appoggiando manicaretti in ogni buco del tavolo, spadellando, scolando, impiattando, grattuggiado… E' che quando parte non la fermi nemmeno sparandole ai fianchi!
Nel frattempo in sala c'erano altre undici persone che si servivano, parlavano, scambiavano piatti, opinioni, sgridate, convenevoli… in tante lingue diverse.
Nonna A., seduta di fronte a me, mi parlava in francese che, come risaputo, è la mia lingua madre. Infatti non capivo una mazza.
Chiedevo a Zia Ebe di tradurmi.
Nanà continuava a muoversi sulla sedia e a parlare, urlando "VOJO L'ACQUA!!"
Babet e Canterina chiedevano gnocchi e affermavano a gran voce di non voler nemmeno assaggiare il risotto con i carciofi.
Zia Ebe tentava di sedare Cuginetto It che nel frattempo si era alzato da tavola, aveva preso la chitarra di plastica ma con corde vere e, strimpellando accordi infartuosi cantava alla Pavarotti & Friens "LA LA LAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!", crepando la cristalleria di Nonna M.
Io continuavo a dire "Ebe, mi dici cosa ha chiesto tua suocera che è già alla quindicesima frase ma io non ho capito nemmeno la prima??" e nel frattempo sorridevo e annuivo, inserendo ogni tanto qualche "Eh già…"
Dall'altro lato del tavolo Nonno M., Zio Ratatouille e Nonno A. parlavano tra loro, a gran voce e tutti insieme.
Nonnabis, zitta zitta, mangiava come se fosse stata digiuna dal Natale 2009.

Prendiamo un attimo fiato…

Dopo due ore eravamo tutti sfatti, scomposti, consumati e provati. Nonnabis dava anche qualche segno di ubriachezza molesta, perchè zitta zitta, oltre che mangiare, ad ogni portata si faceva versare un bel bicchiere di rosso…
I bambini dopo dieci minuti erano andati in cameretta a giocare e non erano più usciti.
Nonna M. si era finalmente fermata e sfoderava il suo francese-che-lo-so-ma-una-parola-su-quattro-non-mi-viene-subito-ma-ce-l'ho-sulla-punta-della-lingua.
Nonno M. lo stesso.
Chi sbucciava pistacchi e chi mandarini, ma solo per inerzia.
Nonnabis e Nonna A. conversavano amabilmente, raccontandosi aneddoti e vissuti di una vita. Nonnabis in milanese e Nonna A. in francese.
Io penso che non si capissero e che stessero parlando di due cose totalmente diverse, ma sono andate avanti così per un bel po'.

"Zia Ebe… tuo suocero sta dormendo seduto." le dico ad un certo punto, dopo essermi resa conto che Nonno A. aveva chiuso gli occhi da un pezzo, ma respirava ancora.

"Sì, lo so, fa così… E' normale… Ieri l'ho perso anche in tram, dalla quarta fermata fino in Duomo."

Arriva il momento dei saluti.
Lunghi saluti visto che ci rivedremo tra un anno.
Nonna A. mi dice qualcosa in francese e penso di aver capito che mi fa i complimenti per essere in forma, dopo ben tre figlie.

"Mersì, mersì bocù!"

Mi chiede se mangio, se non mangio tanto pane perchè è il pane che fa ingrassare, se faccio ginnastica o vado a nuotare.
Beh, dopo una giornata passata insieme comincio a capirci qualcosina di più.

"Je manj, non te preoccupè, je manj! Je manj, je dorm… poc, ma dorm! Je mov muà tujur dietr alle figl e a la mesòn… Je cùr tujur…"

Mi chiede ancora se faccio qualche dieta particolare.
Inizio a cercare Zio Ratatuoille perchè ho bisogno di un interprete. 
"Je manj! Sto attènt a chel che maj, ma manj!"

Allora, non contenta, mi chiede che dieta ho fatto prima.

"… La dièt de la saparasiòn!!"

Per fortuna so le lingue.