Crea sito
You are currently browsing all posts tagged with 'sorridere'

Figlie di un altro mondo

  • aprile 24, 2015 at 13:26

Ore 8.05 a.m., la serranda del Wonder-garage è aperta.

Canterina è già seduta al banco, mentre io, Babet e Nanà dobbiamo prendere le bici per andare a scuola.

Alle 8.04… che già è tardi… Babet mi ricorda che devo alzarle il sellino, ma è uno di quelli senza levetta.
No problem, come potrei chiamarmi “Figlia di Mc Gyver” se non avessi un mazzo di brugole a portata di mano?
Tralasciando la pinza multiuso che ho sempre in borsa con me…

“Bene, provalo e se così è ok, stringo ulteriormente il bullone!”

Babet fa un mezzo giro.
“Decisamente meglio mamma! Grazie sei un mito!”

“Occhei, vieni qua che stringo… Fatto!”

Osservo mia figlia a cavallo della sua bici, in stile rodeo, pronta a scheggiare verso scuola con il casco in testa.
“Amore, sei perfetta, ma non ti manca qualcosa?”

“Mmmmmmmh no, perchè?”

“Sicura?”

“Sì!”

“Sicurissima??”

“Certo.”

“Dove stiamo andando?”

“A scuola in bici!”

“Brava il mio furetto! E non ti manca nulla?”

“No!…. Perchè?”

“E lo zaino??”

“Eeeeee…. Ooooooooo… Mmmmmmm… L’ho lasciato in casa…”

“Patata della mamma, non avevo dubbi. Pensi di andarlo a prendere o aspetti che arrivi da solo?”

“Io?”

“No, il comitato zaini sperduti!”

“Vado.”

“… E senza chiavi? Riesci ad infilarti nella serratura?”

“Mmmmmmm…. no.”

“Ecco, allora magari prendi le mie e direi anche di ….. CORREREEE CHE SIAMO IN RITARDOOOOOO!!!!”

“Occhei!!!”

“Ah, Babet! Amore della mamma….”

“Che c’è??”

“Quando torni tra noi, sulla terra… fammi un fischio!”

Viruslandia infrasettimanale, sconti famiglia!

  • gennaio 29, 2015 at 15:49

Chi non svomitazza in compagnia o è un ladro o è una spia!

Mi lamento sempre del fatto che, con tre figlie, i malesseri si tramandano dall’una all’altra in successione e NON SI FINISCE MAI…

Detto fatto.
Il Signore ha guardato giù e ci ha regalato un’esperienza a 4 in contemporanea!

Una prova di resistenza… specie per la mamma che con il conato in agguato deve star dietro agli sbrodolamenti notturni delle donzelle. Ma in qualche giorno ce la si cava.

Un esperienza che consiglio.
Caldamente.
Specialmente con il caldo sullo stomaco…

Grata

  • dicembre 22, 2014 at 20:54

Andare a fare un seminario di gruppo, intenso, due giornate piene piene di emozioni e amore.

Conoscere e amare tante persone nuove, tante anime in cammino, alcune perse, alcune che si stanno ritrovando.

Vedere nei loro volti la me stessa di tre anni fa.

Constatare quanta strada ho fatto, quale strabiliante cammino di crescita personale ho percorso, quali cambiamenti, allora inimmaginabili, ho realizzato.

Essere lì per aiutare loro.

Imparare da ognuno.

Ascoltare la sofferenza e il dolore di ciascuno, che ognuno di loro sente forte e pesante come un macigno.
Vederli sbocciare pian piano e osservare i loro volti cambiare, distendersi e sorridere.

Constatare che purtroppo (o per fortuna) è sempre e solo dalle difficoltà che parte il cambiamento e la voglia di crescere e migliorarsi, di riscoprirsi anime in cammino, affrontando e imparando da ciò che la vita ci pone davanti.
Le difficoltà, in effetti, sono lì apposta per insegnarci quelle lezioni che “abbiamo scelto” di voler imparare, per evolverci nel nostro percorso di anime terrene.

Sapere che la nostra vita è costellata di lezioni da apprendere, ma che la scelta di imparare oppure no è solo nostra, la scelta di essere protagonisti della nostra vita o vittime dei brutti eventi non è di nessun altro al di fuori di noi.

Sapere che le 40 persone che ho di fronte hanno fatto questa scelta, solo per il fatto di essere lì a mettersi in discussione.

Essere grata di tutto ciò.

… Sono felice.

Paragnosta, figlio di un paragnosta

  • dicembre 15, 2014 at 23:04

In mano un dentifricio per denti sensibili.

“Anch’io voglio provare un dentifricio EXTRA SENSITIVO.”

Babet

Leggi fisiche

  • novembre 30, 2014 at 02:49

Babet sperimenta.

Son felice che le bambine sperimentino, sprono la scoperta sul campo.

Meno felice quel giorni che Babet ha deciso di provare se il dispensatore del sapone potesse volare.

Fatalità, o forza di gravità, han voluto che il suddetto oggetto non seguisse l’orbita desiderata, ma planasse direttamente sul pavimento del bango, provocando un’innondazione di liquido detergente.

Strano… molto strano.

La piccola Einstein mi confessa l’accaduto e quando chiedo spiegazioni, mi motiva l’atto sperimentale.

Come ci si può arrabbiare davanti a cotanta dolcezza?

“L’hai lanciato… Così… ”

“Eeeh… Sì.”

“E lui disobbedendo a leggi fisiche e universali, sfrontatamente è caduto, cioè, si è spiaccicato per terra?”

“Già… ”

“Bene. Beh, adesso pulisci il disastro.”

“Occhei mamma… Mi aiuti?”

“Va bene. Senti un po’… cos’abbiamo imparato con questa bellissima esperienza?”

“Mmmm… Che non si lancia il contenitore del sapone!!”

Scaltra e acuta.
“Brava tesoro, ottima risposta!”

Consecutio temporum in cucina

  • giugno 5, 2014 at 23:43

Torno da una riunione di scuola.
Resoconto di un progetto extrascolastico nella classe di Babet.
“Educazione al genere.”
Bello, davvero bello.

Mentre ceniamo tento di farmi raccontare dall’interessata qualcosa di quei 4 incontri, di cui ovviamente non ho mai avuto notizia.

“Poi ci hanno fatti vedere tutti i vostri lavori! I cartelloni e il libro che avete costruito insieme nell’ultimo incontro. Io e altre mamme ci siamo fermate a leggere tutti i vostri scritti, uno per uno. Per quello che sono arrivata alle sette passate… Ora però mangiate, su.”

“Quali? Quelli della storia di Clementina e Arturo?”

“Le due tartarughe? Sì. Abbiamo letto tutti i vostri finali e le vostre motivazioni. Bellissimi! Intanto mangiate, bimbe??”

“Hai letto anche il mio?”

“Ma certo amore! Bello bello! A parte quel <<se avrebbe>>… ma la maestra era lì con voi? Nanà… inforca il cucchiaio, su!”

“E’ che avevamo tanta fretta di finire e non potevamo correggerli!”

“Va bene… se avrebbe avuto il tempo te l’avesse dato! No?? Occhio al gomito nel piatto!”

“E certo Babet!” interviene la sorella della prima media “Ci vuole il condizionale… o il congiuntivo… com’è?”

“Canterina… il passato!”

“Quale mamma? Prossimo? Remoto??”

“Di verdura, amore! … L’hai lanciato per terra.”

Maestra d’ironia

  • aprile 1, 2014 at 23:07

Ho appena finito di scrivere una spatafiata via mail ai genitori della classe di Canterina per informarli sul Consiglio di Classe al quale, come rappresentante, ho dovuto presenziare.
Non riesco a stare seria nemmeno in un verbale di riunione. Ci credete? E’ più forte di me.

Mi piace sorridere e alleggerire le giornate, anche degli altri.
Ma ho delle buonissime maestre.

Stasera, mentre cucinavo, prima di dimenticarmi per un quarto d’ora Babet a catechismo (causa malintesi tra mamme e nonni), mi sopraggiunge alle spalle Nanà:
“Sai cos’ho fatto oggi a scuola!!!!”

“No amore, cosa? Preparazione agli agguati materni?? Come far infartuare la mamma di fronte ai fornelli???”

“No, abbiamo fatto le parole con la Q!!!”

“Ma dai! Che bello! Come QUINDI?”

“Cosa??”

“QUANDO??”

“Eh???”

“Niente…”

“Chiedimene alcune!”

“Occhei… CUORE?”

“Con la C!”

“Brava! QUADERNO?”

“Con la QU!”

“Brava! CULETTO?”

“Dai, mamma! Parole vere!”

“Come vere? Vabè … QUADRO?”

“Con la QU!”

“QUADRIFOGLIO?”

“Con la QU, è facile, l’abbiamo già scritto a scuola!”

“Brava! … SCUOLA??”

“Con la ESSE!”

Arriva un bastimento carico carico di…

  • febbraio 23, 2014 at 02:24

“… Animali! E quest’animale comincia per P.”

“Nuota?”

“No.”

“Vola?”

“No.”

“Cammina?”

“Sì.”

“Ha 4 zampe?”

“Sì.”

“Ha 2 zampe?”

“… … … Ma se ne ha 4!”

“E’ carnivoro?”

“Sai che non ne ho la più pallida idea?!”

“Cosa mangia?”

“… Appunto.”

“E’ più grande di Nanà?”

“No, assolutamente no.”

“Di che colore è?”

“Ma non è una domanda da SI’ o NO!”

“Occhei. E’ rosso?”

“No.”

“Giallo?”

“No.”

“Di che colore è?”

“… Vabbè… Nero. E anche bianco.”

“Panda!!”

“No.”

“PANDORO!!!”

“…”

“Ci arrendiamo!”

“Era la Puzzola! Tocca ancora la mamma. Arriva un bastimento carico carico di … animali e quest’animale comincia per C.”

“Cammina?”

“No.”

“Vola??”

“Sì!”

“CASTORO!!!”

“…”

Appunti della giornata:
-preventivi per assicurazione auto;
-passare in merceria;
-revisione alle connessioni neuronali delle figlie…

Poetici lupi mangiafrutta

  • febbraio 11, 2014 at 23:11

“Mamma, mentre mangiamo facciamo il gioco che ognuno dice che frutta sono le altre?!” esclama Babet durante la cena.

“D’accordo amore mio.”

“Inizia tu, mamma.”

“Dunque… io sono una mela, tanto semplice e comune all’apparenza, ma ho un sacco di proprietà che la maggior parte delle persone non conosce. Babet sei una pera, dolce e succosa e buona come una pera cotta! Nanà è una castagna, fuori pungente come un riccio, ma dentro mmmmmmm… che buona! Canterina un’arancia, perchè sa essere acida al punto giusto quando vuole, ma in realtà è dolce è piena di vitamine che fanno bene alla vita” concludo passando la parola alla pera cotta.

“Per me invece…” comincia Babet “Tu, mamma, sei un ananas!”

“Perchè?”

“Perchè l’ananas è maestoso!” esclama poeticamente Babet.

“E anche per il ciuffo di capelli che hai quando ti svegli!” aggiunge simpaticamente Canterina.

“Concordo… per i capelli.”

“Poi, Nanà è una ciliegia, perchè le ciliegie di solito sono due a due e lei è… a volte un po’ GNE GNE GNE… cioè un po’ oscura… a volte invece  è luminosa, dolce…” continua Babet.

“In pratica ha la doppia personalità!” precisa Canterina.

“Oddio, ho una figlia bipolare! Ma in effetti me ne ero accorta…”

“Io sono l’uva!”

“Perchè?”

“Perchè c’ho tante qualità, l’uva ha tanti chicchi, ho tante emozioni, tanti sogni, eccetera.” mi commuove la mia poetessa.

“Canterina poi è una pesca, perchè.. è rotonda, morbida e piena di peluria!”

“Hahahaha!”

“E perchè la pesca è perfetta e lei è perfetta!”

“Quanto amore fraterno… Vai Canterina, tocca te!”

“Allora, io mi dico che sono fragola, perchè la fragola è un po’ acida a volte, e a volte io sono un po’ acida, però è anche molto dolce, a volte ho anche la capigliatura un po’ afro…”

“???”

“Poi sai quando la fragola è anche bianca? A volte la morsichi e è un po’ bianca? Ecco quelli sono i miei momenti di crisi! Momenti di… di… quando mi perdo, nel senso che il mio sentimento unico è la traistezza o la paura… e tutti i sinonimi di tristezza o paura.”

“Però!”

“Babet è un’albicocca, perchè tanto dolce, tanto generosa, tanto polposa!”

“Guarda che se mi fai così sulla guancia scoppio!” si lamenta per finta Babet mentre viene sguanciottata dalla sorella maggiore.

“Nanà, invece… Nanà è il limone! Perchè può essere molto aspra! Però in fin dei conti rende sempre più saporite le cose.”

“Mamma mia che poesia che avete nelle vene!! Tutte figlie di vostra madre!! Hahaha!”

“Mi manchi tu mamma…. allora… dunque… Ah! Tu sei l’anguria! Perchè sei grande  e maestosa, stessa storia dell’ananas, e fuori puoi sembrare un po’…. no diciamo che sei molto protettiva! Perchè la buccia dell’anguria bisogna accoltellarla! Tu proteggi molto i tuoi bambinim che sono i semini, però all’interno sei tanto buona e generosa!! E, non ho finito, sei piena di sapienza! Perchè l’acqua è sapienza e tu sei sapienza!”

Sono decisamente commossa.

“Nanà, tocca te! Giochi anche tu?”

“A cosa?” risponde Nanà che è distratta.

“A dirci che frutta siamo!”

“Mmmmmm, frutta o animale?”

“Quello che vuoi, tata.”

“Allora, io sono… però come si chiama?? Aspetta te lo faccio vedere! Ecco! Il panda! Perchè io sono morbidosa, pacioccosa e anche…”

“Con due occhi neri??”

“Tenera!” conclude Nanà.

“Alla faccia dell’autostima!” replica Canterina.

“Babet, ti piace la neve?” chiede Nanà

“Sì.”

“Mmmmmmm … Qual è il tuo animale preferito?”

“Mi piace il koala, l’orso grizly, il cavallo, il cane…”

“Occhei… allora Babet è… un coniglietto! Babet fammi vedere la tua faccia da coniglietto! Ecco, è un coniglietto perchè assomiglia ad un coniglietto! Canterina è… a me mi sembra… un delfino… anzi una tigre! Perchè… Ma la tigre è veloce?”

“Sì amore!”

“E’ pelosa!! Dillo!!” la incita Babet.

“Dai! Allora dico che tu sei pelosissima! No, perchè è veloce a correre… ”

“Fa schifo a mangiare!!! Dillo!!!” continua a incitarla Babet.

“No, dai! E’perchè sembra che alcune volte è così!”

“Cioè?”

“Cioè fa la faccia da tigre, così!”

“Uno stantuffo più che una tigre…”

“Poi la mamma… mi sembra una coccinella. Perchè qualche volte la coccinella… come posso dire… perchè hai scritto ‘come posso dire’??” mi chiede Nanà, osservando attentamente il monitor del pc mentre prendo appunti.

“Perchè sto scrivendo quello che dite!”

“No, dai! Cancella!”

“Occhei…”

“Mi leggi cosa hai appena scritto?”

“… Dopo. Te lo leggo dopo! Dimmi, perchè sono una coccinella?”

“Perchè… mamma, cosa fa una coccinella??”

“Dunque… scagazza sulle dita quando la prendi in mano… Beh! Cambia animale allora! Chi ti sembro? Smack smack smack!”

“Un koala!”

“Perchè un koala?”

“Perchè alcune volte mi sembra che ti arrampichi sugli alberi!”

“Perchè si dimena così tanto in casa che sembra un koala che si arrampica su un albero per prendere i… banani???” chiede spiegazioni Babet.

Propongo di abbandonare il gioco che sta degenerando, ma soprattutto perchè se parlano non masticano… e viene notte!

In effetti a tavola assomigliano più a dei bradipi.
Dei bradipi notturni, in letargo invernale da circa un lustro.

Babet è avanti… e dietro tutti quanti

  • dicembre 14, 2013 at 15:13

“Mamma, ma esiste l’AUREOLA BOREALE???”

Dovrei scriverci un libro.
Se me le ricordassi tutte…

L’altro giorno la maestra di Babet mi ha scritto un messaggio con una domanda che la mia benefattrice infante le aveva fatto:
“Ma se uno ha una malattia contagiosa e la passa a un altro. Poi lui non ce l’ha più?”

Se l’è fatta scrivere su un foglietto che ora è diventato il suo segnalibro!

Ma Babet non è la sola in famiglia a farmi sorridere per gli strafalcioni linguistici.
Pochi minuti fa Canterina mi dice:
“Mamma, stiamo giocando, tu devi fare il giudice!”

“E cosa devo giudicare?”

“Dunque, chi lo fa il tipo che ha ucciso, rubato o chennesoio??”

“??? Il condannato?”

“Occhei, allora Nanà è il condannato. Io sono il suo PROTETTORE…”

“Avvocato difensore??”

“Sì, quello che l’è, e Babet allora fa il CONTROBATTISTA!”

“Hahaha! Canterina, ma tu da grande farai l’avvocato?”

“Non lo so, ci devo ancora pensare.”

“Tremo solo all’idea…”