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Raccogliere

  • novembre 23, 2015 at 00:12

Quasi due mesi di latitanza…
Chiedo perdono.

Ottobre e novembre sono sempre al fulmicotone.
Corse pazze e pazze corse.
Nel frattempo la vita va avanti, le figlie crescono, io pure, le esperienze si moltiplicano e la riuscita della mia sopravvivenza è sempre all’ordine del giorno.

Famiglia, casa, lavoro, tre figlie in tre scuole diverse…
Per una poi che, come me, non sta in un angolo a guardare la vita scolastica della prole scorrerle davanti senza metterci le mani in pasta… fino ai gomiti.

Babet ha cominciato il suo tour de France mattutino, con un’ora circa di mezzi pubblici per andare e tornare dalla sua scuola media, scelta differentemente dalla sorella maggiore per l’ottima offerta formariva proposta.
Ho visto Babet barcollare di stanchezza più volte.
Ogni tanto è anche crollata.
La sua genetica assenza mentale è decisamente peggiorata, ormai mi sono rassegnata a lasciare messaggi nella segreteria telefonica del suo cervello.
Me ne farò una ragione. Nel frattempo è partita alla grande, con un sacco di compiti e un sacco di buona volontà nello studio.
Sono molto orgogliosa della mia piccola ologramma.

Canterina è in fase di orientamento scolastico.
Ha le idee molto chiare, così chiare che ha visitato un liceo con indirizzo agrario, un alberghiero, un istituto professionale con indirizzo grafico-visual/cinematografico, ha in lista ancora uno di scienze umane indirizzo psicopedagogico, un liceo musicale e il resto l’ho dimenticato volontariamente autosottoponendomi all’elettroshock e chiedendo di bruciare nel falò di capodanno tutti gli appunti e i volantini presi… amo le sorprese finali!

Nanà… è sempre Nanà, pepe nel culo kid, non sta ferma un secondo se non le spari, ma essendo io contro la caccia mi tocca scegliere tra il prenderla a testate sporadiche ed amarla così com’è, gioiosa, vivace e posseduta.

Nel frattempo la nostra evoluzione umana non dà segni di cedimento.
Guardo le bimbe, (una e mezza ormai donne), guardo me stessa, mi guardo intorno e sono orgogliosa del lavoro che stiamo facendo, delle persone che stiamo giorno dopo giorno diventando.
Amo le persone che incrociano la mia strada, amo gli amici che mi aiutano ad avere una visione più aperta della vita, con uno scambio continuo di aiuto e di amore.

Sono grata per tutto e…

E poi arriva Canterina che, nonostante i 13 anni quasi compiuti, mi scrive la Letterina a Gesù Bambino, per reggere ovviamente il gioco con le sorelle e probabilmente per esprimere, nero su bianco, ciò che ha nel cuore.
E il mio di cuore si apre… il sorriso si tatua sul mio volto per non venire più via e la gratitudine fa da regina nel mio animo di madre.
Una madre che con fatica e gioia ha seminato e sta seminando semi di Luce e Amore nei cuori delle figlie e che, ogni giorno, raccoglie molto molto molto di più.

<<Caro Gesù Bambino… Uèlla!
Grazie per avermi fatto passare un anno bellissimo. 365 giorni pieni di emozioni!!!

GRAZIE

Se non ti spiace vorrei aiutarti con i regali.
Mi piacerebbe rievere una bella dose extra di felicità, delle cuffie (che sono diverse dagli auricolari), tanto amore, che la mamma mi facesse impostare instagram, un po’ di pazienza, una bella dose di forza di volontà; delle carte degli Angeli tutte mie, solo con la mia energia, senza lo zampino della mamma e, infine, (ma non meno importante) un anno pieno di emozioni, nuove avventure, nuovi sogni, da vivere e condividere con amici, parenti, amori nuovi e nuovi amici!

Fa iniziare un periodo di cambiamento spirituale, ma anche cosciente, al mondo.
Fammi avere la forza di trovare un fiore in ogni cacca.
Fa che io sia il cambiamento che ho sempre voluto essere.
Fa che i desideri si avverino.
Fa di me e di tutte le altre persone una cosa migliore.
Con affetto, tua, con amore
Canterina        TiViBi

Il mondo ha bisogno di un sogno in cui credere…>>

Lascio immaginare cosa possa sgorgare dal mio cuore…

Le fate di casa

  • settembre 28, 2015 at 22:26

Mentre ceniamo le bimbe mi raccontano qualcosa del week end.

Tre parole, giusto per farmi contenta, per ovviare al loro solito “Mmmmmm… non mi ricordo…”
Come quando escono o tornano da scuola.
“Amore , cosa hai fatto oggi a scuola??”
Ci sono tre tipiche opzioni di risposta:
A. “Niente.”
B. “Non me lo ricordo.”
C. “Il solito.”
Che manco John Wayne che batte il pugno sul bancone di un saloon è così sintetico.

Ogni tanto c’è la versione C.bis, quella in cui (specialmente la grande)  in non meno di venti minuti ti raccontano per filo e per segno qualcosa di entusiasmante (per loro) avvenuto o ad un cambio dell’ora, o nel tragitto casa-scuola, o all’intervallo, o in una vita parallela in cui sei giunta da poco anche tu a far visita e ti stai chiedendo se a scuola ci vanno loro o qualche alter ego venuto da galassie lontane.

Comunque stasera sono un po’ più loquaci…

“Poi sai che a me piace fare la stylist, allora ho disegnato le fate degli elementi!” mi racconta entusiasta Canterina che, per mia felicità, è a tratti ancora attaccata alla sua parte bambina e si diverte.

“Le fate degli elementi?”

“Sì. ognuna di noi è una fata e io le ho disegnato il suo vestito. Per esempio io sono la fata dell’Acqua.”

“Splendido questo vestito! Che bella fantasia hai, cara la mia Dolece e Gabbana di casa!”

“Vedi? Nanà… anche se la chiamiamo la figlia di Eolo… e tu sai il perchè, è la fata del Fuoco. E Babet quella della Natura.”

“E io? Che fata sono? Quella dell’Aria?” chiedo nella speranza che mi accolgano nel quartetto magico.

“Quella è già in parte Nanà. Tu potresti fareee….. Mmmmmhhh…”

“La fata dei Fiori di Bach!” esclama Babet.
Ridiamo tutte, specialmente per la sua mimica sarcastica e molleggiata.

“E poi Canterina” continua Babet ” le puoi disegnare le boccette dei fiori cucite sul vestito… e lei le spara come armi magiche!” E facendo il gesto tipo Spiderman, urla “CICORY! (chicory) PIUMMMM… WAIT CESNUTUNUT! (white chestnut) PIUMMMM…. MELAGRANA!! (…???)

Babet è una pagliaccia!
Timida fuori, pazzerella in casa.
Mi ricorda in tutto e per tutto me stessa da piccola.
Ha inoltre una risata meravigliosa che metterebbe di buonumore anche il principe del pessimismo.

Ora della nanna e mentre sistemo vestiti e letti e ripeto all’infinito “A lettoooo! Forza! A letto!!” vado a salutare Babet che è di turno nel lettone.
“Notte amore dolce! Ma… chi ha acceso la luce nel mio bagno?!”

“Sei stata tu,  mamma.”

“Io??”

“Certo.”

“Davvero?”

“Sì… non te lo ricordi.”

“No. Non me lo ricordavo proprio.”

“Eh già mamma… è giunta l’Era dell’Alzeihmer!”

Taglia rientrante

  • giugno 11, 2015 at 14:16

“Ragazzeeeee! Prova costume!!!”

Qualche giorno fa ho concluso il cambio degli armadi definitivo.
Rischiavo di andare al mare con i pile in valigia.
La menata solita è che le bimbe devono provare tutto perchè il loro giro vita mi inganna e ad occhio non riesco mai a capire se riusciranno a chiudere quel bottone e se le loro coscette respireranno in quei leggins.

Così le principesse cominciano la sfilata dei costumi e passano alla sorella minore quelli ormai troppo stretti.

Canterina, che da brava adolescente, si chiude in bagno anche solo per pettinarsi, stile camerino di boutique allungava la mano fuori dalla porta per dire:
“Questo è stretto…. Questo non mi va più… Stretto….”

“Cribbio ti rimangono solo due costumi, dobbiamo comprerne qualcuno o rischi di andare in spiaggia con le chiappe al vento. Beh, nel frattempo prova questo qui. E’ mio, ma potrebbe andarti.”

Potete immaginare che tuffo carpionato ha fatto la mia  autostima di donna quando mi sono resa conto che a Canterina i miei costumi stavano perfettamente e… li riempiva molto meglio di me?!?!?!

Qualche giorno fa, mentre ero in giro per spese, mi sono infilata in un negozio che vendeva costumi. Ne ho provati circa 4000. Sono uscita con le orecchie basse e la coda tra le gambe.
La commessa mi incitava a provare anche quelli straimbottiti.
Non è nella mia natura ostentare ciò che non mi appartiene e quelli meno cotonati mi avanzavano tutti quanti.

Con la dignità che mi rimaneva ieri sono andata alla decathlon.
Dopo una lunghissima ricerca e miliardi di prove ho recuperato qualche XS che mi andava. Non a genio, ma addosso.
Mal che vada, l’anno prossimo passerò anche quelli alle figlie.

In un momento di depressione ho anche pensato di cercare nel reparto bimbi…..

Al telefono un’amica con la quale condividevo la mia depressione momentanea mi dice:
“Ma tanto cucchi lo stesso!”

“Scema! No… Non è per cuccare! E’ per riuscire ad andare in spiaggia con indosso qualcosa! Non mi chiamano ‘bambina’ solo per le smagliature, ma secondo me senza il top, ai giochini, mi potrei confondere benissimo!”

Quasi quasi quest’anno ci provo…

In goni caso, l’ho sempre detto, preferisco la montagna!

Testando i meridiani

  • maggio 22, 2015 at 15:41

“Mamma, è venuto fuori intestino GRASSO…” mi comunica Nanà mentre si fa i test muscolari in totale autonomia.

“Lo sai che l’intestino crasso è lungo due metriii?!?!!” mi urla Canterina-studentessa dall’altra stanza.

“Ehi, Nanà! Il tuo sarà pure largo…”

Il giudizio e Gesù

  • febbraio 16, 2015 at 01:14

“Mamma, mi PERPLIMI!” mi confessa Canterina un secondo prima di uscire di casa per andare a scuola.

Anche il tuo italiano, e molto tesoro mio!
“Ti rendo perplessa? Come mai??” chiedo curiosa.

“Perchè a te di quello che ti dicono gli altri non te ne frega niente!”

“In che senso?”

“Che ti scivola via, non te ne importa! Non ci rimani mai male… vivi la tua vita tranquilla!”

“Beh… sì. E’ così, amore. Ma non lo è certo sempre stato. Ci sono arrivata, col tempo, lavorando su me stessa. Impegnativa come riflessione alle 7.15 di mattina!”

“Sì, beh, ciao devo andare!”

“Ma è presto, Canterina! Ma dove vai sempre all’alba? Arrivi troppo presto a scuola!!”

“Devo andare, mamma! Ciao!”

L’anno scorso dovevo lanciarla fuori casa, perchè era sempre in ritardo.
Quest’anno forse apre lei i cancelli della scuola. E se tutto va bene le rimane anche il tempo di spazzare le aule!
In ogni caso mi fa felice sapere che Canterina ha osservato e notato questa mia caratteristica conquistata con tanto lavoro e impegno cosciente.
Mi fa piacere averglielo sentito dire con il tono che presagiva una sorta di “invidia”, ma non in termini negativi, nel senso di qualcosa da voler emulare poichè, salta all’occhio, utile e piacevole nella vita.

E’ difficile lavorare sul non-giudizio, ma non è impossibile.
Cerco di far passare sempre alle bimbe il messaggio che i giudizi altrui non sono altro che opinioni personali che non intaccano noi e il nostro essere, ma rimangono relegati nella sfera dell’altro, se riusciamo a non farli nostri, a farceli “scivolare addosso”, appunto.
Ma non è per niente semplice per loro, abituate a sentire e ricevere giudizi da ogni angolo di queto mondo, in primis dalla scuola, che dovrebbe essere invece strumento per insegnare, far amare, incuriosire e non giudicare.

Son fiduciosa però. Se ce l’ho fatta io (al 95%, perchè non mi sento ancora completamente indenne, specialemente quando si tratta della sfera emotiva familiare), allora ce la faranno anche loro.

Perchè senza giudizio si vive decisamente meglio.
Senza giudicare gli altri, si può cercare di guardare alla perfezione del mondo, in tutte le sue sfumature, bianche o nere, dritte o storte.
Se si riesce ad uscire dal loop del ‘giudicare’ chi ho di fronte, per ciò che è, per ciò che fa, per ciò che pensa, per come si comporta, allora il giudizio altrui inizierà a non pesarmi.

Gesù, che non era proprio l’ultimo arrivato, lo ha detto bene.
“Non giudicare se non vuoi essere giudicato, perchè con lo stesso metro con cui giudicherai sarai giudicato.”

Cosa significa?
Che è sbagliato giudicare?
No, assolutamente! Perchè allora entreremmo immediatamente in un controsenso enorme come una montagna: dire che è sbagliato giudicare… è un giudizio!

Gesù intendeva dirci che se non vogliamo essere, cioè sentirci giudicati dagli altri, dobbiamo smettere di farlo noi.
Gesù non minacciava, consigliava, dava delle dritte infinitamente sagge su come poter vivere la vita felice e serena. In piena libertà di scelta, ma con la consapevolezza che esistono leggi universali da cui non possiamo essere esenti.
Se noi smettiamo di dare un nostro giudizio a ciò che gli altri fanno o sono, smetteremo di sentirne il peso su di noi, anche perchè, per la legge dell’attrazione, non attireremo più i giudizi altrui…
Non fare agli altri ciò che non vuoi che sia fatto a te… Fai agli altri ciò che vuoi sia fatto a te.”
Ciò che dai ricevi, ciò che non dai non ricevi.
Ciò che dai attiri. Ciò che non dai non attiri.

Certamente Gesù era un illuminato incompreso al suo tempo, ma ho il timore che lo sia ancora per molti, cristiani compresi, anche al giorno d’oggi.
E pensare che ha parlato apposta per noi…

A fare la mamma in fondo ci si diverte

  • febbraio 16, 2015 at 00:31

Ogni tanto mi soffermo a guardare la fatica di tirar su tre creature celestiali, ma immediatamente mi sovrasta la bellezza di questo impegnativo compito che ho scelto, più o meno consapevolmente, e la fatica si fa da parte.

Crescere tre figlie secondo natura, in modo che diventino tre donne adulte felici, serene, consapevoli e libere.
Ecco la mia missione, il mio obiettivo. E giorno dopo giorno, anche quando sclero, tento di tenerlo ben presente nella mia mente, sempre molto occupata nel tentare l’impossibile sfida di non sbagliare, di impersonificare quel genitore degno e rispettoso che ognuno di noi dovrebbe essere con i propri pargoli, a qualunque loro età.

E devo essere sincera che spesso mi diverto anche.
Ad ogni figlia il merito, nel suo piccolo,  o nel suo grande, di riuscire a farmi sorridere e aiutarmi così a ritrovare velocemente la serenità, che ogni tanto sguscia via furtiva per lasciare spazio alla frenesia.

Canterina non è una cima in inglese, causa trascorsi scolastici che non l’hanno aiutata ad amare la materia e, forse, anche per la sua non-propensione per le lingue straniere.
Così, quando riesco, ultimamente tento di seguirla un po’.

Settimana scorsa c’era un brano da tradurre: la nascita di New York.
“SCAISRRPPRRPPR…”

“Skyscrapers!”

“SCAISCHERPPRR… quella roba lì… cosa vuol dire?”

“Dai amore, questa è facile. Sky-scrapers… Cos’è SKY??”

“Un canale del digitale…”

La sua convinzione nel dirlo non mi ha dato possibilità di replica.

The British took the town…”

Leggo la traduzione di Canterina:
“Diedero alla città un tocco britannico…”

Non ce l’ho fatta. Ho riso per mezz’ora.
In realtà avrei voluto piangere, ma non sarebbe cambiato nulla.

Nel frattempo Babet, emersa dal suo mondo galleggiante per un breve lasso di tempo, sempre troppo breve a mio avviso, inizia con le sue domande esistenziali, chiedendomi a tradimento se l’uovo che si mangia in realtà è un pulcino.
“Amore, in teoria sarebbe potuto diventarlo se la gallina l’avesse covato. Ma non l’ha scaldato con il suo sederone, dandogli la possibilità di diventare pulcino, perchè le uova vengo prelevate subito per darle alla distribuzione alimentare.”

“Ma quindi sarebbe il pulcino?”

“Beh, sì. Il rosso dell’uovo è un pulcino mancato! Se vogliamo essere nudi e crudi, dentro al guscio dell’uovo praticamente c’è il feto del pulcino che deve nascere!”

“E il bianco cos’è? Il liquido AMBIOTICO??”

Normali stranezza, strana normalità

  • febbraio 2, 2015 at 22:05

Sto chiacchierando con le bimbe su cos’è “normale” e cosa “strano”, dopo aver sentito che papà ha detto loro di non fare “cose strane”…
E’ solo una questione di punti di vista. Come per il giusto o lo sbagliato.
La normalità è soggettiva, anche se un’azione è compiuta dalla maggior parte delle persone che ci vivono attorno.

“Ciò che è normale per te può non esserlo per me, semplicemente perchè non lo conosco o non è mia abitudine, capito?”

“Giusto, anche per me!” risponde Canterina

“In che senso?” mi chiede Babet.

“Per te cos’è normale, amore?” le chiedo, intendendo il significato della parola.

E Canterina:
“Entrare in casa e vedere la mamma che fa il bilanciamento dei chakra!”

Appunto.

Figlie d’arte

  • febbraio 2, 2015 at 21:49

Dialogo tra sorelle maggiori.

“Come si chiama quel pittore che ha dipinto la Gioconda?” chiede Babet.

“Forse volevi dire La Monnalisa” la corregge Canterina.

“Vabbè, la Gioconda… La Monnalisa… è la stessa cosa!” replica la sorella minore.

“No, La Monnalisa è il suo vero nome, la Gioconda è un nick!” mi confonde Canterina, mentre, dai fornelli, sto origliando alla loro conversazione.

La mia mente obsoleta ci ha messo qualche minuto prima di capirne il senso.

“Vabbè… Gioconda, Monnalisa… Ma come si chiama chi l’ha dipinta? Quello che abitava a Firenze, no? … Il FIRENZONE??!”

“Hahaha!! Ma che Firenzone! Però non me lo ricordo nemmeno io…”

“Bimbe” intervengo “vi dò io un indizio che non potete mancare: è una delle Tartarughe Ninja…”

“Ah, Leonardo!!!” urlano in coro.

La mamma è sempre sul pezzo.

Italianiadi

  • gennaio 13, 2015 at 22:44

Canterina sta guardando Harry Potter mentre io cucino.

Distrattamente chiedo:
“Cos’è quella che ha in mano??”

“La Pietra della Resurrezione! Così RESURRISCE!”

Buon Anno con Babet

  • dicembre 31, 2014 at 21:09

Stiamo preparando la cena di stasera, le bimbe mi aiutano “spontaneamente”.

“Ecco, le torte salate qui. Mettete i piatti e le posate. Nanà… ma che belli! Fai i tovaglioli ad albero di natale!!! ma dove hai imparato?”

“Ho visto un VIDIO! L’ho visto una volta e ZAC! Subito nella mente!”

“Ma brava! Ecco, Babet, scrivi i nomi sui bicchieri. Ho comprato i cioccolatini per l’occasione, li sistemiamo in queste ciotole?”

“Cioccolatini! Yeah!”

“Questi per bimbi e questi per grandi…. Noooooo! Cribbio! Ho comprato i boeri! Mi son dimenticata che lo Zio Ratatouille non li può mangiare!”

E Babet…
“No, povero! E’ allergico all’amarena??”

“Hahahahaha! No amore!! Zio Ratatouille è musulmano, niente alcool!”

“Niente alcool?? Allora divento anche io di quella religione!”

“Beh, perchè? Puoi essere astemia ma puoi anche non scegliere nessuna religione.”

“Ecco!” replica Canterina “Infatti… nessuna religione, rimani SINGLE!”

E con queste perle auguro a tutti un Nuovo Anno pieno di risate, serenità e comprensione.
Che il 2015 porti a tutti voi non tanto ciò che chiedete, ma ciò di cui avete bisogno.
E che ognuno di voi lo sappia riconoscere.

:-)