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Donna: caratteristica essenziale per affrontare le persecuzioni

  • ottobre 14, 2011 at 10:46

Mi dicono che ho il sangue freddo.
Sarò un pesce…
Ma come potrei non averlo?
Come diceva Lupo Alberto? L'amore è cieco, ma la sfiga ci vede benissimo…

Ieri prima uscita di Babet dopo l'influenza: andiamo a prendere le sorelle a scuola con un bel sole caldo che ci penetra nelle ossa. Sembra che stia bene. Domani scuola.
Torno a casa e le due figlie minori vogliono fare il bagno.
La grande stravolta, si adagia sul divano.
Io le infilo in vasca a giocare un po' e a respirare vapori di Eucalipto per sturare le narici ancora un po' intasate e vado a dosare i cereali per la zuppa della sera.
Urla.
Pianti.
Corro.
Nanà ha la faccia insanguinata, l'acqua è diventata rossa e il suo bel nasino sgorga fluido ematico come un idrante: incomprensioni tra sorelle che hanno portato Nanà a prendere una facciata contro la vasca… non voglio sapere altro, le sgriderò poi con calma. Fanculo.

A cena scopro, per non farmi mancare niente, una nuova probabile allergia di Nanà al sesamo, che in effetti ho utilizzato puro per la prima volta in cucina.
Le pizzica prima la lingua poi la gola.
Controllo gli esami che aveva fatto: noci allergica, nocciole allergicissima, ma il sesamo non era nemmeno contemplato. Fanculo.

Dopo cena Nanà inizia con i suoi capricci-bisognodicoccoleeattenzioni: la sindrome del giovedì.
Perchè fa così tutti i santi giovedì sera e i lunedì sera a week end alterni.
Sarà figlia della separazione, ormai abituata a fare la spola tra casa di mamma e casa di papà, praticamente nata con i genitori già divisi… ma è sempre piccola e bisognosa della presenza materna.

"MAMMA VOJO STALE CON TEEEE! UAAAAAHHHH!!"

"Ma sei con me, non vedi? Sono qua, tesoro mio."

"MA VOJO STALE CON TE SEMPLE SEMPLISSIMO! ANCHE QUANDO SONO CON I NONNI O CON IL PAPA' VOJO STALE ATTACCATA A TE! SEMPLISSIMO!!"

"Allora vorrà dire che ci incolleremo!"

"CON CHE COLLA??"

"Quella bicomponente del Nonno M.!!"

Ormai io ci ho fatto il callo ai suoi discorsi del giovedì (che erano quelli che facevano le sorelle fino a qualche tempo fa) e alle sue lagne lagnose. Comunque… fanculo.

Stamattina alle 6.30, proprio mentre spegnevo la sveglia e tentavo di capire chi ero:
"Mamma! Mamma! Non riesco a camminare, mi gira la testa, devo andare a fare la pipì!"

Vado a recuperare Babet che sembra stia malissimo e l'accompagno in bagno.
Bacio sulla fronte.
"Ma tu hai la febbre altissima! Vai nel lettone che arrivo, devo svegliare le tue sorelle. Prendo il termometro…"

"Mamma, non sto… BLEEEAAAAAHHH!"
Nel bel mezzo del disimpegno, punto nevralgico di passaggio per andare ovunque.

Babet inizia a piangere.
"Mi son vomitata sui piediiiii!!"

"Amore, non è successo niente, li puliamo. Vai a sdraiarti che arrivo."
Ha 39.6…
Possibile che è saltata dall'influenza alla gastroenterite così… senza passare dal Via e ritirare le 20.000 lire?!

Senza sangue freddo come sopravviverei alle catastrofi che ci perseguitano come le zecche su un San Barnardo?

Parlo con un'amica che mi dice che senza marito (in trasferta settimanale per lavoro) riesce a portare a scuola i figli in orario, a metterli a letto a un'ora decente, a governarli meglio insomma.
Non mi stupisce. Noi donne (quasi tutte, non voglio generalizzare) abbiamo il sangue freddo per natura e L'OGM: l'Organizzazione Geneticamente nel Midollo.
In un'ora e mezza avevo casa pulita dallo svomitazzo, figlie sane mangiate, lavate e vestite, Babet insuppostata nel lettone in semi-coma permanente a cui cambiavo l'impacco ogni volta che passavo di lì, io pronta, vestita e pure truccata per andare ad accompagnare le due belve a scuola. Ee avevo pure sedato una rissa in bagno e fatto training autogeno a Nanà che rompeva i maroni dalla sveglia giusto per il gusto di farlo e preparato una lavatrice.

Con un uomo in casa tutto questo è impossibile.
"Mio marito di solito la mattina riesce a rallentare anche chi non interagisce direttamente con lui, visto che abbiamo due bagni!"

Eh, già. Loro sono animali a sangue caldo.
Non riuscirebbero mai a nuotare nelle acque gelide della persecuzione con tanta non-challance e un filo di ombretto sugli occhi.

Se però conoscete qualcuno capace di farlo, presentatemelo che vorrei conoscere l'eccezione che conferma la regola.
No! Non chi è capace di mettersi l'ombretto…..

No smoking

  • ottobre 9, 2011 at 16:20

Siamo giunte alla sagra dell'influenza.
Sempre nei miei week end… così abbiamo saltato un sacco di impegni tra cui una festicciola casalinga per il compleanno di Babet.

Nanà da settimana scorsa non ne è ancora uscita. (Se qualcuno conosce rimedi naturali per la tosse catarrosa che impesta da giorni… Già provato sciroppo di lumaca, crema di timo spalmata sul petto, scuaicqui nasali a siringate, fumenti con bicarbonato…)
Babet è nel pieno. Stanotte ha toccato i 39.5 e nel totale delirio alle 3.30 voleva "andare in sala sul divano a coccolarci un po'!" perchè stanca di stare a letto, poi voleva i massaggini al viso per rilassarsi, poi ha iniziato a chiamare le compagne di scuola per nome, poi ha russato fino alle 11.00 di stamattina.
Io accompagno, senza febbre ma intasata da fare schifo e con la testa nel pallone di coloro che non usano Amplifon.

L'unica sana per ora e Canterina che è costretta, da me, a tener duro almeno fino alla verifica di lunedì. Poi si può ammalare anche lei.

L'altro giorno, nel pieno delle sue facoltà mentali, mi si presenta con una sigaretta finta, fabbricata con carta colorata e schotch, e mi comunica scherzando che ha iniziato a fumare, attegiandosi da… da… fighetta rimbambita.
Io non ero così lucida per poter sostenere un dialogo impegnativo, però abbiamo parlato comunque di cosa volesse dire fumare (=farsi coscientemente del male fisico) e del perchè spesso i ragazzi iniziano a farlo (=per mettersi in mostra come pavoni in esubero di ormoni).

"Sai amore, la tua mamma non ha mai fumato e non ha mai provato a farlo, anche se qualche mia compagna di scuola me lo ha proposto più di una volta."

"E perchè non hai mai provato?"

"Perchè forse sono sempre stata saggia fin da piccola!! Tesoro mio, mi son sempre chiesta che gusto ci fosse a farsi del male sapendo di farselo e sinceramente non ne ho mai sentito l'esigenza. Tu lo sai che penso sia meglio che i ragazzi si interessino per la tua intelligenza, per il tuo spirito e il tuo carisma e non per quello che mostri o per come sei fisicamente. Te l'ho detto un sacco di volte, io non sono mai stata bella da ragazza, non ho mai avuto la fila di spasimanti, quindi ero sicura che i ragazzi che si interessavano a me lo facevano per quello che veramente ero io."

"Ma i tuoi fidanzati fumavano?"

"No, nemmeno uno. Non riuscirei mai a stare con uno che fuma… puzza il fiato, i vestiti…"

"Ma se da grande voglio provare una volta a fumare, posso?"

"Allora bimba mia, innanzitutto è importante che tu sappia che alcune cose si possono anche provare una volta.. una sola eh…, ma altre non vanno MAI provate nemmeno per una volta, neanche se i tuoi amici lo fanno.
Fumare una sigaretta nella vita puoi anche provare a farlo, sappi però che capita che è da un semplice "Provo una volta o due, cosa vuoi che sia… tanto poi smetto subito!" che tante persone si ritrovano da grandi a fumarsi 2 pacchetti di sigarette al giorno."

"2 pacchetti?"

"Sì, perchè le sigarette creano dipendenza e poi non è così facile smettere. Però ci sono cose che non devi mai e poi mai provare nemmeno una volta." 
Spiegazione blanda sull'uso di droghe e pasticche strane che possono anche uccidere la prima volta che le usi.

Mi viene male perchè mi rendo conto che ci stiamo avvicinando a grandi passi al mondo dell'adolescenza e non sono sicura di essere già pronta per affrontarlo… le cambiavo il pannolino fino a ieri!!

"Tornando alla sigaretta, se capiterà un giorno, moooolto lontano, che ti verrà la curiosità di provare a fumarne una, per prima cosa non farlo mai di nascosto da me perchè, come sai bene, odio le bugie più di qualunque altra cosa, secondo, visto che io non ha mai provato a fumarne una, me lo vieni a dire che la sigaretta la procuro io e ci proviamo insieme, Così staremo male insieme, vedremo insieme che non ci cambia la vita e archivieremo insieme l'esperienza. Occhei?"

"Insieme?"

"Certo, amore! Insieme. Sono contraria al fumo delle sigarette ma certe cose non te le proibisco a priori. Ti spiego perchè non fa bene e sono sicura che poi tu saprai decidere e capire da sola le cose."

"Occhei. Mamma, ma se dopo che provo a fumare una sigaretta voglio continuare a fumarle??"

"Dovrai passare sul mio cadavere!"

Babet style

  • ottobre 8, 2011 at 18:28

"Mamma, quel signore ha i capelli strani."

"Si chiamano rasta."

"E che capelli sono?"

"E un modo, che siceramente mi schifa un po', di tenersi i capelli. A certi ragazzi piace e se li fanno così. Questione di gusti."

"E come fanno a farsi i capelli così?"

"Esattamente non te lo so spiegare. Però sono capelli annodati tra di loro, che non puoi pettinare e non puoi certo lavare normalmente."

"E se si prendono i pidocchi??"

"Auguri! Chissà che megaminimondo trovano!"

"Ma quel signore lì ha un coso in testa, come la pettinatura che c'ha la zia, quella che si fa sempre la zia… come si chiama… ah, sì! lo SCIMMION!"

Roger Rabbit alla riscossa

  • ottobre 1, 2011 at 21:39

Il coniglio è sopravvissuto alla nottata.
Stamane mi aspettava in piedi per la colazione, con il papillon al collo e il tovagliolo appoggiato sulla zampina, pronto per le ordinazioni.

"Ciao Roger, hai dormito bene? Non ti dico come un ghiro… ma almeno come un coniglio?? Hai rosicchiato un po' della mia carotina! Bravo!"

Mi tornano in mente le parole del mio ex marito "Le carote ai conigli fanno male!".
Forse nell'altra vita era veterinario.
Poi penso che Bugs Bunny non è mai morto e aveva pure un'ottima vista.
La sua padrona ieri sera mi ha confermato che mangia di tutto.
Quasi quasi provo con i cetriolini sott'aceto…

E' presto per essere sabato mattina, ma ci sono impegni inderogabili, così vado a svegliare le bimbe in letargo.
Alla parola "Coniglio", però, saltano giù dal letto come delle lepri.
Giusto per entrare in sintonia con l'animaletto.

Come promesso, quando son lavate e vestite, aprono la gabbietta per farlo scorrazzare libero in soggiorno, in attesa che la nonna arrivi a prelevarle.
Quando Nonna P. varca la soglia le bimbe iniziano un delirio di urla per far vedere, dire, fare e forcare tutto riguardo a 'sto povero roditore, che da un angolo mi guarda stranito. E con un messaggio mentale mi richiede delle cuffie insonorizzate per far fronte all'orda di barbari presente nella stanza.

"Dai, orecchio lunghe, salta nella gabbietta che traslochi pure tu."
Quasi come fosse addomesticato, mi ubbidisce e rientra nella sua cuccia da bravo coniglietto.

Babet insiste per voler portare la gabbia, la prendo così, no la prendo cosà, no la porto io perchè il coniglio è mio e lo merito merito io…
E poi il disastro..
SBEEEENG!
Si stacca il fondo della gabbia. Cade il coniglio, cade la ciotola, cade il mangiare, cade tuuuutto il fieno, cade il beverino dell'acqua, cade la mia mandibola stile 'The Mask'!

"Non… ci .. posso… credere… E sono pure in ritardo!"

Così all'urlo "PRENDETE IL CONIGLIOOOOOOO!!!!" si scatena il putiferio!
Bimbe che vanno a destra, bimbe che vanno a sinistra, la nonna tallona la cucina, io che vago con la gabbia per cercare di farlo rientrare.
Ma Roger non ha nessuna intenzione di farsi prendere e salta come un merlo… o meglio come un coniglio, a destra e a manca, e se manca a destra non manca a sinistra!
Una casa di pazze!
Io che tento di acchiapparlo con le mani ma, cagandomi leggermente sotto (traduzione da Orsoline: con la paura che il roditore potesse mordicchiarmi una falangetta), titubo. E titubare non aiuta ad acchiappare il coniglio pasquale!
La nonna si toglie la felpa per il caldo, io penso che voglia provare con lo stile corrida. Però poteva essere un'idea.
L'animale fetente non è mai stato così veloce e ad ogni urlo di attila salta e contemporaneamente trema di paura.
"Occhei" penso "non arriva a lunedì… Mi tocca chiamare il 118? Per eliminare le prove potrei sempre farlo arrosto…"
Ad un certo punto aspetto un suo scatto felino e, quando meno se l'aspetta, gli piazzo davanti l'apertura della gabbia, così da costrengerlo ad entrare o a spalmarsi sulle grate.
Sceglie la prima.

"Povero, guarda come trema…"

"Sarà il Parchinson. Accarezzalo un po' con delicatezza, così si tranquillizza. O se ne fa una ragione"

"Guarda nonna, vedi come si appiattisce quando lo accarezzo? Vuol dire che vuole le coccole!"

"No amore, vuol dire che lo stai strizzando! Fai piano."

La considerazione che mi viene da fare è che comunque è una delle volte in cui ho visto Babet  più felice,  entusiasta e impegnata attivamente.

No, lo so già cosa state pensando, ma non ho intenzione di avere animali in casa.
L'ho già spiegato più volte alle bimbe, gli animali sono impegnativi.
Ti danno da fare, sporcano, consumano cibo che costa, hanno bisogno dei loro spazi e a volte invadono i nostri, sono da pulire e accudire, ti ci affezioni ma prima o poi se ne vanno, pretendono attenzioni, non rispondono quando parli e non sempre ti capiscono, amano andar in giro di notte, tornare la mattina e non sai dove sono stati…

No, no, no, no, no!
Gliel'ho già detto alle bimbe: non mi risposo più!

Per l'appunto

  • settembre 30, 2011 at 23:12

Babet stamattina mi ha supplicato per un'ora, voleva a tutti i costi portare a casa il coniglietto.
"Amore, ma non puoi farlo uno dei miei week end??"

"No, devo portarlo a casa oggi!!"

"Allora aspetta che svegliamo tuo padre e glielo chiediamo… Anzi chiediamolo alla nonna che dovrà tenerlo in casa lei."

La nonna acconsente e Babet si illumina d'immenso.

All'uscita della scuola recuperiamo il roditore e la gabbia di venti chili.
Le bimbe esaltate come… tre bambine che stanno portando a casa un coniglietto per due giorni, chiamavano chiunque passasse per far vedere la loro conquista: compagni, maestre, mamme, vigili, ciclisti, netturbini…
Io che sudavo sette camicie perchè il topo gigante pesava troppo.
"Ehi, Roger, che hai magnato oggi?? Dai bimbe arriviamo fino all'auto… pensa se venivamo in bici!"

"Eh già! E come facevamo a portarlo a casa??"

"Oh, ci correva dietro! Potevamo appendere un filo con la carota! Salite in auto e datemi gli zaini che li metto dietro con il ratto muschiato."

"NO! Mamma non puoi! Il coniglio non può andare dietro!!"

"Guarda che non lo metto davanti con la cintura."

"NO, NON PUOI! Mamma M. ha detto che il coniglio non deve essere messo nel GABAGLIAIO!!!" e Babet inizia a piangere disperata.

"Amore, non sto tentando di ucciderlo! Noi abbiamo il bagagliaio bello grosso, non può succedergli niente. Vedi, così è incastrato tra gli zaini e non può nemmeno scivolare in avanti!"

"MA NON PUOIIIIIIII!!!"
Lacrime amare che non finiscono di sgorgare da quegli occhioni. E ' seriamente preoccupata per l'incolumità della bestiola.

"Amore, ma ti fidi di me? Ho avuto 9 criceti, 4 pesci rossi e 2 tartarughe… e poi ho avuto voi tre. Quindi di animali me ne intendo!"

Ho dovuto tornare a casa a dieci all'ora con Babet che mi urlava:
"Mamma! Rallenta, vai troppo forte!"

"Però glielo spieghi tu a quello dietro che mi gesticola da mezz'ora!"

Le bimbe non hanno praticamente cenato, eccitate com'erano dalla promessa che lo avremmo lasciato libero di scorrazzare per il soggiorno dopo cena.
Ho dovuto chiamare Mamma M. per avere notizie più sicure sull'accudimento, perchè nei racconti di Babet c'erano varie falle.
"Dunque, da mangiare gli abbiamo dato questo e quest'altro, e poi un assaggino di questo."

"Avevo detto a Babet che per oggi era a posto…"

Perfetto. Stiamo accudendo il primo coniglio bulimico della storia… grazie a noi.

"Ti importa che arrivi a lunedì vivo? Perchè le mie figlie stanno tentando di farlo infartuare in loco…"

"Non ti preoccupare, se si spaventa anzi morsica un pochino e corre come una lepre."

Perfetto. O andiamo a scuola lunedì con tutte le dita bendate o al massimo mi vedrà con un pellicciotto intorno al collo… e capirà chi ha avuto la meglio.

"Scusami, ma se il figlio di Roger Rabbit si "sdraia" completamente vicino alla parete stirando tutti i muscoli che mi ricorda un paraspifferi e si lascia accarezzare da sei mani, vuol dire che si trova a suo agio o che devo andarlo a rianimare??"

"No, va benissimo, vuol dire che è tranquillo!"

Perfetto. Ho risolto parte del problema del riscaldamento.

"Ho la casa che è un fienile… le bimbe hanno sparso fieno ovunque… ma per farlo tornare nella gabbietta c'è qualche trucco particolare??"

"Ah, auguri! Lì è lavoro vostro! A proposito, stai attenta che rosicchia i cavi elettrici!"

Ecco, lo sapevo che c'era l'inghippo.

Ora le bimbe sono a letto, ho dato a Roger una bella carotina (se l'è meritata a non morire d'infarto con tutte le urla che lo circondavano stasera), abbiamo chiacchierato per un po', io accovacciata davanti alla sua gabbia e lui sparanzato per benino. Si vede che siamo già entrati in confidenza.
Ha provato a mordere le sbarre, ma ha smesso subito quando l'ho minacciato di farlo diventare uno scendiletto se lo avesse fatto anche durante la notte.

Ogni tanto mi giro per dargli un'occhio.
E' da più di mezz'ora che è nella stessa posizione…
Non si muove…
Da qui non riesco a capire se respira…
Roger, lo so che io sono riuscita a far morire anche le piante grasse. Quelle di plastica. Ma con gli animali è diverso… Guarda che devi arrivare vivo a lunedì!

Scusate, vado a fargli un massaggio cardiaco…

Uomini compresi

  • settembre 30, 2011 at 14:26

"Mamma, mamma! Ti prego posso portare a casa il coniglietto della scuola questo sabato e domenica?!?! TI prego ti prego ti prego…"

"Babet… abbiamo già i pidocchi! In casa entra una bestia alla volta, per cortesia!"

Il cromosoma

  • settembre 28, 2011 at 23:05

I Nonni ci viziano e oggi pomeriggio dopo la scuola ci hanno portato al cinema a vedere il film dei Puffi.

La sala era deserta, solo altre quattro persone oltre noi sette.
Entriamo con un certo anticipo e i bimbi (figlie più Cuginetto It) sono tutti pimpanti e incontenibili.
Come sempre.

"Possiamo andare lì giù a correre??" chiede Canterina indicando il fondo sala vicino allo schermo gigante.

"Sì!" risponde Nonno M. che lascia liberi i bimbi molto più della nonna.

"No!" risponde Nonna M. che, ansiosa, ha sempre paura che si facciano male, che rompano, che disturbino, che li rapiscano, che un alieno atterri da marte per un incontro ravvicinato del terzo tipo e incontrando i suoi nipoti scappi a gambe o tentacoli levati.

"Sì, potete! Lasciali andare Nonna M., vanno solo un po' a sgranchirsi le gambe e appena si spengono le luci tornano su inciampando nei gradini… Cosa vuoi che facciano??"

Ma anch' io ho il potere soprannaturale di sbagliarmi di grosso.

Non faccio in tempo a scambiare due frasi con la nonna che dalla porta di ingresso entra un omone grasso e baffuto che urla:
"BAMBINI! NON TOCCATE LO SCHERMO GIGANTE!!!"

Non ci posso credere.
Non mi posso distrarre un momento che la figura di merda appare come un fulmine a ciel sereno.
"Io non mi ero accorta che stessero mettendo le mani sullo schermo, e tu? Nonna, facciamo finta di non conoscerle…"

L'omone se ne va.
Babet aspetta che la porta si chiuda bene, si appropinqua e allunga la sua mano verso il telone bianco.
"BABET!" urliamo in coro io e Nonna M.

"Bimbe, venite a posto! Ma è possibile che mi dovete sempre far fare figuracce? Ma vi sembra il modo di comportarvi?"
L'omone rientra e viene a spiegare a noi e alle bimbe perchè non bisogna toccare lo schermo.
Tra tutte le spiegazioni fornite quella che catalizza l'attenzione di Cuginetto It è il fatto che ventimila euro, per ripagarlo in caso di rottura, con la paghetta settimanale non riesce a recuperarli di certo.

Nel frattempo io non mi capacito di avere delle bambine così irriverenti che, quando siamo in giro, sembra si trasformino in figlie di zingari o anime possedute dal demonio.
Eppure, mi dico, io sono una persona estremamente educata, che non ama infastidire o andare contro le regole del senso civico, sono una madre attenta, sono stata cresciuta con una grande educazione dai miei stessi genitori, i quali a loro volta sono attentissimi a non recare danno o disturbo alle persone, all'ambiente, alle orecchie della gente…

Le luci si stanno per spegnere e…
DRIIIIIIIIIIINNN DRIIIIIIIIIIIIIIINNN DRIIIIIIIIIIIIIIINNN DRIIIIIIIIIIIIIIIIIINNN DRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIINNN DRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIINNN

"Ma è il telefono del nonno?? Ma non l'ha spento."

"Sì è del nonno, ha la suoneria per sordi!"

In effetti, forse causa sordità senile incipiente, lo squillo del cellulare di Nonno M. è a diecimila decibel.
Le luci si spengono.
"Pronto? Ah, sì, buongiorno, l'ho cercata prima, volevo dirle che…"

"Ssssshhh!!"

"Nonno! Nonno! Spegni il cellulare!! Al cinema non si può tenere acceso!!"

"Va bene, allora ci sentiamo… non per quella cosa invece…"

Io guardo basita Nonna M.

"Ma… ma… ha risposto??"
In quella persona vivente e respirante stento a riconoscere mio padre.

"Sì… ti sembra una cosa normale?! Guarda, più invecchia più peggiora… sarà l'alzeimer!"

Come non detto.
Abbandono la via dell'esorcismo.
Prenderò quella scientifica con prove a carico.
Perchè penso a questo punto sia questione di genetica.
Forse un cromosoma impazzito.
X, Y. Z…
O un cromosoma aggiunto… che dà sempre un valore aggiunto.

Se lo scopro per prima io ce l'ho già il nome: FDM.
Il cromosoma della Figura Di Merda.

Canterina law & order

  • settembre 27, 2011 at 23:44

Day hospital per Babet e Nanà.
Le figlie dell'allergia devono fare vari esami, così passiamo tutto il giorno all'ospedale, dove le mie piccole befanette vengono bucherellate un po' qua e un po' là.

Sono state veramente pazienti e così brave che il nonno, arrivate a casa, sforna due bei regali.

Canterina, tornata da scuola, inizia la ribellione.
Prima si stupisce, poi si offende, poi si lamenta, poi si inalbera, poi si sente perseguitata, poi si rifugia in bagno con il suo dolore e la sua disapprovazione..
Il tutto in cinque secondi.

Sarà una perfetta adolescente.

Nonna M. tenta di consolarla e darle la giusta spiegazione:
"Canterina, i premi si danno a chi li merita e le tue sorelle oggi li hanno proprio meritati, hanno fatto un sacco di punture…"

Ma Canterina non ne vuole sapere, secondo lei è solo una grande ingiustizia che la fa sentire diversa e vittima del sistema.

Sarà una grande erede del '68.

"Ma amore, quando bucheranno così anche te avrai il tuo premio. Loro oggi hanno sopportato proprio tanto…"

"Beh, anch'io! Oggi ho dovuto sopportare le maestre!!"

Sarà una fantastica avvocatessa.

Naso piccolo, mamma grossa

  • settembre 26, 2011 at 21:22

Sto mettendo a letto le bimbe.

Babet è in vena catastrofica.
"Mammaaaa!"

"Dimmi tesoro."

"Ma ci sarà la fine del mondo??"

"E io come faccio a saperlo??"

"Ma perchè se il satellite rotto arriva nell'atmosfera, l'atmosfera lo infuoca?"

"Te l'ho spiegato, amore. E' questione di velocità velocissima di un oggetto che attraversa la nostra atmosfera che è fatta di gas… però non è proprio il momento, sono stanca. Fai la nanna…"

"Ma che bello sarebbe se la terra non attirasse! Noi voleremmo in cielo, non cammineremmo, voleremmo tutti."

"Sì, pure le case, le auto, le bici… e come si farebbe ad andare in giro? Come faresti a prendere per mano un tuo amico e a passeggiare per la strada? Anche la strada volerebbe…"

"E che bello se anche le strade volassero e volassero tutti quanti…"

"Ci sarebbe un gran macello! Ora dormi, notte."

"Mammaaaa!"

"Dimmi Canterina, che c'è?"

"Ma se prima non c'era la terra, c'era lo spazio. E se prima non c'era lo spazio allora cosa c'era?"

"Te l'ho già spiegato l'altro giorno: un grandissimo interruttore. Che a quest'ora si spegneva di sicuro perchè è veramente tardi. Notte."

"MAMMA."

"Nanà…"

"MI COLA IL NASO."

"Soffiatelo."

PFFFFFFFF…
"MI ESCE SANGUE."

"Oh santa polenta, vieni amore, andiamo in bagno."

La recupero da sotto le ascelle e la trasporto sulla pedana davanti al lavandino.
Lei ride contenta.
"Ti tieni il fazzoletto sotto il naso un secondo e mi aspetti qui?"

"SI' MAMMA." e sorride felice.

Vado con calma a prendere il ghiaccio, lo avvolgo in un fazzoletto pulito e la raggiungo.
Lei è lì, tranquilla e ferma, con in mano un fazzoletto totalmente rosso che continua ad assorbire sangue.
"Ma questo naso è proprio un monellaccio! Vero amore?"

"EH SI'! TI HO DETTO CHE MI COLAVA IL NASO E INVECE MI USCIVA IL SANGUE!!" e ride, mostrando tutti i suoi dentini insanguinati, visto che gli cola anche in bocca.
Le schiaccio forte il nasino per tentare di fermare l'emorragia.
Lei osserva curiosa il lavandino che ha chiazze rosse non ben definite, ma nello sporgersi si macchia il pigiama.
"Mannaggia, il pigiama! Pazienza, lo teniamo su per questa notte."

"PECCHE' NON LO METTIAMO DA LAVALE?"

"Perchè non voglio rischiare di sfregarti il naso mentre te lo tolgo. Tanto non succede niente. Al massimo sporchi il letto… ma lava la mamma, no?!" le spiego mentre le infilo un pezzo di cartaigienica arrotolata nella narice e le premo il ghiaccio.

"MA COSI' NON CI VEDO!"

"Ma non devi vedere, devo vedere io, tu stai ferma che risolviamo subito."

"MA COSI' MI TOCCHI L'OCCHIO!"

"Tanto ne hai due."

"ALL'ASILO FACCIO COSI' E CHIUDO UN OCCHIO E POI CHIUDO L'ATTLO!!" mi mima mentre ride divertita.

"Fai gli scherzi alle maestre?"

"AUAUAU! E' FLEDDO!"

"Va bene, basta così col ghiaccio."
Le pulisco la faccia e le infilo un tubetto nella narice, riempiendogliela di una apposita crema per tamponare emorragie nasali.
Lei non dice una parola, anzi continua a ridere.

"MAMMA, LAVI IL LAVANDINO?"

"Non ti preoccupare, lo lavo dopo. Ora ti metto a nanna. Stai ferma e a pancia in su, mi raccomando. Vengo a controllarti ogni cinque minuti, Se senti che ti cola ancora mi chiami, d'accordo?"

"POTTAMI TU IN BLACCIO COSI' TTO FEMMA!!"

La sistemo nel letto circondata da asciugamani per evitare disastri notturni, sicura che si addormenterà nella posizione esatta in cui l'ho messa a letto senza muovere un muoscolo, e le do un bacio.

E' vero, Nanà e spesso da esorcizzare, tremenda (a quanto pare solo con me), testarda, orgogliosa e chi più ne ha più ne metta.
E' vero, ormai abituata al suo sanguinamento nasale, io mi comporto come se fosse una cosa normalissima.
… Ma dove la si trova una bimba che, non ancora a quattro anni, da sola si tampona divertita il naso grondante mentre la mamma la tortura per benino??

"Sei proprio brava, lo sai?!"

"PECCHE'?"

"Perchè non ho mai visto una bambina così brava quando le sanguina il naso. Sei un donnino. Ti voglio tanto bene amore mio, buonanotte… Smack!"

"MAMMA… MA MI HAI TOCCATO IL NASO!!" e ride.

"Scusa, non volevo."

"E' PECCHE' SEI GLOSSA!!"

Piovono satelliti e polpette

  • settembre 24, 2011 at 23:12

Venerdì pomeriggio, all'uscita di scuola, Canterina mi accoglie con un:
"Mamma! Alle sette dove siamo?"

"A casa a lavarci, spero."

"Uff… Per fortuna. Perchè stasera piovono meteoriti!"

"A parte che sono pezzi di satellite… ma saremo già a casa, non ti preoccupare."

Dopo aver fatto merenda, giocato e sudato al parco con le amichette, prendiamo le bici e torniamo a casa.

Piccola parentesi della merenda.
Io arrivo ogni giorno con una vaschetta a testa di frutta mista tagliata a pezzi, sbucciata e denocciolata.
Prima frase quotidiana:
"Ancora frutta!"
Seconda frase quotidiana:
"E dopo la frutta c'è altro?"
Poi aprono, controllano, prugna, pesca, mela, fragole, banana…
"Lei ha più uva!"

"Non è possibile perchè conto i chicchi, proprio per non avere disuguaglinze che potrebbero causare risse o crociate varie."

"Quanti ne ha lei?"

"Otto."

"Io sette!!"

"Uno lo hai già mangiato."

Poi, con l'aria rassegnata, zitte zitte, si spazzolano tutta quanta la frutta senza avanzarne nemmeno un pezzo e dopo raramente hanno ancora fame.

Ieri Babet vede la vaschetta e con aria saccente mi dice:
"Mamma… la frutta ogni giorno non fa bene!"

Babet da grande farà la dietologa…
Chiusa parentesi.

Tornando a casa Canterina urlava a tutti i passanti:
"Andate a casa! Andate tutti a casa! Piovono asteroidi!"

"Canterina! Hai rotto! Smettila di fare la zabetta che dai fastidio. E comunque non sono asteroidi. Sono pezzi di satellite frantumato come tu mi stai frantumando i timpani!"

Babet ha qualche curiosità da soddisfare e inizia con il terzo grado, scala Richter.

"Mamma, perchè il satellite precipita?"

"Perchè si è rotto e allora…"

"Ma perchè cade sulla terra??"

"Dunque, lui girava bel bello intorno alla terra, ma la terra ha la forza di gravità che…"

"Cos'è la forza di gravità??"

"La forza di gravità è quella forza che attira tutto quanto a sè, cioè al centro della terra, cioè in basso, tu stai in piedi e non voli perchè… "

"Ma se io potevo volare??"

"Eri un'anatra e ti avevo già sparato."

"Ma perchè cadono su di noi?"

"Perchè all'agenzia viaggi hanno consigliato un breve soggiorno in Italia, che con la crisi pagano poco e non lasciano mance…"

"Ma se ci prende in testa muoriamo??"

"Beh, bene non ti fa…"

"Ma muoriamo?"

"Amore, se un pezzo di satellite che arriva dallo spazio ad una velocità supersonica e magari si infuoca pure nell'atmosfera ti prende in testa, è ovvio che muori. Ma anche se ti cade sulla capa un vaso di piante dal terzo piano."

"Ho paura."

"Ma non succederà niente e poi noi siamo a casa, quindi mal che vada ci infuoca il giardino."

"Veramente?"

"No."

"Ma cos'è l'atmosfera, e perchè infuoca??"

"Allora, l'atmosfera è come.. vediamo come te lo posso spiegare… una specie di protezione intorno alla terra, fatta di gas, che tengono la terra calda e mantengono l'aria respirabile. Succede che quando qualcosa che arriva dallo spazio, a velocità altissima, ci passa attraverso… "

"MAMMA MAMMA! A ME NON L'HAI PPEIGATO!! RIDICI DA CAPO! NON HO SENTITO!!"

"E Nanà! Cribbio! Cosa stavi facendo nel frattempo? Stavi smacchiando giaguari?? Va ben, ricominciamo da capo. Allora…"

Con i loro perchè sono andata a ritroso e mi sono invischiata in spiegazioni astromoniche e astrofisiche di cui probabilmente io stessa ignoro il significato. Ma la Margherita Huck che è dentro di me ha voluto essere il più esaustiva possibile per dar risposta alle mille e più domande che le mie bimbe sfornavano, assetate di conoscenza e spiegazione più o meno logiche sull'universo.

Direi che me la son cavata, a volte con spirito scientifico, a volte con un pizzico di fantasia.

"Ma mamma, prima che la terra si formasse, prima che l'universo esplodesse, prima che ci fosse il Big Bang, e che si formassero i pianeti e il sole, c'era tutto buio? E come si faceva a vedere? E cosa c'era nello spazio?"

"C'era un unico, grandissimo, immenso interruttore…"