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Colazione da Tiffany, ovvero le perle della mattinata

  • aprile 13, 2012 at 12:46

Mi siedo a tavola a fare colazione con le bimbe.
Guardo Babet (era il suo turno nel lettone con la mamma) e le dico:
“Stanotte mi hai chiesto la mano… te lo ricordi?”

“Sì, avevo paura…”

“Ti ha chiesto la mano??” chiede spiritosamente Canterina “Ti voleva sposare??”

“Sì!” sto al gioco e abbraccio Babet “E io ho accettato! Ci sposeremo presto!”

Le due grandi ridono per le mie facce buffe, mentre Nanà ha la faccia pensierosa.
“MA MAMMA! MA DUE DONNE NON SI POSSONO PPOSALE!”

Sto per intervenire e Babet mi batte sul tempo.
“Sì che possono. Si chimano… ESSE… ESSE…”

“Com’è che si chiamano?”

“ESSE… No, niente, non me lo ricordo.”

“Io lo so!” esclama Canterina-so-tutto-io “Si chiamano BISLESSICHE!”

Roger Rabbit alla riscossa

  • ottobre 1, 2011 at 21:39

Il coniglio è sopravvissuto alla nottata.
Stamane mi aspettava in piedi per la colazione, con il papillon al collo e il tovagliolo appoggiato sulla zampina, pronto per le ordinazioni.

"Ciao Roger, hai dormito bene? Non ti dico come un ghiro… ma almeno come un coniglio?? Hai rosicchiato un po' della mia carotina! Bravo!"

Mi tornano in mente le parole del mio ex marito "Le carote ai conigli fanno male!".
Forse nell'altra vita era veterinario.
Poi penso che Bugs Bunny non è mai morto e aveva pure un'ottima vista.
La sua padrona ieri sera mi ha confermato che mangia di tutto.
Quasi quasi provo con i cetriolini sott'aceto…

E' presto per essere sabato mattina, ma ci sono impegni inderogabili, così vado a svegliare le bimbe in letargo.
Alla parola "Coniglio", però, saltano giù dal letto come delle lepri.
Giusto per entrare in sintonia con l'animaletto.

Come promesso, quando son lavate e vestite, aprono la gabbietta per farlo scorrazzare libero in soggiorno, in attesa che la nonna arrivi a prelevarle.
Quando Nonna P. varca la soglia le bimbe iniziano un delirio di urla per far vedere, dire, fare e forcare tutto riguardo a 'sto povero roditore, che da un angolo mi guarda stranito. E con un messaggio mentale mi richiede delle cuffie insonorizzate per far fronte all'orda di barbari presente nella stanza.

"Dai, orecchio lunghe, salta nella gabbietta che traslochi pure tu."
Quasi come fosse addomesticato, mi ubbidisce e rientra nella sua cuccia da bravo coniglietto.

Babet insiste per voler portare la gabbia, la prendo così, no la prendo cosà, no la porto io perchè il coniglio è mio e lo merito merito io…
E poi il disastro..
SBEEEENG!
Si stacca il fondo della gabbia. Cade il coniglio, cade la ciotola, cade il mangiare, cade tuuuutto il fieno, cade il beverino dell'acqua, cade la mia mandibola stile 'The Mask'!

"Non… ci .. posso… credere… E sono pure in ritardo!"

Così all'urlo "PRENDETE IL CONIGLIOOOOOOO!!!!" si scatena il putiferio!
Bimbe che vanno a destra, bimbe che vanno a sinistra, la nonna tallona la cucina, io che vago con la gabbia per cercare di farlo rientrare.
Ma Roger non ha nessuna intenzione di farsi prendere e salta come un merlo… o meglio come un coniglio, a destra e a manca, e se manca a destra non manca a sinistra!
Una casa di pazze!
Io che tento di acchiapparlo con le mani ma, cagandomi leggermente sotto (traduzione da Orsoline: con la paura che il roditore potesse mordicchiarmi una falangetta), titubo. E titubare non aiuta ad acchiappare il coniglio pasquale!
La nonna si toglie la felpa per il caldo, io penso che voglia provare con lo stile corrida. Però poteva essere un'idea.
L'animale fetente non è mai stato così veloce e ad ogni urlo di attila salta e contemporaneamente trema di paura.
"Occhei" penso "non arriva a lunedì… Mi tocca chiamare il 118? Per eliminare le prove potrei sempre farlo arrosto…"
Ad un certo punto aspetto un suo scatto felino e, quando meno se l'aspetta, gli piazzo davanti l'apertura della gabbia, così da costrengerlo ad entrare o a spalmarsi sulle grate.
Sceglie la prima.

"Povero, guarda come trema…"

"Sarà il Parchinson. Accarezzalo un po' con delicatezza, così si tranquillizza. O se ne fa una ragione"

"Guarda nonna, vedi come si appiattisce quando lo accarezzo? Vuol dire che vuole le coccole!"

"No amore, vuol dire che lo stai strizzando! Fai piano."

La considerazione che mi viene da fare è che comunque è una delle volte in cui ho visto Babet  più felice,  entusiasta e impegnata attivamente.

No, lo so già cosa state pensando, ma non ho intenzione di avere animali in casa.
L'ho già spiegato più volte alle bimbe, gli animali sono impegnativi.
Ti danno da fare, sporcano, consumano cibo che costa, hanno bisogno dei loro spazi e a volte invadono i nostri, sono da pulire e accudire, ti ci affezioni ma prima o poi se ne vanno, pretendono attenzioni, non rispondono quando parli e non sempre ti capiscono, amano andar in giro di notte, tornare la mattina e non sai dove sono stati…

No, no, no, no, no!
Gliel'ho già detto alle bimbe: non mi risposo più!

Oggi sposi!

  • luglio 3, 2011 at 00:52

Che giornata!
E' stato proprio un bel matrimonio.
Diverso dagli altri.
Perfetto nelle sue imperfezioni.
Estemporaneo, no stress, lasciato libero di essere…
Il matrimonio della Zia Ebe!
Non poteva essere che così.

Partendo dalla celebrazione.
Mia sorella di solito è perennemente in ritardo, ma non oggi.
Oggi è arrivata puntualissima.
L'auto lustra e infiocchettata, guidata da Nonno M., è entrata in piazza della chiesa allo spaccare dell'orario prestabilito.
Peccato che non era ancora arrivato il prete.
Abbiam dovuto farle fare un paio di giri dell'isolato in più nell'attesa.
Arriva il don, serafico e flemmatico.
Si prepara.
Concordo qualche particolare che era da mettere a punto, corro a preparare i damigelli (le mie bimbe e Cuginetto It) che dovevano precedere la sposa a due a due con il loro incedere elegante, mentre il violoncello suonava per accompagnare l'entrata.
I damigelli sono spariti.
Con la grazia che mi contraddistingue vado in piazza a gridare il loro quattro nomi, osservata da invitati straniti mentre impreco in cirillico.
Recupero le mie figlie, ma all'urlo di Tarzan il nipote non si vede.
Nessuno si accorge della mancanza, tranne me.
Inizio a chiedere a destra e a manca dove sia il nano esorcista.
Nel frattempo arriva la sposa.
Con lo sguardo laser scandaglio la chiesa, la piazza, le auto parcheggiate, ma del piccolo delinquente nemmeno l'ombra. Mi viene il sospetto che si sia allontanato fuori dalla piazza.
Zia Ebe esce dall'auto come un'apparizione.
Bella.
Semplicemente bella.
Bella e luminosa.
Avvolta in un vestito color acqua marina, sobrio ed elegante.
Con i suoi occhioni chiari, il suo sorriso rilassato ed emozionato allo stesso tempo.
I capelli scuri raccolti, il trucco in tinta con l'abito e il suo sguardo magnetico e profondo.
In mano il bouqet di ortensie che sembrava tirato fuori da un quadro di Renoir.
Nonno M. la prende sottobraccio, mentre tutti applaudono la sua bellezza, fanno un accenno di passo e…

"ALT!"

Mi faccio avanti e li blocco con un gesto della mano.

"Un secondo solo che manca tuo figlio!"

Corro sui tacchi fino a metà piazza, lo vedo mentre sta giocando con un cestino della spazzatura a trenta metri.
"CUGINETTO IIIIIT! MUOVITIIIIII! TUA MAMMA E' QUAAAAA!"
Mi giro. Sorriso a 84 denti al pubblico e corro dentro a sistemare i damigelli.

E' stato il matrimonio con più bambini che io abbia mai visto.
Durante la celebrazione c'erano pianti, spostamenti, richieste di qualsiasi genere, Cuginetto It era seduto in mezzo ai gentitori e non stava un momento fermo o zitto contemporaneamente.
Io ero seduta accanto alla sposa e ho tenuto per mezz'ora in braccio Nanà che mi chiedeva incessantemente "QUANDO FINISSE???"

Ogni tanto mi giravo per sgridare le bimbe per il macello che stavano facendo, pensando che fossero Canterina e Babet, e tutte le volte beccavo la Nonna Bis che le tampinava vociferando a duecento decibel visto che non ci sente.

Durante la Benedizione della Famiglia abbiamo tenuto un velo sopra gli sposi (tradizione orientaleggiante o non ho capito molto bene ma chissenefrega…) mentre il prete leggeva.
Io faccio segno a sorella e congato di inginocchiarsi.
Il don dice "Potete anche stare in piedi, non serve che vi inginocchiate."
Io che rispondo "Si che serve, Don. Non ci arrivo se stanno in piedi… mi tira la stola!"
"Sì, però dovevate sceglierli più alti, allora!" sghignazza.
"O forse dovevo mettere un tacco dodici.. " ribadisco io che già non sentivo più le braccia.
Il don è un amico, precisiamo.

Beh… la giornata è continuata così… come dire… estemporanea.
Proprio come è Zia Ebe.
Infatti è stata perfetta.

I bambini si sono divertiti un mondo, hanno giocato nel parco tutto il giorno, mangiando poco e niente, ma godendosi amichetti che non vedono sovente.
Hanno corso a piedi nudi nell'erba, costruito capanne stile Robinson Crusoe (che se qualche forestale viene a fare domande io non so niente e non ho visto niente!).
Abbiamo gonfiato palloncini azzurri con la bombola d'elio (mia sorella le pensa tutte). Io e Zia Luna abbiamo anche tentato di aspirarne un po' per tentare di cantare come i Chipman's ma non ci siamo riuscite.
La sposa ad un certo punto ha tirato fuori cinque palloni per far divertire, correre e stancare ulteriormente i bimbi (le pensa davvero tutte!)

Io mi sono fatta riconoscere in varie occasioni.
Per esempio?
Quando io, con il mio vestitino di seta schienato fino al sedere, e Mamma L. ci siamo tolte i sandali e abbiamo iniziato a correre nel parco giocando a palla con chiunque ci venisse sotto tiro. Le uniche due dementi. Manco qualche ometto ha osato arrivare a tanto. Ho dovuto smettere quando la mia milza ha scambiato di posto con il pancreas.

Quando dovevo avvisare gli invitati che gli sposi erano pronti per fare le foto… mi sono messa in un punto centrale del patio, ho battuto energicamente le mani per attirare l'attenzione e con voce soave e delicata ho urlato:
"ATTENZIONE PREGO! GLI SPOSI STANNO ASPETTANDO PER FARE LE FOTO A GRUPPI. ORA, IN TOTALE AUTONOMIA, OGNI TAVOLO SI ALZA E VA A FARE LE FOTO, CI SI METTE IN FILA LA', COME PER ANDARE DAL SALUMIERE, MA SENZA BIGLIETTINO, E PIAN PIANO ANDATE A FARE LE FOTO! NON VERRETE CHIAMATI! MI RACCOMANDO, IO NON VI CHIAMO, NON VI FATE SGRIDARE! FATE TUTTO DA SOLI! CE LA POTETE FARE?? IO SO CHE CE LA POTETE FARE!!"
Che faccia di merda ci vuole per fare certe cose…

Quando Zia Ebe ha fatto il lancio del bouquet.
Io mi infilo nel gruppo per fare numero. E perchè dove c'è da fare baruffa io sono in prima fila.
C'era veramente chiunque, anche le cameriere del catering.
Zia Ebe si gira, io parto con un bel "OOOOOOOOHHHHHHH"
La sposa lancia in aria.
Io, intenzionata a fare solo numero, non mi muovo di un centimetro.
La signora davanti a me sta però arretrando pericolosamente, allora alzo le braccia per parare la sua testa e chiudo gli occhi per evitare lo scontro e… mi ritrovo con il mazzo di fiori in mano!
Grida entusiaste da ogni lato.
Io fulminea piazzo il bouqet in mano a quella davanti e urlando a mia sorella "COL CAVOLO!!!"… PAC! mi aggrazio in un bel gesto dell'ombrello dove lo portava mio nonno!
E' uscito così, istintivo, naturale, davanti a 80 persone.
Peccato che non ho pensato al fotografo.
Ora quella foto è la più richiesta, anche sotto compenso.
Sono ricattabile.
Mi toccherà corromperlo.

Al taglio della torta Nanà si appropinqua verso il dolce e ci infila un dito.Tento di far finta di non conoscerla.
Alla seconda volta mi vedo costretta ad intervenire:
"Nanà! Ci tieni ad avere le falangi ancora tutte intere?? Allora non toccare più quella torta!"
Il fotografo accanto a me ride e mi dice:
"Avevi già tutta la mia stima da stamattina quando (nel tentativo di far provare i damigelli, nda) hai detto a tua figlia Se vuoi arrivare a quattro anni dai la mano a tua sorella!!!"
"Sì, lo so , ho una delicatezza fuori dal comune con le mie bimbe… NANA'! Ora ti sego quelle dita! Tanto nel naso ci puoi infilare anche l'altra mano!"

Il mio totale piattume da sottoilvestitoniente…reggiseno l'ho portato con disinvoltura e nessun disagio, anzi andando orgolgiosa di tale pialleria da guinnes dei primati.
Mi siedo al tavolo di Zia Luna e Zia Lexia mi dice:
"Wonder, hai dimenticato le tette a casa?"

"No, ho dimenticato di farle crecere…"

Mentre gioco a calcio e correndo non mi balla nulla, mi si avvicina frettolosamente Zia Luna per dirmi:
"Sai cosa mi ha detto mio marito? Wonder è bella… " e poi mi spara una frase in malgascio.

"Posso indovinare cosa significa??"

"…Però non ce le ha proprio le tette!!!"

"Appunto …Grazie per avermi avvisato in tempo reale!"

Che amiche che ho…

Babet era tre giorni che mi chiedeva se gli zii si sarebbero baciati in bocca.
"Potrebbe capitare, amore. Ad un matrimonio sicuramente."

Durante il taglio della torta parte il coro BACIO! BACIO! BACIO!
Gli zii si baciano.
Io mi giro verso Babet. Tre… due… uno… Corre verso di me e mi viene a dire nell'orecchio:
"Mamma! Si sono baciati in bocca!"

"Oddio! Ora non è più un segreto che si vogliono bene!! Come faremo?!"

Stasera nel lettone chiedo alle bimbe la cosa più bella che hanno vissuto oggi.
Babet me ne dice due, tra cui "Quando gli zii si sono baciati in bocca!"

Poi diciamo le preghierine e chiedo loro di dirne una dedicata solo agli Zii e alla loro famiglia.
E Babet risponde:
"Gli auguro che si bacino ancora in bocca!"

Ecchè! C'ha proprio la fissa 'sta bambina?!?!

Beh, se ci penso bene ogni tanto Canterina, durante la buonanotte, mi butta le braccia al collo e mi dice BACIAMOCI!!!

E Nanà ama leccarmi…

Devo indire al più presto una riunione di famiglia…

Il caro Paolo ne sapeva più di noi

  • giugno 25, 2011 at 16:11

Sto preparando il libretto del matrimonio di Zia Ebe.
Litigo con l'impaginazione, insulto i margini, e anche mia sorella che si riduce sempre all'ultimo…

Penso che sarà un bellissimo matrimonio.
Zio Ratatouille non è cristiano.
Sarà l'unione di due culture, di due anime diverse ma uguali agli occhi di Dio, con qualunque nome ognuno di noi Lo chiami.
Perchè Lui è lì, ad amarci nonostante le nostre tradizioni, le nostre bellezze, i nostri sbagli, i nostri mille modi di essere umani, come Lui ci ha creato.

Così diversi, ma così uguali davanti all'Amore.

E lo canteremo tutti insieme, per zia Ebe, zio Ratatouille e Cuginetto It.
Perchè nella loro famiglia regni quell'Amore che nulla toglie ma tutto dà.

Anche se io conoscessi e parlassi
la lingua di ogni creatura di Dio,
anche se un giorno arrivassi a capire
i misteri e le forze che spingono il mondo.
Anche se dalla mia bocca venissero
scienza e parole ispirate dal cielo
e possedessi pienezza di fede
da muovere i monti e riempire le valli,
 
ma non avessi la carità
risuonerei come un bronzo.
Se non donassi la vita ogni giorno
sarei come un timpano
che vibra da solo.
Se non avessi la carità
non servirebbe a nulla
gesti d'amore, sorrisi di pace:
sarei come un cembalo
che suona per sé.
 
La carità è paziente e benigna,
conosce il rispetto, non cerca interesse;
la carità non si adira, del torto subito
non serba nessuna memoria.
La carità non sopporta ingiustizie,
dal falso rifugge, del vero si nutre;
la carità si appassiona di tutto,
di tutto ha speranza, di tutti ha fiducia:
 

non avrà fine la carità
scompariranno i profeti.
Solo tre doni per noi resteranno
la fede, l'amore
e ancora la speranza.
Ma più importante  è la carità,
più forte di ogni sapienza.
Ciò che è perfetto verrà, sarà un mondo
di gioia e di pace
che ci attenderà.

Sto già piangendo…

Anch'io ho le mie fashion trainers

  • giugno 5, 2011 at 00:12

Mi ricordo ancora quel giorno che andai a cercare il vestito per il matrimonio di mia sorella con le bimbe al seguito.
Che idea fenomenale.
In quel del centro commerciale, girando e rigirando senza sapere dove andare, senza un obiettivo ben preciso, ma con la galvanizzante idea di provare tutto il provabile tentando di non far distruggere nulla alle figlie.
Che idea geniale.

Saremo entrate in tutti i negozi con abiti da donna chic-moderna con costi accessibili al popolo, ma anche non, perchè è bello vedere le commesse con la puzza sotto il naso che inorridiscono, pronte allo svenimento, quando tre bambine deliziosamente scalmanate toccano tutti i vestiti con manine che non è dato di sapere se sono linde e intonse, e la mamma entrando dice solo: "Mi raccomando bimbe, non toccate niente! Tenete le braccia in alto e state tutto il tempo così!" e poi le lascia fare, sbraitando solo se si nascondono dietro i manichini della vetrina, tentando di denudarli.

Poi, dove le commesse sono più carine e simpatiche, in realtà le tengo a bada con le briglie e le frustate.

Alla fine entriamo in un negozio dove, come sempre, la prima cosa che mi chiedono è:
"Ma sono tutte sue queste splendide bambine??"
E solo dopo:
"Come posso aiutarla?"

Io ormai ero in fase riassuntiva ed emettevo solo parole sporadiche lanciate nell'aere, tipo:
"Matrimonio… testimone… costo basso… no largo – no lungo… vita stretta… colore chiaro… gusto pulito… è Glen Grant!"

Faccio incetta di appendini e quando giungo nei camerini le bimbe stanno già giocando a nascondino con le tende.
Purtroppo sapevano che erano le mie figlie, quindi, non potendo far finta di non conoscerle, ho dovuto redarguirle un paio di volte.
Ogni volta che uscivo con un vestito chiedevo consiglio alle bambine, ma in realtà nessuna mi dava retta, così ho dovuto implorare una commessa a seguirmi e ogni tanto a pronunciare parole che aumentassero la mia autostima di donna piatta, ma felice.

Nel frattempo le tre dell'Ave Maria avevano conquistato le altre commesse che erano venute lì a far salotto e a tentare di indovinare i loro nomi.
Gongolando dei complimenti che udivo fin dal camerino, alla fine ho optato per l'abito che pensavo mi stesse meglio.
Uscendo chiedo alle piccole estimatrici:
"Allora, bimbe! Va bene questo?"

"Ma non hai provato quello azzurro, mamma?"

"Sì che l'ho provato, Babet! Ma tu dov'eri?"

"PLOVA QUELLO LOSA, DAIII!"

"Nanà, l'ho già provato pure quello…"

"E quello con i fiori? E quello a righe?"

"Canterina, miseriaccia! Ma vi ho anche chiesto i vostri pareri!"

"Mamma, fai una cosa, riprovali tutti! Noi ci sediamo qui, tu fai la sfilata e noi ti diamo i voti!!"

Le commesse intenerite fino al midollo esclamano :
"Ooooooh, che figlie carineeeeeeee!" e mi fissano come per dire Non le può contraddire!

Non ci posso credere! Ho tutte contro!
"… Che sia!"

DUN DUDUDUDUDUDUDUN DUDUDUDUDUDUDUN DUDUDUDUDUDUDUN… PRETTY WOMAN… WALKIN' DOWN THE STREET… PRETTY WOMAN…

… Perchè mancava solo la musica…

Ogni abito indossato uscivo dal camerino, camminavo verso di loro sculettando, giravolta, mi fermavo e dicevo:
"Modello numero quattro… Giuditta!"

Applausi delle bimbe, risate delle commesse, sguardi attoniti delle altre clienti trascurate… ma la figura di merda ormai fa parte del mio dna!
Babet e Nanà ad ogni vestito facevano pollice alzato, Canterina diceva:
"Mmmmmmh… sì… bello…"

"Ed ora l'ultimo modello primavera-estate, proposto dalla nostra modella-mamma, che dopo questo, disperata, deciderà di andare al matrimonio della zia in mutande!"
Le bimbe ridono come matte. Le commesse continuano a guardare le mie meraviglie con sguardo innamorato e divertito.
Esco, passerella, frase di rito e guardo le bimbe.
Babet e Nanà rifanno la solita scena come per gli altri vestiti.
Ma questa volta Canterina si illumina, sorride, mi fa pollice alzato e dice: "Mamma… OCCHEI!"

Se me lo dice lei, allora è quello giusto.
"Lo prendo!"
Standing ovation del negozio.

Mentre mi cambio le commesse intrattengono ancora le befane, anzi, in realtà sono le befane che intrattengono le commesse.
"Dai! Indovina come mi chiamo!"

"Io mi chiamo Canterina e lei si chiama Nanà!"

"E io? Indovina?"

"Ma tu non ti chiami Babet??"

"Ah… allora indovina come si chiama la mia mamma?!"

E dal terzo camerino esce una voce tonante:
"SANTA! Mi chiamo Santa!!!"

"Ha, ha, ha! Signora! Che meraviglia le sue bimbe! Certo che la tengono in forma! Non si direbbe che abbia avuto tre figlie!"

"Sapesse… "

"Sono tre splendori! Adesso non vorrebbe il maschio??"

"Ho detto Santa, mica Pirla!

Questione di forme

  • maggio 31, 2011 at 07:38

"Signorina, dovrei cambiare questo reggiseno.. "

"Prego, mi dica."

"Ecco… avevo preso questo con il laccio dietro trasparente. L'ho provato con il vestito, ma si vede comunque il gancio e anche qui sopra… sa, il vestito è molto scollacciato. Anzi, molto schienato. Cioè, come si dice, ho tutta la schiena fuori, i modelli che vanno di moda allacciati al collo che coprono davanti ma dietro poco e niente, che metterò la stola per la cerimonia, ma poi al ristorante non è carino far vedere il laccetto che mi ricorda molto il reggicalze di mia nonna… "

"Sì… ho capito signorina!"

"Grazie per il signorina. Ha qualche altro modello che possa andar bene?"

"Sì, vediamo, ecco questo qua. Vede? Ha le coppe con le spalline trasparenti e l'allacciatura, che è un po' strana si aggancia così: passa dietro l'elastico trasparente, lo incrocia, lo porta davanti e lo allaccia sulla pancia."

"Che… me piglia per il culo?"

"No! Si allaccia veramente così!"

"… "

"Lo provi."

"… "

"Su, lo provi."

In camerino litigo due ore con i laccetti per allargarli il più possibile, poi tento di allacciarmi seguendo le istruzioni della commessa circense.

"Signorina?! Come va?"

"Che… me piglia per il culo??"

"In che senso, mi scusi?"

"Ma sembro una porchetta legata con lo spago!! Cioè… devo andare ad un matrimonio! E oltre che a non respirare qui non riuscirei nemmeno a mangiare! Ma come cavolo a fatto lei ad allacciarlo? Mi controlli se ho sbagliato qualcosa! L'ho allargato il più possibile… "

Già mi sento in imbarazzo, io che l'intimo lo compro al mercato, me lo provo a casa con comodo e lo riporto per 4 o 5 settimane di fila, finchè non trovo il modello che mi sta bene. Ma devo capire dove ho toppato. E' questione di principio!

"No, è così. Come me l'ero provato io."

"Sì, ho capito, ma lei è un chiodo -oltre essere alta un metro e ottantavogliadicrescere-!! A me fa l'effetto salamella! Non avete un terzo modello retro trasparente??"

"No, mi spiace."

Torno a casa depressa.

Riprovo il vestito per il matrimonio di mia sorella.
Non pensavo sarebbe arrivato un giorno in cui l'avrei fatto, ma sembra che sarà così.
Indosserò un abito senza reggiseno…
Mi guardo allo specchio.
Il piattume totale.
Una tavola piallata con un bel didietro.
Mi potrebbero usare per fare windsurf, andrei fortissimo.

Non fosse che sono pure la testimone.
Durante la cerimonia i bambini mi verranno ad attaccare le calamite da frigorifero sullo sterno o mi useranno come lavagna magica.
Al ristorante mi scambieranno con un paraspifferi e se mi sdraierò mi apparecchieranno.
Usando il tacco sinistro come perno potrei sempre mimetizzarmi come antina d'armadio.

Ma di cosa mi preoccupo?
Si sa che ad un matrimonio si hanno gli occhi solo per la sposa!
Sento già i commenti dei partecipanti:
"Guarda com'è bella Zia Ebe!"

"Sì, proprio splendida e gioiosa! E guarda com'è vestito bene Cuginetto It che non sta fermo un secondo! Il prete ha dovuto fermarsi già tre volte per chiedere di portarlo giù dall'altare!"

"E già… Hai visto i suoi genitori come sono agitati? E lì c'è anche Nonna bis… Ma chi è che ha come testimone?"

"Ma non vedi lì, accanto a lei? … E' suo fratello!!"

EVVIVA!!

  • febbraio 2, 2011 at 22:34

MIA SORELLA SI SPOSAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!



MA CHI GLIELO FA FAREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!

Puro delirio

  • dicembre 14, 2010 at 20:19

Tanto per cambiare le bimbe sono malate.

Io non posso più chiedere permessi-nonpagatidarecuperare a lavoro.

L'auto dev'essere riparata e a fronte di questa nuova ingente spesa ho pensato di darmi all'ippica, nella speranza che i cavalli guadagnino qualcosa.

Il frigorifero è vuoto e probabilmente lo sarà ancora per tanto.

Cosa voglio di più dalla vita??

Mah… Ogni tanto direi una botta di culo, grazie!

Comunque…

Nanà ha febbre alta da ieri sera e dorme schiantata nel lettone dalle 4.30.
Babet è stata male domenica notte: cagarella in quantità industriale!
Canterina ha il DASO TOBBATO da qualche giorno ma finchè non ha la febbre cerco di mandare a scuola almeno lei, per tenere alto il morale della famiglia. Tanto oggi è uscita che stava male… e a quel punto non potevo ignorarla.
"Mamma, ho così mal di pancia! Da tutto il giorno che mi fa male! Sembra quasi che mi stiano tirando i calci nella pancia!" mi comunica a sforzi con sguardo sofferente.

"Amore mio… ora andiamo a recuperare le tue sorelle e a casa ti metti lì tranquilla sul divano. Dopo la mamma però deve andare a ritirare l'auto dal meccanico, ma appena torna ti coccola e ti sbaciucchia, sorelle permettendo."

"Mamma che male… Sai, pensavo di essere incinta."

"???????… COSA??"

"Ho pensato di essere incinta!"

"E perchè? Cosa ne sai tu?"

"Perchè mi sembrava di avere qualcuno che mi scalcia in pancia! Mamma mia! Avrei dovuto fare un sacco di esami medici!!"

Io sono due notti che non dormo.
Per fortuna stamattina Canterina mi ha detto:
"Mamma, ricordati che oggi con lo sciopero esco prima!"

"Ma certo amore che me lo ricordavo!" e mi sono sentita una grande, incommensurabile cacca.

A cena, una fantastica cena a base di riso in bianco per tutte quante, sembravamo tre deliranti in pieno possesso delle loro facoltà mentali.
Nanà dormiva e noi, tra un cucchiaio e l'altro, eravamo in preda ad un attacco di ridarola.

"Mamma! Posso gli smartis??" (=yogurt con gli smarties, nda)

"Canterina, dimmi un po' secondo te perchè non puoi!"

"Perchè ha il… lattosio?"

Mi viene da ridere.
"Anche, e poi?"

"I sali minerali??"

"No."

"I coloranti?"

"No."

"Mmmhh… quello alla fragola ha la fragolite. E quello alla banana avrà la bananite?"

"Dai, seriamente."

"Beh, se ha il lattosio avrà anche il formaggio!"

Ce le ho tutte e due in braccio che ridono e sparano cavolate.

"Bimbe, sparecchiate per cortesia? E' un'ora che vi dico di portare i vostri piatti in cucina… Poi le mie cosce non hanno più sensibilità, dai."
Loro continuano a ridere.
"Dai, bimbe. La mamma ha ancora un sacco di cose da fare. Sapete cosa succederà stasera??"

"No."

"Che la mamma vi metterà a letto, finirà di sistemare in cucina, di stendere i panni, di mettere a posto, si metterà a fare la spesa in internet a tarda notte perchè non ho tempo di andare al super in questi giorni, andrò a letto all'alba e allora Nanà si sveglierà bella riposata e pimpante. Mi chiederà da mangiare e non si riaddormenterà più, io domattina accompagnerò Babet ad una scuola sbagliata, sbaglierò anche strada per andare a lavoro, quando ci arriverò mi addormenterò di piatto con la faccia sulla tastiera. Mi licenzieranno, così la mamma non potrà pagare la riparazione all'auto e dovremo andare per sempre a piedi."

"E poi?"

"… Vissero tutte felici e contente!"

"Hahahaha! Mamma, sai una cosa. In tv oggi c'era un cartone dove un bambino doveva capire delle cose. Vedeva volare in aria degli oggetti di metallo tutti verso la stessa direzione e prima che lo dicesse lui io ho subito detto: C'E' UNA CALAMITA! E infatti avevo ragione! Perchè la calamita attira il metallo, così… VVVVVVVVVV!!"

"Ma sei troppo una faina tesoro mio! Allora visto che sei così in gamba, dimmi! Rispondi a questa difficile domanda: perchè – voi – non – avete – ancora – sparecchiato???"

"Hahahaha! Questa sì che è una fantastica battuta!!!"

Ci abbracciamo ridendo.
"Mamma cos'è quel cespuglio nero?"

"Quale amore mio?"

"Quello lassù, sopra il mobile… "

"Ah, quello è il mio bouquet, di quando mi sono sposata."

"E cosa lo tieni a fare??"

Diretta la ragazza!
"Beh, anche tu hai ragione… Non lo so in realtà, mi piaceva molto e l'ho tenuto."

"Ma mamma, è MARCITO!"

"No, Babet, è SECCO!!"

Stiamo parlando del bouquet, non del matrimonio…

Bella trama

  • agosto 25, 2010 at 22:47

Oggi io e Nonna M. portiamo le bimbe al cinema a vedere Shrek 4 – E vissero tutti felici e contenti.
Il cartoon inizia con la famigliola felice di papà orco, mamma orchessa e i tre pargoletti.
Dopo cinque minuti papà orco stava già sclerando per la "fatica" di una vita in famiglia e avrebbe tanto voluto riuscire ad avere un po' di tempo per sè.
La questione mi sembra familiare… sarà…

Poco dopo l'orco grosso, verde e in preda ad una fase passeggera (per fortuna) di egoismo rovina la festa di compleanno dei suoi orchettini e mentre la moglie orchessa tenta di farlo ragionare lui la insulta velatamente e le dà colpe inesistenti.
Continua a sembrarmi familiare…

Al che lei gli dice:
"Hai tre bellissimi bambini, una moglie che ti ama e degli amici che ti adorano! Hai tutto. Ma l'unico a non accorgersene sei tu…"
Che bella trama di merda! Ti prego, fai che le bambine non elaborino, fai che vedano solo le puzze e gli urli di quest'omone verde e si divertano a sentir cantare Ciuchino… La prossima volta forse è meglio che prima me lo scarico pirata e me lo guardo da sola!

Beh, il seguito è ovvio.
Lui rovina tutto ma dopo si accorge cosa ha perso e tenta di riconquistare l'amore della moglie e di ritrovare la sua famiglia. Alla fine vissero tutti felici e contenti.
Che bella trama di merda…

All'uscita chiedo solo se il film è piaciuto e poi cambio subito discorso, nella speranza che nessuna delle figlie, specialmente Canterina, mi sottolinei strane analogie.
Mica sono sceme le mie bimbe. Vorrei solo aver il tempo per trovare… qualcosa di utile da dire, insomma.

Fortunatamente il pomeriggio prosegue nella norma, come l'elettrocardiogramma di un giovane ventenne sano e senza vizi.

Ci si lava, si gioca, mamma prepara la cena.
Ad un certo punto, nel momento "del bisogno", quello che tra tutti è il più pensante, Babet mi chiama per essere pulita e condivide con me il pensiero partorito sul gabinetto:
"Mamma, io da grande voglio un marito che non mi abbandoni mai!!!"

Mi guarda con gli occhioni a cuore, come un gattone in cerca di coccole.
Tiro su la lacrimuccia alla giapponese disegnata sulla mia guancia:
"Amore, guarda che non esistono solo mariti che abbandonano, anzi ce ne sono tanti che amano le loro mogli e rimangono insieme per sempre…"

"Come il Nonno M.?"

"Certo!" acuta la ragazza! "E anche Nonno C.. E lo Zio Ratatouille. E anche Tizio, Caio, Sempronio… Vedi quanti mariti amorevoli ci sono? Amore, a me è capitato, sono stata sfortunata, ma sono certa che tu che sei meravigliosa troverai un marito che ti amerà tantissimo e starete per sempre insieme, come Shrek e Fiona!"

"Ma Shrek non mi piace!"

"Ah! Allora non posso chiamarti Fiona da oggi in poi??"

"Ma mammaaaa!"

Cucciolotta mia.
Pensa te, ero più timorosa di sentirmi sfornare da Canterina un profilo psicologico alla Criminal Minds e la mia timida, silenziosa Babet, dal suo angolino, non si fa sfuggire la sfumatura più delicata del cartone animato.

Comunque continuo a pensare che è una bella trama di merda…

Non si finisce mai di imparare

  • marzo 18, 2010 at 00:39
Premessa:
Non faccio di tutta l'erba un fascio. Ma qualche mazzetto lo tengo in disparte per fumarmelo con calma…
Non tutti gli uomini si identificheranno con il seguente post psico-didattico, così come non tutte le donne… anche se stento a crederlo.
Se qualcuno del sesso opposto non si ritrovasse nella descrizione… vi prego… che si faccia conoscere! Perchè è un raro caso scientifico da studiare nei minimi dettagli… e non farselo scappare!

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Dopo aver letto le statistiche a dir poco incoraggianti dell'aumento esponenziale dei divorzi nell'ultimo secolo (nel 1990 si giunge al 67%), Daniel Goleman (l'autore del libro che sto cercando di leggere a singhiozzi nei miei tragitti sul tram) mi rincuora affermando che quest'aumento non è dovuto alla diminuzione di "intelligenza emotiva"… volevo ben sperare! Ma visto come le pressioni sociali che tenevano unite anche coppie mal assortite siano diminuite e sia aumentata la capacità di indipendenza economica della donna -che han dato libero sfogo allo scioglimento delle unioni matrimoniali – fa da sè che i vincoli emotivi tra marito e moglie

diventano ora ancor più fondamentali.
Fin qui non ci piove.

Inizia ad essere più interessante quando leggo che nella coppia, i comportamenti sbagliati dei partner hanno radici remote nell'universo emozionale dei bambini e delle bambine.
Mò mi faccio psicanalizzare l'infanzia…
 

"… I coniugi cadono… in uno schema di rincorsa-fuga, nel quale l'uomo si lamenta delle esigenze e degli scatti <<irragionevoli>> di lei, mentre la donna se la prende per l'indifferenza che lui ostenta verso ciò che sta dicendo."
Son proprio fatti tutti con lo stampino?

"Questo duello coniugale riflette il fatto che in una coppia esistono due realtà emozionali, quella di lui e quella di lei. Le radici di queste differenze emozionali, sebbene possano essere in parte biologiche, sono rintracciabili fin dall'infanzia e hanno origine negli universi emozionali del bambino e della bambina nel periodo dello sviluppo."
 

Innazitutto i bambini da piccoli (3-5 anni) hanno amici/compagni di entrambi i sessi, invece man mano che crescono gli amici apparterranno sempre più al proprio sesso (il culmine verso i sette anni), non intersecando più i due universi sociali – separati fino ai flirt dell'adolescenza…
"Nel frattempo maschi e femmine ricevono insegnamenti molto diversi su come GESTIRE LE EMOZIONI."
Non sapevo ci fosse un libretto di istruzioni… se mai lo compro per vedere se sto facendo un buon lavoro con le mie bambine…
 
"Con la sola eccezione della collera, i genitori discutono le emozioni più con le figlie che con i figli. Per quanto riguarda le emozioni, le bambine sono esposte a un numero maggiore di informazioni rispetto ai maschi: quando i genitori inventano delle storie da raccontare ai propri bambini in età prescolare, usano un numero maggiore di parole riferite alle emozioni quando parlano alle figlie che non quando si rivolgono ai figli maschi; quando le mamme giocano con i loro bambini molto piccoli, mostrano una gamma di emozioni più ampia alle femmine che non ai maschi; se parlano di sentimenti con le figlie, discutono più dettagliatamente gli stati emozionali di quando lo fanno con i figli maschi, sebbene con questi ultimi scendano in maggiori dettagli sulle cause e sulle conseguenze come la collera (forse con intenti preventivi)."
Caspita, è vero!
Quando parlo con le bambine sviscero tutti i lati emozionali delle situazioni che ci colpiscono… tant'è vero che Canterina ha imparato a capire il mio "stato" solo da uno sguardo… E lo becca sempre! E' sempre più difficile per me celare le mie emozioni di alcuni momenti spiacevoli. Però è anche vero che ha imparato ad esprimere i suoi sentimenti con molta franchezza…
 
"… Nelle bambine, lo sviluppo più precoce del linguaggio, le porta ad essere più esperte dei maschi nell'articolare i propri sentimenti e più abili nell'uso di parole che esplorano e sostituiscono reazioni emotive quali ad esempio gli scontri fisici…"
L'ho sempre detto che le femmine sono avanti chilometri!!
"… d'altra parte i bambini di sesso maschile, nei quali la verbalizzazione degli effetti è de-enfatizzata, possono diventare in larga misura inconsapevoli degli stati emozionali propri ed altrui."
Lo sapevo, sesso debole fin da piccoli… altro che!
 
Verso i dieci anni sia maschi che femmine sono egualmente inclini all'aggressività e al confronto diretto quando sono in collera.
Ma verso i tredici anni le tattiche aggressive si differenziano: le femmine prediligono l'ostracismo, il pettegolezzo maligno, le vendette indirette, mentre i maschi tendono a confrontarsi, in linea di massima, in modo diretto come prima (ignari di queste strategie più subdole).
Uno degli aspetti che porta gli uomini, anche in età matura, ad essere meno sofisticati per ciò che riguarda i recessi della vita emotiva.

"Quando le bambine giocano insieme, lo fanno in piccoli gruppi in cui regna l'intimità, e dove si cerca di ridurre al minimo l'ostilità e di massimizzare la cooperazione; i giochi dei maschi, invece si svolgono in gruppi più numerosi, nei quali viene dato massimo risalto alla competizione."
Una differenza chiave sorge quando capita che un componente del gruppo fermi il gioco perchè si è fatto male: i maschi aspettano che si levi dalle balle per poter continuare il gioco in santa pace; le femmine fanno comunella per raccogliersi intorno alla bambina che piange. I maschi sono orgogliosi della loro indipendenza, mentre le femmine "si interpretano come elementi di una rete di connessioni (proiettate per le relazioni interpersonali)".

Diverse prospettive che indicano come gli uomini e donne vogliano e si aspettino cose molto diverse da una conversazione: gli uomini preferiscono parlare di <<fatti>>, le donne cercano invece nessi emozionali.

E qui mi si è aperta tutta una realtà… un vaso di Pandora… la spiegazione a mille e non più mille conflitti verbali della mia vita!
Quest'autore ne sa una più del diavolo!
 
"In breve, queste differenze nell'educazione delle emozioni finisce per alimentare capacità molto diverse: le bambine diventano <<brave a leggere segnali emozionali verbali e non verbali, come pure a esprimere e a comunicare i propri sentimenti>>, mentre i maschi imparano <<a minimizzare  le emozioni che hanno a che fare con la vulnerabilità, il senso di colpa, la paura e il risentimento>>."
Grazie Signore di avermi dato tre femmine!!!!!
 
Quindi generalmente le donne sono più empatiche degli uomini, almeno per quanto riguarda il saper leggere il linguaggio non verbale (espressioni facciali, tono della voce…).
Negli anni della scuola elementare i maschi diventano sempre meno espressivi e le femmine sempre di più.
Le donne sperimentano tutta la gamma di emozioni con maggior intensità e transitorietà degli uomini: le donne sono più 'emotive'.

"Tutto questo significa che le donne, in generale, arrivano al matrimonio già preparate al controllo delle emozioni, mentre gli uomini ci arrivano avendo compreso molto meno l'importanza di questo compito per la sopravvivenza di una relazione."
E FATEGLIELA 'NA SCUOLA A 'STI POVERETTI!!!!
 

Le donne cercano una "buona comunicazione" con il partner.
"Per le mogli, l'intimità significa parlare- soprattuto della relazione in se stessa. Gli uomini in linea di massima non capiscono cosa vadano cercando le loro mogli. Essi dicono: <<Io voglio fare delle cose con mia moglie, ma lei non vuole fare altro che parlare.>>."
Durante il corteggiamento i fetenti sono più disposti a parlare, per adeguarsi al desiderio di intimità delle loro future mogli. Una volta sposati… beh, sappiamo tutte come va a finire!
Senza voler generalizzare, ovviamente.

Gli uomini hanno meno consapevolezza di tutti gli aspetti della loro relazione coniugale, le donne invece sono molto più schiette anche nelle lamentele.

"L'inerzia degli uomini nell'affrontare i problemi di una relazione è senza dubbio aggravata dalla loro relativa incapacità di LEGGERE LE EMOZIONI DELLE ESPRESSIONI FACCIALI. Le donne sono molto più sensibili a un'espressione triste sul volto di un uomo di quanto non lo siano gli uomini nei confronti delle donne.
Perciò una donna deve essere davvero molto depressa perchè un uomo cominci a notare i suoi sentimenti; non parliamo poi di quanto dovrebbe esserlo per indurlo a chiederle che cosa la renda così triste."

 
In sostanza ciò che mina o rinsalda un rapporto di coppia/matrimonio, non è tanto l'esistenza di problemi specifici, ma di come si affronta il non essere d'accordo, il modo in cui la coppia riesce a discuterne, superando le innate differenze di genere.
Questi contrasti "emozionali" possono veramente arrivare a mandare in pezzi una relazione se non gestiti con intelligenza e maturità, "specialmente se uno o entrambi i partner presentano particolari deficit dell'intelligenza emotiva".

Oh… guardate che l'ha scritto un uomo!!!