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Il nuovo? Noi siamo pronte ad accoglierlo

  • settembre 14, 2015 at 23:51

Dopo esserci godute qualche giorno sulle Dolomiti a camminare in mezzo ai boschi e respirare aria pulita, – dove ho fatto camminare le bimbe come camosci per sfiancarle e l’unica sfiancata ero io… forse anche per le dimensioni dello zaino da gita a 4…  – tornate a Milano abbiamo continuato il programma “L’ordine regna sovrano in casa prima dell’inizio della scuola o è tutto perduto.com”

A circa una settimana dall’inaugurazione dell’anno scolastico ero decisamente commossa: dopo aver messo le figlie in schiavitù per un paio di giorni interi, ogni libro di casa aveva il suo posto, ogni gioco la sua scatola o il suo bidone, e ciò che non serviva più è uscito di casa e di cantina!!

Sì, anche la cantina… e la mia scrivania… e il soppalco!!!

Occhei, vi capisco, è un duro colpo…. recuperate pure il fazzoletto… prendete il tempo che vi serve…

Per chi durante l’anno corre sempre e non ha tempo di riordinare “bene” e accumula i documenti (e non solo) in una/due/tre pile infinite denominate “ordine a modo mio”, perchè comunque ritrovo sempre tutto, beh… avere la casa a posto è una reale soddisfazione.

Ma sono sicura che sapete di cosa parlo.

Fare ordine (fuori) dà soddisfazioni poiché significa FARE ORDINE DENTRO.
E nel fare ordine è importante liberarsi di ciò che non serve più.
Perchè fare spazio (in casa) lasciando andare il vecchio, vuol dire FARE SPAZIO NELLA PROPRIA VITA, pronti per accogliere il NUOVO.

E’ terapeutico per una Babet che inizia la prima media in una scuola nuova e lontana da casa, lasciar andare la “vecchia parte di sè” perchè c’è bisogno che emerga in lei la nuova parte con tutte le sue potenzialità e le sue doti, pronta per affrontare tutti i suoi timori e le sue incertezze con un “nuovo coraggio”.

E’ terapeutico per una mamma che ogni anno riscrive la sua vita lavorativa e genitoriale (cresco insieme ai cambiamenti delle mie figlie) e forse anche sociale.

E’ terapeutico per l’energia di ognuno di noi.
In questo periodo di cambiamento importante è fondamentale aprirsi al nuovo.
All’energia nuova che sta investendo tutto il nostro pianeta e che molti di voi avranno già colto, se non nella sfera mondiale, anche solo nelle proprie vite, nei propri modi di fare, di sentire e percepire.

E chi non coglierà quest’opportunità di cambiamento che ci viene data ora, avrà molta difficoltà a farlo in futuro, perchè sarà rimasto troppo incollato ai suoi vecchi schemi, alle sue modalità stantie, da non avere la spinta giusta per saltare.

Fate spazio.
Dentro di voi.
Seguite l’onda del mare del cambiamento.
Smettetela di parlare, di criticare e di voler sapere tutto.
Ascoltate.
Siate curiosi.
Scoprite.
Imparate ad essere diversi.

Ed imparatelo grazie agli Altri.

<<Quando parli stai solo ripetendo quello che sai. Ma quando ascolti puoi imparare qualcosa di nuovo.>>
Dalai Lama

La casa parla. Pure lei

  • aprile 3, 2014 at 22:05

Ieri pomeriggio, approfittando della necessità di appendere una bicicletta al muro causa box troppo affollato, ho sistemato tutto il garage.
Inscatolato, buttato, traslocato in cantina, spazzato, riorganizzato gli spazi.
Alla fine ero decisamente soddisfatta.

Chiudendo la serranda ho esclamato, ovviamente a voce alta visto che amo parlare da sola e darmi conferme:
“Aah!!! Ho riordinato una bella parte di me!”

Sapete vero che il disordine esterno, della propria casa, simboleggia il disordine interiore?
Per esempio la nostra camera da letto parla molto di come noi affrontiamo, gestiamo la nostra parte più emozionale, relazionale.

Quindi, quando si vuole riordinare la propria mente, non c’è niente di meglio da fare che sistemare uno spazio personale.

Il box non so a cosa possa essere collegato, magari a qualche parte più inconscia, visto che bisogna “scendere” per raggiungerlo.
In ogni caso mi ha fatto sentire meglio.
E non a caso, sistemato il box ieri, sono riuscita oggi a “sistemare” una questione che mi stava molto a cuore e che, per un motivo o per l’altro veniva continuamente rimandata.

Non sto dicendo che la nostra casa dev’essere ordinata, pulita e immacolata 7 giorni su 7.
La maniacalità e la rigidità (con gli altri e con noi stessi) va combattuta allo stesso modo.
E nemmeno di iscriverci tutti in blocco ad un corso di Feng Shui.

Ma semplicemente che potremmo osservare anche la nostra casa per conoscerci meglio.
Poichè parla di come siamo.
E anche di come vorremmo (inconsciamente) che fosse la nostra vita.

Sognando un letto

  • maggio 30, 2013 at 21:37

Son qui che vedo doppio.
Tento di fare quattro conti e ne vedo otto…

“Gentile Wonder,
causa alcuni dati errati nel suo preventivo (tre mesi dopo) abbiamo sbagliato a fare i conti e ora la sua assicurazione auto va integrata… con più della metà del valore dell’assicurazione stessa!!!”

Le parole usate non erano proprio queste, ma la simpatica umorista dal telefono con le rotelle non doveva far risparmiare gli italiani, anche sul mal di fegato???

Dopo aver messo a letto le bimbe ho cominciato a sistemare la passata degli unni… mi guardo intorno e sembra tutto come prima.

Stasera non ci siamo fatte mancare nulla!

Dopo cena…

Ho fatto il trattamento antipidocchi a Nanà: 7 lendini bastarde covavano sulla testolina della mia principessa in attesa di schiudersi a momenti!
Per fortuna ogni tanto faccio dei controlli a spot…

Qualche decina di minuti di training a Babet in fase di calo di autostima, poichè la mia Madreteresina è convinta che per avere più amici deve essere ancora più buona:
“Amore, più buona di così passi al martirio! E guarda che se litighi con le sorelle è fisiologico. Io intervengo solo quando arrivate alle mani o urlate come pazze o sono in fase di sclero, noti? E’ una buona scuola di vita per imparare a gestire i conflitti. Non succede niente se litighi ogni tanto. Anche fuori di casa.”
Abbiamo sviscerato concetti come l’essere accettate così come siamo, in nome dell’amicizia vera, e l’accettarci noi per prime, in nome dell’autostima.

Cercato soluzioni anti-bullismo per Canterina che sembra essere vittima di una prepotenza verbale da parte di un compagno ormai da troppo tempo e il suo Buddha interiore non ce la fa più.
Arrivando fresca fresca (ieri sera) da una riunione di Cyberbullismo, ho constatato che la situazione richiedeva un intervento e abbiamo concordato un paio di approci da poter mettere in atto, così da tranquillizzare la mia piccola grande donnina in crescita ormonale.

Per concludere in bellezza, oggi alla materna ci hanno fregato, per l’ennesima volta, l’ombrello!

Non è il primo, nè il secondo, ma il millesimo.
Sfido chiunque a dire ancora che qualcuno si confonde e recupera quello sbagliato.
E’ vero che mezzo asilo ha gli ombrelli somiglianti, ma, “imparata” dall’esperienza, sono anni che li contrassegno.
Nanà aveva usato quello vecchio delle Sguinz (=Winx) di sua sorella.

Così c’è qualche pirla ignaro che fa girare sua figlia con l’ombrello con scritto “Canterina” sulla punta.
Se lo becco spero per lui/lei che ce l’abbia aperto.

Perchè appeno lo vedo ci sputo!!!!

Scala di priorità, ovvero ci sono troppe poche ore in un giorno, pochi giorni in una settimana e poche settimane in un mese per fare tutto

  • maggio 13, 2013 at 20:01

“Nanà, metti le ciabatte… che se cammini scalza per casa ti sporchi i piedi!”

Ordine… più o meno

  • novembre 20, 2012 at 21:31

Questa sera ho ricevuto a casa l’amica di un’amica, per una consulenza tecnica.

Dopo aver accompagnato Babet a catechismo, nel quarto d’ora a disposizione che avevo da quando sono arrivata a casa con Canterina e Nanà, mentre le inseguivo per farle lavare e stendevo la lavatrice che mi attendeva da stamattina alle dieci, ho riassestato alla benemeglio il soggiorno.
Sono queste le occasione in cui mi pento di avere la cucina e la sala in un’unico locale, leggi: gran casino a vista… anzi, a colpo d’occhio appena apri la porta di casa!

Mentre parlavamo sedute al tavolo, l’amicadellamica osservava intorno i duemila giochi infilati in ogni angolo, i duemila disegni appesi al frigorifero su triplo strato (per rendere ancor più termoisolanti le sue pareti!), la mia scrivania con duemila documenti e cianfrusaglie accatastate, un unico pentolino sui fornelli deserti, le duemila foto appese ai muri, i duemila festoni ancora penzolanti da una parete all’altra della stanza reduci dalla festa di Nanà, che per mancanza di tempo ho deciso di tener su fino alla festa di Canterina…

Dopo un breve momento di tacito, riflessivo, lungimirante silenzio, ha esclamato:
“Bella casa… direi che… è molto… vissuta!”

Sono circondata da persone diplomatiche.

Saper ringraziare è un dono: significa aver capito cosa si ha ricevuto

  • giugno 30, 2012 at 20:46

Oggi le ho fatte lavorare di brutto.

Abbiamo svuotato le cartelle, diviso quaderni, messo a posto tutto il materiale della scuola che era rimasto lì dove lo avevano buttato l’ultimo giorno di lezioni.
Abbiamo guardato insieme i lavoretti di Nanà (non finivano più!), le opere d’arte di Canterina, il raccoglitore di scienze di Babet…

Nel pomeriggio ho iniziato a macinare bagagli (un po’ tanto in anticipo… ma mi aspetta una settimana shock e le valigie per la montagna sono assai impegnative…) e loro hanno giocato a pongo creando deliziosi manicaretti colorati.
Così stasera hanno dovuto raccogliere pezzettini minuscoli di pongo in ogni fugato di piastrella, in ogni piattino e biccherino usato, in ogni coperchio di bidone utlizzato, insomma… ovunque ci giravamo c’erano puntini colorati spiccicati.

Le ho fatte raccogliere, pulire, lavare, sfregare, riordinare. Un po’ urlando, un po’ sorridendo…

Alla fine ero massacrata io e lo erano anche loro.

A cena, appena sedute per mangiare, dopo il segno di croce, Canterina mi dice:
“Grazie mamma per questa bella giornata!”

Non c’è che dire…
Non importa cosa si faccia o quale posto divertente si visiti, quale esperienza di gioco si scelga o quale ‘buonanotte’ si preferisca.

Ciò che ci fa sentire bene è lo stare insieme.
Pure a riordinare!
Le attenzioni che dedico loro, anche sottoforma di gesti educativi, sono comunque espressioni d’amore. Vissute col cuore.
E loro lo sentono.

Ora le guardo, tutte e tre stravaccate sul divano.
Stanno guardando per la 856esima volta L’era Glaciale 2, e ridono a crepapelle!
Dio, quanto le adoro!!!

Babet in posizione Cleopatra, che si “spidocchia” le dita dei piedi, rovinandosi le unghie…
Canterina con una mano in bocca e con l’altra si gratta, gratta e gratta le sue croste dermatitiche dietro le ginocchia…
Nanà avvolta in un mantello giallo lucente, da cui spunta solo il suo bel visino, i suoi occhioni dolci dietro le lenti degli occhiali nuovi… Quant’è bella la mia professorina!

“MAMMA! MA SEI AL COMPUTEL DA QUANDO E’ INICCIATO IL CATTONE!!”

Viene qui, mi abbraccia e mi sbaciucchia.

“ABBIAMO TUTTEDDUE GLI OCCHIALI! SIAMO BELLISSIME, VELO? VIENI ANCHE TU SUL DIVANO??”

“Certo amore mio, hai ragione! Spengo subito e arrivo!”

Vado.
Scusatemi… ho da fare cose più importanti!

Rifugio peccatorum: il sottodivano

  • dicembre 14, 2011 at 22:33

Domani ho ospiti.
E quando so che qualcuno deve entrare in casa mia (parenti stretti e amiche strette a parte), il morbo della casalinga disperata impazza.
Così parto da una semplice aspirata e mi ritrovo a sfoderare i divani, lavare le sedie, girare i materassi…

Sarà anche per questo che il mio inconscio convince il mio conscio che sia meglio non avere spesso gente a casa.
Perchè conscio e inconscio ogni tanto si parlano.
Però non so mai cosa dicono. Non me lo fanno sapere.

Così oggi, tra i cuscini del divano ma soprattutto sotto, ho trovato i seguenti reperti: perline rosa, elastici per capelli, una molletta rotta, le scarpe della barbie, il pettinino delle pinypon, una macchinina, i trucchi finti di Babet, un cucchiaino del servizio da tavola (e io che davo la colpa ai fantasmi…), un orologio, una mucca di legno, una fisarmonica, un tappo di colla stick, un sasso, un pezzo di cera delle candele della chiesa, un addobbo dell'albero di natale, una penna funzionante, un pennarello scarico, un serpente di das, un bastoncino degli shangai, due centesimi, vari pezzi di carta che non sto ad elencare, un fossile di dinosauro che con l'esame al carbonio abbiamo potuto datare intorno a 220… 221 milioni di anni fa (milione più, milione meno), appartenente quasi sicuramente al gigantesco re del Triassico, il Fognasauro.

Che, come risaputo, viveva sotto i divani.

Cosa devo fare??

  • luglio 27, 2011 at 00:47

Io non so se in vacanza va in ferie anche il cervello, se il rilassamento fisico comprende anche quello cerebrale, se i vizi dei nonni e la libertà del mare-spiaggia-piedinudi24oresu24 riduca in amnesia totale anche per quelle quattro regole esistenziali che ero riuscita a imporre alle mie figlie…
Ma da quando siamo tornate è la disperazione più completa.
Mia.

Non mi ascoltano nemmeno se ingoio un altoparlante, se minaccio, se terrorizzo, se parte qualche sberla per la disperazione o la stanchezza, se butto i giochi, se do fuoco alle Barbie, se mi faccio monaca di clausura, se ballo nuda per casa, se prometto onori e ricchezze, se pago, se premio, se punisco, se rido, se piango, se urlo, se faccio lo sciopero del silenzio, se sforno dolcetti, se propino minestre.

Insomma, ultimamente non mi caga di striscio nessuna figlia.

Il giorno del rientro, appena a casa, Nonna M. (che ha sempre da dire che sono troppo esigente, ma dopo due settimane passate insieme alle tre terminator ha capito qualcosa della mia fatica perenne) ha fatto promettere alle bimbe che mi avrebbero ascoltato e aiutato.
Io stavo già ridendo a crepapelle.
Non perchè le bimbe hanno promesso di farlo, ma perchè la nonna ha creduto loro.
Appena ho chiuso la porta è iniziato l'ammutinamento completo.

Ultimamente il litigio tra le sorelle grandi impazza. Si menano ogni tre per due. Urlano. Si lanciano oggetti. Si contendono giochi, vestiti. penne, posti a sedere a tavola, respiro materno.
Nanà è invece posseduta da una gelosia senza precedenti.
Usare la parola "cozza" è un eufemismo.
E in tutta questa cagnara riuscire a far fare loro le cose più semplici e basilari della routine quitidiana, come lavarsi i denti o le mani, vestirsi, transitare da una stanza all'altra, fare i compiti, guardarmi mentre parlo a gesti, è diventata una mission impossible.

Ogni ora circa mi riprometto di stare calma, non arrabbiarmi, non urlare, respirare profondamente, sorridere, tentare la via diplomatica… e dopo trenta secondi sono già con la giugulare che sta uscendo, gli occhi iniettati di sangue, i capelli dritti, la gastrite e i vicini di casa che tentano di insonorizzare le pareti.

Sono tre giorni che lotto contro i mulini a vento, tanto da arrivare a decidere di minacciarle di prelevare soldi dal loro salvadanaio ogni volta che avrebbero disubbidito, non ascoltato o una delle tante geniali e subdole manovre che sfoderano in questi giorni e che puntano al mio ricovero in neuropsichiatria.
Logicamente non ho potuto attuare la strategia o sarei diventata la figlia di Onassis in brevissimo tempo e loro sarebbero sul lastrico.
E poi non ne sarei capace.

Quando Canterina, durante la S. Messa domenicale si propone di mettere le sue monetine nel cestino delle offerte, io tento sempre di dissuaderla, offrendole le mie, ma lei, generosa all'infinito, vuole a tutti i costi usare i suoi soldi. Perchè si sente grande. E forse perchè non li guadagna ancora con il sudore della sua piccola fronte.
In ogni caso lei dà col cuore.
Io la lascio fare, chiedo quanto ha messo e poi, di nascosto, le rimetto l'equivalente nel salvadanaio.

In ogni caso sono devastata.
Sono appena tornata dalle vacanze e mi ritrovo a pensare che me ne servirebbero altre…
Sabato mattina, le bimbe partiranno per due settimane da passare al mare con il papà.
Avrò tutto il tempo che voglio, ho già una lista di cose da fare lunga un chilometro (che non finirò mai…), il silenzio regnerà sovrano, scandirò le giornate con i miei ritmi, mangerò sul divano guardando il telegiornale, potrò godermi qualche bella lettura anche notturna come piace a me e…

… E l'unica cosa che riesco a pensare è che mi mancheranno un casino!

Ogni tanto ci vuole del tempo da dedicare a se stessi (o alla propria casa) senza nessuno che scandisca i battiti.
Spesso sono alla ricerca di un po' di silenzio dove ritrovarmi e cercare qualche pezzo perso per strada, dove osservarmi per conoscermi più a fondo.
Preziosi sono quei momenti in cui puoi fare qualcosa che non potresti fare con le bimbe appresso o di incontrare qualcuno a cui non riusciresti a dedicare del tempo se non fossi sola.

Ma alla fine mi ritrovo sempre ad attendere con ansia il momento in cui potrò riabbracciare queste esuberanti, irriverenti, disubbidienti, chiassose, vivaci, adorabili, meravigliose creature che sono le mie tre principesse.

Perchè io sono io, ma senza di loro non sarei così.

La casa che cammina

  • settembre 21, 2010 at 18:44

A volte apro la porta di casa e penso che potrei scrivere un bel libro:  La casa che cammina da sola. Sottotitolo: Questione di sopravvivenza.

Una volta non ero così.

Mia nonna, a 90 anni, appena vede un pelucco in un angolo remoto della stanza, si alza con le sue gambe tremanti e doloranti e lo tira su, pulisce, lava il pavimento e mette la cera. Poi certo le manca il fiato.
"Pronto NonnaBis, come stai?"

"Buff… buff… sun straca morta! Ha gù appena finì de nettà la mobilia, sun nanca bona de mangià incò, vù a durmì! (= sono stanca morta! Ho appena finito di lucidare i mobili, oggi non sono più nemmeno in grado di mangiare, vado a riposare!)

"Ma ti sembrava il caso? Non hai mica ospiti, ma chi vuoi che veda se è un po' sporco?"

"Lo vedi mì! E sun bona no de sta chièta! Sun fada inscì!" (= lo vedo io! E non son capace di stare tranquilla! Son fatta così!)

Mia madre è della stesso stampo. Prevedo che a breve sarà lei a brevettare le pattine con turbo incorporato, quelle che permetteranno di sorvolare il pavimento appena incerato a mezzo metro da terra.

"Toglietevi subito le scarpe! Ho appena finito di pulire lì, di là e anche di qua. Visto che arrivavano le bimbe…"

"Forse era il caso che aspettavi a pulire proprio perchè arrivavano le bimbe!"

"Ma così possono stare per terra."

"Contando che però prima a casa si sono sdraiate sul mio pavimento, penso che ora sporcheranno il tuo…"

Un tempo ero così anch'io. Questione di genetica.
Oddio, non fraintendetemi, anche a me piace… piacerebbe avere la casa sempre pulita, dove le bambine possano leccare il pavimento senza prendersi il colera.
Ora il mio obiettivo è diventato riuscire ad avere l'idea di una casa pulita almeno fino a sei ore dopo che ho lavato il pavimento. Ma sono sempre molto ottimista.

Una volta quando venivano gli amici pulivo prima, per far trovare la casa in ordine, e dopo , perchè logicamente me la sporcavano.
Ora ho risolto: non viene più un cavolo di nessuno!
E chi ha tempo di invitare gli amici?
Quei pochi che vengono, se ci sono le bimbe spero che capiscano, intanto io mi siedo e chiacchiero con gli adulti. Se non ci sono le bimbe mi vedono scansare pupazzi e barbie da terra, cercare di fare posto sul divano e dire: "Ho tre figlie, come potrai vedere dalla quantità di giochi sparsi per tutta casa e dal disordine che regna sovrano. Se vuoi usare qualche gioco fai pure. Io non farò la spia."

Prima ero una mogliettina tutta attenta a far trovare l'alcova accogliente e ordinata. Mi facevo il culo quadrato per qualcuno che non sapeva nemmeno apprezzarlo perchè non se ne rendeva conto.
Qualche mese fa gli porto le bimbe a casa e loro mi fanno entrare per farmi vedere tutte le loro cose fantastiche nella casa di papà.
Appena metto piede oltre la soglia mi sento dire:
"Togliti le scarpe che mi sporchi, che ho pulito…"
Il primo istinto sarebbe stato quello di cagargli in ogni angolo della casa, ma son pur sempre una signora!
 
Mi son trovata sola con tre bimbe di 5 anni, 3 anni e una pupattola di 5 mesi che andava ancora allattata, svezzata, cullata tutta notte etc, etc, etc.
Ho deciso di tentare di sopravvivere e ho scoperto una sana convivenza con gli acari e i batteri.
Organizziamo anche poker serali e cene a base di bourguignon.

I giochi sono perennemente sparsi per tutta casa. Per avere un po' di ordine istituisco la sera dell'urlata di famiglia, dove caccio grida ai quattro venti dando direttive e minacciando di vendere la televisione se non riesco a contare tutte le piestrelle di casa.
Per la polvere mi affido al mio naso: sono allergica, meglio di un cane da tartufi!
Per i bagni prediligo la doccia e ho vietato alle bimbe di grattare i lavabi con gli spazzolini da denti e di pucciare le mani nel wc.
Per i pavimenti i miei indicatori sono le loro calzine antiscivolo: finchè variano tra un beige e un grigio topo ancora si può tirare avanti, ma sul grigio antracite devo intervenire con detersivo e spazzolone.

Su tante altre cose ho imparato a lasciar andare, ma nonostante tutto c'è sempre qualcosa da fare e troppo poco tempo per farla.
Però ora se ci sono giorni che la casa cammina da sola, e ce ne sono parecchi, sopravvivo e vado oltre.

Penso di essere guarita!

A.A.A. cercasi colf accessoriata di pannolino

  • febbraio 23, 2009 at 23:26

Ormai Nanà, raggiunti i 15 mesi, è diventata un aiuto-casalinga perfetta e indispensabile.
A furia di seguire la mamma per tutte le stanze, di monitorarla mentre fa i mestieri casalinghi tutti i santi giorni, la routine quotidiana per lei non ha più segreti.

Quando la mattina mi vede aprire la finestra della camera per far prendere aria alla stanza, Nanà prontamente si dirige fuori e chiude la porta scorrevole, spesso lasciandomi dentro a congelare.

Poco dopo, a volte anche 30 secondi -il tempo necessario è di suo personale arbitrio- riapre la camera e va a chiudere la finestra. Poi soddisfatta va a cercarne qualcun’altra aperta.

Appena mi vede con un detersivo in mano, corre ad aprire il cassettino della lavatrice. Peccato che poi me lo chiuda mentre sto versando l’ammorbidente nell’apposita vaschetta.
Mi aiuta anche a caricarla: mentre io infilo dentro i panni, lei li toglie.
E a scaricarla: mentre io riempio il catino per andare a stendere lei sparge indumenti bagnati per l’intero pavimento del bagno.
Il suo top è incastrare la mano nella ‘pallina’ del detersivo e poi tirare mazzate sui muri, urlando, perchè non riesce a toglierla.
Quando, accendendola, le chiedo come fa la lavatrice lei risponde: "Sssssssshhhh!", poi si siede davanti a fissare l’oblò in attesa che il cestello inizi a girare. Le mancano solo i pop corn in una mano e la coca cola nell’altra.

Se, mentre lavo, appoggio lo spazzolone per un secondo, distraendomi, mi tocca andare per tutta casa alla ricerca della straccio dei pavimenti, come se fosse una caccia al tesoro, ma senza bigliettini. L’unico indizio è un continuo "Nà, nà, nànà…"

Lavo i piatti senza calze. Poichè Nanà mi sta appollaiata sui piedi finchè non ho finito.

Cucino a un metro e mezzo dai fornelli per salvaguardia dei miei stinchi. Perchè la piccola diavoletta deve continuamente aprire il cassettone delle pentole per prelevare ogni sorta di coperchio da raschiare sulle piastrelle, per la gioia del vicinato.

Quando sparecchio la lavastoviglie, Nanà mi passa le posate. Una per una. Senza fretta. Rispondendo "AAA’CIE!" ogni volta che le dico Grazie! Poi passa alle pentole e coperchi, e ai contenitori di plastica. L’unica volta che si è cimentata nel passaggio di un piatto di ceramica ha privato il servizio di un suo valido elemento.

Ma il meglio di sè lo dà quando rimane attaccata a "cozza sullo scoglio" alla mamma che piega i miliardi di panni lavati e asciutti, posati in modo ordinato sul letto, meccanicamente divisi per figlia.
Il suo sport preferito è cogliermi di sorpresa!
Mentre io la penso ancora impegnata a leccare lo specchio dell’armadio, furtiva come un ninja si proietta dritta verso le calze colorate, impilate una sopra l’altra sull’alcova di mammà, con un leggero colpo d’anca riesce a superare le barriere architettoniche, quali il bordo del letto, afferrando tutto ciò che le capita a tiro e sparpagliandolo in giro per la camera come se fosse il sacchetto di coriandoli al giovedì grasso.
Quando caccio l’urlo di disapprovazione, la rivoluzionaria fugge dalla stanza portandosi appresso qualcosa, solitamente gli slip delle sorelle.
Così mi tocca passare la mezz’ora successiva Alla Ricerca della Mutanda Perduta!