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Pace interiore

  • maggio 17, 2013 at 21:31

“Guarda Nanà, stanno portando via la macchina che bloccava la strada, con il carro attrezzi!”

“PECCHE’?”

“Perchè bloccava la strada. Ora il genio che ha parcheggiato non la troverà più quando esce, dovunque sia andato… Tanti auguri a lui… tanti auguri a lui!!”

Il mondo è pieno di geni del male, ma il nostra quartiere ne è ben provvisto.
Puntualmente qualche neofita della scuola parcheggia “momentaneamente” l’auto in curva, dove cartelli, panettoni e lavori stradali avvisano di non farlo: semplice motivo, l’autobus non riesce a curvare.

Oggi la strada, con fila infinita di auto di genitori che dovevano andare a prendere i figli all’uscita, è rimasta bloccata quasi un’ora. Poi un vigile ha fatto fare una manovra azzardata al pullman e, mezz’ora più tardi, è arrivato il carroattrezzi per portarla via.

Solitamente è qualche genitore che ha colloqui, riunioni, perdite di memoria a breve termine, curva glicemica bassa nel momento della decisione di dove parcheggiare…

Il giorno che ho portato Nanà dall’oculista, stessa storia.
Nell’accompagnarla a scuola dopo la visita, sono rimasta mezz’ora ferma dietro l’autobus.
Conoscendo la prassi, ad un certo punto ho piantato l’auto lì dov’era, ho preso per mano la mia patata lessa e l’ho accompagnata dentro la materna.

Era il giorno dell’accoglienza ai remigini: canti, giochi e pic nic con i bambini delle classi quarte, Nanà non poteva mancare, nonostante le pupille dilatate.
Entriamo all’asilo e la sua classe non c’è.
La porto dentro la scuola elementare e le commesse mi dicono che sono nel teatro per lo spettacolo.
L’accompagno e trovo i suoi compagni che stanno uscendo.
L’affido alla maestra chiedendole di farle da cane guida, tenerle gli occhiali da sole a portata di occhi e, nel caso non riuscisse proprio stare a scuola per il fastidio, di narcotizzarla fino all’orario di uscita.
Nel frattempo la strada era ancora bloccata, la fila di auto impazienti aumentava e i guidatori si erano tutti riuniti all’angolo, tra la curiosità degli abitanti della via e la colite dell’autista dell’autobus.

Ad un certo punto mi illumino e penso che il genio del male, questa volta, possa essere un genitore di una materna esterna che accompagna il suo piccolo remigino alla visita della scuola.
Rientro e, passando tutte le classi, chiedo ad alta voce di chi sia quella simpatica Ford Fiesta bianca parcheggiata all’angolo.

“E’ mia..” mi risponde una tizia.

“Signora… sta bloccando l’autobus da 40 minuti!”

“Sì… ora la sposto.”

Esco per dare la bella notizia al cumulo di agitati facinorosi-

“L’ho trovata! Eccol…….”

Mi giro, convinta di essere seguita dalla posteggiatrice brillantona, ma mi rendo conto di essere sola.

“In teoria doveva venire a spostarla…”

“Adesso vedrai che se la mangiano viva!!” mi dice quasi soddisfatta una mamma che conosco che abita a venti metri da scuola, ferma lì a godersi lo spettacolo gustando una schiacciatina.

“Non è possibile!! Ma dove cavolo è!”

“Ma non c’è proprio rispetto! Alla gente non gliene frega niente!!!”

Le voci iniziano a scaldarsi, come gli animi, allora mi permetto di scherzare un po’, esclamando:
“Stiamo calmi, su… PACE INTERIORE… PACE INTERIORE… PACE INTERIORE…”

“Ma che pace interiore! E’ un’ora che devo uscire da ‘sta via e per una rin******ita arrivo tardi a lavoro!! Gliela dò in testa la pace interiore a quella quando arriva!”

Dopo cinque lunghissimi minuti, la simpatica umorista passa davanti al cancello e, rendendosi conto della gravità della situazione, avvisa le maestre che si allontana un’attimo per spostare l’auto, e finalmente esce da scuola con passo neanche troppo veloce, esclamando pacifica:
“Eh… scusate ma…”

“SCUSATE UN CAZZO!!! AO’! MA COME CAZZO SI FA A PARCHEGGIARE COSI’???!!! MA CHI GLIEL’HA DATA LA PATENTE? IL GABIBBO?? BRUTTA *******!!!” le inveisce contro un ragazzo che ormai fumava viole dalle orecchie.

Lei, di rimando, con la calma più calma del mondo, non risponde, sale in auto e la sposta di sei metri, scende e ritorna a scuola, senza scomporsi minimamente.

Mettendo in moto l’auto ho pensato che, in fondo in fondo, dovremmo prendere da lei…

Perchè lei ce l’aveva sicuramente la pace interiore!!!