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Collezione autunno-inverno

  • ottobre 26, 2009 at 15:23

Eccoci!
Siamo tornate alla normalità!
Con la nostra collezione autunno-inverno di malattie!
Infatti siamo "normalmente ammalate"!!

Ieri sera Canterina torna dal week end col padre con una faaaaccia!

"Mamma, ho mal di testa forte! Mi metti la supposta?"

Se vuole spontaneamente la supposta vuol dire che non sta proprio bene.

"Anche stamattina al Battesimo con papà avevo mal di testa, lo sai?"

"Mi dispiace amore mio."

"Mi faceva tanto tanto male e l’ho detto a papà!"

"E lui cosa ha detto?"

"Niente, mi ha portato fuori per tranquillizzarmi!"

"Beh, ognuno ha le sue cure… sarà naturopata… certo amore che hai una faccia! Mi sa tanto che domani non vai a scuola…"

Ghigno beato, dolorante e soddisfatto della mini-paziente.

E stamattina avevamo un bel 39.5 da giocare al lotto!

Però son stata fortunata.

Siamo riuscite ad arrivare a fine ottobre senza niente di rilevante. 
A parte una piccola otite perforante di Nanà, la quale però non si lamentava nemmeno e se non fosse stato per il sangue che ho casualmente scorto all’interno del condotto uditivo non me ne sarei neanche accorta.

Stanotte poi, durante uno dei richiami di Nanà, mi sono svegliata di soprassalto e, sentendo ogni singolo muscolo del mio corpo dolorante, ho subito pensato:
"Nooooooo! Mi sto ammalando anch’io!….
Ah, no! E’ vero. Ho fatto quattro ore di giardinaggio… Che fortuna!"

Notte di risate

  • ottobre 20, 2009 at 21:22

L’ora della nanna è già bellechepassata.

Continuo a fare la spola tra la cameretta delle grandi e camera mia, dove Nanà non ne vuole sapere di prendere sonno.

Dopo aver messo le gocce nelle orecchie a Babet, aver cercato la fascia dei capelli di Canterina, aver consegnato le pietre della notte alla secondogenita, aver provato la febbre (per scaramanzia) alla più grande, averle dato lo sciroppo, aver preparato i loro vestiti per l’indomani, aver distribuito decine di baci e professato il mio amore per loro, pensavo che fosse finalmente giunto il momento del "si schiantano addormentate nell’arco di cinque secondi di sicuro".

Ma mentre vado a cullare per la centesima volta Nanà che mi chiama con un sonoro "MAMMAA? BLEEE… MAMMAA?? …BLEEEEHH…", Canterina mi richiama improvvisamente all’ordine:

"Mamma! Mi son dimenticata! Ti devo raccontare una barzelletta!"

"Arrivo, amore, però poi dormi… Fammi ipnotizzare la piccola Mowgli e vengo!"

E la barzelletta recitava più o meno così:

"Allora. Ci sono tre zanzare. Una zanzara è in bocca, una zanzara è nell’orecchio, e una zanzara è qui… dentro qui… guarda mamma, qui…" mi dice indicandosi il deretano.

"Nel sedere??"

"Ecco, sì.
Allora. Sai cosa dice la prima zanzara? La zanzara che era nell’orecchio dice: COME HO DORMITO MALE! QUI ERA TUTTO MOLLE!
E la zanzara che era in bocca dice:
COME HO DORMITO MALE! ANCHE QUI ERA TUTTO MOLLE!
E la zanzara che era nel sedere dice:
IO HO DORMITO BENISSIMO! C’ERA L’ARIA CONDIZIONATA!"

Le barzellette che giravano in seconda elementare ai miei tempi erano molto peggio… anche perchè non esisteva ancora l’aria condizionata!

Figlia della delicatezza

  • ottobre 19, 2009 at 21:30

Nonna M a Canterina:

"Speriamo che da grande tu abbia tante tette come l’altra nonna ("abbondanti", nda) e non come me, se no…"

Wondermamma-educativa:

Ma che cavolo sta dicendo la nonna?? Che idee deve farle venire in testa?? E se poi ha preso da me e non se ne fa una ragione mi devo aspettare ‘Mamma per il mio sedicesimo compleanno mi regali la plastica al seno?!’?? Ehi, fermi tutti! Qua le cose importanti sono ben altre… cerchiamo di smitizzare l’estetica e l’apparire…
"Ma noooo! Che troppe tette sono ingombranti e danno fastidio quando salti! Van bene anche se ti crescono come quelle della mamma!!"

Canterina-speranzosa:

"Beh… magari un pochino di più… Mamma tu non CE N’HAI PROPRIO!!"

… E’ sempre bello iniziare la giornata con qualche piccola, innocente verità.

Amore da supereroe!

  • ottobre 15, 2009 at 20:58

Domenica sera Canterina torna con le sorelle a casa, dopo il week end passato dal padre, e mi consegna il suo capolavoro:

"Questo mamma è per TE!"

Un Gaugin fatto e sputato. Ma al posto delle avvenenti donne di Tahiti apparivano quattro donne… una donna e tre bambine… tutte colorate, con le iniziali scritte sui vestiti.

"Amore è meraviglioso!! Ecco tutte le iniziali dei vostri nomi… ma questa sono io? Non è una M di mamma… cos’ho scritto sulla maglietta?"

"La W di WUONDERMAMMA!"

Ma il tesoro della mia vita, figlia consapevole di una blogger-mamma, non finisce lì di stupirmi.

L’altroieri, mentre ero affaccendata a sistemare casa, ogni figlia giocava da sola ad un gioco diverso:
Babet disegnava con la lavagna magnetica.
Canterina scriveva sul suo "diario" nascosta da una parete mobile di giochini ammucchiati l’uno sull’altro.
Nanà distruggeva ovunque mettesse mano.
Poco dopo la grande scrittrice viene a cercarmi e mi dice:

"Mamma ho scritto una storia inventata da me, per te. La leggi ad alta voce?" e mi porge il foglio.

Io leggo:
 

"WUONDER MAMMA
Cera una volta una super mamma che viveva in franca e ciaveva tre figlie una grande una media e una piccola
un giorno cifu un teremoto ma super mamma salvo il mondo
e visero felici e contenti
fine
Canterina"

Sono la sua eroina…
Non sarebbe scappata anche a voi la lacrimuccia??
 

Come diceva puffo quattrocchi…

  • ottobre 13, 2009 at 20:01

IO OOODIO CUCINARE!

Non mi è mai piaciuto.
Non ho soddisfazione a passare ore ai fornelli per qualcosa che verrà ingurgitato in pochi minuti. Infatti le lasagne le avrò fatte tre volte in vita mia.

Ma come tante altre cose che si "devono" fare, lo sempre fatto e continuerò a farlo.
Al meglio.

Perchè che non piaccia qualcosa non vuol dire doverla fare alla carlona!

Ogni tanto però mi balenano nella testa brutte… bruttissime idee! Di cui mi pento sempre troppo tardi!

L’altro sabato mi son messa a fare gli gnocchi con Canterina e Babet, infarinate fino al midollo.
Come sempre con le dosi io vado "a occhio", infatti abbiamo tagliuzzato gnocchi per un reggimento, impegnando metà pomeriggio e l’intero piano orizzontale della cucina ove si potesse appoggiar un vassoio.
Quelli di Canterina si riconoscevano anche masticandoli: sapevano decisamente di farina, poichè, ogni volta che mi distraevo, lei ce ne buttava su una manciata.
Quelli di Babet erano di due tipi: o piccoli come pinoli, o grossi come un cocomero.

La sera li abbiamo cucinati con il pesto di Wondermamma.
Che particolarità ha il mio pesto? Beh, ovviamente è fatto anche lui "a occhio".
Mentre il giorno prima lo preparavo, dopo aver tolto dal bicchiere d’acqua il ciuffo di basilico fresco e aver iniziato a triturare gli ingredienti, mi sono versata un goccio di Coca Cola.
Peccato che il bicchiere che stavo usando per bere fosse identico al bicchiere in cui era a mollo il basilico. E la Coca sia marrone. Così ho realizzato solo dopo di aver bevuto anche la terra residua del basilico che era rimasta sul fondo del bicchiere…
Ma sono tutti anticorpi!!

Dopo gli gnocchi abbiamo voluto fare anche il NOCCIOLATO, sciogliendo pezzi di uova della scorsa Pasqua…. (non camminavano ancora da soli…) in cui sbriciolare dentro le nocciole raccolte da Canterina nel cortile della scuola. Con la garanzia da parte delle maestre che fossero commestibili.
Ora.
Siccome, dopo un pomeriggio di fatica culinaria che adoro tantissimo, il procedimento per sciogliere il cioccolato a bagnomaria stava prendendo tempi biblici, ho avuto la brillante idea di aggiungerci un goccio… e dico un GOCCIO di latte.

Messo in forma il nocciolato, dopo averlo fatto raffreddare un po’ lo  abbiamo messo in frigorifero. Ma niente.
Allora l’ho  fatto riposare un paio d’ore in freezer. Ma niente.
Allora ho fatto passare tre giorni. Ma niente.

Il nocciolato si è indurito un po’… ma non come una tavoletta di cioccolato.
Voglio sapere il perchè!
E non ditemi "Hai diluito troppo il cioccolato!"… giuro, era uno sputo di latte.
Immagino la causa sia stata quella, ma voglio una spiegazione chimico-fisica.
Altrimenti non mi accontento!!!

Ogni mattina

  • ottobre 7, 2009 at 15:07

Ore 06.15
La mia sveglia suona e io la ritardo di 10 minuti.
Per dormire ancora dieci minuti… con la consapevolezza che hai ancora dieci minuti per dormire.
(C’è qualcuno che mi capisce o sono l’unica malata di mente?)

Ore 06.25
Mi alzo, accendo luci, dò gettate di aria calda al soggiorno gelido, tiro su tapparelle, preparo le varie colazioni mentre inizio a fare la mia. In piedi.

Ore 06.45
Vado a svegliare le due grandi.
Parto sempre ben disposta e sottovoce con un dolce "Bimbeeeeee… buongiorno, è mattina… è ora di alzarsi!"
Cinque minuti dopo sono lì che tiro una per le gambe cercando di infilarle le calze antiscivolo, mentre tento di togliere le coperte all’altra che prontamente si gira dandomi la schiena e si ricopre appena mi distraggo un attimo.
Dieci minuti dopo sto interagendo con due zombi con gli occhi chiusi che biascicano strani messaggi cifrati ma il cui concetto è sempre molto chiaro: Non vogliamo alzarci, non vogliamo fare colazione, non vogliamo andare a scuola!
Quindici minuti dopo sto lanciando minacce psico-fisiche, inizio ad alzare un po’ la voce (nel rispetto dei santi vicini del piano di sopra) e comincio a fumare dalle orecchie.

Ore 07.05
Babet, trascinata in cucina o, se la mia schiena me lo permette, portata in braccio con i suoi 21 chilogrammi a peso morto, è accasciata sul tavolo che non dà segni di vita e intinge prontamente i capelli dentro la tazza di latte.
Canterina è ancora seduta sul letto a castello che si fa domande esistenziali e fissa il vuoto.
La vado a recuperare e una volta su tre mi tocca portare a braccia anche lei e i suoi 27 chilogrammi, tara compresa.

Ore 07.15
Ho già detto a Babet di fare colazione circa 86 volte.
Parte il frullatore con dentro la seconda parte della mia colazione, che concluderò immancabilmente in piedi… in comode rate.

Ore 07.20
Nanà si sveglia e inizia a sbraitare.
Vado a prenderla per lavarla e vestirla, ma lei non ha nessuna intenzione di staccarsi dal suo lettino, lanciandosi stile kamikaze ogni volta che tento di afferrarla.
Pronuncio la parola magica: LATTE! E lei si lascia convincere.
La prendo in braccio e mi accorgo che:
1- Non sono ancora le 8.00 e la mia schiena già da i primi segni di debilitazione.
2- Anche stamattina Nanà ha la pipì che le arriva fino al collo… i patelli notturni sono fasulli o mia figlia non trattiene liquidi nemmeno nello strato più superficiale dell’epidermide??
La porto in bagno e lei vuole stare sul vasino per cinque minuti a contarsi le dita dei piedi…
Discuto. Litigo.
RI-pronuncio la parola magica: LATTE! E lei si lascia RI-convincere.
La lavo, la vesto completa di scarpe e le piazzo in mano il biberon.
E una è a posto!

Ore 07.30
Inizio a dire alle sorelle grandi che è ora di andarsi a lavare.
Preparo i loro vestiti.
E mi fiondo nel mio bagno.
Il primo confronto con lo specchio non è mai del tutto felice, ma rimando l’estetista a quando le figlie saranno maggiorenni! Prima o poi dovrò togliermelo lo sfizio di capire cosa fa una donna dall’estetista…

Ore 07.35
Mezza nuda e con lo spazzolino in bocca vado a controllare l’ammutinamento che da lontano giunge fino alle mie orecchie: Babet sta giocando con Nanà, ancora in pigiama; Canterina sta ancora mangiando.
Urlo maledizioni che sanno di dentifricio, costringo Babet all’angolo (del bagno) imponendole di lavarsi i denti a gesti e tolgo qualsiasi cibaria dal tavolo, obbligando così anche l’altra a indirizzarsi al lavabo.

Ore 07.45
Mezza vestita vado a controllare cosa cavolo hanno da urlare a quest’ora del mattino le tre indemoniate. Perchè dagli insulti che mi raggiungono ho dedotto che stanno litigando.
Solitamente è colpa della più piccola che vuole espropriare le sorelle dalla pedana davanti al lavandino.
Sedo la rissa, lancio occhiate infuocate, infilo spazzolini in bocca e sposto Nanà che vuole sempre essere nel posto sbagliato al momento sbagliato, menando centre degne di Patrizio Oliva a chi si intromette nei suoi progetti bellici.
Ripeto per la 132ma volta a Canterina tutte le tappe del Percorso Vitae che l’attende (come tutte le mattine):"Lavati la faccia. Mettiti la crema in faccia. Mettiti la crema anche sulle gambe dove sono secche. Vestiti. Pettinati. Scarpe. Pompetta (per l’asma…). Aspetti due minuti e altra pompetta. Dai che è tardi. Dai che è tardi. Dai che sei l’ultima come sempre. Dai che è tardi."

Ore 07.55
Mezza truccata sono costretta ad andare a vedere da cosa derivano le matte risate di gioco che giungono dalla sala… E anche stamattina ce l’hanno fatta! Mi faranno urlare prima delle 8.00!!
"BABEEEET! Sei ancora in pigiamaaaa! Vestiti! Le scarpe! La felpa!! Piega il pigiama e mettilo sotto il tuo cuscino!! Lascia stare Nanà!"
"NANAAAA’!! Smettila di trascinare le sedie per tutta casa!! Vieni a metterti la felpa!! Dove corri! Vieni qua monella!!"
"CANTERINAAAAA! SEI ANCORA IN MUTANDEEE!! Metti giù le Barbie che non è l’ora di giocare!! Hai messo la crema??" "No." "Ti sei pettinata??" "No." "Hai fatto la pompetta??" "No." "…CHE CAVOLO HAI FATTO FINORAAA!! Tra cinque minuti dobbiamo essere fuori, dai!"

Ore 8.00
Vestita alla bene e meglio e truccata quel poco che basta per autoconvincermi di essere presentabile agli occhi del mondo ma forse più a me stessa, cerco di domare i capelli alla ‘porcospino’ con un colpo di phon… nel vero senso della parola, cioè mi prendo a phonate in testa!!

Ore 8.10
Usciamo di casa, dopo che ho urlato ancora per un paio di volte. Nanà sul passeggino, Canterina con lo zaino-trolley al seguito, Babet con la faccia da schiaffi.
Inizio il tragitto verso la scuola col passo di un puma a cui brucia il sedere e le mie figlie, dopo ben 50 metri, iniziano a lamentarsi.
Io vado avanti dritta e imperterrita, come un non-udente al richiamo di un fischietto.
Babet inizia a rimanere indietro. E a frignare.
Canterina ogni volta che il trolley si ribalta caccia un urlo isterico e strilla "MAMMAAAA PERO’!! NON PUOI ANDARE UN PO’ PIU’ PIANOOO??" nel suo tipico accento-da-lagna-bergamasco.
Nanà è già al suo ventesimo "AFFUA!!"

Ore 8.20
Abbiamo percorso sì e no 200 metri.
Stamattina per la precisione: Babet si è impiantata in un angolo, si è girata di spalle e si rifiutava a procedere. Canterina voleva andare a soccorerla. Mentre glielo impedivo e tiravo su Nanà che, approfittando del momento di pausa, si era fatta scivolare giù dal passeggino e si era incastrata nella posizione limbo, urlavo amorosamente a Babet "Se non vieni qua immediatamente ti prendo a mazzate!"
Ovviamente tutti i presenti all’incrocio ci stavano fissando e ridevano… dentro. Se no avrei preso a mazzate anche loro!
Poi abbiamo percorso tutta la lunga via della scuola con Babet che mi strillava nell’orecchio "Perchè non mi aspettiiiiiii!! Perchè non mi aspetiiiiii!"… mentre mi camminava di fianco. Canterina che sbraitava improperi sempre nel suo bergamasco stretto e Nanà che salutava tutti i passanti.

Ore 8.35
Esco dalla scuola materna con Nanà.
Dopo un passo, come di routine, Nanà inizia a chiedermi:
"IAA??" (= Canterina)
"E’ a scuola…"
"AEE??" (=Babet)
"E’ all’asilo…"
"IAA?… AEE?… IAA?… AEE?…" E così via fino a casa.

Son solo le 8.35 e sono già sudata come uno scaricatore dopo 16 ore di lavoro…

"Andiamo Nanà, che la giornata è ancora lunga… Qui ci vuole un bel caffè!"

Mamma, giochiamo a nascondino!

  • ottobre 5, 2009 at 15:33

E io non posso dir di no… Mi diverto troppo! 
A non farmi trovare, inventare nuovi nascondigli e far "infartuare" le mie piccole e innocenti creature.
Col ghigno satanico in faccia.

Con il tempo mi sono specializzata in trucchi ed accorgimenti specifici per ogni nascondiglio.
Ma anche le mie figlie si specializzano nell’individuarmi. E mi danno del filo da torcere!

Postazione: all’interno dell’armadio dei cappotti.
Non bisogna mai nascondersi insieme ad un’altra figlia, perchè vi farà scoprire subito, non sapendo tenere la bocca chiusa e facendo rimbombare l’eco della sua vocina "Ma mamma non vedo niente! Ma quando arriva? Ma possiamo uscire adesso? Ma non ci sto! Usciamo ora?? Usciamo??"

Postazione: dietro la porta del bagno.
Il trucco funzionante fino a ieri sera era impersonificare l’appendino per gli accappatoi ed appenderselo sulla testa. Ma le figlie scaltre hanno capito che devono subito osservare se l’accappatoio ha i… piedi.

Postazione: dentro la vasca da bagno.
Inizialmente rimanevo sdraiata, piatta sul fondo, trattenendo il respiro e cercando di non ridere. Poi hanno iniziato ad accendere la luce quando entrano nel bagno a cercarmi, allora ho dovuto modificare la posizione, adottando quella della tartaruga, rannicchiata a riccio (amico della tartaruga!) con il catino dei panni rovesciato addosso sul dorso, a mò di guscio.
Unico inconveniente: mi sbuca sempre fuori il sedere.

Postazione: a fianco del divano, coperta dai cuscini.
Se avvicini al nascondiglio quantità industriali di giochini già sparsi per casa, è più mimetico.
Rischio di rimanere accartocciata su te stessa abbastanza elevato, specialmente se, quando le bimbe ti trovano, ti saltano addosso.

Postazione: dentro l’armadio giubbini- scarpe delle bimbe.
Se questo nascondiglio viene utilizzato una volta sì e una volta no, le figlie potrebbero averlo dimenticato e allora il divertimento è assicurato, a meno che abbiate minorenni che soffrono di cuore.
Consiglio spassionato: usatelo solo se la vostra schiena è perfettamente in salute. O c’è il rischio di dover chiamare il 115 in aiuto per tirarvi fuori da lì.

Postazione: all’interno della doccia (con pareti in vetro satinato):
Spiaccicata in un angolo contro la parete, con davanti il tappetino del bagno azzurro chiaro come le piastrelle, stile camaleonte, ieri sera son durata quasi dieci minuti.
Poi mi han sentito ridere a crepapelle e mi hanno scoperto.
Accorgimento: se il piatto della doccia non è ancora asciutto dall’ultima strofinata che avete dato alle figlie, portatevi almeno un paio di calze di ricambio….

 E mille… beh… qualche altra postazione di meno impatto ma ugualmente divertente
Con Nanà che si vuole nascondere con te ma non sa stare ferma per più di tre secondi…
Con Babet che vuole rubarti il nascondiglio subito dopo che ti ha trovato, infilandocisi quando tu ancora stai guardando e dicendoti "Mamma, ricordati che io sono qua, eh?", quasi come per paura di essere dimenticata lì per i prossimi sei anni…
Con Canterina che ride come una pazza quando ti trova e urla "Per la mamma!!! e urla "Liberi tutti!!" e urla…. basta urlare!

Come ci divertiamo! 
Ma a malincuore, e col fiatone, arriva il momento di smettere…
"Bambine, dai! E’ ora di andare a nanna!"

"Mamma domani lo facciamo ancora?" mi chiedono duecento volte le bimbe con la speranza negli occhi e quel scintillio di gioia di quando riescono a "rubare" la loro mamma dalle faccende di casa per farla giocare insieme con loro, come loro. Di quella gioia che è condivisa perchè non c’è niente di più bello che poter ridere sguaiatamente mentre si gioca insieme, in quei momenti che fai preziosi nel diario dei tuoi ricordi e che vivi più intensamente che puoi.

"Mamma… domani lo facciamo ancora?"

"Amore, adesso vediamo… devo prima chiamare la fisioterapista!!

Pubertà precoce?

  • ottobre 4, 2009 at 21:09

Davanti alla saracinesca chiusa dell’edicolante:
"Mamma, qua c’è il GIORNALANTE, vero?"

"Sì, Canterina… c’è il giornalante!"

"Sì, però è chiuso… sarà andato a fare SCIOPPING!!!"

"… Può essere… ma non correre così! Mi fai venire il fiatone!"

"Ma sono una fatina!!
Volo!
Ho le ali e le ascelle che puzzano!!"

"E da dove deriva questa consapevolezza?"

"Mamma, le ascelle calde puzzano sempre, si sa!!"

Una giornata passata alla Festa di Quartiere mette mentalmente alla prova chiunque.

Saputella in bagno

  • ottobre 2, 2009 at 18:34

"Canterina! Guarda che gambe che hai?! Guarda come sono screpolate!!
Adesso ti metto tanta di quella crema che…"

"No! Tanta crema no che mi ANNOIO!"

"Babet, pettinati quei capelli bagnati!"

"Ma li ho pettinati!"

"Ah! Sarebbero pettinati?!"

"Sì, infatti Babet" interviene la sorella maggiore "non ti sei mica pettinata bene, sembri una SGARBATELLA!"

Mentre la sto incremando per benino, Canterina canticchia frasi senza senso.
Poi mi chiede:
"Mamma, io sono normale??"

"No che non sei normale… Sei mia figlia!!"

"Macheccèntra!! Io sono normale. CHI MI NASCE… IO SONO NATA COSI’!!"

Proprio tutto tutto tutto di normale…

Per tutto il resto c'è Hello Card

  • settembre 25, 2009 at 22:39

"Mamma, posso pagare io?"

"Amore, grazie, ma tieni i soldi da parte per quando sarai grande!"

"Ma con la carta di credito!"

"???…"

"Mamma, mamma! L’ho persa la mia carta di credito!!"

"Avevi una carta di credito, Canterina? E chi te l’ha data?!"

"Hello Kitty!! Ma siccome era una carta magica sarà SCOMPARITA da sola!"

Spero di non essere presente la prima volta che, un po’ più grande, entrerà in un negozio per pagare con i soldi invisibili di Harry Potter.