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Ridere, ridere, ridere ancora

  • marzo 28, 2016 at 13:00

Le mie figlie mi fanno morire.
In tutti i sensi.
Da una parte sono le uniche persone con cui mi arrabbio e a volte contro cui sbraito come se non ci fosse un domani…
Dall’altra sono divertenti, irriverenti e ironiche quasi come la loro mamma.

Nanà l’altro giorno ha passato il pomeriggio da una sua compagna di classe, così io, Babet e Canterina ne abbiamo approfittato per giocare ad un gioco di società fatto di domande e risposte a cui Nanà si annoia e “rompe” per tutta la durata della partita.

Fantastiche le mie donnine. Abbiamo riso fino alle lacrime.
Condivido quelle che mi ricordo.
Come sempre, Babet insuperabile.

LIVELLO DI INGLESE

Wonder: “Cosa vuol dire WC?”

Babet: “Io lo so… Water Cess!”

…. Le faremo sapere.

MODI DI DIRE

Fate l’amore, non fate la guerra.

W: “Fate l’amore, non…?”

Canterina: “Fate l’amore con il sapore??”

B: “Fate l’amore, non fate la dieta!”

Non svegliare il can che dorme.

W: “Non svegliare il can…?”

C: “Se non sta dormendo?”

B: “Se piove!”

CONOSCENZE GENERALI 1

W: “Qual è il nome del capo della mafia?”

B: ” Hitler!”

CONOSCENZE GENERALI 2

W: “Qual è la residenza ufficiale della Regina d’Inghilterra?”

B: “Il castello di Nottingham??”

CONOSCENZE GENERALI 3

W: “Quali sono i soldi di plastica?” (carte di credito)

B: “I fac simil!”

CONOSCENZE GENERALI 4

W: “Cos’è il braille?”

B: “L’alfabeto cieco!”

CONOSCENZE GENERALI 5

W: “Un altro nome per definire i ‘figli dei fiori’?”

B: ” Margherite?”

LIVELLO DI GEOGRAFIA

Mappamondo alla mano, stavamo indovinando la posizione di alcuni paesi.

W: “Babet, dimmi dov’è il Nepal… Ora dov’è il Quebec… Ora il Congo…”

B: “Ora mamma tocca a me. Dimmi dov’è il… BRUCHINA FASO!”

… Le faremo sapere.

Raccogliere

  • novembre 23, 2015 at 00:12

Quasi due mesi di latitanza…
Chiedo perdono.

Ottobre e novembre sono sempre al fulmicotone.
Corse pazze e pazze corse.
Nel frattempo la vita va avanti, le figlie crescono, io pure, le esperienze si moltiplicano e la riuscita della mia sopravvivenza è sempre all’ordine del giorno.

Famiglia, casa, lavoro, tre figlie in tre scuole diverse…
Per una poi che, come me, non sta in un angolo a guardare la vita scolastica della prole scorrerle davanti senza metterci le mani in pasta… fino ai gomiti.

Babet ha cominciato il suo tour de France mattutino, con un’ora circa di mezzi pubblici per andare e tornare dalla sua scuola media, scelta differentemente dalla sorella maggiore per l’ottima offerta formariva proposta.
Ho visto Babet barcollare di stanchezza più volte.
Ogni tanto è anche crollata.
La sua genetica assenza mentale è decisamente peggiorata, ormai mi sono rassegnata a lasciare messaggi nella segreteria telefonica del suo cervello.
Me ne farò una ragione. Nel frattempo è partita alla grande, con un sacco di compiti e un sacco di buona volontà nello studio.
Sono molto orgogliosa della mia piccola ologramma.

Canterina è in fase di orientamento scolastico.
Ha le idee molto chiare, così chiare che ha visitato un liceo con indirizzo agrario, un alberghiero, un istituto professionale con indirizzo grafico-visual/cinematografico, ha in lista ancora uno di scienze umane indirizzo psicopedagogico, un liceo musicale e il resto l’ho dimenticato volontariamente autosottoponendomi all’elettroshock e chiedendo di bruciare nel falò di capodanno tutti gli appunti e i volantini presi… amo le sorprese finali!

Nanà… è sempre Nanà, pepe nel culo kid, non sta ferma un secondo se non le spari, ma essendo io contro la caccia mi tocca scegliere tra il prenderla a testate sporadiche ed amarla così com’è, gioiosa, vivace e posseduta.

Nel frattempo la nostra evoluzione umana non dà segni di cedimento.
Guardo le bimbe, (una e mezza ormai donne), guardo me stessa, mi guardo intorno e sono orgogliosa del lavoro che stiamo facendo, delle persone che stiamo giorno dopo giorno diventando.
Amo le persone che incrociano la mia strada, amo gli amici che mi aiutano ad avere una visione più aperta della vita, con uno scambio continuo di aiuto e di amore.

Sono grata per tutto e…

E poi arriva Canterina che, nonostante i 13 anni quasi compiuti, mi scrive la Letterina a Gesù Bambino, per reggere ovviamente il gioco con le sorelle e probabilmente per esprimere, nero su bianco, ciò che ha nel cuore.
E il mio di cuore si apre… il sorriso si tatua sul mio volto per non venire più via e la gratitudine fa da regina nel mio animo di madre.
Una madre che con fatica e gioia ha seminato e sta seminando semi di Luce e Amore nei cuori delle figlie e che, ogni giorno, raccoglie molto molto molto di più.

<<Caro Gesù Bambino… Uèlla!
Grazie per avermi fatto passare un anno bellissimo. 365 giorni pieni di emozioni!!!

GRAZIE

Se non ti spiace vorrei aiutarti con i regali.
Mi piacerebbe rievere una bella dose extra di felicità, delle cuffie (che sono diverse dagli auricolari), tanto amore, che la mamma mi facesse impostare instagram, un po’ di pazienza, una bella dose di forza di volontà; delle carte degli Angeli tutte mie, solo con la mia energia, senza lo zampino della mamma e, infine, (ma non meno importante) un anno pieno di emozioni, nuove avventure, nuovi sogni, da vivere e condividere con amici, parenti, amori nuovi e nuovi amici!

Fa iniziare un periodo di cambiamento spirituale, ma anche cosciente, al mondo.
Fammi avere la forza di trovare un fiore in ogni cacca.
Fa che io sia il cambiamento che ho sempre voluto essere.
Fa che i desideri si avverino.
Fa di me e di tutte le altre persone una cosa migliore.
Con affetto, tua, con amore
Canterina        TiViBi

Il mondo ha bisogno di un sogno in cui credere…>>

Lascio immaginare cosa possa sgorgare dal mio cuore…

Le fate di casa

  • settembre 28, 2015 at 22:26

Mentre ceniamo le bimbe mi raccontano qualcosa del week end.

Tre parole, giusto per farmi contenta, per ovviare al loro solito “Mmmmmm… non mi ricordo…”
Come quando escono o tornano da scuola.
“Amore , cosa hai fatto oggi a scuola??”
Ci sono tre tipiche opzioni di risposta:
A. “Niente.”
B. “Non me lo ricordo.”
C. “Il solito.”
Che manco John Wayne che batte il pugno sul bancone di un saloon è così sintetico.

Ogni tanto c’è la versione C.bis, quella in cui (specialmente la grande)  in non meno di venti minuti ti raccontano per filo e per segno qualcosa di entusiasmante (per loro) avvenuto o ad un cambio dell’ora, o nel tragitto casa-scuola, o all’intervallo, o in una vita parallela in cui sei giunta da poco anche tu a far visita e ti stai chiedendo se a scuola ci vanno loro o qualche alter ego venuto da galassie lontane.

Comunque stasera sono un po’ più loquaci…

“Poi sai che a me piace fare la stylist, allora ho disegnato le fate degli elementi!” mi racconta entusiasta Canterina che, per mia felicità, è a tratti ancora attaccata alla sua parte bambina e si diverte.

“Le fate degli elementi?”

“Sì. ognuna di noi è una fata e io le ho disegnato il suo vestito. Per esempio io sono la fata dell’Acqua.”

“Splendido questo vestito! Che bella fantasia hai, cara la mia Dolece e Gabbana di casa!”

“Vedi? Nanà… anche se la chiamiamo la figlia di Eolo… e tu sai il perchè, è la fata del Fuoco. E Babet quella della Natura.”

“E io? Che fata sono? Quella dell’Aria?” chiedo nella speranza che mi accolgano nel quartetto magico.

“Quella è già in parte Nanà. Tu potresti fareee….. Mmmmmhhh…”

“La fata dei Fiori di Bach!” esclama Babet.
Ridiamo tutte, specialmente per la sua mimica sarcastica e molleggiata.

“E poi Canterina” continua Babet ” le puoi disegnare le boccette dei fiori cucite sul vestito… e lei le spara come armi magiche!” E facendo il gesto tipo Spiderman, urla “CICORY! (chicory) PIUMMMM… WAIT CESNUTUNUT! (white chestnut) PIUMMMM…. MELAGRANA!! (…???)

Babet è una pagliaccia!
Timida fuori, pazzerella in casa.
Mi ricorda in tutto e per tutto me stessa da piccola.
Ha inoltre una risata meravigliosa che metterebbe di buonumore anche il principe del pessimismo.

Ora della nanna e mentre sistemo vestiti e letti e ripeto all’infinito “A lettoooo! Forza! A letto!!” vado a salutare Babet che è di turno nel lettone.
“Notte amore dolce! Ma… chi ha acceso la luce nel mio bagno?!”

“Sei stata tu,  mamma.”

“Io??”

“Certo.”

“Davvero?”

“Sì… non te lo ricordi.”

“No. Non me lo ricordavo proprio.”

“Eh già mamma… è giunta l’Era dell’Alzeihmer!”

Survivor

  • giugno 9, 2015 at 21:10

E’ finita la scuola!

Babet ha concluso la quinta tra lacrime e disperazione (sia dei ragazzi che dei genitori).
Lasciare qualcosa e qualcuno di bello e speciale è sempre triste.
E le sue maestre sono state veramente maestre d’eccellenza!

Domenica c’è stata la megafesta di fine anno che noi genitori prepariamo sempre con grande cura, con tanto anticipo e tantissima fatica (fisica).
Bar, grigliate, menù vegetariani, canzoni e spettacoli delle classi, accoglienza remigini della materna, banchetti, pesca, lotteria, dimostrazioni di qualunque cosa abbiamo la facoltà di proporre, dalla zumba al badminton, dalla capoeira al rugby, spettacolo teatrale e quest’anno non ci siamo fatti mancare nemmeno i gavettoni…

In realtà io sono stata una delle promotrici del “ti rovescio la brocca d’acqua in testa che tanto ci sono 32 gradi all’ombra” e si è scatenato il delirio. Ma io son peggio dei bambini.

Ho passato praticamente tutto il week end a scuola e alle 21 di domenica sera, tornando a casa pedalando solo con l’aiuto dell’inerzia, ho cominciato a perdere colpi…
Non ho più il fisico di una volta.

Oggi, andando ad una visita medica con Nanà, camminavo tra i padiglioni dell’ospedale come un’ottantenne affetta da artrite reumatoide. Ho dolori ovunque e le borse sotto gli occhi si sono trasformate in trolley…

Meno male perchè entro sabato devo fare le valigie e potrebbero tornarmi utili.

Mi aspettano ancora un paio di giorni di delirio e poi… via al mare con le bimbe!

Ho proprio bisogno di entrare con i piedi nella sabbia e godermi i raggi del sole sulla pelle, di ricaricarmi, anche se in realtà le ferie con le tre principesse più che vacanze sono un trasloco…

Tra qualche giorno si tira il fiato e posso fermarmi a guardare un po’ la mia vita e i miei progressi.
Tutte le ricchezze guadagnate in questo anno. E intendo tutti quei meravigliosi rapporti umani che ho coltivato in questi 9 mesi: di condivisione di progetti scolastici e di amicizia pura con cui condivido gli stessi interessi “olistici” e spirituali.

E sento che qualcosa è nell’aria… anche se non so cosa.
Come  faccio a saperlo?
Beh, è matematico.
Per accogliere qualcosa di nuovo bisogna fare spazio, è una regola fondamentale, e di spazio ne ho fatto.
Ho fatto spazio e pulito, mi sono rinnovata e ho aperto le porte alla vita.
Anzi i portoni.
Perchè quando si chiude una porta si apre un portone.

Così mi han sempre detto e così è sempre stato, se osserviamo ciò che ci accade nell’ottica del nostro massimo bene: tutto ciò che  arriva è per noi il meglio. Il meglio per imparare qualcosa che ci aiuterà ad avanzare, ad evolverci.

E con quest’ottica possiamo affermare che… tutto è perfetto così com’è. E quindi  tutto quello che  accade.
Sempre.

Testando i meridiani

  • maggio 22, 2015 at 15:41

“Mamma, è venuto fuori intestino GRASSO…” mi comunica Nanà mentre si fa i test muscolari in totale autonomia.

“Lo sai che l’intestino crasso è lungo due metriii?!?!!” mi urla Canterina-studentessa dall’altra stanza.

“Ehi, Nanà! Il tuo sarà pure largo…”

Maggio, il d-month

  • maggio 19, 2015 at 23:41

Con cui si intende il Delirio-Month.
Anche quest’anno mi son detta “Se sopravvivo a maggio, ho buone probabilità di raggiungere incolume i novant’anni in salute!”

“Per farla breve o per farla lunga…..”
Anche questa era una mia battuta di scena. Ma ormai non riusciamo più a parlarci in altro modo!!

A proposito… Lo spettacolo è andato alla grande sia il sabato che la domenica.
Adrenalina a mille, scenografie fantastiche, effetti luce e ombre da professionisti, entrate inaspettate che coinvolgevano il pubblico, canzone strappalacrime finale (Scritta dalla sottoscritta)…
Un successone!
E ci siamo divertiti così tanto e voluti bene così tanto da voler portare avanti questo gruppo anche l’anno prossimo, regista permettendo.

Le bimbe erano orgogliose della mamma che faceva ridere un sacco i loro amici.
“Mamma, sei famosa! Sai che ti conoscono tutti nella mia classe?”
Fuori da scuola ultimamente i complimenti di genitori e maestre, nonostante io arrivi con gli occhiali da sole nel tentativo che le gente passi nel dimenticatoio com’ero vestita nell’utlima scena…
“Wonder? Ciao, volevo dirti che il tuo personaggio ha colpito molto mia figlia” mi ferma una mamma mai vista prima davanti al cancello della scuola “Infatti stamattina mi sputava!”

“Sono contenta di aver lasciato un segno nelle generazioni future!”

La cosa buffa è che io, nell’interpretare il personaggio, sono rimasta molto me stessa, così come nelle improvvisazioni, cucendomi addosso Bottone-Piramo “a modo mio”.
Un Piramo che sputa in effetti penso che non si fosse mai visto…

Ma d’altronde, mi ci vedavate a fare la parte di una dama contesa e innamorata oppure una fatina??
… Neeeeeeeeh!

Canterina ha portato una sua compagna di teatro a vedere lo spettacolo, e lei le ha chiesto se io facevo teatro, avevo fatto teatro, da piccola facessi teatro.
Carinamente mia figlia ha risposto:
“No. Mia mamma è sempre così, al naturale.”

Conclusa l’esperienza dello spettacolo inizia il tuor di saggi musicali e teatrali, pic nic, riunioni di fine anno, pizzate, regali alle maestre, feste della scuola varie ed eventuali.
Unite al resto della vita quotidiana fanno un bel pienone mensile dove non riesco nemmeno ad inserire l’aggiornamento del blog.
Più che altro non arrivo a sera molto lucida.

Questo mese ho anche trovato il tempo di vedere Nanà spiaccicarsi di naso in fondo alla rampa del box e galleggiare urlante in una pozza di sangue mentre io, con la mia solita calma serafica, tamponavo con fazzoletti e pensavo che da lì a venti minuti sarei dovuta andare a recuperare Babet al pullman con lo striscione per accogliere le sante maestre.

Ho trovato il tempo di insultare Canterina e il suo conflitto esistenziale con l’inglese che-mi-hanno-sentito-fino-in-America, facendo fuoriuscire la Franzoni che è in me, e contemporaneamente ricucire quegli strappi dell’animo che ogni tanto le ritrovo addosso dopo che è stata da suo papà.

Ho trovato il tempo di musicare un’altra canzone per una cara amica che a breve compirà gli anni mentre andavo in metropolitana a firmare i documenti per il divorzio.

Ah già, ho trovato anche il tempo per divorziare.

E ho trovato il tempo per guardare la mia frenetica e tranquilla, impegnata e semplice, libera e profonda vita ed essere felice.

Come ho detto spesso, non ho tutto quello che volevo, ho tutto quello di cui ho bisogno.

Quando ci rendiamo veramente conto che le cose non cambiano ma possiamo solo noi cambiare il nostro punto di vista nel guardarle… e finalmente lo facciamo, allora riusciamo ad essere veramente felici con quello che abbiamo.

Incubo di una notte di mezza estate

  • maggio 9, 2015 at 01:34

Meno uno!

Domani, noi genitori delle classi quinte, metteremo in scena lo spettacolo su cui lavoriamo da tutto l’anno scolastico.
Che strizza!

Shakespeare non ti rivoltare nella tomba… Abbi pietà di noi, miseri e meschini.
Abbiamo rivisitato il tuo testo: la nostra memoria vacillava sull’originale.
Abbiamo personalizzato i personaggi: ognuno su sua fattezza e misura.
Abbiamo cucito e costruito costumi e scene: a saperlo cambiavo personaggio… che nell’ultima scena sono veramente inguardabile!!!

Ma ormai la parola “dignità” non fa più parte del mio vocabolario, e dopo domani sera la censurerò definitivamente…

Cosa non si fa per amore dei figli!

Ad essere sincera mi sto cacando sotto.
Siamo agitatissimi.
Io lo sono molto più di due anni fa.

Forse perchè so che dopo i due spettacoli del week end andrò in giro in mimetica e occhili da sole per mesi e mesi?
Può darsi.
O forse perchè è una commedia così impegnativa che ancora oggi, dopo un anno scolastico di prove, mi sembra ancora quasi irraggiungibile per noi, genitori dabbene in pasto al teatro?
O probabilmente perchè abbiamo avuto la fortuna di avere uno splendido regista, un papà delle quinte che lo fa proprio di mestiere e… alla fine ci sembra quasi di essere attori seri, di uno spettacolo serio, con l’angoscia seria, che seriamente  stasera alla prova generale morivano di mal di pancia e batticuore e avevano problemi di vuoti di memoria seri.

Figuriamoci domani…

Ma una cosa è certa: è un’esperienza unica, terapeutica, che consiglierei a tutti.
Un gruppo meraviglioso che ha condiviso momenti deliranti e ironici. Che ha sacrificato tempo (a volte tolto alla famiglia) mettendo tutto il cuore per riuscire in quest’avventura nata per i figli e cresciuta con tutti noi.
Ognuno ha dato una parte preziosa di sè e io mi sento oggi, molto più ricca di qualche mese fa.

Ma il meglio deve ancora venire (o il peggio!!!!!), perciò per dirla con una delle mie battute di scena:
“Basta così! O la va, o la spacca!”

Figlie di un altro mondo

  • aprile 24, 2015 at 13:26

Ore 8.05 a.m., la serranda del Wonder-garage è aperta.

Canterina è già seduta al banco, mentre io, Babet e Nanà dobbiamo prendere le bici per andare a scuola.

Alle 8.04… che già è tardi… Babet mi ricorda che devo alzarle il sellino, ma è uno di quelli senza levetta.
No problem, come potrei chiamarmi “Figlia di Mc Gyver” se non avessi un mazzo di brugole a portata di mano?
Tralasciando la pinza multiuso che ho sempre in borsa con me…

“Bene, provalo e se così è ok, stringo ulteriormente il bullone!”

Babet fa un mezzo giro.
“Decisamente meglio mamma! Grazie sei un mito!”

“Occhei, vieni qua che stringo… Fatto!”

Osservo mia figlia a cavallo della sua bici, in stile rodeo, pronta a scheggiare verso scuola con il casco in testa.
“Amore, sei perfetta, ma non ti manca qualcosa?”

“Mmmmmmmh no, perchè?”

“Sicura?”

“Sì!”

“Sicurissima??”

“Certo.”

“Dove stiamo andando?”

“A scuola in bici!”

“Brava il mio furetto! E non ti manca nulla?”

“No!…. Perchè?”

“E lo zaino??”

“Eeeeee…. Ooooooooo… Mmmmmmm… L’ho lasciato in casa…”

“Patata della mamma, non avevo dubbi. Pensi di andarlo a prendere o aspetti che arrivi da solo?”

“Io?”

“No, il comitato zaini sperduti!”

“Vado.”

“… E senza chiavi? Riesci ad infilarti nella serratura?”

“Mmmmmmm…. no.”

“Ecco, allora magari prendi le mie e direi anche di ….. CORREREEE CHE SIAMO IN RITARDOOOOOO!!!!”

“Occhei!!!”

“Ah, Babet! Amore della mamma….”

“Che c’è??”

“Quando torni tra noi, sulla terra… fammi un fischio!”

Compiti a crepapelle

  • dicembre 22, 2014 at 21:06

Compiti delle vacanze natalizie.
Babet deve trasformare le frasi aggiungendo gli aggettivi qualificativi corretti.

“Un atto da eroe… Eroico!”

“Brava amore!”

“Un’impresa da ladri… Mamma, com’è un’impresa da ladri? Qual è l’aggettivo corrispondente?”

Ci penso un po’.
Mi viene in mente solo disonesta.
Cerco di dare suggerimenti.
“Amore, come sono i ladri? DI…? DI-SO…?”

“DISOCCUPATI!”

Piegata in due a ridere per mezz’ora.

Babet continua.
“Una colonna fatta di marmo? Cioè?”

“Si dice anche di una persona testarda, testona!” faccio il gesto del pugno che picchia sulla mano “Sei proprio dura, sei…?”

“DE COCCIO!”

Finisco di ridere e Babet legge la frase successiva:
“Un torrente con molto impéto…”

Impéto?! Hahaha!!! Sarà un torrente flautolento!! Hahaha!! No… Babet! Non lo scrivere!”

Perchè fare programmi?

  • novembre 3, 2014 at 23:04

Presente quando hai un bel programma di giornata stampato in testa?
Presente quando hai organizzato il tempo e lo spazio nei minimi dettagli per farci rientrare tutto, che un’organaizer elettronica non ha le stesse capacità?
Presente quando in realtà tutto ciò è mera utopia perchè c’è sempre qualcosa che lavora contro??

Quando stai per uscire di casa con tutta la mattinata scandita da impegni e scadenze, ottimista del fatto che riuscirai a incastrare tutto e ti avanzerà anche il tempo per mangiare prima di recuperare le figlie e, sulla porta di casa, ti chiama la scuola media per dirti che la ragazza grande aspetta, dolente di stomaco, che tu vada a prenderla?

Quando per prelevarla da scuola e portarla a casa agonizzante, perdi il momento buono in cui in posta non c’era nessuno e ci torni rassegnata, rimanendo in coda per più di un’ora e venti?

Quando ormai sai di aver perso la mattinata e aver disdetto gli impegni previsti per “curare” la figlia gemente e la coda alla posta, ma conti ancora sul pomeriggio e la scansione temporale che nella tua mente non dà segni di cedimento … E Babet torna dalla gita oltre l’orario di scuola?

Quando tu conti i minuti che passano, perchè credi ancora fermamente che ce la farai a portarla ad atletica “chè potrebbe cambiarsi in auto mentre la sorellina la ingozza con la merenda”, ma te la vedi arrivare a piedi sotto la pioggia, fradicia come un cavalluccio marino in un corso di apnea, decisamente oltre il tempo limite, decisamente oltre l’umidità limite, decisamente oltre anche il limite di speranza materna di rimanere fedele ai programmi giornalieri e senza figlie malate??

Va bene così.

Se c’è la soluzione al problema, perchè preoccuparsi?
Se non c’è la soluzione al problema, perchè preoccuparsi?

Oggi è andata così.
E domani?
Chissà… Ma in ogni caso non faccio programmi.