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Sconfondiamoci le idee

  • agosto 17, 2011 at 15:10

In televisione passano le immagini del telegiornale che seguo distrattamente mentre cucino.

Canterina transita in soggiorno e, come sempre, attirata magicamente e ipnoticamente da movimento e colori (anche se si fermerebbe davanti pure al monitor spento) si blocca incantata.
Siccome siamo già al termine e le notizie cruente sono già un ricordo lontano la lascio fissare lo schermo.

"Amore, è il telegiornale! Ti interessa così tanto??"

"Sì… Mamma, mamma, guarda! E' Renato?" (=Renato Zero, nda)

"Tesoro… quello è Elvis Presley!"

Preghierine speciali

  • dicembre 3, 2010 at 00:56

"Notte amore, fai tanta nanna. Diciamo la preghierina?"

"Sì, stasera ne dico due."

"Sentiamo."

"Allora, la prima è per il cambio dei banchi di domani. Perchè vorrei tanto avere vicino la mia amica A. e assolutamente NON vorrei avere vicino il mio compagno G., perchè non lo sopporto proprio, quindi prego di non averlo vicino di banco… "

Egalitè, fraternitè e sopportasiòn. Bene.
Prendere appunti: lavorare sull'intolleranza della figlia maggiore.

"E la seconda preghiera la dico per te… perchè sei la mamma più bella, più brava, più intelligente, più simpatica del mondo. E se anche aumenterai, crescerai o ti abbasserai, invecchierai o ti rimpicciolirai, morirai… "

"Tieh!"

"… o vivrai, dimagrirai, ti alzerai o ti abbasserai… "

Da grande dovrebbe candidarsi alla Presidenza del Consiglio…

"… sarai sempre comunque la mia mia mia piccola mamma! La più brava, intelligente, gentile e la più bella di tutte le mamme del mondo! Perchè sei bellissima… "

"Diciamo che faccio ancora la mia porca figura, ecco… "

"… Perchè sei specialissima e buonissima e bravissima. E prego perchè il nostro amore per te aumenti sempre nel cuore, nell'ubbidienza e nell'ASCOLTAMENTO."

Canterina sta decisamente puntando alle scarpe con le rotelle.
E nel suo infinito acume ha già capito chi, tra Gesù Bambino e la mamma, si deve arruffianare…

Caro Gesù Bambino… ma quanto mi costi?

  • dicembre 2, 2010 at 21:56

"Mamma, mamma, ho aggiunto un paio di regali alla letterina per Gesù Bambino, ho scritto che voglio anche… "

"Canterina! Non vedi che io e Babet siamo impegnatissime a incollare il suo lavoretto per la classe e a incollarci le dita?? Abbi un po' di pazienza, me lo dici dopo?"

"Sì… Ti volevo solo dire che ho chiesto anche le Moxigirlz Inverno che sono quelle che hanno lo slittino per la neve e i vestiti da neve e gli accessori da neve e anche… "

"Canterinaaaa! Mi sto concentrando su altro. Frena! Me lo spieghi… "

"… E poi anche le scarpe con le rotelle!"

"Le che? … Ecco, mi si è spostata la candela, mannaggia a te!! Vebeh, ormai. Dicevi le scarpe che?"

"Quelle con le rotelle sotto che puoi anche pattinare se le tiri fuori dalle scarpe!"

"Ti ho già detto che non mi piacciono."

"Ma le ho chieste a Gesù! Sai, nei negozi costano 80 euro. Le ho chieste a Gesù così non me le devi comprare tu!!"

Mia figlia è geniale, non c'è che dire.

"Sai Canterina, che comunque prima di Natale faccio un discorsetto con Gesù, eh?! Le cose che non piacciono alla mamma non ve le porta mica."
Quasi quasi son tentata anche di fare un discorsetto con te, del tipo 'Sì, i regali ve li porta Gesù Bambino, ma non si sa come, sarà la magia del Natale, i soldi spariscono comunque dal portafoglio della mamma!'.
Ma forse è ancora presto. Finchè regge la vera magia del Natale…

In ogni caso le spese "natalizie" le ho già fatte sabato scorso.
In un momento di beata solitudine ho approfittato per fiondarmi in un centro commerciale e uscirne solo quando avevo concluso la lista di regali per figlie, nipoti, vicini, amichetti, varie ed eventuali.

Ho vagato per il reparto giocattoli per quasi due ore leggendo, valutando, cercando, ispezionando, soppesando, facendo conti, prendendo e rimettendo a posto.
Sono giunta alla cassa con un carrello pieno più alto di me. Lo guidavo con l'aiuto di qualche cane da slitta, cercando di non far precipitare qualche scatola dall'alto.
Ho anche fatto la foto al carrello con il cellulare, archiviata con il nome "momenti da ricordare" nella cartella "Lo show dei records", ma non sono capace di scaricarla su pc…
Sudata, ma soddisfatta per essere riuscita a non dimenticare nessun pargolo e quindi di aver fatto tutto in un solo giorno, nel guardarmi intorno ho avuto più volte l'impressione che… mi fissassero male.
C'erano quattro scatole molto grandi che facevano volume.. tutta scena… per quello il carrello straripava da ogni parte… ma mi sentivo ugualmente fulminata da parecchi sguardi.
La cassiera mentre passava tutti quanti i giochi probabilmente caercava di capire se fossi una volontaria di una qualche associazione onlus che si sarebbe travestita da Babbo Natale a breve per far felici i bambini di sei villaggi in africa centrale o una cinese camuffata che tentava di fare incetta di giocattoli da copiare e riprodurre sottocosto nel mercato nero con vernici tossiche e pezzi di assemblaggio scadenti.

"Sì… son tutti miei… tanti è?"
Continua a fissarmi stile Ispettore Clouseau.
E in effetti mi sento un po' pantera rosa.
Sento viva la necessità di giustificarmi.

"Sa com'è… ho tre figlie… "

"Tre figlie??" la cassiera inizia a sciogliere la tensione facciale.

"… E sette nipoti! … Dei miei quattro fratelli… "

"Aaaahhh!" la cassiera sorride rassicurata.
Mentre a me si allunga il naso.

"Vedi" fa la signora col carrello semivuoto dietro di me al marito "Vedi che bello avere la famiglia numerosa! E noi che abbiamo solo un nipote… "

"Sì, però intanto risparmiamo!"

Il pile e l'enfisema

  • novembre 29, 2010 at 21:40

Oggi pomeriggio dopo la scuola accompagnamo Canterina a catechismo.
Poi io e Babet andiamo a recuperare la piccola bronchitina dai nonni e, tempo di bere un the caldo, torniamo a prendere la sorellona in parrocchia.

Arriviamo finalmente all'auto, faccio salire le bimbe e, mentre ho il baule aperto per infilare nel portabagagli lo zaino, Canterina dal suo sedile mi confessa:
"Mamma… ho quasi paura a dirtelo… "

"Fai bene ad avere paura se è una cosa grave, ma me la puoi dire ugualmente."

"Ehm… ho… dimenticato il pile…" mi sussurra mentre si apre il giubbotto e mi mostra solo la maglietta.
Che con 7° C è l'ideale per scongiurare una broncopolmonite.

"AZZ! Non muovetevi, corro io prima che chiudano l'oratorio!"
Chiudo il portellone, chiudo l'auto e parto nel tentativo di stabilire il record per i duecentro metri a ostacoli.
Fermo la catechista, chiedo in giro, mi faccio aprire l'aula, guardo su sedie, tavoli, panche, campanile e crocifisso, imprecando dietro al lume di mia figlia… ma niente.

Torno all'auto a rischio di enfisema.
"Amore, cazzarola, dove cavolo l'hai lasciato??" sibilo mentre salgo in auto.

"A scuola."

"… … … Cioè, ho rischiato l'embolo e tu l'hai lasciato a scuola???"

"Te lo volevo dire, ma tu sei schizzata via subito."

"Ecc'hai ragione pure tu!"
Inizio a guidare.
"Miiii… quasi quasi porto un attimo i polmoni in rianimazione… non ho più il fisico per certe cose… "

"Eh sì, mamma. Stai invecchiando!"

Te poss…

Stasera Canterina è di turno nel lettone, quindi è l'ultima a cui vado a dare la buonanotte.
"Amore mio, fai tanta nanna e addormentati subito. Mi raccomando… Certo che ci vuole tutta a lasciare il pile a scuola e accorgersene dopo un'ora e mezza… Ma non avevi freddo??"

"No, stavo bene!"

"Speriamo. Se ti prendi qualche malanno ti disintegro! Comunque domani ricordati… RICORDATI di prendere il pile e riportarlo a casa… povero pile! Diciamo una preghierina, ora?"

"Per il pile??"

Strana neve a Milano

  • novembre 26, 2010 at 20:42

"MAMMA NEVACA!"

"???"

"NEVACA, MAMMA NEVACA!"

Giunge anche Canterina di corsa:
"Aaaaaaaaaaaaaahhhhhh! Nevica nevica nevica!!! Che bello mamma vieni a vedere!"

"Bimbe, non scherzate coi sentimenti! Son le 7.30 di mattina del 26 novembre! Siamo ancora in autunno e… Oh cazz! C'avete ragione… Che tempo di *****! Ci mancava pure la neve! E vieni pure bene!!"

So già che arriverò tardi a lavoro.
Inizio a cercare i monboot delle bimbe che per grande fortuna Nonna M. mi ha comprato settimana scorsa, cambio i vestiti, tiro fuori cappelli, guanti e sciarpe, dolcevita, il tutto mentre impreco. Perchè a Milano bastano due centimetri di neve che il traffico va in tilt.

"MAMMA GUADDA! NEVICA DI FUA'!" e Nanà mi sposta la tenda in camera da letto "E ANCHE DI FUA'!" e mi indica fuori dalla finestra in cameretta.

"Nanà… è lo stesso giardino… "

"MAMMA VIENI A VEDELE! COLLI!" corro dietro alla piccola canguretta che saltella tutta felice per casa "NEVICA MAMMA! ANCHE DI FUA'!!" e sposta le tende in cucina.

"Nooooo! Nevica anche da questa parte?! … Ma siamo sicure che adesso non abbia smesso di là in camera??"

"COLLIAMO, COLLIAMO A VEDELE!" Ricorriamo in camera e appiccichiamo il naso al vetro "NOO! NEVICA ANCOLA ANCHE DI FUA'… E DI LA'! NEVICA DA TUTTE LE PATTI! CHE BELLO, CHE BELLO!"

"Nevica verso nord e nevica verso sud… guarda che questo tempo è proprio strano!"

"Mamma, nevicherà anche a scuola?" (circa 600 metri da casa nostra, nda)

"Eh… adesso non lo so. Sai, non ci son più le stagioni di una volta!"

Prendiamo fiato

  • novembre 24, 2010 at 21:47

Messaggio per l'ufficio:
"Responso: la media con la scarlattina, la piccola con bronchite che probabilmente sfocierà in scarlattina, la grande che per non essere da meno s'è presa i pidocchi, li ha passati anche alla piccola, per la quale forse serve più un esorcismo a questo punto… Datemi un paio di giorni. Se sopravvivo al tutto ci vediamo giovedì. O magari vado a Lourdes… "

Ebbene sì.
Lunedì mattina sveglio solo Canterina: Babet dovevo portarla dalla pediatra, era piena di macchie, e Nanà la sera prima non mi aveva dato l'aria di essere molto in forma. Nonna M. le avrebbe tenute entrambe, così piazzo Canterina davanti alla sua colazione e mi siedo cinque minuti di fronte a lei per tentare di conversare con il suo ologramma.
Quando ad un certo punto vedo una cosa piccola e scura camminare sul suo ciuffo.
La prendo con le dita. La osservo. Mi viene un collasso istanteneo.
"Cazzarola Canterina! Ma da scuola natura hai portato pesto e pidocchi! Pianta lì il latte e vieni subito a testa in giù nella vasca da bagno!"
Per fortuna avevo lo shampo antiparassitario in casa.

Nel frattempo si sveglia Babet che inizia a chiamare urlando se deve andare a scuola.
"No, amore, non ci vai! Hai le macchiette! Ora sta buona un momento!"

"Ma io non voglio le macchietteeeeee! Uaaahhh!"

"… Te le tieni! Ora non posso!"

Ovviamente si sveglia anche la piccola figlia del tempismo che inizia a lagnarsi e chiamare. A ragione, visto che ha 38 di febbre.

Mentre faccio la seconda shampata a Canterina con una mano, con l'altra provo la febbre a Nanà che è sul gabinetto in lacrime, con un piede chiamo mia mamma per avere un aiuto istantaneo e con l'altro piede tento di contattare l'ufficio perchè un presentimento mi dice che per quella mattina non riuscirò ad arrivarci in tempo. Ma il numero dell'ufficio non va. Quindi decido di scrivere un messaggio ad uno dei capoccia con il naso, che mi era rimansto libero.

Per fortuna  Nonna M. arriva di corsa e recupera le due malaticcie.
Canterina è l'unica con i capelli lunghi. Giustappunto.
Per passarle capello per capello nel tentativo di trovare e sfilare tutte quelle centinaia di lendini schifose ci abbiamo messo dalle 7.15 alle 11.00.

A pranzo vado a recuperare le altre.
Controllo la testa a tutti, Cuginetto It compreso, e trovo un paio di lendini a Nanà che, poveretta, con 39 di febbre piange e cola narigia sui miei pantaloni. Mi si addormenta in braccio a tavola mentre tento di farle mangiare qualcosa.. La vesto, la carico sul passeggino, prendo Babet e via! dalla Dottoressa Pomodoro per il responso.
"Sì sì, non ci sono dubbi, Babet ha la scarlattina! Ha fatto bene ad iniziare l'antibiotico."

"E Nanà? I sintomi iniziali sembrano gli stessi… "

"Per ora ha una bella bronchite. Magari la scarlattina arriverà. In ogni caso antibiotico."

Tempo qualche ora e si sarebbe riempita di macchie pure lei.

Torno dai nonni, do l'esito, affido Canterina che dev'essere accompagnata a catechismo, prendo le due piccole e filo dritta a casa per la disinfestazione.
Lenzuola, letti, divano, cappotti, sciarpe, cappelli… chi più ne ha più ne metta!
Disfo, aspiro, insacchetto, lavo a 60°, apro stendini, accendo stufette e…. PUFF!
Salta la luce.
Mentre io sono in mutande e le due piccole in seduta sul gabinetto e vasino.
Ficco una torcia in mano a Babet e mi infilo il cappotto-con-sotto-niente, stile pornostar, per andare nel locale contatori pregando Iddio di non incontrare nessuno per le scale. E di non prendere una broncopolmonite. Ma quello è secondario.

Dopo cinque minuti siamo tutte e tre in doccia per la profilassi anti-pidocchio.
"Adesso bimbe sfregate forte forte la testa per cinque minuti! Uno… due… tre… "

In questi giorni non ci siamo risparmiate niente:
40  di febbre;
dosi notturne di antibiotico, di vomito e di pianti;
ore a osservare la testa di Canterina con la torcia del minatore in testa fissata con un elastico (geniale idea di Nonno M., da brevettare come soluzione per "mamme sole in cerca di parassiti");
non-pranzi;
non-cene;
abbiocchi materni improvvisi sul divano mentre le bimbe ti saltano addosso;
Nanà che dopo aver gomitato sul divano a notte inoltrata, mentre la lavo e la cambio in bagno mi dice "MAMMA… PULI IL DIVANO!!" "Sì, amore, non ti preoccupare che non lo lascio sporco… lo PULO subito!";
Canterina che salta la scuola perchè la mamma si addormenta alle 6 di mattina…

Questa mattina si ripresenta la scena incriminante di tre giorni fa: io e Canterina a tavola a colazione mentre tento di discorrere con il suo ologramma appena sveglio.
"Magari anche qualche mio compagno avrà avuto i pidocchi e sarà rimasto a casa… "

"Sicuramente li avranno avuti, visto che li avete portati in regalo dalla Liguria. Ma magari la loro mamma si è svegliata in tempo e ieri sono andati a scuola lo stesso… Comunque è anche periodo di malattie. Guarda Babet. Anche nella sua classe ci sono altri bimbi assenti."

"Eh già! Qualcun'altro avrà preso la VARICELLITE!"

 

Per non farci mancare niente

  • novembre 21, 2010 at 21:40

Week end con il morto.

Sabato per l'esattezza il morto era Babet.
La dolce ammalata passava da momenti di pura goliardia a russate memorabili devastata da dosi infestanti di paracetamolo e biochetasi.
La sera sono comprase delle belle macchioline a tradimento… ci mancavano!
Ho iniziato a sfogliare libri e scambiare opinioni in conferenza telefonica con un'amica medico.
E sono arrivata alla conclusione che con tutta probabilità Babet si è presa la scarlattina!
Per la prima volta. Sicuramente non per l'ultima.

Oggi stava molto meglio rispetto allo zombie agonizzante del giorno precedente.
Recluse come le monache di Monza, tra un mestiere e l'altro, non sapevamo più come passare il tempo, così mi è venuta la geniale idea:
"Bimbe, volete fare l'albero di Natale?"

"YEEEAAAAHHHH!"

Fare l'albero di Natale per noi significa:
– che la sottoscritta si fa avanti e indietro dal box e dalla cantina con scatole, scatoline e scatoloni;

-che la sottoscritta impreca per mezzo pomeriggio in preda al colpo della strega;

– che la sottoscritta giunge in casa tatolmente zozza, stile spazzacamino, e impedisce alle bimbe di avvicinarsi agli scatoloni, ma tanto appena volta lo sguardo le piccole bestiole si fiondano a toccare ed aprire dando vita al trio-fuliggine da lavare da capo a piedi;

– che la sottoscritta inizia a dare indicazioni su come montare l'albero mentre le disperate brandiscono per aria pezzi e rami di finto-abete-plasticoso dando inizio al famoso "spargimento di aghi" che poi ritroveremo anche nelle mutande;

– che l'unica che regge ad aiutarmi dopo cinque minuti è Canterina; le altre sono già a giocare per i fatti loro;

– che la sottoscritta, avendo posto l'abete sul tavolo da gioco delle bimbe memore del fatto che l'anno precedente l'albero fosse pressochè impossibile da issare sopra il tavolino dopo averlo addobbato, tenta di mettere lucine, festoni e punta d'oro in piedi sulla sedia rischiando l'osso del collo perchè mammà non mi ha fatta due centimetri più alta;

– che vengono rotte almeno tre palle, una per ogni bambina; di solito le più grosse;

– che ogni cinque minuti mi ritrovo con l'aspirapolvere in mano;

– che la sottoscritta deve appendere tutte le palline e pallone mentre Canterina mette i gancini e le altre due si frustano con le barbie;

– che la sottoscritta deve ripulire tutto;

– che la sottoscritta litiga con le prese elettriche dimenticandosi tutti gli anni che per le lucine bianche bisogna aspettare tre minuti prima che si accendano;

– che la sottoscritta torna in cantina a riportare gli scatoloni e non si capisce mai il perchè qualcosa che prima era perfettamente incastrato in spazi cubici, ora non ci sta più nemmeno se gli smussi gli angoli con lo scalpello;

– che la sottoscritta rincorre per casa tre scimmie urlanti che si rifiutano di lavarsi;

– che la sottoscritta si rincorre da sola per casa perchè troppo stanca per lavarsi.

Stasera il morto ero io.
Pensa che hanno anche preteso che cucinassi per cena. Che figlie ingrate!

Ora son qui che sbadiglio e scrivo, illuminata da lucine bianche, gialle, rosse, verdi e blu che si riflettono sulle palline lucide, mentre gli angioletti mi fissano mettendomi quasi in soggezione…
E sembra già Natale.

Intanto le macchie di Babet si stanno espendendo mentre gli altri sintomi diminuiscono.
Intanto mi hanno avvisato che la scarlattina è molto molto contagiosa.
Intanto tengo monitorata Nanà che ha ben visto di addormentarsi con un bel 37.7.
Intanto già so che  il mio ciclo " a fiume", stile trasfuzione mensile, sceglierà in questi giorni il momento migliore per arrivare all'improvviso.
Intanto se sapete che Gesù è nei paraggi, tenete pronta la barella del paralitico e calatemi dal tetto.

In fondo domani è lunedì… sotto a chi tocca!

Tra uno sbadiglio e l'altro

  • novembre 19, 2010 at 23:19

Quattro notti che non dormo.
Canterina è andata a "scuola natura" con la classe.
Non dormi per la preoccupazione, direte voi?
Ma che! Non mi sono preoccupata minimamente nemmeno per un secondo della figlia lontana da casa.
Lunedì le ho caricato la valigia sul pullman, le ho dato un bacio, la pompetta per l'asma e ho stappato i tappi di champagne appena svoltato l'angolo!
Ormai è cresciuta.
E son cresciuta anch'io.

Ma è quattro notti che non dormo.
Tre perchè con Nanà e Babet nel lettone (disperate per l'assenza della sorella) non si riesce a chiudere occhio, se non con una gomitata diretta nella pupilla, e una perchè, troppo ottimista e goliardica, l'unica sera libera che avevo ho organizzato una pizzata sole donne facendo le ore piccole e digerendo il giropizza il giorno dopo. Non ho più il fisico. Però mi son divertita un mondo!

Stamattina Babet si sveglia con 39 di febbre.

A lavoro mi si avvicina un bel ragazzone, bruno, alto, con sguardo penetrante e mi dice:
"Che hai fatto Wonder? Hai tirato le cinque del mattino, eh?!"
Che grazia… per dirmi che ho una faccia da buttar via!

Nel pomeriggio, tra uno sbadiglio e l'altro, attendo davanti a scuola per un'ora il pullman di Canterina bloccato sulla tangenziale.

Recupero difficile delle altre figlie malate.
Una con febbre da cavallo. L'altra con stronzaggine a dosi elevate.

Cena delirante con la grande che si è accesa appena scesa dal pullman e se non l'ascolto per filo e per segno piange urlando:
"Ecco! Io sto via una settimana e basta che Babet abbia la febbre che caghi lei e a me non mi guardi nemmeno! Non è giusto!"
E tu pensi seriamente di prenderla a padellate.
La piccola che gioca e parla da sola invece di mangiare che pare la sorella gemella di Rainman, che non ti ubbidisce nemmeno sotto tortura e che ti risponde pure male se le dici qualcosa.
E tu vorresti seriamente prenderla a padellate.
La media che agonizza sul divano mentre tu improvvisi sui fornelli qualsiasi cosa ti chieda visto che è digiuna da ore, mentre lei lamenta dolori fortissimi, ha 39.3 di febbre, vomita colori strani e ogni tanto ti biascica qualcosa di incomprensibile.
E tu non la prendi a padellate solo per pietà.

Dopo una cena infinita cerchi di metterle a letto e ce la fai in un'ora e mezza, mentre litighi ancora con Nanà che piuttosto che chiederti un "per favore" invece dei suoi soliti "VOGLIO VOGLIO VOGLIO!" decide di piangere disperata venti minuti per poi perdere magicamente il dono della parola e tenere le labbra serrate in segno di protesta. Ma non ha ancora capito con chi ha a che fare… perchè, a costo di metterci tutta la notte, quel "per favore" glielo tiro fuori!

Alle 10.30, sfinita, ti metti a riassestare la cucina e a leggere gli sms di tutta la giornata e ti accorgi che anche questa volta ti è saltato il programma del week end di cui, forse per la stanchezza, non avevi più memoria…
Ettepareva!

Un giorno mi dissi:
"Domani cambio vita!"
Il fatto è che non ho ancora trovato lo scontrino…

A noi il dentista ci fa un baffo… ah, no! Quello era l'estetista

  • novembre 9, 2010 at 22:41

Apro la porta dello studio dentistico e introduco la truppa nella sala d'aspetto.
L'assistente mi guarda di sbieco. non è abituata a vedermi con tutta la figliolanza al seguito.
"Ho chiamato ieri per urgenza Canterina, so che devo aspettare un po'. Ci sediamo."

C'è solo una signora che aspetta. Elegante. molto compita. Silenziosa.

Canterina prende una rivista e si immerge in una lettura-sfogliatura di gossip a lei sconosciuti, probabilmente con il solo scopo di osservare i vestiti delle modelle.
Gambe accavallate, tono merdoso ogni volta che le sorelle le chiedono qualcosa senza nemmeno alzare lo sguardo dalla rivista, girata di pagine con sospiro sofferente.
Sembra la tipica figlia di papà con la puzza sotto il naso, annoiata dall'attesa perchè abituata ad avere sempre tutto e subito, infastidita da chiunque e qualunque cosa giri attorno a lei.
E'  totalmente immedesimata nella parte. Se non fosse per le patacche di fango sui pantaloni della tuta.
Ho pensato più volte di disconoscerla. O nel caso peggiore di trapanarla personalmente senza anestesia.

Babet inizialmente si siede, apre una rivista, la osserva un po' e poi mi dice:
"Mamma, da grande farò la modella!"

Con sorriso da oscar, battito di ciglia e tono mellifluo (causa presenza di estranei) le rispondo con calma:
"Amore della mamma. Dovrai passare sul mio cadavere."

Babet si stanca di leggere esattamente dopo sei secondi netti e si alza.
Inizia il tuor.
Lei e Nanà non sono state ferme un secondo.
"MAMMA HO SETE!" esclama Nanà appena vede il boccettone dell'acqua fai-da-te, con gli occhi sfavillanti.

"Mamma ho sete!" replica Babet che non è da meno.

Quante volte ho ripetuto "Ora basta bere, buttate i bicchieri, lasciate stare l'acqua calda, smettete di versare quella fredda, ho detto basta, venite qua a sedervi" ???
Ho perso il conto.

Babet prende poi il prezioso tavolo in pietra su cui sono appoggiate le riviste come poggia chiappe, poggia ginocchia, poggia stinchi.

Nanà fa spostare la borsa alla signora elegante per potersi sedere vicino a me, per poi non sedersi un solo secondo sulla poltroncina ma continuare a vagare per la sala, sfogliando riviste, parlando ad alta voce, come in preda ad un'assenza di gravità, fisica e nel cervello.

L'assistente vede bene di mettere la musica. L'altoparlante è in linea d'aria esattamente sopra il boccettone dell'acqua.
Ho potuto osservare con i miei occhi due bimbe ebeti che per dieci minuti han fissato il contenitore dell'acqua convinte che la musica provenisse da lì, con tanto di esclamazioni quali:
"Mamma… ma c'è la radio lì dentro??"
Ovviamente io rispondevo di sì.

"MAMMA! MI HAPPA LA PIPI'!"

"Nooooo, Nanà! Secondo me è un falso allarme! Ascolta bene cosa dice la tua pancia? Ti scappa davvero?"

"DICE HE MI HAPPA LA TATTA!"

"… La cacca… Ma non è possibile! Bimbe, non possiamo mica battezzare sempre tutti i bagni del creato!!"

"IL BAGNO E' FUI'!"

"Vedo che ti sei studiata la piantina… andiamo!"

"VAI FUORI?!"

"No, amore, anzi muoviti perchè se chiamano Canterina ora dobbiamo andare!"

Dopo due minuti usciamo. Non riesco nemmeno a sedermi che…
"MAMMA! Mi scappa la cacca!"

"Babet! Vi siete messe d'accordo? Vieni dai! Veloce però. Canterina, se ti chiamano entra con Nanà e dì al dottore di usare pure il gas se non sta ferma!"

"Esci?"

"No Babet, la privacy la richiederai in un altro momento…"

"Ma non riesco a concentrarmi!"

"Sto qua dietro… Chiama subito appena hai finito!"

Dopo tre minuti usciamo. Nonchè…

"Mamma, mi scappa la cacca!"

"Bimbe! Eh cribbio! Canterina tu non puoi! Se ti chiama il dottore lo farà sicuramente quando sei in bagno, per la 13esima legge di Murphy!"

"Ma mi scappa! Non la riesco a trattenere!"

"Vieni dai, tanto ormai siamo di casa… "

"Esci però!"

Esco dal bagno per dare un'occhiata alle altre due che nel frattempo si stanno rincorrendo intorno al tavolo prezioso di pietra e, come volevasi dimostrare, arriva l'assistente:
"Canterinaaa! Tocca a te! … Ma dov'è Canterina?"

"E' in bagno, arriva subito. Nel frattempo ci possiamo portare avanti? Mi anestetizza quelle due??"

Entriamo nello studio e con vocina delicata Babet caccia un bel:
"MA CHE PUZZAAAA!"

"Amore, è odore di dentista… cioè, non del dentista.. di dentista in generale."

Canterina si siede sulla sua poltrona verde, e metto le altre due in riga come per l'esecuzione:
"Mi raccomando, non toccate nulla!"

Entra il dentista:
"Buonasera Wonder! Allora? Cos'è successo a Canterina?"

"MA CHE PUZZAAAA!"

"Eh, bellissima, questo è l'odore del dentista!"
Meno male che diamo la stessa versione.
Babet si sdraia praticamente sulle gambe della sorella per vedere cosa succede. Nanà curiosa tenta di scavalcare tutti i fili dei macchinari e si ritrova aggrovigliata.

Canterina che ormai conosce tutti i bottoni a memoria comincia a far alzare e abbassare lo schienale e ad accendere le luci: l'invidia delle sorelle.
"Allora, apri bene che vediamo!"

"Canterina, mi raccomando… questa volta stai ferma quando il dottore ti lavora in bocca!" le ricordo.

Infatti appena lui la tocca dentro, prende un arnese in mano o anche solo fa cenno, lei chiude la bocca, si sposta, mette la mano sulle fauci e inizia a dire:
"Cos'è quello? Cosa serve? Io non lo voglio! Non lo usare, usane un altro. No invece mi fa male! Fai sentire l'aria? Lo posso toccare? Fammi vedere bene? No, quello non me lo metti in bocca! Posso bere? Dopo bevo ancora, devo sputare? No, mi fai male! Anche se solo mi tocchi! Perchè ha due punte? Quale usi?"
E intanto sembra una tarantolata in preda a spasmi e convulsioni.
Finita la tortura… per noi, non per Canterina sicuramente… la piccola zabetta si alza soddisfatta.
"Dottore, quanto deve stare senza mangiare?"

"Mah. mezz'oretta è sufficiente.""E quanto deve stare senza parlare?"

"E beh! Senza parlare almeno tre ore, se no non si asciuga!"

"… Grazie, dottore! Grazie!!!"

Denti d'oro e cuore di panna

  • novembre 8, 2010 at 22:03

"Mamma… mi è caduto lo stucco dal dente… "

"Canterinaaa, guarda me e non la tv mentre mi dici cose infartuanti, per cortesia! Cosa ti è caduto?? Quello che ti ha messo il dentista l'altro giorno?? Fa vedere!"

"AAAAAA! Ma un pezzettino mi era già caduto ieri."

" ?!?!"

"Poi adesso mentre ero qua ho sentito qualcosa di duro con la lingua, l'ho preso in mano e ho visto quel coso bianco."

"… E adesso dov'è??"

"Boh! L'ho buttato per terra…"

Aaaaahhhh!!! Come l'hai buttato??!! Come fosse stato un pezzettino di prezzemolo masticato fra i molari!!
"Canterina! Accendi la luce! Qua con me a gattoni! Naso per terra! Cerchiamolo!"

"Ma mamma… ma ormai è rotto!"

"Sì, ma per quanto è 'prezioso' un po' di colla, due martellate e te lo rimetto a posto io!"