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Non son più sgarzoncella

  • maggio 16, 2013 at 20:41

Non ho più il fisico.

E’ il secondo mercoledì sera che, dopo le prove di teatro, che finisce sempre verso mezzanotte, vado a bere una birretta con le amiche.
Quattro chiacchiere, parecchie risate sguaiate, una serata di socializzazione tra donne che, ogni tanto, c’è bisogno di fare.

Mamme ingrate intente a divertirsi e svagare la mente, in pieno abbandono-di-minori-e-mariti-time (per chi ce li ha i mariti), che si fanno buttare fuori dal pub in chiusura.
Mamme che il giorno dopo, comunque, devono alzarsi per andare a lavoro, portare i figli a scuola, vivere la vita di sempre ma con parecchie ore di sonno in meno in corpo.

Penso di non avere più il fisico per far le ore piccole in questa maniera.

Oggi pomeriggio, mentre aspettavamo che l’ottico preparasse le lenti nuove per Nanà, io ho rischiato di addormentarmi in piedi, come i cavalli, con il mento appoggiato alla mia stessa mano.
Anche se forse i cavalli non appoggiano il muso allo zoccolo…

Penso di aver pronunciato anche qualche frase sconnessa nel tentativo di farmi capire da quel brav’uomo, ma senza successo.
E mentre riflettevo sulla mia momentanea dislessia, osservandomi nei miliardi di specchi che tappezzavano il negozio, mi son resa conto di avere la faccia paro paro ad una drogata.

Quindi ho capito lo sguardo dell’ottico che, in realtà, non voleva dirmi “Non capisco se sei straniera…”, ma probabilmente “Va che faccia a tirare quella tagliata male! Il mio spacciatore ha la roba più buona, se vuoi ti organizzo un puntello…”

Mentre faticavo a digitare il PIN del bancomat , chiedo a Nanà se ci vedeva bene con le nuove lenti.

“CELTO! VEDO BENISSIMO!”

“Beata te… io vedo doppio!”

Ora vado a nanna, prima che mi si sdoppi anche la personalità.

 

Senza vergogna… tutta sua madre!

  • maggio 13, 2013 at 20:04

Tornare dal parco in bici nel tardo pomeriggio, con Nanà nel seggiolino dietro che urla a squarciagola e senza vergogna per le vie del quartiere:
“POSSO NAVIGALE, MESSAGGIALE… ILLILLITATAMENTEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!”
… non ha prezzo!

Per tutto il resto c’è lo spacciatore all’angolo.

Ricalcando le orma materne

  • aprile 27, 2013 at 21:17

Mi accorgo sempre più, con il passare del tempo, che le bimbe prendono molte mie espressioni, modi di fare, di scherzare (per fortuna) e di esprimersi.

Canterina ha fatto sue parecchie espressioni materne e ha una mimica cabarettiana che fa sbellicare, a suo dire, le sue compagne di scuola e di tavolata.
Sicuramente fa sbellicare me quando me lo racconta.

Anche Babet non è da meno: una pagliaccia nata.

Nanà, nel suo piccolo, non risparmia uscite degne di figlia d’arte.

Se riuscissi a segnarmele tutte, giornalmente, riempirei il blog.
Non riuscendo a farlo, l’alzeihmer ha la meglio e, arrivata a sera, non mi ricordo una beata fava di ciò che han detto.

Nove volte su dieci.

Quando sono simpatiche (e tra di loro non accade quasi mai) hanno un modo di insultarsi sui generis.
Giovedì pomeriggio abbiamo raggiunto Madre NaturaSì al laghetto di pesca di proprietà dei suoi genitori, per giocare con FIglia e Figlio NaturaSì.
In auto, io tentavo di memorizzare le indicazioni stradali inviatemi da Madre NaturaSì.
Le bimbe tentavano di avere la meglio sulla musica, sulla conversazione e sulla mia mente già annebbiata.
Con calma e serenità, Canterina dice a Babet:
“Tu non sei normale… ” come dico sempre loro quando fanno qualcosa di stravagante, e poi aggiunge  “…hai dei problemi. A volte seri, a volte no.”

Di risposta:
“Tu sembri CSICOPATICA.”

Di rimando:
“Tu hai problemi OMOLECOLARI!!”

“E cioè?” chiedo divertita.

“Mamma, significa problemi di cervello!!”

Passiamo un bellissimo pomeriggio di sole con Madre NaturaSì… in realtà ho perso di vista le bimbe dopo due minuti, le ho viste andare a fare il giro del laghetto, disturbare tutti i pescatori in gara passando sotto le canne (!!!), andare a cercare galline inesistenti, fare una sana merenda vegetariana con pane e salame e gelato, andare a pesare il pescato di tutti i concorrenti dicendomi “Ci mettiamo solo cinque minuti!” e tornare dopo un’ora buona.

Io vagavo persa con Nanà a rate (quando la mammite la colpiva), tentavo di trascinare Figlio NaturaSì con il triciclo che mi urlava “Tirami tu!”, mi riparavo nel retro cucina con Madre NaturaSì che affettava pane e pancetta coppata per l’aperitivo dei pescatori facendomi traviare da qualche goccio di birra.

“Guarda che qua è pieno di single se vuoi!!”

“Grazie ma anche che no!!! Ho dovuto coprirmi con la borsa per l’imbarazzo tutte le volte che sono dovuta passare da fuori! Mancava solo il piattino per la bava al tavolo… Non ce la posso fare! Vabbè, un goccio di birra posso anche berlo! Ora recupero le bimbe, se ci riesco, e a vado a casa a finire di ubriacarmi!!!”

Le bimbe in auto mi raccontano entusiaste le loro esperienze ittiche della giornata.

Mentre percorriamo le strade dei paesini dell’hinterland milanese ci ritroviamo davanti un’auto con la P di Principiante che, a due all’ora, ci precede, creando dietro di noi una lunga impaziente coda.

“Mamma, ma cosa vuo dire quella P?”

“Che è un Pescatore!”

“… No, dai! Non è vero!”

“Se aveva sei P voleva dire che aveva vinto il Primo Premio Per la Pescata Più Pesante!”

“Ma daiii!”

“Giuro!!”

Nel frattempo le lumache ci sorpassano e una vecchietta col girello ci doppia.
Inizio a spazientirmi un po’ anch’io.

“Allora? Cosa vuol dire la P??”

“Vuol dire… Possiamo farcela!
… Per carità non datemi la patente!
… Prima o poi accosto!
… Penso che arriverò a destinazione nella prossima vita!
… Puoi mettere la terza che la macchina non esplode!!!
… Puoi Prendermi a  Parolacce!!!!”

“Quali parolacce??”

“Tutte quelle che iniziano con la P!”

Mamma, ti devo parlare in assoluta PRIVENZA

  • aprile 8, 2013 at 20:01

Queste sono le uscite di mia figlia…
Quant’è bella Canterina con le sue perle di Italiano.
Finchè non le metterà nei temi…

Stasera a cena le bimbe chiacchieravano che era un piacere.

Le mie orecchie dovevano fare a turno, cronomentrando.

“Mamma” mi dice Babet “Domani devi venire a scuola per raccontare ai miei compagni delle volte che sei andata giù in Emilia a trovare i terremotati!”

“A trovare?? Ma come domani… non dovevo prima sentire la maestra?” poi mi sorge il dubbio “Amore, ma te lo ha detto la maestra o è una tua iniziativa?”

“No, te lo dico io!”

“Oggi avete parlato della raccolta per la famiglia che abbiamo ‘adottato‘ ?”

“Sì. Però io volevo dire tante cose di quella famiglia e delle cose che mi racconti, ma delle mia compagne le sapevano già… Anche le loro mamme sono venute giù con te a fare ‘sta roba??”

“No, amore.”

“E come fanno a raccontarglielo allora??”

“Leggono le mie mail.”

“Sai, io ho detto che la mia mamma…”

“Mamma! Sai che a catechismo oggi abbiamo fatto il concorso del disegno più bello??”
Canterina interrompe il racconto orgoglioso di Babet, decidendo che il suo tempo era terminato.

“Bene, e chi ha vinto?”

“No, cioè, ti spiego…”

“No, cioè, dici troppi cioè per i miei gusti… cioè!”

“Mamma, non mi prendere in giro… Allora, io ho disegnato Gesù, in ginocchio, vabbè gli ho fatto i capelli riccioli, ma non importa, e vicino a lui quel signore che gli versava l’acqua in testa… coso… come si chiama??”

Io inizio a ridere.

“Ma sì, dai, quello che gli versava l’acqua… quando erano un po’ immersi nel fiume, no?”

Rido ancor di più.

“Quello che viveva vestito con pelli di cammello e mangiava cavallette e miele selvatico di bosco!”

“Bauh bauh!! Miele … di bosco!!! Nel deserto!!! Buahbuahbuah!!!”

“Giovanni il Battista!” la redarguisce Babet.

“E vabè… quelchel’è!! Però si vestiva di pelle di cammello e mangiava cavallette e miele selvatico… che poi le api nel deserto come fanno a farlo il miele non lo so! Comunque, a noi poco ci importa… cioè… tanto se lo mangiava lui!”

Terrò il segreto, nella speranza che la catechista non legga mai questo blog!!

Le perle notturne di Nanà

  • marzo 29, 2013 at 22:47

Siamo a nanna.
È vacanza e le bimbe non ne vogliono sapere di addormentarsi.

Io sto tentando di leggere, ma senza successo.
Babet, accanto a me nel lettone, continua a sfornare detti e proverbi in un milanese poco probabile.
Nell’altra stanza un continuo vociare delle sorelle.

Ad un certo punto un vocino dolce e delicato irrompe nel silenzio… o quasi… notturno:
“MAMMA! TI POSSO DILE UNA COSA??”

“No!”

“LO SAI CHE SE TOGLI TUTTI I CAPPELI DAL NASO LESPILI MEGLIO??!!!” mi urla dall’altra stanza.

Iniziamo tutte a ridere, anche per la serietà e la convinzione di Nanà.

“MA DAVVELO, SAI??!!”

“Ci credo amore! Adesso me lo segno, nel caso me lo dimenticassi…”

Riprendo la lettura e Babet riprende ad asciugarmi.
Tempo trenta secondi…

“MAMMA!!! AVEVI DETTO CHE TI SEGNAVI CHE SE TI TOGLI I CAPPELI DAL NASO LESPILI MEGLIO!!!”

Rido.

“MA PEL DAVVELO, NEH! IO LI HO TOLTI E LESPILO MEGLIO, SAI??!”

“Amore, sono tanto contenta di ciò. Ora prendo carta e penna… Però potremmo tenere queste perle di saggezza per domattina e fare la nanna???”

Ora, sono sicura che la tesi di Nanà sia empiricamente fondata.
Ma se qualcuno decidesse di comprovarla… potrei averne riscontro??

Amiche…

  • marzo 21, 2013 at 01:22

“Quindi Wonder tu sai fare i massaggi?? Ma hai fatto un corso??”

“No… Li faccio <<ad minchiam>>! Così… dove cojo cojo!!”

Quanto bene voglio alle mie amiche…

Il dottore dei piedi

  • marzo 12, 2013 at 09:52

“Mamma, ma cosa fa l’ortopedico?”

“Di solito ti controlla i piedi, Babet.”

“Ma io pensavo che i piedi li controllasse il PIEDIATRA!”

Non c’è limite alle risate in questa casa…

Il bolo alimentare de noialtri

  • febbraio 25, 2013 at 21:13

Babet durante la cena ride sguaiatamente aprendo le fauci in modo poco aggraziato.

E così Canterina, la figlia dell’educazione orsoliniana, si sente in dovere di intervenire:
“Babet, dai! Non far vedere a tutti l’OBULO che hai in bocca!”

“Hahahaha!!”
Rido.

“Perchè ridi?”

“Hahaha! OBULO! Hahaha!”

“Non si dice così?? Ah, già… l’OVULO!”

“BUAHBUAHBUAHBUAH!!!!!”
Rido senza contegno.

A preoccuparmi aspetto ancora un po’.

Compiti!

  • febbraio 15, 2013 at 17:12

“Mamma… chi è che tinteggia le pareti?”

???

“Chi le tinteggia??”

“Perchè me lo chiedi, Canterina?”

“Perchè devo scriverlo.”

“Ma è il compito? Trovare il nome di chi compie l’azione?”

“Sì.”

“Allora non te lo dico, se no i compiti li faccio io. Prova ad arrivarci da sola… Secondo te, se devo tinteggiare un muro chi chiamo?”

“Cosa vuo dire tinteggiare??”

“Ah, occhei. Manca proprio la base. Tinteggiare vuo dire dare una tinta, quindi colorare, quindi possiamo dire verniciare. Chi tinteggia?”

“Il TINTEGGINO??”

“Hahahaha…”

“Ah! Lo SBIANCHINO??!”

“HAHAHAHAHA….”

“Lo SBIANCHETTO??!!”

“BUAHBUAHBUAHBUAHBUAH!!!”

Ogni tanto, ma solo ogni tanto, i compiti sono uno spasso!

L’optional delle coniugazioni

  • febbraio 7, 2013 at 20:44

“MAMMA! TI POSSO LEGGELE UNA STOLIA?”

“Me la leggi tu??”

“CELTO!”

E Nanà aprì il libro…

“UN GIOLNO I PIRATI ANDALONO A CELCALE IL TESOLO… QUANDO ANDÍANO SUL’ELBA, NON TLOVÍANO NIENTE… MA SOLO UN SELPENTINO CON UN UCCELLO E UN SIGNOLE CON LA MAPPA… E POI LOLO ANDÍANO A UN LISTOLANTE… E POI QUELLO CHE C’AVEVA LA MAPPA LO INCATENAVANO… E POI QUELLO CHE ELA INCATENATO NON C’AVEVA NEANCHE LE SCALPE E NEANCHE LA CHIAVE… POI LOLO ANDÍONO A CASA LOLO…. E POI ANDÍONO A CELCALE IL TESOLO… POI LOLO ANDÍONO SULLA BALCA PELCHÈ ELANO USCITI DI CASA… ”

“E sulla barca trovarono il tesoro??”

“SI’… QUANDO ANDÍONO SULLA BALCA TLOVALONO IL TESOLO!”

“Io so cosa c’era dentro…”

“CHE COSA?”

“Tutti i passati remoti che non hai usato tu… perchè erano ben nascosti! “