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Chi Fu il Panda?

  • luglio 4, 2015 at 19:06

Tornata dalle “vacanze” con le bimbe avrei voluto ripigliarmi un po’ e il Cielo ha ben visto di far partire le tre divoratrici di gambe di tavolo il giorno dopo del nostro arrivo: lago dai nonni paterni!

Per me poteva essere anche un campus didattico tra i raccoglitori di marjuana in Colombia che andava bene ugualmente.

Così avrei avuto qualche giorno per:
riprendermi;
lavare e stirare la vasca di panni sporchi senza ulteriori accumuli;
contattare tutti gli amici e amiche a cui ho detto “ci vediamo quando sarò senza bimbe”… anche se non mi basterebbe un’estate;
incastrare richieste di trattamenti vari a qualunque ora del giorno o della notte, a disposizione senza orologio!

Ma il Cielo, forse annebbiato da questo anticiclone africano senza permesso di soggiorno, ha ben visto di farmi chiamare da Zia Ebe:
“Wonder, lo sai che Nonna M. e Nonno M. partono con Cuginetto It, vero?!”

“Certo! E io sono SOLAAAAA! Così vado a trovare ogni tanto NonnsBis, le porto la spesa se ha bisogno e…”

“E mi tieni Cuginetta It, vero?!?!?!”

Ho tentato in tutti i modi di teletrasportarmi in un buco spazio-temporale dove fosse impossibile rispondere a questa domanda.
Stranamente non ci sono riuscita.

“……….. Certo ……….. un giorno?……….. due??”

“No praticamente sempre…. io lavoro anche sabato…. ti mando l’agenda sul cell!”

Quando poco dopo mi è arrivato il calendario di babysitteraggio della nipote-posseduta che dava ‘parecchi’ giorni dalle 8 del mattino al dopo cena ho avuto un mancamento e nella ricerca dei sali ho visto la Madonna che mi segnalava le uscite di sicurezza: davano tutte per Cuba.

Il mio primo pensiero è stato: Noooooo!! Devo anche cucinareeeeeee!!!
Io che, quando son da sola, vivo di frutta, insalate miste, avanzi e biofotoni del sole!!!

Occhei! Siccome non posso dire di no, sono praticamente certa che è un sogno, ora mi sveglio ed è tutto finito…. oppure giro l’angolo e trovo lo stricione di Scherzi a Parte!

Ha….. Ha…. Ha… Che scherzone…

Così mi tengo in forma nel barcamenarmi tra casa, lavoro, amiche disperate, frigorifero vuoto, Nonnabis, e Cuginetta It.

La bambina di tre anni più sveglia che io conosca.
Altro che bambini indaco o bambini cristallo!
Lei è unica. Con una capacità cognitiva di una ventenne, il lessico di una quarantenne, l’adrenalina di un adolescente in piena fase ormonale e la parlantina di un incrocio tra Lella Costa e il robottino delle pile Duracell: NON STA MAI ZITTA!!!!!
Ma forse MAI non rende l’idea.

L’altra mattina entriamo nel bar di una mia amica e lei, alta uno sputo, tutta ricci, con la sua borsettina sulla spalla si gira verso di me e mi dice:
“Io prendo un caffè!”

Mi diverto certo… ma ho le occhiaie così larghe che se inconstrassi Kung Fu Panda potrebbe cominciare i rituali di accoppiamento.

Prima o poi farò le ferie… quelle vere!

Generazioni a confronto

  • dicembre 10, 2014 at 18:02

Festa di gruppo.
Nel senso che con una festa festeggiamo tre compleanni.
In autunno in realtà con tre feste riusciamo a festeggiarne 7…

Dicembre è il mese di Canterina che, con nonna e zia, festeggia i suoi 12 anni.

C’è anche NonnaBis.
Seduta in mezzo a due nonni, due nipoti e un marito, cinque pronipoti, osserva, probabilmente ringraziando di essere sorda da un orecchio, con tutto il baccano infernale che si materializza per ore, quando siamo tutti riuniti.

Nell’andare a casa dei nonni spiegavo alle bimbe… non mi ricordo in seguito a che domanda… come la NonnaBis, a quasi 95 anni, sia tutta “rotta nella carrozzeria”, con gli acciacchi tipici dell’età avanzata, ma totalmente lucida con la testa.

Durante la festa vedo Canterina che si siede accanto a lei per farle vedere alcune foto dal cellulare.
“Vedi NonnaBis, questo è un touch screen, cioè non ha i tasti, si tocca e basta, si chiama I-Phone. Ha un sacco di applicazioni. Qui puoi fare e modificare le foto, vedi? Qui chatti con gli amici i con chi vuoi. Qui ascolti la musica, vedi?”

E la NonnaBis attenta, osserva. Sembra interessata. Sembra capire tutto.
“VA QUANTA ROBA CHE GHE’ INCO! INVENTEN DE TUCH… QUAND MI SERI GIUVINA GHEREN MINGA TUTTI STI CATANAI! ALURA PODI CIAMA’ LA NONNA?! FAM VEDE’ ME SE FA’…”

Canterina le spiega anche che si possono registrare messaggi vocali e ne manda uno al nonno, che le risponde, sempre con messaggio vocale:
Ehi, Ciao NonnaBis! Come stai?

“BENE, BENE! MI STU BEN! E VI ALTER? ME TE STE’??”

“… No, nonna, è registrato. Non ti può sentire… ” tentava di spiegare Canterina.

“EHI, NONNO! CIAO! CIAO, NEH!”

“… No, nonna! Non gli puoi parlare!”

Io ero piegata in due dal ridere!

Però vedere Canterina farsi il “selfie” con NonnaBis mi ha toccato il cuore.
Tre generazioni di differenza.
La prima pronipotina nata… Ora NonnaBis ne ha otto!
La memoria storica della famiglia.

C’è e ci sarà sempre tanto da imparare da lei.

Grazie NonnaBis per averci scelto!

93 anni di idee chiare

  • agosto 14, 2013 at 22:13

“Nonnabis! Vuoi che domani ti veniamo a prendere io e le bimbe invece del nonno M.?”

“Bene, benissimo!”

“Occhei, così andiamo tutte direttamente a pranzo da Nonna M. A che ora ti vengo a prendere?”

“Mah, quando vuoi tu, quando siete pronte.”

“Verso mezzogiorno?”

“Quando preferisci… va bene anche alle 11.00…”

“Dunque, tra una cosa e l’altra posso essere da te per le 11.30, ti va bene?”

“Come vuoi… va bene anche alle 11.00! Non è che poi mi dici un’ora e arrivi qua alle due?!?!”

“Nonnabis! Non sono mica mia sorella! E’ che devo solo preparare tre befane lente e distratte mentre tento di fare qualche valigia! Arrivo tra le 11.00 e le 11.30, va bene?”

“Occhei, va bene alle 11.00!”

Nonnabis ha le idee molto chiare.
Se domani non sarò là alle 11.00 rischio di essere diseredata…

Quaaaante cose

  • novembre 26, 2012 at 22:27

Non riesco a star dietro al blog.

Avrei così tante cose da scrivere…

Da mesi.

Di quando sono andata con altri genitori della scuola a portare gli aiuti giù in Emilia. Vestiti, lenzuola, cibo… A toccare con mano una realtà che abbiamo quasi dimenticato ed invece vive ancora oggi le conseguenze di quel dramma.
Gli occhi di quella bimba e di quella madre che, pieni di lacrime di gioia, ci hanno ripagato di tutte le fatiche…

Di tutto quello che i genitori di questa fantastica scuola fanno, sempre in sordina, ma con grande cuore.

La festa di autunno, tra castagne e polenta, banchetti e torte, vin brulè e chiacchiere, durante la quale  alcune mamme (la sottoscritta in prima fila) hanno cantato schitarrando a sorpresa una canzone con balletto incorporato, davanti ad una piccola folla di genitori, per onorare il termine del mandato di una di noi che, con grandissima capacità, generosità e dignità, ha tirato le fila dell’associazione genitori per anni ed anni.
La nostra dignità era già sotto le scarpe prima di cominciare, ma per amicizia ci si ritrova a fare di quelle cose… Altre lacrime che hanno ripagato della figuraccia fatta!

Il teatro dei genitori delle quinte.
Nella nostra piccola grande scuola, è tradizione che i genitori della classi quinte preparino e inscenino uno spettacolo (davanti a tutta la scuola… in un teatro vero!) per concludere in bellezza il quinquennio dei propri figli, devolvendo poi gli incassi in beneficenza.
Potevo perdere quest’occasione?
No, non paga della figura di palta precedente.
Tra l’altro sono incontri in cui i genitori, uomini e donne, padri e madri, seri, professionisti, disciplinati, ligi alle regole che impartiscono ai propri figli, estrapolati dal contesto lavorativo e familiare…. hanno mutazioni stile X-man, diventano irriconoscibili, esternando i bambini celati inside e, soprattutto, divertendosi come matti!

Di tutte le belle chiacchierate che faccio con le bimbe, di tutte le volte che mi fanno uscire di senno, di tutte le risate che invadono spesso la nostra casa.

Delle conquiste personali che, nonostante sia sempre senza fiato, non rinuncio mai a cercare e a raggiungere, con fatica ma con successo.

Della Nonna Bis che, parlando di una cugina che si deve operare al tunnel carpale, esclama:
“Ma cosa sarà mai! Deve fare solo il CARPACCIO!”

Dei mille strafalcioni linguistici delle mie adorate BISLESSICHE, che riempiono di umorismo le mie giornate, ma che, una volta giunta sera, non mi ricordo nemmeno sotto tortura…

Del battesimo di Spacca-schiena-a-domicilio, Vitello-kid, Guance-da-criceto-ripieno, Figlia-dell-anoressia, Giovannona-coscia-grossa, Miss-sorriso-con-bava-incorporata, ma come chi?? La mia dolce e paffutella nipotina!

Del week end che ho appena fatto con febbre, dolori e gola in fiamme, curata dalle bambine.
Di Canterina che voleva fare il donnino di casa, ma si è messa a piangere quando impartivo ordini da sotto il piumone tremante di brividi, perchè pensava stessi per morire.
“Mamma, così mi fai spaventare!”

“No, a-mo-o-o-o-re, non c’è niente di cui preoccu-pa-a-a-a-arsi! Tremo perchè sta salendo la febbre-e-e-e-e…. e perchè sto facendo le prove per un futuro Parkinso-o-o-o-o-n!”

Mi spiace non essere riuscita a fermare su queste pagine virtuali tante cose che avrei voluto condividere, tante che mi hanno fatto sorridere, tante che mi hanno fatto crescere e pensare.

Ma cazzo, non c’ho tempo!!!!!

Ecco, con la finezza e la grazia che mi contraddistinguono, ho sintetizzato il qui pro quo.

Ora vado a finir di sistemare due (?) cose in cucina e a lamentarmi con me stessa per i residui dell’influenza lampo che, alla fine, non mi sono nemmeno goduta!!!

E ringrazio il cielo…

Questione di semi

  • dicembre 28, 2011 at 03:07

S.Stefano.
Casa di Nonna M.
Sto giocando a scala quaranta con NonnaBis.
Tra l'altro vince sempre lei e dopo aver vinto ride come una matta…

Ho accanto Cuginetto It che osserva incollato al mio fianco.
S. Stefano è la giornata della zia vizia-nipote-gioco-con-te-a-tutto-quello-che-vuoi-che-oggi-sono-sola-e-sono-tutta-tua, così Cuginetto It non mi molla un momento e soprattutto mi adora alla follia.
Cosa che non capita sovente.

Scarto un sei di picche.

"ZIAAAA! Hai scartato un sei di cuori???"

"No, tesorone, quello non è cuori. Vedi? Questi rossi sono cuori. Quelli sono neri e hanno il gambo."

"Allora hai scartato un sei di FOGLIE??"

Meno male che so le lingue

  • dicembre 11, 2011 at 22:05

Giovedì da Nonna M. c'era il pienone.
Festeggiavamo un po' di compleanni: Canterina, Zia Ebe, Nonna M. stessa.
Sì, noi andiamo a blocchi, con tre feste all'anno riusciamo a prendere dentro tutta la famiglia, a parte Babet che apre le danze in solitaria ad ottobre. Ma per ora non si è mai lamentata.

Nonnabis non mancava certo all'appello, ma c'erano anche ospiti d'oltralpe: i nonni di Cuginetto It arrivati freschi freschi dalla Francia per vedere nipotino, figlio, nuora e la pancia in crescita della prossima nipotina in arrivo.

No… non sono io ad essere incinta…
Anche l'altro giorno la stessa gaff, durante la toilette serale, dopo aver mangiato come dei bufali, stavo lavando le bimbe e contemporaneamente scoppiavo.

"Miiii, bimbe! Sapete cosa c'è qua dentro??" chiedo tastando la pancia gonfia di cibo.

"Un bambino?!?!"

"Babet… Direi che ho già dato… E poi non mi è ancora apparso l'arcangelo Gabriele ad annunciarmi Ti saluto o piena di grazia, ma soprattutto piena! A conti fatti avrai un figlio dopo Pasqua e lo chiamerai Zuzù, giusto per non confonderci casomai ci facessero una biografia non autorizzata!"

"Quindi aspetti un bambino??"

"No, amore, è la scodella di pasta alle melanzane che mi dispiaceva avanzare… La scodella, non la pasta!"

Dicevamo…
La Zia Ebe è in dolce attesa di una frugoletta frugolosa che Cuginetto It ha soprannominato (non chiedetemi perchè) 'Latte e cioccolata', ma che noi, seguaci della sana alimentazione, preferiamo chiamare 'Nutella di soya'.
Biologica preferibilmente.

Così giovedì, in casa NonniWonder, si respirava aria di delirio.

Nonna M., che aveva cucinato per un plotone di marines ormeggiati a Pearl Harbour, continuava ad andare avanti e indietro dalla cucina chiedendo riscontri sui sapori, appoggiando manicaretti in ogni buco del tavolo, spadellando, scolando, impiattando, grattuggiado… E' che quando parte non la fermi nemmeno sparandole ai fianchi!
Nel frattempo in sala c'erano altre undici persone che si servivano, parlavano, scambiavano piatti, opinioni, sgridate, convenevoli… in tante lingue diverse.
Nonna A., seduta di fronte a me, mi parlava in francese che, come risaputo, è la mia lingua madre. Infatti non capivo una mazza.
Chiedevo a Zia Ebe di tradurmi.
Nanà continuava a muoversi sulla sedia e a parlare, urlando "VOJO L'ACQUA!!"
Babet e Canterina chiedevano gnocchi e affermavano a gran voce di non voler nemmeno assaggiare il risotto con i carciofi.
Zia Ebe tentava di sedare Cuginetto It che nel frattempo si era alzato da tavola, aveva preso la chitarra di plastica ma con corde vere e, strimpellando accordi infartuosi cantava alla Pavarotti & Friens "LA LA LAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!", crepando la cristalleria di Nonna M.
Io continuavo a dire "Ebe, mi dici cosa ha chiesto tua suocera che è già alla quindicesima frase ma io non ho capito nemmeno la prima??" e nel frattempo sorridevo e annuivo, inserendo ogni tanto qualche "Eh già…"
Dall'altro lato del tavolo Nonno M., Zio Ratatouille e Nonno A. parlavano tra loro, a gran voce e tutti insieme.
Nonnabis, zitta zitta, mangiava come se fosse stata digiuna dal Natale 2009.

Prendiamo un attimo fiato…

Dopo due ore eravamo tutti sfatti, scomposti, consumati e provati. Nonnabis dava anche qualche segno di ubriachezza molesta, perchè zitta zitta, oltre che mangiare, ad ogni portata si faceva versare un bel bicchiere di rosso…
I bambini dopo dieci minuti erano andati in cameretta a giocare e non erano più usciti.
Nonna M. si era finalmente fermata e sfoderava il suo francese-che-lo-so-ma-una-parola-su-quattro-non-mi-viene-subito-ma-ce-l'ho-sulla-punta-della-lingua.
Nonno M. lo stesso.
Chi sbucciava pistacchi e chi mandarini, ma solo per inerzia.
Nonnabis e Nonna A. conversavano amabilmente, raccontandosi aneddoti e vissuti di una vita. Nonnabis in milanese e Nonna A. in francese.
Io penso che non si capissero e che stessero parlando di due cose totalmente diverse, ma sono andate avanti così per un bel po'.

"Zia Ebe… tuo suocero sta dormendo seduto." le dico ad un certo punto, dopo essermi resa conto che Nonno A. aveva chiuso gli occhi da un pezzo, ma respirava ancora.

"Sì, lo so, fa così… E' normale… Ieri l'ho perso anche in tram, dalla quarta fermata fino in Duomo."

Arriva il momento dei saluti.
Lunghi saluti visto che ci rivedremo tra un anno.
Nonna A. mi dice qualcosa in francese e penso di aver capito che mi fa i complimenti per essere in forma, dopo ben tre figlie.

"Mersì, mersì bocù!"

Mi chiede se mangio, se non mangio tanto pane perchè è il pane che fa ingrassare, se faccio ginnastica o vado a nuotare.
Beh, dopo una giornata passata insieme comincio a capirci qualcosina di più.

"Je manj, non te preoccupè, je manj! Je manj, je dorm… poc, ma dorm! Je mov muà tujur dietr alle figl e a la mesòn… Je cùr tujur…"

Mi chiede ancora se faccio qualche dieta particolare.
Inizio a cercare Zio Ratatuoille perchè ho bisogno di un interprete. 
"Je manj! Sto attènt a chel che maj, ma manj!"

Allora, non contenta, mi chiede che dieta ho fatto prima.

"… La dièt de la saparasiòn!!"

Per fortuna so le lingue.

Oggi sposi!

  • luglio 3, 2011 at 00:52

Che giornata!
E' stato proprio un bel matrimonio.
Diverso dagli altri.
Perfetto nelle sue imperfezioni.
Estemporaneo, no stress, lasciato libero di essere…
Il matrimonio della Zia Ebe!
Non poteva essere che così.

Partendo dalla celebrazione.
Mia sorella di solito è perennemente in ritardo, ma non oggi.
Oggi è arrivata puntualissima.
L'auto lustra e infiocchettata, guidata da Nonno M., è entrata in piazza della chiesa allo spaccare dell'orario prestabilito.
Peccato che non era ancora arrivato il prete.
Abbiam dovuto farle fare un paio di giri dell'isolato in più nell'attesa.
Arriva il don, serafico e flemmatico.
Si prepara.
Concordo qualche particolare che era da mettere a punto, corro a preparare i damigelli (le mie bimbe e Cuginetto It) che dovevano precedere la sposa a due a due con il loro incedere elegante, mentre il violoncello suonava per accompagnare l'entrata.
I damigelli sono spariti.
Con la grazia che mi contraddistingue vado in piazza a gridare il loro quattro nomi, osservata da invitati straniti mentre impreco in cirillico.
Recupero le mie figlie, ma all'urlo di Tarzan il nipote non si vede.
Nessuno si accorge della mancanza, tranne me.
Inizio a chiedere a destra e a manca dove sia il nano esorcista.
Nel frattempo arriva la sposa.
Con lo sguardo laser scandaglio la chiesa, la piazza, le auto parcheggiate, ma del piccolo delinquente nemmeno l'ombra. Mi viene il sospetto che si sia allontanato fuori dalla piazza.
Zia Ebe esce dall'auto come un'apparizione.
Bella.
Semplicemente bella.
Bella e luminosa.
Avvolta in un vestito color acqua marina, sobrio ed elegante.
Con i suoi occhioni chiari, il suo sorriso rilassato ed emozionato allo stesso tempo.
I capelli scuri raccolti, il trucco in tinta con l'abito e il suo sguardo magnetico e profondo.
In mano il bouqet di ortensie che sembrava tirato fuori da un quadro di Renoir.
Nonno M. la prende sottobraccio, mentre tutti applaudono la sua bellezza, fanno un accenno di passo e…

"ALT!"

Mi faccio avanti e li blocco con un gesto della mano.

"Un secondo solo che manca tuo figlio!"

Corro sui tacchi fino a metà piazza, lo vedo mentre sta giocando con un cestino della spazzatura a trenta metri.
"CUGINETTO IIIIIT! MUOVITIIIIII! TUA MAMMA E' QUAAAAA!"
Mi giro. Sorriso a 84 denti al pubblico e corro dentro a sistemare i damigelli.

E' stato il matrimonio con più bambini che io abbia mai visto.
Durante la celebrazione c'erano pianti, spostamenti, richieste di qualsiasi genere, Cuginetto It era seduto in mezzo ai gentitori e non stava un momento fermo o zitto contemporaneamente.
Io ero seduta accanto alla sposa e ho tenuto per mezz'ora in braccio Nanà che mi chiedeva incessantemente "QUANDO FINISSE???"

Ogni tanto mi giravo per sgridare le bimbe per il macello che stavano facendo, pensando che fossero Canterina e Babet, e tutte le volte beccavo la Nonna Bis che le tampinava vociferando a duecento decibel visto che non ci sente.

Durante la Benedizione della Famiglia abbiamo tenuto un velo sopra gli sposi (tradizione orientaleggiante o non ho capito molto bene ma chissenefrega…) mentre il prete leggeva.
Io faccio segno a sorella e congato di inginocchiarsi.
Il don dice "Potete anche stare in piedi, non serve che vi inginocchiate."
Io che rispondo "Si che serve, Don. Non ci arrivo se stanno in piedi… mi tira la stola!"
"Sì, però dovevate sceglierli più alti, allora!" sghignazza.
"O forse dovevo mettere un tacco dodici.. " ribadisco io che già non sentivo più le braccia.
Il don è un amico, precisiamo.

Beh… la giornata è continuata così… come dire… estemporanea.
Proprio come è Zia Ebe.
Infatti è stata perfetta.

I bambini si sono divertiti un mondo, hanno giocato nel parco tutto il giorno, mangiando poco e niente, ma godendosi amichetti che non vedono sovente.
Hanno corso a piedi nudi nell'erba, costruito capanne stile Robinson Crusoe (che se qualche forestale viene a fare domande io non so niente e non ho visto niente!).
Abbiamo gonfiato palloncini azzurri con la bombola d'elio (mia sorella le pensa tutte). Io e Zia Luna abbiamo anche tentato di aspirarne un po' per tentare di cantare come i Chipman's ma non ci siamo riuscite.
La sposa ad un certo punto ha tirato fuori cinque palloni per far divertire, correre e stancare ulteriormente i bimbi (le pensa davvero tutte!)

Io mi sono fatta riconoscere in varie occasioni.
Per esempio?
Quando io, con il mio vestitino di seta schienato fino al sedere, e Mamma L. ci siamo tolte i sandali e abbiamo iniziato a correre nel parco giocando a palla con chiunque ci venisse sotto tiro. Le uniche due dementi. Manco qualche ometto ha osato arrivare a tanto. Ho dovuto smettere quando la mia milza ha scambiato di posto con il pancreas.

Quando dovevo avvisare gli invitati che gli sposi erano pronti per fare le foto… mi sono messa in un punto centrale del patio, ho battuto energicamente le mani per attirare l'attenzione e con voce soave e delicata ho urlato:
"ATTENZIONE PREGO! GLI SPOSI STANNO ASPETTANDO PER FARE LE FOTO A GRUPPI. ORA, IN TOTALE AUTONOMIA, OGNI TAVOLO SI ALZA E VA A FARE LE FOTO, CI SI METTE IN FILA LA', COME PER ANDARE DAL SALUMIERE, MA SENZA BIGLIETTINO, E PIAN PIANO ANDATE A FARE LE FOTO! NON VERRETE CHIAMATI! MI RACCOMANDO, IO NON VI CHIAMO, NON VI FATE SGRIDARE! FATE TUTTO DA SOLI! CE LA POTETE FARE?? IO SO CHE CE LA POTETE FARE!!"
Che faccia di merda ci vuole per fare certe cose…

Quando Zia Ebe ha fatto il lancio del bouquet.
Io mi infilo nel gruppo per fare numero. E perchè dove c'è da fare baruffa io sono in prima fila.
C'era veramente chiunque, anche le cameriere del catering.
Zia Ebe si gira, io parto con un bel "OOOOOOOOHHHHHHH"
La sposa lancia in aria.
Io, intenzionata a fare solo numero, non mi muovo di un centimetro.
La signora davanti a me sta però arretrando pericolosamente, allora alzo le braccia per parare la sua testa e chiudo gli occhi per evitare lo scontro e… mi ritrovo con il mazzo di fiori in mano!
Grida entusiaste da ogni lato.
Io fulminea piazzo il bouqet in mano a quella davanti e urlando a mia sorella "COL CAVOLO!!!"… PAC! mi aggrazio in un bel gesto dell'ombrello dove lo portava mio nonno!
E' uscito così, istintivo, naturale, davanti a 80 persone.
Peccato che non ho pensato al fotografo.
Ora quella foto è la più richiesta, anche sotto compenso.
Sono ricattabile.
Mi toccherà corromperlo.

Al taglio della torta Nanà si appropinqua verso il dolce e ci infila un dito.Tento di far finta di non conoscerla.
Alla seconda volta mi vedo costretta ad intervenire:
"Nanà! Ci tieni ad avere le falangi ancora tutte intere?? Allora non toccare più quella torta!"
Il fotografo accanto a me ride e mi dice:
"Avevi già tutta la mia stima da stamattina quando (nel tentativo di far provare i damigelli, nda) hai detto a tua figlia Se vuoi arrivare a quattro anni dai la mano a tua sorella!!!"
"Sì, lo so , ho una delicatezza fuori dal comune con le mie bimbe… NANA'! Ora ti sego quelle dita! Tanto nel naso ci puoi infilare anche l'altra mano!"

Il mio totale piattume da sottoilvestitoniente…reggiseno l'ho portato con disinvoltura e nessun disagio, anzi andando orgolgiosa di tale pialleria da guinnes dei primati.
Mi siedo al tavolo di Zia Luna e Zia Lexia mi dice:
"Wonder, hai dimenticato le tette a casa?"

"No, ho dimenticato di farle crecere…"

Mentre gioco a calcio e correndo non mi balla nulla, mi si avvicina frettolosamente Zia Luna per dirmi:
"Sai cosa mi ha detto mio marito? Wonder è bella… " e poi mi spara una frase in malgascio.

"Posso indovinare cosa significa??"

"…Però non ce le ha proprio le tette!!!"

"Appunto …Grazie per avermi avvisato in tempo reale!"

Che amiche che ho…

Babet era tre giorni che mi chiedeva se gli zii si sarebbero baciati in bocca.
"Potrebbe capitare, amore. Ad un matrimonio sicuramente."

Durante il taglio della torta parte il coro BACIO! BACIO! BACIO!
Gli zii si baciano.
Io mi giro verso Babet. Tre… due… uno… Corre verso di me e mi viene a dire nell'orecchio:
"Mamma! Si sono baciati in bocca!"

"Oddio! Ora non è più un segreto che si vogliono bene!! Come faremo?!"

Stasera nel lettone chiedo alle bimbe la cosa più bella che hanno vissuto oggi.
Babet me ne dice due, tra cui "Quando gli zii si sono baciati in bocca!"

Poi diciamo le preghierine e chiedo loro di dirne una dedicata solo agli Zii e alla loro famiglia.
E Babet risponde:
"Gli auguro che si bacino ancora in bocca!"

Ecchè! C'ha proprio la fissa 'sta bambina?!?!

Beh, se ci penso bene ogni tanto Canterina, durante la buonanotte, mi butta le braccia al collo e mi dice BACIAMOCI!!!

E Nanà ama leccarmi…

Devo indire al più presto una riunione di famiglia…

Questione di lingua

  • gennaio 10, 2011 at 15:15

Epifania a casa dei nonni.
Le bimbe sono con l'UomoNoLimits, io la passo felicemente con i miei, nonna bis, la famiglia di mia sorella e alcuni cugini.

Cuginetto It, quando mi ha a completa disposizione si diverte un mondo, perchè da zia-nazista (quando sono tutti e quattro insieme i pargoli) mi trasformo in una grande e immensa cacca-vizia-nipote.
Se lo sapessero le mie figlie…

Arriva dai nonni con migliaia di giochi da fare insieme, compreso qualche strumento musicale in miniatura, e nell'ordine: una trombetta, un sassofono, una chitarra balalaika con quattro corde, che mia sorella pretende anche di farmi accordare.

Qualcosa di musica ho fatto. Suonavo il pianoforte. Ho provato ad imparare a strimpellare la chitarra self-made (non con enorme successo, devo confessare…)
L'unico degno di sguardo per me quindi è il sassofonino con otto note (assenti ingiustificati i semitoni).
A orecchio e a rischio di enfisema parto con qualche canzoncina, mio nipote inizia a soffiare a perdifiato nella tromba mono-tono e mio cognato gratta la chitarra-balalaika facendo accapponare la pelle anche al tacchino del ringraziamento dell'anno prossimo.

Una meraviglia per le orecchie di chiunque si trovi nei dintorni.
Proviamo anche a dare la tromba alla NonnaBis. Ma dopo cinque minuti cambiamo idea. Non la vorremmo mai sulla coscienza!

Ad un certo punto la banda si divide e ognuno va a fare altro, seguendo i preparativi del pranzo, ma Cuginetto It non demorde.
Lui adora il baccano, il caos, il chiasso gratuito e stonato, allora cerca di recuperare i membri tirandoli per la manica.

"Dai zia! VIeni! Vieni con me! Venite tutti! Andiamo a TROMBARE!"

Iniziamo a ridere cercando un contegno, senza successo.
Lui poverino ci guarda male.
Mio cognato mi osserva da sotto il ghigno.

"Eh, no, zio Ratatouille! E' figlio tuo! Io non glielo spiego!!"

La casa che cammina

  • settembre 21, 2010 at 18:44

A volte apro la porta di casa e penso che potrei scrivere un bel libro:  La casa che cammina da sola. Sottotitolo: Questione di sopravvivenza.

Una volta non ero così.

Mia nonna, a 90 anni, appena vede un pelucco in un angolo remoto della stanza, si alza con le sue gambe tremanti e doloranti e lo tira su, pulisce, lava il pavimento e mette la cera. Poi certo le manca il fiato.
"Pronto NonnaBis, come stai?"

"Buff… buff… sun straca morta! Ha gù appena finì de nettà la mobilia, sun nanca bona de mangià incò, vù a durmì! (= sono stanca morta! Ho appena finito di lucidare i mobili, oggi non sono più nemmeno in grado di mangiare, vado a riposare!)

"Ma ti sembrava il caso? Non hai mica ospiti, ma chi vuoi che veda se è un po' sporco?"

"Lo vedi mì! E sun bona no de sta chièta! Sun fada inscì!" (= lo vedo io! E non son capace di stare tranquilla! Son fatta così!)

Mia madre è della stesso stampo. Prevedo che a breve sarà lei a brevettare le pattine con turbo incorporato, quelle che permetteranno di sorvolare il pavimento appena incerato a mezzo metro da terra.

"Toglietevi subito le scarpe! Ho appena finito di pulire lì, di là e anche di qua. Visto che arrivavano le bimbe…"

"Forse era il caso che aspettavi a pulire proprio perchè arrivavano le bimbe!"

"Ma così possono stare per terra."

"Contando che però prima a casa si sono sdraiate sul mio pavimento, penso che ora sporcheranno il tuo…"

Un tempo ero così anch'io. Questione di genetica.
Oddio, non fraintendetemi, anche a me piace… piacerebbe avere la casa sempre pulita, dove le bambine possano leccare il pavimento senza prendersi il colera.
Ora il mio obiettivo è diventato riuscire ad avere l'idea di una casa pulita almeno fino a sei ore dopo che ho lavato il pavimento. Ma sono sempre molto ottimista.

Una volta quando venivano gli amici pulivo prima, per far trovare la casa in ordine, e dopo , perchè logicamente me la sporcavano.
Ora ho risolto: non viene più un cavolo di nessuno!
E chi ha tempo di invitare gli amici?
Quei pochi che vengono, se ci sono le bimbe spero che capiscano, intanto io mi siedo e chiacchiero con gli adulti. Se non ci sono le bimbe mi vedono scansare pupazzi e barbie da terra, cercare di fare posto sul divano e dire: "Ho tre figlie, come potrai vedere dalla quantità di giochi sparsi per tutta casa e dal disordine che regna sovrano. Se vuoi usare qualche gioco fai pure. Io non farò la spia."

Prima ero una mogliettina tutta attenta a far trovare l'alcova accogliente e ordinata. Mi facevo il culo quadrato per qualcuno che non sapeva nemmeno apprezzarlo perchè non se ne rendeva conto.
Qualche mese fa gli porto le bimbe a casa e loro mi fanno entrare per farmi vedere tutte le loro cose fantastiche nella casa di papà.
Appena metto piede oltre la soglia mi sento dire:
"Togliti le scarpe che mi sporchi, che ho pulito…"
Il primo istinto sarebbe stato quello di cagargli in ogni angolo della casa, ma son pur sempre una signora!
 
Mi son trovata sola con tre bimbe di 5 anni, 3 anni e una pupattola di 5 mesi che andava ancora allattata, svezzata, cullata tutta notte etc, etc, etc.
Ho deciso di tentare di sopravvivere e ho scoperto una sana convivenza con gli acari e i batteri.
Organizziamo anche poker serali e cene a base di bourguignon.

I giochi sono perennemente sparsi per tutta casa. Per avere un po' di ordine istituisco la sera dell'urlata di famiglia, dove caccio grida ai quattro venti dando direttive e minacciando di vendere la televisione se non riesco a contare tutte le piestrelle di casa.
Per la polvere mi affido al mio naso: sono allergica, meglio di un cane da tartufi!
Per i bagni prediligo la doccia e ho vietato alle bimbe di grattare i lavabi con gli spazzolini da denti e di pucciare le mani nel wc.
Per i pavimenti i miei indicatori sono le loro calzine antiscivolo: finchè variano tra un beige e un grigio topo ancora si può tirare avanti, ma sul grigio antracite devo intervenire con detersivo e spazzolone.

Su tante altre cose ho imparato a lasciar andare, ma nonostante tutto c'è sempre qualcosa da fare e troppo poco tempo per farla.
Però ora se ci sono giorni che la casa cammina da sola, e ce ne sono parecchi, sopravvivo e vado oltre.

Penso di essere guarita!

I ricordi di Nonna Bis

  • giugno 13, 2010 at 20:59

Ieri giornata di idee brillanti.
In mattinata ho deciso di fare una sorpresa a Nonna Bis ed andarla a trovare… in bicicletta.
Sì, nonostante il mio osso sacro deviato (da un incidente in motorino dieci anni fa) mi continui a chiedere motivazioni valide per certe infelici sedute prolungate su quell'allegro sellino, mi sono fatta 'sti 40 minuti all'andata e 40 al ritorno per eliminare le tossine che in fondo sarebbe stato molto meglio tenermi strette.

Arrivo da Nonna Bis con paresi facciale-sorriso smaliante perchè voglio far credere di essere ancora prestante quanto basta e non svenire di piatto sul suo pavimento di marmo, faccio arrancando i due piani a piedi (perchè Nonna Bis non ha l'ascensore), saluto la Nonna e mi attacco al rubinetto cercando di riequilibrare l'idratazione del mio corpo.

Nonna Bis è felice di vedermi.
Vivere da sola lontano dai figli e dalle nipoti può essere dura per un'anziana, specialmente se ha 90 anni e fa fatica a fare le scale anche per andar a prendere il pane e il latte. Ora che ci si mette anche il caldo poi…

Nonna Bis approfitta subito della mia presenza.
Le metto a posto il digitale di cui ormai non può fare a meno per vedere tutti i suoi programmi preferiti.
Le spiego come andare sul videoregistratore e come sia possibile registrare un film in tv sulla cassetta mentre vede un altro canale sul digitale terrestre.
E' come aver dato una sacca piena di dolciumi ad un bambino: è estasiata!
"Ma il tò papà m'aveva minga dì che se poteva fà inscì…"

"Lo sai Nonna che a spiegarti il digitale e i telecomandi non mi batte nessuno!"

"Infatti ier sera, che riuscivi no a fà andà quel trabìcul, pensavi propri a tì!"

"E te vist! Sono arrivata!"

Osservo la lista della spesa che sta stilando sul tavolo.
In un corsivo di altri tempi, in cima c'è scritto IOGOR.
Immagino che voglia dire yogurt. Le chiedo se ha bisogno che vada a prenderle qualcosa, anche se in effetti è domenica.
"Varda… ha gù propri vòia… di mangiar la pissa!!" risponde felice come una Pasqua "Te stè anca ti? Qui con me a mangiar la pissa?!"
Vado a prendere la pizza e mi fermo a farle compagnia e a chiacchierare un po'.

La ringrazio nuovamente di essere venuta a fare la testimonianza nella classe di Canterina qualche giorno fa.
Per storia la maestra di Canterina aveva chiesto a genitori e nonni di buttare giù due righe sulle proprie esperienze scolastiche alle elementari, per poter fare una specie di libro di storia… ma della nostra storia, partendo dai bambini e andando indietro con le generazioni.
Il pezzo conclusivo era quello di Nonna Bis che, molto diligentemente, avevo stenografato quest'inverno mentre lei, davanti ad un thè caldo si immergeva nei suoi ricordi italo-milanesi.

Tempi lontani, tempi di guerra.
Tempi che ormai non si ricordano più e che solo una voce tanto anziana quanto saggia può far tornare vivi.
I bambini hanno chiesto dei bombardamenti, del perchè le classi fossero costituite da 50 bambini di età diverse, del perchè Nonna Bis è andata a lavorare a 11 anni, di come fosse Milano e la vita allora, se c'era la televisione e, visto che non esisteva ancora, cosa facessero i bambini di sera per non annoiarsi.
E' stato quasi commovente vedere una ventina di giovani promesse del futuro attorno a Nonna Bis che mostrava come funzionasse il "vecchio" ferro da stiro a carbonella.
E ancor più commovente sentire la mia nonna cantare le canzoni che mi cantava quand'ero piccola per farmi addormentare, accompagnata alla chitarra dalla maestra, tanto paziente quanto santa, sia a tener testa a tutti quegli scalmanati, sia a star dietro con gli accordi a Nonna Bis che aveva un ritmo tutto suo.

Ancora ieri, come ogni volta che mi fermo a mangiare da Nonna Bis, lei parte con i suoi ricordi.
Sì, forse sarà la centesima volta che sento raccontare le stesse cose, ma 90 anni di vita sono tanti e penso sinceramente che la saggezza che dà un'esperienza anche di sofferenza così lunga sia da scoltare ogni volta che ce ne sia l'occasione.

"Vedi Wonder, ne ho passate tante! E ascoltami quando ti dico che bisogna avere pazienza. Sai quanta ne ho avuta io?? Ma bisogna sempre portare pazienza e fare del bene, mai il male! Eh, sì. Nella vita devi fare il bene che quello che fai ti ritorna indietro e sarai contenta di essere stata una brava persona. Perchè invece se fai il male è lo stesso! Quante persone ho visto, che dopo aver fatto tanto male, a me e agli altri, hanno avuto quello che si meritavano dalla vita. Magari dopo tanti tanti anni, ma sta' tranquilla che tutto quello che fai è come un BUGARAN!"

"Eh?!"

"E' come un BUGARAN!"

"Cos'è??"

"Ma sì! Torna indietro tutto, come fa il BUGARAN!"

"Il BOOMERANG!!!!! Nonna… il boomerang!!"

"Eh… mi s'ù dì?!"