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Quasi sei anni…

  • settembre 17, 2010 at 21:59

Durante la prima settimana di scuola le classi prime non mangiavano ancora in mensa. Una sorta di inserimento graduale alle elementari. Così la merenda di metà mattina la davo io a Babet, in attesa che il servizio mensa fosse attivo anche per loro.

Oggi si sono fermati a mangiare.
Devo aver interpretato male le istruzioni del primo giorno di scuola perchè avrei dovuto fornire anche oggi la merenda a Babet, ma non l'ho fatto.
Quando mia figlia mi ha precisato di essere stata a guardare i compagni con la merenda mi sono sentita una madre degenere.

"Amore, scusami! Ho capito male! Pensavo che oggi te la dessero a scuola! La mia patata a digiuno! E non hai mangiato niente??"

"Ho mangiato tre crackers di Tilly."

"O che gentile è stata a darti un po' della sua merenda!"

"Sì. E poi voleva anche darmi da bere. Aveva il succo alla pesca e mi ha detto Babet bevi un po' del mio succo alla pesca! Ma Tilly aveva il catarro, allora le ho detto Eh, sì! Mica sono matta! Se bevo il tuo succo mi attacchi il catarro! E lei mi ha detto E vabbè, così il catarro ce l'abbiamo tutte e due! Ma io le ho detto No, grazie, il catarro non lo voglio mica! E infatti il suo succo non l'ho bevuto."

… Ho creato un mostro.

Tour de force.

  • settembre 13, 2010 at 22:23

"Bimbe… sono le 6.30! E' ora di alzarsi!"
Proprio così è iniziata la nostra lunga e faticosa giornata: il primo giorno di una lunghissima serie…

Ore 8.20.
Canterina a 30 metri dal cancello si ferma, mi ferma e dice:
"Occhei, entro dal cancello grande. Tu stai pure qua!" mi bacia e corre via!
Sia mai che ci vedano insieme…
Porto Babet a prendere una brioches perchè mi sembrava che non avesse toccato niente a colazione. Non vorrei che mi svenisse proprio oggi per calo di zuccheri. Mi immagino già la telefonata della neo-maestra:
"Mamma di Babet? Potrebbe venire a prendere sua figlia che si è schiantata il setto nasale sul suo nuovo banco??"
Però Babet non ha fame.
Tornando verso la scuola chiacchiero con Mamma M.:
"Mi son dimenticata di mettere i libri dei compiti nello zaino di mio figlio!"

"Lascia stare, io le avevo dato tutto, compreso tutto il materiale scolastico nuovo, lo scottex e il sapone liquido per la scorta… E infatti il sacchetto con lo scottex e il sapone è qui appeso al passeggino che me lo sto riportando a casa!! Tanto oggi fanno poche ore, escono alle 14.30."

"No, escono alle 13.30."

"Sei sicura? Non è alle 14.30?"

"A me sembra proprio alle 13.30!"

"… Avrei potuto lasciarla davanti al cancello ad aspettare un'ora??"

Per dissolvere ogni dubbio e tagliar la testa al toro decidiamo di andare a controllare sulla bacheca.
Il premio mamma più rintronata del mese è decisamente mio!
Dico del mese per non minare la mia autostima.

Ore 9.00.
Prosegue il duro e refrattario inserimento di Nanà. Pianti e lacrime. Tutto nella norma.

Ore 9.30.
Si aprono le danze! Tutti in palestra per la divisione in classi!
"Mamma stai qui vicino!" mi avrà detto Babet venti volte.

"Sono qui amore, non mi muovo!"

Nella sua nuova aula ritrova alcuni dei suo compagni dell'asilo, si siede al banco, che per ora sembra essere ancora troppo grande per lei, osserva agitata cosa succede e aspetta paziente che la maestra abbia finito di leggere i comunicati ai genitori.
Paziente… Per modo di dire! Nel frattempo mi sussurrava domande tipo:
"Ma adesso cosa succede?"

"Ma tu dove vai?"

"Ma vengo via anch'io?"

"Ma poi cosa facciamo?"

"Ma anche gli altri bimbi oggi non mangiano a scuola o solo io??"

Lascio Babet e corro fino a casa. Me la sto facendo addosso!!
Ho poco più di un'ora per andare a fare la spesa o quel che riesco.
Al supermercato incontro veramente tutti: mamme di compagni di Babet, mamme di compagni di Canterina, amici, parrocchiani, condomini, vicini di casa, mamme di compagne di pallavolo, mamme di ex compagne di asilo. Manco ci fossimo dati appuntamento!
A casa riesco giusto a preparare due panini.

Ore 12.30.
Babet esce contenta.
"Amore! Com'è andata allora??"

"Benissimo!"

"Andiamo a salutare la maestra… com'è che si chiama??"

"Eeehhhmmmmm…. non lo so!"
Cominciamo bene!

Mangiamo i panini e la frutta sedute in auto perchè al parchetto tira troppo vento.

Ore 13.00.
"MAMMAAAAAA!" urla Nanà appena mi vede sbucare dalla soglia.
Mi butta le braccia al collo.
"Amore mio! Ti sei divertita con i tuoi nuovi compagni? Hai mangiato la pappa?"

"Sì!"

"Cos'hai mangiato?"

"PATTA… PANE… PATATE…"

MaestraGi:
"Ah, mamma di Nanà, non ha mangiato niente!"
Di bene in meglio.

Ore 13.30
Aspettiamo Canterina che per non smentirsi nemmeno il primo giorno di scuola esce per ultima. Quando sta cominciando a piovere.

Centro commerciale per comprare le ultime cose di scuola. La ressa.
Merenda.
Casa.
Pianti.
Bagnetto.
Pigiama.
Televisione.
Mentre stiro le osservo, completamente catatoniche davanti allo schermo. Sono stanche le mie patate.

Durante la cena le grandi non aprono bocca. Dormono direttamente nel piatto, tentando di far lievitare le tagliatelle al ragù con la forza del pensiero. Anch'io sono un po' provata.
L'unica che sembra avere le pile ricaricabili al litio è Nanà, che invece di mangiare parla e parla e parla come al solito. In braccio a me inizia il suo saggio Winxiano (osservandole sulle tovagliette):
"BABET E' TELLA (=Stella), EINA NO E' MUSA. IO SONO BLUMME (=Bloom). POI C'E' ISCIA (=Aisha) E EHHENA (=Tecna). TU SEI FUOLA (=Flora). LOCCI (=Roxi) NO C'E'! NO C'E' LOCCI IN FILA!"

"Io chi sono?"

"FUOLA!"

"Ah, Flora. E Fauna dov'è?"

"MAMMA… COSA DICI?? FANNUA! CHE LIDELE!"

Ore 20.30
Riesco a metterle a letto.
Si contendono i miei baci, ma la mia schiena non regge per poter rimanere i giocare un po' con loro.
Mi arrampico sulle scale per dare la buonanotte a Canterina.
"Mamma! So già cosa sognare. L'amore è perso… Ho deciso di intitolarlo così!"
Bene, siamo a posto.

Domani torno a lavorare.
Si sa mai che riesco a riposare un pochino.

Un grande passo

  • settembre 12, 2010 at 16:18

Sembrava ieri quando ti ho guardato fare i tuoi primi passi.
Tonda, guanciona, con i tuoi occhioni scuri e il tuo sorriso dolce e delicato, mai spavaldo, ma sempre profondo. Che ancora oggi sembra dire "Ehi, mamma! Mi vedi? Sono qua… Ti voglio bene, ma senza disturbare…"

Sembrava ieri che mi seguivi sulla tua bicicletta con le rotelle, bloccandoti ad ogni discesina, terrorizzata all'idea di cosa potesse succedere a proseguire. Concentrata sotto il tuo caschetto, ma con la perenne paura di essere lasciata indietro.

Sembrava ieri che ti nascondevi dietro le mie gambe a piangere per non entrare nell'aula della scuola materna. Con i tuoi "Voglio stare con te! Io voglio te!". Con i tuoi lacrimoni che mi lasciavano con il cuore in mano e un pensiero fisso che cercavo di trasmetterti con il mio sorriso "Non ti preoccupare amore mio, io non ti abbandonerò mai! Ti voglio solo aiutare a crescere… "

Ed ecco domani il tuo primo giorno di scuola.

Dici di essere felice nel cominciare questa nuova avventura, ma ti vedo anche agitata e impaurita. Lo leggo sul tuo volto.
Quel volto che a me non può nascondere nulla.

Con un enorme zaino rosa sulle spalle ti incamminerai verso il tuo diventare grande.
Ricordati che per tutto il tempo potrai pensare a me. Io sarò sempre lì con te. vicino al tuo nuovo banco, alla tua nuova aula, ai tuoi nuovi compagni, alle tue nuove emozioni.
Se ascolterai bene lo potrai sentire, l'amore della tua mamma. Sarà dentro te, nel tuo cuore, per aiutarti a superare tutte le tua incertezze e i tuoi timori. Tu che del nuovo hai sempre avuto paura.
Ma ricordati che per ogni nuova grande esperienza c'è sempre un nuovo grande inizio.
Grande come te, come il tuo cuore, come la tua bontà e la tua generosità, come i tuoi occhioni, come il bene che ti vuole la mamma.

E allora avanti amore mio, fai il primo passo verso questa nuova avventura!
Un passo che ti sembra così lungo e difficile, ma che ti aprirà la strada al divenire.
E se qualcosa ti preoccuperà, basterà voltarti indietro a guardare.
Io sono qui.

"L'unica gioia al mondo è cominciare. E' bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, a ogni istante." Cesare Pavese

Bella trama

  • agosto 25, 2010 at 22:47

Oggi io e Nonna M. portiamo le bimbe al cinema a vedere Shrek 4 – E vissero tutti felici e contenti.
Il cartoon inizia con la famigliola felice di papà orco, mamma orchessa e i tre pargoletti.
Dopo cinque minuti papà orco stava già sclerando per la "fatica" di una vita in famiglia e avrebbe tanto voluto riuscire ad avere un po' di tempo per sè.
La questione mi sembra familiare… sarà…

Poco dopo l'orco grosso, verde e in preda ad una fase passeggera (per fortuna) di egoismo rovina la festa di compleanno dei suoi orchettini e mentre la moglie orchessa tenta di farlo ragionare lui la insulta velatamente e le dà colpe inesistenti.
Continua a sembrarmi familiare…

Al che lei gli dice:
"Hai tre bellissimi bambini, una moglie che ti ama e degli amici che ti adorano! Hai tutto. Ma l'unico a non accorgersene sei tu…"
Che bella trama di merda! Ti prego, fai che le bambine non elaborino, fai che vedano solo le puzze e gli urli di quest'omone verde e si divertano a sentir cantare Ciuchino… La prossima volta forse è meglio che prima me lo scarico pirata e me lo guardo da sola!

Beh, il seguito è ovvio.
Lui rovina tutto ma dopo si accorge cosa ha perso e tenta di riconquistare l'amore della moglie e di ritrovare la sua famiglia. Alla fine vissero tutti felici e contenti.
Che bella trama di merda…

All'uscita chiedo solo se il film è piaciuto e poi cambio subito discorso, nella speranza che nessuna delle figlie, specialmente Canterina, mi sottolinei strane analogie.
Mica sono sceme le mie bimbe. Vorrei solo aver il tempo per trovare… qualcosa di utile da dire, insomma.

Fortunatamente il pomeriggio prosegue nella norma, come l'elettrocardiogramma di un giovane ventenne sano e senza vizi.

Ci si lava, si gioca, mamma prepara la cena.
Ad un certo punto, nel momento "del bisogno", quello che tra tutti è il più pensante, Babet mi chiama per essere pulita e condivide con me il pensiero partorito sul gabinetto:
"Mamma, io da grande voglio un marito che non mi abbandoni mai!!!"

Mi guarda con gli occhioni a cuore, come un gattone in cerca di coccole.
Tiro su la lacrimuccia alla giapponese disegnata sulla mia guancia:
"Amore, guarda che non esistono solo mariti che abbandonano, anzi ce ne sono tanti che amano le loro mogli e rimangono insieme per sempre…"

"Come il Nonno M.?"

"Certo!" acuta la ragazza! "E anche Nonno C.. E lo Zio Ratatouille. E anche Tizio, Caio, Sempronio… Vedi quanti mariti amorevoli ci sono? Amore, a me è capitato, sono stata sfortunata, ma sono certa che tu che sei meravigliosa troverai un marito che ti amerà tantissimo e starete per sempre insieme, come Shrek e Fiona!"

"Ma Shrek non mi piace!"

"Ah! Allora non posso chiamarti Fiona da oggi in poi??"

"Ma mammaaaa!"

Cucciolotta mia.
Pensa te, ero più timorosa di sentirmi sfornare da Canterina un profilo psicologico alla Criminal Minds e la mia timida, silenziosa Babet, dal suo angolino, non si fa sfuggire la sfumatura più delicata del cartone animato.

Comunque continuo a pensare che è una bella trama di merda…

Fresca come un rosa

  • agosto 23, 2010 at 19:02

Per rimanere in tema di idee brillanti, ieri sera decido di stirare tutto quanto ma proprio tutto per portarmi in pari e non dover soffrire durante la settimana.
Come avrebbe detto un comico di Zelig di qualche anno fa:
"… Minchia che idea!"
Non per altro… ma perchè oggi riprendevo a lavorare.
Indicasopercui vado a letto piegata col mio solito mal di schiena alle 2.00 a.m.

Alle 2.30 mi chiama urlando Canterina.
Sobbalzo. Mi alzo. Mi chiedo quanto ho dormito e soprattutto se ho già dormito. Vado in cameretta.
"Chi mi chiama… sei tu Canterina??"

"Mamma… quanto manca per alzarci?"

"… Amore, dormi! Alla mamma manca molto poco, mi sveglio tra quattro ore, tu dormi un po' di più, ma dormi per pietà!"

"Perchè ho avuto un SUSSULTO di paura!"

"???"

Probabilemente è in fase sonnambulismo, a volte le capita di parlare nel sonno senza sapere di farlo.
Torno a letto e mi addormento di colpo.

Alle 4.00 sento urlare:
"MAMMAAAAAA!"
Sobbalzo. Mi alzo. Mi chiedo perchè il biologico costa più del resto visto che usa meno pesticidi e vado in cameretta. Vedo Nanà seduta sul suo nuovo letta da grandi. Mi siedo accanto a lei e le faccio un po' di coccole fino a farla addormentare. Sto per tornare in camera mia quando sento dire:
"Mamma… Ero io che ti ho chiamato! Ho fatto un brutto sogno!"

"Babet… amore… allora Nanà si era svegliata con il tuo urlo da tarzan. Dormi adesso… il sogno è passato, chiudi gli occhioni belli e dormi, io son qua."
La ipnotizzo stile serpenti a sonagli e mi rituffo nel mio letto.

Alle 5.30 un altro urlo richiama la mia attenzione.
Sobbalzo. Mi alzo. Mi chiedo perchè quando una zanzara ti punge lo fa sempre in un posto che fai fatica a raggiungere con le unghie e quando è raggiungibile le unghie te le sei mangiate il giorno prima. Vado in cameretta. Guardo Canterina. Dorme. Guardo Babet. Dorme. Questa volta non ho dubbi, vedo Nanà seduta sul suo cuscino che si lagna e farfuglia strani concetti in rumeno stretto. Altre coccole mentre rischio di addormentarmi sulla figlia come una pelle d'orso inanimata. Resisto finchè Nanà non raggiunge le braccia pelose di Morfeo e mi fiondo a letto.

Poco dopo, alle 6.20, il mio simpaticissimo cellulare inizia a vibrare. La mia sveglia insonorizzata evita-infarti-mattutini.
Non ne voglio sapere,
Alle 6.30 di nuovo. Non do segni di volermi alzare.
Alle 6.40 il galletto insistente vibra ancora.
"Ok, Brauwn! Mi alzo!"

Vago come una vacca persa senza meta per casa, cercando di capire chi sono, da dove vengo e se la criptonite su di me ha qualche effetto nefasto.
La pressione arteriosa sotto il livello d'allarme mi rammenta che, con immenso piacere, la sera precedente mi sono arrivate le mie cose "a fiume", come sempre nei momenti migliori… (chiedo perdono ai meschietti per l'argomentazione alquanto femminile) il che mi ricorda che devo inserire in borsa un pacco intero di amichetti con le ali e il motore biturbo e in auto il kit per la trasfusione.
Lo specchio mi conferma il tutto regalandomi un immagine di me stessa più pallida di una mozzarella di bufala campana messa in candeggina e con due borse trolley sotto gli occhi.

Quando arrivo in ufficio ritrovo colleghi riposati, belli e abbronzati. Occhei… alcuni belli e alcuni abbronzati.
Io invece sono fresca come una rosa appassita e sottoposta ad un trattamento al napan.

Come inizio non c'è male.
Com'è il detto? Il buongiorno si vede dal mattino…
Ma io c'ho sempre 'ste cazzo di siepi davanti alla finestra!

Pesciolini saltellanti

  • agosto 20, 2010 at 16:40

Ieri mattina ci svegliamo tardi. Era una bellissima giornata, un po' più calda del solito.
Preparo la colazione, infilo il costume a tutte quante, preparo le borse con l'occorrente, i panini, la frutta, il beveraggio e le porto in piscina.

Non c'è ancora il pienone, forse perchè è giovedì e tutti quelli che son già tornati dalle vacanze sono andati al Minitalia…

Le bimbe sono state a mollo tutta la giornata!
Han fatto amicizia, giocato con le stesse bimbe che avevamo incontrato io e Nanà la scorsa settimana, nello stesso identico posto, con gli stessi asciugamani e gli stessi costumi… forse vivono lì come testimoni sotto copertura.

La piscina era tranquilla, Canterina a parte. Si sentiva solo lei, come al solito.
Stranamente anche Babet aveva l'ugola d'oro, quindi sapevo sempre dov'erano e quando, per un motivo qualsiasi, smettevano di urlare contemporaneamente, i braccioli fosforescenti aiutavano a localizzarle.

Nanà non voleva indossare i braccioli, nè il salvagente, ma non usciva dall'acqua nemmeno sotto tortura, lanciando i suoi giochini galleggianti in ogni dove per far fare alla mamma il cane da riporto adibito al salvataggio giochini. Ed era sempre puntualmente attaccata alla mia gamba.
Ad un certo punto mi sono intestardita e ho deciso che doveva capire che con il salvagente galleggiava e che poteva andare, con mamma cozza attaccata, anche dove non toccava.
L'intento è riuscito ma con un piccolo contrattempo di natura canora: l'hanno sentita piangere e strepitare fino a Bari! Io sorridevo ai natanti per far capire di non essere intenta ad annegare l'infante, ma i bagnini mi guardavano comunque preoccupati.
Risvolto negativo della missione impossibile portata a termine: ho dovuto trainare la piccola boa divertita per un'ora avanti e indietro per la piscina alta, mentre lei si sollazzava aggrappata al salvagente in sembianze di peocio tramortito ma contento.
Altro che ginnastica…

Abbiamo divorato i panini preparati con amore all'ombra di un albero tra piccioni ingombranti e senza ritegno.
Abbiamo anche adottato una coccinella gialla che non voleva staccarsi dalle mie ciabatte. Dopo averla portata a bordo piscina e regalata alla nuova amichetta in realtà non so cosa sia successo all'insetto portafortuna… Spero non abbia voluto provare se la piccola coccinella sapesse nuotare.

Ieri sera dopo cena ero più di là che di qua. Ma loro, nonostante tutto il nuotare, saltare e tuffarsi che hanno fatto non davano segni di cedimento.
Le ho messe a letto alle dieci per disperazione. Dovevo fare ancora un sacco di cose ma…

Nanà è dovuta andare in bagno cinque volte, ha avuto sete due volte e chiamato per il bacio della buonanotte altre tre.
Babet mi ha raggiunto in soggiorno due volte (l'ultima verso le undici) per garantirsi il lettone notturno all'insaputa delle sorelle, e io le ho urlato che se la rivedevo ancora alzata le avrei dato fuoco con il mio solo sguardo fulminante.
Canterina ha urlato in preda al panico due volte facendomi correre spaventata… e il tutto perchè c'era una zanzara! E l'aveva pure punta. Per il terrore di essere attaccata di nuovo dall'insetto micidiale le ho spruzzato l'Off… AAAAAHHHHHH! Bruciaaaaaaa!… Le ho messo la crema… AAAAAAHHHHH!! BRUCIAAAAAAA! … Come se le stessero amputando la gmba e le braccia contemporaneamente.
"C'è la zanzaraaaaa! Ho paura a dormireeeee!"
Avevo già usato le piastrine prima di andare a letto e tengo sempre la lampada antizanzare accesa… più di così?!
Non ce la facevo più! Era quasi mezzanotte.
"Copriti con il lenzuolo così non ti può pungere. Se hai caldo, suda. Se ti ronza nell'orecchio metti la testa sotto il cuscino. Canterina, c'è una zanzara: convivici e fattene una ragione…. La prossima che mi chiama non vedrà la luce del giorno!"

Io non so se sono le mie figlie che hanno più argento vivo addosso di altri…
Ma ieri sera è stata una delle volte in cui ho pensato sinceramente che a vivere da sola con tre bambine ogni tanto faccio veramente fatica…

Non ho più il fisico

  • agosto 19, 2010 at 00:10

Oggi ho portato le grandi al Minitalia, in provincia di Bergamo, che ormai è diventato un gran parco di divertimento, molto distante dall'attrazione nata nei tempi che furono e che anch'io visitai quand'ero piccola.

Mi sono detta Ancora pochi giorni e poi le mie vacanze son finite… godiamocele fino alla fine! E poi avremo un sacco di giostre tutte per noi, il 18 agosto chi vuoi che ci sia??

Risposta: tutta la Lombardia!

Abbiamo passato gran parte della giornata in coda. Ogni singola giostra aveva chilometri di fiumana che attendeva il suo turno per pochi minuti o secondi di gloria.
Cosa che non sopporto assolutamente.
Io sono per l'isola deserta.

Un giorno lì in mezzo e la mamma era la più devastata di tutte.
Ma ci siamo divertite come matte. Non abbiamo saltato nemmeno il rettilario alla ricerca dei serpenti perduti, nelle loro minuscole teche, l'acquario e la fattoria.
"Con 90 specie diverse di pappagalli… anche se non ne ho cagato nemmeno uno di striscio di quei pappagalli!" mi confessa Canterina nel viaggio di ritorno.

Il viaggio nell'Italia in miniatura mi ha dato conferma che non sono poi così capra in geografia e stranamente le bimbe sembravano interessate.
Ma le attrazioni principali erano ovviamente le giostre!

Considerazione unica della giornata: non son più quella di una volta. Quella giovane sgarzoncella che amava le giostre spericolate torci-budella…
Il mio corpo ha iniziato a prendere precauzioni per la sopravvivenza.

Al secondo giro sul Galeone iniziavo ad aver problemi digestivi con l'agnello mangiato a Pasqua. Di due anni fa.
Al primo giro Babet diceva:
"Io non ci voglio andare, non ci voglio andare!"
Finito il primo giro Babet urlava:
"Ancora! Lo voglio fare ancora!"
A metà del secondo giro la mamma implorava:
"Basta vi prego… ho lo stomaco in gola… Quando finisce?!"

Sulla giostra del Gorilla ho capito di avere un conflitto esistenziale con l'effetto centrifuga nonchè la necessità di fissare un punto esterno alla carrozza per evitare che i miei conati si trasformassero in un reale incubo per tutti gli altri partecipanti.

La giostra dei cavalli, quella per piccoli, che gira e gira e gira senza far niente non è più per me così innocente: dovendo accompagnare Babet perchè non superava l'altezza per poter andar da sola, ho avuto la certezza che da grande (più grande) soffrirò anch'io di labirintite come Nonno M.

Come l'altro giorno al parco, quando Canterina e Babet volevano andare su un giochino all'avanguardia sedute su due specie di skilift che, collegate ad una trave fissata su un palo al centro, aveva la possibilità di girare (stile calcinculo per intenderci)… se qualche adulto le spingeva con forza.
Appena l'ho provato ha iniziato a girarmi la testa. allora mi sono rassegnata a tentar di spingere le bimbe finchè avevo fiato in corpo.
Poi è arrivata Nonna M. che, stile Oriano Ferrari, ha voluto fare la sborona:
"Ma le spingo iiiiiiiio le bambine! Ci penso iiiiiio a farle girare forte!"

Dopo cinque secondi l'ho ritrovata che girava con la giostra, aggrappata a Babet, trascinata con i piedi in mezzo alle foglie secche.
Lei rideva.
Io di più, letteralmente piegata in due.

Quando si dice tale madre, tale figlia…

Ma tu vurìa la pizza

  • agosto 18, 2010 at 00:25

Sì, lo so. Ultimamente non sto dando il meglio di me, ma sono stravolta nonostante il periodo vacanziero.
Sarà il raffreddore, sarà che faccio ore impensabili per una madre di famiglia che il giorno dopo deve almeno dare un senso alle frasi che escono per inerzia dalla sua bocca, sarà quel che sarà…
Ma sono veramente stanca e i miei post ne risentono.

Ora, nonostante io non riesca a connettere bene, volevo comunque lasciar testimonianza di una frase odierna di mia figlia degna di nota. Prima di dimenticarmela.

Toniocartonio:
"Allora bimbe, cosa mangiate di buono stasera… pizza?"

Babet:
"Noooo! La mamma ci fa pasta con pomodoro, basilico, mozzarella e olio! Ci piace tantissimo!"

Toniocartonio:
"Aaaah! Con il basilico buono che vi ha portato Toniocartonio!"

Canterina:
"Sì. Come profuma…"

Babet-fuori dal seminato:
"Sai che la pizza che ci fa il papà è buonissima!?? Quella che fa lui ed è buona buonissima!"

E pensare che quando eravamo sposati sapeva cucinare solo sofficini e pasta in bianco…

Toniocartonio-geograficamente confuso:
"Eh beh… Ma lui è napoletano!"

Canterina-perplessa:
"… Però parla NORMALE! … Parla italiano!"

Il lupo perde il pelo o si depila

  • agosto 16, 2010 at 00:40

Ieri sera le mie principesse sono arrivate.

Ci siamo abbracciate per un'ora… ma non ho pianto!
Stoica fino in fondo.

Sono entrate in casa come una tempesta e hanno iniziato con i loro:
"Uuuuh! Babet! Guarda quiiiii!"

"E Canterina, guarda questooooo!"

"Ma quello è nuovo!!"

"E questo? Prima non c'era!"

"Guarda, guarda! Io voglio quella fucsia!"

"No, la voglio io!"

Hanno ispezionato ogni stanza in cerca delle novità.
Arrivate in camera mia Canterina chiede:
"Ma dov'è il lettino di Nanà??"

"Come? Nanà, ma non gliel'hai detto alle tue sorelle? La sorpresona…"

"SI'! IL LETTINO E' GIU'… HANTINA! IO DOMMO DI LA'. CON VOI. NEL LETTO SOTTO… SONO GANDE!!"

Abbiamo guardato insieme l'album di 300 foto che avevo preparato di notte per farglielo trovare pronto con foto di tutto l'anno commentate con il mio imperdibile senso dell'humor.
Abbiamo riso come matte, mentre Nanà ci saltava sugli stinchi.
Abbiamo chiacchierato ore, mentre Nanà ci saltava sulle spalle.
Abbiamo detto le preghierine insieme dopo tanto tempo, mentre Nanà ci saltava sulla schiena.
Abbiamo gambizzato Nanà.

Le ho trovate cresciute, più alte, abbronzate, più grandi.

Però certe cose non cambiano.

Canterina smette di parlare solo quando le spari.
Babet vive nel suo mondo di zucchero filato e vaga con lo sguardo perso finchè, al ventesimo richiamo: "BABEEEEET! TORNA TRA NOOOIIIIIII!!", ti guarda e ti dice: "…EH??"
Nanà non sta ferma a tavola nemmeno sotto tortura.
La cena è durata un'ora e venti.
La toeletta (lavaggio denti e gengive) mezz'ora.
L'andare a nanna infinito.
Stamattina l'urlo di Tarzan mi ha svegliato con grazia dal suo nuovo letto e mi ha fatto saltar su perdendo dieci anni di vita.
Le sorelle grandi han continuato a dormire finchè non le abbiamo buttate giù dalle brande.
Canterina ha avuto una crisi di pianto da io-non-voglio-genitori-separati.
Ci ho messo un'ora a vestirle per andare a festeggiare il Ferragosto dai nonni.
Si sono rimpinzate di carboidrati e patè di tonno.
Canterina mi ha fatto ballare fino alla perdita della milza, Nanà ballava solo in braccio a me stile cozza sullo scoglio e Babet, vergognosa, impersonificava la Liv Tyler dei poveri in Io ballo da sola in cameretta.
Quando tentavo di farmi ubbidire su qualsiasi qualcosa non mi cagavano si striscio…

Ben tornate bimbe mie!

Il rumore del silenzio

  • luglio 26, 2010 at 18:48

C'è montagna e montagna.

Da quando Nonna M. e Nonno M. hanno scoperto la "loro" montagna, innamorandosi di quelle valli tirolesi, non c'è stata altra montagna che reggesse il paragone. Non c'è più stato altro posto che li soddisfacesse e li appagasse e mi hanno contagiato.
Per me ora è lo stesso.
Io amo la montagna, ma adoro quelle montagne.
Sono riuscita a fare qualche foto con la mia macchinetta tentando di paparazzare Heidi e le sue caprette, ma la ragazza è assai astuta e non si è fatta beccare.
Ho tempestato le mie bambine di flash, tanto che Nonna M. mi chiamava "la mamma giapponese", per avere bellissimi ricordi, ma soprattutto almeno una foto su cento in cui non si muovessero e guardassero l'obiettivo. Per lo meno una alla volta.
Dalla seggiovia, mentre tenevo in braccio Nanà e lo zaino ho catturato questo scorcio. Forse è a fuoco la nuvola, ma abbiate pazienza… è già tanto che non mi sia caduta la macchina fotografica a valle!
Chi vorrebbe tornare a casa da questi posti??
Io no.
vacanze_montagna_2010120Svegliarsi la mattina tra mucche, prati verdi, con l'odore del bosco, il frinire delle cicale che, probabilmente doppate di grappa alla pera, cantano 24 ore su 24, ininterrottamente… tranne quando tuona e diluvia a dirotto.

Uscire sul balconcino di sera e poter dire "ma che frescura deliziosa!" senza sudare ad ogni parola proferita, ammirando montagne, ancora montagne e solamente montagne verdi… e le corse di una bambina…

Poter ascoltare il silenzio, sentire la natura che ti parla, respirare a pieni polmoni l'aria incontaminata e sentirsi in pace con il mondo e con se stessi.

Io amo la montagna per ciò che offre ai sensi e alla mente.
Se sai godere del suo benefico e statico esserci, ti dona tanta pace, tanti spunti di riflessione, l'opportunità di rimanere sola con te stessa e con il Signore.
Perchè non c'è altro posto al mondo dove io mi senta più vicina al Signore.
Prati in fiore, cieli limpidi, nuvole di ogni forma e dimensione che attraversano rincorrendosi quell'azzuro incantato, campi di ogni sfumatura di verde esistente.
E solo il rumore che serve.
A parte mio nipote.

Un giorno ho portato tutti e quattro i bimbi a fare una passeggiata, alla scoperta della stradina che affiancava la nostra casetta, entrando in un boschetto.
Ad un certo punto li ho fermati e, tentando di ammutolirli, ho chiesto loro di ascoltare il bosco e di dirmi cosa sentivano.
"Ascoltate che pace… silenzio… che rumori riuscite a sentire?"

Babet all'istante mi risponde:
"Gli uccellini!"

Canterina, dopo un po' di concentrazione:
"Il fiume che scorre!"

Nanà, a cui non sfugge niente:
"ITTE!!!"

"Esatto bambine! Nel silenzio dei boschi si possono percepire solamente questi rumori: gli uccelli, il fiume e vostro Cuginetto It…"

Ma c'è anche un altro motivo per cui amo tanto la montagna.

Io amo la montagna perchè è una grande metafora della vita: per vedere il meglio devi salire.
Il cammino è in salita, tanta fatica e tanto sforzo e sembra quasi di non arrivare mai.
Sali, sali, sali… A volte sei così stanco che non riesci a far altro che a guardarti i piedi, perdendoti ciò che hai intorno.
A volte trovi dei punti di ristoro che ti aiutano a sopportare la salita. Una panchina isolata che sembra aspettare te. L'ombra di un grande albero per riposarti e riprendere le forze. L'acqua gelida e limpida di un torrente per rinfrescarti.
Se stai attento il percorso è segnato, da chi l'ha intrapreso prima di te. Per dirti che non stai sbagliando il sentiero, anche se in alcuni momenti continui a chiedertelo ripetutamente.
Poi, quando meno te lo aspetti, quasi che ci avevi fatto l'abitudine a continuare a salire, giri un tornante e sei arrivato, in cima. E ti si propone un paesaggio che ti toglie il fiato, che non ti immaginavi nemmeno.
E dall'alto vedi tutto più chiaro, come non lo avevi mai visto.
Sei stanco, ma contento e pensi che ne è valsa la veramente pena.
Ora hai un'altra visione del mondo.
Hai potuto mettere alla prova le tue forze e sai di esserci riuscito: sei arrivato in cima!
Ti guardi indietro e pensi: "Ma io ho fatto tutta quella strada?? Guarda cos'ho superato! Sono stato proprio bravo… ce l'ho fatta!!"
Ti fermi un attimo a riprendere fiato e ti sembra di poter toccare il cielo con un dito.
Un panino, un po' di frutta, dell'acqua fresca…
Sei pronto per cominciare una nuova strada.
Ed al pensiero che ora sarà tutta inesorabilmente in discesa, non puoi far a meno di sorridere.