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Eclissi di primavera!

  • marzo 20, 2015 at 16:42

Stamattina sono andata in giro con la lastra del gomito di Babet, in attesa dell’Eclissi solare.
Al momento propizio ho estratto la radiografia in versione gigante e mi son messa ad osservare questo spettacolo della natura.

Ho anche beccato qualche vecchietto che mi chiedeva di poter vedere attraverso.
Una signora di tutto rispetto ha anche fatto le foto da mettere su feisbuc!

La Luna è arrivata, con calma e pazienza, ha oscurato e se n’è è andata per la sua strada come se avesse adempiuto al suo dovere.

Che spettacolo!

Eclissi di sole oggi, equinozio di Primavera domani.
Che momento meraviglioso!

E’ tempo di rinnovamento, di lasciar andare il vecchio per far spazio al nuovo.
E’ il tempo in cui il Seme germoglia, rinasce, viene alla Luce.

Lasciamo andare le nostre paure, ansie, dipendenze, attaccamenti.
Apriamoci al vento di novità di Noi Stessi.

Il solo modo per accogliere qualcosa di nuovo è fargli spazio.

Da ricordare che…

<<Simile attira simile.
Perciò da adesso in poi dimenticati cosa non vuoi e concentrati SOLO su cosa vuoi.>>

L’astinenza, che brutta roba!

  • settembre 5, 2014 at 16:59

Il primo passo per riconoscere una dipendenza è… riconoscerla, appunto.

Che io fossi dipendente dal caffè lo avevo pacificamente riconosciuto da un pezzo.
Sono certa anche di aver trovato alcune delle motivazioni che mi portavano ad esserlo, ma con cui ora non mi dilungo.
Bene, il primo passo lo avevo fatto.
Per il secondo non avevo fretta…

Sapete quante scuse, noi adulti, sappiamo trovare per…. per qualunque cosa?!
Ho sentito persone che reputo decisamente intelligenti trovare le più infime scuse per darsi ragione, sia su sciocchezze che su cose più rilevanti.
Io certamente ero tra queste, quando si parlava di dire no ad un caffè, lo dico pacificamente e con consapevolezza.

“Ho un solo vizio, anzi due: bere un paio di caffè al giorno (senza i quali non riuscivo a <<ingranare>>) e dire qualche parolaccia. Solo questi vizi… Lasciatemeli!! E che c***o!!!”

In qst giorni ci stavo pensando seriamente, come si evince da qualche post fa, e “magicamente” una mia amica mi invia un articolo su tuuuuuuuuuutte le controindicazioni dell’assumere caffè.
Forse mi mancava giusto il La per prendere questa decisione a due mani e portarla avanti… seriamente.

Lo so, a parlarne così sembra ‘na cazzata, ma non è poi così semplice eliminare una dipendenza, piccola o grande che sia.
Stiamo sostituendo un nostro bisogno con qualcos’altro che, pensiamo, ci fa stare bene. Quindi non è così facile eliminare il surrogato senza aver eliminato anche quel bisogno (ovviamente inconscio nella maggior parte dei casi).

Letto l’articolo mi son detta:
“Cribbio Wonder! Sei adulta! Possibile che tu non riesca a lasciar andare anche questo benedetto caffè?? Soprattutto sapendo che ti fa male! Vuooiiitti bene! O come cavolo si dice in italiano correggiuto… Cazzarola! Sei riuscita finalmente a lasciar andare l’uomo, cosa ci vuole a farlo anche col caffè?? Da domani BASTA!”

E così è stato.

Ora…

Devo essere sincera…

Forse, forse è stato più facile con l’uomo.

Non pensavo esistessero i sintomi da astinenza da caffeina.
Posso dire che sono stata da schifo per tre giorni buoni e ho ancora gli straschi.
Il corpo deve eliminare tutte tossine accumulate…. e te lo fa sentire.
Che roba brutta…
Penso che istituirò un fondo per la ricerca del caffè-metadone.
Voglio anche un gruppo di supporto.
E un quarto d’ora al giorno per fanculizzare chi mi pare e piace per vedere se si allevia il mal di testa.
Che anche se non si allevia mi sarò tolta qualche soddisfazione!

Che fatica lasciar andare

  • marzo 10, 2014 at 01:51

Un’amica mi ha scritto:

<<Lasciar andare non significa non interessarsi,
ma smettere di credere di aver potere al posto degli altri.
Lasciar andare non significa fregarsene,
ma lasciare che l’esperienza sia consigliera, non le parole.
Lasciar andare non è vittimismo,
ma la profonda certezza che spesso gli effetti non dipendono da noi.
Lasciar andare non è cedere ai fardelli della vita,
ma credere che siamo nati per uno scopo elevato.
Lasciar andare non è di domani,
ma è di un oggi che aspetta di essere vissuto…>>

Hai ragione, su tutto.
A volte però viene richiesto un impegno ancora maggiore, direi da… Terzo livello, e cioè lasciar andare quelle proprie parti oscure, quelle che ti bloccano e ti impediscono di vivere le stesse esperienze in maniera diversa.

E’ un impegno che si prende chi ‘sceglie’ di lavorare su se stesso in maniera profonda, più profonda di un lavoro a livello emozionale o mentale.
Chi sceglie di “cambiare” seriamente deve saper riconoscere di avere delle parti oscure, dei meccanismi che riportano sempre a compiere gli stessi errori, le stesse dimaniche.
E l’impegno è verificare questi meccanismi, riconoscerli… e fare di tutto per non frequentarli: lasciarli andare.
Ma non basta farlo durante una condivisione, un meeting, un seminario e poi tornare nel mondo come eravamo esattamente poco prima.
Il lavoro più duro è portare tutto ciò nella vita di tutti i giorni.

E’ difficile farlo.
Ma solo così si potranno salire i gradini della consapevolezza.

Quindi amica, lascia andare chi hai scelto di lasciar andare.
Con dolore, con tormento, con fatica, con la piccola vacillante certezza che è il meglio per te.
Sono con te.
Ma aiutati poi a liberarti di tutti i legami che ti hanno riportato più e più volte a rivivere la stessa situazione, perchè tu possa vivere veramente il cambiamento.

Che non significa cambiare persona.
Significa cambiare vita.
Poichè quando tu non sarai più la stessa, inevitabilmente, non lo saranno nemmeno le persone che ti circondano.

Ti ricordi?
Vuoi cambiare qualcuno che ti ferisce? Prima di tutto cambia te stessa.
Quando lo sarai, chi hai di fronte… o cambierà a sua volta oppure uscirà serenamente dalla tua vita, perchè tu non avrai più necessità di “vivere” quell’esperienza.

Però poi, promettimi una cosa… che inseguirai ciò che il tuo cuore vuole ad ali spiegate, senza fermarti di fronte a nulla.
E se mai ti fermerai, non sarà la solita “colpa” degli altri (niente giustificazioni, prenditi le tue responsabilità!), ma sarà esclusivamente una Tua scelta.

Silenzio costruttivo

  • febbraio 1, 2014 at 21:57

Abbiamo bisogno di silenzio.

Ma di vero silenzio.

Il silenzio in cui ci mettiamo all’ascolto di noi stessi.

Ma vero ascolto.

Si dice “Ascolta il tuo cuore”…
Come si fa ad ascoltare il proprio cuore nella frenesia di tutti i giorni?
Come pensi che riesca a parlarti il cuore nello stress quotidiano?
Ciò che usi troppo spesso è la testa.
La ragione.
Ma a volte il cuore “dà ragioni che la ragione non vuol sentire”, e ci sarà un perchè!
Seguire il cuore non vuol dire essere emotivi, vuol dire prendersi un attimo di tempo, il tempo meglio speso, e stare in silenzio ad ascoltarsi.
Spegnere la testa ed ascoltare l’anima.

Provate.
Cercate un luogo silenzioso e rilassatevi. Spegnete i pensieri che continuano a tormentarvi per qualche minuto. Respirate e… chiedete.
E’ l’unico modo per riuscire a conoscere noi stessi veramente.

Abbiamo bisogno di silenzio costruttivo, non del silenzio di una casa vuota, o di una vita non piena di ciò che vorresti, che per non ascoltare riempi e riempi continuamente di “cose da fare”.

Continuare a fare, a non stare fermi, significa non darsi la possibilità di fermarsi a pensare, di scegliere di affrontare ciò che ci fa star male o che ci blocca e che non ci porta a crescere, non affrontare le nostre paure, i nostri limiti…

Riempire significa non lasciare spazio.

Ma per accogliere qualcosa di nuovo nella nostra vita è fondamentale fargli spazio, o quel qualcosa non arriverà.
Per accogliere qualcosa di nuovo bisogna spesso lasciar andare qualcos’altro.

Fare spazio è fondamentale.
Rimanere attaccati a qualcosa ci impedisce di farlo.

Lasciar andare spesso è la cosa più faticosa del mondo.
Rimaniamo attaccati al passato,  a qualcuno o qualcosa, ad un’idea, ad una sofferenza, ad un “avrei voluto che”…
Però così non si vive il presente, il qui ed ora, che è esattamente il momento in cui le opportunità ci bussano delicatamente alla porta, chiedendoci se siamo pronti per accoglierle.

E allora forza.
Questo è il momento giusto per il cambiamento (lo dicono anche gli astri!!! Io non ci capisco niente… ma si “sente” nell’aria che è così!!)

<<Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo>> (Mahatma Ghandi)

Dobbiamo sempre e comunque partire da noi stessi…
E allora cominciamo, ascoltando il nostro cuore, la nostra vera anima.
In silenzio.