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Jean Louis Va Drit

  • ottobre 26, 2009 at 22:27

Oggi pomeriggio, mentre Canterina dormiva schiantata sul divano con i suoi 39 stabili e Babet era nella sua mezz’ora di autonomia da giochi individuali, ho fatto il bagnetto a Nanà e… le ho tagliato i capelli!

Sì, quei lunghi, biondi, morbidi boccoloni che le cadevano sulle spalle, indomabili anche dalla molletta più mollettosa.
Mi dava l’impressione di essere troppo disordinata e io non sopporto quando le mie figlie escono di casa sembrando una strìa vègia (=dal milanese, "vecchia strega"). Ed erano troppo lunghi da asciugare …cioè rincorrere Nanà con il phon!

Così, dopo il bagnetto ho posizionato la terrorista nana nel bel mezzo del tappeto del bagno, seduta sulla sua piccola seggiolina rosa e ho iniziato a pettinarla.

Se non è stata ferma un attimo nella fase "districhiamo i boccoli biondi", figuratevi in quella "ora cerchiamo di tagliare dritto".

Allora ho avuto la più brillante idea della giornata: chiamare Babet in aiuto.

"Babet, mettiti lì davanti, immobile, seduta per terra in modo che Nanà ti possa guardare, e cerca di farla stare ferma…"

Lei, diligente non si è mossa, ma con la mano spostava la spazzola fucsia in tutte le direzioni, dicendo:
"Nanààààà, guarda su, guarda giù, guarda là…"

ZZAAACC!

"Ma cazz… Ma ti ho detto di tenerla in fissa verso di te e tu le stai facendo l’esame della vista?? Era meglio quando non c’eri… Guarda qua! Sono andata tutta storta!"

"Occhei!! Nanàààà, dov’è il lavandino? E la lavatrice? Dov’è la bambola? Guarda la mamma?!"

"BABET!! Fammi una cortesia, vai di là!"

"A far che cosa?"

"A vedere se Canterina respira ancora!"

"Occheiii!"

"Tu Nanà stai ferma, guarda il passeggino e stai ferma…"

… … …

"Ehi, mamma!! Canterina respira!!!!"

ZZAACCC!!

"Porc…! BABET… *§$*°!@/!!**§# …VAI DI LA’!
Contali i respiri di Canterina e torna solo quando sei arrivata a duemilaseicentosettantatre!
… Ora lo scalato è di rigore."

Alla fine è venuta fuori una meraviglia!
E la mamma ha un mestiere in mano!
Finchè le figlie non pretenderanno troppo e non saranno capaci di specchiarsi anche dietro…

Il momento del bisogno

  • ottobre 17, 2009 at 22:33

"MAMMA.. PIPI’ PIPI’!
…FUI’ FUI’… MAMMA NO, FUI’!
AAAHH… MAMMA BIA, BIA!
CIAO MAMMA CIAO! …BIAAAA!"

(="Mamma, cacca! Devo fare la cacca!
… No, preferisco farla nel vasino! Sì, lo so che ho già prodotto nel patello una quantità degna per concimare tutto il giardino, ma gradirei ugualmente sedermi sul mio trono, in fondo sono di sangue nobile…
Oh, finalmente! Mamma però tu lasciami la mia privacy, grazie, puoi andare. Ti chiamerò io a fatto compiuto o quando avrò finito di leggere i sei libri che mi sono portata appresso!…
Hai capito, mamma? Vai pure, ti congedo. Al bisogno suonerò la campanella!")

Ormai Nanà ha già 23 mesi. La mamma è diventata superflua.

La SIGNORINA IO

  • ottobre 9, 2009 at 14:55

La SIGNORINA IO vuole fare tutto da sola.
Non ha ancora 23 mesi ma…

Vuole mangiare da sola (sei ore per quattro cucchiai di pastina e il resto sparso per le piastrelle della cucina tipo fagioli sulle cartelle della tombola).

Vuole vestirsi da sola (e per questo correrà nuda per casa per i prossimi due anni).

Vuole sedersi da sola (ma il posto che sceglie non è mai quello giusto, innescando litigi infiniti con le sorelle, mentre le colpisce nelle parti basse stile Rocky Balboa).

Vuole parlare al telefono da sola (andando in giro per casa con la cornetta girata al contrario, senza proferire parola -perchè ovviamente non sente nulla- nelle sembianze della figlia piccola di Rain Man).

Vuole digitare i numeri da sola per chiamare la nonna (e per questo motivo ho attivatto l’all inclusive con Singapore e zone limitrofe senza scatto alla risposta).

Vuole lavarsi da sola (una pancia pulita come la sua non si è mai vista… solo la pancia…).

Vuole camminare per strada da sola (seguendo diligente qualsiasi riga grigia che trovi, fino alla fine, senza perderne un centimetro, alla stregua di Jack Nicholson in "Qualcosa è cambiato").

E ora…
Vuole pulirsi il sedere da sola!
Dopo aver fatto la pipì nel vasino si avventa sulla pedana, cercando di raggiungere prima di me le salviette umidificate, gridando "IOOOOO!! IOOOO!!".
Allora le do una salvietta. Lai la passa sul sedere, poi la guarda e fa "BLEEEE!!".
Lo rifà un po’ di volte, finchè la salvietta le si incastra tra le chiappe!
Allora tiene strette le gambe per non farsela scappare e inizia a sculettare cantando "DUDU DUDU DUDU DUDU!!".
E un clown con la coda inizia a girare per casa…

Ogni mattina

  • ottobre 7, 2009 at 15:07

Ore 06.15
La mia sveglia suona e io la ritardo di 10 minuti.
Per dormire ancora dieci minuti… con la consapevolezza che hai ancora dieci minuti per dormire.
(C’è qualcuno che mi capisce o sono l’unica malata di mente?)

Ore 06.25
Mi alzo, accendo luci, dò gettate di aria calda al soggiorno gelido, tiro su tapparelle, preparo le varie colazioni mentre inizio a fare la mia. In piedi.

Ore 06.45
Vado a svegliare le due grandi.
Parto sempre ben disposta e sottovoce con un dolce "Bimbeeeeee… buongiorno, è mattina… è ora di alzarsi!"
Cinque minuti dopo sono lì che tiro una per le gambe cercando di infilarle le calze antiscivolo, mentre tento di togliere le coperte all’altra che prontamente si gira dandomi la schiena e si ricopre appena mi distraggo un attimo.
Dieci minuti dopo sto interagendo con due zombi con gli occhi chiusi che biascicano strani messaggi cifrati ma il cui concetto è sempre molto chiaro: Non vogliamo alzarci, non vogliamo fare colazione, non vogliamo andare a scuola!
Quindici minuti dopo sto lanciando minacce psico-fisiche, inizio ad alzare un po’ la voce (nel rispetto dei santi vicini del piano di sopra) e comincio a fumare dalle orecchie.

Ore 07.05
Babet, trascinata in cucina o, se la mia schiena me lo permette, portata in braccio con i suoi 21 chilogrammi a peso morto, è accasciata sul tavolo che non dà segni di vita e intinge prontamente i capelli dentro la tazza di latte.
Canterina è ancora seduta sul letto a castello che si fa domande esistenziali e fissa il vuoto.
La vado a recuperare e una volta su tre mi tocca portare a braccia anche lei e i suoi 27 chilogrammi, tara compresa.

Ore 07.15
Ho già detto a Babet di fare colazione circa 86 volte.
Parte il frullatore con dentro la seconda parte della mia colazione, che concluderò immancabilmente in piedi… in comode rate.

Ore 07.20
Nanà si sveglia e inizia a sbraitare.
Vado a prenderla per lavarla e vestirla, ma lei non ha nessuna intenzione di staccarsi dal suo lettino, lanciandosi stile kamikaze ogni volta che tento di afferrarla.
Pronuncio la parola magica: LATTE! E lei si lascia convincere.
La prendo in braccio e mi accorgo che:
1- Non sono ancora le 8.00 e la mia schiena già da i primi segni di debilitazione.
2- Anche stamattina Nanà ha la pipì che le arriva fino al collo… i patelli notturni sono fasulli o mia figlia non trattiene liquidi nemmeno nello strato più superficiale dell’epidermide??
La porto in bagno e lei vuole stare sul vasino per cinque minuti a contarsi le dita dei piedi…
Discuto. Litigo.
RI-pronuncio la parola magica: LATTE! E lei si lascia RI-convincere.
La lavo, la vesto completa di scarpe e le piazzo in mano il biberon.
E una è a posto!

Ore 07.30
Inizio a dire alle sorelle grandi che è ora di andarsi a lavare.
Preparo i loro vestiti.
E mi fiondo nel mio bagno.
Il primo confronto con lo specchio non è mai del tutto felice, ma rimando l’estetista a quando le figlie saranno maggiorenni! Prima o poi dovrò togliermelo lo sfizio di capire cosa fa una donna dall’estetista…

Ore 07.35
Mezza nuda e con lo spazzolino in bocca vado a controllare l’ammutinamento che da lontano giunge fino alle mie orecchie: Babet sta giocando con Nanà, ancora in pigiama; Canterina sta ancora mangiando.
Urlo maledizioni che sanno di dentifricio, costringo Babet all’angolo (del bagno) imponendole di lavarsi i denti a gesti e tolgo qualsiasi cibaria dal tavolo, obbligando così anche l’altra a indirizzarsi al lavabo.

Ore 07.45
Mezza vestita vado a controllare cosa cavolo hanno da urlare a quest’ora del mattino le tre indemoniate. Perchè dagli insulti che mi raggiungono ho dedotto che stanno litigando.
Solitamente è colpa della più piccola che vuole espropriare le sorelle dalla pedana davanti al lavandino.
Sedo la rissa, lancio occhiate infuocate, infilo spazzolini in bocca e sposto Nanà che vuole sempre essere nel posto sbagliato al momento sbagliato, menando centre degne di Patrizio Oliva a chi si intromette nei suoi progetti bellici.
Ripeto per la 132ma volta a Canterina tutte le tappe del Percorso Vitae che l’attende (come tutte le mattine):"Lavati la faccia. Mettiti la crema in faccia. Mettiti la crema anche sulle gambe dove sono secche. Vestiti. Pettinati. Scarpe. Pompetta (per l’asma…). Aspetti due minuti e altra pompetta. Dai che è tardi. Dai che è tardi. Dai che sei l’ultima come sempre. Dai che è tardi."

Ore 07.55
Mezza truccata sono costretta ad andare a vedere da cosa derivano le matte risate di gioco che giungono dalla sala… E anche stamattina ce l’hanno fatta! Mi faranno urlare prima delle 8.00!!
"BABEEEET! Sei ancora in pigiamaaaa! Vestiti! Le scarpe! La felpa!! Piega il pigiama e mettilo sotto il tuo cuscino!! Lascia stare Nanà!"
"NANAAAA’!! Smettila di trascinare le sedie per tutta casa!! Vieni a metterti la felpa!! Dove corri! Vieni qua monella!!"
"CANTERINAAAAA! SEI ANCORA IN MUTANDEEE!! Metti giù le Barbie che non è l’ora di giocare!! Hai messo la crema??" "No." "Ti sei pettinata??" "No." "Hai fatto la pompetta??" "No." "…CHE CAVOLO HAI FATTO FINORAAA!! Tra cinque minuti dobbiamo essere fuori, dai!"

Ore 8.00
Vestita alla bene e meglio e truccata quel poco che basta per autoconvincermi di essere presentabile agli occhi del mondo ma forse più a me stessa, cerco di domare i capelli alla ‘porcospino’ con un colpo di phon… nel vero senso della parola, cioè mi prendo a phonate in testa!!

Ore 8.10
Usciamo di casa, dopo che ho urlato ancora per un paio di volte. Nanà sul passeggino, Canterina con lo zaino-trolley al seguito, Babet con la faccia da schiaffi.
Inizio il tragitto verso la scuola col passo di un puma a cui brucia il sedere e le mie figlie, dopo ben 50 metri, iniziano a lamentarsi.
Io vado avanti dritta e imperterrita, come un non-udente al richiamo di un fischietto.
Babet inizia a rimanere indietro. E a frignare.
Canterina ogni volta che il trolley si ribalta caccia un urlo isterico e strilla "MAMMAAAA PERO’!! NON PUOI ANDARE UN PO’ PIU’ PIANOOO??" nel suo tipico accento-da-lagna-bergamasco.
Nanà è già al suo ventesimo "AFFUA!!"

Ore 8.20
Abbiamo percorso sì e no 200 metri.
Stamattina per la precisione: Babet si è impiantata in un angolo, si è girata di spalle e si rifiutava a procedere. Canterina voleva andare a soccorerla. Mentre glielo impedivo e tiravo su Nanà che, approfittando del momento di pausa, si era fatta scivolare giù dal passeggino e si era incastrata nella posizione limbo, urlavo amorosamente a Babet "Se non vieni qua immediatamente ti prendo a mazzate!"
Ovviamente tutti i presenti all’incrocio ci stavano fissando e ridevano… dentro. Se no avrei preso a mazzate anche loro!
Poi abbiamo percorso tutta la lunga via della scuola con Babet che mi strillava nell’orecchio "Perchè non mi aspettiiiiiii!! Perchè non mi aspetiiiiii!"… mentre mi camminava di fianco. Canterina che sbraitava improperi sempre nel suo bergamasco stretto e Nanà che salutava tutti i passanti.

Ore 8.35
Esco dalla scuola materna con Nanà.
Dopo un passo, come di routine, Nanà inizia a chiedermi:
"IAA??" (= Canterina)
"E’ a scuola…"
"AEE??" (=Babet)
"E’ all’asilo…"
"IAA?… AEE?… IAA?… AEE?…" E così via fino a casa.

Son solo le 8.35 e sono già sudata come uno scaricatore dopo 16 ore di lavoro…

"Andiamo Nanà, che la giornata è ancora lunga… Qui ci vuole un bel caffè!"

Mamma, giochiamo a nascondino!

  • ottobre 5, 2009 at 15:33

E io non posso dir di no… Mi diverto troppo! 
A non farmi trovare, inventare nuovi nascondigli e far "infartuare" le mie piccole e innocenti creature.
Col ghigno satanico in faccia.

Con il tempo mi sono specializzata in trucchi ed accorgimenti specifici per ogni nascondiglio.
Ma anche le mie figlie si specializzano nell’individuarmi. E mi danno del filo da torcere!

Postazione: all’interno dell’armadio dei cappotti.
Non bisogna mai nascondersi insieme ad un’altra figlia, perchè vi farà scoprire subito, non sapendo tenere la bocca chiusa e facendo rimbombare l’eco della sua vocina "Ma mamma non vedo niente! Ma quando arriva? Ma possiamo uscire adesso? Ma non ci sto! Usciamo ora?? Usciamo??"

Postazione: dietro la porta del bagno.
Il trucco funzionante fino a ieri sera era impersonificare l’appendino per gli accappatoi ed appenderselo sulla testa. Ma le figlie scaltre hanno capito che devono subito osservare se l’accappatoio ha i… piedi.

Postazione: dentro la vasca da bagno.
Inizialmente rimanevo sdraiata, piatta sul fondo, trattenendo il respiro e cercando di non ridere. Poi hanno iniziato ad accendere la luce quando entrano nel bagno a cercarmi, allora ho dovuto modificare la posizione, adottando quella della tartaruga, rannicchiata a riccio (amico della tartaruga!) con il catino dei panni rovesciato addosso sul dorso, a mò di guscio.
Unico inconveniente: mi sbuca sempre fuori il sedere.

Postazione: a fianco del divano, coperta dai cuscini.
Se avvicini al nascondiglio quantità industriali di giochini già sparsi per casa, è più mimetico.
Rischio di rimanere accartocciata su te stessa abbastanza elevato, specialmente se, quando le bimbe ti trovano, ti saltano addosso.

Postazione: dentro l’armadio giubbini- scarpe delle bimbe.
Se questo nascondiglio viene utilizzato una volta sì e una volta no, le figlie potrebbero averlo dimenticato e allora il divertimento è assicurato, a meno che abbiate minorenni che soffrono di cuore.
Consiglio spassionato: usatelo solo se la vostra schiena è perfettamente in salute. O c’è il rischio di dover chiamare il 115 in aiuto per tirarvi fuori da lì.

Postazione: all’interno della doccia (con pareti in vetro satinato):
Spiaccicata in un angolo contro la parete, con davanti il tappetino del bagno azzurro chiaro come le piastrelle, stile camaleonte, ieri sera son durata quasi dieci minuti.
Poi mi han sentito ridere a crepapelle e mi hanno scoperto.
Accorgimento: se il piatto della doccia non è ancora asciutto dall’ultima strofinata che avete dato alle figlie, portatevi almeno un paio di calze di ricambio….

 E mille… beh… qualche altra postazione di meno impatto ma ugualmente divertente
Con Nanà che si vuole nascondere con te ma non sa stare ferma per più di tre secondi…
Con Babet che vuole rubarti il nascondiglio subito dopo che ti ha trovato, infilandocisi quando tu ancora stai guardando e dicendoti "Mamma, ricordati che io sono qua, eh?", quasi come per paura di essere dimenticata lì per i prossimi sei anni…
Con Canterina che ride come una pazza quando ti trova e urla "Per la mamma!!! e urla "Liberi tutti!!" e urla…. basta urlare!

Come ci divertiamo! 
Ma a malincuore, e col fiatone, arriva il momento di smettere…
"Bambine, dai! E’ ora di andare a nanna!"

"Mamma domani lo facciamo ancora?" mi chiedono duecento volte le bimbe con la speranza negli occhi e quel scintillio di gioia di quando riescono a "rubare" la loro mamma dalle faccende di casa per farla giocare insieme con loro, come loro. Di quella gioia che è condivisa perchè non c’è niente di più bello che poter ridere sguaiatamente mentre si gioca insieme, in quei momenti che fai preziosi nel diario dei tuoi ricordi e che vivi più intensamente che puoi.

"Mamma… domani lo facciamo ancora?"

"Amore, adesso vediamo… devo prima chiamare la fisioterapista!!

L'era delle NDU'

  • ottobre 1, 2009 at 21:58

"MAMMAAA… NDU’!!"

Mia figlia Nanà adora le gru ed essendo la nostra zona, in questo periodo, una zona tutta cantieri lei ne può avvistare quante ne vuole… basta girarsi! Nord, sud, est, ovest. Ce n’è per tutti.

"MAMMA NDU’… ATTA NDU’ MAMMA!! ATTAAA!!"

"Hai visto amore?!! Una gru e un’altra gru! Che fortuna che non le abbiano smontate stanotte, eh?!"

"MAMMA? …NDU’??"

"Si gira amore! Si muove e gira! E’ il suo mestiere. E’ del tutto normale."

Anche mentre stai guidando senti ogni tanto esclamare "NDUUUUUU’!!".
Riesce a scorgerle ovunque con la sua vista a raggi laser.

Se legge i libri delle sorelle indica eccitata quelsiasi tipologia di gru raffigurata nell’illustrazione del porto, anche quelle in lontananza, grandi sì e no mezzo centimetro, disegnate solo per fare sfondo.

L’altra sera sfogliava un giornaletto e ad un certo punto si è messa ad urlare:
"NDUUUU’ … NDUUUU’ … MAMMA NDUUU’!!!"

"Ne hai trovata un’altra tesoro di mamma? Fammi vedere!
……..
Est-ce que tu n’es pas parisien, mon amour??
Quella è la Tour Eiffel!!"

Nonna Bis e Nanà

  • settembre 26, 2009 at 15:24

Guardare Nonna Bis e Nanà sedute una di fronte all’altra, chi sulla sedia grande a quasi 90 anni, chi sulla seggiolina a quasi due anni.

Guardare Nonna Bis e Nanà che si passano la palla e cercare di capire chi delle due è meno capace di afferrarla, perchè ha le mani troppo vecchie e nodose, o perchè ha le mani troppo piccole e inesperte.

Guardare Nonna bis e Nanà mentre ridono come matte, chi fa la foca per divertire la pronipotina, chi fa la foca per imitare la bisnonna.

Guardare Nonna Bis e Nanà che giocano da dieci minuti e la piccola non vorrebbe mai smettere perchè ci prova gusto… e la grande dovrebbe smettere perchè non ha più fiato in corpo.

Guardare Nonna Bis e Nanà mentre si fanno tristi, la nonna che ti chiede "Dovete già andar via? Ma tornate dopo?" e la piccola con lo sguardo ti fa capire che non vorrebbe andarsene via, fino a data da destinarsi.

Guardare Nonna bis e Nanà dopo che hai detto "Dai, fate l’ultimo! L’ultimo però, eh? Dopo andiamo!" che continuano a ridere e a giocare come se non avessero mai smesso.

Guardare il salto di tre generazioni che comunica con un linguaggio comune: quello dei bambini.
Per chi ha appena cominciato ad essere bambina.
Per chi è tornata ad esserlo da un po’.

Guardare Nonna Bis e Nanà, oggi, mi ha fatto tanta, tanta tenerezza.

Ti capisco, per fortuna…

  • settembre 22, 2009 at 13:21

"Mamma! API API API!"

"Sì, Nanà ho visto i pesci! Che belli colorati!"

"Mamma… API! …API mamma??"

"Sì. amore. Anche la mamma ha l’ombelico, ma non te lo può far vedere a comando. Tira giù la tua maglietta."

"API API, mamma, API!"

"Attenta che la scarpiera ti viene in testa… Sì, te le prendo io le scarpe, sta buona lì!"

"Mamma…. APIII!"

"Ecco, tieni il tuo Pimpi della nanna! Ora dormi patata…"

"Mamma! Mammaaa! … MAMMAAAAAAA! MAMMAAAAAAAAAAAAA!!!!…"

"Un attimo! Adesso te la apro la porta, Nanà! Ma benedetta bambina, prova a ripetere com me… APRIII… APRIIIII…"

"…. MAMMA!"

Chi corre e chi no

  • settembre 21, 2009 at 17:19

Andando a scuola a prendere le due grandi.

Nanà prende e va, col piglio e il passo da bersagliere.
"Nanà, vai piano… vieni su questo marciapiede! Aspettami! Evita la pozzanghera…"

"Mamma… àffua??"

"Sì è una pozzanghera. E quella è una cacca di cane…"

La individua, la osserva.
"Bau? …BLEEEAAAHH"

Tornando da scuola.

"Canterina se lo rifai ancora ti stronco l’esistenza (espressione alla stregua di ‘Come ti ho dato la luce te la tolgo’)!!"

"Mamma, cos’è l’esistenza??"

"… La vita, l’esistere."

"E cos’è lo STRONCO??"

"Sai che stiamo facendo le regole della scuola?"

"Ah, sì? Del tipo?"

"Per esempio Non si corre in CORRIDORIO!"

A casa.

"Bimbe ! Chi viene prima a fare il bidet?"

"IOOUUUU… IOOUUUU!" grida Nanà galoppando verso il sanitario in questione.

"Ok, lo faccio anche a te come alle tue sorelle…. No, girati! Non lo devi fare come lo fa la mamma! Nanà, non devi cavalcare il bidet, ti lavo girata… ecco, brava!"

E Babet, che la osserva dal suo quarto d’ora buono in seduta sul gabinetto, con tono melenso:
"Aahhh! Fai il bidet come i graaaandii, che moneeeeella! E chi di ha dato QUESTO VIZIOOO? La mammaaaa?"

Signorina Sotuttoìo

  • settembre 20, 2009 at 14:13

"Mamma, mamma, possiamo andare ancora a casa di Mimì e Magrùs??" mi chiede Babet mentre pranziamo.

Canterina-la-saputella anticipa la mia risposta:
"Guarda Babet non è che ci possiamo invitare da sole a casa di qualcuno, non gli possiamo mica dire ‘Veniamo a casa vostra, cucinate per noi!’, guarda che è maleducazione!"
Vedo con piacere che quando parlo in fondo non solo mi ascolta, ma assimila bene.

"Ma allora perchè quando abbiamo invitato qua lo zio Tetano e la Zia Larua gli abbiamo detto ‘Zia Laruaaa?? Quando veniamo a mangiare a casa vostraaaa’, eh?!" replica Babet che ha tutte le sua ragioni.

"Amore, ma con la Zia Larua possiamo farlo, perchè la Zia Lrua è mia amica amica amica, e lei non pensa che siamo maleducate. A lei posso dirlo, come scherzo, perchè è la mia amica del cuore e non si offende, capito?!"

"Mamma, sai che io non ho più l’amica del cuore?" ci informa Canterina-intervengo-sempre-se-no-potrei-sentirmi-esclusa-dal-ruolo-di-prima-donna "Perchè la mia amica Beba non è più la mia amica del cuore! Perchè quando ce l’ho davanti, o dietro o da questa parte o da quest’altra parte di fianco, lei urla NIUNA (=in una) maniera ALLUNCINANTE che bisogna tapparsi le orecchie o mettersi i tappi, quelli che si mettono quando si vanno a vedere le macchine da corsa! Poi se le chiedi se puoi giocare con lei, come l’altro giorno che gliel’ho chiesto e lei stava giocando con A e B a ping pong, lei mi ha risposto ‘NEOOOOO! NON PUOI GIOCARE CON NOIII!’, ma a ping pong non si può mica giocare in tre!! Così A e B mi han detto di giocare e alla fine ho potuto giocare con loro!"

Sfinita mentalmente dal racconto rifletto sul fatto che sono veramente pochi i bambini generosi come lei e Babet nel dare sempre a tutti la possibilità di giocare insieme. Un po’ perchè le ho sempre minacciate di conseguenze brutali se, quand’erano più piccole, non permettevano agli altri di giocare con loro. Un po’ perchè sono tre sorelle e ad essere in tante si impara a forza ad essere un pochino più tolleranti…. almeno una volta su dieci! Un po’ perchè loro sono veramente generose e buona di cuore. E io ne sono veramente felice.

"Mammaaaa! Mammaaaa! Atta… atta! Daiiii!"
Nanà interrompe le mie riflessioni chiedendo un’altra patatina fritta.

"Sei una schifosa, Nanà. Dovresti mangiare la tua pappa, non le nostre schifezze!" la ammonisco teneramente mentre gliene porgo ancora un paio. Mamma degenere.

"Mamma… ma anche noi mangiavamo le patatine fritte quand’eravamo piccole?" si informa la figlia del perchè.

"No, amore, voi non le mangiavate."

"No, ma dico quand’eravamo piccole come Nanà!"

"No, amore. A voi non le davo quand’eravate così piccole, la mamma…"

"Te lo spiego io Babet!" interviene la signorina Sotuttoìo, memore di un’altra spiegazione materna di vita "Con la prima figlia sei tutta preoccupata, non la fai andare davanti (in auto, ndr), le fai mangiare tutte cose sane. Alla seconda non sei ancora sicura. E la terza gode tutto!!!"