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Tortura relax

  • agosto 24, 2014 at 14:59

Nonna M. sta arrivando per farsi un bel massaggio rilassante.

E’ domenica, ma almeno non ci sono le bimbe in casa.
Sono al lago con Homo.

Ultimamente quando Nonna M. viene a farsi un massaggio c’è sempre Nanà che fa i compiti e ogni due secondi chiede aiuto e a turno, le figlie, strisciano per terra, sotto il lettino, per parlare alla nonna che è a faccia in giù, per farla spaventare o per toccarle il naso.

Povera nonna.
Sai che rilassamento!

Il navigatore della terza età

  • maggio 28, 2013 at 12:38

“Frena!”

“Ho frenato, mamma!”

“Perchè devi frenare per forza nel sedere delle altre auto??”

“Freno venti metri prima… mamma siamo in coda, cosa devo fare, lasciare un chilometro davanti? Così quello dietro mi suona… Si vede che non sei una guidatrice tipica milanese.”

“Per andare… possiamo fare la strada che passa per via Perdilà… ma non mi ricordo bene come si fa ad arrivarci. Forse per quel quertiere là… Ci passavo quando ci andavo a lavorare.”

“Mamma… in quarant’anni Milano si è un po’ modificata… sai… lavori stradali, rotonde, semafori, sensi unici che non sono più unici ma rari… Io arrivo fino in piazza Pazza, poi tu mi dici.”

“Ci sai arrivare?”

“No… vado a naso.”

“… Forse era meglio che andavi di là.”

“Ma la allungo per poi dover tornare indietro.”

“Ma io passavo di là quando tornavo dalla nonnabis.”

“Che infatti abita di là… Fidati che ti ci porto.”

“Passavo di qui, facendo un’altra strada, anche quando andavo a yoga…”

“Io cosa facevo, le elementari o le medie? In vent’anni sono sicura che hanno cambiato un po’ la viabilità.”

Arriviamo a destinazione sane e salve.
Al ritorno Nonna M. suggerisce un altro percorso.
L’accontento.
“Però, mà, mi devi dire dove devo girare perchè questo quartiere non lo conosco, anzi, mi ci sono persa più volte…”

“Ok… Dunque… Là dove c’è quella costruzione bianca devi girare a destra, non qui al semaforo, ma dopo il semaforo, la vedi?”

“Ma quale costruzione bianca??”

“La farmacia!”

“Ora vado dritta??”

“Sì… ad un certo punto devi girare a sinistra… quando non puoi più andare dritto… vai piano!”

“Mamma, se arrivo ad un punto dove devo svoltare per forza lo vedo!”

“… … … Era quella via lì!!!! Torna indietro!!”

“Ma qui si può andare dritto!”

“Giuro che fino a poco tempo fa non si poteva… ”

“Quanti anni fa??”

“No! Anche quando son venuta con tuo padre non si poteva… era poco tempo fa, giuro!”

“Quando andavi a fare shiatsu???”

“Ecco, adesso sempre dritta… te lo dico io quando devi girare a sinistra… … … Forse era quella là… Sì sì sì! Era quella là!”

“Cribbio! Ma non puoi dirmelo un po’ prima!”

“Ma tu vai veloce! Beh, fai inversione e torna indietro.”

“Se la faccio qui mi arrestano!”

“Beh, forse troviamo una strada per girare dentro e tornare indietro, continua ad andare avanti… avanti.. avanti… no è meglio che torni indietro!! Ma qui puoi tornare indietro?”

“No… vado dove mi porta il cuore. Se no devono chiamare Chi l’ha visto…”

“Qui sempre dritto!”

“Ah, ho capito dove sbuchiamo! Poco più in là c’è il mio fidatissimo osteopata!”

“… Uh! Guarda! Questa rotonda è nuova!”

“Mamma… c’è da una vita!”

“Beh… è nuova per me!”

Era come guidare con accanto un TomTom ubriaco, che tentava di frenare perforando l’abitacolo con i piedi e si aggrappava alla maniglia peggio che uno scimpanzè.
Qualcosa mi dice che mia mamma non si fida molto della mia guida…
Penso sia scesa dall’auto con tutte le dita dei piedi ripiegate nelle scarpe.

Devo portarla in giro più spesso, giusto per darle una scarica di adrenalina ogni tanto!

Ideologie di verdure

  • maggio 6, 2013 at 21:33

 

Telefonata tra me e Wondernonna.

“Domani sera tengo Babet a cena?”

“Va bene, cosa le cucini di buono?”

“Riso con piselli e ragù??”

… “Aridaje!!! Potresti non fare la carne, please???”

“Ma tu vuoi che le tue figlie diventino vegetariane?”

“Più o meno sì, sarebbe la mia intenzione non integralista.”

“Ma… Wonder, non è giusto che lo scelgano loro?”

“Mamma…. è una scelta alimentare… non una religione! Se da adulte però vorranno convertirsi al fritto saranno libere di farlo!!”

Matte come una cavallo

  • settembre 21, 2012 at 19:08

Sono al telefono con Nonna M.
In teoria è l’ora di cena.
In pratica siamo in pieno ammutinamento; il venerdì ce la prendiamo con calma.

“Come stanno le bimbe?”

Canterina è reduce da due giorni di febbre che ha toccato vette innevate.
Nanà è mega-raffreddata da una settimana. Con l’amore e le cure di mammà sta tenendo duro, ma stasera la vedo più delirante del solito. Speravo tenesse la febbre per il week end paterno…

“Canterina molto meglio, anche se è ancora parecchio stanca. Nonna M., ti ricordi che Canterina una volta era velocissima a mangiare?” le chiedo ad alta voce, con le due befane grandi davanti a me che ascoltano la telefonata, mentre scherzano e ridono come due matte.
“Ecco… Ora è caduta nel tunnel. Stasera è davanti al suo piatto di maccheroni da almeno mezz’ora. E i maccheroni sono ancora lì!
“Babet invece, che di solito è lenta come un bradipo, ha già finito il primo piatto e il bis. Ora sta facendo gli origami cinesi con la cartigienica. Anzi, la spezzetta, se la infila penzolante in bocca e fa i baffi di Maestro Shifu.
“Nanà invece è seduta sul gabinetto da un quarto d’ora che parla da sola… Anzi, aspetta un attimo che vado a origliare. La senti?”

“OLA FAI LA BLAVA. TI LASCIO CON LOLO. VOI CULATEMELA. ECCO, SONO TOLNATA, SI’, SONO IO, NON MI LICONOSCI?”

“Ma con chi sta parlando?”

“Con le sirenette attaccate alle piastrelle.”

Le sorelle ridono come matte.
Metto giù la cornetta.
“Figlia di Rainman, hai finito? Se le sirenette concordano, posso pulire il tuo sederone d’oro?”

“HO FATTO LA CACCA!”

“Ma dai?! Pensavo avessi solo partorito una grande idea. Adesso che hai rifatto spazio nella pancia vieni a finire di mangiare??”

“MA LA CACCA E’ USCITA DAL SEDELE!”

“Prima o poi ci uscirà anche la pasta di stasera…”

Le sorelle continuano a ridere prese dalla stupidera e mi dicono:
“Mamma, ma fai troppo ridere quando racconti le cose!”

Ci rimettiamo a tavola.
Babet mi salta in braccio e comincia a cantare, mimandola, la stessa canzone  con cui mi deliziava le orecchie nel percorso casa-scuola, questa mattina.
“ME GUSTA LA LASAGNA, ME GUSTA SI’!… ME GUSTA FAR LA CACCA, ME GUSTA SI’!…  ME GUSTA COCCOLARE, ME GUSTA SI’!” … spemmm!! Gomitata contro il tavolo! “… ME GUSTA FARMI MALE, ME GUSTA SI’!”

Era da filmare.
La mia timida e (una volta) introversa bambina era decisamente fuori come un balcone.

Nel frattempo Nanà, impiegando mezz’ora per tirarsi su le mutande, era ancora in bagno da sola che cantava a squarciagola:
“SCHIACCIA IL CHIODO ALE’ALE’… SCHIACCIA IL CHIODO ALE’ALE’… SE-E-E VAI A CENTOTTANTA DEVI ANDALE A CENTOVENTIIIIII… SCHIACCIA IL CHIODO ALE’ALE’… SCHIACCIA IL CHIODO ALE’ALE’!!!”

A quanto pare le mie figlie hanno in comune tutte quante il gene materno.

La mamma di Bill Gates

  • agosto 31, 2012 at 21:26

“Anch’io devo fare un coso in feisbuc!”

Nonna M. è colei che ogni tanto mi dice “Volevo mandare alla mia amica la tua mail ma non so come si fa…”.
E se io le spiego “Mamma, devi inoltrarla”, lei mi risponde “… Eeh??!!??”

Beh, per le ricerche sul web è fortissima! Youtube non ha più segreti per lei e se ha dubbi su qualunque cosa, da un costume di carnevale, a una ricetta culinaria, a una notizia politica, la senti esclamare “La cerco su internet!”, nonostante penso ignori il significato della parola connessione

Mi osserva mentre apro il mio profilo.
“Solo che devo trovare un nome diverso, in modo che non mi riconoscano!”

“Mamma, è un social network! Devono sapere chi sei o non ha senso! Se no come fanno gli altri a trovarti?”

“Ma se non voglio far sapere chi sono?”

“Quello è quando vuoi scrivere una lettera anonima! Ma prima è meglio che diventi un acher per imparare a non lasciare traccia…”

Resoconto vacanza da telefonino 8- in vetta

  • luglio 18, 2012 at 21:20

Oggi a 2000 m.
Prossima puntata l’Everest, tanto mamma e nonno sono stati promossi a sherpa di turno.

Siamo saliti in funivia.
Io non amo le altezze e nemmeno i nonni. O per lo meno le altezze che si guardano dalla funivia.
Facendo coraggio alle bimbe, che la prendevano per la prima volta, forse non siamo stati tanto convincenti, vuoi per la mia faccia pronta al conato, vuoi per l’espressione impassibile di Nonno M. che pareva una statua di marmo, vuoi per la nonna attaccata al palo ma non per fare la lap dance… Alla fine mi son ritrovata a distribuire Rescue Remedy a tutte (tranne al nonno che è un “uomo che non deve chiedere mai”…), pure alla bambina accanto a noi che aveva un colorito tra il grigio perla e il verde camoscio svenuto.

Arrivati su abbiamo iniziato a scendere per il SENTIERO DELLE FAVOLE, lungo il quale, in teoria, avremmo dovuto trovare sculture in legno rappresentanti figure fiabesche.

Abbiamo camminato per una vita, fino a raggiungere una baita (dove tra l’altro ho dedotto definitivamente che questo non è assolutamente luogo per diete dimagranti, ma neppure per quelle da mantenimento…), ma delle sculture nemmeno l’ombra!

Nel scendere, per far passare il tempo a Nanà, giocavo con lei e Babet a indovinare gli animali.
“Allora… Ha due zampe, vive nei boschi, c’è anche marrone ma non sai dirmi l’altro colore, cammina… Ti ho detto tutti quelli che conosco… È difficilissimo Nanà! Ci arrendiamo…”

“IL CANGULO!!”

“…….. Il canguro??”

“Sì!!”

“Ma il canguro non vive nei boschi, Nanà!”

“SÌ, INVECE!”

“E tu l’hai mai visto un canguro nei boschi??”

“SÌ!”

“… E quando?”

“SEMPLE!!!”

“Ah, ecco… E lo vedi anche adesso??”

“SÌ!”

“… E dove??”

“NELLA MIA MENTE!”

Dopo aver mangiato e digerito, siamo risaliti. È stato veramente faticoso…
Sapevo che sarebbe stata dura, ma le bimbe sono state fantastiche!
Hanno scarpinato per un’ora, rantolando, con una pendenza improponibile anche a uno stambecco!
E il tutto in tempi record e senza che dovessimo chiamare l’elisoccorso!

Buon sangue non mente!

Arrivati in cima ci si ripresenta il cartellone con le foto delle invitanti sculture fiabesche mai trovate.
Mi verrebbe voglia di lasciar un messaggio poco subliminale e in lingua universale.
“Nonna M., non è che nello zaino hai anche un pennarello indelebile??”

“No, perché?”

“Volevo scrivergli sotto… FAANGUUUUULOOO!!!”

Resoconto vacanza da telefonino-2: amore coniugale

  • luglio 9, 2012 at 19:12

Sole.
Pioggia.
Sole.
Pioggia.
Nuvole.
Sole.
Acquazzone.
Temporale.
Pioggia.

Ci spostiamo da un boschetto a un paese, da un paese un altro paese, ma non c’è verso… la pioggia ci segue!

“Cavoli! Abbiamo proprio la nuvola di Fantozzi sopra di noi!!”esclama Nonna M.

“Chi è Fantozzi, Nonna??”chiedono le bimbe incuriosite.

“Non avete mai visto un film di Fantozzi?”

“No, ma com’è?”

“… È come il Nonno M. ma un po’ più basso!”

Zampino materno

  • giugno 12, 2012 at 22:00

“Wonder, perchè non andiamo a far vedere Nanà dal figlio di Tizio e Caia?”

“Mamma! Smettila di volermi accasare con lui!”

“Ma no! E’ bravo, lo dicono in giro!”

“Sì, ma non mi interessa che ha la casa in montagna ed è una brava persona… smettila.”

“Beh, è intelligente almeno!”

“Ed è pelato.”

“Non è pelato, ha solo pochi capelli! E poi tu hai un debole per i pelati!”

“Ne ho avuto solo uno di pelato, gli altri avevano capelli in avanzo… Comunque smettila, non mi piace.”

“Però almeno è single di sicuro! Le tue amiche ti vogliono appioppare uno che forse  è sposato!”

“Beh, allora anche l’affabile Sempronio è single per certo… ma è pure contro ogni tentazione!”

“Beh, lui in effetti sì, dopo che lo visto da vicino… Ma il figlio di Tizio è proprio una brava persona…”

“Mà, ascolta un po’! Vuoi proprio imparentarti con lui? Perchè non lo adotti???”

Non ci son più le mezze verdure di stagione

  • gennaio 6, 2012 at 00:09

Giornatine piene piene, come si può anche dedurre dalla mia latitanza in rete.
Durante i giorni in cui le bimbe erano dall'Homo non ero mai in casa.
Con le bimbe riempiamo ogni minuto di giochi, compiti, uscite, film, amici, scorrazzate con roller e monopattino (i roller per le grandi e i piedi per Nanà, perchè il monopattino lo porto io a mano per tutto il tempo…)
Così ho i giorni pieni e impegnativi.
E anche le notti.

Ieri sera per esempio…
Messa a letto ore 22.45 dopo un film che non finiva più mannaggiaallaRai-contuttaquellapubblicità-chedevopurepagareilcanone…
Loro più sveglie di me non riuscivano a prendere sonno.
Massaggini ai piedi (Babet viziata).
Sciroppo magico per la tosse.
Umidificatori da ricaricare.
Lavaggi narici otturate e colanti.
Baci e strabaci (Nanà la coccolona).
Abbracci e confidenze (Canterina la grande mammona).

"MAMMA TI DEVO DILE UNA COSA!"

"Ti prego Nanà dormi!"

"NELL'OLECCHIO!"

"Domani!"

"MA TE LA DEVO DILE ADESSO CHE E' IMPOTTANTE!"

Mi alzo.
Vado in cameretta.
Accosto l'orecchio alla bocca di Nanà che al buio non mi trova.
"Dimmi veloce che è mezzanotte passata…"

"TI VOJO BENE!"

"Lo so, amore mio."

"E COME FAI A SAPELLO?"

"Me lo ha detto il mio cuoricino."

"MA IL TUO CUOLICINO PALLA??"

"Anche il tuo parla."

"NO. IL MIO TTA ZITTO! SE IO PALLO LUI TTA ZITTO E SE IO TTO ZITTA LUI NON PALLA LO TTESSO…"

"No, fidati, lui parla, è proprio lui che ti dice che mi vuoi bene… forse non ti sei ricordata di ascoltarlo."

"NO! IL MIO CUOLICINO NON PALLA!"

"Occhei, hai il cuore muto. Ora però dormi…"

Ore 4.40
"MAMMAAAA! MI CCAPPA LA PIPI'!"

"Arrivo…"

Appollaiata sul bidet, attendo che Nanà faccia pipì e cacca, tentando di non addormentarmi seduta.
La rimetto a letto.

Ore 4.50
"MAMMAAAAA! MI CAPPA LA CACCAAAAA!"

"??? Arrivo…"

Il presentimento che ci sia qualche sorpresa mi viene quando la trovo in piedi sul letto che stringe le gambe e non le muove quando la prendo in braccio.
Diarrea fulminante notturna total body.
Nel senso che l'aveva fatta sul "body". E fuori.
Parte il lavaggio panni mentre la poveretta si contorce sul wc.
Appena scattano le 5.00, come da copione, comincia la crisi di tosse asmtica di Canterina.
Tra un po' le partono i polmoni e me li ritrovo in mano..
Rimetto a letto Nanà e comincio con la trafila di rimedi naturali ai quali ci stiamo affidando, consapevole che il decorso di qualsiasi malessere è comunque più lungo di quel che sarebbe utilizzando una pastiglietta o una supposta o qualsiasi medicinale che stopperebbe il sintomo sul nascere (o quasi), ma sempre medicinale è.
Questione di scelte.
Sicuramente più impegnative di altre, che per questo iniziano anche ad essere scelte di vita.

Ore 5.20
"MAMMAAAAA! MI FAI IL COSO CALDO?!"
Che bello quando, anche a 4 anni, si sanno curare in autonomia.

Vado a fare la bull dell'acqua calda (si scrive così??) e continuo con la cura della tosse di Canterina.
E avanti così per un bel pezzo.
Alle 6.30 tutto tace.
Non mi sembra vero.
Mi godo il respiro senza fischi di Canterina che non emette più nemmeno un colpo di tosse.
Non riesco a riaddormentarmi da quanto mi piace ascoltare il suo respiro.

Mi alzo e vado a controllare Nanà. Non si è più mossa da come l'avevo lasciata l'ultima volta.
Bacio Babet sulla fronte, che in tutto questo trambusto non ha dato segni di vita… Beata lei!

Penso alle lotte che fanno la sera per venire a dormire nel lettone con me e agli occhioni tristi delle due perdenti dopo l'estrazione dei biglietti, visto che farle mettere d'accordo pacificamente tra di loro è una mission impossible anche per Tom Cruise.

Ripenso alle mattine in cui Canterina, appena sveglia, dopo una nottata con tosse e io che faccio avanti e indietro, mi dice:
"Scusa mamma se stanotte non ti ho fatto dormire…"
Una dolcezza di bambina.

Penso agli amici che, parlando di una compagna di classe con genitori separati, tentano di comprenderne il comportamento cercando di capire come possa reagire una bambina in una situazione del genere e presentare il conto al resto del mondo, e alla loro affermazione "Però anche loro tre vivono nella stessa situazione e sono splendide… forse dipende anche dalla mamma che hai alle spalle!" e sono orgogliosa, ma non di me stessa, no.
Di come le mie bambine, nonostante tutti i miei errori e le mie mancanze, abbiano saputo far tesoro dei miei sforzi, dei miei insegnamenti e dei miei buoni propositi, mettendoci del proprio, benedette dalla Grazia divina nell'avere un cuore d'oro.

Penso a tutte le scelte che sto facendo per loro, per il loro futuro, per il loro bene, le cure, le regole, l'alimentazione e son certa che un giorno apprezzeranno tutti questi sforzi.
Oppure mi maderannno a fanculo.
Dipende dai punti di vista…

Per quanto riguarda l'alimentazione, spesso e volentieri le grandi chiedono spiegazioni e sono contenta che siano curiose dei perchè e percome la mamma ritiene migliore un alimento piuttosto che un altro.
Più volte mi è capitato di spiegare loro il perchè è preferibile scegliere le verdure di stagione, anche se ormai al supermercato trovi tutti i tipi di verdure.
Babet come sempre ha fatto domande, ha chiesto chiarimenti e ha elaborato i concetti.

Babet è sempre molto attenta a ciò che dico e anche molto ligia al dovere, senza che io glielo richieda.
Così, semplicemente dopo una spiegazione, di giorni prima, dalla nonna che le chiede "Vuoi del prosciutto cotto?" mi esce fuori con "No, grazie nonna. Stiamo cercando di evitare gli affettati…"
Poi la nonna mi fulmina con lo sguardo accusandomi di farle il lavaggio del cervello, invece è proprio farina del sacco di Babet.
Assimila, capisce perfettamente e sceglie di seguire i consigli della mamma.

L'altro giorno mi chiede:
"Mamma, ma perchè non compri più i bastoncini ricoperti di cioccolato? E' tanto che non li compri più. Prima li prendevi…"

"L'anno scorso forse."

"E allora perchè oggi non li compri più?"

"Ma non ti bastano le schifezze di cui hai fatto il pieno in queste feste??"

"Ma quelli erano buoni… Perchè non li prendi più?"

"Secondo te, Babet? Perchè non li compro più??"

"Mmmmmm… Perchè non sono di stagione??"

Urge qualche ripasso.

Meno male che so le lingue

  • dicembre 11, 2011 at 22:05

Giovedì da Nonna M. c'era il pienone.
Festeggiavamo un po' di compleanni: Canterina, Zia Ebe, Nonna M. stessa.
Sì, noi andiamo a blocchi, con tre feste all'anno riusciamo a prendere dentro tutta la famiglia, a parte Babet che apre le danze in solitaria ad ottobre. Ma per ora non si è mai lamentata.

Nonnabis non mancava certo all'appello, ma c'erano anche ospiti d'oltralpe: i nonni di Cuginetto It arrivati freschi freschi dalla Francia per vedere nipotino, figlio, nuora e la pancia in crescita della prossima nipotina in arrivo.

No… non sono io ad essere incinta…
Anche l'altro giorno la stessa gaff, durante la toilette serale, dopo aver mangiato come dei bufali, stavo lavando le bimbe e contemporaneamente scoppiavo.

"Miiii, bimbe! Sapete cosa c'è qua dentro??" chiedo tastando la pancia gonfia di cibo.

"Un bambino?!?!"

"Babet… Direi che ho già dato… E poi non mi è ancora apparso l'arcangelo Gabriele ad annunciarmi Ti saluto o piena di grazia, ma soprattutto piena! A conti fatti avrai un figlio dopo Pasqua e lo chiamerai Zuzù, giusto per non confonderci casomai ci facessero una biografia non autorizzata!"

"Quindi aspetti un bambino??"

"No, amore, è la scodella di pasta alle melanzane che mi dispiaceva avanzare… La scodella, non la pasta!"

Dicevamo…
La Zia Ebe è in dolce attesa di una frugoletta frugolosa che Cuginetto It ha soprannominato (non chiedetemi perchè) 'Latte e cioccolata', ma che noi, seguaci della sana alimentazione, preferiamo chiamare 'Nutella di soya'.
Biologica preferibilmente.

Così giovedì, in casa NonniWonder, si respirava aria di delirio.

Nonna M., che aveva cucinato per un plotone di marines ormeggiati a Pearl Harbour, continuava ad andare avanti e indietro dalla cucina chiedendo riscontri sui sapori, appoggiando manicaretti in ogni buco del tavolo, spadellando, scolando, impiattando, grattuggiado… E' che quando parte non la fermi nemmeno sparandole ai fianchi!
Nel frattempo in sala c'erano altre undici persone che si servivano, parlavano, scambiavano piatti, opinioni, sgridate, convenevoli… in tante lingue diverse.
Nonna A., seduta di fronte a me, mi parlava in francese che, come risaputo, è la mia lingua madre. Infatti non capivo una mazza.
Chiedevo a Zia Ebe di tradurmi.
Nanà continuava a muoversi sulla sedia e a parlare, urlando "VOJO L'ACQUA!!"
Babet e Canterina chiedevano gnocchi e affermavano a gran voce di non voler nemmeno assaggiare il risotto con i carciofi.
Zia Ebe tentava di sedare Cuginetto It che nel frattempo si era alzato da tavola, aveva preso la chitarra di plastica ma con corde vere e, strimpellando accordi infartuosi cantava alla Pavarotti & Friens "LA LA LAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!", crepando la cristalleria di Nonna M.
Io continuavo a dire "Ebe, mi dici cosa ha chiesto tua suocera che è già alla quindicesima frase ma io non ho capito nemmeno la prima??" e nel frattempo sorridevo e annuivo, inserendo ogni tanto qualche "Eh già…"
Dall'altro lato del tavolo Nonno M., Zio Ratatouille e Nonno A. parlavano tra loro, a gran voce e tutti insieme.
Nonnabis, zitta zitta, mangiava come se fosse stata digiuna dal Natale 2009.

Prendiamo un attimo fiato…

Dopo due ore eravamo tutti sfatti, scomposti, consumati e provati. Nonnabis dava anche qualche segno di ubriachezza molesta, perchè zitta zitta, oltre che mangiare, ad ogni portata si faceva versare un bel bicchiere di rosso…
I bambini dopo dieci minuti erano andati in cameretta a giocare e non erano più usciti.
Nonna M. si era finalmente fermata e sfoderava il suo francese-che-lo-so-ma-una-parola-su-quattro-non-mi-viene-subito-ma-ce-l'ho-sulla-punta-della-lingua.
Nonno M. lo stesso.
Chi sbucciava pistacchi e chi mandarini, ma solo per inerzia.
Nonnabis e Nonna A. conversavano amabilmente, raccontandosi aneddoti e vissuti di una vita. Nonnabis in milanese e Nonna A. in francese.
Io penso che non si capissero e che stessero parlando di due cose totalmente diverse, ma sono andate avanti così per un bel po'.

"Zia Ebe… tuo suocero sta dormendo seduto." le dico ad un certo punto, dopo essermi resa conto che Nonno A. aveva chiuso gli occhi da un pezzo, ma respirava ancora.

"Sì, lo so, fa così… E' normale… Ieri l'ho perso anche in tram, dalla quarta fermata fino in Duomo."

Arriva il momento dei saluti.
Lunghi saluti visto che ci rivedremo tra un anno.
Nonna A. mi dice qualcosa in francese e penso di aver capito che mi fa i complimenti per essere in forma, dopo ben tre figlie.

"Mersì, mersì bocù!"

Mi chiede se mangio, se non mangio tanto pane perchè è il pane che fa ingrassare, se faccio ginnastica o vado a nuotare.
Beh, dopo una giornata passata insieme comincio a capirci qualcosina di più.

"Je manj, non te preoccupè, je manj! Je manj, je dorm… poc, ma dorm! Je mov muà tujur dietr alle figl e a la mesòn… Je cùr tujur…"

Mi chiede ancora se faccio qualche dieta particolare.
Inizio a cercare Zio Ratatuoille perchè ho bisogno di un interprete. 
"Je manj! Sto attènt a chel che maj, ma manj!"

Allora, non contenta, mi chiede che dieta ho fatto prima.

"… La dièt de la saparasiòn!!"

Per fortuna so le lingue.