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Riflessioni e riflessologi

  • maggio 26, 2014 at 22:36

E’ ora di andare a letto.
Sto per pronunciare le parole fatidiche quando, in preda alla stanchezza, decido di sedermi un nanosecondo in mezzo alle mie tre befanette, sul divano.

E’ stato un week end molto faticoso, ma bello.

Domenica la festa della scuola ci ha occupato l’intera giornata. Siamo entrate nel giardino della scuola alle 8.15 e ne siamo uscite alle 19.15, sporche, sudate, stravolte, ma felici.
Un’organizzazione pazzesca di genitori intraprendenti e laboriosi che, in collaborazione ad un corpo docenti fantastico e a bambini meravigliosi, riesce sempre a realizzare feste magnifiche.

Spettacoli, canti, balli, dimostrazioni, banda, menù di carne e vegetariani, cibarie prelibate, torte, caffè e gelati. E dulcis in fundo, mohito per i grandi, quando ormai la festa inizia a scemare e bisogna ritrovare le foze per riordinare… ma non prima di aver ballato fino all’ultimo respiro.

Sono quelle giornate che ti fan sentire orgogliosa di far parte di un gruppo, di un ambiente, di una tipologia… Quelle giornate che prosciugano i muscoli e riempiono il cuore.

Ma i postumi si fan sentire per un po’.

Così mi spaparanzo in mezzo alle bimbe, leggo un libro a Nanà e poi esclamo:
“Prima di andare a letto qualcuno mi fa un po’ di massaggini??”

Babet continua a viaggiare nel suo mondo di lettura, mentre Canterina e Nanà, forse perchè si ritrovano le mie braccia addosso, cominciano a massaggiarmi le mani.

“Va che meraviglia! Come siete brave!”

“Mamma, hai un po’ la pelle secca e rugosa.”

“Rugosa tua sorella! Un po’ secca sì, Canterina, non mi incremo mai, non ho tempo. Ma rugosa tua sorella…”

Butto la testa indietro e chiudo gli occhi.

“Nanà… Ma sbaglio o sento umido?”

“E’ lo sputo! Così non hai più la pelle secca!”

“Bleeeeeh! Ma ce l’ho sbavata! Dai, che schifosa! Smettila di sputarmi!”

“Aspetta, mi manca ancora un pezzo di braccio…”

“Nanà! Perchè non mi massaggi i piedi che sei bravissima??”

“Occhei…”

Ringraziando il cielo abbandona il mio braccio e raggiunge i miei piedi.
“Dimmi un po’ se ti faccio male?”

“Beh, se mi perfori il quarto metatarso un po’…”

“E così?”

Nanà sta tentando di ficcarmi le punte delle dita in ogni angolo sconosciuto tra le ossa del piede.
“Amore, ma cosa fai?”

“Faccio come te quando mi schiacci e mi dici se mi fa male, o come fa la naturopata!”

“Ah, ho capito, fai riflessologia! Brava amore. Da grande vuoi fare la riflessologa?”

“No, non voglio fare la RIFLOLOGA, voglio fare i massaggi!”

“Occhei… allora ti puoi riprendere l’unghia che mi hai conficcato nell’alluce… non mi serve!”

Quindi niente riflessologia.
Peccato.
Già riflettiamo tanto in famiglia, una riflessione in più o in meno non guastava.

Sempre in tema plantare, oggi ho portato Canterina a comprare i sandali estivi.
Ha un piede difficile e i gusti ancor di più.
Gira e rigira siamo passati al reparto donna di un negozio al centro commerciale.

Cribbio, ho pensato, già nel reparto donna a undici anni…. la mia bambinaaaaaaaaaaa!!!!!

La guardavo abbracciarsi il piede con un sandalo argentato che le piaceva tanto e che, fortunatamente, le andava bene, e mi commuovevo.
Un po’ perchè non c’era nessun altro che si abbracciasse un piede, un po’ perchè ogni minimo passo ultimamente mi fa realizzare come stia crescendo alla velocità della luce.

“Canterina… ormai sei da reparto donna… mi viene da piangere!!”

“Anche a me!” esclama felice “Comunque mamma, se te la senti, piangi pure. Non ti giudico.”

 

Orientamento al lavoro

  • gennaio 14, 2014 at 00:27

“Mamma, oggi a scuola abbiamo dovuto scrivere cosa vogliamo fare da grandi… Riguardo al lavoro che vorremmo fare, anzi ai lavori! Ogni giorno il lavoro che vuoi fare…”

“Wow! Babet! Che bello! Un compito sul lavoro che farai da grande? E tu cosa vuoi fare??”

“Mamma, ho portato a casa la brutta, poi te la leggo. L’ho portata a casa perchè la tengo, per tanti anni. Poi quando son grande, un giorno la leggo per vedere  e se sono le stesse cose… mi emoziono.”

“Bello tata! Dai, andatevi a lavare e dopo me lo leggi.”

Dopo una luuuuunga pausa per la toiletta arriva Nanà.
“Mamma! Anche io voglio scrivere tutti i lavori che faccio da grande! Dove lo scrivo?”

“Scrivilo sul tuo diario segreto, dai.”

“Occhei!”

Dopo poco torna e mi fa vedere il suo diario con disegno incorporato.
“IO DI LAVORO FACO LA BARISTA.”

“Fantastico Nanà… hai le idee chiare!”
Giunge Babet con un foglio.
“Patata! Dai leggi!”

Una mattina mi sveglierò e vedrò che non sono più una bambina, ma sarò adulta e dovrò andare a lavorare.
Come lavoro… anzi come lavori farò: il lunedì andrò a fare la maestra di nuoto qui nella piscina vicino alla scuola, il martedì farò la scultrice e lavorerò in Francia, il mercoledì farò la poetessa e scriverò una poesia sugli alberi e sarà lì che incontrerò il mio futuro sposo. Il giovedì andrò a fare la mia luna di miele alle maldive, venerdì farò la veterinaria e mi comprerò una fattoria in campagna. Il sabato e domenica viaggerò in alcuni paesi: Inidia, America, Australia, Cina, eccetera.
E avanti così per tutta la vita e riempirla di tante altre PASSIONI FANTASTICHE.

“Amore… ha ragione la maestra a scriverti: MERAVIGLIA!”

La Nostra realtà

  • novembre 10, 2013 at 01:16
Non vivi per scoprire cosa ti porta di nuovo ogni giorno, bensì per crearlo. Crei la tua realtà minuto per minuto, con ogni probabilità senza saperlo.
(Neale Donald Walsch, Meditazioni da Conversazioni con Dio)

Una delle più grandi verità che facciamo più fatica a credere: siamo noi a creare la nostra realtà.

E quando ne veniamo a conoscenza, non possiamo fare a meno di farci mille domande, sul passato, sul presente…

Sul futuro no.
Per fortuna quello dobbiamo ancora crearlo.

 

Cosa voglio, cosa penso, cosa so

  • agosto 26, 2013 at 23:41

«Voglio arrivare, quanto posso, lontano,
Attingere la gioia che ho nell’anima, di
E cambiare i limiti che conosco,
E sentirmi crescere la mente e lo spirito;
Voglio vivere, esistere, “essere”,
E udire le verità che son dentro di me.»

Qualcuno stasera mi ha detto che bisogna vivere tranquilli e andare avanti con la propria vita senza aspettarsi niente, poiché nessuno può scegliere per gli altri.

Già la parola “tranquilla” non si addice alla mia esistenza…
Son ben consapevole di non poter scegliere per qualcun altro, non vorrei nemmeno farlo, ma non c’è dubbio che gli altri interagiscono con noi, “portano” la loro essenza nella nostra vita e la modificano.
Non posso nemmeno stare con le mano in mano e farmi vivere.

Ogni esperienza è utile perché porta ad un cambiamento.
Se si riesce a non analizzare solo gli aspetti altrui, ci può portare a chiarirci cosa vogliamo.
Ricordandoci che siamo noi ad attrarre le esperienze, le persone nella nostra vita.

Ciò che pensiamo, creiamo. Quindi è il caso di capire bene cosa stiamo pensando.
Cambia il pensiero e cambierai il tuo mondo.

C’è ancora ci crede che sia il destino ad accanirsi contro di noi, ma non è così.
Noi abbiamo il potere di chiedere.
Noi abbiamo il potere di modificarlo.

«Quello che chiamiamo nostro destino è in realtà il nostro carattere, e il carattere si può cambiare.»
(Anais Nin)

Se il Perchè è forte, il Come non è un problema

  • maggio 11, 2013 at 23:02

Chi si guarda intorno e vede tutto complicato…
Problemi, dolori, frustrazioni da cui sembra non riuscire ad uscirne.
Ma cosa è complicato??
Ciò che siamo?
Ciò che siamo diventati?
Ciò che ci portiamo dietro?
Ciò che vorremmo raggiungere ma non sappiamo come?

Il passato si rifletterà nel futuro, a meno che non cambiamo il presente.
Noi.
Siamo il risultato di un infinito numero di libere azioni di cui siamo i soli responsabili.

La nostra reazione ai problemi è una ripetizione di ricordi. I problemi sono spesso ostacoli che abbiamo già incontrato, ma che non abbiamo mai risolto.
Per questa ragione, la situazione ritorna per darci l’opportunità di reagire in modo diverso!!

Se vogliamo sottrarci all’angoscia, ai conflitti e alle frustrazioni che ci opprimono, dobbiamo fare una rivoluzione. Questa rivoluzione non deve cominciare con teorie o ideologie, ma con una radicale trasformazione della nostra mente.

Ci sono troppe persone che pregano affinché le montagne di problemi si dissolvano, ma ciò di cui hanno davvero bisogno è il coraggio di scalarle.
E il segreto? … Quando il perchè è forte, il come non è un problema.

Dove c’è una grande volontà non possono esserci grandi difficoltà.
(Niccolò Machiavelli)

Possiamo avere ciò che vogliamo semplicemente se siamo disposti a liberarci della convinzione che noi non possiamo averlo.

Dobbiamo gioire del fatto che il nostro futuro non è scolpito nella pietra, ma lo scolpiamo noi, nel nostro cuore, ogni giorno.

Sono concetti difficili. Ma sono la realtà delle cose.
Ci si arriva pian piano. Io ci ho messo 36 anni… e una dose di forte esperienza.
A volte non è così facile renderne partecipe qualcuno a cui tieni.
Spesso non è il momento giusto per renderlo partecipe.

Così tante parole che frullano nella mente e nell’animo… e esce solo un “Ti voglio bene”.

Ci son parole che uno non è pronto ad ascoltare.
Ci son parole per cui non serve essere pronti.

Se parli con il cuore, la gente di cuore ti capirà.
E gli altri?
Si perdono la parte migliore…

Ammutinamento strumenti essenziali – parte seconda

  • settembre 24, 2012 at 20:50

“Nome.”

“Wonder.”

“Cognome.”

“Wondermamma.”

“Via.”

“Wonderstreet 1, Milano.”

“Modello telefono.”

“Samsung taldeitali.”

“Problema telefono.”

“E’ morto.”

“… Cioè?”

“Defunto. Esanime. Spento. Non si accende più nemmeno con la dinamo della bici. Non dà segni di vita. Sto già preparando l’elogio funebre. Oggi ho chiesto agli amici tre minuti di lutto nazionale…”

Forse… casualmente… non vogliamo vivere nelle certezze… ma potrebbe essere l’effetto del volo d’angelo che Canterina gli ha fatto fare mercoledì,  all’atterraggio del quale, il mio povero cellulare, si è aperto in una mezza dozzina di pezzi, sparpagliandosi sul pavimento del garage.
Mi ricordo di aver trattenuto il fiato un paio di minuti per poi esclamare un sonoro “… MA CRIBBIO!!” solo per la presenza di un vicino di box che non ci conosce ancora approfonditamente come gli altri.
Poi, in auto con mia figlia, ho tirato giù l’intero rosario.
Il cellulare si dev’essere spaventato, decidendo di funzionare ancora per qualche giorno, prima di tirare le cuoia definitivamente.

“Ah, occhei. Tenga la schedina, la scheda, la batteria. Se quando torna riesce a portarmi la SD vuota, perchè c’è il rischio che nel riattivarla si cancelli tutto.”

“… EH??”

“Questa piccolina. La dovrebbe svuotare… Così non perde i dati.”

“… EH??”

“Devo usare un altro linguaggio, vero?”

“Gradirei.”

“Non riesce a scaricare i dati nel pc? Ha un pc?”

“Il pc ce l’ho… ma non ho idea di come si faccia. Dove si può infilare ‘sta schedina così piccola? … No, le prime risposte spontanee non sono ammesse alle orecchie delle minori qui presenti!”

“Hahaha!”

“Non ci dovrebbe essere un adattatore? Un qualcosadelgenere? Mi scusi, parlo da profana profanatrice.”

“Le do io una scheda più grossa dove può inserire la SD, se lei può scaricarla..”

“Bravo! Più grossa ho il buco dove infilarla! … Come sopra sulle risposte…”

Torna e mi porge una schedina leggermente più grande con un buchino dove poter infilare quella piccola della memoria.
“Neeeeeeh!”

Maneggio con la confezione del telefono che mi ero prontamente portata dietro ed estraggo una scheda identica a quella che il ragazzo mi voleva gentilmente prestare.
“Sai che mi son sempre chiesta che cavolo servisse?? Quante cose si scoprono ogni giorno!!”

“Occhei, da due a sette giorni per il ritiro. Mi dai un numero cellulare su cui ti posso rintracciare sicuramente?”

“Che, pigli per il culo?”

Gli do il numero di riserva.
“Giusto per sapere di che morte morire… quanto mi viene a costare la riparazione?”

“Niente! E’ in garanzia.”

“Ma tu sei una fonte inesauribile di belle notizie!!”

“Bene, mi fa piacere! Hai capito come fare a scaricare i dati?”

“… Eeehhmmm… Dunque…. Forse…”

“Beh, mi sa che se la piazzi davanti al computer” indicando Canterina che, attenta, seguiva tutta l’operazione “te lo sistema in trenta secondi!!”

“Penso tu abbia perfettamente ragione. E la cosa mi sconvolge alquanto… Amore, hai una mamma obsoleta. Fattene una ragione.”

Porco pidocchio!

  • gennaio 31, 2012 at 21:31

Nanà è alle prese con raffreddore e febbriciattola, io, che mi faccio tossire addosso tutta la notte, sto anche convivendo con un mal di schiena che non ne posso più.
Ma per non farci mancare nulla sono passati a trovarci di nuovo ‘sti stronzetti di parassiti…

Non ce la faccio più! Basta!
Tra le mamme ultimamente dilaga una nuova malattia: dopo la depressione post-partum è arrivata la depressione da-pidocchium.
Basta arrivare davanti al cancello della scuola e pronunciare le amare parole “Ah, ragazze, fate un controllino alle teste dei vostri figli!” che un coro di “Noooooooo! Ancora?!” aleggia nell’aria che pare un tuono di temporale in lontananza.
Parola chiave: du’ palle!

Quindi oggi, per sicurezza, trattamento per tutte quante le lunghe capigliature, per la casa, per i giubbotti, per i pelouches!
Con braccialetto all inclusive alle prime dieci iscrizioni.

Al trattamento della quarta testa avevo la nausea.
Al quarto pettinamento mi andava insieme la vista.
Al quarto shampoo chinata sulla vasca sono rimasta piegata in due con il colpo della strega e non è ancora carnevale!

Ho iniziato ad avere visioni di pidocchi danzanti che brindavano con boccali di birra alla spina.
Ho preso le forbici e ZAC!
In preda al morbo della parrucchiera pazza ho tagliato i capelli a tutte quante.

Qui ogni giorno ce n’è una nuova.
Cosa ci aspetterà domani?
Beh, preoccupiamocene solo domani…

“La miglior cosa del futuro è che arriva un giorno alla volta.”
Abraham Lincoln

Ui uissciu e merri crismas!!

  • dicembre 25, 2011 at 00:55

"Mamma, dobbiamo addormentarci presto. Stasera arriva l'Idolo delle folle!!"

Questa è la follia prenatalizia di Canterina.
Sono agitate, le due grandi non riescono ad addormentarsi. Nanà invece già russa.
Io son qui che aspetto, con un sonno devastante, che siano rapite da Morfeo per poter andare a svaligiare la cantina piena di regali e preparare la scena per domattina, quando si sveglieranno, dopo che avrò scampanellato per benino (se mi sveglio prima io di loro) e correranno in sala a vedere se Gesù Bambino è passato anche quest'anno.

Sento già la porta della cantina sbattere… qualcuno più fortunato di me ha i figli già addormentati.

Abbiamo preparato i biscotti e il succo per Gesù e carota e latte per l'asinello.
Dopo aver decorato la tavola di ogni colore esistente sulla gamma RGB, abbiamo sistemato accanto alle cibarie i biglietti per Gesù.
Quando oggi mi chiedevano cosa poter scrivere io davo spunti quali:
"Caro Gesù, speriamo tu gradisca il latte di soya, ma abbiamo eliminato i latticini (<<Proteine animali, mamma!>> mi specifica Babet…). Inoltre puoi benissimo rifocillarti con i nostri buonissimi e gustosissimi biscotti al cioccolato, ma senza lievito. Ringraziamo la dieta di Canterina. Noi siamo sicure però che anche tu apprezzi la sana alimentazione. P.S.: Siamo sprovviste di fieno biologico per l'asinello…"

Invece loro hanno optato per lettere personalizzate multicolor.
I testi variavano, anche grazie al travaso di bile a cui mi hanno portato nel pomeriggio: stufa di non essere ascoltata ho urlato, lanciato maledizioni, sfornato anche qualche punizione da Vigilia e minacciato di scrivere un telegramma dell'ultimo minuto a Gesù Bambino per dare fuoco ai loro regali.

Così le letterine hanno preso una piega particolare.

Nanà la tenerona:
<<GESU TIVOGLI  O BENIE NANA'>>

"E dietro cos'hai disegnato?"

"E' UN PATTICCIO!!"

Canterina la pentita:
<<Caro Gesù, lo sò, sono io quella che faccio sclerare di più la mamma ('mamma' contornato di cuori e farfalle…). Mi dispiace moltissimo. Per i giochi non ho differenze (=preferenze), pero c'è solo una cosa che desidero avere, i capelli lunghi fino al sedere. Grazzie che sei sempre così generoso. Ti voglio tanto bene. Per Gesù da Canterina!>>

Babet la materialista:
<<Caro Gesù posso solo pochi giochi seno non ci staranno ti dico quanti son i gochi. Sono pochissimi il numero è 88.888!! Scherzavo ti dico cosa voglio, delle tempere, una barbie bella, fine. Gesù mi puoi aiutare vorrei esere più brava.>>

Non c'è via di mezzo… O le vorrei uccidere o le strapazzerei di baci fino a consumarle!!

Quando stasera siamo andate ad assistere alla S. Messa, Canterina era triste e contrariata.
Le avevo appena sgridate e lei teneva il broncio, un po' pentita delle malefatte, non avendo nessuna intenzione di tornare a sorridere a breve.
Così, sedute accanto, mano per la mano, abbiamo parlato con il cuore.
E le ho spiegato che oramai quello che era stato fatto non si poteva più cancellare, il passato rimane così com'è, perchè ormai è passato. Noi possiamo solo imparare dalle cose che sono successe per cambiare il nostro futuro.

"No, non si può cambiare il futuro, mamma!"

"Certo che puoi, cambiando te stessa nei confronti degli altri, delle cose, cambiando il tuo comportamento. Anche alla mamma capita di fare qualcosa e poi dirsi che non si è piaciuta. Allora sai cosa faccio? Mi impegno a comportarmi diversamente quando mi ritroverò in una situazione analoga. Così cerco di cambiare il mio futuro. Tu non puoi certo cambiare l'arrabbiatura della mamma di oggi, però puoi impegnarti ad ubbidire di più, in modo che in futuro la mamma si arrabbi di meno e anche tu stia bene… con meno punizioni certamente…"

"Però non possiamo cambiare le cose che ci accadranno…"

"Amore mio, se tu hai la capacità di cambiare te stessa, forse non cambierai le cose che ti accadono, ma cambierai la tua visione, il tuo modo di comportarti, il tuo modo di stare con gli altri. Si può sempre cambiare, bisogna solo volerlo!"

"Ma se cambio e faccio le cose peggio?"

"Certo, può capitare, ma dipende da te, da cosa scegli tu. Esistono persone che sembrano così giuste e corrette e ad un certo punto decidono di compiere azioni e comportarsi in maniera ingiusta e crudele. Han deciso di cambiare in peggio. Ma ci sono anche persone cattive e scorrette che,magari dopo una vita di malefatte, decidono di seguire la strada dell'Amore, quello vero, però. Ti ricordi Zaccheo?"

"Chi era Zaccheo?"

"Quell'uomo che per vedere Gesù era salito sull'albero. Quando Gesù lo vede gli dice <<Zaccheo, scendi che devo venire a mangaire a casa tua!>> Gesù non l'ha mica rimproverato per quello che era, no. Si è offerto di incontrarlo. E gli ha cambiato la vita. Ti ricordi cosa faceva Zaccheo, vero? Rubava i soldi agli altri e si arricchiva. Poi, ad un certo punto ha deciso che voleva vedere Gesù… Ha scelto di andare incontro a Gesù. Così come tu ora puoi scegliere di incontrare Gesù o rimanere nel tuo broncio, magari dando la colpa agli altri delle tue azioni. Se Zaccheo fosse rimasto a casa sua, probabilemnte avrebbe continuato a fare le stesse cose, sbagliate, per il resto della vita. Invece ha voluto incontrare Gesù e da lì la sua vita è cambiata. Perchè Gesù porta nelle nostre case, nel nostro cuore la luce dell'Amore. Bisogna solo scegliere di volerla e sarà Gesù stesso che ci verrà incontro. Zaccheo non ha potuto cambiare il suo passato, ma ha deciso di cambiare il suo futuro, cambiando lui…"

Tempo di stare per tutta la Messa abbracciate e Canterina aveva ritrovato il suo sorriso luminoso.
"Mamma… qualcuno spari alla sciùra che canta al microfono… ti prego!!"

"Tesoro mio, se avessi una pistola le avrei già sparato io quattro canti fa!"

E questo diventa il mio augurio per tutti voi.
No, non di sparare al pianista…
Nemmeno al cantante.

Che ognuno di Voi cerchi e trovi Quell'incontro che cambia la vita.
Che ognuno di Voi riconosca che è l'artefice del proprio futuro, che non può cambiare il proprio passato, ma certo ne può trarre insegnamento.
Che ognuno di Voi abbia il coraggio di salire su un albero per potersi rinnovare, sentirsi chiamato al proprio destino e comprendere quale sia la strada da percorrere.

Che ognuno di Voi si ponga davanti Grandi obiettivi.

Perchè i Grandi obiettivi possono essere raggiunti solo da Grandi persone.
E ponendoveli, sarete costretti a diventarle.

Buon Santo Natale a tutti!

La cantina mi aspetta…

La tinta e i rin-tronisti

  • ottobre 15, 2011 at 20:40

Settimana scorsa decido che è giunto il momento di farmi la tinta, solo giusto perchè se mi guardo da vicino (da lontano non mi metto a fuoco…) mi sento molto Richard Gere.

Io sono per la tinta fai da te, nel senso che vai al super, la compri e a casa te la fai da te.
Risparmio soldi, tempo e soprattutto la lettura di riviste di gossip chenoncelapossofare e dopo averne sfogliate un paio preferisco annoiarmi e contare i grumi di intonaco sulla parete di fronte o le righe delle piastrelle del pavimento.
Tanto nove personaggi su dieci manco li conosco e di quelli che conosco non voglio sapere se hanno la cellulite adiposa sulla natica destra, se hanno l'amante, se sono usciti a comprare l'impermeabile al cane o se in vacanza in posti da sogno hanno richiesto l'intervento di E.R. per un bruscolino nell'occhio. Della dog-sitter, preziosa come il brodo che accompagna i tortellini e con la carnagione dello stesso colore.
Quando vado a tagliarli e devo aspettare, la carinissima aiutante mi porge le riviste incriminate e con aria sinceramente contrita mi dice:
"Lo so Wonder, mi spiace… abbiamo solo queste…"
E si allontana frustandosi e inginocchiandosi sui ceci.
Puntualmente apro a caso e leggo che qualche tronista si è lasciato con qualche ocona da copertina e ne parlano come se fosse la cosa più importante e logica al mondo…
MA IO NON HO NEMMENO LA PIU' PALLIDA IDEA DI CHI CAVOLO SIANO 'STI RIN-TRONISTI!!! Ma chi li ha mai visti??

In quei momenti non posso fare a meno di chiedermi se è così che veramente gli "altri" ci vedono, cioè se ci propinano queste intelligenti letture e tutti i programmi televisivi che ci vanno dietro perchè è quello che il popolo chiede realmente, oppure è l'esatto contrario.
Non è questa la società che intendo far ereditare alle mie figlie eppure a volte mi sento in netta minoranza.
Se penso a quali messaggi trovano i ragazzi facendo zapping con il telecomando, messaggi dedicati a loro, a cosa "passa" ai nostri figli, mi vengono i brividi.
Forse George Orwell non ci era andato così lontano.
Se dico "Grande Fratello" mi chiedo quanti tornino alla mente al romanzo "1984" del suddetto scrittore (scritto nel 1948!) e quanti pensino alla Marcuzzi!
"La libertà è schiavitù…"  "L'ignoranza è forza…"
Ci vogliono portare a "non-pensare" come fecero i governanti di quella società distopica, così romanzata ma così vicina alla realtà?
Occhei, l'avevo letto di sfuggita alle superiori, e contando che dopo la maturità ho resettato la mia mente per il troppo studio, non me lo ricordo. Ma non mi sembra che finisse bene…

Chiusa parentesi.
Torniamo a noi e a cose decisamente più importanti. la tinta fai da te!

L'unica pecca di farsi la tinta da sole, avendo i capelli corti, è che può capitare di macchiarsi indelebilmente (senza accorgersene) dietro il collo, sul retro lobo o da altre parti nascoste alla propria vista supersonica e poi andare in giro con grandi nei aggiunti finchè la mamma, dopo qualche giorno ti chiede preoccupata se devi prenotare una visita dall'oncologo.

Questa volta decido di osare una tinta leggermente più chiara, sono stufa di essere castano-scurascurascura.
Punto sul castano-ebasta.

Non volendo che la tinta scurisca troppo la tengo in posa anche meno del tempo dovuto.
Mi sciacquo. Mi sfrego. Mi guardo allo specchio.
Mi pare un po' scuretta…
Prendo la scatola e leggo. Castano.
Controllo le foto ritoccate: se sei così… vieni cosà; se invece sei così, vieni sempre cosà; se per puro caso sei così… non ti preoccupare che vieni sicuramente cosà.
… Non è vero un cavolo!
Sono nera.
Più nera dell'ebano.
In confronto Biancaneve era albina.
Potrei sempre provare a chiedere allo specchio magico…
"Specchio, specchio delle mie brame,chi è la più nera del reame?"
Ma son sicura che mi apparirebbero Paul McCartney e Stevie Wonder a cantarmi in coro "Ebony and Ivory" e in conclusione Steve mi direbbe anche:
"Hey, sister! Rispetto! Se vuoi per la prossima volta ti do una mano io a scegliere la tonalità…così poi hai una scusa buona!"

Nonna M. mi vede il giorno dopo.
"Che… ti sei fatta blu?"

"Volevo assomigliare a Kelly delle Charlie's Angels, ma sono venuta più simile a Baghera la pantera nera…"

Magari la prossima volta vado dal parrucchiere e mi porto un libro.

Proverbio cinese

  • febbraio 18, 2011 at 14:59

I cambiamenti non avvengono mai senza inconvenienti.
Io mi sto impegnando con tutta me stessa perchè questi cambiamenti nella mia vita siano cambiamenti in meglio.

Mi ricordo ancora una t-shirt grigia che avevo da adolescente, con la scritta:
<<Quello che il bruco chiama la fine del mondo, per il resto del mondo si chiama farfalla!>>

E' proprio vero che la morte apparente a volte si traduce in una vera rinascita.
Però il duro del lavoro dobbiamo farlo noi stessi.
Quando inciampiamo nella verità, possiamo e dobbiamo rialzarci e continuare la nostra strada, ma avendo l'accortezza di guardarci indietro per comprendere il nostro percorso.
Perchè la vita si capisce guardando indietro, anche se bisogna viverla guardando in avanti.
Si impara dal buio del nostro passato per rendere più luminoso il nostro futuro.
E sempre con ottimismo, come diceva una vecchia pubblicità.
"Gianni! L'ottimismo è il sale della vita!"

Visto che sono in vena di citazioni, ecco un proverbio cinese:

"E' meglio accendere una candela che maledire l'oscurità."

Il fatto è che al buio si fa fatica a trovare i cerini…