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Le fate di casa

  • settembre 28, 2015 at 22:26

Mentre ceniamo le bimbe mi raccontano qualcosa del week end.

Tre parole, giusto per farmi contenta, per ovviare al loro solito “Mmmmmm… non mi ricordo…”
Come quando escono o tornano da scuola.
“Amore , cosa hai fatto oggi a scuola??”
Ci sono tre tipiche opzioni di risposta:
A. “Niente.”
B. “Non me lo ricordo.”
C. “Il solito.”
Che manco John Wayne che batte il pugno sul bancone di un saloon è così sintetico.

Ogni tanto c’è la versione C.bis, quella in cui (specialmente la grande)  in non meno di venti minuti ti raccontano per filo e per segno qualcosa di entusiasmante (per loro) avvenuto o ad un cambio dell’ora, o nel tragitto casa-scuola, o all’intervallo, o in una vita parallela in cui sei giunta da poco anche tu a far visita e ti stai chiedendo se a scuola ci vanno loro o qualche alter ego venuto da galassie lontane.

Comunque stasera sono un po’ più loquaci…

“Poi sai che a me piace fare la stylist, allora ho disegnato le fate degli elementi!” mi racconta entusiasta Canterina che, per mia felicità, è a tratti ancora attaccata alla sua parte bambina e si diverte.

“Le fate degli elementi?”

“Sì. ognuna di noi è una fata e io le ho disegnato il suo vestito. Per esempio io sono la fata dell’Acqua.”

“Splendido questo vestito! Che bella fantasia hai, cara la mia Dolece e Gabbana di casa!”

“Vedi? Nanà… anche se la chiamiamo la figlia di Eolo… e tu sai il perchè, è la fata del Fuoco. E Babet quella della Natura.”

“E io? Che fata sono? Quella dell’Aria?” chiedo nella speranza che mi accolgano nel quartetto magico.

“Quella è già in parte Nanà. Tu potresti fareee….. Mmmmmhhh…”

“La fata dei Fiori di Bach!” esclama Babet.
Ridiamo tutte, specialmente per la sua mimica sarcastica e molleggiata.

“E poi Canterina” continua Babet ” le puoi disegnare le boccette dei fiori cucite sul vestito… e lei le spara come armi magiche!” E facendo il gesto tipo Spiderman, urla “CICORY! (chicory) PIUMMMM… WAIT CESNUTUNUT! (white chestnut) PIUMMMM…. MELAGRANA!! (…???)

Babet è una pagliaccia!
Timida fuori, pazzerella in casa.
Mi ricorda in tutto e per tutto me stessa da piccola.
Ha inoltre una risata meravigliosa che metterebbe di buonumore anche il principe del pessimismo.

Ora della nanna e mentre sistemo vestiti e letti e ripeto all’infinito “A lettoooo! Forza! A letto!!” vado a salutare Babet che è di turno nel lettone.
“Notte amore dolce! Ma… chi ha acceso la luce nel mio bagno?!”

“Sei stata tu,  mamma.”

“Io??”

“Certo.”

“Davvero?”

“Sì… non te lo ricordi.”

“No. Non me lo ricordavo proprio.”

“Eh già mamma… è giunta l’Era dell’Alzeihmer!”

La felicità è una scelta di tutti i giorni

  • ottobre 29, 2013 at 00:16

Non la trovi in assenza di problemi.
La trovi nonostante i problemi.

Sabato la nostra amica naturopata mi ha detto che non ci ha mai visto così stanche, tutte e quattro.
E’ veramente un periodo intenso, di grandi cambiamenti, di impegni, di autunno…

Io mi accorgo di essere rasente al limite quando con le bimbe passo più tempo ad urlare che a parlare.
Sono paziente con tutto e con tutti… ma non con le bimbe!
Così mi son detta che devo far di tutto per portare più serenità possibile in casa e lasciar fuori la frenesia: fa meglio a me e fa meglio a loro.
Decido di prendere le cose più leggermente. Non con la leggerezza che dà poca importanza, ma quella che evita di “uccidersi” per riuscire a fare tutto, senza sentirsi in colpa.

Oggi, tra una visita ortopedica di Babet, il corso di nuoto delle due minori, varie ed eventuali, ho tentato di affrontare la giornata con più serenità e meno stress “mentale”.
Penso che il trucco sia pretendere di meno (più che dalle bimbe, da me stessa) e ascoltare di più i suggerimenti che, inconsciamente, con il loro comportamento da bambine, mi sanno dare le mie tre pupattole.

In effetti, anche se mi fanno sclerare, riescono a darmi quel non so che per farmi sentire gioisa, felice di esistere.

Al momento della buonanotte ho letto un libro a Babet e Nanà.
Era una vita che non lo facevo, sempre mille cose da fare, la paura che perdano minuti preziosi del loro prezioso sonno, il pensiero già alle “faccende” che mi aspettano…
Stasera lì nel letto, in mezzo a loro, sentivo una pace interiore profonda.

C’è sempre da imparare.

E amando non si può fare a meno di farlo.

Ed è sempre durante la buonanotte che escono con le domande del secolo.
“Mamma, ma come fai a sapere chi è la persona giusta?”

Sono rimasta un momento in silenzio, pensando a ciò che sarebbe il mio desiderio: la felicità e la pace. E son tornata con la mente ai loro sbaciucchiamenti di cinque minuti prima.
Non smettono mai di insegnarmi la vita…
Così sempre da loro mi è arrivata la risposta:

“La persona giusta è quella che, quando l’abbracci, ti fa sentire a casa.”

Cronaca della morte di un pannello elettrico, ovvero per fortuna mi ricordo dove metto le torce

  • ottobre 15, 2013 at 23:38

Ore 00.56

Vado a nanna dopo aver finito di sistemare arretrati e responsabilità scolastiche.

Zzzzzzzzzzzz…

Ore 2.25

“Mamma mi scappa la pipì…”

“Amore, a meno che tu non voglia che ti applichi un catetere, puoi andare in bagno con le tue gambine sante.”

“Accendi la luce?”

“E luce fu.”

Zzzzzzzzzzzz…

Ore 3.05

Si stacca il porta-shampoo nella doccia e cade rovinosamente a terra.

CRASH!

“Ma che…”

Dieci anni di vita in meno.

Zzzzzzzzzzzz…

Ore 4.23

“Mammaaa! Tra quanto è mattina??”

“Tra pochissimo! Dormi! Che tra un po’ ti vengo a svegliare, Nanà!”

La figlia dell’oltretomba si presenta davanti alla mia faccia nella penombra, facendomi perdere altri dieci anni di vita e guadagnare, così, l’età adolescenziale.

“Nanà, te poss!”

“Posso venire nel lettone??”

“Noooooo! Ho bisogno assoluto di dormire! Torna a letto, nel tuo!”

“Ma…. buaaaahhhhhhhh!”

“C***o Nanà! Ho bisogno ancora di minuti preziosi di sonno!”

“Buaaaaaahhhh!!”

“E’ quasi mattina! Sono le… ah, sono solo le 4.23. Nanà, però tu scalci come un mulo! Se entri in questo letto non ti devi muovere, non fiati, non respiri e al primo calcio ti porto di peso nel tuo letto, intesi?”

“Sì!”

Si intrufola nel mio letto e, per la prima volta, dorme per due ore stile mummia fasciata, senza muovere un muscolo. Tanto che, a spot, mi giro e la tocco per vedere se è ancora viva.

Zzzzzzzzzzzz…

Ore 6.05

Suona la sveglia.

Ore 6.10

Suona la sveglia.

Ore 6.15

Suona la sveglia.

Ore 6.20

Capisco cosa significa il suono della sveglia che tanto mi disturbava il sonno: è ora di alzarsi.

Mi lavo la faccia, infilo le lenti e vado a preparare tutti quanti i nostri intrugli fitoterapici, le varie colazioni, i vari bicchieri di succo.

Ore 6.35

Vado in giro per casa a toccare tutti quanti i caloriferi: non ne funziona uno.
Tutti gli autunni è così. Mai una volta che vada tutto liscio.
Accendo la pompa di calore, attenta a non azionare null’altro di elettrico o mi tocca andare nel locale contatori nel piano seminterrato come al solito: in pigiama e con i capelli dritti. Che non è un bel vedere di prima mattina…

Ore 6.45

“Canterina, amore! E’ ora di alzarsi.”

“Ho mal di pancia!”

“Me po’ fregà de meno! Non puoi continuare a saltare così giorni di scuola. Ti alzi e vieni a fare colazione!” le dico un po’ cruenta, con l’obiettivo di monitorarla da dietro le quinte nei prossimi trenta minuti, per capire se sta davvero così male da rimanere a casa.

Ore 6.50

“Canterina cribbio è tardissimo! Io vado a lavarmi la testa, tu alzati e comincia a prendere le tue cose che arrivo.”

Ore 6.55

Sto sfregando i capelli con l’asciugamano e…

SPAAAAMMMMM!!!

“Cazz! E’ andata via la luce!!! Ma non c’era niente di acceso!! Du’ palle però!”

“Mamma” mi dice Canterina che è rimasta seduta al tavolo al buio “lo STOC è venuto da lì, dal coso dietro alla porta.”

Al buio apro il pannello elettrico dove c’è il salvavita. Toccando sento una leva che non è al suo posto. La tiro su, ma niente.
“Mmmm… mi sembra di sentire puzza di bruciato… niente Canterina. Tieni una minitorcia. Io vado giù nel seminterrato con i capelli bagnati. Confido nel mio sistema immunitario spartano.”

Sarò scesa tre volte ad azionare la leva, ma nulla.
Ho suonato alla vicina, che alle 7.00 di mattina aveva già i figli suoi da sistemare per star dietro ai miei problemi.

Ore 7.10

Dopo aver incitato varie volte Canterina a finire di fare colazione con la torcia in mano, aver staccato tutte le spine staccabili, aver alzato tutte le leve alzabili, decido che la priorità del momento è svegliare le altre due e prepararle per andare a scuola.
Chiamo Nonno M., lo sveglio e gli racconto l’accaduto. La mia magra opinione è che il salvavita c’entri qualcosa, ma non capisco il perchè non scatti quando lo ripristino.
Proverà a contattare lui un elettricista al volo. Si agita. Mi organizza i tempi, i modi, le parole. Le vuole accompagnare lui a scuola, sentire l’elettricista, varie ed eventuali.
Io sono già in mega ritardo.
“Nonno… non metterti in ansia! Se senti l’elettricista quando può venire ti ringrazio, poi fammi sapere. Al resto ci penso io.”

“E come fai?”

“A lume di candela, ovvio!”

Vado a svegliare Nanà e Babet molto celermente e senza molti preamboli.
“Bimbe, è ora di alzarci. Non abbiamo la luce, quindi velocemente infilatevi le calze e venite a fare colazione. Seguite la luce della torcia!”

Mai state così veloci e solerti.

Do loro la colazione dopo aver seminato candele i cucina e in bagno e inizio a titar su le tapparelle elettriche… con la manovella.
Dopo la prima lussazione della spalla nomino Canterina (che tanto starà a casa per visita pediatrica ancora da fissare) sollevatrice di tapparelle a manovella ufficiale.
Fuori è ancora parecchio buio.
Giro per casa, preparandomi, con le torcia, mentre le bimbe si godono il lume di candela tra un biscotto e una lavata di denti.

“Ma chi altro si prepara la mattina in  un’atmosfera così romantica?? Quante cose belle fate con la mamma, vero??”

Mentre si infilano le scarpe io non riesco a trattenermi dallo smontare il pannello del contatore per vedere cos’è successo.
“Uuuuuuuhhh! Guarda sto filo scoperto come si è tutto fuso!!! Altro che STOC deve aver fatto stamattina! Qui è andato tutto in cortocircuito! Che storia! S’è proprio tutto SVAMPATO!!!”

Miracolosamente le bimbe sono pronte in anticipo.
Le accompagno a scuola.
Con calma.
Ridendo della mattinata e con la certezza che tutti gli appuntamenti della giornata verranno rispettati nonostante il disguido.

Torno a casa e trovo il nonno e l’elettricista che hanno già risolto.

Magico.

Tutti gli appuntamenti sono stati rispettati.
Ho imparato ancora qualcosa sul menage delle case di proprietà.
Ho conosciuto un simpaticissimo e gentilissimo elettricista.
Ho provato l’ebbrezza di una colazione molto romantica… ah, no! Io la colazione l’ho saltata…

E siccome io cerco sempre un senso a ciò che capita, oggi riflettevo.
E alla fine lìho trovato.

Ieri sera sono andata a letto chiedendo una nottata di Illuminazione.
Mi sentivo di dover essere illuminata, dopo la giornata faticosa di ieri.
Avevo bisogno di fare luce a delle scelte, in una situazione in cui sono molto proiettata e non riesco ad essere obiettiva quanto basta.

Poi ho capito.
L’illuminazione sta nel vedere il momento presente per ciò che è e che mi presenta, senza puntare troppo in là.
A volte serve che vada via la luce cosicchè, a lume di candela, possa vedere solo ciò che ho ad un palmo dal naso. Ciò che prima non riuscivo a mettere bene a fuoco, proiettata com’ero nel mio ideale futuro.

Credo che questo spunto faccia proprio al caso mio, in questo mio momento storico e ne farò tesoro.

Ringraziando.
Come sempre.
… Anche un corto circuito!

Di notte

  • luglio 7, 2013 at 01:37

Per fortuna siamo in vacanza.

Ultimamente si fanno le ore piccole a casa Wonder.

Ieri sera siamo tornate da una serata con amici.
Babet era sudata marcia, mi ha chiesto di fare una doccia nonostante fossero le 22.00 e ho acconsentito per non farla andare a letto appiccicosa.
Nanà, la pappagalla, ha voluto farla anche lei.
Ho voluto dar loro una phonata veloce e mi è venuto in mente di controllare i pidocchi a Nanà… così… giusto per sicurezza.
E per sicurezza li ho trovati.

Ho finito di fare il trattamento antipediculosi ad entrambe (per fortuna Canterina era esente) a mezzanotte!

Olio, attesa, cambio lenzuola e coperte, passata con pettinino, shampoo… shampoo… shampoo.
Fuori una.
Bis… … …
Fuori due.

Oggi un amico mi ha preso in giro dicendomi:
“Ma come mai karmicamente attiri tutte queste sfighe??”

Il bello è che io, già da ieri sera, ho ringraziato la mia buona stella di aver fatto fare la doccia alle bimbe a tarda serata, perchè se così non fosse stato i parassiti stanotte si sarebbero riprodotti in quantità industriale e mi avrebbero colonizzato la casa e le teste di famiglia.

“Perchè sfighe? Io ero tranquillissima, anzi… A me è sembrata una benedizione!”

 

Oggi Nanà ci ha messo due ore e mezza (cronometrate) per finire un assaggio di pranzo.
A casa Wonder non esiste il “non mi piace”, quindi ciò che la mamma cucina si mangia o almeno si assaggia.
Nanà è di una testardaggine infinita ma forse dire infinita non rende l’idea.
Toglierle il piatto significherebbe darle soddisfazione.
Mandarla a letto non si può perchè lei gioca di anticipo facendo finta di sbadigliare e chiedendo di andare a letto prima delle sorelle.

E’ una sfida a chi cede prima, ma io son tranquilla. La lascio lì e noi continuiamo a fare ciò che dobbiamo fare.
Ho anche accompagnato Canterina ad una festa di compleanno, lasciandola sotto la supervisione di Babet che, al mio ritorno mi ha detto:
“Mamma! Le ho supplicato di muoversi per un’ora! Ma lei niente! Non mi ascolta! Non ce la faccio più!!

“Non ti preoccupare, lasciala tranquilla. Deve decidersi da sola. E quando finirà le faremo un bell’applauso!”
E così è stato.
A metà pomeriggio.
Praticamente a merenda.
Meglio tardi che mai.

Prima di cena, durante il ringraziamento, Nanà ha ringraziato di aver mangiato tutto il piatto del pranzo.
Mi ha stupito, ma probabilmente ha riconosciuto in questo una sua conquista e l’ho celebrata per questo.

Babet oggi, come sempre, mi ha fatto impazzire un paio di volte con i suoi perchè e le sue perdite del filo logico del discorso.
“Come perchè?”

“Perchè cosa?”

“Tu mi hai chiesto perchè! Perchè cosa?”

“Io? Ma cosa??”

“… Esci da quel corpo e finisci di mangiare per piacere!”

“Qual corpo??”

“…”

Spesso i nostri discorsi finiscono così, nel tentativo di riportarla nel mondo reale, ma senza successo.

Nel momento della messa a letto son venuti fuori discorsi filosofici sull’universo.

Beh, devo dire che con alcune domande… con me sfondano una porta aperta e comincio a sfornare il senso della vita, l’importanza dell’atteggiamento positivo, le nostre richieste all’universo, cosa farci scivolare addosso e cosa trattenere, qualche mantra per aumentare l’autostima a Babet, parole di conforto a Nanà che chiede sempre conferme, spiegazioni più dettagliate per Canterina, risposte alle mille domande che arrivano durante tutto il discorso.

Io adoro tutto questo!

Però ad un certo punto devo dare un taglio o mi tengono lì tutta notte.
E il distacco è sempre lunghissimo.
“Ancora una domanda… io ti devo dire l’ultima cosa… anche io però te ne devo dire una… ma allora quello che hai detto prima… mamma spiegami ancora solo questo… ”

Le ho baciate per l’ultima volta, son andata in soggiorno sfinita a finir di sistemare, canticchiando, e sorridevo tra me e me ripensando alla giornata di oggi.
E mi son ritrovata a ringraziare, perchè le mie figlie sono una vera e propria scuola di pazienza.

Poi mi son fermata un attimo, e sapete cosa mi son detta?
Che alla fine c’è sempre qualcosa per cui ringraziare.

La gratitudine è la via più veloce verso la felicità.

Se sei grato sei felice.

Se sei felice non puoi non esserne grato.

“Sorridi e la vita ti sorride” qualcuno a detto.
E aveva assolutamente ragione!

“TI LICOLDI L’ANNO SCOLSO?” … Quando non parlavi??

  • giugno 10, 2013 at 22:12

Non sta zitta un minuto!!!

E’ entrata in casa parlando e non ha più smesso.

Colei che, di fronte a qualunque presenza, fisica o spirituale, si ammutolisce e tenta la mimesi con il pavimento, da sola e senza sorelle è di una loquacità che fa paura.
Quasi terrore.

“MAMMA I NONNI MI HANNO PLESO QUELLA BABBI CHE PLIMA IL NONNO NON VOLEVA PELO’ POI ME L’HANNO PLESA LO STESSO, MAMMA TI LICOLDI L’ANNO SCOLSO – per Nanà tutto il passato, prossimo, remoto e di ieri, è per lei avvenuto l’anno scorso… – CHE BABET E’ LIMASTA CHIUSA NELL’ASCENSOLE E HA DOVUTO SUONALE LA CAMPANELLA??”

“No, tesoro, sinceramente non me lo ricordo…”

“MA SI’ ELA L’ANNO SCOLSO! L’ANNO SCOLSO SIAMO ANCHE ANDATE IN MONTAGNA, TI LICOLDI? CHE ELA LO STESSO GIOLNO CHE BABET E’ LIMASTA CHIUSA NELL’ASCENSOLE!”

“???”

“MAMMA, L.ANNO SCOLSO IO ALL’ASILO GIOCAVO CON I LEGO GLANDI, LO SAI? MA ADESSO GIOCO ALLE COSTLUZIONI CHE SONO NELLA SCATOLA DI BABBO NATALE! CE L’HA LEGALATE L’ANNO SCOLSO!!”

“Amore, sali in auto.”

“SALGO DAVANTI PELCHE’ NON CI SONO LE SOLELLE, MAMMA PELCHE’ CI SONO I FINESTLINI APELTI? ANCHE IL MIO E ANCHE IL TUO E’ APELTO. MAMMA SE ACCENDI LE LUCI CI VEDO MEGLIO. MAMMA POSSO ACCENDELE LA MUSICA? MA COME SI ACCENDE LA MUSICA??”

“Col dito…”

“MAMMA! SEI UNA SCHELZONA! TE LO DEVO PLOPLIO DILE CHE SEI UNA SCHELZONA, LO SAI? MAMMA, MA LE SOLELLE STANNO VIA 12 GIOLNI? NON DUE SETTIMANE PELCHE’ DUE SETTIMANE SONO 14 GIOLNI E LOLO STANNO VIA SOLO 12 GIOLNI…”

“Sei contenta che andiamo a trovarle domenica?”

“SI’! TI HO GIA’ DETTO CHE SONO CONTENTA, QUANTE VOLTE TE LO DEVO DILE! AAAH! QUESTA CANZONE LA ODIO! GILO! NO, NON LA ODIO. MI PIACE. PELO’ E’ UN PO’ DI PIU’ CHE NON MI PIACE…”

E così fino all’ora di andare a letto quando, la tarantolata, non aveva nessuna intenzione di prendere sonno.

“Nanà. Stai ferma. Immobile. Zitta. Chiudi gli occhi e russa!!”

“MA IO NON LUSSO MAI!!!”

“Guarda che se non ti addormenti in cinque secondi me ne vado di là e stai qua da sola.”

“FAMMI LE COCCOLE PLIMA!”

“Ma se sono due ore che ti sto coccolando! Hai voluto la canzone, hai voluto la foto delle sorelle da abbracciare come la coperta di Linus… adesso dormi!”

“LE SOLELLE… SNIFF SNIFF… MI MANCANO TANTO!!”

“Nanà, le vediamo tra 6 giorni!”

“ALLOLA LE VEDIAMO SABATO!”

“No, Domenica. Ma da quando sai contare i giorni?”

“DUNQUE… SONO… DOMANI, DOPODOMANI, DOPODOMANI, DOPODOMANI… MAMMA, DOPO IL CINQUEDOMANI C’E’ IL SEI??”

“Sì… Vuoi dire la preghierina per le sorelle? Dai, mandiamo loro tutti gli angioletti a proteggerle e a farle divertire.”

“MA MAMMA! MA SE MANDIAMO TUTTI GLI ANGIOLETTI A LOLO, A NOI CHI CI PLOTEGGE?”

“Hai ragione. Ma gli angioletti sono un po’ ovunque e sono così tanti che bastano per tutti quanti!”

“OCCHEI, ALLOLA MANDIAMO META’ ANGIOLETTI ALLE SOLELLE E META’ CE LI TENIAMO NOI!!”

“Sì, ma adesso dormi.”

“Ma mi mancano tanto…”

“Amore… dormi!”

Spengo il pc, perchè fa troppo luminaria natalizia e mi accoccolo accanto a lei per accarezzarle il viso e tentare di farla addormentare, nonostante la nostalgia.

Riesco a incassare solo 5 ditate nell’occhio, due angoli di foto nell’altro e un paio di gomitate sulle tempie.

“Nanà! Cribbio! Ma c’hai il pepe nel culo?!?!?!? Ma sta’ un po’ ferma!!! Chiudi gli occhi e addormentati!!!”

“Occhei…”

Si gira, si rigira, muove una gamba, tira fuori un braccio dalle coperte, si scopre tutta, si ricopre, si rigira, mi da una manata in faccia, si mangiucchia una pellicina, si spelucca un unghia, si gratta un ginocchio, si rigira, si scopre l’altro braccio, si ricopre fino al mento, si sfrega un occhio, si gratta l’orecchio, si infila un dito nel naso, si gratta con un piede…

Probabilmente anche San Francesco darebbe di matto accanto a lei!

Ma io no.
Io con la mia calma e la mia pazienza esperta non dico niente, sorrido, mi alzo, mi infilo le ciabatte e tento una fuga silenziosa verso il soggiorno.

“MAMMA! MA DOVE VAI?”

“Di là… amore… di là…”

“MA POI TOLNI??”

“Non ti conviene, tesoro, perchè vado a cercare il lanciafiamme… e se torno ti do fuoco!!!”

Le figlie della saggezza

  • maggio 7, 2013 at 20:55

Santa polenta!

Ogni tanto vorrei uccidere qualche figlia!
Devo veramente concentrarmi per trattenere la Franzoni che è in me dall’uscire fuori!!

Canterina stasera ha oltrepassato alcuni limiti che, a parer mio, sono invalicabili.

Dopo essersi arrabbiata per non riuscire a organizzare una cosa tanto desiderata, per causa forze maggiori tra cui anche le sue allergie, si è impuntata (strano…..), intestardita (stranissimo…), arrabbiata in modo furente (stranissimissimo…), ribellata (decisamente insolito…).
Una cosa so di lei: se fuma verde dalle orecchie è impossibile farla ragionare anche con la calma serafica di Gandhi in persona. Bisogna aspettare che scorra via il treno dell’incazzatura e attendere che torni a temperatura ambiente, senza ucciderla nel frattempo.
Beh, non è poi tanto diversa dalla maggior parte dell’umanità…

Quindi è finita a letto senza cena.
Per il momento.
Tanto sapevo che alla fine si sarebbe risolto tutto nel migliore dei modi.
Ma mi fa sudare sette camicie per crescere!!!

Ha spaccato oggetti, sbraitato, urlato odio ai 4 venti, scritto parolacce…
Che gioiellino di bambina.
Una volta calmata, come sovente, abbiamo fatto una delle nostre fantastiche chiacchierate.

Sono andata in camera e le ho chiesto se aveva pensato a quello che era successo.
“Sì. E sono rimasta della mia idea!!! … Però ho anche pensato che forse tu me la puoi fare cambiare… con uno dei tuoi saggi e lunghi discorsi…”

“Ma è una speranza o una minaccia??”

“Una minaccia!”

“Allora non serve parlare se pensi che sia così.”

“No, è che io sono ancora della mia idea… però magari tu mi aiuti a cambiarla, forse…”

“Allora può essere una possibilità più che una minaccia?”

“… Una possibilità minacciosa!”

Abbiamo parlato a lungo, concordando sul fatto che quando ci si arrabbia bisogna prima di tutto fermarsi a fare tre bei respiri luuuuuunghi! Per evitare di fare o dire cose di cui poi ci si vergogna di sicuro, poichè abbiamo notato che, una volta scemata la rabbia, le nostre reazioni non sono più le stesse di prima e, anzi, ci dispiace di ciò che ci è “scappato”!

Abbiamo chiacchierato su come possiamo cercare di cambiare il nostro punto di vista sulle cose che non ci piacciono o che ci fanno rattristare. E su come possiamo chiedere aiuto, per esempio alla mamma, quando da sole facciamo fatica a farlo. Perchè è un allenamento. E ci vuole tempo per diventare brave!!

Insomma, alla fine le nostre sfuriate si rivelano sempre molto utili… magari non per il mio fegato, ma per crescere e per conoscerci meglio.

Si vede che nell’aria aleggiava ancora il clima “discorsi impegnativi”, perchè nell’ora della buona notte, Babet mi comincia un susseguirsi di domande e risposte su morti, aldilà, reincarnazione, missione di vita.

Io le dico come la penso a riguardo e che concordo con lei in tutto quello che ha detto, e le chiedo da dove le fossero venute tutte quelle illuminazioni.
“Così… le ho pensate adesso.”

“Mi fai quasi paura! Non avevamo mai parlato di queste cose… Adesso fai la nanna, però!”

Tento di dare la buonanotte ma si aggiunge Nanà, che deve esprimere anche la sua opinione per non essere da meno.
Su cosa probabilmente non lo sa nemmeno lei, però ce la mette tutta.

“MAMMA, SAI CHI HA CLEATO IL MONDO?”

“No, non lo so. Tu lo sai?”

“CELTO!”

“Eh già che sai sempre tutto. Allora chi l’ha CLEATO?”

“IL BINBENG!!”

“Aaaahhhh! Il BINBENG! E tu come lo sai?”

“PELCHE’ LO SO!”

“E chi te lo ha detto?”

“NESSUNO!”

“Mamma” interrompe Babet “C’è gente che dice che il mondo l’ha creato il Big Bang e c’è gente che dice che l’ha creato Dio!”

“E’ vero, amore…”

“Sai secondo me com’è andata? Dio ha creato il Big Bang che ha creato il mondo, così poi abbiamo potuto venire al mondo per vivere, come voleva Dio!”

“Sei una bambina molto saggia.”

“MA E’ STATO IL BINBENG!”

“Ma chi è ‘sto BINBENG??” prendo in giro Nanà

“BOH!”

“Ma come? Non lo conosci??”

“EH NO!”

“Allora dobbiamo andare a cercarlo!”

“EH GIA’!”

“E quando lo troviamo gliene diciamo quattro!!”

“MA NO!! … MA MAMMA!!! DOBBIAMO CELCALLO SU INTELNET!!”

Non ce n’è.
Sono avanti tutte quante…
Ognuna, a modo suo, mi bagna il naso!

Le perle notturne di Nanà

  • marzo 29, 2013 at 22:47

Siamo a nanna.
È vacanza e le bimbe non ne vogliono sapere di addormentarsi.

Io sto tentando di leggere, ma senza successo.
Babet, accanto a me nel lettone, continua a sfornare detti e proverbi in un milanese poco probabile.
Nell’altra stanza un continuo vociare delle sorelle.

Ad un certo punto un vocino dolce e delicato irrompe nel silenzio… o quasi… notturno:
“MAMMA! TI POSSO DILE UNA COSA??”

“No!”

“LO SAI CHE SE TOGLI TUTTI I CAPPELI DAL NASO LESPILI MEGLIO??!!!” mi urla dall’altra stanza.

Iniziamo tutte a ridere, anche per la serietà e la convinzione di Nanà.

“MA DAVVELO, SAI??!!”

“Ci credo amore! Adesso me lo segno, nel caso me lo dimenticassi…”

Riprendo la lettura e Babet riprende ad asciugarmi.
Tempo trenta secondi…

“MAMMA!!! AVEVI DETTO CHE TI SEGNAVI CHE SE TI TOGLI I CAPPELI DAL NASO LESPILI MEGLIO!!!”

Rido.

“MA PEL DAVVELO, NEH! IO LI HO TOLTI E LESPILO MEGLIO, SAI??!”

“Amore, sono tanto contenta di ciò. Ora prendo carta e penna… Però potremmo tenere queste perle di saggezza per domattina e fare la nanna???”

Ora, sono sicura che la tesi di Nanà sia empiricamente fondata.
Ma se qualcuno decidesse di comprovarla… potrei averne riscontro??

Amore in inverno è…

  • marzo 24, 2013 at 11:43

… Andare a nanna e trovare “qualcuno” nella porzione di letto dove dormi tu.

Cambia abitudini?? Va bene.

“Che fai?”

“Vieni pure… ti ho scaldato la tua parte di letto.”

E non è una tantum.
E’ proprio così.
Sempre.

Sono sicura di aver fatto qualcosa di meraviglioso per meritarmelo…

A volte ritornano… dalle vacanze

  • gennaio 4, 2013 at 23:59

Stasera le bimbe sono tornate all’ovile, dopo le vacanze con il pastore sardo.

Stanche morte dopo giorni di bagordi, ma troppo entusiaste per andare a letto, ci siamo scambiate i racconti delle nostre feste, dei divertimenti, delle danze fino all’alba (mie) cheperòlamammanonc’hapiùilfisico, delle giostre, acquari, mangiate e dormite (loro).

Alla fine le grandi sono crollate nei loro letti, ma la figlia delle pile Scassapal, sorteggiata per il turno nel lettone, non dava segni di cedimento.
Mi sono coricata accanto a lei per tentare di ipnotizzarla con il mio sguardo da triglia cotta al forno, ma niente!

“Nanà, amore, perchè non chiudi gli occhietti e dormi? Sono le undici e mezza…”

“OH YEAH! OH YEAH! OH YEAH!” continuava a ripetermi senza tregua, con i pollici alzati, stile Fonzarelli.

“Ti prego, chiudi gli occhi o te li chiudo io!”

“SANTA MALIA PIENA DI GLAZIA! HAHAHAHAHA! PIENA MALIA SANTA DI GLAZIA!! HAHAHAHAHA!!! SANTA MALIA PIENA DI GLAZIA!! HAHAHA!! DICIAMO LA PLEGHIELINA?!”

“Diciamola… ma dove l’ha i imparata così bene? Brava amore!”

“A CASA DI PAPA’!”

“… Perchè da papà dite le preghierine???”

“NO! C’E’ SCLITTA!”

“Ma la leggete insieme??”

“NO. LA LEGGO IO DA SOLA!!”

“Ma tu sai leggere???”

“NO! MA LA LEGGO LO STESSO!”

“Aaahh, ecco! Ora i conti tornano tutti! Fai la nanna da brava ora!”

“NO! PLIMA DICIAMO UN’ALTLA PLEGHIELINA!”

“Va bene… vuoi dirne tu una agli angioletti?”

“OCCHEI… ANGELI… POTETE VENILE NELLA MIA PANCIA! C’E’ UN SACCO DI LOBA DA MANGIALE!! CE N’E’ TANTA DA MANGIALE, NEH!! MAMMA, DOMANI DOPO CHE ABBIAMO SDOBBATO L’ALBELO, GIOCHIAMO AGLI AGENTI SEGLETI???”

Finalmente anche le sua agitate palpebre si sono serrate abbandonandosi a Morfeo, così io sono potuta sgattaiolare di qua, a sfogliare le pagine gialle…
Sotto la voce “esorcista”.

Discorsi di capodanno

  • dicembre 31, 2012 at 16:33

Ore 23.30.

Casa buia.
Un albero addobbato spento.
Porte chiuse.
Silenzio.

Nella cameretta la luce azzurra di un fantasmino illumina tre letti, ma solo uno è occupato: una bambina dorme col respiro pesante e, sicuramente stanca della giornata trascorsa, si è totalmente abbandonata ai suoi sogni.

Nella stanza accanto, in un letto matrimoniale, una ragazzina ha gli occhi chiusi. Lamenta qualche sibilo, dovuto alla febbre alta e al raffreddore che non le dà modo di respirare bene.

Si intravede un bagliore dalla porta del bagno socchiusa… E’ una luce!
No… non quella in fondo al tunnel, ma la luce bianca di una lampadina a basso consumo energetico che illumina una bambina paffutella di 5 anni seduta sul gabinetto con le gambe a penzoloni e una mamma di 36 anni aggrappata alla porta per riuscire a rimanere in piedi.

“Nanà… hai finito???”

“MAMMA! MA OGGI E’ CAPODANNO?”

“No, amore, dopodomani è Capodanno e domani sera festeggiate con il papà la fine dell’anno, tra giochi, fuochi e termometri…”

“E TU DOVE FAI LA FESTA?”

“Io domani sera vado fuori Milano, da amici, a festeggiare… tra adulti. Niente di bello, ovviamente. Una noia!!”
Devo assolutamente far apparire la mia invidiabile serata come la festa più deprimente del west, o le bimbe iniziano a rognare che vogliono passare il capodanno con me.

“MA SPALATE I FUOCHI?”

“No, facciamo un falò.”

“MA VAI LONTANO?”

“Poco più di un’ora di auto. Non vado in America.”

“CHE TLISTEZZA! NON CI VEDLEMO PIU'”

“Te poss… Nanà, portarogna! Certo che ci rivediamo, quando tornate dalle vacanze di papà!”

“NON CI VEDIAMO PIU’!”

“Te riposs… Guarda che il giorno dopo io torno a casa, neh!”

“TOLNI A CASA?”

“Certo, amore mio! Come farei senza di voi??”

“Nanà, hai partorito qualcosa da quel sedere??”

“MAMMA! COS’E’ LA FINE DEL MONDO??”

“Abbiamo l’allegria dentro, stanotte?!”

“MA CHE COS’E’? MA IL MONDO FINISCE??”

“Ma chi è quel simpatico umorista che ti mette ‘ste cose in testa??”

“ME L’HA DETTO BABET! UN GIOLNO MI HA DETTO CHE C’E’ LA FINE DEL MONDO!”

“Domattina ricordami di uccidere Babet! Non è niente amore, è una cosa che delle persone un po’ stupidine dicevano in giro.”

“E COSA DICEVANO?”

“Cose brutte. Che un giorno il mondo sarebbe finito.”

“MA NON SONO COSE BLUTTE! SONO COSE BELLE CHE PELO’ FANNO PAULA!”

“Però! Sul gabinetto le perle di saggezza non mancano mai…”

“FANNO PAULA PELCHE’ POI SE IL MONDO FINISCE, FINISCIAMO ANCHE NOI UMANI E ANCHE GLI ANIMALI E ANCHE LE LOCCE! PELCHE’ POI IL MONDO SI SCHIACCIA TUTTO, COSI’ E POI NON C’E’ PIU’!… BEH, ALLOLA SONO COSE BLUTTE!”

“Ma tanto amore, non succederà! Dicevano, quelli stupidini, che il mondo sarebbe finito il giorno 21 di dicembre e noi siamo già al 30… e siamo ancora qua! Hai visto! Siamo ancora qua ad aspettare te….. Allora, hai finito?”

“ALLOLA QUANDO CI SALA’ LA FINE DEL MONDO?”

“Stai tranquilla, non ci sarà.”

“MA SE C’E’ QUANDO? CHE GIOLNO? DIECI, VENTI, TLENTASEI??”

“Amore, ma dimmi la verità… devo aspettare la fine del mondo o posso augurarmi che tu prima finisca la tua cacca???”