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Maggio, il d-month

  • maggio 19, 2015 at 23:41

Con cui si intende il Delirio-Month.
Anche quest’anno mi son detta “Se sopravvivo a maggio, ho buone probabilità di raggiungere incolume i novant’anni in salute!”

“Per farla breve o per farla lunga…..”
Anche questa era una mia battuta di scena. Ma ormai non riusciamo più a parlarci in altro modo!!

A proposito… Lo spettacolo è andato alla grande sia il sabato che la domenica.
Adrenalina a mille, scenografie fantastiche, effetti luce e ombre da professionisti, entrate inaspettate che coinvolgevano il pubblico, canzone strappalacrime finale (Scritta dalla sottoscritta)…
Un successone!
E ci siamo divertiti così tanto e voluti bene così tanto da voler portare avanti questo gruppo anche l’anno prossimo, regista permettendo.

Le bimbe erano orgogliose della mamma che faceva ridere un sacco i loro amici.
“Mamma, sei famosa! Sai che ti conoscono tutti nella mia classe?”
Fuori da scuola ultimamente i complimenti di genitori e maestre, nonostante io arrivi con gli occhiali da sole nel tentativo che le gente passi nel dimenticatoio com’ero vestita nell’utlima scena…
“Wonder? Ciao, volevo dirti che il tuo personaggio ha colpito molto mia figlia” mi ferma una mamma mai vista prima davanti al cancello della scuola “Infatti stamattina mi sputava!”

“Sono contenta di aver lasciato un segno nelle generazioni future!”

La cosa buffa è che io, nell’interpretare il personaggio, sono rimasta molto me stessa, così come nelle improvvisazioni, cucendomi addosso Bottone-Piramo “a modo mio”.
Un Piramo che sputa in effetti penso che non si fosse mai visto…

Ma d’altronde, mi ci vedavate a fare la parte di una dama contesa e innamorata oppure una fatina??
… Neeeeeeeeh!

Canterina ha portato una sua compagna di teatro a vedere lo spettacolo, e lei le ha chiesto se io facevo teatro, avevo fatto teatro, da piccola facessi teatro.
Carinamente mia figlia ha risposto:
“No. Mia mamma è sempre così, al naturale.”

Conclusa l’esperienza dello spettacolo inizia il tuor di saggi musicali e teatrali, pic nic, riunioni di fine anno, pizzate, regali alle maestre, feste della scuola varie ed eventuali.
Unite al resto della vita quotidiana fanno un bel pienone mensile dove non riesco nemmeno ad inserire l’aggiornamento del blog.
Più che altro non arrivo a sera molto lucida.

Questo mese ho anche trovato il tempo di vedere Nanà spiaccicarsi di naso in fondo alla rampa del box e galleggiare urlante in una pozza di sangue mentre io, con la mia solita calma serafica, tamponavo con fazzoletti e pensavo che da lì a venti minuti sarei dovuta andare a recuperare Babet al pullman con lo striscione per accogliere le sante maestre.

Ho trovato il tempo di insultare Canterina e il suo conflitto esistenziale con l’inglese che-mi-hanno-sentito-fino-in-America, facendo fuoriuscire la Franzoni che è in me, e contemporaneamente ricucire quegli strappi dell’animo che ogni tanto le ritrovo addosso dopo che è stata da suo papà.

Ho trovato il tempo di musicare un’altra canzone per una cara amica che a breve compirà gli anni mentre andavo in metropolitana a firmare i documenti per il divorzio.

Ah già, ho trovato anche il tempo per divorziare.

E ho trovato il tempo per guardare la mia frenetica e tranquilla, impegnata e semplice, libera e profonda vita ed essere felice.

Come ho detto spesso, non ho tutto quello che volevo, ho tutto quello di cui ho bisogno.

Quando ci rendiamo veramente conto che le cose non cambiano ma possiamo solo noi cambiare il nostro punto di vista nel guardarle… e finalmente lo facciamo, allora riusciamo ad essere veramente felici con quello che abbiamo.

Grata

  • dicembre 22, 2014 at 20:54

Andare a fare un seminario di gruppo, intenso, due giornate piene piene di emozioni e amore.

Conoscere e amare tante persone nuove, tante anime in cammino, alcune perse, alcune che si stanno ritrovando.

Vedere nei loro volti la me stessa di tre anni fa.

Constatare quanta strada ho fatto, quale strabiliante cammino di crescita personale ho percorso, quali cambiamenti, allora inimmaginabili, ho realizzato.

Essere lì per aiutare loro.

Imparare da ognuno.

Ascoltare la sofferenza e il dolore di ciascuno, che ognuno di loro sente forte e pesante come un macigno.
Vederli sbocciare pian piano e osservare i loro volti cambiare, distendersi e sorridere.

Constatare che purtroppo (o per fortuna) è sempre e solo dalle difficoltà che parte il cambiamento e la voglia di crescere e migliorarsi, di riscoprirsi anime in cammino, affrontando e imparando da ciò che la vita ci pone davanti.
Le difficoltà, in effetti, sono lì apposta per insegnarci quelle lezioni che “abbiamo scelto” di voler imparare, per evolverci nel nostro percorso di anime terrene.

Sapere che la nostra vita è costellata di lezioni da apprendere, ma che la scelta di imparare oppure no è solo nostra, la scelta di essere protagonisti della nostra vita o vittime dei brutti eventi non è di nessun altro al di fuori di noi.

Sapere che le 40 persone che ho di fronte hanno fatto questa scelta, solo per il fatto di essere lì a mettersi in discussione.

Essere grata di tutto ciò.

… Sono felice.

Chi non muore si rilegge

  • giugno 3, 2014 at 15:37

<<Se urli tutti ti sentono, se bisbigli ti sente solo chi ti sta vicino, ma se stai in silenzio solo chi ti ama ti ascolta.>>
(Gandhi)

Quante corse…
Quanti pensieri si accavallano nella mia testa quotidianamente.
E non faccio mai in tempo a fermarli su carta… cioè su blog.

Il periodo “tirato” non è ancora finito.
Inoltre…

Babet è stampellata. Volata dal monopattino.
Non descrivo le peripizie per portare a scuola in bici il suo zaino, le stampelle e i suoi 37 chili di morbidezza. La wonderbike mi ha denunciato al movimmento “Bici Libere da Pesi Esagerati”.

Canterina convive con i suoi sfoghi di dermatite che ogni tanto vorrei piangere per lei…
Nel week end debutta nel suo primo, vero spettacolo teatrale, ma le lunghe prove nel teatro decisamente-polveroso non aiutano la sua allergia e la sua pelle.

Nanà è sempre allegra e in movimento, con momenti di crisi e di pianto.
E’ in elaborazione separazione di mamma e papà, con i suo pro e i suoi contro.

Ma tutto questo rientra nel mio tran tran quotidiano e non mi spaventa.
Mi stanca, ma vivo serenamente il nostro delirio.

Nel frattempo cresco, rifletto, giungo a nuove consapevolezze.
Scelgo di osservare e non giudicare il più possibile.
Scelgo di non aiutare se non è richiesto.
Cerco di non esagerare e riesco a dire di no senza sensi di colpa. Che è una grande conquista.

Studio, leggo, imparo.
Osservo i miei progressi, osservo chi cammina accanto a me e anche le distanze di chi ha scelto altri percorsi.
Imparo a lasciar andare, che non significa disinteresse, ma essere cosciente di non avere potere sulle scelte altrui.
Imparo ad accogliere con gioia chi chiede, chi sorride, chi torna, chi chiede scusa e chi non lo chiede ma ama ugualmente.

Osservo le “coincidenze” che accadono ogni giorno, che non sono mai conicidenze.
Io lo so… ma perchè togliere la voglia di non crederci a qualcun altro?
Osservo come l’energia che ognuno di noi sprigiona attira queste “coincidenze” nella sua vita, a volte chiamate coscientemente, a volte desiderate ma solo in fondo al cuore.

Amo ma senza attaccamento.
Amo con desiderio ma senza aspettative, che è il modo migliore per non soffrire.
Cerco di essere sempre Me Stessa, amando Me Stessa in primo luogo.
Beh, le bimbe sono un’eccezione…

Quando si è “in ordine con l’Universo”, come direbbe Madre NaturaSì, tutto scorre nella direzione giusta, tutto si aggiusta, tutto si sistema.

E’ vero, per una cosa che si sistema ne arriva un’altra da sistemare, ma la fiducia mi insegna che se vuoi percorrere una strada è necessario accogliere ciò che viene proposto, con pazienza, per non rodersi il fegato, e con la fiducia che la forza che serve la si ha dentro di sè… o arriverà al momento giusto.

Certo, ogni tanto i momenti di sconforto non mancano, ma sono sincera nel dire che la serenità regna quasi sovrana nella nostra frenetica e per-niente-noiosa vita.

Serenità, pace interiore, silenzio.
E la certezza che la felicità si ottiene più facilmente trovando la gentilezza, la voglia di giocare e il tempo di essere contenti per ciò che si ha, senza dare nulla per scontato.

Ecco la ricetta.

Il dolce è in forno… ma il profumo è squisito!

Riflessioni e riflessologi

  • maggio 26, 2014 at 22:36

E’ ora di andare a letto.
Sto per pronunciare le parole fatidiche quando, in preda alla stanchezza, decido di sedermi un nanosecondo in mezzo alle mie tre befanette, sul divano.

E’ stato un week end molto faticoso, ma bello.

Domenica la festa della scuola ci ha occupato l’intera giornata. Siamo entrate nel giardino della scuola alle 8.15 e ne siamo uscite alle 19.15, sporche, sudate, stravolte, ma felici.
Un’organizzazione pazzesca di genitori intraprendenti e laboriosi che, in collaborazione ad un corpo docenti fantastico e a bambini meravigliosi, riesce sempre a realizzare feste magnifiche.

Spettacoli, canti, balli, dimostrazioni, banda, menù di carne e vegetariani, cibarie prelibate, torte, caffè e gelati. E dulcis in fundo, mohito per i grandi, quando ormai la festa inizia a scemare e bisogna ritrovare le foze per riordinare… ma non prima di aver ballato fino all’ultimo respiro.

Sono quelle giornate che ti fan sentire orgogliosa di far parte di un gruppo, di un ambiente, di una tipologia… Quelle giornate che prosciugano i muscoli e riempiono il cuore.

Ma i postumi si fan sentire per un po’.

Così mi spaparanzo in mezzo alle bimbe, leggo un libro a Nanà e poi esclamo:
“Prima di andare a letto qualcuno mi fa un po’ di massaggini??”

Babet continua a viaggiare nel suo mondo di lettura, mentre Canterina e Nanà, forse perchè si ritrovano le mie braccia addosso, cominciano a massaggiarmi le mani.

“Va che meraviglia! Come siete brave!”

“Mamma, hai un po’ la pelle secca e rugosa.”

“Rugosa tua sorella! Un po’ secca sì, Canterina, non mi incremo mai, non ho tempo. Ma rugosa tua sorella…”

Butto la testa indietro e chiudo gli occhi.

“Nanà… Ma sbaglio o sento umido?”

“E’ lo sputo! Così non hai più la pelle secca!”

“Bleeeeeh! Ma ce l’ho sbavata! Dai, che schifosa! Smettila di sputarmi!”

“Aspetta, mi manca ancora un pezzo di braccio…”

“Nanà! Perchè non mi massaggi i piedi che sei bravissima??”

“Occhei…”

Ringraziando il cielo abbandona il mio braccio e raggiunge i miei piedi.
“Dimmi un po’ se ti faccio male?”

“Beh, se mi perfori il quarto metatarso un po’…”

“E così?”

Nanà sta tentando di ficcarmi le punte delle dita in ogni angolo sconosciuto tra le ossa del piede.
“Amore, ma cosa fai?”

“Faccio come te quando mi schiacci e mi dici se mi fa male, o come fa la naturopata!”

“Ah, ho capito, fai riflessologia! Brava amore. Da grande vuoi fare la riflessologa?”

“No, non voglio fare la RIFLOLOGA, voglio fare i massaggi!”

“Occhei… allora ti puoi riprendere l’unghia che mi hai conficcato nell’alluce… non mi serve!”

Quindi niente riflessologia.
Peccato.
Già riflettiamo tanto in famiglia, una riflessione in più o in meno non guastava.

Sempre in tema plantare, oggi ho portato Canterina a comprare i sandali estivi.
Ha un piede difficile e i gusti ancor di più.
Gira e rigira siamo passati al reparto donna di un negozio al centro commerciale.

Cribbio, ho pensato, già nel reparto donna a undici anni…. la mia bambinaaaaaaaaaaa!!!!!

La guardavo abbracciarsi il piede con un sandalo argentato che le piaceva tanto e che, fortunatamente, le andava bene, e mi commuovevo.
Un po’ perchè non c’era nessun altro che si abbracciasse un piede, un po’ perchè ogni minimo passo ultimamente mi fa realizzare come stia crescendo alla velocità della luce.

“Canterina… ormai sei da reparto donna… mi viene da piangere!!”

“Anche a me!” esclama felice “Comunque mamma, se te la senti, piangi pure. Non ti giudico.”

 

Siamo pronti

  • aprile 1, 2014 at 23:51

<<Avere cura del proprio corpo e della mente.
Non lamentarsi mai dei problemi.
Lascia andare via i rimorsi che fanno male,
lascia il passato alle spalle perchè tanto non cambia,
vivi il presente e non pensare troppo al futuro.
Lavora per vivere e non vivere per lavorare.
Ogni tanto siediti a giocare con un bambino
è il miglior modo per abbattere il peso della vita che noi adulti dobbiamo sopportare.
Goditi il momento senza pensare troppo alle conseguenze.
Se ami una persona dalle tutto il tuo amore non permettere che la tua parte razionale ti blocchi.
Impara ad accettare anche la tristezza e da li che riemerge la felicità.
Impara ad accettare anche i difetti di un amico..
Vivi la vita con la consapevolezza che ogni momento non vissuto e come un ricordo mai nato.>>
Hiretap Heleinad

 

“Quando arriverà il momento?” chiesi ad una mia cara amica.

“Quando sarai pronta… Finchè non sarai pronta non arriverà.”

Semplice.
Vera.
Illuminante.

Questo mi ha fatto pensare anche che allo stesso modo, nonostante possiamo pensare di non essere pronti a qualcosa che ci è piombato addosso, in realtà lo siamo.
Non pronti a subire. Pronti ad affrontare.
Significa che gli strumenti sono già presenti dentro di noi. Dobbiamo solo essere in grado di trovarli ed utilizzarli.

Anche Jim Morrison diceva di non arrendersi mai, poichè quando si pensa che tutto sia finito, è il momento in cui tutto ha inizio.

Non vedo l’ora di essere pronta.
Come lo capirò?
Quando il momento si presenterà a bussare alla mia porta…

In Famiglia

  • marzo 9, 2014 at 21:36

Che bello!

Ho condiviso un pomeriggio importante con la mia mammetta.
Sono contenta.

Umiltà (di sapere di essere semplice strumento).
Fiducia (reciproca).
Amore (verso noi stesse e verso l’altra).

Ecco gli ingredienti utilizzati per una condivisione che è risultata veramente luminosa.

Ne sono felice e La ringrazio.

Grazie mamma! :-)

Un altro traguardo raggiunto!

  • febbraio 24, 2014 at 01:57

Ho concluso un percorso lungo e impegnativo.

Stasera mi pervade un senso fierezza verso me stessa misto alla gioia… quella che sprizza da tutti i pori!

Questo traguardo potrebbe confondersi con una piccola, poco significante conquista obbligata, ma la perseveranza e la fatica che ci ho messo la rendono ai miei occhi decisamente grande.
Le forze spese, la convinzione di portare a termine, l’investimento… ho fatto tutto da sola.
E quando oggi il docente mi ha abbracciato e mi ha detto “Tu arrivi fino in fondo, vero?! Sei come un diesel, quando ti scaldi e chi ti ferma più?!”, beh… è stato il complimento più bello che potessero farmi in quel momento.

I traguardi vanno celebrati.
Io lo sto facendo riconoscendo tutta la mia soddisfazione.

Da piccola mi hanno insegnato che era “presuntuoso” gratificarsi da soli, autoelogiarsi.
Per la serie “Chi si loda si imbroda”. Invece penso si doveroso riconoscere il proprio valore. Perchè dovrebbe essere sbagliato dirsi “BRAVA!”?
La gratifica è importante, anche rivevuta da noi stessi.
Noi siamo i nostri giudici peggiori, i nostri critici senza scrupoli. Se uniamo poi l’infinità di giudizi che ci arrivano dal mondo esterno, potrebbe sembrarci che la salvezza non sia mai a portata di mano.

E allora riconosciamolo il nostro valore quando si deve!

Oggi sono contenta di me stessa!

E ciò che mi rende più felice ancora è il sapere che raggiungere un traguardo vuol dire, in qualche modo, concludere un percorso… Lasciarsi qualcosa alle spalle, mantenendo dentro di sè le consapevolezze acquisite. Lasciar andare… fare spazio, che significa spalancare le porte a qualcosa di nuovo che mi attende all’orizzonte.

Come in tutte le esperienze concluse dispiace sempre lasciare i compagni di viaggio, meravigliose creature poste accanto per alleggerirmi ed arricchirmi durante il cammino.
Ma son gioiosa e serena nell’attendere ciò che mi arriverà.

E qualunque cosa giungerà, sarà una Benedizione di Dio.

Perchè ogni giorno è un miracolo, basta solo aprire gli occhi.

E’ arrivato!

  • dicembre 24, 2013 at 23:59

Tanto da fare, da preparare. Giornate di corse e di festeggiamenti.

Un’attesa lunga un’eternità… ed eccoci qua!

E’ arrivato!

Volti felici, biscotti sul tavolo, lumini accesi che illuminano la nostra notte di Natale.

Ora tenterò di metterle a letto e farò le mie solite corse tra casa e cantina.

Preparerò la sala con i pacchi colorati e fiocchi dorati, mangerò due biscotti e rimetterò il latte in frigo.

Andrò a letto stanca ma felice, con le chiavi da scampanare domattina presto e la macchina fotografica per immortalare Gesù Bambino e l’asinello… così mi ha chiesto Nanà, piccola figlia del progresso:
“Mi raccomando stai sveglia… lo devi filmare!!”

Tutto senza però dimenticarmi di augurare a tutti voi SERENE FESTE!

Che la Magia del Natale entri nelle Vostre case e nei Vostri Cuori…

Buon Natale.

Aria

  • novembre 15, 2013 at 15:09

La vita non si misura dal numero di volte che respiriamo
ma dal numero dei momenti che ci tolgono il respiro.

Felice giornata a tutti!

Trentasettenne! E’ ufficiale…

  • novembre 14, 2013 at 02:07

Stamattina ho cominciato a sorridere ancor prima di aprire gli occhi.
Poi li ho aperti e mi son detta:
“Tanti auguri a me, tanti auguri a me…”

Sono andata in bagno per lavarmi la faccia e… mancava l’acqua calda.
“Fa niente. Tanti auguri a me…”
Durante la crioterapia facciale mi rendo conto che fa parecchio freddo.
Tocco i caloriferi: non vanno!
“Evvabbè! Allora tanti auguri e basta! Andiamo a sbrinare i pinguini i cucina!”

Canterina si sveglia e dopo averci messo venti minuti a capire chi è, mi sussurra:
“Ah… tanti auguri mammona…” mi abbraccia e torna a domandarsi chi sia.
Forse non ne era tanto sicura.

Nanà, ieri sera, mi aveva garantito che sarebbe saltata su come un elastico delle mutande a cantarmi la canzoncina di buon compleanno.
Alla sveglia, per ben dieci minuti l’unico suono che è uscito dalla sua bocca è stato:
“ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ…”

Avrei voluto spupazzarmele un po’ prima di andare a scuola, ma ho dovuto far trecce per un’ora e tentare di togliere scheggie dalle manine.

Avrei voluto offrire il caffè alle mie amiche, ma si sono volatilizzate in un battibaleno, così l’ho offerto alle sue superstiti del gruppo.

Mia sorella e mia madre, che ho incontrato entrambe, si sono scordate che era il mio compleanno. E’ ereditario allora…

Ma oggi ero così gioiosa che niente avrebbe potuto scalfire la mia giornata!

Gioisa perchè ero, e sono, contenta di essere stata messa al mondo trentasette anni fa.
E così ho scritto a Nonna M. e Nonno M. per ringraziarli.
Contenta per avere delle figlie meravigliose, una sorella meravigliosa, delle amicizie meravigliose.
Contenta per avere l’aria da respirare, il sole (che stamattina splendeva radioso) da cui essere illuminata, la vita da vivere, la fede in Qualcosa o Qualcuno di più grande che vuole solo il nostro bene, la speranza che il mondo possa migliorare partendo dai piccoli gesti che compio ogni giorno con l’intento di essere migliore.

E così, poco dopo, ha cominciato a squillare il telefono, hanno iniziato ad arrivare messaggi di auguri. Tutti quanti con una parolina in più, personalizzati, speciali, con un valore aggiunto che mi ha aperto il cuore.

Beh, c’è anche chi rimane nel tipico “Auguri” oppure “Buon Compleanno”, ma la mancanza di fantasia non è prerogativa per emettere un giudizio.

Ho apprezzato ogni singolo augurio.
Il mazzo di rose rosa, come la donna che oggi sentivo di essere fino in fondo.
E pure il bellissimo ‘vasone’ di ciclamini di un mio vecchio spasimante che non si scorda mai il mio compleanno.

Poi un amico mi conferma che domani mi viene a sistemare la stampante e il pc: fantastico.

Un vicino di casa mi propone domattina per venire a bucare il mobile, per far emergere il pannello dei caloriferi murato vivo: meraviglioso!

Quanti regali!

Torno a casa tardi e pranzo alle 15.30.
Poi ceno alle 19.00 per non avere il cibo sullo stomaco durante la lezione di yoga.
Praticamente non ho mai smesso di mangiare…

I commenti delle mie compagne, mentre distribuivo cioccolatini, sono stati vari…
“Quanti? 37? Cribbio! Wonder, potrei essere tua mamma!” mi dice un’amica.
“Brava! Auguri! Goditi la giovinezza adesso che ce l’hai!” ribadisce un’altra.
“37? Pensavo fossi molto più giovane!” esclama la docente… Lo prendo come un complimento.
“Bella lei! Ancora ragazza!”

In effetti sono la più giovane, mi guardo intorno… qua dentro mi piace vincere facile!

Eeeeeeeh già…
(Sto sospirando.)

Il giorno del mio compleanno mi fermo a pensare (e quando mai non lo faccio???) e ringrazio (e quando mai non faccio pure questo???)

Ringrazio per tutto ciò che ho, per quello che ho avuto e ciò che ho conquistato.
Per cosa avrò, poichè sarà ciò che chiedo e mi aiuterà a diventare ancora una persona migliore.

La felicità più grande della giornata è stata aprire la porta, nel pomeriggio, e trovarmi davanti Canterina. Corsa apposta fino a casa (oggi era da suo padre) per portarmi un paio di orecchini che mi ha comprato con i soldi delle sue mance.

Il regalo più bello del mondo!

Sono i gesti che dimostrano all’altro che tieni a lei/lui che fanno la differenza.
Quelli piccoli, inaspettati, hanno un sapore così dolce…

L’Amore gratuito non ha prezzo.

Son la mamma trentasettenne più felice della terra!!