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Le narici abitate

  • ottobre 30, 2009 at 18:44

Ieri sera le ho messe a letto tutte e tre con 38 di febbre…
Ma non stavano meglio??
Così pensavano gli stolti. Io compresa.
Mi hanno bellechefregata!
Appena una pensa che la clausura stia per finire…. TAAACC! Si fan ritornare la febbre, la tosse, il naso colante giallo, bianco, verde salvia tendente all’indaco.

Stamattina è venuto il dottor Angelo-di-nome-e-di-fatto, sant’uomo in pensione, pediatra da tre vite, che nonostante l’età non riesce a smettere di  lavorare, che ha visto crescere e curato Wondermamma e Zia Ebe, ha visto nascere Canterina poco prima del pensionamento obbligato, e da Babet in poi viene chiamato, sempre all’ultimo minuto, quando la situazione è tendente alla devastazione e la sottoscritta anticipa la disperazione di un soffio.

In questo momento la mensola in cucina e trasbordante di medicinali. Potrei venderli. Una farmacia all’ora di chiusura non è sicuramente così fornita.
Le complicanze dell’influenza (di quale tipo non ci è dato di sapere) hanno richiesto la linea dura nella guerra contro virus e batteri che ci vede protagoniste già da sei giorni, ma con scarsi risultati.
Abbiamo tre antibiotici (uno per figlia), medicinali per aerosol, antiepiretici, mucolitici, supposte, sciroppi, compresse, fermenti lattici, fialette di soluzione fisiologica sparse in ogni dove.
Ogni ora vado a leggermi le varie somministrazioni per paura di dimenticarmi qualche pezzo per strada…

Mentre il dottor Angelo-di-nome-e-di-fatto auscultava Canterina sulla schiena, la saputella dice:
"Mamma che male, mi ha preso l’osso sacro!"

"Canterina, sarà dura… l’osso sacro è giù, all’altezza del sedere!"

"Sì, ma io ne ho uno anche un po’ più sopra!"

???…

Mentre il dottor Angelo-di-nome-e-di-fatto visitava Babet, la figlia della Spirito d’Osservazione mi chiama sottovoce e mi fa avvicinare.

"Cosa c’è Babet, devi dirmi un segreto??"

"Ma il dottor Angelo-di-nome-e-di-fatto è VECCHIO??" mi bisbiglia nell’orecchio.

"Così pare… lo sai che era anche il dottore della mamma e della zia! Te l’ho già raccontato."

"Sì, ma vieni qua vicino… Ha i peli nel naso!!" e mi guarda imbarazzata. Poi per sicurezza precisa: "Però non glielo dire!!"

"….Manterrò il segreto, sta’ tranquilla!"

Babet sta molto meglio…

  • ottobre 29, 2009 at 15:25

A me piace giocare con le rime.
Fin da quand’ero piccola (ho preso da Nonna M.).

Ho passato questo "particolare" anche alle mie figlie, che ogni tanto vengono fuori con rime da far rabbrividire Dante Alighieri nel sepolcro…

Oggi Babet, in decisa rispresa, ha dato il meglio di sè.

A pranzo canticchiavo "Giro giro tondo" per distrarre Nanà e infilarle il cibo in bocca.

Versione di Babet:
"Giro giro tondo,
sei un VABAGONDO (=vagabondo),
cadi dalle scale,
ti fai tanto male,
ti porto all’ospedale!!"

"Fa anche rima con Faccia di maiale!" interviene Canterina, ma il suo estro poetico non viene apprezzato e Babet entra nel suo mondo fatato…

Dopo un po’.
"Amore?! Cosa stai pensando?"

"Mamma… i cinesi, se mangiano con questa mano qua (la sinistra) e usano i bastoncini, lo sai cosa sono? Sono cinesi MANGINI!"

Dopo il delirio notturno, siamo tornati al delirio naturale.

Notte brava

  • ottobre 28, 2009 at 20:43

Ier pomeriggio Babet torna dalla scuola materna con… la febbre.
Contagio flash.

Stanotte la situazione era pressochè la seguente:
Canterina appollaiata sul lato sinistro del lettone.
Babet spalmata nel bel mezzo del materasso matrimoniale, che fungeva da scaldasonno umano.
La sottoscritta relegata sul bordo destro, in un centimetro e mezzo di spazio con le braccia fuori a penzoloni.
Nanà in camera con noi, ma pacifica nel suo lettino.
Ma meglio averle a portata di mano, così da evitare la spola notturna tra le camere. Penso ottimista.
Tanto non avevo intenzione di dormire comunque…

Alle 23.30 circa ho tutto sotto controllo. Le befane dormono serene. Le temperature non superano i 37.4. Ergo, posso tentare di appisolarmi nella posizione del tapiro claudicante.

Ore 01.00
Bzzzzz…. Bzzzzzzz… BBzzzzzzz…
"Non capisco dove sono, è già arrivata la polizia? Vedo la luce blu lampeggiante.. Perchè non smettono di suonare… Ma la polizia ha il vibra?? …………..Ah, già, la sveglia per l’antibiotico a Nanà!"

Preparo il medicinale e l’acqua, ma appena mi avvicino, nonostante il naso chiuso, mi rendo conto che la piccola pompa idrante si è pisciata addosso.
Tentativo di cambio silenzioso direttamente nel lettino per cercare di non svegliarla.
Nanà socchiude gli occhi e mi guarda: "Ma che vvuoi a quest’ora? Famme stiracchià un pochetto! Aaaahhhh! E mò che vuoi, anche infilarmi i pantaloni asciutti senza che io scalci e scalpiti? Ma lo sai che ore sono, eh?!"
Dopo di chè le infilo non senza difficoltà l’antibiotico in bocca e la faccio bere. Tutto in sacrosanto silenzio.
Sto per darle la carezza della ‘Buonanotte puoi continuare a dormire è stato solo un sogno…’ che Babet boffonchia qualcosa di insensato ad alta voce: parla nel sonno.

Nanà fa uno scatto felino per alzarsi, con un sorriso stampato in faccia, perchè non vede l’ora di vedere la sorella nel lettone per giocare un po’ che…

"GIU’!!!! …NANNA!!!" le ordino come il miglior addestratore di rotwailer al concorso canino dell’anno.
Lei ubbidisce senza proferire parola. Strano. Ma meglio così.

Mi corico nei miei tre centimetri di spazio e la torcia umana mi da adito a pensare che la febbre si stia alzando. Infatti, 38.9.
"Mammaaaa! Ho mal di tesssstaa!"

"Amore, ci credo. Sei un forno. Ti faccio gli impacchi freddi."

"Ma sulla testa??"

"Dove li vorresti?"

"Va bene sulla testa, ma mi bagno?"

"Ho finito il ghiaccio secco…. Comunque non parlare ad alta voce se no Nanà ti sente!"

Nel frattempo decido di trasferire i 27 chili di Canterina in cameretta perchè con soli 37.7 se lo può permettere.
"Ammazza, Canterina quanto pesi!!!" tiro su lei e il suo cuscino.

"Dove stiamo andando?" mi chiede in un attimo di ripresa del lume della ragione.

"In gita notturna."

"Ma dove?"

"Pernottamento nel letto di Babet, tutto incluso! Tanto ti vengo a provare la febbre ogni due ore, non ti abbandono mica.."

zzzzz…
"Mamma! Portami il cerchietto, le calze e l’acqua che ho lasciato di là!!"
Per essere addormentata ha una lucidità che fa invidia.

Ore 03.00
Bzzzz…. Bzzzzz….
E che è? Mi piglia per il culo? Come se stessi dormendo… Spengo la sveglia, mentre continuo a fare impacchi a Babet che ha 39.4.
"Mamma, mamma. Sono nel lettone con te!"

"Sì, me ne ero accorta!"

"E Canterina dov’è?"

"Di là in cameretta."

"E Nanà?"

"Nel suo lettino."

"E i nonni??"

"Sì, amore, sì. Dormiiiiii… dormiiii…"

Ore 03.30
"Mamma se mi accarezzi mi fa male la testa!"

"Non penso siano le mie carezza, ma se vuoi smetto."

"Sì, lasciami dormire!"

Ore 05.00
Bbzzz… bbzzzzzzz.
"Chi è? Chi sta male? Cos’è successo! Ah… la febbre… 39.1, bene. Babet sveglia che ti dò la medicina!"

"Non la voglio! Mi fa vuomitare!"

"Ma hai la febbre alta!"

"Mettimi la supposta!"

"… Ma tu odi le supposte!"

"Ma quella medicina fa più schifo!!!"

"Ok, mettiamo la supposta!"

"Mamma mi scappa la pipì!"

"Cazz… ma ti ho appena infilato la supposta… riesci a non farla?? Giustifica le mie strane pretese col fatto che non ho chiuso occhio e stringi le chiappe mentre fai la pipì…"

Oh. C’è riuscita!

Ore 05.20
"Mammaaaa…"

"Dimmi amore, sono qui accanto."

"Domani posso mangiare sul divano??"

"… Ti sembra il momento?"

"Ma posso?"

"Solo se superi i 38.5!"

Ore 05.35
"Mammaaaa…"

"Son sempre qua."

"E posso bere la coca cola?"

"Se hai l’acetone tutta quella che vuoi!"

"Ma Canterina non la può bere!!"

"E perchè mai?"

"Perchè l’ha già bevuta oggi!!"

"Ci penseremo domani."

"Ma lei l’ha già…"

"Va bene la do solo a te! Dormi…"

Ore 06.00 circa
…Non mi ricordavo di essere andata a letto con lo zaino in spalla….
"Babet! Spostati!! Hai tutto il letto di là non starmi addosso!"
Tempo di girarmi verso di lei CAUGH CAUGH CAUGH! In faccia a me.
Speriamo di non prenderla.

Ore 06 e qualcosa
Babet si gira e si rigira, volta il viso dalla mia parte, mentre la sto osservando, e ETCIUUU’! ETCIUUU’!! Sempre in faccia a me.
La speranza è l’ultima a morire. Spero dopo i virus.

Ore 07.00
Bbzzzz… bbzzzz…
S’, lo so, grazie amica sveglia, ma ero già di là a provare la febbre a Canterina! Ho tutto sotto controllo. Tranne la narcolessia che mi prenderà domani.

Ore 07.41
"MAMMA! MAMMA!…. LATTE MAMMA!"

"No tu non hai capito bene! NANNA! NANNA!"

Ore 08.00
"Mammaaa… Non riesco a soffiare il naso!!"

Zzzzzzzzzz

"Mammaaaaaaa! Mammaaaa! Non riesco a soffiare il naso!!"

"E soffia con la bocca…"

"Mamma daiii!"

"Ah, scusa amore. Andiamo a fare gli sciaqui in bagno…"

Ore 08.45
"MAMMAAA!!"

"NANNA!!!"

Ore 09.00
"MAMMAAAA!!! MAMMAAAAAA!!!!"

"Sì… ho capito… andiamo a bere il latte…"

"SI’ SI’ SI’ MAMMAAA! SI’!!!"

"Ma non urlare che svegli…"

"Mammaaa….. posso venir di là anch’io?"

"Appunto…"

Ore 11.00
"Buongiorno Canterina! Anche tu tra noi! Ben svegliata! Sai che la tua sorellona ha avuto tanta febbre questa notte! Proprio come te l’altra notte!"

"Ha messo il fazzoletto bagnato sulla fronte??"

"Sulla fronte, sulle gambe, sui piedi… proprio come te! Ha anche messo la supposta!! Perchè non ha voluto la medicina che si scioglie…"

"Mamma, c’ha ragione! Quella medicina fa CAGARE I PORCI, e se te lo posso dire, anche le balene!"

… Sto cercando di moderare il mio linguaggio… ma mi sa che devo sforzarmi di più! Si sa mai che me lo scriva nel primo tema d’ITAGLIANO!!

Jean Louis Va Drit

  • ottobre 26, 2009 at 22:27

Oggi pomeriggio, mentre Canterina dormiva schiantata sul divano con i suoi 39 stabili e Babet era nella sua mezz’ora di autonomia da giochi individuali, ho fatto il bagnetto a Nanà e… le ho tagliato i capelli!

Sì, quei lunghi, biondi, morbidi boccoloni che le cadevano sulle spalle, indomabili anche dalla molletta più mollettosa.
Mi dava l’impressione di essere troppo disordinata e io non sopporto quando le mie figlie escono di casa sembrando una strìa vègia (=dal milanese, "vecchia strega"). Ed erano troppo lunghi da asciugare …cioè rincorrere Nanà con il phon!

Così, dopo il bagnetto ho posizionato la terrorista nana nel bel mezzo del tappeto del bagno, seduta sulla sua piccola seggiolina rosa e ho iniziato a pettinarla.

Se non è stata ferma un attimo nella fase "districhiamo i boccoli biondi", figuratevi in quella "ora cerchiamo di tagliare dritto".

Allora ho avuto la più brillante idea della giornata: chiamare Babet in aiuto.

"Babet, mettiti lì davanti, immobile, seduta per terra in modo che Nanà ti possa guardare, e cerca di farla stare ferma…"

Lei, diligente non si è mossa, ma con la mano spostava la spazzola fucsia in tutte le direzioni, dicendo:
"Nanààààà, guarda su, guarda giù, guarda là…"

ZZAAACC!

"Ma cazz… Ma ti ho detto di tenerla in fissa verso di te e tu le stai facendo l’esame della vista?? Era meglio quando non c’eri… Guarda qua! Sono andata tutta storta!"

"Occhei!! Nanàààà, dov’è il lavandino? E la lavatrice? Dov’è la bambola? Guarda la mamma?!"

"BABET!! Fammi una cortesia, vai di là!"

"A far che cosa?"

"A vedere se Canterina respira ancora!"

"Occheiii!"

"Tu Nanà stai ferma, guarda il passeggino e stai ferma…"

… … …

"Ehi, mamma!! Canterina respira!!!!"

ZZAACCC!!

"Porc…! BABET… *§$*°!@/!!**§# …VAI DI LA’!
Contali i respiri di Canterina e torna solo quando sei arrivata a duemilaseicentosettantatre!
… Ora lo scalato è di rigore."

Alla fine è venuta fuori una meraviglia!
E la mamma ha un mestiere in mano!
Finchè le figlie non pretenderanno troppo e non saranno capaci di specchiarsi anche dietro…

Per non farci mancare niente

  • ottobre 16, 2009 at 21:40

Wondermamma è fuori gioco da qualche giorno, ma tiene duro e non prova la febbre per non sapere, nonostante i momenti in cui desidererebbe far parte integrante di un arazzo del 500 e rimanere appesa inanime ad una parete, iniziano ad essere parecchi.

Stamane l’unica uscita in programma era quella diretta allo studio della dottoressa Pomodoro, poichè anche Nanà da giorni passa da nasochecolasempreverde a tossedistruggitimpani, da cozzainastinenzadacoccole a bambolafebbricitanteinsovradosaggiodapsicofarmacieccitanti, in sostanza non sta molto bene.

Per avere un quadro migliore della giornata da ieri sera mancava l’acqua calda in tutto il condominio… w il bidet gelato!

Prima della visita ho tempo per disfare tutti i letti, cambiare ogni copriletto con un piumone più pesante visto il calo di temperature di questi giorni ed avere le camere tutte sottosopra. Risultato: 6 lavatrici da fare nell’arco delle prossime 48 ore a cui si accoderanno un altro paio di macchinate di vestiti, varie ed eventuali. Le tende le ho già lavate l’altroieri… so scegliere sempre il momento migliore!

Tornata dalla visita ho giusto il tempo di cucinare per Nanà, che successivamente si rifiuterà di toccar cibo chiedendo solo "LATTEEE LATTEEE, LATTEEE!", e di metterla a nanna nonostante la sua decisa insubordinazione, che ricevo una deliziosa telefonata:
"Signora Wonder? Salve, qui la scuola materna. Sono la maestra di Babet. Sua figlia piange da mezz’ora. Ha preso un calcio su un occhio da un compagno… niente di che… ma in effetti è un po’ rossino, si dev’essere rotto qualche capillare… solo che lei continua a piangere e dice che le fa male…"
"Arrivo… o io, o la nonna, o il mio ologramma!"

Nel frattempo mi rendo conto che finalmente i caloriferi sono stati accesi. Un breve giro della casa per avere la certezza che… tre termosifoni su otto non vanno. Ma è mai possibile che arrivino tutte insieme??
Interpello Nonno M. che, arrivato a casa nostra, si improvvisa idraulico-fuochista-subacqueo, visto che al primo calorifero che cerca di far sfiatare si fa la doccia completa.
Sul fatto che i pavimenti erano stati lavati questa mattina possimo sorvolare… in fondo in fondo… ma molto in fondo.

Impersonficando una centralinista nell’orario di punta riesco ad organizzare un sopraluogo dei tecnici per il pomeriggio.

Alle 16.10 esco da casa per andare a recuperare Canterina, lasciando con Nonna M. Nanà e Babet in lacrime, perchè ha preso una facciata contro il lettino di sua sorella minore mentre distrattamente parlava con me… questa volta sull’occhio buono!

Arrivo in cinque minuti a scuola con la milza in gola e la promessa di andare a correre al parco almeno una volta ogni sei mesi per tenermi in esercizio.
Canterina esce dopo un quarto d’ora (potevo anche andare con calma allora!), la prendo, le infilo una banana in bocca, la trascino fino alla palestra per l’allenamento di minivolley, parlo con la coach, consegno documenti, saluto mia figlia e torno di corsa a casa.

Davanti al portone mi aspettano i tecnici che, dopo un rilevamento accurato, mi informano che c’è qualcosa che non va… verranno a cambiare la valvoladichissacosa nel puntodichissadove… settimana prossima. Se nel frattempo qualche termosifone farà qualche vampatina sarà solo per simpatia nei miei confronti, perchè in teoria non dovrebbe funzionarne nemmeno uno!

Ringrazio e sorrido falsamente.
Chiudo la porta e maledico l’imprevisto del venerdì sera e chi l’ha inventato.
Congedo Nonna M-baby sitter.

Tra una spadellata e una domanda esistenziale riesco anche a tagliare i capelli a Babet, divinamente.
Beh, diciamo che il mio taglio scalato deve ancora essere perfezionato, ma, come sempre, la mia bambina con i capelli appena tagliati è "da mangiare".

Non so come, ma tra fornelli, doccia alla figlia puzzolente, diarrea della figlia ancora più puzzolente, riesco ad arrivare alle 21.00.

Le mie bimbe giocano beate, ignare del fatto che la mamma, appollaiata sulla tastiera del pc, ha un livello di stanchezza e nausea pari al primo trimestre di gravidanza. Ma di quelle in cui dopo vomiti per sette mesi.
Mi si chiudono gli occhi, ma devo ancora andare a stendere la terza lavatrice.
Continuo a tossire, ma son sicura che domani starò meglio.
Rispondo alle domande insistenti e infinite delle mie figlie, ma son convinta di sproloquiare a vanvera.
Ascolto in silenzio i loro discorsi e le guardo di nascosto e non posso fare a meno di pensare che, di tutto questo, …ne vale sempre la pena!

Mi mancherebbe da aggiustare la tapparella rotta.
Ma domani è un altro giorno… in cui non farsi mancare niente!

Come diceva puffo quattrocchi…

  • ottobre 13, 2009 at 20:01

IO OOODIO CUCINARE!

Non mi è mai piaciuto.
Non ho soddisfazione a passare ore ai fornelli per qualcosa che verrà ingurgitato in pochi minuti. Infatti le lasagne le avrò fatte tre volte in vita mia.

Ma come tante altre cose che si "devono" fare, lo sempre fatto e continuerò a farlo.
Al meglio.

Perchè che non piaccia qualcosa non vuol dire doverla fare alla carlona!

Ogni tanto però mi balenano nella testa brutte… bruttissime idee! Di cui mi pento sempre troppo tardi!

L’altro sabato mi son messa a fare gli gnocchi con Canterina e Babet, infarinate fino al midollo.
Come sempre con le dosi io vado "a occhio", infatti abbiamo tagliuzzato gnocchi per un reggimento, impegnando metà pomeriggio e l’intero piano orizzontale della cucina ove si potesse appoggiar un vassoio.
Quelli di Canterina si riconoscevano anche masticandoli: sapevano decisamente di farina, poichè, ogni volta che mi distraevo, lei ce ne buttava su una manciata.
Quelli di Babet erano di due tipi: o piccoli come pinoli, o grossi come un cocomero.

La sera li abbiamo cucinati con il pesto di Wondermamma.
Che particolarità ha il mio pesto? Beh, ovviamente è fatto anche lui "a occhio".
Mentre il giorno prima lo preparavo, dopo aver tolto dal bicchiere d’acqua il ciuffo di basilico fresco e aver iniziato a triturare gli ingredienti, mi sono versata un goccio di Coca Cola.
Peccato che il bicchiere che stavo usando per bere fosse identico al bicchiere in cui era a mollo il basilico. E la Coca sia marrone. Così ho realizzato solo dopo di aver bevuto anche la terra residua del basilico che era rimasta sul fondo del bicchiere…
Ma sono tutti anticorpi!!

Dopo gli gnocchi abbiamo voluto fare anche il NOCCIOLATO, sciogliendo pezzi di uova della scorsa Pasqua…. (non camminavano ancora da soli…) in cui sbriciolare dentro le nocciole raccolte da Canterina nel cortile della scuola. Con la garanzia da parte delle maestre che fossero commestibili.
Ora.
Siccome, dopo un pomeriggio di fatica culinaria che adoro tantissimo, il procedimento per sciogliere il cioccolato a bagnomaria stava prendendo tempi biblici, ho avuto la brillante idea di aggiungerci un goccio… e dico un GOCCIO di latte.

Messo in forma il nocciolato, dopo averlo fatto raffreddare un po’ lo  abbiamo messo in frigorifero. Ma niente.
Allora l’ho  fatto riposare un paio d’ore in freezer. Ma niente.
Allora ho fatto passare tre giorni. Ma niente.

Il nocciolato si è indurito un po’… ma non come una tavoletta di cioccolato.
Voglio sapere il perchè!
E non ditemi "Hai diluito troppo il cioccolato!"… giuro, era uno sputo di latte.
Immagino la causa sia stata quella, ma voglio una spiegazione chimico-fisica.
Altrimenti non mi accontento!!!

E i quattro anni volan via!!!

  • ottobre 12, 2009 at 22:18

Qualche giorno fa la mia piccola Babet ha compiuto CINQUE ANNI!!!

Quest’anno le avevo promesso una festa con i compagni di asilo e così è stato.

Ho organizzato con Nonna M. (addetta a cibarie e beveraggio) una mini-festicciola al parchetto di fianco alla scuola.
Dovevo farla giovedì scorso, ma davano pioggia, così l’ho rimandata.
Infatti giovedì c’era un sole che spaccava le pietre…

Stamattina alle 10.30 circa sopra Milano gravava il pericolo di nubifragio. Il cielo si era oscurato e non dava segni di speranza.
Ho mandato una preghierina lassù chiedendo un po’ di vento che spazzasse via quelle brutte nuvole grigie… Mi han preso in parola!
Già alle 12.00 tirava un vento forza 4 che portava via dalla strada qualunque cosa pesasse meno di 10 chilogrammi.
Mamme allarmate mi chiamavano o mi mandavano sms per sapere se la festa era annullata.
Io, che non avevo voglia di mangiare torte e pizzette per sei giorni di fila, lanciavo messaggi ottimistici, non volendo arrendermi al fato.
Alle 15.30 in punto stavamo preparando il tavolo per il ristoro e i giochi (affidati prontamente all’abilità di Chiaretta, cara ragazza bendisposta a sedare gli animi di più di una dozzina di piccoli scalmanati organizzando momenti ludici semplici e divertenti).
Sinceramente ho pensato più di una volta di sdraiarmi personalmente sul tavolo per impedire di volar via a piatti, bicchieri, patatine e sacchi della spazzatura scotchati sui lati del tavolo.

Ma vento devastante a parte, che dava alla mia capigliatura quel tocco alla ‘porcospino con dita nella presa’, è stata una bellissima festa.
Mi piace un mondo stare con i bambini, penso di essere naturalmente portata per farli divertire, forse per l’esperienza di averne già tre mie, o forse perchè sono una ‘macchietta’ inside… Ma mi sono ritrovata a correre con quattro o cinque pupattoli per mano che gridavano "Io voglio stare in squadra con te!! Voglio stare in squadra con te", oppure bambini che mi saltavano al collo per baciarmi. E fino a ieri li avevo salutati sì e no quattro volte davanti alla scuola materna.
Allora mi è tornato alla mente quando, da piccola, dicevo che da Grande avrei voluto fare la maestra. Forse era una vera e propria vocazione che non ho saputo sfruttare… magari ora mi sarei ritrovata una bravissima insegnante precaria… chi lo sa.
Comunque.
Si sono divertiti (e io con loro), hanno giocato (e io con loro), hanno corso (e io con loro), hanno curiosato tra i regali (e io con loro), si sono dipinti i vestiti (per fortuna io no), non sarebbero più andati a casa (invece io sì)…

Tornate alla dimora cariche di regali e cibarie avanzate, perchè Nonna M. ha sempre l’impressione di dover sfamare l’intera Birmania, abbiamo ricevuto visita anche dai nostri vicini… e altri regali!
Sembrava non finire più!
Ma è arrivata sera anche oggi, tra un sorriso in più, una pizzetta in meno, un po’ di stanchezza e un paio di Winx…
"Ma non delle Winx qualunque, mamma! Quelle INCIANTICS!!!"
Micaca…!

Conclusione della giornata.
Nanà si addormenta nell’arco di 3 nanosecondi.
Con le grandi c’è stato un po’ più da lottare, vista l’eccitazione per la bella giornata appena terminata. Stavo facendo una pedicure flash a Babet e sento Canterina che, dall’alto del suo letto a castello, parla con Titti, il suo coniglio pupazzo: "Respira, respira, respira, respira…"
Sembra tanto me quando tento di rianimare Nanà-cianotica che trattiene il respiro dopo una capocciata sul pavimento.
Le chiedo:
"Con chi stai parlando amore? E’ successo qualcosa di grave?"
"Sto dicendo a Titti… è svenuto e ha perso i sensi per una puzza di Winnie Pooh!"

Perfetto.
Mi sembra la scelta ideale portarsi a letto per la nanna un pupazzo petomane.
Comunque…

Diciamo le preghierine di ringraziamento per la bella festa e tutti gli amici che hanno giocato con noi e ci han fatto divertire.
Alla fine mi rivolgo alla festeggiata:
"Babet, devi dire o chiedere qualcosa a Gesù??"
Lei mi guarda con sgurado spento, poi mi dice:
"Sì. I gorilla hanno la lingua??"

Ogni mattina

  • ottobre 7, 2009 at 15:07

Ore 06.15
La mia sveglia suona e io la ritardo di 10 minuti.
Per dormire ancora dieci minuti… con la consapevolezza che hai ancora dieci minuti per dormire.
(C’è qualcuno che mi capisce o sono l’unica malata di mente?)

Ore 06.25
Mi alzo, accendo luci, dò gettate di aria calda al soggiorno gelido, tiro su tapparelle, preparo le varie colazioni mentre inizio a fare la mia. In piedi.

Ore 06.45
Vado a svegliare le due grandi.
Parto sempre ben disposta e sottovoce con un dolce "Bimbeeeeee… buongiorno, è mattina… è ora di alzarsi!"
Cinque minuti dopo sono lì che tiro una per le gambe cercando di infilarle le calze antiscivolo, mentre tento di togliere le coperte all’altra che prontamente si gira dandomi la schiena e si ricopre appena mi distraggo un attimo.
Dieci minuti dopo sto interagendo con due zombi con gli occhi chiusi che biascicano strani messaggi cifrati ma il cui concetto è sempre molto chiaro: Non vogliamo alzarci, non vogliamo fare colazione, non vogliamo andare a scuola!
Quindici minuti dopo sto lanciando minacce psico-fisiche, inizio ad alzare un po’ la voce (nel rispetto dei santi vicini del piano di sopra) e comincio a fumare dalle orecchie.

Ore 07.05
Babet, trascinata in cucina o, se la mia schiena me lo permette, portata in braccio con i suoi 21 chilogrammi a peso morto, è accasciata sul tavolo che non dà segni di vita e intinge prontamente i capelli dentro la tazza di latte.
Canterina è ancora seduta sul letto a castello che si fa domande esistenziali e fissa il vuoto.
La vado a recuperare e una volta su tre mi tocca portare a braccia anche lei e i suoi 27 chilogrammi, tara compresa.

Ore 07.15
Ho già detto a Babet di fare colazione circa 86 volte.
Parte il frullatore con dentro la seconda parte della mia colazione, che concluderò immancabilmente in piedi… in comode rate.

Ore 07.20
Nanà si sveglia e inizia a sbraitare.
Vado a prenderla per lavarla e vestirla, ma lei non ha nessuna intenzione di staccarsi dal suo lettino, lanciandosi stile kamikaze ogni volta che tento di afferrarla.
Pronuncio la parola magica: LATTE! E lei si lascia convincere.
La prendo in braccio e mi accorgo che:
1- Non sono ancora le 8.00 e la mia schiena già da i primi segni di debilitazione.
2- Anche stamattina Nanà ha la pipì che le arriva fino al collo… i patelli notturni sono fasulli o mia figlia non trattiene liquidi nemmeno nello strato più superficiale dell’epidermide??
La porto in bagno e lei vuole stare sul vasino per cinque minuti a contarsi le dita dei piedi…
Discuto. Litigo.
RI-pronuncio la parola magica: LATTE! E lei si lascia RI-convincere.
La lavo, la vesto completa di scarpe e le piazzo in mano il biberon.
E una è a posto!

Ore 07.30
Inizio a dire alle sorelle grandi che è ora di andarsi a lavare.
Preparo i loro vestiti.
E mi fiondo nel mio bagno.
Il primo confronto con lo specchio non è mai del tutto felice, ma rimando l’estetista a quando le figlie saranno maggiorenni! Prima o poi dovrò togliermelo lo sfizio di capire cosa fa una donna dall’estetista…

Ore 07.35
Mezza nuda e con lo spazzolino in bocca vado a controllare l’ammutinamento che da lontano giunge fino alle mie orecchie: Babet sta giocando con Nanà, ancora in pigiama; Canterina sta ancora mangiando.
Urlo maledizioni che sanno di dentifricio, costringo Babet all’angolo (del bagno) imponendole di lavarsi i denti a gesti e tolgo qualsiasi cibaria dal tavolo, obbligando così anche l’altra a indirizzarsi al lavabo.

Ore 07.45
Mezza vestita vado a controllare cosa cavolo hanno da urlare a quest’ora del mattino le tre indemoniate. Perchè dagli insulti che mi raggiungono ho dedotto che stanno litigando.
Solitamente è colpa della più piccola che vuole espropriare le sorelle dalla pedana davanti al lavandino.
Sedo la rissa, lancio occhiate infuocate, infilo spazzolini in bocca e sposto Nanà che vuole sempre essere nel posto sbagliato al momento sbagliato, menando centre degne di Patrizio Oliva a chi si intromette nei suoi progetti bellici.
Ripeto per la 132ma volta a Canterina tutte le tappe del Percorso Vitae che l’attende (come tutte le mattine):"Lavati la faccia. Mettiti la crema in faccia. Mettiti la crema anche sulle gambe dove sono secche. Vestiti. Pettinati. Scarpe. Pompetta (per l’asma…). Aspetti due minuti e altra pompetta. Dai che è tardi. Dai che è tardi. Dai che sei l’ultima come sempre. Dai che è tardi."

Ore 07.55
Mezza truccata sono costretta ad andare a vedere da cosa derivano le matte risate di gioco che giungono dalla sala… E anche stamattina ce l’hanno fatta! Mi faranno urlare prima delle 8.00!!
"BABEEEET! Sei ancora in pigiamaaaa! Vestiti! Le scarpe! La felpa!! Piega il pigiama e mettilo sotto il tuo cuscino!! Lascia stare Nanà!"
"NANAAAA’!! Smettila di trascinare le sedie per tutta casa!! Vieni a metterti la felpa!! Dove corri! Vieni qua monella!!"
"CANTERINAAAAA! SEI ANCORA IN MUTANDEEE!! Metti giù le Barbie che non è l’ora di giocare!! Hai messo la crema??" "No." "Ti sei pettinata??" "No." "Hai fatto la pompetta??" "No." "…CHE CAVOLO HAI FATTO FINORAAA!! Tra cinque minuti dobbiamo essere fuori, dai!"

Ore 8.00
Vestita alla bene e meglio e truccata quel poco che basta per autoconvincermi di essere presentabile agli occhi del mondo ma forse più a me stessa, cerco di domare i capelli alla ‘porcospino’ con un colpo di phon… nel vero senso della parola, cioè mi prendo a phonate in testa!!

Ore 8.10
Usciamo di casa, dopo che ho urlato ancora per un paio di volte. Nanà sul passeggino, Canterina con lo zaino-trolley al seguito, Babet con la faccia da schiaffi.
Inizio il tragitto verso la scuola col passo di un puma a cui brucia il sedere e le mie figlie, dopo ben 50 metri, iniziano a lamentarsi.
Io vado avanti dritta e imperterrita, come un non-udente al richiamo di un fischietto.
Babet inizia a rimanere indietro. E a frignare.
Canterina ogni volta che il trolley si ribalta caccia un urlo isterico e strilla "MAMMAAAA PERO’!! NON PUOI ANDARE UN PO’ PIU’ PIANOOO??" nel suo tipico accento-da-lagna-bergamasco.
Nanà è già al suo ventesimo "AFFUA!!"

Ore 8.20
Abbiamo percorso sì e no 200 metri.
Stamattina per la precisione: Babet si è impiantata in un angolo, si è girata di spalle e si rifiutava a procedere. Canterina voleva andare a soccorerla. Mentre glielo impedivo e tiravo su Nanà che, approfittando del momento di pausa, si era fatta scivolare giù dal passeggino e si era incastrata nella posizione limbo, urlavo amorosamente a Babet "Se non vieni qua immediatamente ti prendo a mazzate!"
Ovviamente tutti i presenti all’incrocio ci stavano fissando e ridevano… dentro. Se no avrei preso a mazzate anche loro!
Poi abbiamo percorso tutta la lunga via della scuola con Babet che mi strillava nell’orecchio "Perchè non mi aspettiiiiiii!! Perchè non mi aspetiiiiii!"… mentre mi camminava di fianco. Canterina che sbraitava improperi sempre nel suo bergamasco stretto e Nanà che salutava tutti i passanti.

Ore 8.35
Esco dalla scuola materna con Nanà.
Dopo un passo, come di routine, Nanà inizia a chiedermi:
"IAA??" (= Canterina)
"E’ a scuola…"
"AEE??" (=Babet)
"E’ all’asilo…"
"IAA?… AEE?… IAA?… AEE?…" E così via fino a casa.

Son solo le 8.35 e sono già sudata come uno scaricatore dopo 16 ore di lavoro…

"Andiamo Nanà, che la giornata è ancora lunga… Qui ci vuole un bel caffè!"

Mamma, giochiamo a nascondino!

  • ottobre 5, 2009 at 15:33

E io non posso dir di no… Mi diverto troppo! 
A non farmi trovare, inventare nuovi nascondigli e far "infartuare" le mie piccole e innocenti creature.
Col ghigno satanico in faccia.

Con il tempo mi sono specializzata in trucchi ed accorgimenti specifici per ogni nascondiglio.
Ma anche le mie figlie si specializzano nell’individuarmi. E mi danno del filo da torcere!

Postazione: all’interno dell’armadio dei cappotti.
Non bisogna mai nascondersi insieme ad un’altra figlia, perchè vi farà scoprire subito, non sapendo tenere la bocca chiusa e facendo rimbombare l’eco della sua vocina "Ma mamma non vedo niente! Ma quando arriva? Ma possiamo uscire adesso? Ma non ci sto! Usciamo ora?? Usciamo??"

Postazione: dietro la porta del bagno.
Il trucco funzionante fino a ieri sera era impersonificare l’appendino per gli accappatoi ed appenderselo sulla testa. Ma le figlie scaltre hanno capito che devono subito osservare se l’accappatoio ha i… piedi.

Postazione: dentro la vasca da bagno.
Inizialmente rimanevo sdraiata, piatta sul fondo, trattenendo il respiro e cercando di non ridere. Poi hanno iniziato ad accendere la luce quando entrano nel bagno a cercarmi, allora ho dovuto modificare la posizione, adottando quella della tartaruga, rannicchiata a riccio (amico della tartaruga!) con il catino dei panni rovesciato addosso sul dorso, a mò di guscio.
Unico inconveniente: mi sbuca sempre fuori il sedere.

Postazione: a fianco del divano, coperta dai cuscini.
Se avvicini al nascondiglio quantità industriali di giochini già sparsi per casa, è più mimetico.
Rischio di rimanere accartocciata su te stessa abbastanza elevato, specialmente se, quando le bimbe ti trovano, ti saltano addosso.

Postazione: dentro l’armadio giubbini- scarpe delle bimbe.
Se questo nascondiglio viene utilizzato una volta sì e una volta no, le figlie potrebbero averlo dimenticato e allora il divertimento è assicurato, a meno che abbiate minorenni che soffrono di cuore.
Consiglio spassionato: usatelo solo se la vostra schiena è perfettamente in salute. O c’è il rischio di dover chiamare il 115 in aiuto per tirarvi fuori da lì.

Postazione: all’interno della doccia (con pareti in vetro satinato):
Spiaccicata in un angolo contro la parete, con davanti il tappetino del bagno azzurro chiaro come le piastrelle, stile camaleonte, ieri sera son durata quasi dieci minuti.
Poi mi han sentito ridere a crepapelle e mi hanno scoperto.
Accorgimento: se il piatto della doccia non è ancora asciutto dall’ultima strofinata che avete dato alle figlie, portatevi almeno un paio di calze di ricambio….

 E mille… beh… qualche altra postazione di meno impatto ma ugualmente divertente
Con Nanà che si vuole nascondere con te ma non sa stare ferma per più di tre secondi…
Con Babet che vuole rubarti il nascondiglio subito dopo che ti ha trovato, infilandocisi quando tu ancora stai guardando e dicendoti "Mamma, ricordati che io sono qua, eh?", quasi come per paura di essere dimenticata lì per i prossimi sei anni…
Con Canterina che ride come una pazza quando ti trova e urla "Per la mamma!!! e urla "Liberi tutti!!" e urla…. basta urlare!

Come ci divertiamo! 
Ma a malincuore, e col fiatone, arriva il momento di smettere…
"Bambine, dai! E’ ora di andare a nanna!"

"Mamma domani lo facciamo ancora?" mi chiedono duecento volte le bimbe con la speranza negli occhi e quel scintillio di gioia di quando riescono a "rubare" la loro mamma dalle faccende di casa per farla giocare insieme con loro, come loro. Di quella gioia che è condivisa perchè non c’è niente di più bello che poter ridere sguaiatamente mentre si gioca insieme, in quei momenti che fai preziosi nel diario dei tuoi ricordi e che vivi più intensamente che puoi.

"Mamma… domani lo facciamo ancora?"

"Amore, adesso vediamo… devo prima chiamare la fisioterapista!!

Da zero a mille?

  • ottobre 3, 2009 at 22:02

Wondermamma chiede conferma dell’amore filiale:
"Babet, ma quanto bene mi vuoi??"

La mia tenera cinciallegra allarga le braccia più che può ed esclama:
"MILLONI!!"