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Survivor

  • giugno 9, 2015 at 21:10

E’ finita la scuola!

Babet ha concluso la quinta tra lacrime e disperazione (sia dei ragazzi che dei genitori).
Lasciare qualcosa e qualcuno di bello e speciale è sempre triste.
E le sue maestre sono state veramente maestre d’eccellenza!

Domenica c’è stata la megafesta di fine anno che noi genitori prepariamo sempre con grande cura, con tanto anticipo e tantissima fatica (fisica).
Bar, grigliate, menù vegetariani, canzoni e spettacoli delle classi, accoglienza remigini della materna, banchetti, pesca, lotteria, dimostrazioni di qualunque cosa abbiamo la facoltà di proporre, dalla zumba al badminton, dalla capoeira al rugby, spettacolo teatrale e quest’anno non ci siamo fatti mancare nemmeno i gavettoni…

In realtà io sono stata una delle promotrici del “ti rovescio la brocca d’acqua in testa che tanto ci sono 32 gradi all’ombra” e si è scatenato il delirio. Ma io son peggio dei bambini.

Ho passato praticamente tutto il week end a scuola e alle 21 di domenica sera, tornando a casa pedalando solo con l’aiuto dell’inerzia, ho cominciato a perdere colpi…
Non ho più il fisico di una volta.

Oggi, andando ad una visita medica con Nanà, camminavo tra i padiglioni dell’ospedale come un’ottantenne affetta da artrite reumatoide. Ho dolori ovunque e le borse sotto gli occhi si sono trasformate in trolley…

Meno male perchè entro sabato devo fare le valigie e potrebbero tornarmi utili.

Mi aspettano ancora un paio di giorni di delirio e poi… via al mare con le bimbe!

Ho proprio bisogno di entrare con i piedi nella sabbia e godermi i raggi del sole sulla pelle, di ricaricarmi, anche se in realtà le ferie con le tre principesse più che vacanze sono un trasloco…

Tra qualche giorno si tira il fiato e posso fermarmi a guardare un po’ la mia vita e i miei progressi.
Tutte le ricchezze guadagnate in questo anno. E intendo tutti quei meravigliosi rapporti umani che ho coltivato in questi 9 mesi: di condivisione di progetti scolastici e di amicizia pura con cui condivido gli stessi interessi “olistici” e spirituali.

E sento che qualcosa è nell’aria… anche se non so cosa.
Come  faccio a saperlo?
Beh, è matematico.
Per accogliere qualcosa di nuovo bisogna fare spazio, è una regola fondamentale, e di spazio ne ho fatto.
Ho fatto spazio e pulito, mi sono rinnovata e ho aperto le porte alla vita.
Anzi i portoni.
Perchè quando si chiude una porta si apre un portone.

Così mi han sempre detto e così è sempre stato, se osserviamo ciò che ci accade nell’ottica del nostro massimo bene: tutto ciò che  arriva è per noi il meglio. Il meglio per imparare qualcosa che ci aiuterà ad avanzare, ad evolverci.

E con quest’ottica possiamo affermare che… tutto è perfetto così com’è. E quindi  tutto quello che  accade.
Sempre.

Tutto al contrario

  • luglio 15, 2014 at 15:01

“Wonder, sei tornata dal mare con le bimbe! Come va?”

“Bene, pian piano mi sto riprendendo dalla vacanza…”

La famiglia Fantozzi va in vacanza

  • agosto 25, 2013 at 23:33

Che giornata!!!

Ho bucato una ruota venendo via dalla spiaggia!

Dopo aver percorso dieci metri sembrava di sentire il temporale e le bimbe mi han chiesto cosa fosse quello strano rumore.
“Mmmm… In effetti è strano parecchiotto… ”

Apro i finestrini per sentire meglio.
“Cazzo! Mi sa che abbiamo una ruota sgonfia!”

Nel frattempo una donna mi affianca facendomi strani gesti.

“Cerchiamo di arrivare in paese.”

“Mamma! Ci guardano tutti quelli che passano!”
“Mamma, ci indicano e ridono!”
“Mamma… Mi vergogno! Mi sento osservata!!”

Arrivo in paese, scendiamo dall’auto, ci fiondiamo fuori e constatiamo di avere una ruota posteriore squarciata.
“Nooooooo! E ora?”

Passa un tizio in auto e, penzolante fuori dal finestrino, mi dice:
“Signora, ha una gomma a terra!”

… Se la stiamo fissando in quattro ci sarà un perché, non trovi?!?!
“Sì, lo so… Sto solo decidendo di che morte morire… Bene. Prendo il telefono.”

Magicamente si affiancano dei ragazzi in auto e…
“Vuole una mano??”

“Beh… Se insisti… Direi di sì!”

Per farla breve il santo ragazzo me l’ha cambiata, in collaborazione col ferramenta strabico e parecchio sovrappeso al quale sono andata a chiedere una svitabulloni a stella… in prestito, con grande faccia tosta, perché i copribulloni avvitati sopra avevano una strana dimensione tutta loro che non combaciava con la mia chiave del kit di emergenza.
Mentre l’angelo mi montava la ruota di scorta le bimbe curiose gli stavano col fiato sul collo e tentavano di essere stirate dalle auto di passaggio.
I miei velati insulti alla prole tenevano compagnia al ragazzo, alla sorella, alla fidanzata e alla madre che era giunta poco dopo.

Paolo, così si chiamava il nostro salvatore, non ha voluto nemmeno che gli offrissi un caffè per ringraziarlo.
“Mio figlio è sempre stato così!” ha commentato fiera sua madre.

“Dicci almeno il tuo nome! Perché dovremo cantare lodi alle tue gesta nei nostri libri…dei compiti delle vacanze!!”

Appena entrate nel Market, Babet aveva già raccontato la nostra avventura a tutte le commesse, mentre Canterina tranquillizzava al telefono un nonno preoccupato:
“Ma no! Niente di grave! La mamma dice che son tutte esperienze!”

Da non ripetere, ma son comunque esperienze.
E perché non accumularne di più?

Saliamo a casa per lavarci, ringraziando che vada tutto a meraviglia anche nelle sfighe e…
SBADADABAM!!!!!!!!!!
Nell’intento di chiudere la tapparella, mi rimane la corda in mano e la tapparella cade giù con tutto il suo peso e, per lo spostamento d’aria, si riga pure il vetro della finestra!

Ma porc…..!!!
Avevo visto una scala.. Ah, già! È fuori!
“Bimbe! Portatemi una sedia e due coltelli di ferro!”

Riesco a sollevare la tapparella e a bloccarla con la sedia, sgattaiolo fuori e infilo la scala all’interno pregando di non rimaner chiusa sul balcone.
Provo a aggiustarla ma è un casino perché gli ingranaggi sono stra arrugginiti e non mi ricordo quando ho fatto l’ultima antitetanica!

Sono le otto e non ho ancora cucinato, sono sfinita, chiusa in casa con fuori i costumi stesi sul balcone che spero di recuperare e giro con uno pneumatico squarciato nel bagagliaio…

“Bimbe… Andiamo a prenderci una pizza!”

Se non mi dispero per le sfighe consecutive, figuriamoci se lo faccio per una cena mancata!

Più tardi mi chiama Nonno M., che deve darmi le istruzioni. Le sue. Che iniziano tutte con il “Domani DEVI…”
A parte che ho già tutto sotto controllo, ma ho rischiato di addormentarmi con la faccia nella pizza e non ho voglia di star lì a sentirmi dire le stesse cose che ho già ribadito io, ma dal suo punto di vista.

“Lo so che devo fare un viaggio fino a Milano tra sei giorni… ma la gomma non è più piccola,è uguale alle altre… Lo so che devo controllare la pressione visto che non è mai stata usata…ti ho appena detto che faccio riavvitare i bulloni… Certo che lo so che devo far montare il cerchione o mi porto la ruota a Milano, ma non so se il benzinaio che mi hanno detto è anche gommista… Cazzo, lo so capire da me che se non è un gommista devo cercare un altro gommista!!!!”
E poi si offende…

Non ho mai capito perché la maggiore parte degli uomini ‘interpreta’ le parole delle donne a modo loro e poi si arrabbia, sentito ferito nell’orgoglio.
Fan tutto da soli.
E ti fanno uscire dalle grazie.
Ma siccome stasera son troppo stanca anche per mandare a quel paese il nonno, lo lascio offendersi tranquillamente.

Son qui che tento di chiudere gli occhi e dormire per arrivare fresca a quello che ci aspetta domani, ma in questo paesino di quattro anime, dove non c’è niente e il “centro” è una via con un market, due bar, una pizzeria e un ferramenta, l’unica viva, sempiterna certezza è il karaoke serale!
Tutte le sere.
Sette giorni su sette.
Fino a notte inoltrata.

Cantassero bene, poi…
Lo utilizzo come ideale meta punitiva quando le bimbe mi fanno arrabbiare!

I cantanti improvvisati, sempre gli stessi presumo, fanno venire il latte alle ginocchia, la pelle d’oca, l’orticaria alle ghiandole surrenali, il travaso di bile e la congiuntivite virale!

Devo aver fatto qualcosa di orrendo per meritarmi questo supplizio tutte le sere.

In questo momento un figlio illegittimo di Pavarotti sta urlando “MI DISPIACE DEVO ANDARE…. IL MIO POSTO È LÀ…..”

Sarei tentata di uscire sul balcone e gridargli “Fallo! Ti prego! Lasciaci qua e vai! Fallo per noi! Te ne saremo eternamente grati!!!!!”

Ma purtroppo ho la tapparella rotta…..

Vacanze…

  • agosto 21, 2013 at 18:10

“Ciao zia Wonder, come vanno le vostre vacanze?”

“Ciao zia Ebe, e voi? Beh… Tralasciando il tour quotidiano di venti minuti di pineta con due borse frigo e due borsoni da spiaggia sulle mie spalle che era preventivato… Dunque, Canterina è appena stata punta da un’ape, ha una vescica tra le dita dei piedi e la sua bella dermatite che con la sabbia e il sale diventa schifosa… Pare un panda. In questo momento un panda urlante… Babet ha un occhio gonfio, si è tagliata un polso e ha la mammite a fiotte. Nanà ha un raffreddore che manco fosse andata in Alaska nuda, un piccolo eritema solare e una grande mammite; mi dorme stile zainetto sulle spalle in una stanza di un metro per due con 30 gradi notturni dove siamo in quattro ad alitare. Io sto da schifo e sorrido solo perché se no le bimbe si preoccupano, stanotte non ho chiuso occhio, ho lo stomaco che rifiuta qualsiasi cibo, oggi non ho mangiato nulla e nel pomeriggio dall’ombrellone sono certa di aver visto la Madonna che faceva surf accanto all’arcangelo-gabbiano Gabriele in tenuta da snorkeling! Prima di avere un calo ipoglicemico perché le bimbe non mi fanno star seduta due minuti di fila…

Quindi direi tutto nella norma e pienamente sotto controllo.
Ora vado ad amputare il dito gonfio di Canterina e a coccolarla per l’innocente perdita.
Baci ai ghiozzi e agli sciarani pescati da Cuginetto It. La prossima orata però è della zia! Surgelamela!! Le seppie te le puoi tenere…”

Ma non finisce qua!
Stamattina…due giorni dopo… Pidocchi per tutte!!!

Sono riuscita a svenire addormentata cinque minuti sulla sdraio nel pomeriggio… prima che Nanà mi svegliasse con la pistola ad acqua!

Ma sono ottimista… prima o poi riuscirò a rilassarmi!

Si riparte!

  • agosto 16, 2013 at 23:49

Le bimbe son tornate tre giorni fa dalle ferie con Homo.
Domani partiamo noi 4 per una vacanzina (leggi: per mamma =”trasferimento”) all’insegna del femminile, delle infradito e delle chiappe al sole!

Dopo quasi venti giorni che non le vedevo mi eri quasi dimenticata di quanto fosse prosciugante la vita con loro… mi è pure tornato il mal di schiena.

Ho macinato valigie e borse come un treno diretto.

E’ tutto pronto per essere caricato domattina, con calma.
Cibarie come se dovessimo partire per il deserto.
La borsa frigo per i l viaggio di domani potrà sfamare l’intero parcheggio dell’autogrill dove ci fermeremo per pranzare, ma mi piace essere generosa.
Ho già infilato un paio di borse con i giochi del mare nel “sarcofago” sopra la wondermobile, mentre mi dicevo che farle rotolare dentro forse è più facile che riuscire a tirarle fuori… ma so che domani la provvidenza penserà anche a questo.
Son qui che scrivo e mentalemente sto organizzando i bagagli nel baule:
“Quello a destra in piedi, quello a sinistra, quello sopra e quello sotto i piedi delle bimbe….”
A volte mi faccio paura da sola!!

Unico inconveniente: siamo al secondo piano senza ascensore…
Però, se non mi viene il colpo della strega, domani sera saremo già con i piedi nella risacca a spruzzarci di Autan in allegria!
Meglio di così!

Oggi Babet mi chiede se avremo qualcuno che ci prepara da mangiare.
“Amore… quello si chiama albergo… è la vacanza che fai con papà. Con la mamma solo pane e acqua!”

“Ma allora dobbiamo fare tutto noi!”

“Noi?? Ti prendo in parola!!”

S’è fregata con le sue mani.

In realtà, anche oggi, mentre eravamo al centro commerciale per prendere le ultime cose, ricordavo loro che la conditio sine qua non per venire in vacanza con la mamma è la collaborazione.
Loro mi hanno confermato che saranno delle aiutanti provette.
Io per sicurezza ho messo in valigia la frusta.

Parlavamo di ciò mentre prendevo un caffè (unico vizio della mamma, oltre alle rare-ma presenti- abbuffate di cioccolato fondente lontano dagli occhi delle figlie…).

Ad un certo punto è partita “Smooth Criminal”, di M. Jackson.
Hanno iniziato a ballarmi intorno, come se fossi un totem indiano, ognuna con le proprie movenze comico-danzanti.
Io ridevo come una matta e le incitavo a continuare.
Il barista rideva sotto i baffi dietro il bancone.

“Bimbe! Guardate là… quella signorina bionda al banco della Vodafone… la vedete? Vi sta guardando… e vi guardava anche prima, ridendo a crepapelle! Dai, fate ciao con la manina e sorridete! Carine e coccolose, ragazze!!”
E tutte a fare i pinguini di Madagascar.

Conoscendoci, penso che ci divertiremo anche al mare.

Controtendenza

  • giugno 15, 2013 at 17:09

Dopo aver sistemato scatole e bidoni di quaderni vecchi in cantina per metà pomeriggio -la schiena ringrazia-, mi accingo a preparare la borsa per il mare.

Domani andremo a trovare Canterina e Babet in colonia.

Sto cercando le racchette da spiaggia da due ore, ma chissà dove le avrò messe…
Teli mare, cremine varie, cappellini e occhiali da sole, ciabatte, costumi…

Ecco… costumi.

I miei son sempre gli stessi.
Un paio comprati due anni fa per sostituire quelli a cui si spaccava l’elastico vecchio.
Per sicurezza meglio provarli.

Ora, non pretendo di riempirli, questo nemmeno nei sogni durante la fase rem, ma… alcuni mi cadono!!!

Tra poco Canterina userà i miei… e io comincerò ad usare i suoi.
Magari ci sto dentro anche in quelli di Nanà…

Incriccamenti

  • giugno 14, 2013 at 22:10

Ho bisogno di qualcuno che mi massaggi la schienaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!

Sembra un controsenso…

Mercoledì ho massaggiato un’insegnante di pilates con il mal di schiena le lo psoas incriccato e l’ho risistemata per bene.
“Ma cribbio! Tu insegni pilates e stai messa così? Sembri me… In effetti anche tu ti ammazzi per benino!”

“Sai cos’è? E’ che noi siamo bravissime a ‘sistemare’ gli altri e a farli stare bene… agi altri… e poi non abbiamo tempo per noi.”

Come averei bisogno di una bella vacanza…

Strani ricordi

  • settembre 25, 2012 at 19:38

“Amore della mamma! Fammi vedere un po’ dove è appeso il tuo disegno delle vacanze! No, non dirmi qual è che lo voglio indovinare io! Il tuo stile è inconfondibile… Dunque…. Allora… Quindi… Occhei, Nanà, dimmi tu qual è.”

“E’ QUETTO QUA!”

“Beeee…llo. Ma… Beh…”

“SIAMO NOI QUATTLO CHE NUOTIAMO NEL MALE!”

“Ho visto, amore…”

“QUETTA SEI TU! QUETTA E’ BABET! QUETTA E’ CANTELINA! E QUETTA SONO IO!”

“Ma è bellissimo!”

“STIAMO NUOTANDO!”

“Guarda un po’, ci hai fatto tutte quante con il due pezzi! Che onde blu meravigliose! Che splendida giornata di sole che c’è in questo mare! Fantastico, amore, questo disegno delle nostre vacanze al mare!!… Contando che siamo andate in montagna…”

Quando un nipote ti pensa

  • agosto 6, 2012 at 19:14

“ZIAAA! SAI CHE IN VACANZA LA MILENA AVEVA UN CANE! ERA GROSSO E PESAVA 54 KG! IO LE HO DETTO <<QUASI COME LA MIA ZIA!!>>”

“No, cuginetto It” lo corregge Zia Ebe “è la zia che pesa quasi come il cane!”

A casa!

  • luglio 23, 2012 at 16:35

Arrivate.

Stanchine le bimbe, sfiancata la mamma.

Ieri pomeriggio, giunte a casa, scaricate le valigie, come ogni anno mi è partito l’embolo di fare tutto il fattibile fino a che le forze mi reggessero.
Mi sono schiantata sul divano alle otto e mezza, dopo aver anche lavato i pavimenti.

Alla domanda tipica di qualunque ora della giornata “Mamma, cosa si mangia?!” ho risposto:
“Bimbe, non me lo chiedete nemmeno! Non mi metto certo a cucinare ora. Il frigorifero è vuoto. Se volete potete inserirci la testa e leccare i ripiani oppure guardare cosa c’è nella borsa frigo e ingozzarvi degli avanzi della montagna. Io al massimo vi sbuccio due carote. La frutta è già lavata. L’acqua scende dal rubinetto. Sapete dove sono i piatti. Fatemi rinvenire quando è ora di andare a letto.”

“Sono avanzati dei panini dal viaggio! Però, mamma, dopo questi io non voglio più vedere panini per una settimana.”

“Io almeno per tre mesi, amore mio!”

Canterina oramai è un donnino, mi ha aiutato a riempire tre lavatrici, la cesta e la vasca da bagno di panni sporchi, e mi ha lavato tutte le borse.
Babet si è un po’ persa nel riordinare libri e giochi.
Nanà si è persa e basta.

Oggi, sia prima che dopo la spesa, stessi ruoli.
Canterina molto utile.
Babet abbastanza utile.
Nanà l’inutilità fatta persona.

“Però, mamma! Nanà non fa niente! Non è giusto!”

“NON E’ VELO!”

“Sì che è vero, amore. Non fai un cavolo di niente per aiutarci.”

“Ma è piccola…”

“Babet, non è una scusa plausibile. Le do compiti adatti alla sua età… PRENDERE I PIATTI… LAVARSI LE MANI… METTERSI UNA MOLETTA… RESPIRARE… RESPIRARE E SPOSTARE I GIOCHI CONTENPORANEAMENTE… ce la può fare anche a 4 anni!”

“Sì, però! Ma così è inutile!”

“NON E’ VELO!! NON SONO IGNUTILE IO!!!”

“No, c’hai ragione tesoro, sei utilissima… Come una forchetta nel brodo!”