Crea sito
You are currently browsing all posts tagged with 'supermercato'

W l’Italia

  • ottobre 17, 2013 at 00:17

Al supermercato un signore anziano claudicante insiste ad avere la precedenza sulla fila, essendo la cassa per invalidi e donne gravide.

E se ne va, dopo aver pagato, dimenticando la stampella alla cassa.

Il cassiere non la finiva più di ridere!

… So fantastic!!

Son tutti di sinistra

  • settembre 30, 2013 at 13:17

Vorrei sovvenzionare personalmente la ricerca italiana.
Un progetto mirato per scoprire quali misteriose leggi fisiche fanno sì che tutti i carrelli dei supermercati tendano a sinistra.

Perchè nessuno tende a destra?

Se la metà tendesse a destra, le persone andrebbero volentieri a fare la spesa con la certezza di poter scegliere il carrello di volta in volta e, così, avere la possibilità di riposizionare l’anca e sistemare la lussazione della spalla procurata durante la spesa precedente.
Una volta di qua e una volta di là… meglio che fare palestra!

Hanno già brevettato i busti?

Esistono i moduli delle constatazioni amichevoli per gli incidenti provocati in corsia???

E’ una scelta politica?

E’ un marchio di fabbrica?

Non bastava un adesivo o una targhetta in alluminio??

Queste e molte altre domande albergano nella mia laboriosa mente.
Attendo risposte dall’Universo.

 

 

Guerre stellari

  • luglio 24, 2013 at 00:56

Una giornata con le wonderfiglie a fare spese e commissioni…
E’ una delle esperienze che tutti dovrebbero provare.

Ve le affitto.
Anche a ore.
Vi pago io, ma vi prego, provate!

Una scuola di pazienza, l’ultimo passo dall’esaurimento, un treno diretto per la neuro, una dieta ipocalorica che asciuga i liquidi in eccesso e il sangue dalle vene.

Beh, devo dire che Canterina, sarà che sta crescendo, ma è brava.
Quando siamo fuori…

Con le altre due è una gara a chi riesce a sfinire la sottoscritta per prima.

A volte mi chiedo se siano realmente mie figlie.

Avrò ripetuto “Non toccate!” duemila volte.
“Non correte” altre mille.
“Non urlate” solo trecento.
“Non nascondetevi tra i vestiti appesi!” un paio, perchè poi sono passata ai fatti.

Sembra che fare combutta tra loro due, care e gioise bambine ipervivaci e divertite, sia più forte di ogni raccomandazione che la santa e ormai beatificata madre può far loro.

A me sembra anzi che peggiorino.
Può essere il caldo??
Sono io che sto invecchiando??

A Babet avrò detto decine di volte di guardare dove andava con il carrello.
Lei guidava fissando tutto ciò che era dietro il suo deretano.
Mi ha rifatto i talloni di Achille, ha investito sua sorella maggiore e anche lo scaffale dei biscotti.

Turno di Nanà per tenere il Salvatempo
Il Salvatempo e quella macchinetta che registra l’elenco dei prodotti che scegli passandone il codice a barre, abbinandoli comodamente alla tua tessera e, arrivati alla cassa, ti fa saltare la coda e ti fa pagare il tutto con solo un biiiip… a meno che non scatti il controllo casuale di tutta la spesa, la stessa che ti sei premurato di posizionare nei sacchetti in ordine di grandezza, in ordine di peso, e in ordine alfabetico!!
Allora diventa il Perditempo.

Le bimbe fanno a turno per registrare i prodotti.
Almeno le tengo occupate.
Ovviamente loro litigano per conquistarselo, ma questa è tutta un’altra storia.

Nanà, ad un certo punto lo reclama e io glielo consegno.
Dopo cinque minuti che cammino per i reparti, mi giunge all’orecchio un continuo biiiip.
Mi volto e vedo la piccola, simpatica umorista che sta registrando qualunque cosa alla sua altezza, maneggiando il Salvatempo come un incrocio tra un direttore d’orchestra e Luke Skywalker che brandisce orgoglioso la sua nuova spada luminosa con cui ucciderà suo padre.

Sua madre invece ha cominciato ad urlarle dietro in cirillico, le ha strappato di mano l’aggeggio e ha ripassato l’elenco per evitare di pagare tutto il supermercato, trattenendo a forza l’istinto della Franzoni che era in lei.

Cosa dire… son bei momenti!
Da provare.
Chi si prenota per primo??

Risposte pronte

  • aprile 11, 2013 at 12:59

Centro commerciale.
Entro in ascensore con il carrello.
Inizio un su e giù infinito… non si capisce come mai non riesco ad arrivare al piano terra.
Tre, uno, tre, due…
Persone entrano e riescono, chi salutando e chi no.
Io rimango in fondo all’ascensore, appoggiata al carrello, rassegnata.

Entra l’ennesimo omino e, cortesemente, prima di schiacciare il tasto mi chiede:
“Scende?”

“Vivo con questa speranza.”

***

Dentro al centro commerciale.
Reparto biciclette, alla ricerca del lubrificante per catene.
Mi affianca uno strano tipo, mi guarda e mi sorride.
Sorrido e continuo a leggere la dicitura della bomboletta.
Mi fissa.
Io, imbarazzata, sorrido e mi allontano di un passo.
Apre bocca:
“Lo sai che sei molto bella?”

“E sono anche molto intelligente. Lo so… la cosa ha dell’incredibile.”

***

Passo davanti ad uno di quei banchetti promozionali di un gestore telefonico, uno dei tanti, tutti quanti in fila, con lo scopo di asciugare i passanti.
“Ce l’ha Vodafone?”

“No, grazie, non mi interessa.”

Ripasso dopo 5 minuti.
“Ce la Vodafone a casa?”

“No grazie, non mi interessa.”

Esco dalla parafarmacia.
“Ce l’ha vodafone sia a casa che sul mobile?”

“No, grazie non mi interessa.”

Ripasso per entrare nel supermercato.
“Vodafone ce l’ha…”

“Ti prego… Dimmi la verità… Ma tu sei così normalmente?”

“In che senso??”

“Mi vuoi prendere per stanchezza o mi vuoi prendere per il culo??”

***

Periodo delirante, in cui faccio fatica anche a ricordare il mio nome. Caliamo un velo pietoso sulle ore di sonno mancate che sto accumulando.
Il correttore non nasconde le borse sotto gli occhi… Forse anche perchè mi dimentico di usarlo.

Incontro un’amica di vecchia data.

“Ciao Wonder, che faccia! Sei stanca?”

“No, sto lanciando la moda delle occhiaie tatuate…”

***

Telefonata al CAF.
“Pronto?”

“Buongiorno…”

“Chi parla?”

“Se per lei va bene, comincio io!”

La figlia dell’alzheimer

  • ottobre 15, 2012 at 20:56

Oggi non è stata una giornata diversa dal solito.
Una come tante.
Con aggiunta di pioggia a catinelle fin da questa mattina presto, giusto per fare arrivare Nanà zuppa alla scuola materna.
Un caffè al volo con altre due mamme e poi…

Sincronizzo gli orologi.
Anche oggi il record degli incastri. Potrebbero chiamarmi La Regina del Tetris!
Torno da scuola, rifaccio i letti, metto su una lavatrice, lavo i piatti della colazione, guardo il pavimento e decido di distogliere lo sguardo… ci penserò domani.
Prendo la posta, rientro in casa, faccio una telefonata, tiro fuori documenti da ogni angolo che in soggiorno sembra sia scoppiata una bomba carta, lascio tutto così com’è, prendo le borse della spesa, scendo in box.

Torno su in casa a prendere la lista della spesa, come tutte le volte, e me la infilo in tasca, perchè la mia memoria vacilla e rischio di uscire dal supermercato con tutti i prodotti tranne quelli che mi servivano maggiormente, salgo in auto e parto a razzo, tenendo d’occhio il cronometro del centometrista.

Arrivo al super, scendo dall’auto, salgo, prendo il carrello, controllo le tasche… dove diavolo è la lista?
Riscendo nel parcheggio ripercorrendo a ritroso i miei passi, apro l’auto, smonto l’auto, ma della lista nemmeno l’ombra… Fancù! Dovrò andare a memoria.  Sto messa male!

Faccio la spesa riempiendo il carrello, arrivo alla cassa parlando al telefono con Madre NaturaSì mentre frugo nel portafoglio, tocca me ma non trovo più la tessera fedeltà, con la quale, tra l’altro, dovrei pagare poichè ovviamente sono in giro senza contanti…
Blocco la fila, inizio un viaggio dentro me stessa per tornare all’istante in cui sono venuta al mondo. Vado avanti velocemente cercando di ricordare dove ho visto la tessera l’ultima volta, deduco che avrei potuto averla dimenticata alla cassa durante l’ultima spesa. Le deduzioni sono il mio forte, faccio chiamare la responsabile che va a controllare per tornare con in mano la mia preziosissima tesserina, nel frattempo mi sono attirata tutte le ire dei simpaticissimi clienti dietro di me che mi insultano in strane lingue, maltrattando bamboline woo doo sorridenti, con i capelli scuri e cortissimi e un grande cronometro al polso: una vaga somiglianza…

Giungo a casa, mentre mi rammento di non aver preso metà delle cose che serviranno alla festa di Babet con i suoi compagni, scarico le borse, parcheggio, carico le borse con una mano nell’ascensore mentre ascolto la musichetta dell’attesa della scuola: mi ha chiamato la segretaria per passarmi la preside che però deve avere qualche conflitto con i tasti dell’apparecchio telefonico e, dopo dieci minuti di attesa, mi mette giù senza mai più richiamarmi. Penso che sopravviverò.
Si aprono le porte dell’ascensore e…
“Stronzetta di una lista!!”
Giace sul pianerottolo inerme, la bastarda.
La raccolgo.
La controllo.
Mi sono dimenticata metà delle cose da comprare. Esattamente quelle in via d’estinzione da casa nostra.

Entro, sistemo, faccio i panini per me e Canterina, vado per stendere i panni e mi accorgo che mi ero dimenticata di accendere la lavatrice. Ma è tuttapposto!
Prendo il libro da leggere mentre aspetto Canterina che è in visita, visto che l’ultima volta lo ho dimenticato e ho passato 40 minuti a contare le pistrelle e le crepe nel muro di fronte a me.
Fisso l’interruttore della lavatrice, è rosso vivo, il cestello gira… poche certezze nella vita, ma buone!

Vado a scuola, suono, entro, Canterina è già lì che, diligente, mi aspetta.
Partiamo, zuppe di pioggia, verso lidi migliori. Lei mangia, io parlo. Lei parla, io parcheggio. Rimaniamo in auto per concludere il compito di matematica che si è portata dietro, avendo dimenticato di portarlo a casa durante il week end.
Entriamo, io attendo cercando di leggere, ma perdo anche il conto degli sbadigli.
Esce, la riporto a scuola, corro a casa, ho un’ora buona per fare due cose tra cui preparare una sana merenda per le tre belve.

Stendo la lavatrice che questa volta è andata a buon fine.
Decido di fare la prova termosifoni. Li programmo, li tasto, li passo in rassegna uno a uno dall’alto al basso, da destra a sinistra: ce n’è sempre qualcuno che decide di non partire a metà ottobre con gli altri.
E’ tardi, ma non demordo.
Prendo una bacinella per raccogliere l’acqua mentre li faccio sfiatare, con il primo tutto fila a meraviglia, con il secondo allago la mia camera da letto. Corro a prendere lo straccio, lo tiro giù dal secchio maldestramente, prendo dentro il flaccone del detersivo per i sanitari che cade, sfracellandosi a terra!
Rimango basita a fissarlo, senza nemmeno la forza di imprecare.
Controllo l’orologio, osservo la pozza che si sta allargando sotto il mobiletto del disimpegno: ho venticinque minuti a disposizione e devo assolutamente ripulire prima che arrivino le bimbe. E in casa mia non si butta via niente…
Decido di pulire i bagni con il detersivo versato per terra, stabilendo per altro un guinness world record.
Mi vesto esco di casa, apro l’ombrello… rientro in casa, mi fiondo a sbucciare due mele e recuperare qualcos’altro di commestibile per le mie befanette che, come prima frase all’uscita della scuola, prediligono sempre “Ciao mamma… cos’hai di merenda?!”

Riesco, apro l’ombrello, faccio due passi… rientro.
Mi fiondo in cameretta a recuperare il cambio autunnale di Nanà da lasciare all’asilo, perchè stamane mi sono accorta che nella sacca aveva ancora le maniche corte e i pinocchietti. Le infradito le avevo tolte da qualche giorno…

Riesco, apro l’ombrello, arrivo al cancello… rientro. Prendo la cartelletta del catechismo di Canterina e un chilo di forsforo in stato gassoso da inalare per inerzia durante la mia prossima vita terrena.

Recupero Nanà dall’asilo.
Le faccio fare merenda.
Attendiamo le sorelle, mentre mi rendo conto che la mia battuta di stamattina (quando siamo arrivate alla scuola materna con la testolina tutta bagnata) “Ma amore, o non sai tenere bene l’ombrello oppure è bucato!” ha un fondo di verità:  l’ombrello è bucato.

Recuperiamo le sorelle, le sfamiamo, portiamo Canterina a catechismo e la abbandoniamo al suo destino.
Corriamo a casa all’urlo di Nanà “MI SCAPPA LA CACCAAAAAAAA!”
Le lavo, le stendo, le vesto e comincio a riordinare la catastrofe di documenti che ho lasciato in soggiorno, in preda ad un delirio fuoriluogo e fuoritempo.
Mi sovviene che manca un piccolo particolare all’appello della giornata: preparare la cena.
Faccio appena in tempo a infornare il pesce ed ecco arrivare  Canterina che, accompagnata da Nonno M., esordisce con:
“Cribbio mamma! ho dimenticato l’ombrello a catechismo!”

“Ma no, Canterina! Una cosa dovevi ricordarti! Te l’ho raccomandato prima di venir via! E ho anche chiamato il nonno per ricordarlo pure a lui!!”

“Hai Ragione, Wonder, me lo sono proprio scordato!”

Dire che la memoria non è una prerogativa di famiglia.
Confido nel pesce che ho cucinato per cena.
Ho riempito il piatto a tutte quante con dosi massicce!
Forse ho esagerato un po’… Un po’ parecchio…

Stasera, mentre leggevo loro la favola della buonanotte, abbiamo convenuto all’unanimità che, per noi, i salmoni di tutto il mondo possono benissimo risalire la corrente fino alla fonte e rimanervici in campeggio…
Non vogliamo più sentirne nemmeno l’odore almeno per i prossimi sei mesi!

Sempre che non me lo dimentichi prima.

Strani incontri fraterni

  • luglio 25, 2012 at 18:32

“Ahò! Che stai a’ esce dar parcheggio c’a macchina?!”

Sto riportando il carrello, dopo aver scaricato la spesa nel bagagliaio della wondermobile.
Mi volto e vedo un ragazzo… sui vent’anni, buzzico che più buzzico non si può, che sbuca fuori dal finestrino di una Mini, argentata con striatura bianca e nera che percorre tutta l’auto da fondo a cima, occhialazzi più grandi del suo volto, cicca in bocca che sbatte asimmetricamente (non ho mai capito perchè fingere l’ascesso faccia più fighi), capelli incatramati di gel in piega in un’onda anomala buttata a sinistra che manco lo tsumani riuscrebbe a farla tanto anomala.
Nemmeno con il massimo impegno della natura.

Forse lo sto fissando inebetita perchè mi riprende:
“Ahò! Ma ce senti? Sei ‘taliana?? Che, stai a’esce o no?!”

“Sì… sto a’ esce… Comunque ti stimo molto, hai coraggio da vendere!” dico sinceramente, ancora un po’ ipnotizzata dall’onda e dalla masticazione ritmica, stile metronomo durante un’overture cominciata male.

“Ah sì?! E coraggio de che??”

“Di andare in giro con quei capelli… giuro che non tutti lo farebbero.”

“E tu c’hai coraggio pure, con ‘sta faccia de bronzo! Se non eri ‘bbona te avevo già suonato! Ha ha ha!”

“Chi la faccia, chi la testa. A ognuno il suo! Comunque ti stimo, fratello!”

“Ho capito! Ma che fai, esci o no co’sta macchina??!”

“Sì… adesso esco.”

“E datte ‘na mossa, sorella!”

“Ehi, fratello frettoloso… ti auguro di trovare l’anima… ”

“Anima de che? Gemella??”

“No… De li mortacci tua! Perchè se non ti levi da dietro come faccio a’esce?!?!”

A casa!

  • luglio 23, 2012 at 16:35

Arrivate.

Stanchine le bimbe, sfiancata la mamma.

Ieri pomeriggio, giunte a casa, scaricate le valigie, come ogni anno mi è partito l’embolo di fare tutto il fattibile fino a che le forze mi reggessero.
Mi sono schiantata sul divano alle otto e mezza, dopo aver anche lavato i pavimenti.

Alla domanda tipica di qualunque ora della giornata “Mamma, cosa si mangia?!” ho risposto:
“Bimbe, non me lo chiedete nemmeno! Non mi metto certo a cucinare ora. Il frigorifero è vuoto. Se volete potete inserirci la testa e leccare i ripiani oppure guardare cosa c’è nella borsa frigo e ingozzarvi degli avanzi della montagna. Io al massimo vi sbuccio due carote. La frutta è già lavata. L’acqua scende dal rubinetto. Sapete dove sono i piatti. Fatemi rinvenire quando è ora di andare a letto.”

“Sono avanzati dei panini dal viaggio! Però, mamma, dopo questi io non voglio più vedere panini per una settimana.”

“Io almeno per tre mesi, amore mio!”

Canterina oramai è un donnino, mi ha aiutato a riempire tre lavatrici, la cesta e la vasca da bagno di panni sporchi, e mi ha lavato tutte le borse.
Babet si è un po’ persa nel riordinare libri e giochi.
Nanà si è persa e basta.

Oggi, sia prima che dopo la spesa, stessi ruoli.
Canterina molto utile.
Babet abbastanza utile.
Nanà l’inutilità fatta persona.

“Però, mamma! Nanà non fa niente! Non è giusto!”

“NON E’ VELO!”

“Sì che è vero, amore. Non fai un cavolo di niente per aiutarci.”

“Ma è piccola…”

“Babet, non è una scusa plausibile. Le do compiti adatti alla sua età… PRENDERE I PIATTI… LAVARSI LE MANI… METTERSI UNA MOLETTA… RESPIRARE… RESPIRARE E SPOSTARE I GIOCHI CONTENPORANEAMENTE… ce la può fare anche a 4 anni!”

“Sì, però! Ma così è inutile!”

“NON E’ VELO!! NON SONO IGNUTILE IO!!!”

“No, c’hai ragione tesoro, sei utilissima… Come una forchetta nel brodo!”

Occhi di Gatto con gli Stivali

  • giugno 11, 2012 at 20:50

Sono al super.
Sto correndo tra gli scaffali con il cestello pieno di scatolame che probabilmente mi sono raddrizzata da sola la scoliosi.
Guardo l’orologio, sincronizzo i tempi nel mio organizer mentale e nel frattempo borbotto tra me e me, facendo sempre la figura dell’autistica che parla da sola.

DRIIINN! DRIIINN!

“Ciao Madre NaturaSì…”

“Dov’è Babet?? Dov’è Nanà?? Figlio NaturaSì continua a chiederlo… dove sei di bello?”

“Al super… vogliamo calare un velo pietoso su questa jurnatina di merda??”

“Perchè? Cos’è successo?”

“No, niente… Partiamo dalla levataccia. Ho svegliato le bimbe alle 6.00 perchè dovevo portare Nanà e Babet alla visita oculistica e scaricare prima Canterina dai miei che l’avrebbero accompagnata al centro estivo. Conta che ieri sera Canterina era ancora sveglia a mezzonotte a dirmi <<Mamma, non ce la faccio più, mi gratto dappertutto!>>. Sai, ieri sera sono tornate dopo un week end ‘importante’. C’è stata il primo ritrovo ufficiale della famiglia allargata Bredford, lui, loro e la famiglia dell’amante&sons. Si saran divertite sicuramente, erano contente di aver giocato con gli amichetti, ma sai come somatizzano le mie figlie tutto il non-detto, no? E’ un cambiamento importante, mica da ridere, e Canterina mi dice sempre che vuole giocare con gli amici ma non vuole vedere lei. Certo che al padre non lo dice… Figurati se non somatizza. Ovvio, non posso parlare con lui di somatizzazione perchè se no io sono la pazza che vede problemi anche quando non ce ne sono, mentre lui vive nel suo mondo di favole e non s’accorge nemmeno dei segnali luminosi stile razzo d’avvistamento. Fattostà che sera prima dell’evento aveva la tosse e sera dopo aveva tutte le allergie di questo mondo… Vabbè… Dormiamo pochissimo perchè nel frattempo mi si è pure rotto il pc e dovevo fare un ordine importante per un’amica, quindi sono andata a letto all’una passata imprecando contro il computer. Sabato gli avevo detto di fare il controllo pidocchi alle bimbe, vista una mail dei compagni di classe di Canterina che avvisava il ritorno degli ospiti saltellanti e sai anche tu che Canterina ci va a nozze! Meno male che stamattina mentre mi lavavo con una mano, con l’altra vestivo Nanà e con i piedi dirigevo le altre due, mi è venuto da chiederle se Homo aveva fatto il controllo, mi dice di no… … … NO??? Fermi tutti! Vieni subito che passiamo il pettinino per controllare, e intanto sgranavo il rosario, infatti… Ho trovato un bel po’ di lendini e un pidocchio bastardo grosso vivo che muoveva le zampette e salutava! CAZZO! MA non è possibile! Ho iniziato a tirargliene dietro tante che se non gli ifischiavano le orecchie stamattina! Ma porca puttana! Lui si fa le sue belle giornate idilliache e io mi devo smazzare sempre le menate, e pure alle 6 di mattina! Così ho dovuto fare il controllo anche alle altre due che fortunatamente non avevano nulla, me lo sono fatto pure io mentre con l’altra mano spalmavo l’olio antipediculosi a Canterina, ho tirato giù dal letto mia madre per farla venire a concludere il tarttamento, ero in ritardo bestiale per le visite, ho dovuto tirar su tutte le lenzuola, disinfestare, ficcare tutto in lavatrice, pelouches compresi!! Ero così incazzata che in auto gli ho pure mandato un messaggio minatorio! Perchè non si può… Una cosa doveva fare! Sai cos’ha fatto? Le ha alzato due ciocche, non ha visto nulla e via col liscio! Così se non me ne accorgevo io impestavamo tutto il centro estivo! E lui? Mi risponde che non tollera i miei insulti… Ma sai dove glieli metto io gli insulti la prossima volta?! Ma se sei furbo che sai che è pure colpa tua ti pigli il mio vaffanculo e sorridi, poi se sei intelligente chiedi anche scusa di avermi fatto tribolare, ma ovviamente non mi aspetto tanto! Invece no, ha anche da dire! <<Magari se l’è preso ieri sera a casa tua o nel giardino!>> Con le finestre chiuse???… Lasciamo perdere! Così siamo arrivate di corsa al centro oculistico, dove sembra che tutte le dottoresse e infermiere hanno fatto il corso per lavorare con i bambini… sì,ma nel MONDO DELL’INCONTRARIO! Pretendevano che i bimbi, che in tutto aspettavano per delle ore, stessero fermi immobili e non respirassero nemmeno. Ma cacchio! Sono bambini! Le mie ovviamente sembravano possedute, non stavano sedute un secondo e parlavano ad alta voce, ma due ore lì ad aspettare… chi li tiene più! Comunque Nanà deve mettere gli occhiali, tanto per non farci mancare nulla! Fanculo! Poi siamo uscite che pioveva, loro due con le pupille dilatate per il collirio, che vedevano tutto sfuocato e sembravano il Gatto con Gli Stivali di Shrek quando fa le fusa… Arrivo a casa, porto Babet al centro estivo perchè ci voleva andare, avevo altre duecento cose da fare e siccome le dava fastidio la luce, porto Nanà dai miei, gia che c’ero mi fermo a mangiare i ravioli anche se erano le 11.30 -Nanà aveva fame- perchè non avrei avuto tempo di mangiare a casa. Corro a casa e, tempo di arrivare, mi chiamano dal centro estivo: <<Venga a recuperare la bimba che non sta bene!>>. Prendi l’auto e corri. Arrivo là e la figlia stava pranzando, così le dico <<Mangia con calma, ti aspetto fuori e poi mi dici se stai ancora tanto male o ti fermi>>. Mi risponde che viene con me. Vado fuori ad aspettare… dopo 40 minuti di ragnatele mando la sorella, che nel frattempo ho incrociato, a chiedere se Sua Grazia sta aspettando il dolce o il rutto di fine digestione! Arriva Babet, la porto dai miei, chiamo nel frattempo il dentista che mi dice di passare di lì con la bimba nel pomeriggio. Di quale era, mi chiedo? Ma ce la posso fare. Corro a casa, prendo la parte di mobilia che devo riportare ad una mia amica che me l’ha prestata, oggi che è a Milano. Discuto per telefono con Homo in una telefonata interminabile, in cui mi rendo conto ancora una volta che sono sempre troppo ottimista e ogni tanto mi parte l’embolo di pensare che possa ancora capire certe cose… Ora son qui al super a comprare lo scatolame da dare ai genitori che domani andranno giù in Emilia con il furgone a portare viveri e cibarie e quant’altro… perchè mi dispiaceva non dare niente. Così poi passo a scuola a lasciare giù tutto, devo andare in farmacia a comprare lo spray per i pidocchi che l’ho finito, devo recuperare Canterina dal centro, devo portare Babet dal dentista, devo ancora cucinare e rifare tutti i letti ribaltati per la disinfestazione, c’ho i coglioni girati che più girati non si può e sto pure vagando davanti ai fagioli e ai pelati come una vacca persa senza capire cosa è meglio comprare, mentre tutti sentono il mio delirio…
… … …
Ma tu perchè hai chiamato?… Dovevi chiedermi qualcosa? … Volevi sfogarti??…
Dì pure, ti ascolto!”

Effetti del labirinto

  • giugno 5, 2012 at 21:54

“Signora… ?!”

Sono appoggiata al carrello.
Magari in maniera un po’ strana…
Forse ‘aggrappata’ rende più l’idea.
In effetti sembro più la donna ragno.

“Signora… bisogno??”

“Come? … No, no, grazie! Stavo controllando gli ingredienti! ‘Sto sciroppo di glucosio lo infilan dappertutto…”

Alzando lo sguardo per cercar l’olio extravergine ha iniziato a girare tutto quanto l’universo intorno a me… che mi sembrava di stare in Banca Mediolanum.
Mi mancava solo il bastone per disegnare il cerchio e la stempiatura alta…

E che cacca!

  • dicembre 1, 2011 at 22:23

Nanà è ancora a casa in malattia.
Non che sia malata, solo molto raffreddata, con una bella dermatite atopica sul musetto da topolino e tanta, tanta, tanta voglia di coccole.

"Guarda che la mamma ha tante cose da fare, se stai a casa mi accompagni e mi aiuti, occhei?"

"SISSIGNOL!! … CICCIUA' CICCIUA' CICCIUA'-UA'-UA'!" …memorie di tormentoni estivi.

Optiamo per il centro commerciale, visto che l'ipermercato ha i corridoi più ampi per scorribande e incidenti tra carrello e scaffali.

"Prima però entriamo nella farmacia del centro che devo chiedere una cosa alla dottoressa."

Sono in fila e…
"MAMMA! MI CCAPPA LA CACCA!!"

"Amore, te pareva! Stringi le chiappe per un minuto che tocca me e poi corriamo in bagno… Ecco… se magari nel frattempo non fai i duecento metri a ostacoli in tondo magari eviti di fartela addosso!"

"MI CCAPPA FOTTE!"

"Andiamo…"

Nel bagno.
"Nanà… hai finito?"

"NO" e parla.

"Nanà… hai finito??"

"NO" e canta.

"Nanà, sto diventando vecchia… hai finito???"

"SI'! HO FATTO!"

"Cosa?"

"SOLO LA PIPI'!"

"No, patata lessa, ascoltami bene, è meglio che ti soffermi un pochino e ti concentri, perchè se ti scappa nel super io non corro fuori di nuovo!"

"NON MI CCAPPA PIU' LA CACCA!"

"Prova a spingere?!"

"NON VIENE FUOLI!"

"Concentrati sul tuo pancino… cosa ti dice?"

"CHE NON MI CAPPA PIU'!"

"Sicura al cento per cento per mille per un milione??"

"SICULISSIMA!"

"Ci vuoi ripensare? Te l'ho detto che una volta dentro, non faccio nessuna corsa con il carrello pieno, piuttosto te la fai addosso! Cosa facciamo?"

"FINITO! ANDIAMO! YUPPIE!"

Voi direte:
"Che madre noiosa ed insistente! Ti ha detto di no duecento volte, sarà no! Perchè continui a chiederglielo fino allo stremo?!?"

Ma perchè conosco i mie polli!

Poco dopo stiamo girando nell'iper, perse nella ricerca di mandorle e pistacchi, con il carrello bello pieno, la borsa a tracolla, i giubbotti a tracolla della borsa, cappelli e sciarpe che escono da ogni tasca e…
"MAMMA… MI CAPPA LA CACCA!!!"

"Ma porc… Nanà… Ma… Io… Cazz… Un attimo. Ora chiamo il telefono azzurro…"

"PECCHE' CHIAMI UN TELEFONO AZZULLO??"

"Per auto-denunciarmi per quello che ti sto per fare!"