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A.A.A. Perfezione cercarsi

  • luglio 27, 2014 at 21:20

Vorrei tanto essere perfetta.
Invece sono umana. E mi innervosisco, con me stessa, quando ci rimango male per qualcosa.
La cosa mi infastidisce non poco!!
Il rimanerci male, intendo.
Ci lavorerò.

Ma ora, nel  pieno della mia umana imperfezione mi viene solo da dire che mi son rotta le palle degli uomini immaturi!
Sì… Ogni esperienza serve, certo… ma in questo momento ne ho i coglioni pieni ugualmente!

Quindi Universo prendi bene nota delle mie richieste, che in realtà sono tali e quali all’ultima volta.

Forse non ci eravamo capiti bene, perciò, se qualcosa non ti è chiara, chiedimi pure.

Ma la prossima volta non sbagliare, per piacere.

 

Cresci? No, grazie! Sto cercando di smettere!

  • gennaio 12, 2014 at 18:21

Nella propria crescita personale bisogna saper essere umili.

Bisogna saper chiedere aiuto.
Da soli non si va da nessuna parte.
Ma perchè ognuno di noi ha delle convinzioni che bloccano, una visione soggettiva (per forza) e limitata di se stessi.

Così necessitiamo di un confronto con qualcuno di esterno, che sappia darci una visione da un punto di vista diverso dal nostro, che poi ci possa fungere da punto di partenza da cui cominciare un percorso di “revisione”, di elaborazione, e quindi di crescita.

Bisonga avere l’umiltà di non cercare solo chi ci darà indiscutibilmente ragione.
Le conferme ce le sappiamo dare anche da soli.

Bisogna essere in grado di saper scegliere l’aiuto necessario.
Tante persone pensano di non averne bisogno, di essere in grado di far tutto da soli.
Uno dei risultati utili di questo atteggiamento è solo fomentare le proprie convinzioni.

Da soli non si può vedere tutto e spesso si sceglie di non vedere proprio ciò che ci impedisce di passare oltre ad una situazione, di CAMBIARE per non affrontarla più allo stesso modo.
L’unica cosa che si riesce a fare e continuare a darsi ragione e darsela così bene che poi non ci sarà nessuno in grado di provarci il contrario.
Avremo costruito un castello così grande attorno alle nostre ragioni, vivendoci dentro per troppo tempo, che niente potrà farlo crollare con facilità, essendo noi il reggente convinto di tale costruzione.

E quando incontri queste persone, sono sempre lotte di forza, anche quando non vorresti.
Tu ti metti in discussione e loro no, o per lo meno lo fanno per un tempo assai limitato, per poi tornare nei loro meccanismi di difesa assurdi.
Tu ti metti nei loro panni, per comprenderli e vedere con il loro punto di vista. Loro no, solitamente sono ego riferiti alle loro ragioni e si sentono attaccati quando queste vacillano, e la colpa non è mai loro. Mai.

Ad un certo punto però bisogna mollare…
Se vuoi per forza aver ragione, beh, allora chi sono io per non dartela?
Te la do, ti do anche il tre per due della tua ragione.
Se ti fa piacere tientela pure, io non me ne faccio niente.
Rimani pure con lei, in sua compagnia… però io me ne vado, mi sono stancata.
Scelgo di essere circondata da persone che si mettono in discussione e che cercano l’aiuto giusto per riuscirci, non che promettono di farlo ma ricadono sempre nelle proprie costruite convinzioni e da lì non ne escono più.

Bisogna saper ESSERE ciò che si dice di voler essere.
Non serve circondarsi di strumenti di crescita se poi non si è in grado o non si vuole utilizzarli.

Ci vuole coerenza.

Puntare il dito verso chi si ha di fronte, impedisce di puntarlo versi di sè.
Rende impossibile capire ciò che ci impedisce di ESSERE quello che desideriamo.

Sono e sono stata impaurita, delusa, arrabbiata.
Ho scelto di non voler più passare attraverso certe fatiche e allora mi sono guardata dentro.
Ho scelto gli strumenti che mi aiutassero a comprendermi, a cambiarmi, a fare un ulteriore passo avanti.
Li ho sfruttati al massimo e ancora lo sto facendo: la vita è un continuo percorso di crescita, giorno dopo giorno, anche se a volte vorremmo chiedere una pausa!
Ho scelto ancora una volta Chi voglio Essere e sarò coerente nel portarlo avanti.

Non sono perfetta, non sono santa, non voglio esserlo.
Ma voglio potermi fidare di chi mi sta accanto.

La coerenza è ottima prerogativa per la fiducia.
Non basta l’amore, a volte bisogna dare qualcosa di più…

Centaura

  • luglio 13, 2013 at 22:56

Oggi mi hanno offerto una corsa in moto che non ho potuto rifiutare.

Preciso che io ho il terrore delle moto, da quando, tredici anni fa, feci un incidente con lo scooter e rimasi parecchio tumefatta. Porto ancora i segni…

Ma era troppo invitante fare la tartaruga ninja con il proteggi-colonna-vertebrale!
Mi mancava solo la spada attaccata sulla schiena.
Chiamatemi Leonardo.
Raffaello, Donatello e Michelangelo li ho persi per strada…

Ho scoperto che i motociclisti hanno una sorta di codice: quando si incrociano si salutano con un cenno delle dita.
Anche se confesso che, per la prima mezz’ora di corse tra le pianure emiliane, mi son chiesta come facesse, il mio conducente, a conoscere tutti quei centauri e soprattutto a riconoscerli con il casco… mi sembrava un po’ strano!

Son felice di aver superato (o abbastanza superato) una paura vecchia di anni.

Beh, ero tranquilla per vari motivi.
Chi guidava la moto aveva tutta la mia fiducia.
La moto era molto più grossa di uno scooter e mi dava senso di stabilità.
Ma soprattutto, in primo luogo, il contachilometri era rotto!!!

Quello sì che era un sollievo!

Lontano dagli occhi, lontano dalla strizza.

AAA cercasi Armstrong

  • maggio 24, 2013 at 13:05

Chiacchiero con un’amica, mentre tento di far quadrare quattro conti e, tra me e me, mi autoinsulto per essermi offerta a raccogliere i soldi per fare regali a maestre, rappresentanti, amiche, sorelle del cugino del portinaio che festeggia il 25° di fidanzamento con il mocio vileda…
Ho un portafoglio a settori, con biglietti, soldi, resti, conti…
E poi bisogna pure andare a comprarli sti regali di fine anno. Allora proponiamoci! Fatto 30, facciamo 31!
Impara Wonder, impara a dire di no!!” mi dico mentre chiacchieriamo amabilmente di … uomini.

“Beh, Wonder, tu sei impegnativa!”

“In che senso? Perchè sono mamma single con tre figlie, una notevole autostima e la capacità di mangiare in testa a parecchi uomini? Ho capito allora mi devo dedicare alla clausura? Ho conosciuto madri single che hanno trovato ottimi compagni di vita con cui condividere…”

“Ma non solo quello… Tu in tante cose, a livello di rapporti umani, sei… avanti!”

“Avanti popolo, alla riscossa… Che vuol dire? Ho fatto tesoro delle mie esperienze, sono cresciuta, continuo a crescere in realtà, ogni giorno… Occhei, per questo io non mi accontento del primo che passa per strada, ma faccio così paura? Non penso di essere io, a volte  sono anche gli altri che hanno questioni irrisolte in cui io non rientro. Se la decisione è di risolverle da solo, io che ci posso fare? Lascio libertà all’altro di seguire il proprio cammino. Nel frattempo io continuo il mio, non mi fermo certo. Io desidero camminare ACCANTO a qualcuno. Lo prendo com’è, con i suoi pregi e i suoi difetti, e pretendo di essere presa come sono, con i miei pregi e i miei difetti. Non bisogna pretendere di cambiare l’altro, uno cambia da solo se vede che ne vale la pena. Per stare meglio, per sentirsi migliore. Se la motivazione è forte, si superano tutte difficoltà, insieme. Se la motivazione non lo è… pazienza.”

“Ma a volte, ad una certa età, si fa fatica a cambiare! Mio marito ha un sacco di amici fatti così e cosà… non cambieranno mai!”

“No, non è vero, è una scelta. Se una cosa non ti va, non ti va. Poi uno può scegliere di conviverci, ma è una sua decisione. Di comodo… di fatica… di paura… La paura fa brutti scherzi, la paura inconscia ne fa di peggiori. Ma non c’è mai limite al cambiamento. Ripeto che se c’è una motivazione forte si può tutto…”

“Vedi ecco cosa intendevo… anche come ti poni nei confronti dei problemi della vita… degli altri… probabilmente si fa fatica a starti dietro, perchè… in confronto ad altri sei a livelli… stellari.”

“Eh, ho capito! A parte che non è vero, ma allora cosa faccio? Dici che devo puntare all’astronauta??!!”

E’ bello avere amiche che ti spronano agli obiettivi più elevati…

Colpo di fulmine

  • maggio 12, 2013 at 00:22

Se quando lo vedi ti manca il respiro non è amore.
E’ allergia.

E se…

  • maggio 10, 2013 at 20:45

<<Ho capito quant’eri importante per me solo dopo averti perso…>>

<<Invece io non ho mai avuto bisogno di perderti per capire l’importanza che hai.>>

Ricalcando le orma materne

  • aprile 27, 2013 at 21:17

Mi accorgo sempre più, con il passare del tempo, che le bimbe prendono molte mie espressioni, modi di fare, di scherzare (per fortuna) e di esprimersi.

Canterina ha fatto sue parecchie espressioni materne e ha una mimica cabarettiana che fa sbellicare, a suo dire, le sue compagne di scuola e di tavolata.
Sicuramente fa sbellicare me quando me lo racconta.

Anche Babet non è da meno: una pagliaccia nata.

Nanà, nel suo piccolo, non risparmia uscite degne di figlia d’arte.

Se riuscissi a segnarmele tutte, giornalmente, riempirei il blog.
Non riuscendo a farlo, l’alzeihmer ha la meglio e, arrivata a sera, non mi ricordo una beata fava di ciò che han detto.

Nove volte su dieci.

Quando sono simpatiche (e tra di loro non accade quasi mai) hanno un modo di insultarsi sui generis.
Giovedì pomeriggio abbiamo raggiunto Madre NaturaSì al laghetto di pesca di proprietà dei suoi genitori, per giocare con FIglia e Figlio NaturaSì.
In auto, io tentavo di memorizzare le indicazioni stradali inviatemi da Madre NaturaSì.
Le bimbe tentavano di avere la meglio sulla musica, sulla conversazione e sulla mia mente già annebbiata.
Con calma e serenità, Canterina dice a Babet:
“Tu non sei normale… ” come dico sempre loro quando fanno qualcosa di stravagante, e poi aggiunge  “…hai dei problemi. A volte seri, a volte no.”

Di risposta:
“Tu sembri CSICOPATICA.”

Di rimando:
“Tu hai problemi OMOLECOLARI!!”

“E cioè?” chiedo divertita.

“Mamma, significa problemi di cervello!!”

Passiamo un bellissimo pomeriggio di sole con Madre NaturaSì… in realtà ho perso di vista le bimbe dopo due minuti, le ho viste andare a fare il giro del laghetto, disturbare tutti i pescatori in gara passando sotto le canne (!!!), andare a cercare galline inesistenti, fare una sana merenda vegetariana con pane e salame e gelato, andare a pesare il pescato di tutti i concorrenti dicendomi “Ci mettiamo solo cinque minuti!” e tornare dopo un’ora buona.

Io vagavo persa con Nanà a rate (quando la mammite la colpiva), tentavo di trascinare Figlio NaturaSì con il triciclo che mi urlava “Tirami tu!”, mi riparavo nel retro cucina con Madre NaturaSì che affettava pane e pancetta coppata per l’aperitivo dei pescatori facendomi traviare da qualche goccio di birra.

“Guarda che qua è pieno di single se vuoi!!”

“Grazie ma anche che no!!! Ho dovuto coprirmi con la borsa per l’imbarazzo tutte le volte che sono dovuta passare da fuori! Mancava solo il piattino per la bava al tavolo… Non ce la posso fare! Vabbè, un goccio di birra posso anche berlo! Ora recupero le bimbe, se ci riesco, e a vado a casa a finire di ubriacarmi!!!”

Le bimbe in auto mi raccontano entusiaste le loro esperienze ittiche della giornata.

Mentre percorriamo le strade dei paesini dell’hinterland milanese ci ritroviamo davanti un’auto con la P di Principiante che, a due all’ora, ci precede, creando dietro di noi una lunga impaziente coda.

“Mamma, ma cosa vuo dire quella P?”

“Che è un Pescatore!”

“… No, dai! Non è vero!”

“Se aveva sei P voleva dire che aveva vinto il Primo Premio Per la Pescata Più Pesante!”

“Ma daiii!”

“Giuro!!”

Nel frattempo le lumache ci sorpassano e una vecchietta col girello ci doppia.
Inizio a spazientirmi un po’ anch’io.

“Allora? Cosa vuol dire la P??”

“Vuol dire… Possiamo farcela!
… Per carità non datemi la patente!
… Prima o poi accosto!
… Penso che arriverò a destinazione nella prossima vita!
… Puoi mettere la terza che la macchina non esplode!!!
… Puoi Prendermi a  Parolacce!!!!”

“Quali parolacce??”

“Tutte quelle che iniziano con la P!”

Costanti

  • aprile 24, 2013 at 14:12

È una costante entrare dal parrucchiere e dire:
“Ho poco tempo, come al solito, ma anche la necessità di raparmi a zero! Quanto c’è da aspettare???”

“5 minuti al massimo!!!”

Ed essere qua da quasi un’ora…

*****
È una costante per me attirare l’attenzione degli uomini che lavorano sulla strada.
Anche oggi un’operaio mi ha fischiato dietro. Io ho fatto finta di niente.
Il suo collega gli urla:
“Fatti una doccia fredda che dobbiamo lavorare!!”

Ma mentre passo vicino al tombino aperto per recuperare la mia wonderbike, esclama:
“Ehi, hai voglia di divertirti?!?!”

“Non è la voglia che manca… Ma il tempo e l’energia!”

“Quando hai tempo sono qua!”

“Bene. So dove trovarti…”

“E come fai??”

“Ho il satellitare trova-minchioni!!!”

*****

È una costante che i cinesi/giapponesi maschi, più bassi di un metro e mezzo, abbiano la voce del Pulcino Pio?????

Risposte pronte

  • aprile 11, 2013 at 12:59

Centro commerciale.
Entro in ascensore con il carrello.
Inizio un su e giù infinito… non si capisce come mai non riesco ad arrivare al piano terra.
Tre, uno, tre, due…
Persone entrano e riescono, chi salutando e chi no.
Io rimango in fondo all’ascensore, appoggiata al carrello, rassegnata.

Entra l’ennesimo omino e, cortesemente, prima di schiacciare il tasto mi chiede:
“Scende?”

“Vivo con questa speranza.”

***

Dentro al centro commerciale.
Reparto biciclette, alla ricerca del lubrificante per catene.
Mi affianca uno strano tipo, mi guarda e mi sorride.
Sorrido e continuo a leggere la dicitura della bomboletta.
Mi fissa.
Io, imbarazzata, sorrido e mi allontano di un passo.
Apre bocca:
“Lo sai che sei molto bella?”

“E sono anche molto intelligente. Lo so… la cosa ha dell’incredibile.”

***

Passo davanti ad uno di quei banchetti promozionali di un gestore telefonico, uno dei tanti, tutti quanti in fila, con lo scopo di asciugare i passanti.
“Ce l’ha Vodafone?”

“No, grazie, non mi interessa.”

Ripasso dopo 5 minuti.
“Ce la Vodafone a casa?”

“No grazie, non mi interessa.”

Esco dalla parafarmacia.
“Ce l’ha vodafone sia a casa che sul mobile?”

“No, grazie non mi interessa.”

Ripasso per entrare nel supermercato.
“Vodafone ce l’ha…”

“Ti prego… Dimmi la verità… Ma tu sei così normalmente?”

“In che senso??”

“Mi vuoi prendere per stanchezza o mi vuoi prendere per il culo??”

***

Periodo delirante, in cui faccio fatica anche a ricordare il mio nome. Caliamo un velo pietoso sulle ore di sonno mancate che sto accumulando.
Il correttore non nasconde le borse sotto gli occhi… Forse anche perchè mi dimentico di usarlo.

Incontro un’amica di vecchia data.

“Ciao Wonder, che faccia! Sei stanca?”

“No, sto lanciando la moda delle occhiaie tatuate…”

***

Telefonata al CAF.
“Pronto?”

“Buongiorno…”

“Chi parla?”

“Se per lei va bene, comincio io!”

Amore in inverno è…

  • marzo 24, 2013 at 11:43

… Andare a nanna e trovare “qualcuno” nella porzione di letto dove dormi tu.

Cambia abitudini?? Va bene.

“Che fai?”

“Vieni pure… ti ho scaldato la tua parte di letto.”

E non è una tantum.
E’ proprio così.
Sempre.

Sono sicura di aver fatto qualcosa di meraviglioso per meritarmelo…