<<Ho fiducia nella Vita, ovunque io sia diretto.
Incontro sempre persone gentili e disposte ad aiutarmi.>>
Questa frase ho pescato stamattina…
E’ tutto vero.
Io adoro il mio osteopata!
Un ragazzo che a prima vista sembra stralunato, ma a mio avviso è il Bill Gates dell’osteopatia.
Tirocinante (si va al risparmio…), geniale, intuitivo, empatico, accogliente, altruista, istruttivo e tanto tanto umile.
“Wonder, come va?!”
“Male…”
“Ma non dovevamo vederci tra due settimane?”
“Appunto! Ho la schiena che fa schifo!”
“Ma come? Fai i massaggi agli altri e tu peggiori?”
“Io raddrizzo gli altri, a raddrizzare me ci devi pensare tu!”
“Per il resto?”
“Tutto bene!”
“… Hai una faccia sbattuta! Molto più dell’altra volta!”
“… Grazie… così dai una spinta fondamentale alla mia autostima!”
“Ma… sei dimagrita??”
“… Giuro che non volevo! E’ stato fatto tutto a mia insaputa! Ora gliene dico quattro a quei chili che ho perso!!”
“Ti vedo stanca…”
“No, nemmeno tanto…………….”
“Sembri fatta!”
“… Così la porti al suicidio la mia autostima!! Beh, saranno le ore di sonno mancate… solito, niente di nuovo!”
“Ti sei uccisa in questo week end?”
“Direi di sì.”
“E anche settimana scorsa??”
“Decisamente.”
“Praticamente sei ai soliti ritmi?”
“Come hai fatto ad indovinare?”
“Wonder! Così non va! Devi mollare qualcosa!”
“Ti ci metti anche tu adesso???”
Chiacchieriamo un po’ sulla questione priorità (a me sembrano tutte priorità…), doveri e diritti (questi ultimi molto latenti nella mia vita…), prendere del tempo per me stessa (gli rido in faccia sguaiatamente…), volermi bene… Questo a modo mio son sicura di farlo. E’ nel lato pratico che pecco.
Io sono consapevole di tutto, mi sono già detta che devo tagliare qualcosa, che devo imparare a dire di no, che se vado avanti così schiatto, ma ho energia da vendere e a volte mi sopravvaluto.
“Giovedì sono andata in Emilia a portare gli aiuti ai terremotati con un’amica e la mia auto piena zeppa di scatolini e scatoloni che non ci stava più uno spillo. E’ stato molto soddisfacente a livello umano, ma anche un tuor de force. Undici famiglie… Ma mi sono ripromessa che la prossima volta delego.”
Mi guarda.
“Giuro.”
Mi guarda.
“Mi puoi picchiare se non lo faccio.”
“Scuola, bimbe, lavoro, corsi nei week end, Emilia, teatro, casa e faccende, visite… Io non conosco nessuna che tenga i tuoi ritmi e sopravviva!”
“Io sì! Tutte le mamme o quasi fanno così!!”
“Ma tutte sono separate con tre figlie??”
Cribbio! A questo non so cosa ribattere, mi ha messo all’angolo!
Questo discorso mi è familiare… me lo hanno già fatto. Devo cominciare ad assimilarlo.
“Beh, non tutte posso avere la mia fortuna! Comunque almeno due ci sono.”
“Chi? Wonderwoman?”
“Esatto! E pure la donna bionica!”
Ridiamo mentre mi perfora un muscolo pelvico o qualunque cosa sia…
Rifletto sul fatto che sono veramente circondata da angeli custodi che si prendono cura di me.
“Wonder, ti fai carico dei problemi degli altri?”
“Per il fatto che ho mal di spalle??? Mi sembra di non farlo…”
Bob mi dà sempre ottimi spunti da cui partire.
Ci penso un po’.
No, sono sicura di ‘farmi carico’ solo delle mie figlie.
Ho imparato a distaccarmi.
Certo faccio fatica a dire di no… ma quello è un altro discorso!
“Caspita Bob! Mi fai riflettere! Ma se ci penso bene posso dirti che ho imparato ad ascoltare, ad essere d’aiuto senza portarmi a casa i problemi delle persone. Mi spiace certo se qualcuna sta male, ma non assorbo il suo dolore. Sono sicuramente più utile così. Il distacco è doveroso. Essere empatici non significa forzatamente assorbire, ma a volte semplicemente “sentire” l’altro, “vedere” anche ciò che lui non vede e tentare di portarlo nella giusta direzione, ma senza forzature.”
“Cavoli come hai ragione!”
“E’ quella semplicità di cui ti parlavo prima che forse porta ad essere veramente capace di smuovere le montagne. Ma le proprie montagne, non quelle degli altri. Ognuno deve essere in grado di spostarle da solo, solo così è un percorso di crescita. Il cambiamento ognuno di noi deve sceglierlo e nessun’altro può obbligarci a cambiare, specialmente se non lo vogliamo.”
“Cavoli! Che begli spunti che mi dai ogni volta!”
“Ma se sei stato tu a darmi lo spunto per far questa riflessione?? Vedi, a volte ci serve fare qualche passaggio che non ci è chiaro e possono essere gli altri a portarci sulla strada giusta. Gli spunti si trovano ovunque. Io ho un sacco di strumenti per supportare la mia crescita. Ho te, la psicologa, la santa naturopata che ci vede tre volte l’anno ma poi fa tutto un sostegno fondamentale telefonico per tutto l’anno, i fiori di Bach -manna dal cielo-, delle amicizie deliziose!”
“E’ vero! Hai scelto un sacco di strumenti utili!”
“Hai detto proprio bene… Li ho scelti io. Li ho cercati e me li tengo stretti. E’ la voglia di venire fuori da una situazione che dà sofferenza o anche solo un semplice disagio che ti fa muovere nella ricerca di soluzioni o, meglio, aiuti. Ma è proprio vero che dobbiamo essere noi a scegliere. Come sempre!”
“Cavoli! Mi porto a casa dei bellissimi nuovi valori su cui riflettere!”
“Ma smettila! Io ringrazio te! Anche perchè adesso la schiena va molto meglio!”
“Però tenta di farla durare! Rallenta! Molla qualcosa! Promesso???”
“Promesso!”
“Veramente Wonder!”
“Ma lo dici come se non credessi che lo farò… mi conosci così bene?? Giuro che me lo ripeto da un po’ e me ne sono resa pienamente conto. Ho già fatto il primo grandissimo passo verso la consapevolezza, sai?”
“E qual è stato?”
“Darmi della cogliona da sola! Ora che siamo in due, però, ne ho proprio le prove!!!”