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Ogni tanto prende anche me…

  • marzo 16, 2015 at 23:57

Ogni genitore fa il meglio che può. Sempre.
In base al proprio livello di consapevolezza.
Ciò che fa è certamente il meglio che potrebbe fare in quel momento e con i suoi strumenti.

Noi genitori siamo così.

I nostri genitori son stati così, e lo sono tutt’ora.

In quest’ottica riesce più facile “perdonare” i propri genitori per tutti gli sbagli che, da grandi, ci siamo resi conto hanno fatto con noi.
Era il loro meglio.

E così noi, ciò che stiamo facendo per i nostri figli lo è certamente.

Però c’è un momento che, capendo questo, comprendi anche che puoi migliorare.

In un libro molto interessante che ho letto l’anno scorso, “La biologia delle credenze” di Bruce Lipton, l’autore riprende questo concetto (tralascio lo spiegare cos’è nel dettaglio l’epigenetica): i nostri genitori quello che potevano fare hanno fatto, aiutandoci a loro insaputa a creare dei “programmi”, delle “credenze” incoscie che ci influenzano ogni giorno della nostra vita. Così noi abbiamo fatto fino ad ora con i nostri figli, facendo del nostro meglio per ciò che potevamo/sapevamo fare.
Ma una volta che si prende coscienza, CONSAPEVOLEZZA, di come possiamo essere stumento per migliorare realmente la vita e il futuro dei nostri figli, di come possiamo metterci in gioco per farlo… allora non abbiamo più scuse: é nostro dovere non far finta di niente.

Io sono sempre stata così.
Quando arrivo a conoscenza di qualcosa (specialmente se riguarda la vita e la salute delle mie figlie), non posso fare a meno di informarmi e capire se posso dar loro qualcosa di meglio di ciò che già offro.
E quando giungo alla consapevolezza di cosa è meglio, cosa è il loro bene… non riesco a far finta di niente, cerco in tutti i modi di perseguire quella strada… PER LORO.

Quando ho scoperto i risvolti di un’alimentazione sana (a Canterina è passata definitivamente l’asma cambiando alimentazione!) non ho potuto fare a meno di FARMI QUALCHE DOMANDA. E di conseguenza cercare le risposte.

Non è stato facile cambiare alimentazione, assolutamente no.

Ma… lasciatemi passare il termine… mi son fatta il culo quadrato per riuscire a farlo perchè sapevo che era per il loro bene.
Sono passati 4 anni e da un’alimentazione tipica occidentale ipercalorica e iperproteica, siamo passate ad essere quasi-vegane.
(E poi il papà le porta da Road House e fa mangiare loro la pizza col prosciutto………..)
Mi piace pensare di aver “investito” tanto tempo ad informarmi, a provare, a chiedere, a condividere, ad averlo “investito” sul loro benessere. E sul mio.

Ma faccio ancora tanta tanta fatica a comprendere come un genitore possa far finta di niente anche quando le cose vengono presentate su un piatto d’argento.

Quanta pigrizia, quanta comodità, quanta non voglia di mettersi in gioco…

Ognuno è libero di non mettersi in gioco, scegliendo la propria vita e il proprio futuro.
Ma perchè far scegliere alla propria pigrizia anche il futuro dei propri figli??

Faccio così tanta fatica a rimanere ancora serena di fronte a questo.

Forse perchè tocca le mie di figlie.
Forse perchè mi faccio un mazzo tanto e magari potrei farmene la metà se supportata da chi condivide con loro gli altri momenti della loro vita.
Forse perchè io costruisco e a volte mi sembra che gli altri demoliscano.

In realtà so che le buone basi che butto con le bimbe sono solide, e già ne vedo i risultati.
Ma se non siamo noi genitori ad informarci per il bene dei nostri figli, se non siamo noi ad alimentarli in modo corretto, se non siamo noi ad “ascoltarli” e ad aiutarli a comprendere se stessi e le proprie emozioni, a riconoscerle e viverle in armonia….. allora chi lo deve fare???

Per ogni materia è … questione di feeling

  • gennaio 21, 2014 at 23:52

Ieri sera ho studiato storia con Babet fino all’ora della nanna per la verifica che avrebbe avuto stamattina in classe.
So tutto sugli ominidi e la loro evoluzione.

Stamattina chiedo a Babet se pensa di ricordarsi tutto ed essere pronta per la verifica.

“Sì, mamma… ”

“E ti ricordi in che continenti vivevano? Dove poi si sono spostati?”

“Sì… Senti, mamma… ma la SAVANA è una città???”

“…”

Certe cose ti danno sicurezza.

Nanà invece…

*Mentre mi aiuta ad apparecchiare la tavola per la cena, sistema tutte le nostre boccette e sposta l’olio antinfiammatorio che Babet mette sul gomito tutte le sere.
“Mamma, te lo appoggio qua, così poi ti ricordi di metterglielo sul GOMITOLO!”

… Che efficienza.

*Durante la cena Babet e Canterina dormono con gli occhi aperti, Nanà invece è vispa come un grillo.
“Secondo me mamma la quinoa la FINISCIAMO insieme!”

… Quindi il fatto di pronunciare perfettamente la parola ‘quinoa’ non è prerogativa per saper coniugare i verbi.

*Dopo cena Nanà decide di tuffarsi in un muffin al mirtillo, ma il primo ha riempito a sufficienza le nostre pance e non ce la fa a mangiarlo tutto.
“Mamma….. è veramente squisito… ma non ce la faccio a finirlo… mi sono proprio IMPIENITA!!”

… In quarta si è alle prese con storia, o meglio, la geografia.
In prima con l’italiano.
Le basi.

Stop the world, I want to get off…

  • ottobre 20, 2013 at 23:08

Ho passato due giorni adrenalinici, tra colloqui con insegnanti e preside.
Ho smosso mari e monti per cercare di avere chiarimenti sul modello educativo fallimentare che i professori della classe di Canterina stanno attuando per tenere a bada i comportamenti irriverenti e sfrontati di alcuni ragazzi.

La Dirigente Scolastica è solidale con me, ma mi ha confessato la difficoltà di “educare” certi docenti all’ascolto degli alunni, invece che le solite metodologie punitive che, ho potuto constatare anch’io, non servono all’obiettivo prefissato ma solo a creare terrore e a penalizzare chi non se lo merita.

Giovedì avrò il consiglio di classe e, in qualità di rappresentante, parteciperò alla prima parte in solitaria a confronto con gli insegnanti.
Penso che un “cicchettino” preventivo me lo berrò, o rischio di sbranare il primo docente che si pronuncia in modo poco adeguato alla situazione.

Venerdì mattina, tra un colloquio e l’altro, ci ho infilato pure una visita ortopedica a Babet, per un problema al braccio che si trascina da tempo e mi son ritrovata di fronte la tipica dottoressa che parla medichese, a cui fare 500 domande per capire e così passare per deficiente. Sono uscita dalla visita non soddisfatta di ciò che mi era stato detto, irritata con la dottoressa, con me stessa, con mia figlia che si mimetizzava con la poltrona e non rispondeva alle domande per vergogna… Con la testa a Canterina e al suo stato emotivo.

Quando l’adrenalina si esaurisce, però, c’è il crollo.
Nel pomeriggio non sono riuscita a trattenere un pianto liberatore di fronte alla ex maestra di Canterina che mi chiedeva notizie.
Mi sentivo stanca, inadeguata per non riuscire a dare l’attenzione dovuta a tutte e tre le figlie in questi giorni di delirio, mi sentivo sola. Sola nell’affrontare le problematiche che ruotano intorno alle bambine.
La mattina ho scritto ad Homo tutto quello che stavo facendo per risolvere la questione di Canterina e mi risponde:
“Bene. Qualcosa si sta muovendo.”
… Se avessi avuto a disposizione un missile intelligente lo avrei usato.
Ma probabilmente anche un missile un po’ stupido.
Qualcosa si sta muovendo?
Sono io che sto muovendo il mondo! E non solo con la forza del pensiero!

So di avere attorno persone amiche fantastiche che mi aiutano, mi appoggiano.

Ma nonostante ciò mi sento comunque sola nel gestire i duemiliardi di qualunquecosa che ruota intorno a loro.
Ma non tanto a livello pratico, quanto a quello mentale.

Se a volte, per il livello pratico, servono i super poteri, per quello mentale cosa serve??

Serve un momento dedicato alle bimbe e alla mamma. Tutte insieme!
Quello sì che mi ricarica.
Così stamane, per anticipare i festeggiamenti per la Cresima di Canterina, ho legato i grembiuli alle bimbe, tirato su le maniche e ci siamo messe ad impastare gnocchi per un’ora, al suono di A-a-bbronzatissima, Gangnam Style e Tu’voi fa’ l’americano!

Avevamo farina ovunque!

E un sacco di sorrisi stampati in faccia!

E non avete idea di quanto fossero buoni i nostri gnocchi!!
C’erano quelli piccoli e quelli delle dimensioni di un panettone, quelli rigati e quelli spiaccicati, quelli lunghi e quelli con l’impronta chiara delle unghie di Nanà…

Mai mangiato gnocchi così buoni…

Non mi annoio mai

  • ottobre 2, 2013 at 00:07

Oggi io ed un paio di altri genitori facenti parte della commissione mensa della scuola abbiamo fatto il controllo a sorpresa: veniva presentato un menù vegano come menù speciale, proposta non ben studiata da parte della ristorazione milanese.

Grano saraceno con zucchine e purea di zucca.
Insalata con tofu e olive.

Le mie figlie sono state tra le poche che hanno mangiato.
Un po’ perchè certi ingredienti a casa nostra vengono utilizzati sovente, un po’ perchè insegno ad assaggiare e mangiare quello che ci si trova davanti… a meno che non faccia proprio schifo.

Sono state brave in realtà, perchè, nonostante il buon menù “ideale” presentato, i piatti erano cucinati in maniera indecente, scotti e totalmente insipidi.
Gradimento generale: zero.

Proposte del genere non possono essere fatte senza previa educazione alimentare ai bambini e alle maestre. Così si rischia di penalizzare il vegan (in questo caso) o la “diversità” per motivazioni che esulano dal rifiuto di una tipologia di alimentazione differente, ma solamente perchè li hanno cucinati con i piedi!

Dulcis in fundo abbiamo trovato un bruco verde in un piatto di insalata.
Questo è successo contemporaneamente in tante altre scuola milanesi.
Una famiglia di bruchi restia allo sfratto ha colonizzato i ciuffi di cicoria della nostra ristorazione.
Il nostro esemplare si è sottoposto felicemente ad un reportage fotografico. Sorrideva anche.

Comunque io mi son sentita in dovere di precisarlo nel modulo di non conformità compilato al termine del controllo: non si possono trovare vermi nell’insalata nel giorno del menù vegano! Piuttosto un altro giorno.
I vermi sono carne… non è coerente!

In serata, dopo un pomeriggio di riunione (ogni tanto passo più tempo a scuola che a casa…) ho trovato Canterina molto stanca, in conflitto con il cambiamento che sta vivendo, proiettata verso le responsabilità e l’indipendenza che le è richiesta, ma scontrosa verso le nuove figure portanti della sua vita: i professori.

Sul suo “Mamma odio la scuola!” mi sono sentita in dovere di coccolarla un po’ e chiacchierare circa il suo malessere.
O cambia pian piano punto di vista o la vivrà sempre peggio.
Tanti cambiamenti in pochi mesi… ha bisogno di avermi vicino, forse più di quello che già sono.

In realtà tutte e tre hanno bisogno della mia vicinanza, fisica e morale, chi per un motivo chi per l’altro.
Così ho dedicato il fine serata ad un bel massaggio a tutti quanti i piedini delle mie bimbe, nel tentativo di rilassarle e far “sentire” con il contatto fisico la mia presenza.

Per concludere in bellezza ho passato due ore e mezza della mia vita a tentare di collegare il cellulare al pc per sincronizzare i dati, dopo aver scaricato qualche programma, non aver capito cosa mancasse, non aver capito cosa non leggesse, non aver capito cosa non capivo…
In ‘ste cose sono una chiavica.

Ma i miei angioletti han voluto che domani il mio santissimo amico Informatico passasse da Milano!
Sono in ottime mani!
A saperlo due ore prima…

Avevo giusto deciso di prendere la via del letto, ricordandomi che la tisana di mirtillo era in infusione da quasi tre ore, che una vocina flebile mi ha chiamato chiedendo il mio aiuto…

Era Nanà che, in preda ad un attacco di dissenteria fulminante, mezza addormentata era riuscita comunque a raggiungere il gabinetto… il mio bravo donnino!
Non vi descrivo cosa ho trovato nel percorso tra cameretta e bagno… non è romantico.

Ora vado a lavare “indumenti” e a liberare il mio letto, pieno di panni piegati e spiegati, se voglio riuscire ad infilarmi, prima o poi, sotto le coperte.
O posso, in alternativa, provare a dormire in piedi come i cavalli.

Mi aspettano poco più di cinque ore di sonno…

Perchè io, quando dico che non mi annoio mai, non scherzo mica!!!

Tutta suo nonno

  • settembre 30, 2013 at 22:47

La vita è breve. [scrive Sergio Bambarén in “Lettera a mio figlio sulla felicità”]
Perdona in fretta, bacia lentamente, ama davvero, ridi sempre di gusto e non pentirti mai di qualsiasi cosa ti abbia fatto sorridere, oppure piangere… E non ti fermare mai a contare le macchie sui vestiti di Nanà.

La figlia della patacca.
… No, non in senso ’emiliano’!

Dove non arriva il genio umano… lei riesce ad ungere.

Se le sposti il piatto sporco di sugo dal davanti, lei sa infilare la manica anche in un calice di cristallo. Magari poi rovesciandolo per concludere in grande l’opera.

Quando un maccherone cade, come una grande calciatrice di serie A, lei lo blocca di petto.

Se è distante dal tavolo, fermerà il fagiolino oliato con la coscia, e quindi il pantalone, per evitare che tu poi debba pulire la sedia.

La tovaglietta è sporca di risotto? Ci passa lei la manica prima che tu possa sparecchiare.

E se per sbaglio è caduto un pisello per terra, evitando abilmente le sue maniche, gomiti, petto, spalle (perchè riesce a macchiarsi anche le spalle, quando gira la testa con la bocca impestata di pomodoro!), petto, pancia, cosce, stinchi…
Nessun problema! Si alza dal tavolo e lo calpesta con le calze antiscivolo!!!

E se è a piedi nudi??

Va ad indossare le calze antiscivolo, torna e lo calpesta.

La vita è breve.
Ma anche la mia scorta di detersivo ecologico!

Vacanze… memori

  • agosto 5, 2013 at 19:40

Sole splendente, mare cristallino, la persona che ami accanto, una caletta isolata sulla romantica isola di Cres, nessun altro intorno…

Gabbiani che volano, odore di olio solare, fondale trasparente, l’insalata di riso cucinata con sani ingredienti, tanto amore e … mangiata con un tagliaunghie tascabile e un biglietto da visita perché hai dimenticato le posate……

Tutto questo non ha prezzo!
Per tutto il resto c’è Wondercard.
Con la quale magari comprare un integratore per la memoria.

L’aiutante porcellino

  • giugno 20, 2013 at 23:42

Dopo la scuola materna, io e Nanà siamo andate nell’orto della scuola e prendere un po’ di piselli che Amicasà mi aveva consigliato di recuperare, perchè già fin troppo maturi.

Occhio di lince-Nanà mi trovava tutti i baccelli più grassocci.

Poi abbiamo anche preso un bel mazzone di prezzemolo, un po’ di rosmarino e salvia.
Non abbiamo osato raccogliere i fiori di zucca perchè non so riconoscere il maschio dalla femmina e mentre mi accingevo a prendere la cicoria, e pensavo che fosse un peccato lasciar andare a male anche la menta bergamotto, Nanà è incorsa in uno dei suoi momenti tipici del bisogno… bisogno di un bagno… così siamo corse a casa.

Stasera avevo un aiutante provetta in cucina.

Mentre sgranavamo i piselli riflettevo che nella nostra scuola tutti i bambini sanno come sono fatti.
Intendo baccello, pianta, colore, profumo.
Oggigiorno ci sono bimbi che non sanno come siano fatti e come crescano veramente i prodotti della natura che si ritrovano nel piatto.
Il nostro orto e il nonno volontario che lo segue per tutto l’anno regalano ai bambini della scuola tanta conoscenza, divertimento e un genuino ritorno alla natura veramente invidiabile.

Certo… dopo venti minuti di “sgranaggio” avevamo solo ottenuto circa sei cucchiai di piselli, ma penso che domani Nanà sarà orgogliosa di raccontare alle sorelle come alcuni ingredienti del pranzo li abbiamo raccolti e puliti con le nostre manine.

“Voglio tagliarlo anch’io!”

“Amore… la mezzaluna è affilata. Se prometti di non lasciarci le dita, faccio tritare a te il prezzemolo.”

Tritato largo, sparso ovunque, spiaccicato con le manine… però niente dita insanguinate: un successo.

Mentre perfezionavo il suo sublime lavoro, Nanà si infognava le carote grattuggiate in bocca come il peggiore degli orchi sdentati.

“Nanà! Sembri un maiale, dai!”

“Ma io sono femmina!”

“Allora sei una maiala! Mangia bene, su!”

“Mamma… ma siamo figlia e mamma noi?”

“In che senso?”

“Io e te siamo figlia e mamma, giusto?”

“Così dicono le prove, perchè?”

“Perchè se io sono una maiala, allora tu sei una maialona!!”

… Possibile che mi metta all’angolo già a cinque anni???

Aggiungi un posto a tavola

  • giugno 18, 2013 at 17:59

Come mai le feste e le riunioni di fine anno si svolgono tutte quante… mangiando e bevendo??

“Vediamoci con  i genitori della quinta!” e si mangia.

“Vediamoci con quelli della terza!” e si mangia.

“Ci troviamo con i genitori della materna per un ultimo saluto?” e si mangia.

“Aperitiviamo noi del teatro per scambiarci le foto della spettacolo!” niente foto, ma si mangia.

“Non c’eravamo tutti… rifacciamolo!” e si mangerà.

Stasera ultima riunione del Direttivo dell’associazione genitori della scuola… in trattoria.

Domani sera vado a trovare amici a Piacenza che non vedo da mesi… e ceneremo insieme.

Settimana prossima cena di fine anno con le “mamme attive” della scuola e addio a quelle che finiscono il ciclo.

Guardiamo il lato positivo: ho un sacco di amicizie con cui condividere bei momenti.

Guardiamone un altro: forse è la volta buona che ingrasso!

Questione di fisica

  • giugno 4, 2013 at 16:13

La legge fisica più famosa del mondo non è quella di gravità.
Eugualeemmecialquadrato.
Nè la ricetta del panettone milanese.

La legge fisica più famosa è quella che enuncia: <<Il pane con la marmellata cade sempre dalla parte della marmellata>>!

E quando, davanti a scuola, hai appena consegnato un panino con marmellata a Babet fatto con fetta sopra, fetta sotto e buonissima marmellata biologica di fragole senza zucchero checostaunmutuo nel mezzo del panino, ben benino al riparo??

Da che parte può caderle???

Ovviamente in piedi.

E poi si apre.

Perchè hanno fame… e pure tutti i giorni???

  • maggio 27, 2013 at 20:27

Tre figlie sono impossibili da mettere d’accordo sui gusti alimentari.

In ogni caso in casa Wonder vige la regola che la mamma cucina “una” cosa e quella si mangia, che piaccia o no.
Ma le lamentele non si fanno mai attendere.

Questo vale anche per la merenda.

La merenda consiste sempre in un frutto e poi… qualcos’altro.

A parte che Nanà vive di banane, sulla frutta non ho grossi problemi. Sul resto sì.

Oggi non piace a Canterina
Oggi non piace a Nanà.
Oggi non piace a Canterina.
Oggi non piace a Babet.
Oggi non piace a Canterina.
Oggi è poca e hanno ancora fame.
Oggi non piace a Canterina.

Ebbene sì, la grande, è la più difficile per quel che riguarda la merenda.

Anche oggi pomeriggio, mentre con altre mamme stavo organizzando “cose” per la scuola, apre la sacchetta e esclama:
“NOOOOOOO!”

“Che c’è amore?”

“Ma ci sono solo questi?”

“Sì, amore, sono quelli che vi piacciono. Tortini al farro!”

“Ma son senza cioccolato!”

“Sì, sono senza cioccolato.”

“E a me non piacciono!”

“Amore, sono arrivata a casa, ho scaricato la borsa, ho preso la merenda al volo e sono corsa a scuola…”

“Ma a me non piacciono!”

“Amore, quelli ci sono.”

“Non mangio.”

“Non mangiare.”

“Ma lo sai che a me non piacciono!!”

“Non mangiare!”

“Ma uffi…”

“Ma tanto non c’è mai niente che ti va bene… Se non fai merenda non diventi mica un vegetale!”

“Sì che lo divento se non mangio!”

“Perfetto! Allora fai una bella cosa, esci fuori e fissa il sole. E non ti spostare dalla luce!”

“E perchè?”

“Come perchè?! Proviamo a vedere se sopravvivi con la fotosintesi clorofilliana…”