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Pace e relax

  • marzo 9, 2011 at 22:04

Salgo le scale con le mani sempre troppo occupate per essere solo due.
Salgo piano. Scalino dopo scalino.
Sono stanca.
Anche oggi, sì.
Sto accumulando così tante ore di sonno arretrato che tra poco raggiungerò la quota per poter ritirare un forno a microonde o magari una trapunta matrimoniale, aggiungendo solo € 29,90.

In testa una frase che circola ormai da tempo "Ce la posso fare… ce la posso fare… "
Penso che a furia di tirare, sorriso o non sorriso stampato in faccia, prima o poi scoppierò.
Ho bisogno un po' di relax.

Entro in casa al buio, chiudo la porta, appoggio le borse e le chiavi per inerzia e SVVVVVVVVAAAMPP!! Scivolo su un bicchiere-gioco di plastica lasciato in giro da qualche disgraziata delle mie figlie e pianto un volo memorabile, degno di una candid camera.
E' un segno.

Accendo la luce e vedo le mimose nel vaso che stanno già appassendo sul tavolo.
E' vero, sono una donna. E le donne possono tutto. Ma a volte c'è anche bisogno di trovare un piccolo spazio per sè, per ricordarsi che siamo comunque umane, per pensare a noi stesse e per potersi soffermare sul proprio cammino di donna e di persona.
E' un altro segno.

Prendo il telefono, disdico il mio appuntamento e riempio la vasca da bagno.
Sto pensando a me? A me stessa e basta? Chissenefrega di tutte le cose da fare e finire, mestieri, doveri, cibo, uomini, vita sociale…
Stasera sono tutta mia!

Luci soffuse, birra gelata in una mano, buon libro nell'altra.
Mi immergo e sospiro.
Che figata!
Decido che finchè non ho finito il libro non esco. (Dopo un'ora e quarantacinque minuti, con le piaghe da decubito sotto il sedere, ho dovuto desistere, nonostante mancassero solo quattro pagine… )
Ma prima di immergersi anche nella lettura un po' di respirazione e rilassamento.

Sono momenti che per alcuni rientrono nella routine quotidiana, invece per altri sono occasioni da ricercare, attimi rari come una smagliatura sulle chiappe sode di una pattinatrice sul ghiaccio.
A volte più unici che rari.

Silenzio.

Ci voleva proprio.

Un po' di pace dentro me e subito riparte la mia voglia di vivere.
E' come se non mi stancassi mai di essere in cammino.
Ogni tanto ci vuole qualche panchina per riposarsi e riprendere fiato, ma appena tornano le forze ecco che subito viene voglia di alzarsi ed andare avanti.

Probabilmente è colpa delle pile al litio…

Tra me e me inizio a canticchiare una canzone che non sentivo da anni, ma che mi è capitolata in testa proprio stasera.

"Non so cosa voglio raggiungere,
non so quali stelle raccogliere,
però ho una gioia da vivere
dai, dammi la mano, cammina con me.
Io credo in un mondo fantastico
che unisce il sorriso degli uomini
non dirmi che è un sogno impossibile,
ascolta il tuo cuore e allora saprai
che niente è più bello di una vita vissuta… "

E' una sensazione strana che ogni tanto mi prende, non so come spiegarla…
E' come un sentirsi appagata ma non sapere esattamente da cosa.
Mi guardo attorno e la vita che ho non è sicuramente quella che avrei voluto o che avrei augurato a me e alle mie figlie, ma c'è un senso di pace che ogni tanto mi pervade.
Non di tranquillità, non confondiamoci! Di tranquillità ce n'è proprio poca qui, nel wondermondo!
Ma pace, sì. Pace con me stessa, forse.
Perchè ora che ci penso è da tempo che sono contenta di me stessa, soddisfatta di ciò che sono e che sono diventata. Sarà questo la chiave di tutto? Mah…

Vale sempre la pena di fare una domanda.
Ma non sempre di darsi la risposta. (O.Wilde)

VITA… inizio secondo tempo

  • aprile 3, 2010 at 23:42

Le bambine sono dall'Uomo da Sei Milioni di Dollari, passeranno la S. Pasqua con lui.
La Pasqua senza le mie bambine…
Che merda, pensate voi? Beh, lo penso anch'io. E di questo devo solo ringraziare colui che ha scelto per tutte noi.

Comunque, come tutte le volte che rimango sola avrei milleduecento cose da fare, cose che non sono riuscita a concludere nel resto del tempo.
Sto pensando a due opzioni alternative: o di farmi applicare una protesi di altre otto mani, stile dea Calì, o di vincere l'enalotto per assumere una govarnante, un cuoco e un mandingo-sventola-foglie-di-palma.
Preferibilmente la seconda.

Mi ero già ripromessa di lavare, stirare la pila di panni che si sta accumulando all'infinito, pulire, sistemare, tirare giù qualche scatola per cercare vestiti primaverili per Nanà, fare la spesa, riordinare documenti e chi più ne ha più ne metta.
Ma stamattina, dopo aver cavalcato la Wonderbike per accompagnare Nanà che non vedeva l'ora di raggiungere le sorellone, mi sono detta esattamente queste parole, impegnative, argute, riflessive, concilianti e culturalmente elevate, e cioè:
"A'Wondermà… ecchecavolo!!!"

Sono passata furtiva dal parrucchiere e visto che non c'era quasi nessuno, l'ho preso come un segno del destino. Solitamente per una spuntatina devo sincronizzare l'orologio con la parrucchiera e decidere puntualmente di tornare un'altra volta, per l'insufficienza di tempo a disposizione. Ma oggi… chi mi correva dietro??
Dopo il parrucchiere pranzo con le amiche seguito da  tè e chiacchierata con Zia Luna e il piccolo Cucciolo, tornati da poco dal sud del mondo.
Successivamente fuga fugace al cinema dove ho visto "E' complicato", un film divertente che parla di coppie divorziate in cui mi sono ritrovata molto nella forza, pace ritrovata con se stessa e tenacia della protagonista nell'andare avanti con la sua vita (tre figli giust'appunto).
E per concludere in bellezza bagno notturno romantico e rilassante… al lume di candela!
Proprio come nei film americani, dove hanno svaligiato un baracchino di lumini da cimitero per avere illuminazione a giorno e dove non danno mai fuoco a niente nonostante le duecento fiammelle accese.
Io ero un po' carente sul numero, ma l'importante è l'atmosfera, no??

Non mi sono sentita in colpa per aver trascurato l'asse da stiro ed aver pensato un po' più a me stessa, e questo fa parte della rinascita, no?

"La primavera faceva rinascere ogni cosa e dentro di noi morivano i pensieri tristi della vita." (Mauro Corona)
Sarà forse la primavera, sarà forse la Pasqua…

La Pasqua, sì.
Perchè Nostro Signore Gesù ci insegna che dopo 40 giorni di passione, dopo aver portato in spalla la propria croce, una croce spesso messa in spalla da altri, dopo aver provato la morte, la conclusione a tutto questo è semplicemente e miracolosamente la Resurrezione.
E la Resurrezione avviene sempre dopo il dolore, perchè è nel dolore che cambi, che cresci, se lo vuoi veramente, che migliori, se decidi di farlo… E' dal dolore che rinasci.

E quando cambiamo noi, cambia la nostra vita…

Ma possiamo davvero cambiare la nostra vita, o è la vita che cambiandoci ci illude di averla cambiata?

La quiete dopo la tempesta

  • gennaio 18, 2010 at 21:28

"Odo augelli far festa…"

Un po’ è proprio così.
Stasera sono una very happy mum!

Il buonumore già è entrato in circolo questa mattina… no, non quando la sveglia è suonata alle 06.00 a.m.! Quello non è mai un buon momento. Ma sicuramente quando, mentre mi lavavo, la mia piccola-cozza-Nanà si chiudeva in bagno con me per cantarmi la sua nuova canzone:

"MAAAAMMAMIIIIIIAAAA, MAAAAMMMAAAMIIIIAMAAAAMMMAAAAA, MMIIIIIAAAAAMAAAAMMMMMAAAAAAA!"

Dieci minuti consecutivi con melodia stile sirena dei pompieri.
Ma era una vera prova d’affetto.
Ora che vado a "scuola" e non mi vede per la maggior parte della giornata si è trasformata in un batuffolo appiccicoso di tenerezza e capricci. Versione alternata. La mattina tenerezza. Il pomeriggio capricci.

Quando son tornata nel pomeriggio dal corso ‘fuma-cervello’ mi si è posta davanti una scelta vitale: o mangio o mi lavo.
Il tempo per entrambe le cose non c’era.

Ho optato per la detersione dovuta almeno al prossimo che si incontra per strada, ma non per la doccia: dopo mesi e mesi e mesi che manco mi ricordo l’ultima volta, mi sono concessa un’immersione di ben 15 minuti nelle acque calde di una vasca, aromatizzate con cinque gocce di oli essenziali di melissa (rilassanti)!
Cinque minuti di pronto soccorso di rebirthing (quel poco di mia conoscenza) per ri-ossigenare l’organismo e … ZZZZZZZ…. gli altri dieci minuti devo aver dormito… ora non ricordo bene.
Sono rinata!!

Sono andata al recupero-bimbecon il sorriso ebete di una "figlia dei fiori" dopo l’esperienza mistica di un cilum di gruppo.
E quando sei serena, prendi tutto con mooooolta più tranquillità.

Quanto ridere che abbiamo fatto stasera a cena!!
Non riuscivo a sgridarle per nessun motivo. Anche quando ci provavo scoppiavo subito in una risata anti-coerenza e la risposta erano assalti fisici, abbracci forti forti, morsicate sul didietro, leccate e sbavate qua e là…
Praticamente era come avere tre cani.

Momento della buonanotte a Canterina.

"Buonanotte amore."

"Mamma, ti devo dire un segreto nell’orecchio…." e con tono melenso "Ti amo…. Ti ho sempre amato… BACIAMOCI!"

Io ridevo di gusto e cercavo di scendere dalla scaletta del letto a castello incolume, ma lei mi tirava per abbracciarmi e sbaciucchiarmi.
Poco dopo abbiamo detto le preghierine e in un momento di tenerezza le ho ricordato che loro sono la mia vita.
E Canterina:

"Anche tu sei la mia vita mamma. Ti sposerò e non ti abbandonerò mai! … Ti ho amato fin da quand’ero piccola… ti pregavo… ti SUSCITAVO… e ora… BACIAMOCI!!!"

Penso di aver passato loro il gene della pazzia.

La vasca è dura

  • agosto 28, 2009 at 16:09

Verso l’ora di pranzo entriamo in casa, tutte quante, come un tornado.

Chi si toglie scarpe e le lascia in mezzo alla stanza per far inciampare la prima malcapitata, chi si fionda sui giochi lasciati in giro prima di uscire, chi dice "Ho seteeee! Ho seteeee! Ho seteeee!", chi urla "Lavatevi le mani prima di fare qualunque cosaaaaa!", chi implora "MAMMA PIPIII’!!"…

Probabilmente era un po’ che la teneva, perchè non appena spatello Nanà me la fa direttamente sui piedi.

Nel marasma del lavarmi i piedi, asciugare il pavimento, svestire e lavare Nanà, rispondere alle domande insistenti delle sorelle… non so nemmeno com’è successo…

Stavo tirando su Nanà dalla vasca avvolta per metà nell’asciugamano, nonostante lei volesse fare il bagno intero e continuasse a dire "OCCIA! OCCIA!" (=doccia) ………

Ce l’avevo in braccio… e ad un certo punto non ce l’avevo più….

Giuro, non so nemmeno come sia accaduto…

D’istinto ho cercato di afferrarla, ma sono riuscita ad afferrarle solo le gambe, così…

SPEMMMMMM!!!!

E’ caduta di faccia… nella vasca vuota, bianca e dura….

Ha pianto mezz’ora abbracciata a me, nuda, bangata, con singhiozzi, riuscendo a pronunciare solo "Mammaaaaaa…. mammaaaaa… ".

Io continuavo a darmi della deficiente e a dirle "Scusa amore, scusa… scusa, hai una mamma pirla… scusa… sgridami pure, scusa… ti voglio tanto bene, scusa…"

E mentre le guardavo arrossarsi i due bozzi sulla faccia, convivendo col mio senso di colpa, la parte destra e la parte sinistra del mio lobo frontale discutevano tra loro:

Dx: "Dai, non sentirti così… può capitare a tutti!"
Sx: "A tutti quelli che hanno le mani di pastafrolla??"
Dx: "Non l’hai mica fatto apposta!"
Sx: "Non è molto forte come argomentazione… c’è qualche madre che lancia di proposito la propria figlia nella vasca vuota?? E per di più di faccia??"
Dx: "Beh, hai comunque provato ad afferrarla…"
Sx: "Sì, è vero, è stato istintivo… e se magari non lo facevo atterrava di sedere invece che di zigomo!"
Dx: "C’è di peggio comunque."
Sx: "E’ vero, ma la cosa non mi solleva minimamente dal voler sotterrare la mia testa accanto ad uno struzzo australiano…"
Dx: "Beh, per fortuna è capitato a te, così puoi autofustigarti fino alla morte nei momenti di pausa!"
Sx: "Su questo hai ragione…"
Dx: "E con suo padre è caduta dalla sedia ed erano in tre adulti…"
Sx: "Beh, allora ho deciso, d’ora in poi andrà in giro col casco!"