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Piccole grandi tenerezze

  • gennaio 16, 2011 at 22:21

Nanà è nel lettone che si avvinghia al mio collo e non mi vuole lasciar andare.
E' tornata dal primo vero week-end senza la mamma e gli scompensi sono stati visivamente forti, per i primi cinque minuti.
Dopo un po' di coccole extra, un po' di gioco e qualche abbraccio con le sorelle è tornata la Nanà di sempre.

"MAMMA VOJO TTALE CON TE!"

"Sì, lo so amore, ma lasciami andare il collo.. ho mal di schiena, dai!"

"MA VOJO TE!"

"Te l'ho detto, fammi finire le cose che devo fare di là in cucina e dopo vengo a letto anch'io e quando arrivo cosa faccio??"

"MA DAI TANTI BACI!"

"E poi?"

"MI MOSSICHI IL SEDELE!"

"Brava! Ti mordicchio tutta perchè sei bella morbidosa. Ora dormi, ma mi raccomando questa notte! Non ti avvinghiare alla schiena della mamma come fai di solito, neh? Che mi sembra di avere il guscio, come le tartarughe!"

"NO' SONO UNA TATTALUGA!"

"Allora sei il guscio di una lumaca??"

"NOOOO!"

"Allora cosa sei di notte attaccata alla mamma? Il mio piccolo koala?"

"SI', SONO IL KOLALA!"

"Koala… "

"KOLALA!"

"Koala… "

"TI HO DETTO KOLALA, MAMMA!"

"E va bene, non te la prendere! Ora dormi. Dammi un bel bacio koalino mio!"

Smack smack smack smack smack smack smack…
Il mio piccolo marsupiale mi consuma la guancia e non finisce più di sbavarmi. Poi si stacca di colpo e mi sorride.

"I KOALI SANNO BACIALE, EH!"

"Ho notato. Buonanotte piccola Piero Angela… "

La regola del CVD

  • novembre 15, 2010 at 20:24

La regola del CVD, o Come Volevasi Dimostrare, è un'alternativa valida alla Legge di Murphy o all'assioma di Lupo Alberto che sulle magliette degli anni novanta declamava:
"L'amore è cieco. Ma la sfiga ci vede benissimo!"

Qualche esempio?
La mia vita pullula di esempi di CVD!
La vostra no?

Un paio sparati così, sull'unghia, freschi freschi.

Per esempio se decidi di pulire gli interni dell'automobile in un pomeriggio uggioso e piovoso d'autunno mentre cadono le foglie e anche i tuoi maroni perchè non ne puoi già più di 'sta pioggia benedetta… secondo voi quale sarà l'unico neon che nei box sarà fulminato?
Ovviamente quello davanti al tuo!
Certo l'idea di spostare l'auto sotto qualche altro neon ti viene… peccato che poi il filo dell'aspirapolvere non sia sufficientemente lungo, così ti ritrovi a lavorare sognando il cappellino da minatore e la prima cosa che fai tornando su in casa, ancor prima della doccia, è prenotare una visita oculistica, visto che a furia di fissare tappetini e interni color grigio topo muschiato hai perso 5 diottrie!

Per esempio se vai a prendere le bimbe a scuola in un pomeriggio a ciel coperto, la mezz'ora in cui il diluvio universale, predetto e non predetto, si riverserà su noi poveri tapini sarà esattamente quella in cui ti tocca attendere le figlie delle elementari con attaccata alla gamba la figlia della materna, tra mille mamme e nonni con ombrelli aperti che tentano di accecarti l'unico occhio che dopo le pulizie dell'auto ancora ci vede, e non contenti del tutto hanno deciso pure oggi di ciularti l'ombrello della piccola in quei cinque minuti che l'hai lasciato appeso fuori dall'asilo!
Perchè poi quando giungi a casa decide di spiovere.

"MAMMA! MA DOV'E' IL MIO OMBLELLO DI PUH?!"

"Eh, amore… Qualcuno monello ha deciso di rubarcelo…"

"CE L'HANNO FLEGATO!"

"… E' la Regola del CVD! Che ci ha FLEGATO DI BLUTTO!"

A noi il dentista ci fa un baffo… ah, no! Quello era l'estetista

  • novembre 9, 2010 at 22:41

Apro la porta dello studio dentistico e introduco la truppa nella sala d'aspetto.
L'assistente mi guarda di sbieco. non è abituata a vedermi con tutta la figliolanza al seguito.
"Ho chiamato ieri per urgenza Canterina, so che devo aspettare un po'. Ci sediamo."

C'è solo una signora che aspetta. Elegante. molto compita. Silenziosa.

Canterina prende una rivista e si immerge in una lettura-sfogliatura di gossip a lei sconosciuti, probabilmente con il solo scopo di osservare i vestiti delle modelle.
Gambe accavallate, tono merdoso ogni volta che le sorelle le chiedono qualcosa senza nemmeno alzare lo sguardo dalla rivista, girata di pagine con sospiro sofferente.
Sembra la tipica figlia di papà con la puzza sotto il naso, annoiata dall'attesa perchè abituata ad avere sempre tutto e subito, infastidita da chiunque e qualunque cosa giri attorno a lei.
E'  totalmente immedesimata nella parte. Se non fosse per le patacche di fango sui pantaloni della tuta.
Ho pensato più volte di disconoscerla. O nel caso peggiore di trapanarla personalmente senza anestesia.

Babet inizialmente si siede, apre una rivista, la osserva un po' e poi mi dice:
"Mamma, da grande farò la modella!"

Con sorriso da oscar, battito di ciglia e tono mellifluo (causa presenza di estranei) le rispondo con calma:
"Amore della mamma. Dovrai passare sul mio cadavere."

Babet si stanca di leggere esattamente dopo sei secondi netti e si alza.
Inizia il tuor.
Lei e Nanà non sono state ferme un secondo.
"MAMMA HO SETE!" esclama Nanà appena vede il boccettone dell'acqua fai-da-te, con gli occhi sfavillanti.

"Mamma ho sete!" replica Babet che non è da meno.

Quante volte ho ripetuto "Ora basta bere, buttate i bicchieri, lasciate stare l'acqua calda, smettete di versare quella fredda, ho detto basta, venite qua a sedervi" ???
Ho perso il conto.

Babet prende poi il prezioso tavolo in pietra su cui sono appoggiate le riviste come poggia chiappe, poggia ginocchia, poggia stinchi.

Nanà fa spostare la borsa alla signora elegante per potersi sedere vicino a me, per poi non sedersi un solo secondo sulla poltroncina ma continuare a vagare per la sala, sfogliando riviste, parlando ad alta voce, come in preda ad un'assenza di gravità, fisica e nel cervello.

L'assistente vede bene di mettere la musica. L'altoparlante è in linea d'aria esattamente sopra il boccettone dell'acqua.
Ho potuto osservare con i miei occhi due bimbe ebeti che per dieci minuti han fissato il contenitore dell'acqua convinte che la musica provenisse da lì, con tanto di esclamazioni quali:
"Mamma… ma c'è la radio lì dentro??"
Ovviamente io rispondevo di sì.

"MAMMA! MI HAPPA LA PIPI'!"

"Nooooo, Nanà! Secondo me è un falso allarme! Ascolta bene cosa dice la tua pancia? Ti scappa davvero?"

"DICE HE MI HAPPA LA TATTA!"

"… La cacca… Ma non è possibile! Bimbe, non possiamo mica battezzare sempre tutti i bagni del creato!!"

"IL BAGNO E' FUI'!"

"Vedo che ti sei studiata la piantina… andiamo!"

"VAI FUORI?!"

"No, amore, anzi muoviti perchè se chiamano Canterina ora dobbiamo andare!"

Dopo due minuti usciamo. Non riesco nemmeno a sedermi che…
"MAMMA! Mi scappa la cacca!"

"Babet! Vi siete messe d'accordo? Vieni dai! Veloce però. Canterina, se ti chiamano entra con Nanà e dì al dottore di usare pure il gas se non sta ferma!"

"Esci?"

"No Babet, la privacy la richiederai in un altro momento…"

"Ma non riesco a concentrarmi!"

"Sto qua dietro… Chiama subito appena hai finito!"

Dopo tre minuti usciamo. Nonchè…

"Mamma, mi scappa la cacca!"

"Bimbe! Eh cribbio! Canterina tu non puoi! Se ti chiama il dottore lo farà sicuramente quando sei in bagno, per la 13esima legge di Murphy!"

"Ma mi scappa! Non la riesco a trattenere!"

"Vieni dai, tanto ormai siamo di casa… "

"Esci però!"

Esco dal bagno per dare un'occhiata alle altre due che nel frattempo si stanno rincorrendo intorno al tavolo prezioso di pietra e, come volevasi dimostrare, arriva l'assistente:
"Canterinaaa! Tocca a te! … Ma dov'è Canterina?"

"E' in bagno, arriva subito. Nel frattempo ci possiamo portare avanti? Mi anestetizza quelle due??"

Entriamo nello studio e con vocina delicata Babet caccia un bel:
"MA CHE PUZZAAAA!"

"Amore, è odore di dentista… cioè, non del dentista.. di dentista in generale."

Canterina si siede sulla sua poltrona verde, e metto le altre due in riga come per l'esecuzione:
"Mi raccomando, non toccate nulla!"

Entra il dentista:
"Buonasera Wonder! Allora? Cos'è successo a Canterina?"

"MA CHE PUZZAAAA!"

"Eh, bellissima, questo è l'odore del dentista!"
Meno male che diamo la stessa versione.
Babet si sdraia praticamente sulle gambe della sorella per vedere cosa succede. Nanà curiosa tenta di scavalcare tutti i fili dei macchinari e si ritrova aggrovigliata.

Canterina che ormai conosce tutti i bottoni a memoria comincia a far alzare e abbassare lo schienale e ad accendere le luci: l'invidia delle sorelle.
"Allora, apri bene che vediamo!"

"Canterina, mi raccomando… questa volta stai ferma quando il dottore ti lavora in bocca!" le ricordo.

Infatti appena lui la tocca dentro, prende un arnese in mano o anche solo fa cenno, lei chiude la bocca, si sposta, mette la mano sulle fauci e inizia a dire:
"Cos'è quello? Cosa serve? Io non lo voglio! Non lo usare, usane un altro. No invece mi fa male! Fai sentire l'aria? Lo posso toccare? Fammi vedere bene? No, quello non me lo metti in bocca! Posso bere? Dopo bevo ancora, devo sputare? No, mi fai male! Anche se solo mi tocchi! Perchè ha due punte? Quale usi?"
E intanto sembra una tarantolata in preda a spasmi e convulsioni.
Finita la tortura… per noi, non per Canterina sicuramente… la piccola zabetta si alza soddisfatta.
"Dottore, quanto deve stare senza mangiare?"

"Mah. mezz'oretta è sufficiente.""E quanto deve stare senza parlare?"

"E beh! Senza parlare almeno tre ore, se no non si asciuga!"

"… Grazie, dottore! Grazie!!!"

Beata innocenza

  • novembre 7, 2010 at 19:02

Innocenza – Babet.

Siamo in auto.
Percorriamo un viale importante e, nonostante siano solo le otto di sera, agli angoli si incrocia già qualche "lucciola".
"Mamma, cosa fanno lì quelle signore?"

"Cosa fanno lì?? … Beh… dunque… stanno… "

"Forse mamma stanno aspettando il taxi!"

"Penso proprio di sì, amore mio!"

Innocenza – Nanà.

A cena.
La piccola idrovora mangia l'ultima patatina e poi osserva la ketchup rimasta nel piatto.
"MAMMA, POSSO MANGIALE LA HEPACH?!"

"Puoi mangiare cosa, amore? Non hai più niente nel piatto."

"HO LA HEPACH!"

"E come la mangeresti la ketchup?"

Nanà mi fa segno di leccarla direttamente dal piatto.
"Ma… amore… ma la mamma ti insegna a fare queste cose schifose? No, che non puoi. Alla mamma non piace vederti mangiare come i maialini."

"AL PAPA' SI'!!"

Innocenza – Canterina.

Sempre in auto.
Canterina a scuola sta lavorando sul maschile e femminile.
Nel pomeriggio avevamo già avuto scontri per nomi come trapezisto, lupessa, professora ed altri.
Mentre guido mi viene all'orecchio, pronunciata da Babet, la parola "possessore".
"Ehi, Canterina! Questa è difficile! Secondo te quale sarà il corretto femminile di possessore… "

"Mah… sarà POSSESSORESSA."

Le principesse ranocchie

  • novembre 6, 2010 at 23:39

"Bimbe è tardi e la mamma non ha ancora preparato la cena… Arriviamo a casa, ci cambiamo e usciamo: stasera la mamma vi offre la pizza!"

"YEEEEAAAAHH!"

… E fu così che ieri sera decisi di intraprendere l'esperienza no limits di uscire a mangiare con le tre disperate.

Dopo aver detto loro circa duecento volte di fare la pipì prima di uscire, a cinque metri dall'entrata della pizzeria Canterina vieni fuori con un:
"Oh oh, mamma! Urgenza bagno!"

"E te pareva?!"

… E fu così che passammo venti minuti chiuse in un bagno, tutte e quattro insieme, nell'attesa che la figlia del Principe Cacca finisse i suoi bisogni per poter, per scrupolo, liberare tutte quante le vesciche in una sola volta.

A tavola si sono comportate egregiamente, a parte un paio di "Stai composta" o "Guarda davanti a te e non lo schermo senza audio in fondo alla sala". Sarà che eravamo tutte eleganti, ma son stata decisamente stupita della loro compostezza ed educazione. Tre principesse.
Al tavolo dietro di noi c'erano due nonni con nipoti, il piccolo dell'età di Nanà e il grande dell'età di Canterina.
Non stavano fermi un secondo, si sporcavano, non mangiavano bene, e i nonni continuamente a riprenderli.
"Ma guarda cosa ti sei fatto. Ma non è possibile! Con voi è un'impresa uscire a mangiare! Non vi ci portiamo più! Guardate lì quelle brave bambine! Vedete come stanno sedute a tavola bene? Sono composte, mangiano senza lanciare in giro il cibo. Sono tanto tranquille da sole con la loro mamma! Guardate che brave!"

Io di spalle gongolavo orgogliosa della mia ciurma, facendo in realtà finta di non aver sentito.
Sarà mai che tutti i miei insegnamenti, la mia faticosa educazione sta cominciando ad avere i suoi frutti? Pensavo tra me e me mentre guardavo i miei angioletti con gli occhi a cuore.

Oggi pomeriggio, mentre tentavo di ritirare una documentazione al punto informazioni del centro commerciale, si sono susseguite scene tipo:
–  Nanà che piange come una pazza perchè vuole venire in braccio che non riesco a sentire manco la signorina che mi parla ad un metro di distanza;
– Canterina che continua ad appendersi al banco stile Orangutan, facendo cadere varie cose con fulminata da parte mia;
– Babet che istiga la piccola a seguirla a destra e a manca mentre io, che nel frattempo tento di attirare l'attenzione di un'altra inserviente visto che la prima mi ha abbandonato al mio destino, continuo a richiamarle alzando gradualmente il tono della voce finchè si girano tutti nell'arco di venti metri;
– tutte e tre che iniziano a battere con le mani sulla parete del bancone intonando una personalissima danza della pioggia;
– Babet e Nanà che corrono tra le gambe dei presenti in fila, scontrandosi con ginocchia e carrelli, ridendo come due oche anche alle minacce sussurrate di gambizzarle se non la finiscono di sembrare due tarantolate;
– Babet e Nanà che le prendono;
– Nanà che riprende con il suo pianto lamentoso e vuole essere presa in braccio.

… E fu così che capii che l'effetto Principesse era stato un caso sporadico, limitato, unico, circoscritto alla sera precedente.

Le mie piccole Fiona si sono già ritrasformate nei soliti orchi.

Allergia al day hospital per l'allergia

  • novembre 2, 2010 at 16:40

Quale giorno migliore per un bel day hospital se non quello del diluvio universale?
Perchè tutte le volte che vado in quell'ospedale piove a catinelle?

A Milano l'altro ieri è esondato il Seveso e pure il Lambro.
Le paperette del Ticino hanno chiesto asilo politico alla città della nebbia e dei panettùn, ma essendoci già esubero di caimani e anaconde non si sono trattenute a lungo.

Armate di passeggino da guerra, copertura per pioggia di una misura in meno (questo passa il convento), ombrello rotto (me ne sono accorta dopo), cambio completo per la bambina, documentazione impermeabilizzata da tre strati di sacchetti, remi, maschera e boccaglio, io e Nanà abbiam preso l'auto per raggiungere la destinazione prestabilita, nella speranza di essere le prime ad avvistare la colomba della speranza.

Alle 7.30 tutta Milano era già riversata sulla circonvallazione, ma con la mia guida sportiva alla Automan siamo riuscite ad arrivare in perfetto anticipo.
Parcheggio a pagamento, ovvio, dove cartellonistica specifica richiedeva di essere muniti di canoa e pagaia per poter scendere dall'auto. Io ho parcheggiato comunque, avevo la boa.

Ormai a Milano non conviene più tentare la strada delle visite mediche tramite Servizio Sanitario Nazionale, non tanto per le liste di attesa, quanto per il fatto che ti costa di più il parcheggio in biglietti della sosta che far venire a domicilio il primario in persona.
Ma noi siamo recidive.

Inoltre per i Milanesi c'è anche la piaga dell'Anello Magico.
No, non quello di Frodo Beggins.
Parlavo dell'Ecopass.
Se per puro caso, non frequentando spesso il centro città o il quasi-centro città, ti dimentichi di tutta la menata per pagare il permesso di entrata nella zona Ecopass, gli Hobbit ti portano direttamente la multa a casa.
Io piuttosto che pagare un'altra tassa circumnavigo l'Africa a nuoto. E poi ho inserito un dispositivo all'auto che, se per distrazione mi sto per immettere nella zona d'oro non notando le telecamere poste a 86 metri d'altezza, mi respinge automaticamente e mi permette di girare solo a sinistra! Stile polo negativo con polo negativo. Mal che vada faccio un incidente.

Arrivate a destinazione abbiamo passato sei ore a ingurgitare un indefinito pappone per poi scoprire che l'allergia di Nanà all'uovo si è magicamente schiusa ed è volata via non si sa come. Meglio che uno struzzo.

Dopo un'ora di attesa (perchè è per quello che danno gli appuntamenti con orari precisi, no??) in cui i miei pantaloni han fatto in tempo ad asciugarsi. la dottoressa ha chiamato Nanà:
"Nanà… vieni che ti visito… "

SVVVVAAPPP!
La piccola cozza si è fatta tutt'uno con la mia gamba mimetizzandosi con i jeans bicolore.
Per  farla auscultare ho dovuto costringerla a separarsi da me, tirandole su la maglietta a tradimento.
"Ora apri la bocca…"

"Dai apri la bocca e fammi vedere la lingua, Nanà."

"La bocca… Aaaaah!"

"Amore tesoro patatona, dai ascolto alla dottoressa."

"Apri la boccuccia d'oro?"

"Vuoi una legnata??"

"Direi che è invisitabile… "

"Dottoressa, la perdoni, è un periodo in cui la mammite è a livelli esponenziali… " cercavo di scusarmi mentre mi facevo piccola piccola, più piccola di Nanà.

Alla fine non so se sia stato peggio passare sei ore a tentare di farla deglutire dosi eccessive di pappa all'uovo o trasportarla a peso morto dal box a casa riuscendo anche a chiudere auto e garage con lei in braccio, visto che, sfinita dalla mattinata, si era addormentata in auto.

Perchè io non ho più il fisico per certe cose!
Tra un po' è più alta di me.
Con le coscie che si ritrova sicuramente non è lo sponsor ideale per la Somatoline.
Però io ora ho buone possibilità per essere scritturata per il Fastum Gel!

Che cos'è il tempo??

  • ottobre 26, 2010 at 21:42

Cena.

Cioè… lotta per tenere ferma Nanà sulla sedia o sulle mie gambe, farla star zitta, farla masticare, farla tranquillizzare e lotta psicologica per convincere Babet a mangiare le zucchine.
Canterina stranamente stasera ha una sorta di aureola in testa. E' gentile, ubbidiente e mi aiuta.
Probabilmente domani mi chiederà di usare la macchina per uscire…

In ogni caso, nella rissa, ci scappano anche sporadici dialoghi sensati.
"Mamma! Sai che la maestra oggi mi ha chiesto che cos'era per me il tempo??"

"Uazz, Babet! Fate già filosofia in prima elementare? Che domandone che ti ha fatto la maestra! E tu cos'hai risposto?"

"E, il tempo è l'orologio che gira!"

"Beh, non fa una grinza… "

"Sono le ore, e i giorni. Il sole che sorge e che tramonta."

"Che poesia!"

"Il tempo dei dinosauri. Lo sai che c'è stato anche un tempo degli alieni??"

"C'è stato?? … E tu dov'eri?"

"C'è stato il tempo dei dinosauri e un tempo degli alieni!"

"Aaahh… " ??? "E per te Canterina cos'è il tempo?"

"Per me il tempo è qualcosa che scorre!"

"Sintetica, precisa. Mi sei piaciuta!"

"Scorrono le ore, i minuti, i secondi, i nanosecondi. Sai cosa sono i nanosecondi? Sono dei secondi ancora più piccoli!"

"Sì, amore lo so. Sono il tempo esatto che ci hai messo a mettere la manica nell'olio del piatto… "

"E per te mamma? Cos'è per te il tempo?"

Qualcosa che non ho??
"Per me? Dunque, vediamo… E' una domanda difficile. Voi siete state brave. Mmmmmmhhhh…
Il tempo è qualcosa che passa. A volte passa troppo veloce e a volte sembra non passare mai. Come quando la mamma è a lavoro… E' qualcosa che si può vivere o aspettare. Si spera che sia qualcosa che ci aiuti a crescere, a migliorare. Ed è sicuramente qualcosa che ci può curare… "

"Perchè il tempo ci può curare?"

"Il tempo, così si dice, è la miglior cura. Ed è vero per tante cose. Quando devi curare una ferita, non del corpo, ma del cuore, ci vuole del tempo perchè tu riesca a stare meglio, perchè tu sappia affrontare o superare qualcosa, una sofferenza o un dolore."

"Come quello che hai dovuto affrontare tu, mamma?"

Ah, Canterina! Sempre così maledettamente grande, intelligente e piena di empatia nei confronti della sua mamma!
"Sì, amore. Vedi che anche per me ci è voluto tempo per stare bene. Poi potrai vedere anche quanto tempo ci vorrà, se tua sorella non scende da quella sedia, al pronto soccorso per curare le ferite che si farà cadendo e quelle che le farò io se non ubbidisce!!!"

Finiamo di mangiare abbastanza presto, stranamente: 19.45, come le galline.
Così decido di piantare lì piatti e pentole e di sedermi sul divano vicino a loro mentre hanno ancora un po' di tempo per giocare e scatenarsi a suon di musica.
Mi ritrovo a ridere come una pazza guardando Nanà che si trasforma in una via di mezzo tra ballerina di charleston e un apache ubriaco.
Canterina che strimpella alla pianola, ancheggiando a destra e sinistra e intonando un lamento di morte con sottofondo "Oh, when the saint go marching in" per quel che riesco a percepire…
Babet avvinghiata a me che, persa nel suo mondo perennemente con la bocca aperta, apre tutti i biglietti ricevuti al suo compleanno, tentando di decifrare le firme dei suoi amici e infilando il tutto in un improbabile, striminzito portafoglio di Hello Kitty.

E ripenso alla domanda di pochi minuti prima.

Il tempo…

E' qualcosa che ogni tanto vorresti poter fermare.

E che, indiscutibilmente, non basta mai.

Messaggi brevi

  • ottobre 21, 2010 at 23:43

Colazione da Tiffany.
"Ah, Wonder, ma porti le lenti a contatto? Non lo sapevo!"

"Sì, ma non da tanto. Prima mi davano fastidio ed ero abituata con gli occhiali… "

"Ma non li metti mai?"

"No, Marco, a lavoro vengo con le lenti. Preferisco. Mi piaccio di più. Un ex collega mi aveva pure detto che con gli occhiali sembravo una segretaria porno… "

"E quand'è che ti vedo con gli occhiali allora??"

"Penso mai."

"Proprio mai??"

"Guarda, potrebbe succedere solo o se mi viene la congiuntivite, o nel caso ci trovassimo a fare colazione assieme… Ed è molto più probabile la congiuntivite."

Tenerezza è…
Vedersi arrivare Nanà dopo cena, con le mani sulla pancia, barcollante come una boa alla deriva che ti dice:
"MAMMA, HO MANGIATO TOPPO!"

Momenti così.
Sono momenti come quelli di oggi in cui, in un inframezzo tra il finocchio al vapore, le faccende di casa e la riunione di classe, mi ritrovo a lottare bellicosamente con il coprimaterasso matrimoniale (a sacca) che non vuole più contenere il suo materasso matrimoniale, ma alla fine chiladuralavince lo convinco con la forza lussandomi tutte e dieci le falangette e raschiandomi via l'impronte digitali che non riuscirebbero più ad identificarmi nel caso trovassero il mio cadavere in una colonna di cemento fra vent'anni se non fosse per l'osso sacro deviato…
Dicevo, son momenti come questi i rari casi in cui rimpiango di non avere nessuno in casa con me…
No, non un uomo, cos'avete capito? Come mi ha detto una mia amica (e non solo una) "Tu hai la fortuna ora di poter avere un uomo senza dovertelo tenere in casa per forza!"
No… rimpiango di non avere una colf!

L'ottavo nano.
Le poche volte che siamo da sole, racconto una fiaba a Nanà mentre mangia alla sua solita velocità da bradipo morto.
L'altra sera ha scelto "BIANCANEVE E I NANETTI CHE VANNO A LAVOLALE… "

"Così stanca per le faccende di casa che aveva fatto, la mamma… cioè, Biancaneve sale le scale della casetta, trova sette piccoli lettini e ci si spaparanza sopra, addormentandosi profondamente… Zzzzzzz… Zzzzzzz…. "

"HOME ABET! ANHE ABET FA HUSSI' A DOMMILE: RRRRR…. RRRR… RRRR!"

"Oh la bestia! Quella è una nutria con problemi di adenoidi! Comunque, dopo un po' i nanetti escono dalla miniera e tornano a casa cantando."

"ANDIAM, ANDIAM, ANDIAM A LAVOLAL!!"

"Brava! Ma quando arrivano vedono le luci accese in casa e pensano ci sia un mostro o un ladro, allora entrano pian piano, salgono le scale… e vedono addormentata nei loro lettini una meravigliosa principessa!
Quando Biancaneve si sveglia loro si presentano… "

"BUUUURP!"

"Salute Nanà! Allora c'era Dotto, quello più intelligente. Poi Brontolo che brontolava sempre. Poi Eolo che aveva sempre il raffreddore…"

"BUUUUURRRP!"

"Arisalute Nanà!!! Poi c'era Cucciolo, il più piccino e Mammolo che voleva sempre le coccole. Gongolo che era sempre felice e Pisolo che aveva sempre sonno… "

"BUUUURRRPP!"

"E poi c'eri tu… l'ottavo nano… RUTTOLO!"

La signorina capriccio

  • ottobre 14, 2010 at 22:06

Nanà ha la febbre.
Poverina, non sta bene, e quando i bambini piccoli non stanno bene sono più capricciosi del solito.
E' comprensivo.

Ma Nanà raggiunge dei livelli di insopportazione esponenziali.
E' la regina del pianto, il primo premio di rognosità acuta, portatrice sana di lacrime di coccodrillo, principessa del labbro inferiore pronunciante.

Martedì sono andata a prendere le bimbe a scuola. Lei esce mezz'ora prima delle sorelle e nell'attesa fa merenda.
Ci sediamo sulla panchina già assediata da altre mamme, la prendo in braccio e le tiro fuori una merendina (lo so, le merendine fanno male, ma quando non passo da casa dopo il lavoro divento una madre viziosa e incompetente… perdonatemi!):
"Guarda amore, per te ho questa."

"… NO MI PIACE… UAAAAAAAAHHHH!"

"Ma c'è bisogno di piangere? Vuoi questa che è di Canterina?"

"NO MI PIACEEEE! UAAAAAAHHHH!"

"Beh, almeno bevi il succo. Ti ho portato il tuo, alla pera!"

"IO VOIO MELAAAAA! UAAAAAAAAHHHH!"

Ho aspettato le sorelle nella ressa di genitori e nonni con lei attaccata alla gamba che urlava:
"ANDIAMO A HASAAAAA!!! VOIO TEEEEE!! VOIO STALE CON TEEEEE!! UUUAAAAAHHHH"

Per tutto il tragitto fino alla macchina mi pareva di avere per mano una sirena antincendio:
"UUUUUUU… UUUUUUUU… UUUUUU… UUUUUUUU…"

Di solito è rognosa appena mi vede. Con me si apre ai capricci più impensati che con nonni, maestre e padre non esterna. E' normale. Ma quello era troppo, la cosa puzzava più dell'alito dopo un'impepata di cozze.
Appena entro in casa le provo la febbre: 38.4.

In questi giorni si sono sussegguiti episodi di lamenti lamentosi lamentanti nel lamentarsi.
Uno strazio.

Arrivavo da lavoro e la andavo subito a prendere da Nonna M.
Mi faceva un po' di festa, tipo labrador col ciuffo biondo.
Poi appena mi allontanavo da lei:
"UAAAAAAAHHHHH!"

"Amore devo andare in bagno a fare la pipì…"
"VENGO ANHE IOOOO! UAAAAAAHHH!"

"Amore, vieni a mangiare?"
"NO VOIO MANGIARE! UAAAAAAH"
"Allora non mangiare…"
"HO FAMEEEE! UAAAAAHH!"

"Amore, stasera ti faccio un po' di spinaci? O preferisci i piselli?"
"VOIO I PISELIIIII! UAAAAAAHHH!"
"Ecco! I piselli che ti piacciono tanto!"
"NON LI VOLEVO I PISELLIIII! UAAAAAAHHH!"

"MAMMA HO SONNOOOOOO! UAAAAAAHHH!"
"Andiamo a nanna?"
"NO VOIO ANDARE A NANNA! UAAAAAAHHH!"
"Stai un po' sul divano mentre la mamma stira? Ti metto un cartone?"
"NO VOIO UN HATTONEEEEEE! VOIO PUUUU (=Winnie the Pooh)! UAAAAAAHHH!"
"Eccoti messo Pooh!"
"IO VOLEVO UN ATTLO HATTONE! UAAAAAAHHH!"

"Vieni che ti vesto!"
"NO VOIO!!! UAAAAAAHHH!"
"Vuoi stare in mutante?"
"NOOO! VOIO I PANTALONIIII! UAAAAAAHHH!"
"Appunto, se vieni qua te li metto…"
"NO LI VOIO METTELE! UAAAAAAHHH!"
"Nanà, o metti i pantaloni per andare a casa della nonna o posso sempre portarti a ingessare le gambe… nude fa freddo!"
"NO LE VOIO INGESSCIALEEE! UAAAAAAHHH!"

"UAAAAAAHHH!"
"Canterina, lasciala stare che non sta bene!"
"Ma mamma, è stata lei! E' venuta qua e mi ha tirato un pizzicotto per prendere la barbie! Io le ho solo tirato via la barbie di mano!"
"Nanà, è vero? Sei stata tu a cominciare?"
"SIIIIII'! UAAAAAAHHH!"

"UAAAAAAHHH!"
"Uuuuuaaaaaahhh!"
"Nanà, Babet… perchè piangete?"
"Mamma io non ho fatto nienteeee! Ero qua seduta e lei mi ha tirato il libro addossoooo! E mi ha preso con lo SPIGOLO! Mi fa maleeeeeee! Uaaaahh!"
Guardo Nanà…
"UAAAAAAHHH!"
"Beh, Babet… impara a parare i colpi almeno quando lei ha la febbre!"

"Nanà, scendi dall'auto."
"UAAAAAAHHH!"

"Nanà, schiacci tu il bottone dell'ascensore?"
"UAAAAAAHHH!"

"Amore, vieni qua che ti provo la febbre e ti do tanti baci…"
"UAAAAAAHHH!"

"Adesso dormi, su."
"UAAAAAAHHH!"

"Ti imbocco io che sei stanca?"
"UAAAAAAHHH!"

"Buongiorno trappolina, è ora di svegliarsi."
"… … … UAAAAAAHHH!"

In alcuni momenti di gloria devo confessare che un istinto animalesco si impossessa della mie mente.
Poi quando piangono, rognano e si lamentano tutte e tre contemporaneamente non vi dico.

E' possibile avere una crisi post partum a tre anni dal partum?????

Crescite superflue

  • ottobre 10, 2010 at 21:28

Io e nanà usciamo dalla doccia.

"MAMMA DOVE SONO LE ALTTE FEMMINE??"

"Quli sarebbero le altre femmine?"

"HATTEINA E BABET!"

"Ah, le femmine son di là. Babet legge e Canterina fa i compiti… da circa due ore."

Mi sto asciugando e incremando.

"MAMMA… LE FEMMINE HANNO I PELI!" esclama Nanà mentre si osserva il braccio totalmente glabro.

"No, le femmine no. Cioè.. ne hanno di meno… diciamo."

"I MACCHI SI'!"

"Sì, gli uomini sono pelosi. Alcuni paioino scimpanzè."

"LE MAMME LI TOGGONO?"

"Sì, quando hanno tempo."

"LE NONNE NO."

"Le donne o le nonne?"

"LE NONNE! LE NONNE NO HANNO I FILI!"

"I fili…"

"LE FEMMINE SI' HANNO I FILI, LE NONNE NO HANNOI FILI!"

Mi cerca di prendere un braccio.

"MAMMA TU HAI I FILI? … LASCIAMI GUADDARE DAI!"

Vorrà fare l'estetista??