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La ZENnitudine

  • gennaio 16, 2015 at 13:07

Come fare a testare il proprio livello di pace interiore??

Basta beccare i pidocchi a due figlie alle 7.20 a.m. mentre le vesti per andare a scuola..

Mentre pensi che la terza è già uscita e non si sa…

Mentre, preparandoti a fare i trattamenti, ricordi con felicità che proprio ieri avevi cambiato tutte quante le lenzuola dei letti…

Sono decisamente soddisfatta del mio lato ZEN.

L’infinito

  • settembre 5, 2013 at 14:53

Stamattina mi sono fiondata in comune poco dopo l’apertura.

“Homooooo! Ho solo 10 numeri davanti! Correte!”

“Arriviamo.”

“Homo! 5 numeri!”

“Arriviamo.”

“Homo! E’ passato il nostro turno!! Ma dove cavolo siete?!?!?!”

“Stiamo arrivando. Prendi un altro numero.”

“Ne ho già presi altri tre. Tra un po’ li scambio come le figurine Panini! Anche il secondo sta passando, muovetevi!”

O troppo o niente.

Siamo riusciti a fare le carte d’identità alle pupe.
Mentre eravamo allo sportello, io dietro e le bimbe tutte quante sui miei piedi, come al solito, osservavo attentamente la testa di Babet. La scrutavo, azionavo i raggi X e la esaminavo al microscopio per scovare qualche lendine residua. La accarezzavo veementemente per spostarle le ciocche, ma Homo se ne è accorto e mi ha redarguito “Fallo dopo.”

“E’ più forte di me… ho l’incubo dei pidocchi, il chiodo fisso, il tarlo del parassita…”

Allora ho smesso di accarezzarla. Ma con nonchalance le soffiavo in testa per spostarle i capelli.

Ci siamo messi a ridere.
Mi rendo conto però che potrei cadere in un vortice patologico da portare in analisi.

Finito in comune, passate al caf, preso appuntamento miracoloso, lasciamo Nanà da Nonna M. per la sua ‘giornata coi nonni’ e iniziamo il tour per Brico-Grancasa-Leroy Mago Merlin.

Durante il tragitto provavo i verbi a Canterina: la tragedia umana.
Babet ogni tanto interveniva sparando a caso.
Tra le vernici e le lampade alogene cerco di coinvolgere anche lei e le chiedo:
“E tu mi sapresti dire qual è il verbo infinito di Io salgo? Ma tu sai cos’è l’infinito?”

“Certo! E’ quella cosa che non finisce mai!”

Capite perchè i pidocchi sono così affezionati a queste splendide testoline??
Lo sarei anch’io al posto loro!

Occhio, malocchio, prezzemolo e pidocchio!

  • settembre 5, 2013 at 00:18

Ieri mattina, dopo un’ora di coda in comune, mentre le bimbe giocavano a nascondino dietro le foglie cadute e i pali della luce, abbiamo scoperto che era necessaria la presenza di Homo per completare dei documenti…. vaaaaaaaaaaabbè, non ci facciamo affossare da questi piccoli inconvenienti.

Stamattina dopo più di mezz’ora di attesa era scattato solo un numerino. Nel frattempo Homo aveva notato un cosino scuro e in movimento in testa a Babet. Non mi sembrava un pidocchio, però controlandola un po’ ho scovato una lendine.
Siamo tornate dal mare pulite e senza parassiti, controllate fino all’ultimo giorno, capello per capello, quindi ero tranquilla.
“Beh, dopo a casa controllale, Homo!”

“Le faccio controllare dalla nonna.”

Homo doveva andare a lavorare, così abbiamo rimandato, di nuovo, a domattina l’evento “In comune la fila ti invecchia, sai quando entri ma non sai se ne esci vivo“.
Ma non mi sono fatta scalfire minimamente.

Passo dalla pediatra per far firmare una lunga lista di diete sanitarie per la scuola delle bimbe. Non c’è ancora nessuno. Mi viene in mente che il mercoledì mattina inizia alle 11.00.
La cosa non mi tocca.

Prendo l’auto e mi dirigo verso il caf.
‘Azz… c’è il mercato. Parcheggio a Foggia, stramilano, entro nel caf che era chiuso l’altro giorno ma riapriva ‘oggi’.
Dopo un quarto d’ora che fisso il cartello sulla porta che dice “Non bussare, un addetto vi chiamerà da sè”, un vecchietto mi dice:
“Il caf è chiuso! Il sindacato è aperto ma quella porta è chiusa.”

“Ma come… apriva oggi!”

“Domani è aperto, il giovedì. C’è scritto sulla porta!” esclama la vecchietta accanto.

“Sì, ma sono gli orari di luglio e le vacanze di agosto.”

“C’è scritto sulla porta!” riesclama la vecchietta accanto.

“Ho capito! Ma sono gli orari di luglio e le vacanze di agosto.”

“C’è scritto sulla porta!” ri-riesclama la vecchietta accanto.

“Sì, ma sono gli orari di luglio e le vacanze di agosto… E mi sta venendo il dubbio che non siano solo di luglio…. fancù!”
Ma non mi faccio abbattere.

Torno dalla pediatra.
Suono, ma non risponde nessuno.
Intravedo la portinaia, chiedo e lei, con lo sguardo da chiromante perso nel futuro o nei fumi dell’alcool, presume che la pediatra dovrebbe presenziare nel pomeriggio.
Ma non mi faccio prendere dallo sconforto.

Torno a casa, recupero un paio di cose e, per sicurezza, l’olio antipediculosi che porto dalle bimbe.
“Nonna H. hai controllato Babet?”

“Sì, non ha niente!”

“Col pettinino?”

“Sì, non ha niente!”

Le bimbe mi chiamano per farmi vedere un paio di giochi e, mentre sono in camera con Canterina che mi mostra il suo… (non so nemmeno come si chiami, è un tipo di videogioco moderno, di cui ignoravo pure l’esistenza), accalappio Babet e la spulcio vicino alla finestra.
Piena di lendini.
“Nonna H.!!!! Babet ha le uova!!!”

“Ma se non le ho viste?!”

“E’ piena, ti faccio vedere. Guarda… Falle il trattamento subito. Intanto controllo anche le altre.”

E mentre giro le ciocche a Nanà, dove di uova non c’è traccia, becco un grosso, merdoso, pidocchio marrone, il quale, appena mi vede, tenta di fingersi morto stile opossum in vista del pericolo. Lo acchiappo e lo annego nel lavandino augurandogli una morte lenta e atroce.

Esco da casa dei Nonni H. chiedendomi dove cavolo possono averli presi e pensando che devo andare a casa a sfoderare le lenzuola, passare i divani, lavare i pigiami, etc., etc., etc.
“Sono depressa…”

Ebbene sì, nonostante sia diventata la regina della pazienza, sappia affrontare code chilometriche a testa alta, appuntamenti farlocchi con il sorriso in volto, vecchiette insistenti con siringate di valium… i pidocchi hanno il potere di deprimermi fino al midollo.

Non vedo l’ora che inizi la scuola.

Per condividere con le mie amiche gioie e dolori, depressioni e parassiti.

 

PS.: Lo so che vi state grattando mentre leggete… E’ tutto nella norma!

Di notte

  • luglio 7, 2013 at 01:37

Per fortuna siamo in vacanza.

Ultimamente si fanno le ore piccole a casa Wonder.

Ieri sera siamo tornate da una serata con amici.
Babet era sudata marcia, mi ha chiesto di fare una doccia nonostante fossero le 22.00 e ho acconsentito per non farla andare a letto appiccicosa.
Nanà, la pappagalla, ha voluto farla anche lei.
Ho voluto dar loro una phonata veloce e mi è venuto in mente di controllare i pidocchi a Nanà… così… giusto per sicurezza.
E per sicurezza li ho trovati.

Ho finito di fare il trattamento antipediculosi ad entrambe (per fortuna Canterina era esente) a mezzanotte!

Olio, attesa, cambio lenzuola e coperte, passata con pettinino, shampoo… shampoo… shampoo.
Fuori una.
Bis… … …
Fuori due.

Oggi un amico mi ha preso in giro dicendomi:
“Ma come mai karmicamente attiri tutte queste sfighe??”

Il bello è che io, già da ieri sera, ho ringraziato la mia buona stella di aver fatto fare la doccia alle bimbe a tarda serata, perchè se così non fosse stato i parassiti stanotte si sarebbero riprodotti in quantità industriale e mi avrebbero colonizzato la casa e le teste di famiglia.

“Perchè sfighe? Io ero tranquillissima, anzi… A me è sembrata una benedizione!”

 

Oggi Nanà ci ha messo due ore e mezza (cronometrate) per finire un assaggio di pranzo.
A casa Wonder non esiste il “non mi piace”, quindi ciò che la mamma cucina si mangia o almeno si assaggia.
Nanà è di una testardaggine infinita ma forse dire infinita non rende l’idea.
Toglierle il piatto significherebbe darle soddisfazione.
Mandarla a letto non si può perchè lei gioca di anticipo facendo finta di sbadigliare e chiedendo di andare a letto prima delle sorelle.

E’ una sfida a chi cede prima, ma io son tranquilla. La lascio lì e noi continuiamo a fare ciò che dobbiamo fare.
Ho anche accompagnato Canterina ad una festa di compleanno, lasciandola sotto la supervisione di Babet che, al mio ritorno mi ha detto:
“Mamma! Le ho supplicato di muoversi per un’ora! Ma lei niente! Non mi ascolta! Non ce la faccio più!!

“Non ti preoccupare, lasciala tranquilla. Deve decidersi da sola. E quando finirà le faremo un bell’applauso!”
E così è stato.
A metà pomeriggio.
Praticamente a merenda.
Meglio tardi che mai.

Prima di cena, durante il ringraziamento, Nanà ha ringraziato di aver mangiato tutto il piatto del pranzo.
Mi ha stupito, ma probabilmente ha riconosciuto in questo una sua conquista e l’ho celebrata per questo.

Babet oggi, come sempre, mi ha fatto impazzire un paio di volte con i suoi perchè e le sue perdite del filo logico del discorso.
“Come perchè?”

“Perchè cosa?”

“Tu mi hai chiesto perchè! Perchè cosa?”

“Io? Ma cosa??”

“… Esci da quel corpo e finisci di mangiare per piacere!”

“Qual corpo??”

“…”

Spesso i nostri discorsi finiscono così, nel tentativo di riportarla nel mondo reale, ma senza successo.

Nel momento della messa a letto son venuti fuori discorsi filosofici sull’universo.

Beh, devo dire che con alcune domande… con me sfondano una porta aperta e comincio a sfornare il senso della vita, l’importanza dell’atteggiamento positivo, le nostre richieste all’universo, cosa farci scivolare addosso e cosa trattenere, qualche mantra per aumentare l’autostima a Babet, parole di conforto a Nanà che chiede sempre conferme, spiegazioni più dettagliate per Canterina, risposte alle mille domande che arrivano durante tutto il discorso.

Io adoro tutto questo!

Però ad un certo punto devo dare un taglio o mi tengono lì tutta notte.
E il distacco è sempre lunghissimo.
“Ancora una domanda… io ti devo dire l’ultima cosa… anche io però te ne devo dire una… ma allora quello che hai detto prima… mamma spiegami ancora solo questo… ”

Le ho baciate per l’ultima volta, son andata in soggiorno sfinita a finir di sistemare, canticchiando, e sorridevo tra me e me ripensando alla giornata di oggi.
E mi son ritrovata a ringraziare, perchè le mie figlie sono una vera e propria scuola di pazienza.

Poi mi son fermata un attimo, e sapete cosa mi son detta?
Che alla fine c’è sempre qualcosa per cui ringraziare.

La gratitudine è la via più veloce verso la felicità.

Se sei grato sei felice.

Se sei felice non puoi non esserne grato.

“Sorridi e la vita ti sorride” qualcuno a detto.
E aveva assolutamente ragione!

Sognando un letto

  • maggio 30, 2013 at 21:37

Son qui che vedo doppio.
Tento di fare quattro conti e ne vedo otto…

“Gentile Wonder,
causa alcuni dati errati nel suo preventivo (tre mesi dopo) abbiamo sbagliato a fare i conti e ora la sua assicurazione auto va integrata… con più della metà del valore dell’assicurazione stessa!!!”

Le parole usate non erano proprio queste, ma la simpatica umorista dal telefono con le rotelle non doveva far risparmiare gli italiani, anche sul mal di fegato???

Dopo aver messo a letto le bimbe ho cominciato a sistemare la passata degli unni… mi guardo intorno e sembra tutto come prima.

Stasera non ci siamo fatte mancare nulla!

Dopo cena…

Ho fatto il trattamento antipidocchi a Nanà: 7 lendini bastarde covavano sulla testolina della mia principessa in attesa di schiudersi a momenti!
Per fortuna ogni tanto faccio dei controlli a spot…

Qualche decina di minuti di training a Babet in fase di calo di autostima, poichè la mia Madreteresina è convinta che per avere più amici deve essere ancora più buona:
“Amore, più buona di così passi al martirio! E guarda che se litighi con le sorelle è fisiologico. Io intervengo solo quando arrivate alle mani o urlate come pazze o sono in fase di sclero, noti? E’ una buona scuola di vita per imparare a gestire i conflitti. Non succede niente se litighi ogni tanto. Anche fuori di casa.”
Abbiamo sviscerato concetti come l’essere accettate così come siamo, in nome dell’amicizia vera, e l’accettarci noi per prime, in nome dell’autostima.

Cercato soluzioni anti-bullismo per Canterina che sembra essere vittima di una prepotenza verbale da parte di un compagno ormai da troppo tempo e il suo Buddha interiore non ce la fa più.
Arrivando fresca fresca (ieri sera) da una riunione di Cyberbullismo, ho constatato che la situazione richiedeva un intervento e abbiamo concordato un paio di approci da poter mettere in atto, così da tranquillizzare la mia piccola grande donnina in crescita ormonale.

Per concludere in bellezza, oggi alla materna ci hanno fregato, per l’ennesima volta, l’ombrello!

Non è il primo, nè il secondo, ma il millesimo.
Sfido chiunque a dire ancora che qualcuno si confonde e recupera quello sbagliato.
E’ vero che mezzo asilo ha gli ombrelli somiglianti, ma, “imparata” dall’esperienza, sono anni che li contrassegno.
Nanà aveva usato quello vecchio delle Sguinz (=Winx) di sua sorella.

Così c’è qualche pirla ignaro che fa girare sua figlia con l’ombrello con scritto “Canterina” sulla punta.
Se lo becco spero per lui/lei che ce l’abbia aperto.

Perchè appeno lo vedo ci sputo!!!!

Occhi di Gatto con gli Stivali

  • giugno 11, 2012 at 20:50

Sono al super.
Sto correndo tra gli scaffali con il cestello pieno di scatolame che probabilmente mi sono raddrizzata da sola la scoliosi.
Guardo l’orologio, sincronizzo i tempi nel mio organizer mentale e nel frattempo borbotto tra me e me, facendo sempre la figura dell’autistica che parla da sola.

DRIIINN! DRIIINN!

“Ciao Madre NaturaSì…”

“Dov’è Babet?? Dov’è Nanà?? Figlio NaturaSì continua a chiederlo… dove sei di bello?”

“Al super… vogliamo calare un velo pietoso su questa jurnatina di merda??”

“Perchè? Cos’è successo?”

“No, niente… Partiamo dalla levataccia. Ho svegliato le bimbe alle 6.00 perchè dovevo portare Nanà e Babet alla visita oculistica e scaricare prima Canterina dai miei che l’avrebbero accompagnata al centro estivo. Conta che ieri sera Canterina era ancora sveglia a mezzonotte a dirmi <<Mamma, non ce la faccio più, mi gratto dappertutto!>>. Sai, ieri sera sono tornate dopo un week end ‘importante’. C’è stata il primo ritrovo ufficiale della famiglia allargata Bredford, lui, loro e la famiglia dell’amante&sons. Si saran divertite sicuramente, erano contente di aver giocato con gli amichetti, ma sai come somatizzano le mie figlie tutto il non-detto, no? E’ un cambiamento importante, mica da ridere, e Canterina mi dice sempre che vuole giocare con gli amici ma non vuole vedere lei. Certo che al padre non lo dice… Figurati se non somatizza. Ovvio, non posso parlare con lui di somatizzazione perchè se no io sono la pazza che vede problemi anche quando non ce ne sono, mentre lui vive nel suo mondo di favole e non s’accorge nemmeno dei segnali luminosi stile razzo d’avvistamento. Fattostà che sera prima dell’evento aveva la tosse e sera dopo aveva tutte le allergie di questo mondo… Vabbè… Dormiamo pochissimo perchè nel frattempo mi si è pure rotto il pc e dovevo fare un ordine importante per un’amica, quindi sono andata a letto all’una passata imprecando contro il computer. Sabato gli avevo detto di fare il controllo pidocchi alle bimbe, vista una mail dei compagni di classe di Canterina che avvisava il ritorno degli ospiti saltellanti e sai anche tu che Canterina ci va a nozze! Meno male che stamattina mentre mi lavavo con una mano, con l’altra vestivo Nanà e con i piedi dirigevo le altre due, mi è venuto da chiederle se Homo aveva fatto il controllo, mi dice di no… … … NO??? Fermi tutti! Vieni subito che passiamo il pettinino per controllare, e intanto sgranavo il rosario, infatti… Ho trovato un bel po’ di lendini e un pidocchio bastardo grosso vivo che muoveva le zampette e salutava! CAZZO! MA non è possibile! Ho iniziato a tirargliene dietro tante che se non gli ifischiavano le orecchie stamattina! Ma porca puttana! Lui si fa le sue belle giornate idilliache e io mi devo smazzare sempre le menate, e pure alle 6 di mattina! Così ho dovuto fare il controllo anche alle altre due che fortunatamente non avevano nulla, me lo sono fatto pure io mentre con l’altra mano spalmavo l’olio antipediculosi a Canterina, ho tirato giù dal letto mia madre per farla venire a concludere il tarttamento, ero in ritardo bestiale per le visite, ho dovuto tirar su tutte le lenzuola, disinfestare, ficcare tutto in lavatrice, pelouches compresi!! Ero così incazzata che in auto gli ho pure mandato un messaggio minatorio! Perchè non si può… Una cosa doveva fare! Sai cos’ha fatto? Le ha alzato due ciocche, non ha visto nulla e via col liscio! Così se non me ne accorgevo io impestavamo tutto il centro estivo! E lui? Mi risponde che non tollera i miei insulti… Ma sai dove glieli metto io gli insulti la prossima volta?! Ma se sei furbo che sai che è pure colpa tua ti pigli il mio vaffanculo e sorridi, poi se sei intelligente chiedi anche scusa di avermi fatto tribolare, ma ovviamente non mi aspetto tanto! Invece no, ha anche da dire! <<Magari se l’è preso ieri sera a casa tua o nel giardino!>> Con le finestre chiuse???… Lasciamo perdere! Così siamo arrivate di corsa al centro oculistico, dove sembra che tutte le dottoresse e infermiere hanno fatto il corso per lavorare con i bambini… sì,ma nel MONDO DELL’INCONTRARIO! Pretendevano che i bimbi, che in tutto aspettavano per delle ore, stessero fermi immobili e non respirassero nemmeno. Ma cacchio! Sono bambini! Le mie ovviamente sembravano possedute, non stavano sedute un secondo e parlavano ad alta voce, ma due ore lì ad aspettare… chi li tiene più! Comunque Nanà deve mettere gli occhiali, tanto per non farci mancare nulla! Fanculo! Poi siamo uscite che pioveva, loro due con le pupille dilatate per il collirio, che vedevano tutto sfuocato e sembravano il Gatto con Gli Stivali di Shrek quando fa le fusa… Arrivo a casa, porto Babet al centro estivo perchè ci voleva andare, avevo altre duecento cose da fare e siccome le dava fastidio la luce, porto Nanà dai miei, gia che c’ero mi fermo a mangiare i ravioli anche se erano le 11.30 -Nanà aveva fame- perchè non avrei avuto tempo di mangiare a casa. Corro a casa e, tempo di arrivare, mi chiamano dal centro estivo: <<Venga a recuperare la bimba che non sta bene!>>. Prendi l’auto e corri. Arrivo là e la figlia stava pranzando, così le dico <<Mangia con calma, ti aspetto fuori e poi mi dici se stai ancora tanto male o ti fermi>>. Mi risponde che viene con me. Vado fuori ad aspettare… dopo 40 minuti di ragnatele mando la sorella, che nel frattempo ho incrociato, a chiedere se Sua Grazia sta aspettando il dolce o il rutto di fine digestione! Arriva Babet, la porto dai miei, chiamo nel frattempo il dentista che mi dice di passare di lì con la bimba nel pomeriggio. Di quale era, mi chiedo? Ma ce la posso fare. Corro a casa, prendo la parte di mobilia che devo riportare ad una mia amica che me l’ha prestata, oggi che è a Milano. Discuto per telefono con Homo in una telefonata interminabile, in cui mi rendo conto ancora una volta che sono sempre troppo ottimista e ogni tanto mi parte l’embolo di pensare che possa ancora capire certe cose… Ora son qui al super a comprare lo scatolame da dare ai genitori che domani andranno giù in Emilia con il furgone a portare viveri e cibarie e quant’altro… perchè mi dispiaceva non dare niente. Così poi passo a scuola a lasciare giù tutto, devo andare in farmacia a comprare lo spray per i pidocchi che l’ho finito, devo recuperare Canterina dal centro, devo portare Babet dal dentista, devo ancora cucinare e rifare tutti i letti ribaltati per la disinfestazione, c’ho i coglioni girati che più girati non si può e sto pure vagando davanti ai fagioli e ai pelati come una vacca persa senza capire cosa è meglio comprare, mentre tutti sentono il mio delirio…
… … …
Ma tu perchè hai chiamato?… Dovevi chiedermi qualcosa? … Volevi sfogarti??…
Dì pure, ti ascolto!”

Porco pidocchio!

  • gennaio 31, 2012 at 21:31

Nanà è alle prese con raffreddore e febbriciattola, io, che mi faccio tossire addosso tutta la notte, sto anche convivendo con un mal di schiena che non ne posso più.
Ma per non farci mancare nulla sono passati a trovarci di nuovo ‘sti stronzetti di parassiti…

Non ce la faccio più! Basta!
Tra le mamme ultimamente dilaga una nuova malattia: dopo la depressione post-partum è arrivata la depressione da-pidocchium.
Basta arrivare davanti al cancello della scuola e pronunciare le amare parole “Ah, ragazze, fate un controllino alle teste dei vostri figli!” che un coro di “Noooooooo! Ancora?!” aleggia nell’aria che pare un tuono di temporale in lontananza.
Parola chiave: du’ palle!

Quindi oggi, per sicurezza, trattamento per tutte quante le lunghe capigliature, per la casa, per i giubbotti, per i pelouches!
Con braccialetto all inclusive alle prime dieci iscrizioni.

Al trattamento della quarta testa avevo la nausea.
Al quarto pettinamento mi andava insieme la vista.
Al quarto shampoo chinata sulla vasca sono rimasta piegata in due con il colpo della strega e non è ancora carnevale!

Ho iniziato ad avere visioni di pidocchi danzanti che brindavano con boccali di birra alla spina.
Ho preso le forbici e ZAC!
In preda al morbo della parrucchiera pazza ho tagliato i capelli a tutte quante.

Qui ogni giorno ce n’è una nuova.
Cosa ci aspetterà domani?
Beh, preoccupiamocene solo domani…

“La miglior cosa del futuro è che arriva un giorno alla volta.”
Abraham Lincoln