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Under pressure

  • marzo 18, 2014 at 22:29

C’è stato un momento questa sera in cui avrei voluto darmi alla macchia, frustarmi col cilicio oppure semplicemente piangere.

No, non è quando mia figlia piccola mi ha chiesto:
“Mamma, ma tu hai 40 anni?”

“Fancù…. no tesorona, non ancora!”

“Ma sulle tue ciabatte c’è il numero 40!”

“Quello è il mio numero di scarpe… che non cresce mica in base all’età… se no il nonno che piede dovrebbe avere??”

Il momento di depressione cosmica è stato quando, con viva e vibrante soddisfazione, ho letto la temperatura del termometro prelevato dall’ascella di Nanà.

E’ un complotto.

Già, appena uscita da scuola, mi ha guardato con quegli occhioni tristi e, senza nemmeno salutarmi, ha esclamato:
“Mammaaaaa… ho mal di pancia forte!”

E io con tutto l’amore che avevo in corpo, ho risposto:
“… … … E CHE CAZZ!!!”

Ma bisogna sempre sorridere agli eventi, così ho tentato di rimuovere dalla mia mente sovraccarica che la sorella era a casa con la scarlattina e giocava e alitava addosso alla maggiore, che avevo ancora la cena da preparare, le figlie da lavare, etc. etc. etc, e ho buttato uno sguardo gioioso all’orizzonte, immaginandomi a cavallo di un unicorno bianco con le ali piumate mentre svolazzavo ridente e soave tra le nuvole leggere e gli alisei, verso la Giamaica con un volo di sola andata… finchè la maestra di Babet non mi ha riportato alla realtà, urlandomi dall’altra parte del cancello:
“Wonder! Come sta Babet?”

“… E’ una macchietta!”

Tutta sua madre.

Tuasorellaincariola!!!!!

  • marzo 2, 2014 at 23:22

Santa polenta!!!

Non riesco più a entrare serenamente nel blog, cioè nel mio pannello di altervista.

Non mi tiene più la password….

Io già vado in fibrillazione quando succedono queste cose perchè ci devo perdere le ore, essendo assai ignorante in merito, e spesso non concludendo nulla.

La procedura per reinserire la password è corretta… ma non viene memorizzata e così sono sempre punto a capo!

Username o password non corretti.
Recupera Password.
Inviata Mail.
Torna di là.
Scrivi di qua.
Codici chapta a destra e codici chapta a sinistra.
Azzera password.
Azzera il mio segnale cerebrale.
Azzerra la mia pazienza.
Entra.
Trova il profilo che tutte le volte mi dimentico dov’è.
Reimposta la password.
Salva aggiornamenti.
Chiudi.
Riprova.

Username o password non corretti.

Fanculo a tua sorella!!!!!

Che sfinimento!

E non c’è neppure una mail dove mandare un messaggio disperato di richiesta invio  aiuti umanitari!

Giuro che piuttosto che perdere tempo così smetto di scrivere!!!

Conclusioni geniali

  • gennaio 12, 2014 at 01:19

Canterina mi dice tutto, per fortuna.
Si fida, si sente ascoltata e compresa.
Tento sempre di aiutarla a stare meglio, ad utilizzare ogni esperienza come opportunità di crescita, a darle una visione migliore.
Cerco di avere sempre la parola giusta per lei.

Mentre le davo la buonanotte mia ha detto:
“Grazie mamma… Tu non sei solo la mia mamma, sei un’amica, sei tutto quanto… sei proprio speciale!”
Forse avrei dovuto registrarlo. Potrebbe tornarmi utile per gli anni a venire…

Comunque è bello sapere che se tua figlia ha bisogno di aiuto la prima persona a cui si rivolge sei tu. E’ una grande rassicurazione.

E così anche ieri sera, mentre ceniamo, Canterina esterna le sue delusioni e frustrazioni di preadolescente.
Sa che con me lo può fare e dà sfogo a qualche lacrima.

Guardo la mia “bambina” col cuore in mano.
Da una parte sono contenta di constatare che tutto il lavoro che ho fatto finora si sta rivelando utile e mia figlia ha piena coscienza del giusto e dello sbagliato, ragiona con la sua testa e non segue a pecorona le trasgressioni che i compagni ormai sfoggiano come ordine del giorno.
Dall’altra parte soffro con lei per quel suo sentirsi sola e paradossalmente “controcorrente” che le crea tanta pena e tormento.

“Tesoro mio, è proprio vero che è meglio essere soli che male accompagnati…”

“Ma io non voglio stare sola! Io voglio delle amiche!”

“Lo so tata, ma non sei sola, hai almeno due compagne in gamba con cui puoi…”

“Anche loro stanno cominciando a seguire Tizia e Caio!”

“Tesoro, io ringrazio il cielo che tu sia così intelligente da non volerti conformare a tutti i costi con le trasgressioni sciocche che propongono alcuni tuoi compagni e che attirano tanto gli altri. E’ faticoso, ne sono sicura, ma sono fiera di te, perchè sei una ragazzina intelligente e coscienziosa!”

Chiacchieriramo a lungo, mentre intervallo la consolazione per la figlia grande con ammonimenti per le sorelle.
“Nanà… stai un po’ ferma mentre mangi! … Babet, devi proprio pucciare il braccialetto nel piatto??”

Babet indossa un braccialetto stile rosaio, con tanti tasselli che sembrano delle mini-icone, raffiguranti figure religiose e della sacra famiglia.

Sto ancora parlando con Canterina che, ad un certo punto, Babet esce con una delle sue perle:
“Mamma… ma Gesù Bambino era viziato??”

Comincio a ridere.
“Ma come ti vengono certe cose, amore?! Perchè me lo chiedi?”

“Eh… aveva la veste bianchissima e elegante, la corona…” mi dice mentre osserva il suo braccialetto.

“Ma patata, così è come lo hanno disegnato e lo raffigurano spesso, ma non era sicuramente vestito così…”

“Seee, viziato Gesù Bambino!!” interviene la sorella grande e consapevole “Ma come faceva Lui ad esse viziato se suo padre era un taglialegna e sua madre era disoccupata?!?!”

C’ho ancora le lacrime agli occhi…

Unica argomentazione

  • giugno 20, 2013 at 14:43

“Ciao amore!!! Finalmente prendo la linea! Come stai??”

“Bene… voglio tornare a casa!”

“Babet, mancano un paio di giorni, dai. Ma non ti diverti?”

“Sì.”

“Ti diverti poco o molto?”

“Molto. Ma voglio tornare a casa.”

“Dai che venerdì ti vengo a prendere! Sei andata in spiaggia? Hai giocato con le tue nuove amiche?”

“Sì. Lo sai che giovedì facciamo lo spettacolo della danza del ventre??”

“Urca! Chissà che bello! Tu sarai la più brava, ci scommetto! Ti piace?”

“Sì… mamma?”

“Dimmi amore.”

“Voglio tornare a casa!”

“… Tua sorella non la incroci ogni tanto? Fatti sbaciucchiare da lei fino a venerdì…”

“No, non ci vediamo mai mai! Mamma?”

“Ti leggo la pagella??? Sono andata a ritirarla e le maestre mi han detto che sei bravissima!”

“Davvero??”

“Sicuro! Ho chiesto se avevano niente da dirmi su di te, mi han detto di no, solo che sei proprio brava, le ho salutate con un abbraccio anche da parte tua. Ti mandano un sacco di baci. Vuoi che te la leggo?”

“Sì sì sì!!!”

“Allora… bla bla bla … 3 dieci, 7 nove e 1 ottimo in religione. Hai dieci in italiano! Si vede che sei studiata come tua madre!!!”

“Ottimo cosa vuol dire?”

“Vuol dire dieci.”

“Allora ho 4 dieci!”

“Sì… e infatti ce l’hai anche in matematica… sei contenta della tua pagella? Io sono molto fiera di te!”

“Sì, son contenta… Mamma, sai una cosa?”

“Dimmi amore.”

“Voglio tornare a casa.”

Mi sembrava di averlo intuito… ma non ne ero così certa.

Ultimo giorno di quinta elementare

  • giugno 10, 2013 at 08:36

E anche la scuola è finita!!!

A mille fino all’ultimo giorno!

Lancio all’uscita di cappellini di cartone da laureati, preparazione festa con ricchissimo buffet, sorpresa maestre, sorpresa rappresentanti, balli, canti, diluvio universale…

E’ stata una giornata devvero emozionante.
Ci siamo commossi nel vedere i nostri figli piangere come pazzi nel momento di lasciare “per sempre” i loro compagni e le loro amate maestre.
Ci siamo commossi nell’accogliere alla festa le maestre, ignare di tutto, cantando tutti insieme (genitori e figli) per loro tutto il nostro affetto e la nostra gratitudine.
Ci siamo commossi quando i bamb… ragazzi, Canterina in testa al gruppo, hanno dedicato una “loro” canzone.
“Tale madre, tale figlia!” mi è stato urlato…
Ci siamo commossi nel vedere le maestre piangere.
Ci siamo commossi un sacco…

Guardavo i ragazzi, tutti uniti, ballare in gruppo sopra il palco, buttandosi senza vergogna in uno spettacolo improvvisato per noi genitori e pensavo che una classe così “bella” è veramente difficile trovarla, sia per i ragazzi, sia per i fantastici genitori che si son sempre spalleggiati, aiutati per condividere con il cuore cinque splendidi anni con i propri figli.
E l’esperienza del teatro è stata solo l’ultima ciliegina sulla torta…

Quando, all’uscita di scuola, si sono messi tutti in cerchio per cantare insieme un’ultima canzone mi batteva forte il cuore. Pensavo fosse la canzone con cui hanno accolto i bambini cinque anni orsono, per accompagnarli in questo lungo viaggio… e già mi veniva da piangere.
Appena hanno intonato e mi son resa conto che era la canzone che ho scritto io per il teatro, mi è venuto un groppo in gola che non se ne andava più.
Avevo buttato giù, in quelle parole, tutte le emozioni che mi giravano in testa, pensando alla meravigliosa esperienza umana che i ragazzi (e noi con loro) si apprestavano a concludere e, a fine spettacolo, fotocopie alla mano, l’avevamo cantata con tutto il pubblico, genitori, bambini, maestre… Con una commozione generale degna di un film drammatico strappalacrime.

Emozioni condivise.
Momenti di batticuore e groppi in gola.
In cui non cerchi di consolare tua figlia che piange come una pazza, ma piangi con lei… come un sacco di altre mamme attorno a te!

Che bello vedere che non sempre le persone si tengono dentro le emozioni solo perchè sono adulte!
Che bello vedere mamme e (pochi) papà lasciarsi andare insieme ai propri figli!

Poter insegnare che le lacrime, come quella morsa che ci stringe il cuore, fan parte di noi, di tutti noi, grandi e piccini…
Pensare, quando tua figlia ti dice straziata: “Non ce la faccio! Non ci riuscirò mai a lasciarli andare! Sto troppo male!”, pensare che è solo l’inizio di una lunga e infinità strada di <<passi avanti>> e che tu, li potrai e vorrai condividere insieme a lei…
Essere consapevoli che la vita è un ciclo continuo, che non ci si può fermare per sempre lì dove si sta bene, perchè per crescere dobbiamo andare avanti, sempre curiosi del nostro futuro…

E alla fine urlare tutti insieme… URRA’!!!!!

A chi non riesce a cambiare

  • maggio 9, 2013 at 21:34
“Ogni giorno sarai tentato di reagire nello stesso vecchio modo di sempre.
Chiediti allora se vuoi essere
un prigioniero del tuo passato o il pioniere del tuo futuro.”
(Deepak Chopra)

 

Le paure sono semplici pensieri.
E i pensieri possono essere rimossi…

Abbiamo più potere di quanto immaginiamo.
E invece scegliamo di dare potere alle nostre paure, alla rabbia, alla frustrazione, all’invidia, al pessimismo, all’egoismo, agli altri.
Riprendiamoci il potere di scegliere della nostra vita, non di subirla.

Riconosciamo che permattiamo alla rabbia, alla tristezza, alla paura di condurre momenti della nostra vita, e poi…

Scegliamo di non arrabbiarci.
Scegliamo di non stare male.
Scegliamo di non avere paura.
Scegliamo seguendo l’amore.

E la nostra vita cambierà…

Non lo dico perchè lo credo possibile.
So che è possibile.
A me è successo.
Succede ogni giorno.
Perchè scelgo di farlo succedere.

La saggia morale

  • aprile 24, 2012 at 22:40

Glielo dico sempre alle mie bimbe.

Quando qualcuno con poco cervello ti dice qualcosa di spiacevole, perchè fondamentalmente è un poveretto, tu non te la prendere e ringrazia il Signore di non essere come lui.
Poi ringrazia anche lui che te ne ha fatto accorgere!

“E se lo rifà ancora??” mi chiedono.

“Tu continua a non prendertela e digli che arrivo io a spezzargli le gambine!”
Sorriso, battito di ciglia…
“Le mamme servono anche a questo, no?!”

Perchè i signori del marketing ci prendono sempre per deficienti?

  • gennaio 3, 2011 at 19:02

Ieri sera sono andata al cinema.
Idea geniale.
E probabilmente è venuta in mente a tutti, ma proprio tutti gli abitanti del territorio nazionale, San Marino e Corsica, che si sono riversati nei multisala, come una colonia di termiti in migrazione.
Erano tutti lì.

Comunque.
Ho da aprire una parentesi sui pre-film.

Ven-ti-cin-que-mi-nu-ti (al mio orologio trenta) di pubblicità!!!
Poi i film durano un quarto d'ora e con un calcio in culo ti rimandano a casa, grazie per averci scelto.
A saperlo l'unica cosa che avrei scelto è il tubetto di colla con cui attaccarti le cicche sotto le poltrone!
Occhei, è anche vero che forse era utile per tutti quelli che, come noi, hanno tentato di trovare parcheggio a tutti i piani, compreso il solarium e lo scantinato, che poi sono usciti, hanno percorso tutti i viali annessi e connessi, hanno passato tutti i paesi limitrofi alla grande città e, decidendo di parcheggiare nel proprio box, sono poi tornati a piedi coni cani da slitta.
Quindi quella mezz'oretta serviva anche.
In ogni caso dopo venticinque minuti vedevi persone che si rusavano a vicenda, anche tra sconosciuti:
"Mi scusi se la sveglio… L'ho sentita russare e ho pensato che forse le poteva interessare che il film sta iniziando! Ah, no! Un'altra pubblicità… Beh, non si preoccupi. Le tiro io un calcio negli stinchi al momento giusto, si riappisoli pure… "

Ora.
Film da adulti, o almeno si spera, e ti propinano tutte le pubblicità di cartoni animati in arrivo sul grande schermo da qui a Natale prossimo.
E' anche vero che, se sei separata, devi giocare in anticipo e prenotare le figlie per il film che vorresti tanto vedere con loro, che se ti distrai un momento, il signor UciCinemas le ha già portate a vedere pure i promo in 7D nella saletta delle riprese amatoriali.
Ma non era il mio intento per la serata.
Anche perchè quando sono andata a vedere il cartoon Megamind con le bimbe dopo tre minuti parte il trailer di TRON.
Tutta una roba buia e tempestosa, che spara un sacco di suoni a mille decibel e c'hanno tutte 'ste tutine con righe al neon che per fortuna qualcuno le ha passate con l'evidenziatore o sembrava di stare a casa nostra a giocare a "Stregabuio", dove devi distinguere cose, persone e animali a tentoni.
Poi elargiscono frasi a basso impatto ambientali come "Qual è lo scopo del gioco?" "Sopravvivere!"
Tesoro mio, è già tanto se arriviamo alla fine del film, che Nanà ha passato i successivi 80 minuti con le mani sugli occhi dicendomi:"
"MAMMA, VOJO TONNALE A CASA NOTTLA!"
E io che tentavo di convincerla in tutti i modi che il Mega testone blu era divertente, ma soprattuto che avremmo dovuto sopravvivere all'ira funesta delle sorelle se per caso ci fossimo azzardate ad alzarci per andar via. E mi è toccato comprarla con i pop corn.

Invece, negli ultimi tempi, nelle sale-film per adulti viene sempre e immancabilmente proiettata la più brutta ed odiosa pubblicità che esista al mondo: quella del Tonno Consorzio.
Sono sicura che, per chi non la conoscesse, su Youtube trova pane per i suoi denti…

In primis. Mi devono spiegare perchè per pubblicizzare un tonno ti devono far trovare appeso a testa in giù il fratello alto di Yuri Chechi, a dorso nudo e mezzo in calzamaglia che sembra appena uscito dal lago, quello dei Cigni però. Inoltre lo fanno pure parlare il figlio illegittimo di Batgirl e Joaquin Cortez, perchè per restare lì appeso finchè non ti dicono "Ciak si gira" qualcosa del pipistrello lo devi avere, oltre che tanto sangue alla testa.
Il contesto poi si presume essere una camera di una clinica privata o una qualunque casa di cura, probabilmente la sala operatoria, perchè sfido qualsiasi hotel sulla faccia del pianeta ad avere stanze così bianche, minimaliste e antisettiche che nemmeno una pennellata di Vanish sciolto nella candeggina ti dà un risultato così.
L'obiettivo sarà quello di far notare la scatola rossa del prodotto? L'unica cosa che mi è saltata all'occhio era il pelo che usciva dalla narice destra dell'adone con naso importante che stonava con tutto il candore circostante. Allora tingetegli anche il pelo, no??

E per dare la botta finale mi si finisce con l'inquadratura di una poveretta, strafiga certo, ma sempre poveretta a sottomettersi alla figura becera che alla fine fa, con le cosce di fuori in sottoveste argentata che tu per cinque secondi pensi che sia cambiata la pubblicità e sia giunta quella del Domopack, perchè ricorda tanto quel pollo che i due bravi bambini si lanciavano per tutto il paese ma che grazie alla carta stagnola arrivava sano e salvo alla mamma. Forse solo un po' stagionato.
E cosa ti dice??? Perchè sì, parla anche lei. Che forse era meglio limitarsi a sorridere.
Ti dice "Consorziamo?" ?????
Io non è che sono laureata in Lingue e mi piace pure inventare termini strani, ma Consorziamo non avrei mai avuto il coraggio di dirlo. Nemmeno in privato, figuriamoci davanti a miliardi di persone che ti prendono per una velina che quasi sicuramente ha studiato al Cepu. E salutami Del Piero.
Poi tra l'altro sei seduta, anzi, imbalsamata in una posa statica anti-smagliature, non su una sedia qualunque, ma direttamente dentro la coppa da degustazione del Glen Grant formato gigante!!!
Che ci manca solo l'entrata di Michele e poi siamo a posto…

L'estinzione

  • ottobre 4, 2010 at 21:07

Stamane a lavoro avevo la faccia un po' grigia.
Forse sono stata troppo ottimista a dire che quell'amaro che rimane in bocca non pregiudica la nottata. Diciamo parte di essa. Così non ero proprio bella e pimpante come mio solito.
La cosa dev'essersi notata.

Incrocio Sonia in bagno:
"Ciao Wonder, che hai?"

"Niente, sono solo stanca."

Mammariccia dopo poco:
"Wonder tutto ok?"

"Sì, abbastanza, grazie. Non ho dormito molto."

Mammasola, una ragazza con un unico figlio ma con i miei stessi problemi, mi guarda dalla sua postazione accanto alla mia:
"Wonder… che faccino che hai oggi!"

"Sono stanca…"

Poi arriva Ciccio, gli chiedo per pura cortesia come è andato il viaggio che aveva in programma:
"Cosa c'è Wonder, non sei in vena di battute oggi?"

La cosa inizia ad essere imbarazzante. Meglio confessare.

"Ebbene sì, oggi sono in lutto."
Sei paia di occhi si rivolgono verso di me in attesa del responso.
"E' morto l'ultimo neurone…. Sto cercando di farmene una ragione."

"Beh… ma quanti ce ne erano prima?"

"Due. Ma l'altro si era dato alla macchia parecchio tempo fa."
Mammariccia inizia a sghignazzare.
"Guarda che c'è poco da ridere. Ho chiesto anche il minuto di silenzio per lutto nazionale. Si farà a mezzogiorno. Vi chiedo di partecipare per solidarietà."
Risata di gruppo.
Riprendono a lavorare contenti che io sia tornata quella di sempre.

Nonostante in realtà io fossi terribilmente seria.

Caro amico mio…

  • giugno 24, 2010 at 21:37

Caro amico mio… tieni duro!

La vita ti sta lasciando, ma sii forte.
Andrai verso mete migliori.

Non abbandonare la speranza
anche se i medici di speranza non ne hanno data.

I tuoi cari ti sono vicini.
I tuoi amici pregano per te.

Sii forte in questi tuoi ultimi momenti di vita terrena.
Non mi puoi sentire.
Non puoi più capire chi ti è accanto e chiama il tuo nome.
Ma è il tuo corpo a non rispondere.
Non lasciare che la tua anima lo segua.
La malattia ti ha rubato così velocemente al mondo
che forse non hai nemmeno avuto il tempo di pensare
che non avresti avuto più un futuro.

Non ti vedevo da anni e poi, qualche mese fa, ti ho incontrato per caso al matrimonio di una nostra cara amica.
Non eri cambiato, eri sempre lo stesso.
Mi ricordavi l'amico che avevo conosciuto vent'anni fa.
Spiritoso, sorridente, particolare nel suo essere, direi unico.
Eri imbarazzato per la mia situazione familiare ma ti ho fatto subito capire che con me potevi sempre scherzare, come una volta.
Abbiamo scambiato qualche parola, quattro risate, per poi dirci, come capita spesso:
"Vediamoci qualche volta…" e augurandoci reciprocamente tanta fortuna.

Ma il mio augurio non è andato a buon fine…
Dopo qualche mese hai saputo della tua malattia, improvvisa, lancinante, sterminatrice, egoista.

Non ho mai avuto il coraggio di venirti a trovare, per paura di metterti in imbarazzo.
Ma non ho mai smesso di chiedere di te.

E stasera, dopo parecchio tempo, quasi ci fossimo abituti a sperare al meglio, è arrivata la chiamata.
Me la detto in lacrime Zia Larua.

Stai morendo.

Ci si può preparare quanto si vuole a questo momento… ma non si è mai pronti abbastanza.

Vorrei che la prossima telefonata non arrivasse mai.
Vorrei che accadesse un miracolo.
Se potessi dare qualunque cosa per poterti salvare lo farei.

Ma sono anche convinta che il cielo si stia preparando per accoglierti con feste e squilli di tromba.
Il Signore ti avvolgerà con la Sua luce.
E tu smetterai di avere paura.

Caro amico mio… Ancora per poco… Tieni duro.