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Condivido

  • aprile 23, 2013 at 20:43

L’ho trovata su FacciaLibro (FaceBook) …

Condivido. Non su FacciaLibro. Condivido il pensiero!

<<Dopo un lungo e duro giorno di lavoro, mia mamma mise un piatto con salsicce e pane tostato, molto bruciato, davanti al mio papà.
Ricordo che stavo aspettando che lo notasse… Nonostante mio padre lo avesse notato, prese un pane tostato, sorrise a mia madre e mi chiese come era andata a scuola.
Non ricordo cosa gli risposi, però mi ricordo il vederlo spalmare burro e marmellata sul pane tostato e mangiarlo tutto.
Quando mi alzai da tavola, quella sera, ricordo aver sentito mia madre chiedere scusa a mio padre per il pane tostato molto bruciato. Mai dimenticherò quello che gli disse:

“Cara non preoccuparti, a volte mi piace il pane tostato un po’ bruciato.”
Più tardi, quella sera, andai a dare il bacio della buona notte a mio padre e gli chiesi se veramente gli piaceva il pane tostato bruciato.
Egli mi abbracciò e mi fece questa riflessione:

“La tua mamma ha avuto un giorno molto duro nel lavoro, è molto stanca, ed inoltre un pane tostato un po’ bruciato non fa male a nessuno”.

La vita è piena di cose imperfette. Imparare ad accettare i difetti e decidere di apprezzare ognuna delle differenze degli altri, è una delle cose più importanti per creare una relazione sana e duratura.

La comprensione e la tolleranza sono la base di ogni buona relazione.
Sii più gentile di quanto ritieni necessario esserlo perchè tutte le persone, in questo momento, stanno lottando a qualche tipo di battaglia.
Tutti abbiamo problemi e tutti stiamo imparando a vivere, ed è molto probabile che non ci basti una vita per imparare il necessario.

“Il viaggio verso la felicità non è diritto.
Esistono curve chiamate EQUIVOCI, esistono semafori chiamati AMICI, luci di posizione chiamate FAMIGLIA, e tutto si raggiunge se hai:
una ruota di scorta chiamata DECISIONE,
un potente motore chiamato COMPRENSIONE,
una buona assicurazione chiamata FEDE,
abbondante combustible chiamato PAZIENZA,
e soprattutto un autista esperto chiamato AMORE!!!”>>
Lin Yutang

Son cavoli amari…

  • dicembre 12, 2011 at 22:30

Le mie bimbe tanto innocenti credono ancora a Gesù Bambino.
E un po' ancora ci credo anch'io…

Le nostre peripezie natalizie rallegrano il mio blog ogni anno e sicuramente non ci faremo mancare niente nemmeno questa volta.
Ora però ho un serio problema.

Canterina cresce.

E fa domande.

La maggior parte delle volte riporta questioni o dubbi derivanti dai compagni di classe chiacchieroni.
Stamattina le è caduto un dente e stasera mi chiedeva se il topolino dei denti esistesse veramente:
"La mia compagna C. dice che il topolino in realtà è una leggenda e i soldi li mettono i genitori…"

Il topo potrei metterlo direttamente in bocca ala tua carissima amica…
"Una leggenda è quella di Re Artù e la spada nella roccia…" anche quella potrei usare contro la tua compagna… "E poi se dovessi mettere io tutti quei soldi lì sarei già andata in banca rotta!"

Il dubbio sembra bypassato, ma Canterina, che è scaltra come… una bambina scaltra, prima di andare a letto posiziona come al solito il dentino su un piattino, lo copre con un bicchiere rovesciato e, prima di chiudere, ci infila un biglietto tutto spiegazzato.

Quatta quatta, aspetto che si addormentino tutte, vado in cucina per metterle l'euro che domattina troverà tutta agitata e felice e mi sento in dovere di leggere il biglietto.
In qualità di Topino dei denti, non per altro…

"CARO TOPINO DEI DENTI, MI LASCI L'IMPRONTA DELLA TUA ZAMPINA PER FAVORE??"

Mi son dovuta industriare non poco per riuscire a fare in timbro artigianale che mirasse a passare l'esame dell'occhio esperto di mia figlia.
Non sono andata a controllare la distanza delle dita dei topi o la loro posizione esatta perchè ho una vita…
E comunque posso sempre dire che i topi magici hanno le zampe magiche.

Il problema serio però non è l'orma del topo banchiere, no.
E' più grave.

L'anno scorso la vigilia di Natale, senza dir niente a nessuno, Canterina ha fatto un bellissimo disegno della natività di Gesù e ci ha scritto su a grandi lettere: GESU' MI FAI LA TUA FIRMA PER FAVORE.
Io mi sono impegnata a contraffare la mia calligrafia, lei tutta orgogliosa di possedere una prova scientifica dell'esistenza di Gesù Bambino e forse anche dell'asinello aveva portato a scuola il disegno siglato, ma le sue compagne infide non le avevano creduto, mettendo a rischio la sua innocente credenza e la mia credibilità di mamma non-mentitrice.
Per fortuna sono riuscita a spuntarla.

Quest'anno però Canterina mi ha già anticipato che Gli chiederà una Sua foto…

Mò son cavoli amari!!

Quando Maometto non va all'acqua santa, l'acqua santa va da Maometto

  • novembre 24, 2011 at 22:53

"Nanà, la tua mamma!"

Nanà si alza dal cerchio e viene verso di me che l'aspetto sulla porta della classe.
Di solito, appena mi vede, schizza da me come una lepre che ha mangiato il peperoncino di Soverato tutto intero, galoppando con la grazia di una mandria di bufali imbufaliti e mi salta in braccio.
E con il rinculo finiamo tre metri sopra il cielo e venti centimetri dal muro retrostante.

(Si può dire "rinculo"?? No… perchè…  conoscendo la mia proverbiale finezza non vorrei mai esprimermi in torpiloqui inutili, cazzarola… )

Solitamente è un puledro scalpitante.
Oggi no.
Appena gira il visetto verso di me mi vengono i brividi.
Sembra stanchissima, cammina tutta imbronciata, testa bassa e occhi lucidi.
Vorrei fare un bel rewind per capire se son proiettata nel film giusto.
La guardo bene…
Sì, è il mio film: <<Che la sfiga sia con te! – La maledizione di Montezuma - 254esima ma non ultima puntata>>.

"Cos'ha???"

La maestra mi conferma che è stata benissimo fino a pochi secondi prima.
Ma quella faccia non mi convince.
Facciamo merenda sedute su una panchina e Nanà non si alza nemmeno una volta.
Non è da lei.
Non finisce la merenda e sembra non avere fame.
Non è assolutamente da lei.

Recuperiamo le sorelle che miracolosamente arrivano in contemporanea.
Canterina mi corre incontro:
"Mamma! Ti sei tagliata i capelli!!!"

"Brava tesoro, tu sì che mi dai soddisfazioni! Ecco Babet! Ciao amore mio!"

"Ciao mamma."

"Babet, non vedi niente di diverso nella mamma?? Guarda bene??" la mette subito alla prova Canterina.

"Mmmh… Si è tagliata i capelli!"

"Patate che siete! Canterina però… cavoli… che occhio che hai."

"Sì lo so, mi lacrima tutto. Ma è tutta settimana che mi piange lo sai?!"

???
Mi sa che ogni tanto devo risintonizzarla come si fa con il digitale terrestre.

Passo dopo passo giungiamo a casa.
Tempo di lavarle e impigiamarle che Nanà è schiantata sul divano con 39 di febbre.
Due coglioni.
Forse anche tre…
Suonano alla porta: è la suora che passa per la benedizione natalizia delle famiglie.
Che tempismo!

"Prego suora, venga venga. Siamo tutte qua. Senta… noi non abbiamo fretta. Si colleghi un attimo col Capo… perchè qui c'è bisogno di una doppia benedizione!!"

Molto gentilmente, finita la preghiera, prima di commiatarsi ci regala la boccettina dell'acqua santa.
Che male non fa.

Mentre, prima di cena, tento di mettere a letto Nanà che è già in uno stato di coma semi-permanente, Babet, con una maglietta calcata in testa al contrario come se fosse un velo, vaga per la casa con la boccetta in mano a benedire le stanze, sbracciandosi più di un naufrago dalla sua zattera.

Alla fine mi raggiunge in cucina, mi benedice ed esclama:
"Non farò mai il mestiere della suora… è troppo faticoso!"

"Cos'è amore, una delle tue regole di vita?"

"Sì, proprio una regola di vita! La sesta!" mi prende in giro Babet.

"Allora viene dopo la quinta. E tu te la ricordi la quinta regola?"

"Qual è??"

"Chi fa le puzze cammina in fondo al branco!!!"

Illusione e realtà

  • ottobre 13, 2011 at 23:09
Amico mio…
Mi chiedi di riflettere sulle parole "realtà" e "illusione".
Mi chiedi cosa sia per me l'illusione, perchè <<Che cosa è realtà me l'hai detto tante volte e quando non me lo hai detto, l'ho letto dietro le tue parole e dietro i tuoi racconti>>.

E allora ci penso.
Illusione…
Così su due piedi, non do un'accezione positiva a quella parola, perchè vedo sempre il lato "fregatura", "non verità".

Alla fine però penso che l'illusione, per me, sia quel momento in cui vivo qualcosa volendo credere che sia ciò che spero io, e cioè tutto il bello e il buono che spesso vedo/vediamo ma che non c'è.
E' quello stato d'animo in cui persone come noi due passano forzatamente per poter credere che comunque la Buona Novella non è solo una nostra fantasia, ma esiste realmente.
E siccome sovente abbiamo riscontro della Sua esistenza reale, la nostra "bontà" tende a coprirci gli occhi quando vogliamo ciecamente credere che esista anche dove (a volte palesemente) non c'è nemmeno il segno.
 
L'illusione è il preludio alle nostre delusioni, alle nostre cadute, ma è anche ciò che ci tiene in piedi quando altri al posto nostro non continuerebbero a farlo.
L'illusione può essere la "nostra verità", che ci impedisce di vedere con gli occhi della realtà, come è anche la nostra "speranza".
 
E quindi ben venga illusione!
 
Se pensiamo solo che l'illusione sia una menzogna che ti fa credere a qualcosa che non è, sarebbe come fermarci esclusivamente alla delusione senza vedere ciò che di positivo abbiamo potuto trarne.
E qual è il lato positivo di illudersi che la Buona Novella sia presente dove non lo è?
Penso sia proprio il fatto di averla comunque sempre presente, tramite l'illusione, nella nostra mente e nel nostro spirito.
E' come se ne parlassimo ma non c'è… ma è il parlarne che continua a tenerla viva in noi.
Così da poter essere pronti a riconoscerla quando invece la troveremo.
 
Il lato positivo che vedo è il mio inguaribile ottimismo nel pensare che anche le situazioni più infime possano in qualche modo cambiare, essere toccate dal divino, riallacciarsi al Vero Amore.
E se devo dirla tutta, preferisco essere così e sbatterci il muso piuttosto che realista e cinica, ma perdermi qualche speranza per il cammino senza nemmeno averla provata.
Lo so. Lo so sempre.
Più ci si mette in gioco, più si crede, più si ama e più si soffre.
Ma so di essere fatta così e ne sono felice.
Perchè alla fine della mia vita potrò dire a me stessa "Ho giocato con tutte le mie forze, tutte le carte che avevo, non mi sono rispramiata. Ho amato tanto e ho sofferto tanto. Ma ho vissuto!"
 
E realtà… beh dici che la realtà si legge tra le righe della mia vita e forse hai ragione.
Perchè sono sognatrice tanto quanto con i piedi per terra.
La realtà sono le mie bimbe e i loro sorrisi. 
Sono le cose che tocco con mano, i sentimenti e le emozioni che mi esplodono nel cuore in ogni istante della mia vita.
La realtà è ciò che ho davanti e che devo scorpire, ma è anche ciò che ho dietro e mi ha segnato, regalato, educato, instradato.
La realtà è l'amore che sento sgorgare dal cuore di chi incrocio sulla mia via, come la pochezza che spesso vedo e che talvolta mi trafigge.
La realtà è la fatica, accompagnata dalla soddisfazione.
E' la rassegnazione unita all'amore incondizionato.
E' il bello e il brutto… Anzi no, quelli sono solo gusti.
La realtà è l'attesa e la stanchezza. la voglia di scoprire, il respiro, le urla, i baci, le lacrime, il soffio di vento, il raggio di sole, la foglia che cade, il filo d'erba che cresce. Il freddo e il caldo, l'alto e il basso, il lungo e il corto, lo Yin e lo Yang.
La realtà è tutta quanta la vita che scorre nelle nostra mani.

E' il non ottenere ciò che voglio, ma accogliere l'inimmaginabile.

La realtà è ciò che ho, ma soprattutto ciò che Sono.
Ciò che sono diventata.
E che cambia ogni giorno.

Cosa sono per voi "illusione" e "realtà"?

Anche tu, amico mio, hai chiesto ma non hai detto.
Aspetto di poter condividere le tue riflessioni, in pubblico o in privato.
Perchè è questo il modo più bello di crescere: poter vedere il mondo attraverso gli occhi degli altri.

Credo in te

  • settembre 20, 2011 at 00:24

Anni fa una psicologa mi disse che sarebbe arrivato un giorno in cui le scelte che avrei voluto fare non sarebbero state più le stesse di allora ma sarebbero cambiate perchè sarei cambiata io. Che ciò che allora credevo impossibile sarebbe diventato possibile. Che mi sarei guardata indietro e avrei osservato tutta la strada percorsa e, non credendo ai miei occhi, sarei stata orgogliosa di me stessa.

Quel giorno è già arrivato da un pezzo.
Ormai è anche lui quasi ricordo.
Ma se mi guardo attorno oggi, vedo comunque tutto il cammino che ho fatto, le scelte che ho compiuto, la forza che ho avuto, il coraggio, la speranza.
E se ascolto ciò che mi è sempre stato detto, cosa sento?
"Vedrai che ce la farai." "Sei forte." "Se hai bisogno chiama." "Non disperare." "Sono con te."
Ma mai nessuno che abbia pronunciato le parole "Credo in te"…

Se non avessi creduto in me stessa non sarei dove sono ora.
Ma ammetto che ci sono momenti in cui si fa fatica, che l'autostima vacilla, che la paura si fa sentire, che la speranza prende una pausa di riflessione.
Ed è in quei momenti che avrei bisogno di sentirmi dire "Vedrai che ce la fai, perchè io credo in te." "Sei forte e lo so perchè credo in te." "Se hai bisogno sono qua, ma ce la puoi fare, credo in te." "Vai avanti per la tua strada, senza fermarti, senza avere paura e credi in te stessa, come lo faccio io."

Così vado avanti per la mia strada, scegliendola ogni giorno.
Scegliendo Chi voglio essere.
Ma ci sono giorni in cui faccio fatica, perchè non è sempre facile. Specialmente quando gli obiettivi sono alti.
E mi ritrovo solo messaggi tipo "Sei sicura?" "Non è meglio un'altra strada?" "Sono contenta che tu abbia scelto questo percorso, certo, credo in te… ma nel frattempo non è che ridaresti un'occhiata alla cartina? Nel caso avessi sbagliato la via…"

Già ci troviamo di fronte ogni giorno persone che approfittano del nostro buon cuore, persone che calpestano i nostri sentimenti senza nemmeno voltarsi indietro, persone che si rivelano tutt'altro, persone indifferenti, persone che ci fanno inciampare nel loro egoismo e nella loro piccolezza.
E se abbiamo anche solo per un momento creduto in loro, questo ci fa chiedere se, sbagliando a credere in qualcuno che non meritava, non sbagliamo a credere anche in noi stessi e nei nostri metri di giudizio.

Allora mi giro e rigiro, perchè ho bisogno di incrociare lo sguardo di qualcuno che mi dica con il cuore "Credo in Te"… ma continuo a guardarmi intorno e non trovo nessuno che sappia pronunciare queste parole.
Perchè chi ti vuole bene sembra che debba per forza dirti altro, che debba aiutarti a indirizzare la via, a farti pre-occupare degli ostacoli che potrai incontrare, a trovare vie di fuga alternative.

Io non voglio spiegare perchè scelgo una strada.
Io voglio sceglierla perchè la sento Mia, perchè credo che in quel percorso io riuscirò ad essere Chi desidero essere, perchè sento che è quella giusta.
Non voglio giudizi, voglio fiducia. Senza se e senza ma.
Semplicemente fiducia.
E forse quando vacillo io stessa riuscirei a farmi meno domande e a tirarmi su più in fretta.

Io voglio che le mie figlie credano in se stesse.
Sarò capace di guardarle fare le loro scelte, di dar loro consigli se lo vorranno, di lasciarle sbagliare e consolarle quando perderanno un po' di fiducia in se stesse??
Non lo so.

Ma so per certo che non mi dimenticherò mai di dir loro, sempre, ogni giorno "Credi in te stessa, perchè io credo in Te".

La corrente

  • agosto 18, 2011 at 23:25

<<Pensa alla bellezza e alla benedizione che accade quando non combatti, quando ti lasci semplicemente andare al flusso della corrente.
Sta andando verso l'oceano e ti porta con sè.
Tu ti sbatti di qua e di là, e non ce n'è alcun bisogno.
La corrente ti sta portando, lasciati solo trasportare e raggiungerai l'oceano, la meta ultima, l'infinito.>>
Osho

Lo sto dicendo a me stessa.
Me lo continuo a ripetere ad ogni occasione in cui mi rendo conto che in apparenza, in quel momento, io non posso scegliere, io non ci posso fare niente.
In realtà mi sto consigliando di scegliere di non fare niente.
E di lasciarmi trasportare.
Di non agitarmi.
E di lasciarmi cullare.
Di fare l'unica cosa sensata che posso fare: aspettare di raggiungere l'oceano senza voler andare controcorrente.
Chiudendo gli occhi e ascoltando lo scrosciare delle acque.

Si sa mai che mi dicano qualcosa che, agitandomi di qua e di là, non riuscirei a sentire.

Il caro Paolo ne sapeva più di noi

  • giugno 25, 2011 at 16:11

Sto preparando il libretto del matrimonio di Zia Ebe.
Litigo con l'impaginazione, insulto i margini, e anche mia sorella che si riduce sempre all'ultimo…

Penso che sarà un bellissimo matrimonio.
Zio Ratatouille non è cristiano.
Sarà l'unione di due culture, di due anime diverse ma uguali agli occhi di Dio, con qualunque nome ognuno di noi Lo chiami.
Perchè Lui è lì, ad amarci nonostante le nostre tradizioni, le nostre bellezze, i nostri sbagli, i nostri mille modi di essere umani, come Lui ci ha creato.

Così diversi, ma così uguali davanti all'Amore.

E lo canteremo tutti insieme, per zia Ebe, zio Ratatouille e Cuginetto It.
Perchè nella loro famiglia regni quell'Amore che nulla toglie ma tutto dà.

Anche se io conoscessi e parlassi
la lingua di ogni creatura di Dio,
anche se un giorno arrivassi a capire
i misteri e le forze che spingono il mondo.
Anche se dalla mia bocca venissero
scienza e parole ispirate dal cielo
e possedessi pienezza di fede
da muovere i monti e riempire le valli,
 
ma non avessi la carità
risuonerei come un bronzo.
Se non donassi la vita ogni giorno
sarei come un timpano
che vibra da solo.
Se non avessi la carità
non servirebbe a nulla
gesti d'amore, sorrisi di pace:
sarei come un cembalo
che suona per sé.
 
La carità è paziente e benigna,
conosce il rispetto, non cerca interesse;
la carità non si adira, del torto subito
non serba nessuna memoria.
La carità non sopporta ingiustizie,
dal falso rifugge, del vero si nutre;
la carità si appassiona di tutto,
di tutto ha speranza, di tutti ha fiducia:
 

non avrà fine la carità
scompariranno i profeti.
Solo tre doni per noi resteranno
la fede, l'amore
e ancora la speranza.
Ma più importante  è la carità,
più forte di ogni sapienza.
Ciò che è perfetto verrà, sarà un mondo
di gioia e di pace
che ci attenderà.

Sto già piangendo…

Lasciarsi andare.

  • marzo 28, 2011 at 12:46

Ed è tutta un'altra cosa!

Non sono tornata quella di prima.
Sono tornata una nuova Wondermamma!

Non più forte, lo ero già.
Non più sicura, lo ero già.
Non più simpatica… non si può mica esagerare.
Non con più aspettative, meglio non averne.
Son tornata serena.

Per due giorni mi son sentita veramente AMATA, non compatita.
Ho pianto tanto. Ma non mi sono pianta addosso.
Non mi sono fatta forza, ma ho imparato che Mi devo rispettare.
Ho conosciuto il calore di un abbraccio vero, di uno sguardo amorevole, di un'energia vitale che, se non la tocchi con mano, non la puoi nemmeno immaginare.
Sono stata accolta senza essere giudicata.
Ho buttato fuori tutto il dolore, per lasciare il posto a tanta luce.

E ho anche deciso che smetto di mangiarmi le unghie.

Quando si ha il sole dentro

  • febbraio 17, 2011 at 15:24

Ieri e oggi mi hanno affiancato in ufficio un neo collega ventenne dagli occhi color cristallo.
Il ragazzino deve perfezionare la sua comprensione di ciò che sta facendo, o meglio, di ciò che gli viene chiesto di fare nella fase che succede a quella delle nostre chiamate, quindi per capire tutto l'iter aziendale hanno deciso di fargli fare un paio di giorni in ascolto e io sono stata estratta dal cilindro.
Mi fa piacere pensare che lavoro bene e questo sia il reale motivo, ma non vogliamo essere troppo ottimisti.

Come sempre mentre lavoro io faccio cagnara (gergo milanese, nda), tengo banco e mi diverto un sacco. Così inizio a scambiare quattro parole di conoscenza anche con lui e lui inizia a chiedere di me.

A vent'anni forse l'idea del lavoro, della vita, specialmente quella maschile (ricordiamo che i maschi maturano leggermente più tardi delle femmine… quando lo fanno) è ancora una specie di gioco.
Un lontano ricordo per me, però leggo nei suoi commenti e nei suoi atteggiamenti molta insofferenza alle regole e alle costrizioni sociali. E' ancora un pischello in fondo.

Ad un certo punto mi sorprende con un "Sto cercando di pensare come si fa a tirar su tre figlie… dev'essere faticoso."

"Certo molto faticoso, ma dà sicuramente tante soddisfazioni."

Nel frattempo interagisco con i clienti al telefono, rido e scherzo. E lui segue il filo.

"Perchè tu sembri così… "

"Poco normale? Sì lo so me lo dicono in tanti!" ride.

"Miiii che voglia a fare il lavoro che fate di qui voi!"

"Certo ragazzo mio che se parti così non vai da nessuna parte! Bisogna farsi piacere le cose che si fanno, anche lavorare in un call center o pulire i gabinetti! Se no vivi male! Un po' di entusiasmo, dai!!"

Dopo altre due telefonate: "… Che palle!"

"Hai proprio l'ottimismo nel sangue!" ride.

Io continuo come al solito a chiamare, parlare con gente simpatica, scontrosa, interessata o svogliata, a commentare le reazioni e a dir cazzate, come sempre.

Mi guarda perplesso e sorridente.
"Ma come si fa ad avere tanta voglia di lavorare così??"

"E' la voglia di vivere."

Gesù diceva ai suoi discepoli che la gente avrebbe capito che erano suoi seguaci dai loro comportamenti, dal loro atteggiamento verso il mondo.
Evangelizzare non vuol dire parlare di Dio ai quattro venti, ma far sì che gli altri possano vedere Gesù Cristo nei tuoi occhi e nei tuoi sorrisi, nella tua voglia di vivere.

La miglior testimonianza che possiamo dare è quella della nostra vita.

Ed è bello vedere due occhi di cristallo felici di averti conosciuto.

Poi ci pensa Pippi a rompere l'idilio dicendomi:
"Wonder, ho visto con piacere che ti hanno promossa a badante!!"

Beh, anche l'umorismo è contagioso.

Quest'anno cambi vita? Sempre se trovi lo scontrino…

  • gennaio 2, 2011 at 15:01

"La vita è già pesante per tutte le cose che ci cadono addosso ogni giorno. Abbiamo bisogno di avere accanto persone che amino la vita, che abbiano l'entusiasmo, l'energia per vivere ogni momento con lo Spirito giusto; dobbiamo noi sprigionare questa voglia di vivere.
Cresciamo ed educhiamo i nostri figli con tanta fatica e dobbiamo credere che ne valga veramente la pena, o sarebbe inutile farlo.
Affrontiamo ogni giorno dovendo combattere con tutto ciò che il mondo ci propina per verità, contro la materialità delle cose, con la fiducia negli altri e la fatica nel non cadere dove spesso è così facile inciampare. Ma dobbiamo credere che ne valga veramente la pena farlo.
E il modo giusto è dare sempre uno sguardo a Quel Bambino che è nato per noi, che ci ha donato lo Spirito d'Amore, la Via giusta per vivere.
Come Maria l'ha guardato per tutta la vita.
Come una madre o un padre che guardando il proprio figlio riscoprono il motivo per cui stanno vivendo, poichè nella sua innocente semplicità è capace di smuovere il nostro animo e di darci un Perchè…"

Più o meno questo è stato il messaggio che oggi in chiesa il mio prevosto ci ha lanciato a cuore aperto.

Allora mi sono guardata dentro.

E mi sono resa conto che è proprio stato non perdere mai lo sguardo da Quel Bambino e da Quel Crocifisso che mi ha aiutato a non perdere mai la speranza.
E mi sono accorta che l'entusiasmo di cui si parlava mi scorre forte nelle vene e non mi abbandona facilmente.

Quello che vorrei far passare, a credenti e non credenti, piccoli e grandi, chiari e scuri, belli e brutti, giovani e vecchi, donne e uomini, pelati o capelloni, con o senza pidocchi… beh, insomma, a tutti, è un semplice messaggio che ho nel profondo, e cioè che nella vita serve un Perchè.
Un Perchè che ci spinga ad andare avanti, che ci faccia credere che ne vale veramente la pena.
Un Perchè che si possa respirare nel nostro modo di essere, nelle nostre scelte, nelle nostre azioni. Un Perchè vero.

Una sera di parecchi mesi fa Canterina mi chiese se il mondo era nato con il Big Bang o lo avesse creato Dio.

"Amore mio, religione e scienza non sono antitetiche, una non esclude a priori l'altra. La scienza ti spiega il Come l'uomo è venuto al mondo. La religione ti dà il Perchè."

A ognuno il compito di trovare il proprio.
Io il mio l'ho già trovato da tempo.

Anno nuovo vita nuova?
No, non penso proprio.
Penso che quest'anno io debba semplicemente lavorare su ciò che ho già trovato lungo il mio percorso.
E che non ho intenzione di perdere per strada.