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In Famiglia

  • marzo 9, 2014 at 21:36

Che bello!

Ho condiviso un pomeriggio importante con la mia mammetta.
Sono contenta.

Umiltà (di sapere di essere semplice strumento).
Fiducia (reciproca).
Amore (verso noi stesse e verso l’altra).

Ecco gli ingredienti utilizzati per una condivisione che è risultata veramente luminosa.

Ne sono felice e La ringrazio.

Grazie mamma! :-)

Dottorino sparasentenze vs Pace interiore

  • ottobre 3, 2013 at 23:55

Stamattina sono andata in posta e… era vuota!

Ma sarà chiusa?
No! C’erano tutti gli sportelli aperti, a mia disposizione!
Che meraviglia!

Sorridi che la vita ti sorride!

Dopo la felice esperienza sono andata alla ricerca disperata di un paio di jeans per Babet.
Ho trovato una commessa gentilissima e molto disponibile, aiuto indispensabile per trovare ciò che desideravo.
Non era la prima volta che mi vedeva. Mi dà del tu e abbiamo già avuto modo di scambiare qualche parola, specialmente sulle difficoltà di vestire tre bimbe con un conflitto esistenziale con i modelli odierni di pantaloni.

Mentre la collega mi cercava una taglia in magazzino, insieme a lei valutavo un paio di giubbotti.
“Ma sei sempre così calma?”

Penso al mio temperamento, ma rifletto sul fatto che, in effetti, non è la prima persona che me lo dice.

“Mmmm… con le bambine assolutamente no!”

“Beh, quello è comprensibile. Ma sei così pacifica… trasmetti una calma!!!!”

Cribbio che bel complimento!

“Mah… forse sì.”

Mi torna alla mente che qualcuno una volta mi disse:
“La tua gioia è contagiosa, la tua pace lo sarà.”

Parole magiche che si sono avverate.
Penso che anche questo cambiamento sia uno stato mentale raggiunto dopo un bel percorso e una scelta di fondo: avere un modo differente con cui vedere le cose.

Nel pomeriggio ho voluto vivere la mia calma serafica per qualche ora al pronto soccorso con Canterina.
Lamentava dolore ad un mignolo del piede da un paio di giorni, così, per sicurezza, siamo andate a fare due lastre.

Forse ero troppo calma nello spiegare il motivo della nostra visita all’infermiera dell’accettazione, poichè mi ha messo un bel codice bianco.
Stavo già pensando di montare la canadese per la lunghissima attesa quando, la dolce ragazza, dopo aver saputo che avevo altre due creature sparse per il mondo, mi ha cambiato il codice in un bel verde smeraldino.
Il mondo continua a sorriderci.

Abbiamo aspettato più di un’ora, ma senza lamentarci.
Davanti alla sala delle radiografie Canterina canticchiava a poco-bassa voce “Hoppa Gangnam Style”, mentre ascoltava musica con il suo mp3.
“Amore, abbassa la voce… Amore, fai poco macello… Amore, se non ti ammazzano loro chiedo io un bisturi in prestito!!”

Fatte le radiografie, veniamo accolte nello studio di un dottorino saputello che probabilmente aveva una decina di anni meno di me.

“Ma questa bambina non ha niente!” ha esclamato appena l’ha vista. Secondo me solo perchè Canterina canticchiava e sorrideva, gioiosa come sempre.

“Mi scusi, mia figlia ha fatto le lastre ai piedi. Quelle sono mani…” commento osservando il monitor davanti a lui.

“No, queste non sono le sue. Come si chiama la bambina?”

Già la mia simpatia per lui aveva preso la porta.
Osserviamo le lastre.
Niente fratture al dito.
Niente di rotto.

“Non ha niente. A cosa è allergica la bambina? A che farmaci?”

“All’ibuprofene.”

“Ecco, stavo appunto scrivendo ibuprofene… che altri farmaci prende?”

“No, noi non usiamo farmaci.”

Dopo questa affermazione il dottorino ha cominciato a guardarmi come se fossi una poveretta rincoglionita senza senno, in preda ad un fanatismo Hippy, reduce da un incontro ravvicinato del terzo tipo con i sette nani.

“E se ha dolore cosa le dà?”

“L’arnica.”

Occhi al cielo del simpatico medico junior.

“Si vede che la mamma non ti vuole bene!”

“Forse proprio perchè le voglio bene ho smesso di darle farmaci.” ho risposto accarezzando la testa di Canterina e tentado di dirle con lo sguardo Perdoniamolo, non sa quello che fa… e che dice.

“Signora, che lei non dia farmaci a sua figlia andrà bene a lei, ma non a me!”

Lo fisso immobile, pensando che sputargli in un occhio non sarebbe educativo nei confronti di mia figlia.

“Lei deve sapere che altri farmaci può prendere, con la sua pediatra” mi dice facendo ampi gesti, come se io fossi straniera “deve fare uno screening dei farmaci a cui è allergica!”

“Lo faremo.”

“Se deve prendere dei farmaci cosa fa??”

“Se DEVE prenderli glieli do. In vita sua ha già assunto antibiotici, e parecchi, raramente, ma usa la tachipirina…”

“Signora… –sospiro– la tachipirina non è un antinfiammatorio!”

Avrei tanto voluto rispondergli che ero consapevole del fatto che il paracetamolo non facesse parte dei Farmaci Antinfiammatori Non Stereoidei, ma fosse solo antidolorifico, antiepiretico e analgesico, del quale bambini e donne in gravidanza ne fanno largo uso… ma il mio obiettivo era andare a casa, non provare a tutti i costi chi avesse ragione e chi fosse l’arrogante cerebroleso.

“Va bè… le scrivo tachipirina… ma se le peggiora il dolore cosa le può dare?”

“Arnica per bocca e arnica in crema” esclamo in modo provocatorio, sorridendo.

“Aaahhh!” non ha saputo trattenere il dottorino.

Ho preso i fogli, ho preso la figlia zoppicante e mi sono avviata verso l’uscita, lasciando dietro di me una testa ciondolante, che scuoteva a destra e a sinistra, in senso di diniego, al pensiero di che razza di madre si era trovato di fronte.

Il dottorino sparasentenze.
Non c’è bisogno di esprimerlo un giudizio, per far capire che lo si ha formulato all’istante, nei primi sette secondi di visita, e mantenuto tale per tutto il tempo.

Gli è andata bene trovare me, Wonder-per-la-non-violenza.
D’altronde era così convinto delle sue ragioni. Chi sono io per dirgli il contrario!

C’è sempre un modo differente di vedere le cose.

Solo che non tutti lo sanno.

Piccola donna cresce

  • settembre 12, 2013 at 21:47

Canterina sta provando i vestiti nuovi che le ho comprato.
Ci sarà sicuramente qualcosa da cambiare, non tanto per i gusti “Mamma, sei fantastica, hai capito cosa mi piace!”, ma per la taglia. Di solito sono i pantaloni.

“… Non mi entrano le cosce!”

“Ecco, lo sapevo. Non ho capito come mai in tutti i negozi di origine francese ci sono solo taglie da anoressiche. Forse le francesi sono tutte secche secche. O forse fanno tutti i vestiti stretti per farci sentire grasse. Occhei, non ti comprp più pantaloni lì…”

“Mamma, mi servirebbe un top… datemi un top! Datemi un top! Datemi un top!” continuava a ripetere la preadolescente in crescita ma non ancora formata.

Allora tiro fuori un pacchettino e glielo porgo.
“Cos’è?”

“Marjuana…”

“E cos’è la marjuana??”

“No niente, scherzavo.”

“Sì, ma cos’è?”

“… Ma te lo devo dire veramente o lo apri???”

“No, no, lo apro. … … … AAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHH!!!! GRAZIE MAMMA TI ADOROOOOOOOOOOOOOOOO!!!! UN TOOOOOOOOOOOOOP!!!”

Alla cassa hanno dovuto darmi i sali, un paio di volte.

Sono entrata in un grande negozio di abbigliamento e mi sono diretta verso il reparto teenagers, anche se una vocina dentro mi diceva “Non andareeeeee… è ancora la tua bambinaaaaaaaaa… non cresceràààààààà… e se crescerà non è detto che le crescano le tetteeeeeeeee….”
Guardo l’intimo e vedo solo reggiseni imbottiti dei colori più sgargianti possibili e immaginabili. Non mi immaginavo che esistessero reggiseni imbottiti già per quell’età. Mi chiedo quale sia il messaggio che si vuole far passare.

Mi son fatta forza e ho chiesto ad una commessa.
“Mi scusi, se volessi un reggiseno per una bamb… ragazzina, cioè il primo reggiseno, ossia quello che in realtà non serve a reggere, ma è solo una prima idea… in realtà è la mamma che si deve fare una prima idea… diciamo un passaggio intermedio  più che altro per abituarmi al fatto che mia figlia sta crescendo. Però ne vedo solo di imbottiti. Quelli imbottiti servono a me, ma non ad una bamb… ragazzina di undici anni. Che poi se prende da me sta messa proprio male, povera. Praticamente terrà anche lei tutta la vita il reggiseno col solo scopo del riscaldamento corporeo, poichè non avrà nulla da tenere su… Cioè…”

Vedo la commessa un po’ stranita.

“Ce li avete i top??”

Alla cassa ho ricominciato ad asciugare l’esistenza a quella povera commessa.
Avevo bisogno di conforto, di condividere la mia rassegnazione al processo fisiologico di crescita della mia Canterina, di sostenere la consapevolezza che questo processo è inarrestabile e io non sono sicura di essere già pronta per affrontarlo… Come se fossi io a doverlo affrontare.
“Lo so, me ne devo fare una ragione… cominciamo con un top… un passo alla volta! Poi è la prima e ogni passo è un boccone da digerire anche per me. Sono certa che con le altre due non avrò ‘sti problemi. Spero di essermi abituata…”

“Perchè… ne ha altre due?”

“Sì, più piccole… per ora. Buuuaaaaaaahhh! Cresceranno anche loro, usciranno di casa che non farò nemmeno in tempo ad accorgermene!!”
Ero in fase ottimistica…

“Cavoli, complimenti! Non l’avrei mai detto che ha tre figlie!”

Questi commenti hanno sempre la capacità di tirarmi su, nonostante l’inutilizzo di congiuntivi.
Come mi piace sentirlo dire!
Sì, mi piace e mi gongolo.
Al mare, se avessi girato con un sacchetto in testa, avrebbero potuto scambiarci per 4 sorelle. L’unica differenza è che io non andavo sui saltarelli.
Poi, dico, facessi degli sforzi, ma sono così senza metterci impegno e mi diverte pensare che da fuori non si vedono i “dolori” dell’età.

“Eh, già… ”

“Veramente! Sembra una ragazzina!”

“La ringrazio. In effetti servirebbe anche a me un top… stessa taglia ovviamente.”

Cosa c’è di complicato?

  • maggio 12, 2013 at 20:31

“Mamma, visto che Tizio non mi vuole, allora  mi sa che ho già nel cuore qualcun’altro. Un ragazzino che capisce le donne!”

“… Fammelo conoscere! Se le ha già capite a quest’età è un mostro! Comunque all’amor non si comanda, tesoro. Non è che ti innamori di uno perchè l’altro ti ha dato picche… Mal che vada ti piace… Ma si sta bene anche da sole, sai? Anzi, il miglior modo di vivere bene la coppia è imparar prima a star bene da soli.”

“Mamma, cosè l’amore?”

“Urca! Domanda da 100 milioni di dollari… E’ qualcosa che senti, che non puoi fare a meno di sentire nel profondo del tuo cuore, nonostante la persona amata ti voglia bene oppure no. E’ qualcosa che ti fa pensare più all’altro che a te stessa, che porta la tua attenzione al suo bene, che ti dà la voglia di far star bene l’altro perchè è il modo dell’amore per far star bene anche te. E’ qualcosa che spesso ti fa star male perchè tocca direttamente il cuore…”

“Ma come fai a capire se è amore?”

“Lo capisci vivendolo. Stando insieme all’altra persona… Se con l’altro ti senti bene, se quando sei con lui/lei ti senti migliore…”

“Mamma, ma è complicato!”

“Ah! Ma va di moda ‘sta frase?? Non c’è niente di così complicato, amore. Anche le cose che sembrano complicate in fondo sono molto più semplici. Ognuno ha la sua strada, il suo percorso. Devi solo scegliere se camminare accanto all’altro oppure no. Scegliere se condvidere le cose belle e le cose brutte del tuo percorso con chi ti ama, o percorrerlo da solo. Ma se c’è amore, tutto è più facile da affrontare.”

“Mamma, non ci ho capito niente!”

“Capirai, amore, capirai…”

Avrei voluto leggerle questa frase, ma penso di averla già messa in confusione abbastanza…
E comunque avrà tutto il tempo di viverla.

<<L’Amore non è una passione.
L’Amore non è un’emozione.
L’amore è una comprensione profonda del fatto che in qualche modo l’altro ti completa.
Qualcuno ti rende un cerchio perfetto; la presenza dell’altro rinforza la tua presenza.
L’amore dà la libertà di essere se stessi.>>

Il punto della situazione

  • giugno 13, 2012 at 21:15

Gli Dei hanno dato agli uomini due orecchie e una bocca per poter ascoltare il doppio e parlare la metà.” (Talète)

 

In questo periodo sono successe così tante cose…
(Avrei voluto condividerle, ma chi c’aveva tempo??)

Settimane intense.

Appuntamenti intensi.

Esperienze intense.

Mi fermo un attimo per osservare.
Bisogna fare il punto della situazione ogni tanto…
Qui siamo sempre in cammino. Chi si ferma è perduto? No, è solo il percorso della vita.
E cosa penso di aver imparato?
Ho imparato ad ascoltare.
Prima forse non lo sapevo fare così bene…
Ho imparato che a volte è meglio ascoltare che parlare.
Si guadagna. Si comprende. Si conosce.
Ho imparato che a volte gli altri non sono pronti ad ascoltarci o non ne hanno la capacità.
Si soffre. Si impara. Si va avanti.

Ho imparato a chiedere il rispetto, il rispetto per il mio dolore.
A pretendere il rispetto per chi sono Io, per ciò che provo.
Non mi interessa se l’altro non ha gli strumenti per comprendere, per elaborare, ognuno ha i suoi mezzi e i suoi tempi. Probabilmente certe cose non verranno mai capite. Altre non verranno mai domandate.
Ho imparato a non chieder di essere compresa, ma rispettata.
E l’ho imparato perchè prima di tutto sono io a rispettarmi. Come madre, come donna, come figlia, come persona.

Guardo le mie figlie e mi dico <<Cavolo se sto facendo un bel lavoro!>>
Guardo indietro e mi sento un’altra.
Ringrazio ogni giorno per aver avuto la possibilità di diventare ciò che sono e leggo nelle esperienze della mia vita tante, innumerevoli occasioni di crescita, che ho preso al volo, con fatica, con rabbia, con umiltà, ma son stata capace di non lasciarle andare, di non sprecarle.
Ringrazio il Signore di non aver ascoltato le mie preghiere, perchè ora vedo che il mio bene era diverso da quello che credevo io… Non ce n’è… Ne sa una più del diavolo!!!

Ho imparato ad ascoltare il mio cuore, che ogni tanto balbetta, ogni tanto sospira, a volte ride a crepapelle, spesso sorride.

E ora mi sento più solida che mai.

Me lo ha detto anche l’otorino, durante la visita di controllo di ieri sera:
“Signora, lei è guarita dalla labirintite!”

Ho chiuso gli occhi, ho camminato lungo il corridoio e sono andata a sbattere contro il mobile.

“… Quasi del tutto!”

La gioia della Resurrezione

  • aprile 24, 2011 at 23:23

Adoro mia sorella.
Adoro mia madre.
Adoro mio padre.

In questa Rinascita del Signore, festeggiata in famiglia, ciò che mi sono portata a casa (oltre che un tentativo di indigestione) è l'amore che ho per la mia famiglia di provenienza.
So di essere stata benedetta quando l'angioletto ha scelto dove farmi nascere!!

Non sono perfetti, ma sono perfetti per me.

Tra tutti e quattro non abbiamo caratteri semplici e abbiamo tante diversità. Ma insieme ci completiamo alla perfezione.

Quando ero piccola mi chiedevo come saremmo stati, da grandi, con me e Zia Ebe diventate mamme e i nostri genitori divenuti nonni.
Mi chiedevo se l'amore della nostra famiglia sarebbe stato grande, vero, tangibile, da emulare.

Non mi sarei potuta augurare di meglio.

Certo abbiamo litigato anche oggi, una bella sfuriata di gruppo (grazie a Canterina ed un suo capriccio).
Ma ciò che mi è parso meraviglioso è stata la capacità, anzi, la naturalezza di come siamo stati andati oltre i puntigli e le discordanze, proprio per il bene che ci lega, per la visione che abbiamo dell'Oltre, per l'unione e l'amore che alla fin fine ci tengono incollati l'uno all'altro, per il giusto peso che sappiamo dare alle cose importanti.

Dopo il grido di dolore disperato della Pasqua, è bello rendersi conto di poter vivere la gioia della Resurrezione all'interno della propria famiglia.

Che io non cambierei con niente al mondo.

Auguri Nonno

  • aprile 16, 2011 at 23:37

Che bello vedere Nonno M. attorniato dai nipotini che fanno a gara per scartare i suoi regali e spiegargli i loro biglietti/disegni fatti appositamente per lui con tanto amore e tanti colori.

Ascoltare attento la nipote di turno mentre gli dice che "Questo è il nonno, questa la nonna, questa la mamma, questa Canterina, questa sono io e quest'altra è Nanà!"
"Ma siete più piccole perchè siete piccoline di età?"
"No, perchè non ci stavamo sul foglio!"

Vedere Canterina che deve dirigere l'orchestra mentre il Nonno apre il regalo che lei ha scelto per lui con tanta passione: un set di taglierini di ogni forma e dimensione per il nonno tuttofare (da qualcuno io avrò preso!).
E Nanà che si avvicina al nonnone e gli dice "TTAI ATTENTO NONNO! NON TI TAGLIALE, EH?!" e poi gli prende il faccione e gli stampa un megabacio di buon compleanno sulla guancia esclamando "QUETTO E' UN ATTLO LEGALO!!"

Vedere Cuginetto It che lo tartassa finchè non ha letto con attenzione tutte le lettere scritte a caratteri cubitali sul suo biglietto da lui in persona, proprio per il suo nonno… "E ci ho fatto anche tanti cuoricini!!!"

Vedere come il Nonno nasconde bene l'emozione quando mi metto a urlare a squarciagola "DISCORSO! DISCORSO!" e tenta di deviare l'attenzione sui nipoti, facendo parlare loro.
Come imbarazzato ma contento stampa un bacio sulla guancia a Nonna M. quando urlo a squarciagola "BACIO! BACIO! BACIO!" stile matrimonio pugliese, e le bambine che appaludono, sempre molto romantiche nell'animo.
Come il tenero Nonno mi fa il gesto dell'ombrello quando urlo a squarciagola "NUDO! NUDO! NUDO!" e Nonna M. mi dice "Hai finito di farle la pirla o no???"

E' stato bello festeggiare il mio papà.
Che non cambierei con nessun'altro al mondo!

Auguri Nonno M.!!!

Sfogo di una nonna

  • febbraio 2, 2011 at 23:27
<<Cara  figlia,
solitamente  non leggo il tuo blog.
1 perchè non ho tempo-
2 perchè ti vedo spesso e non mi manchi-
3 perchè è un tuo spazio e perciò sono fatti tuoi –
4 perchè come sai non so usare il computer. ho bisogno del contributo di tuo padre e la mia indipendenza ne risente.

Questa sera però visto che ho ancora il dente avvelenato ne approfitto per scriverti perchè se lascio passare il tempo la rabbia si scema e io torno molle come un fico nei confronti di chi non se lo merita.

Questa settimana sono stata badante e infermiera per te e le mie meravagliose nipoti.
Non l'ho fatto volentieri, non mi fraintendere, per voi farei di tutto, ma non l'ho fatto volentieri perchè mi sono sentita sfruttata da una situazione che io come tante altre persone non abbiamo cercato.
Io non ho voglia di fare cose  al posto di chi si è tolto la responsabilità dei suoi doveri e non parlo dei miei consuoceri che so che farebbero carte false per le nipoti ma di loro figlio.

Tu sai bene che cerco sempre di scusare i comportamenti non scusabili delle persone (tranne i tuoi e quelli di tua sorella, perchè come dite voi non sono normale) e l'ho fatto anche per il tuo ex marito.
Però più il tempo passa e più mi monta la rabbia .
Ma quando uno si separa sa che ha delle responsabilità. Sa cosa sono le responsabilità? O pensa che le responsabilità siano quelle dei  tronisti e delle veline di Maria De Filippi? (e ho detto veline per essere gentile). 

Dopo qualche settimana che se ne era andato è venuto da noi con il viso sofferente e di circostanza dicendoci che non ci dovevamo preoccupare per le bambine avrebbe pensato a tutto lui!
Quando l'ho visto ero triste per la situazione e anche per lui, l'ho persino abbracciato quando se ne è andato.  
Forse pensava che dicendo di pensare lui per le bambine bastasse che passarti un mensile accordato con il giudice, portarle se capita dal pediatra, andare alla festa della scuola, vedere nei giorni destinati e altre piccole cazzate che lo fanno sentire padre bastassero?  
NOOOOOO!

La responsabilità è pensarci prima di fare cavolate, perchè è troppo comodo:" Io mi separo tanto ho le spalle coperte, c'è sempre qualche coglione che da una mano" 

Bene io sono stufa di essere "il coglione" non tanto per la mano e molte altre cose che toccherebbero di dovere a qualcun'altro, ma perchè non mi merito di vedere Babet accovacciata in un angolo del bagno piangente dire che vuole li famiglia come prima.

Non mi merito di perdere 5 anni della mia vita davanti al letto di Babet  di notte,quando delira per la febbre e mia fiiglia cerca di stare calma e risolvere una situazione per niente bella.
Non toccava me essere li.

Non mi fa bene sentire l'asma di mia nipote e vederla riempire di medicinali, quando se avesse avuto una famiglia normale e non si fossereo spesi soldi inutili in avvocati, si sarebbe potuta portare al mare qualche volta in più. Non per piacere ma per la sua salute.

Queste sono alcune delle tante e tantissime cose che mi rodono da tempo, anzi più il tempo passa e più la rabbia mi sale.

Per la felicità (se si può chiamare felicità) di pochi, sai in quanti si sta male?

Mi ricordo che c'era Canterina piccola, e forse anche Babet, non ne son sicura, comunque mi dicesti che non era un bel periodo per il lavoro di tuo marito, lui era preoccupato, ma ti disse che non gli importava, che avrebbe fatto anche il pizzaiolo. L'importante era la sua famiglia. 
Me lo dicesti, tutta orgogliosa,non per raccontarmi gli affari vostri ma per farmi capire come tuo marito tenesse a voi. Ne fui felice, era quella la famiglia che noi siamo abituati a concepire.

Mi chiedo se tuo marito diceva la verità ho ha mentito per sette anni.

 Scusa il mio sfogo, è solo una piccola parte di quello che vorrei dire, ma prima o poi………….>>

NONNA M.

Princess Nanà

  • gennaio 4, 2011 at 19:59

"MAMMA TU SEI IL PLINCIPE E IO SONO LA PLINCIPESSA!"

"Ah, occhei. E cosa devo fare?"

"SIAMO FIDANCIATI!"

"Oh… E quindi ti porto sul mio cavallo?"

"O-OOOH! HO FATTO UNA PUCCETTA… PICCOLA PICCOLA… UNA PUCCETTINA! NON VOLEVA VENILE FUOLI… E POI E' USCITA UNA CCULENGIA!! HA-HA-HA CHE LIDELE!"

"Ma che razza di principessa sei se fai le puzze e lo dici a tutti??"

"ANCI NO, TU NON SEI IL PLINCIPE, SEI UNA CATTIVA!"

"Eccote, lo sapevo che sono sempre io la cattiva… Allora ti inseguo! Aaaaaahhh!"

"AIUTO AIUTO! IO CCAPPO… POI CADEVO E ELO VVENUTA!"

"Che principessa dei miei stivali! Svieni mentre ti inseguo? Per piacere principessa, svieni almeno sul tappeto che il pavimento è freddo… "

"IO NON MI VVEJIAVO PIU' E TU DOVEVI VVEJIALMI!"

"Oh, Una principessa addormentata spara-puzzette! Quai quasi la vado a svegliare… ma come farò? Sicuramente le morsicherò quelle sue chiappe d'oro!!"

"MA MAMMA!! MA NON SONO D'OLO! SONO LOSA LE MIE CHIAPPE!"

La principessa precisetti.

La giornata del fai-da-te

  • marzo 25, 2010 at 01:44

Quando sono da sola io adoro girare per le corsie del bricolage, del giardinaggio (non che io sia una giardiniera provetta, anzi), dei tendaggi, degli accessori, dei mobiletti, degli attrezzi per i veri uomini del fai-da-te.
Perchè io sono una vera donna del fai-da-te.
Inside.

Sabato ero in cerca di piastrelle e bicicletta da bambina.

Piastrelle.
Un anno un pezzo di qua e un anno un pezzo di là, prevedo che la sistemazione conclusiva del giardino avverrà per la primavera del 2020. Stando larghi.

Bicicletta da bambina 8 anni circa
Due settimane fa, al parco, ho osservato Babet pedalare sulla sua mini-bicicletta e ho deciso di passarla a quella di sua sorella più grande, giusto per risparmiarle un enfisema visto che sembrava Charlie Chaplin nelle comiche per la pedalata corta e veloce. Poverina!
"Mammaaa! Ferma, non ce la faccio! Mi fanno male le gambe a pedalare!"

"Non ti preoccupare amore, tanto tua sorella si dovrà grattare ancora cinquanta volte prima di arrivare a casa…"
Così Canterina avrà bisogno di una bicicletta nuova. O ci correrà dietro.

Tornando a noi, sabato a mezzogiorno sono montata a bordo della Wondermobile e via per mille avventure!!
Mi sono fatta un Brico, due Castorama, tre Decathlon e un Leroy Merlin…

Primo punto da chiarire.
Questi immensi ritrovi di maschi-alfa alla ricerca della brugola perduta, sono situati sempre nei paesi di provincia, quindi una milanese priva di satellitare cosa fa?
Prende la tangenziale, la bussola e il suo senso dell'orientamento ormai sviluppato come l'olfatto antidroga di Rex, e spera in Dio di arrivarci.

Però dovrebbero essere più precisi sui cartelli segnaletici.
"Castorama a 7 minuti"
… sì, di teletrasporto!!!

E' sabato, sono le 13.00, tutta la popolazione di senno è a mangiare con i piedi sotto il tavolo, sono l'unica sfigata in giro con questa pioggia di emme, eppure dopo essere uscita dalla tangenziale da venti minuti e aver seguito tutti i cartelli scritti in brail ma riconoscibili dai colori ufficiali della nazionale-bricolage, di questo piccolo, invisibile esercizio commerciale, nemmeno l'ombra…
Mi tocca chiamare il capitano Kirk o il Dr. Spock per fare testa o croce.

Secondo punto che mi fa felice felice.
Da un anno con l'altro scelgono di eliminare dal campionario uno o due tipi di piastrelle da giardino.
Con tutti quelli che c'erano, perchè han dovuto togliere proprio quello che serviva a me per terminare la piastrellatura?????
E per la gioia dei posteri e dei vicini di sopra che si affacceranno sul mio beautiful garden, non ce ne sono nemmeno di similari… che si avvicinino… che si assomiglino… che si possano confondere ad uno sguardo distratto…
Caro il mio Murphy… ogni tanto riposati!!

Per quanto riguarda la bicicletta, ero giunta alla conclusione di comprare un usato, non essendo il primo giorno che giravo e rigiravo, senza sapere dove andare… ed ho cenato a prezzo fisso, seduto accanto ad un dolore… tu come stai?? Lalalalala…
Come disse il buon vecchio Claudio.
Bene, grazie Claudio. Andiamo avanti.

Ora.
Non so se vi siete mai accorte (parlo alle donne) della raffinatezza con cui scelgono la maggior parte dei "lavoranti-Decathlon"??
Oddio, non sono proprio tutti così, ma gran parte sono giovani, aitanti, gentili, fisico atletico, che ne sanno almeno di uno sport se ti va bene anche di due o tre, che son lì per servirti…
Già io non mi faccio problemi a "chiedere" quando ho bisogno, ho un dubbio, vorrei un'indicazione, sapere le ore… ma in quei posti chiedere è un piacere!
Sabato però ero distratta dalla mia Mission: tornare a casa con due ruote in più nella Wondermobile, così sono stata presa in contropiede.
Non trovavo lo spazio adibito all'usato (tra parentesi: mega tendone allestito di fronte all'entrata, color bianco cangiante. Mancava solo la freccia illuminata ed eravamo a posto. Ma pioveva e andavo in giro con il cappuccio… diciamo così!).
Così, dopo aver guardato qualche offerta di vestiario ed essere passata oltre, mi sono avvicinata al reparto biciclette per chiedere.
Mentre ancora osservavo in giro alla ricerca, chiedo distrattamente ad un ragazzone accovacciato, impegnato a gonfiare le gomme ad una mini bicicletta:
"Mi scusi… gentilmente… potrebbe indicarmi…"
Il ragazzone alza lo sguardo:
"Dica, Signora."
Due occhi celesti cristallini da rimanere senza fiato…
Moro, alto, bello, muscoloso e con uno sguardo ipnotico.
Non ero pronta.

"Potrebbf.. infigriff… lsahas… biffkicleff… grazie??"
Non ho mai boffonchiato in vita mia.

"Mi scusi?"

"Cercavo… il reparto dell'usato…" e magari il suo numero di telefono privato, o se preferisce un poster dimensione reale da appendere nell'anta dell'armadio…

"Fuori, proprio davanti all'entrata." che grazie espressiva… se continua a fissarmi così mi sciolgo in un minuto…

"Sa… se ci sono biciclette? Vendono biciclette?" che domanda intelligente… devo tenermela per i momenti migliori!

"Le vendono. Le compravano fino a ieri, ma oggi c'è solo la vendita." ma come parla bene…

"Sa se ci sono biciclette da bambina?"

"Certamente, dovrebbero essercene ancora." come gonfia bene quella ruota, mai visto gonfiarla così…

"Ah, grazie. Sto cercando una bicicletta per bambina, circa otto anni, per mia figlia…"
Non ci posso credere… l'ho detto!
Ho detto FIGLIA… preceduto dalla parola MIA…
E' come sparasi nelle palle da soli!

"Molto gentile, grazie."

"Di nulla."

Me tapina. Non sono più aggiornata sulle tecniche di abbordaggio. Cioè non lo sono mai stata.
Ho sempre odiato abbordare, non mi viene naturale.
Però cribbio! Per uno sguardo così si poteva anche imparare!!!
Ne terrò conto per la prossima volta.

Altro Decathlon, altra ricerca.
Questa volta trovo subito il mega tendone dell'usato: errare è umano, perseverare è diabolico!
Entro, guardo, tocco, provo… niente che mi entusiasmi, finchè non si avvicina un addetto per chieder se avevo bisogno.
"Posso aiutare?"
Ma cos'è? La sagra degli occhioni azzurri?? Ma fanno una preselezione ai colloqui di assunzione sulle sfumature di turchese? Son debole di cuore… due in un giorno solo! Forse è un segno.

"Sì… grazie…" tentiamo di non biascicare anche stavolta "volevo vedere le biciclette da bambina."

"C'è questa, questa e quest'altra." maglietta a maniche corte nonostante i dieci gradi esterni? Fa sempre piacere poter osservare tutti quei bicipiti al lavoro…

"Ma per un altezza di circa tot centimetri, secondo lei va meglio questa o quella?"

"Ma guarda" mi da del tu… che carino! "così e cosà ma dipende anche dalla bimba."

"Eh, già. Forse prima di comprarla sarebbe meglio portare direttamente qua mia figlia…."
Non ci posso credere!
Ditemi che non è vero!
L'HO RIFATTO!

"Eh, sì… mi scusi, devo andare."

Ma io devo fare una scuola.
Devo prendere un diploma.
O forse un antidoto.
Come punizione ora andrò da Leroy Merlin e tirerò una testata ad una piastrella!
Magari anche due…

Cosa dicevo sul perseverare??