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Colpo di fulmine

  • maggio 12, 2013 at 00:22

Se quando lo vedi ti manca il respiro non è amore.
E’ allergia.

E se…

  • maggio 10, 2013 at 20:45

<<Ho capito quant’eri importante per me solo dopo averti perso…>>

<<Invece io non ho mai avuto bisogno di perderti per capire l’importanza che hai.>>

Ricalcando le orma materne

  • aprile 27, 2013 at 21:17

Mi accorgo sempre più, con il passare del tempo, che le bimbe prendono molte mie espressioni, modi di fare, di scherzare (per fortuna) e di esprimersi.

Canterina ha fatto sue parecchie espressioni materne e ha una mimica cabarettiana che fa sbellicare, a suo dire, le sue compagne di scuola e di tavolata.
Sicuramente fa sbellicare me quando me lo racconta.

Anche Babet non è da meno: una pagliaccia nata.

Nanà, nel suo piccolo, non risparmia uscite degne di figlia d’arte.

Se riuscissi a segnarmele tutte, giornalmente, riempirei il blog.
Non riuscendo a farlo, l’alzeihmer ha la meglio e, arrivata a sera, non mi ricordo una beata fava di ciò che han detto.

Nove volte su dieci.

Quando sono simpatiche (e tra di loro non accade quasi mai) hanno un modo di insultarsi sui generis.
Giovedì pomeriggio abbiamo raggiunto Madre NaturaSì al laghetto di pesca di proprietà dei suoi genitori, per giocare con FIglia e Figlio NaturaSì.
In auto, io tentavo di memorizzare le indicazioni stradali inviatemi da Madre NaturaSì.
Le bimbe tentavano di avere la meglio sulla musica, sulla conversazione e sulla mia mente già annebbiata.
Con calma e serenità, Canterina dice a Babet:
“Tu non sei normale… ” come dico sempre loro quando fanno qualcosa di stravagante, e poi aggiunge  “…hai dei problemi. A volte seri, a volte no.”

Di risposta:
“Tu sembri CSICOPATICA.”

Di rimando:
“Tu hai problemi OMOLECOLARI!!”

“E cioè?” chiedo divertita.

“Mamma, significa problemi di cervello!!”

Passiamo un bellissimo pomeriggio di sole con Madre NaturaSì… in realtà ho perso di vista le bimbe dopo due minuti, le ho viste andare a fare il giro del laghetto, disturbare tutti i pescatori in gara passando sotto le canne (!!!), andare a cercare galline inesistenti, fare una sana merenda vegetariana con pane e salame e gelato, andare a pesare il pescato di tutti i concorrenti dicendomi “Ci mettiamo solo cinque minuti!” e tornare dopo un’ora buona.

Io vagavo persa con Nanà a rate (quando la mammite la colpiva), tentavo di trascinare Figlio NaturaSì con il triciclo che mi urlava “Tirami tu!”, mi riparavo nel retro cucina con Madre NaturaSì che affettava pane e pancetta coppata per l’aperitivo dei pescatori facendomi traviare da qualche goccio di birra.

“Guarda che qua è pieno di single se vuoi!!”

“Grazie ma anche che no!!! Ho dovuto coprirmi con la borsa per l’imbarazzo tutte le volte che sono dovuta passare da fuori! Mancava solo il piattino per la bava al tavolo… Non ce la posso fare! Vabbè, un goccio di birra posso anche berlo! Ora recupero le bimbe, se ci riesco, e a vado a casa a finire di ubriacarmi!!!”

Le bimbe in auto mi raccontano entusiaste le loro esperienze ittiche della giornata.

Mentre percorriamo le strade dei paesini dell’hinterland milanese ci ritroviamo davanti un’auto con la P di Principiante che, a due all’ora, ci precede, creando dietro di noi una lunga impaziente coda.

“Mamma, ma cosa vuo dire quella P?”

“Che è un Pescatore!”

“… No, dai! Non è vero!”

“Se aveva sei P voleva dire che aveva vinto il Primo Premio Per la Pescata Più Pesante!”

“Ma daiii!”

“Giuro!!”

Nel frattempo le lumache ci sorpassano e una vecchietta col girello ci doppia.
Inizio a spazientirmi un po’ anch’io.

“Allora? Cosa vuol dire la P??”

“Vuol dire… Possiamo farcela!
… Per carità non datemi la patente!
… Prima o poi accosto!
… Penso che arriverò a destinazione nella prossima vita!
… Puoi mettere la terza che la macchina non esplode!!!
… Puoi Prendermi a  Parolacce!!!!”

“Quali parolacce??”

“Tutte quelle che iniziano con la P!”

Costanti

  • aprile 24, 2013 at 14:12

È una costante entrare dal parrucchiere e dire:
“Ho poco tempo, come al solito, ma anche la necessità di raparmi a zero! Quanto c’è da aspettare???”

“5 minuti al massimo!!!”

Ed essere qua da quasi un’ora…

*****
È una costante per me attirare l’attenzione degli uomini che lavorano sulla strada.
Anche oggi un’operaio mi ha fischiato dietro. Io ho fatto finta di niente.
Il suo collega gli urla:
“Fatti una doccia fredda che dobbiamo lavorare!!”

Ma mentre passo vicino al tombino aperto per recuperare la mia wonderbike, esclama:
“Ehi, hai voglia di divertirti?!?!”

“Non è la voglia che manca… Ma il tempo e l’energia!”

“Quando hai tempo sono qua!”

“Bene. So dove trovarti…”

“E come fai??”

“Ho il satellitare trova-minchioni!!!”

*****

È una costante che i cinesi/giapponesi maschi, più bassi di un metro e mezzo, abbiano la voce del Pulcino Pio?????

Risposte pronte

  • aprile 11, 2013 at 12:59

Centro commerciale.
Entro in ascensore con il carrello.
Inizio un su e giù infinito… non si capisce come mai non riesco ad arrivare al piano terra.
Tre, uno, tre, due…
Persone entrano e riescono, chi salutando e chi no.
Io rimango in fondo all’ascensore, appoggiata al carrello, rassegnata.

Entra l’ennesimo omino e, cortesemente, prima di schiacciare il tasto mi chiede:
“Scende?”

“Vivo con questa speranza.”

***

Dentro al centro commerciale.
Reparto biciclette, alla ricerca del lubrificante per catene.
Mi affianca uno strano tipo, mi guarda e mi sorride.
Sorrido e continuo a leggere la dicitura della bomboletta.
Mi fissa.
Io, imbarazzata, sorrido e mi allontano di un passo.
Apre bocca:
“Lo sai che sei molto bella?”

“E sono anche molto intelligente. Lo so… la cosa ha dell’incredibile.”

***

Passo davanti ad uno di quei banchetti promozionali di un gestore telefonico, uno dei tanti, tutti quanti in fila, con lo scopo di asciugare i passanti.
“Ce l’ha Vodafone?”

“No, grazie, non mi interessa.”

Ripasso dopo 5 minuti.
“Ce la Vodafone a casa?”

“No grazie, non mi interessa.”

Esco dalla parafarmacia.
“Ce l’ha vodafone sia a casa che sul mobile?”

“No, grazie non mi interessa.”

Ripasso per entrare nel supermercato.
“Vodafone ce l’ha…”

“Ti prego… Dimmi la verità… Ma tu sei così normalmente?”

“In che senso??”

“Mi vuoi prendere per stanchezza o mi vuoi prendere per il culo??”

***

Periodo delirante, in cui faccio fatica anche a ricordare il mio nome. Caliamo un velo pietoso sulle ore di sonno mancate che sto accumulando.
Il correttore non nasconde le borse sotto gli occhi… Forse anche perchè mi dimentico di usarlo.

Incontro un’amica di vecchia data.

“Ciao Wonder, che faccia! Sei stanca?”

“No, sto lanciando la moda delle occhiaie tatuate…”

***

Telefonata al CAF.
“Pronto?”

“Buongiorno…”

“Chi parla?”

“Se per lei va bene, comincio io!”

Amore in inverno è…

  • marzo 24, 2013 at 11:43

… Andare a nanna e trovare “qualcuno” nella porzione di letto dove dormi tu.

Cambia abitudini?? Va bene.

“Che fai?”

“Vieni pure… ti ho scaldato la tua parte di letto.”

E non è una tantum.
E’ proprio così.
Sempre.

Sono sicura di aver fatto qualcosa di meraviglioso per meritarmelo…

Docenti coi fiocchi

  • dicembre 17, 2012 at 21:16

“Io dovrei andare a casa presto, stasera! Ho lasciato i bimbi da soli. Se no si chiama abbandono di minori!!” comunica una signora al docente del seminario.

“… Occhei.”

“Anch’io dovrei andare presto! Ho lasciato a casa il marito solo soletto!” gli dice un’altra ragazza.

… Abbandono di incapaci??”

Stimo quell’u0mo nel profondo.

 

Diagnosi incerta

  • ottobre 29, 2012 at 21:25

Tu glielo dici.
Glielo fai presente.
Più volte.
Glielo ricordi.
Con altre parole.
Tentando di essere costruttiva.
Tentando l’indifferenza.
Sospiri e non ci fai caso.
Ti dispiace per loro.
Sei contenta di non essere così.
Ma ti rendi conto che quando le vite si intrecciano a volte si fa fatica.
Anche quando si intrecciano solo alcuni momenti.
Alcuni attimi sporadici.
Alcuni istanti.
Li guardi e ti chiedi se capiranno mai.
Se lo fanno apposta.
Se sono consapevoli.
Se non lo sono.
Se ci sono abituati.
Se ci credono veramente.

Cosa?

Ma che il mondo giri intorno a loro!
Costantemente.
Tu con gli altri.
Gli altri con ciò che li circonda.
Ciò che li circonda con il mondo intero.

Bisogna avvisarli, però, ai figli della Banca Mediolanum.

Forse il mondo non gira intorno a voi.
Andate a farvi vedere!
Magari è solo labirintite…

La resistenza della donna

  • ottobre 8, 2012 at 20:13

Stasera avevo un mal di pancia micidiale. Delle fitte che mi ricordavano il travaglio di Canterina.
Perchè prima di fare tre bei parti cesarei ho voluto provare anche l’ebbrezza di 15 ore di travaglio: non ci facciamo mancare niente!!

Comunque…

Stavo preparando la cena, in attesa che tornasse Babet, in gita di piacere con i nonni per scegliere il suo regalo di compleanno.
Quando è arrivata a casa era tardissimo, doveva ancora lavarsi ma, come sempre, ha passato una vita sul gabinetto, un’altra vita passeggiando nuda per la tundra casalinga, una terza vita al telefono con suo padre per raccontargli particolari di qualche particolare particolarmente importante da particolareggiare in quel momento.
Se fosse un gatto le mancherebbero solo sei vite…
Io nel frattempo ero piegata in due.
Non riuscivo a camminare dritta.
Era uno di quei momenti in cui ti dici “No, stasera non ce la posso fare ad arrivare sana e salva alla fine!”

Così, mentre trascorreva la serata, ho avuto modo di riflettere ampliamente sulle differenze tra maschi e femmine, uomini e donne.
Beh, non tutti rientrano nel cliché, ovvio. Parlo per esperienze personali e per racconti di amiche e di amiche delle mie amiche.

Sempre piegata in due, ho servito la cena; aizzato le mandibole voraci verso la minestra di farro; ascoltato lamentele; coccolato Nanà che (casualmente) aveva anche lei mal di pancia e vomito; osservato Nanà sputare più volte nel catino dicendo “Non è venuto fuori niente!”; sedato la verve artistica di Babet che, mentre masticava carote, si rotolava sulla tastiera della pianola fortunatamente spenta; discusso con Canterina che voleva convincermi a tutti i costi dell’essenzailità di ricevere il Nintendoequalcosaltro al suo compleanno; esposto valide motivazioni  e confutato giustificazioni effimere e senza prove a carico, il tutto seguito da ‘discorso educativo sui valori della vita’ che ha trovato entrambe d’accordo anche se non felici nella stessa misura; imprecato per il disordine in soggiorno (leggi= pennarelli sparsi in ogni dove); coccolato Babet che si sentiva esclusa e trascurata; lavato denti, impigiamato, riordinato e pulito; messo a letto, riempito bicchieri e dato la buonanotte; ascoltato confidenze amorose e ridato la buonanotte; riposizionato catino anti-vomito-immaginario di Nanà circa 200 volte e riridato la buonanotte…
Sono tornata in cucina e ho pensato:
“Oh! Finalmente posso dedicarmi al mio mal di pancia, contorcendomi a piacimento!”

Mi sono seduta un secondo (giusto un secondo) e mi veniva da sorridere pensando…

Avete presente quando gli uomini hanno due lineette di febbre.
Catastrofe mondiale.
Il mondo si deve fermare.
Non riescono ad alzare un dito senza lamentarsi di dolori e fatiche da Ercole, non vogliono mangiare, non vogliono bere, non vogliono rispondere al telefono, non vogliono la luce che filtra in camera, non vogliono vedere nessuno a meno che non sia il prete per l’estrema unzione.
Ti chiamano a rapporto con il campanellino, non avendo un filo di voce, solo se hanno la gola secca stile arsura da deserto del sahara a mezzogiorno chenessunomaihaavutocosì o il bisogno di telefonare al notaio per redigere il testamento.

A volte li riesci persino sentire pronunciare frasi tipo “Tu non hai idea di come sto male…”, magari rivolta proprio a te che, dieci giorni dopo il terzo taglio cesareo con complicanze chirurgiche interne, eri già in piedi a fare lavatrici, rassettare la casa, cucinare per altre due figlie e marito, allattare, non dormire, farti insultare dal consorte perchè ne aveva già piene le scatole di te e preferiva un’altra…

Mi son chiesta più volte perchè degli essere, in apparenza così forti e vigorosi, siano in certi versi così deboli.

Mi son chiesta perchè il catalogato “sesso debole”, che emozionalmente parlando sembra così fragile, ha in realtà dentro di sè una forza della natura ineguagliabile e una resistenza che pare infinita.

Mi son sempre chiesta perchè gli uomini noncelafannoproprio a fare due cose contemporaneamente, mentre le donne sono delle manager multitasking perfette con dei livelli di organizzazione mentale e pratica che manco l’ultimo modello di Robocop riuscirebbe ad eguagliarle.

E’ proprio vero che essere donna è così difficile che solo le donne ci possono riuscire!

Me lo meritavo

  • ottobre 7, 2012 at 19:52

Ieri sono stata tutto il giorno ad un seminario di massaggi.

Quando hanno chiesto chi volesse fare da cavia per essere massaggiata dai principianti (e docenti che istruivano i corsisti!), ho alzato la mano e molto discretamente mi sono messa a saltare, esclamando:
“IO!IO!IO!IO!IO!!!!”

Mi sono sacrificata a ricevere TRE ORE BUONE di massaggi.

Hanno dovuto scollarmi dal lettino e spegnere le luci della sala per farmi capire che era ora di sloggiare.
“Ma come? Già finito?” ho chiesto aprendo un occhio per controllare se fosse rimasto qualcuno.

“Come DI GIA’??” mi ha preso in giro il docente che mi ha coccolato la testa e il collo per una buona mezz’ora, con la scusa che avevo qualche tensione in loco “Ti sei beccata tre ore e più di massaggio? Non ti basta??”

“Beh, vuol dire che me le meritavo!” rido.

“Però hai ragione, tu ne avevi veramente bisogno…” confessa da vero proffessionista che già mi piace.

“Arriva sempre quello di cui abbiamo bisogno…” rifletto ad alta voce.

“Beh, allora grazie per esserti sacrificata per noi!”

“Sì, lo so. Era uno sporco lavoro… Ma qualcuno doveva pur farlo!”

Mi ha praticamente mandato fuori a calci.
Incrocio un corsista che sta uscendo.
“Allora, ti sei goduta le tue tre ore di coccole!”

“Cosa te lo fa pensare?”

“La tua faccia. Sei così rilassata in viso che sembri una diciannovenne!”

“Tutta invidia la tua! E comunque diciannovenne lo sembravo anche prima, no?”

“Certo! Comunque ti guardavo anche prima sul lettino. Avevi il volto così rilassato che sembravi una cinese!”

Il lifting orientale non lo conoscevo.
Ma avrei potuto anche sembrare un San Bernardo di ritorno dalla fiaccolata sulla neve! Qualunque fosse stato il risultato, sarebbe stato ottimo ugualmente, perchè il tutto si riassume in una sola parola: estasi.

O, se preferite due parole: ‘na figata!