Crea sito
You are currently browsing all posts tagged with 'domande'

Il buongiorno si vede dal mattino

  • febbraio 27, 2015 at 14:45

Accompagnando a scuola Babet e Nanà.

Nanà: “Mamma ma se due bambini sono gemelli, possono essere anche  un maschio e una femmina?”

“Certo amore.”

Nanà: “Ma sono uguali ugualissimi? Che li confondi?”

“Di solito sono più uguali ugualissimi due bambini dello stesso sesso…”

Nanà: “Ma se nascono uno maschio e una femmina, al maschio non puoi mica mettergli la gonna!”

“Nanà… ma è la mamma che decide come vestirli, metterà la gonna alla femminuccia e i pantaloni al maschietto… tendenzialmente… non è una regola… poi esistono gusti personali, ma quella è un’altra storia…”

Nanà: “Eh… ma non puoi mica mettere la gonna al maschio!”

“Tesoro, anche se sono gemelli, si possono vestire come vogliono!”

Nanà: “Ma i gemelli nascono lo stesso giorno?”

“Certo tesoro.”

Nanà: “E se uno nasce un giorno e l’altro dopo??”

“Non è possibile amore, quando nasce uno, nasce anche l’altro. La pancia della mamma non può aspettare! O tutti o niente!”

Babet: “Ma se sono gemelli da dove escono?”

Nanà: “Babet! Uno dalla pancia e uno dal sedere, no!!”

“Hahaha!!! No amore, tutte e due dalla stessa parte!”

Babet: “E come fanno?”

“Prima uno, poi l’altro.”

Babet: “Eh già… farli uscire insieme sarebbe un po’ complicato… Ma tu come hai saputo che dovevi fare il taglio sulla pancia?”

“Non lo sapevo, ma tua sorella non voleva uscire, era comoda comoda lì, così son dovuta andare a farmi indurre il parto e, dopo ben 15 ore di travaglio, hanno deciso di fare il cesareo d’urgenza.”

Babet: “E perchè?”

Comincio a spiegargli un po’ di dati tecnici riguardo il parto e la gravidanza.
“…Così quando mi hanno chiesto se volevo aspettare ancora 5 o 6 ore per vedere se mi allargavo oppure volevo fare il taglio io ho detto che bastava che mi dicessero dov’era la sala parto… non ne potevo più… così ci sarei andata da sola, avrei tirato una testata contro il primo spigolo che  incontravo per anestetizzarmi e avrebbero potuto far di me ciò che volevano! E alla fine così è stato…”

Babet: “Hai tirato la testata allo spigolo???”

“Hahaha! No. Per quello hanno preferito farmi l’anestesia!”

Babet: “Ma perchè dopo 41 settimane il bimbo deve nascere per forza?”

“Amore, mica siamo elefanti! Ad un certo punto il bambino deve nascere, o passerà un’adolescenza molto stretta… C’è un tempo per tutto. La gravidanza dura circa 40 settimane in cui il bimbo cresce e viene nutrito dalla mamma. Dalla 38esima in poi può nascere tranquillamente e non si sa quando sarà pronto, lo decide lui/lei..”

Babet: “Perchè dopo la 38esima settimana?”

“Perchè è il termine minimo per far sì che il feto/bambino sia totalmente formato, maturo. Se nasce prima ci potrebbero essere complicazioni, si dice che il bimbo nasce prematuro… ”

Babet: “Quindi nasce un po’ verde??”

Prevedo una giornata luminosa e divertente!

La bellezza fatta figlia

  • gennaio 26, 2015 at 23:46

“Mamma” mi chiede Babet “ma quando si fa il Reiki, sul cuore, le mani si mettono così, a T… Cosa significa?”

“Cosa significa cosa?”

“Cioè, perchè sono a T… T per cosa sta?”

“Ma, niente… ”

“No, niente è con la N!”

Gli opposti e le vibrazioni

  • dicembre 12, 2014 at 23:35

“Mamma, ma perchè se come anime eravamo già perfette, abbiamo deciso di provare queste vite terrene dove…. non è che siamo tanto perfetti, cioè, ci sono anche persone veramente cattive!”

“Tesoro, per avere consapevolezza della perfezione, è necessario sperimentare la non-perfezione, l’opposto. Durante la vita abbiamo l’opportunità di evolverci, per poi tornare alla perfezione in cui siamo state generate. Abbiamo l’opportunità, anzi la scelta, di imparare ‘lezioni’, e lo facciamo tramite l’imperfezione della nostra vita terrena.”

“???”

“Tesoro, se ci fosse sempre luce, tu sapresti che cos’è il buio?”

“No…”

“E se ci fosse sempre buio, tu conosceresti la luce?”

“C’è bisogno del buio per conoscere la luce. E viceversa. C’è bisogno di sperimentare o vedere il male per capire che esiste il bene. Senza il freddo non sapremmo che esiste il caldo… e così vià. E’ necessario per la nostra conoscenza, per prendere consapevolezza dell’esistenza di… tutto direi.”

Sì, facciamo sempre discorsi banali in famiglia.

Proprio ieri pomeriggio, mentre attendavamo i colloqui con i professori delle medie, un’amica mi guarda e mi chiede sottovoce:
“Ma perchè esistono i pirla??”

Io le ho risposto proprio che gli opposti servono per renderci conto dell’esistenza di entrambi i lati della medaglia e, se vogliamo vederla con ottimismo, per riconoscere il fatto che noi “non siamo così”. Ed essere grati di questo!

E’ lo stesso pensiero che mi è venuto leggendo i commenti.

Ma oltre che ringraziare per essere decisamente diversa da chi mi si propone, allo stesso tempo scelgo di non dare attenzione e di andare oltre.

Dare attenzione significa dare energia.

E’ il caso di dare energia solo alle cose che valgono la pena essere viste, ascoltate, vissute, tramandate, contagiate.

Ormai è risaputo che il pensiero è vibrazione.
Ci hanno vinto pure un nobel. E’ scientificamente provato.
In internet si trova tutto. Come in libreria…

Il pensiero è energia, emette vibrazioni.
E per la legge di risonanza le vibrazioni che emettiamo attraggono vibrazioni che ritornano a noi.
Come due diapason: il secondo risuona grazie alle vibrazioni del primo, semplicemente per risonanza. E’ una legge fisica,una legge universale.

Attiriamo la stessa energia che amaniamo.
Negatività attira negatività, positività attira positività.
Gratitudine attira gratitudine, amore attira amore, odio attira odio, guerra attira guerra.

Non è teoria, è scienza.

Quindi date attenzione solo a ciò che vorresti ritorni nella vostra vita!
E riflettete bene prima di inviare qualunque pensiero.

Nel caso otto minuti siano troppi, al quinto minuto del video gli esperimenti del Dr. Masaru Emoto: i pensieri modificano la struttura dei cristalli d’acqua.

Pensiamoci su.

Disinformazione

  • settembre 24, 2014 at 22:02

E’ la gente che preferisce non sapere o preferiscono che le persone non sappiano?

Beh, penso un po’ entrambe le cose.

Con i tempi che ho, sempre molto ristretti, ciò che amo fare è informarmi.
Amo questa mia peculiarità.
Non sono sempre stata così, sono molto cambiata dopo essere diventata mamma.
Spesso per fare qualcosa per noi stessi chiudiamo un occhio, ci diciamo di non aver tempo o voglia, siamo pigri. Ma quando si tratta dei propri figli allora la vena leonina scatta, perchè vorremmo il meglio in assoluto per loro.
Purtroppo non tutti si informano, intendo “personalmente” andando alla ricerca di ciò che interessa, ma si fermano alla prima opinione che viene loro data.
Io no, non ce la faccio. Voglio più certezze, a volte anche provando e ciccando in pieno la scelta, ma è sbagliando che si impara, no?

Mi ricordo ancora le notti insonni passate su siti (allora non tanto numerosi come oggi) di detersivi ecologici e naturali quando decisi che la pelle e la salute mia e delle mie figlie era più importante di…. beh, di tutto il resto.

Per le prime due neonate facevo utilizzo di quei prodotti che tanto publicizzano, ma che tanto fanno male alla salute. Essendo io allergica ai profumi, tossivo ogni volta che stendevo. Canterina ha sviluppato la dermatite a un anno… certo i detersivi possono non essere la causa, ma una concausa io creo que si!
Mi misi alla ricerca e scoprii come gli sbiancanti ottici siano i migliori alleati dell’allergia (e altro) e buttai le scatole che avevo nell’armadio senza pensarci due volte.
Ore e ore non solo sul web, ma anche fisicamente a girare negozi e altro, alla ricerca di prodotti senza profumi artificiali, che vi assicuro non erano così facili da reperire una decina di anni fa, ad annusare personalmente i flacconi poichè meglio del mio naso non c’era nulla per riconoscere se il prodotto avesse profumazione chimica o naturale.

Tutto questo per dire che non mi piace fermarmi al sentito dire e soprattutto penso che sia doveroso informarsi “bene”.
Al di là dei detersivi.

Quando si chiede, viene dato.
Arrivano momenti nella vita in cui certe cose non ci sembrano abbastanza chiare, cominciamo a farci delle domande, e solo la nostra “intenzione” di risposte ci porterà, magicamente, a incrociare persone, episodi, fatti che ci condurranno alla chiarezza di cui necessitiamo.
E spesso diventa come un puzzle da ricostruire: pezzo dopo pezzo, tutto si incastra.

E’ chiaro a tutti che ci sono interessi molto “elevati” a tenere la popolazione ignorante.
Lo dico sempre alle figlie, un popolo ignorante è più facile da governare, perchè non fa domande.
Ma ciò che è ancora peggio è la disinformazione, cioè l’antitesi all’informazione, creata a tavolino, per mettere a tacere le domande che le persone, sempre più spesso, si fanno.
Penso che con l’era di internet non abbiamo più scuse.

Volete un esempio?
Un giorno ho sentito dire che l’Italia in realtà non è una Repubblica, ma una società privata quotata in borsa, e più precisamente dalla borsa di Washington.
Mi sono fatta 4 risate, prendendo per deficiente colui che mi informava di questa bizzarra e fantomatica realtà fuori dal comune.
Poi l’ho sentito dire da altre persone.
Dire semplicemente “E’ una cazzata!” non è da me, perchè presuppone che io sappia con certezza e prove che lo sia realmente. E di solito non è così.
Allora sono andata alla ricerca per approdare alla fine al sito della SEC, Securities and Exchange Commission (Commissione per i Titoli e gli Scambi), l’ente federale statunitense preposto alla vigilanza della borsa valori.
Bene.
Questa è la pagina della Republic of Italy….. come dovremmo chiamarla? S.p.A.? Corporation? Con sede amministrativa a Roma e sede legale a Londra??

http://www.sec.gov/cgi-bin/browse-edgar?action=getcompany&CIK=0000052782

Questo vuol dire che viviamo in un sistema praticamente anticostituzionale?? A questo punto penso che anche le tasse siano anticostituzionali… Ma sono ancora tante le domande che mi pongo e devo avere il tempo per trovare le risposte.

Non è mia intenzione aprire un dibattito, NON voglio farlo, ma ho come obiettivo solo mettere qualche pulce nell’orecchio in modo che se qualcuno di voi è un po’… come me, desideroso di risposte, possa andare alla ricerca delle informazioni che desidera.

In questi ultimi tempi mi sono imbattuta in realtà che sembrano fuori dalla norma etica e morale dell’intero universo. Ma purtroppo sono realtà, si toccano con mano, giorno dopo giorno, e mi si iniziano a chiarire tante cose, i tasselli prendono il loro posto…

Ripeto, amano tenerci ignoranti, rifilandoci idiozie e programmi demenziali come il Grande Fratello e tutti i talk show in cui in realtà non si discute di niente di reale. Ci tengono la mente occupata, e anche gli occhi.
Bisogna porre la nostra attenzione altrove.

Questo video riguarda una delle tante realtà che non “conosciamo” veramente.
E di cosa ci stia dietro.
Dura più di un’ora, ma diventa sempre più interessante man mano che si procede… non serve guardarne solo una parte per comprendere fino in fondo.

E’ solo una goccia nell’oceano della disinformazione, ma da qualche parte bisogna pure cominciare.

“Da soli, possiamo trovare tutte le risposte, semplicemente facendo delle ricerche. E’ tutta la libertà di cui hai bisogno: puoi essere da solo nella tua stanza e cambiare competamente la tua vita.”
E’ ciò che dice alla fine una delle intervistate.

Non fermiamoci a ciò che ci dicono. Nemmeno a quello che vi dico io ora.
Informiamoci, per il nostro bene, per la nostra libertà, su ciò che ci circonda.

Per noi e per un mondo migliore da lasciare ai nostri figli.

San tutto loro anche quando non lo sanno: gli uomini in divisa

  • aprile 7, 2014 at 01:08

Giorni fa vado allo studio dentistico a prenotare le 456 visite di pre-studiodelcaso-forseinstallazione-installazione-postinstallazione-controllobis-controlloter-controllodelcontrollo per l’apparecchio che dovrà mettere Babet.

Ne abbiamo da qui a novembre.

Nel frattempo chiedo se si è liberato un buco per trapanarle il buco (cariato) un po’ prima di luglio.
Quando, settimane fa, mi avevano dato l’appuntamento per togliere le carie a Babet a metà luglio, mi ero messa a ridere pensando che fosse una burla e guardandomi in giro per cercare le telecamere nascoste e i teloni con scritto “Scherzi a parte”.
Invece era tutto vero.
“Nel caso i denti, che son da latte, le cadessero prima dell’appuntamento, che faccio? Disdico?”

“Certo signora.”

Non avevano colto la mia sottile ironia.

Così, ottimista e in fase di pensiero positivo, ho chiesto di controllare l’agenda e…
“C’è un buco sabato… dopodomani!”

Ne ero certa. L’angioletto delle carie guarda sempre giù!

Così sabato mattina dopo aver consegnato Babet e sorelle alla nonna paterna, vado a riprendere la giuggiolona per recarci dal dentista.
Ormai la strada era memorizzata nella mia mente, se non che un bel mercato del sabato bloccava l’unica via di accesso da me conosciuta per giungere allo studio.
“E mò?”

Sembrava non ci fosse una via parallela… mi stavo perdendo ed era tardi.
“Qui urge angioletto dello stradario!”

E pac! Visualizzo un’auto di polizia urbana a duecento metri.
“Chi meglio dei vigili! Babet, sei allacciata? Hai il seggiolino sotto le chiappe? Non hai bevuto alcoolici o fatto uso di stupefacenti nelle ultime 24 ore?”

“Perchè?”

“Nel caso tirino fuori un palloncino, non è per farci gli auguri! Sorridi e asseconda…”

Sì lo so, sembrerebbe maniacale, ma non ho un buon rapporto con i vigili.
Le mie esperienze pregresse non hanno consolidato in me una buona opinione nei loro confronti, ma mi serviva sapere come fare a raggiungere il dentista: di necessità, virtù.

Mi affianco alla loro auto con le 4 frecce azionate, il sorriso a 94 denti, deambulando abbastanza coerentemente con me stessa e chiedo al vigile in auto, quello non impegnato a fare la multa a due malcapitati su una fiesta blu.

“Guardi è meglio che chieda al mio collega che è della zona!” e mi indica colui che, coraggioso, stava rovinando la giornata a due ominidi pelosi e grossi tre volte lui.

Mi affianco al vigile coraggioso e sorrido da dentro la mia wondermobile.
Mi fissa.
Sorrido e faccio cenno che ho bisogno di lui.
Mi fa segno di attendere, mentre parla minaccioso agli altri tizi.
Io sorrido e lo guardo come se avessi visto la Madonna.
Mi osserva, chiedendosi probabilmente se debba controllare la dilatazione delle mie pupille da più vicino. E mi rifà cenno di attendere.
Annuisco e sorrido fissandolo in maniera fastidiosa, che infastidiva pure me che lo fissavo.

“Mamma, ha detto di aspettare…” mi redarguisce Babet, la figlia del dovere, preoccupata.

“Sì, lo so amore, ma abbiamo fretta. Sorridi anche tu e fai la faccia bisognosa di colei che sa che l’unica speranza di salvezza che abbiamo è l’uomo in divisa… “

Infatti l’uomo in divisa in questione si stacca dalla Fiesta per un attimo e cammina verso di noi in tutta la sua fierezza, lasciando i due multati a osservare il lutto per i punti della patente persi e a pentirsi delle malefatte, promettendo assoluzione con scadenza a 60 giorni dopo il pagamento, e si avvicina al nostro finestrino.

A volte basta poco per far felice una persona che già dà l’impressione di essere molto sicura di sè: è sufficiente farla sentire utile.
Dopo aver capito che non eravamo sotto effetto di stupefacenti ma solo due donzelle bisognose di aiuto, il vigile si è prodigato in spiegazioni con tanto di gesti, conteggio semafori e ripetizione plurima non richiesta dell’itinerario.

Secondo me avrei potutto chiedergli qualunque cosa, anche porgli domande esistenziali a cui l’umanità non riesce a dar risposta da millenni,  che mi avrebbe gentilmente fornito una spiegazione irreprensibile.

Così già mi vedevo chiedergli “Ma perchè, o saggio vigile, quando spalmo la marmellata sul pane e la fetta mi cade, si spiaccica per terra sempre dalla parte della marmellata??”

E lui, con piglio sicuro, mi avrebbe risposto:
“Ovvio. Perchè spalmi sempre il lato sbagliato!”

Silenzio costruttivo

  • febbraio 1, 2014 at 21:57

Abbiamo bisogno di silenzio.

Ma di vero silenzio.

Il silenzio in cui ci mettiamo all’ascolto di noi stessi.

Ma vero ascolto.

Si dice “Ascolta il tuo cuore”…
Come si fa ad ascoltare il proprio cuore nella frenesia di tutti i giorni?
Come pensi che riesca a parlarti il cuore nello stress quotidiano?
Ciò che usi troppo spesso è la testa.
La ragione.
Ma a volte il cuore “dà ragioni che la ragione non vuol sentire”, e ci sarà un perchè!
Seguire il cuore non vuol dire essere emotivi, vuol dire prendersi un attimo di tempo, il tempo meglio speso, e stare in silenzio ad ascoltarsi.
Spegnere la testa ed ascoltare l’anima.

Provate.
Cercate un luogo silenzioso e rilassatevi. Spegnete i pensieri che continuano a tormentarvi per qualche minuto. Respirate e… chiedete.
E’ l’unico modo per riuscire a conoscere noi stessi veramente.

Abbiamo bisogno di silenzio costruttivo, non del silenzio di una casa vuota, o di una vita non piena di ciò che vorresti, che per non ascoltare riempi e riempi continuamente di “cose da fare”.

Continuare a fare, a non stare fermi, significa non darsi la possibilità di fermarsi a pensare, di scegliere di affrontare ciò che ci fa star male o che ci blocca e che non ci porta a crescere, non affrontare le nostre paure, i nostri limiti…

Riempire significa non lasciare spazio.

Ma per accogliere qualcosa di nuovo nella nostra vita è fondamentale fargli spazio, o quel qualcosa non arriverà.
Per accogliere qualcosa di nuovo bisogna spesso lasciar andare qualcos’altro.

Fare spazio è fondamentale.
Rimanere attaccati a qualcosa ci impedisce di farlo.

Lasciar andare spesso è la cosa più faticosa del mondo.
Rimaniamo attaccati al passato,  a qualcuno o qualcosa, ad un’idea, ad una sofferenza, ad un “avrei voluto che”…
Però così non si vive il presente, il qui ed ora, che è esattamente il momento in cui le opportunità ci bussano delicatamente alla porta, chiedendoci se siamo pronti per accoglierle.

E allora forza.
Questo è il momento giusto per il cambiamento (lo dicono anche gli astri!!! Io non ci capisco niente… ma si “sente” nell’aria che è così!!)

<<Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo>> (Mahatma Ghandi)

Dobbiamo sempre e comunque partire da noi stessi…
E allora cominciamo, ascoltando il nostro cuore, la nostra vera anima.
In silenzio.

Pensare e mangiare, questo è il problema

  • gennaio 27, 2014 at 23:57

A cena.
Siamo un po’ tutte stanche, io e Canterina dobbiamo ancora finire di studiare storia.
Nanà è pimpante come sempre e, come ogni volta che c’è la zuppa di legumi, inforca un cucchiaio dopo l’altro manco fosse l’Alonso della tavolata. Parlando contemporaneamente.
Piacevole per i miei occhi che sono abituati a vederla interrompere ogni masticata con altre duecento funzioni fisiche e metterci un secolo per finire la cena.

Babet e Canterina mangiano a rilento.
Le esorto continuamente, anche perchè non vorrei dover studiare fino a tardi.
Ogni tanto le vedo perse nei loro pensieri, con lo sguardo fisso nel vuoto. Interagiscono alla conversazione a spot e per il resto del tempo non mi è dato di sapere dove stia viaggiando la loro mente.

Giusto per non annoiarci e per attirare la loro attenzione decido di porre una domanda facile, da leggera conversazione prandiale.
“Bimbe, sapete cos’è la mente conscia?”

“???”
“Eh???”
“Mamma ho finito, posso andare a disegnare??”

“Sì, Nanà, vai pure. Allora? E la mente incoscia?”

“Non lo sappiamo… cos’è che sono?”

“Allora, la mente conscia è la mente che ragiona, la nostra parte razionale, con cui capiamo le cose. La mente inconscia è quella che fa le cose e che decide senza che noi ce ne accorgiamo.”

“In che senso?”

“Ora te lo spiego. La mente conscia è quella che ha memoria a breve termine, invece quella inconscia immagazzina nel nostro cervello una cosa che poi ti ricorderai dopo tanto tempo ancora. Se io sto guidando e parlo con te, con la mente conscia penso a quello che ti dico e la mente inconscia fa si che io continui a guidare senza dover pensare a quello che sto facendo, lo faccio automaticamente, giusto? Perchè quella inconscia guida le nostre azioni e funzioni involontarie…”

“Cioè? Involontarie?”

“Certo amore, quelle che non ci rendiamo conto di fare. Per esempio io ora prendo il mio piatto e lo porto in cucina… perchè io ho già finito… e penso a quest’azione, mentre nel frattempo il mio corpo fa altre mille cose, come respirare, far battere il cuore, far circolare il sangue… Non capita così anche a voi?”

“No, io al cuore lo dico sempre di battere! Batti… batti… batti… batti…!”

“E io dico sempre respira… respira… respira…”

“Che pistolone che siete!! Comunque avete capito il senso? La mente inconscia in realtà è quella che regola moooooolte più cose, che ci guida nella vita per il 95% anche se noi non lo sappiamo. Certo anche con la mente pensante riusciamo a fare più cose insieme, ma la mente conscia elabora fino a 40 stimoli alla volta, mentre quella inconscia ne elabora 20 milioni nello stesso momento!”

“20 milioni??”

“E già! E la mente conscia processa 2000 bit di informazioni al secondo, contro i 4 miliardi di bit di informazioni dell’inconscio.”

“Cosa sono i bit di informazioni??”

“… Passiamo oltre… Come vi dicevo prima la mente inconscia riesce a gestire tantissime funzioni contemporaneamente, fino a 64000, tutte quelle di cui tu non ti devi preoccupare perchè fa tutto lei. La mente conscia invece riesce a gestire dagli 1 ai 3 eventi alla volta. Per gli uomini specialmente, perchè le donne arrivano fino a 7.”

“Le donne riescono a fare più cose assieme!”

“Sì, amore, decisamente di più.”

“Solo 7??”

“Conscie sì, però le mamme per esempio fanno un sacco di cose automaticamente mentre gestiscono quelle 7 di cui parlavamo prima…”

“Wow!”

“E tutto questo discorso, vi chiederete, perchè ce l’ha fatto??”

“Infatti, mamma… perchè?”

“Ma semplicemente perchè mi chiedo, dopo due ore che son qua a guardarvi mangiare e fissare la luna, perchè… in quanto femmine… non riuscite a fare DUE SEMPLICI CRIBBIO DI COSE CONTEMPORANEAMENTE???????”

Le mie figlie hanno iniziato a sganasciarsi come matte.
Ma io ero assolutamente seria.

Miss Geografia

  • gennaio 23, 2014 at 23:33

Anche oggi a studiare.
Scienze e geografia, con Babet.

Non le piace la maestra di geografia e dice di non capirci nulla per come spiega lei.
“Chiedi alla mamma, no?”

Cribbio, mi ha preso in parola.

Mentre scolavo la cena la stavo interrogando sulle zone climatiche in cui è diviso il nostro pianeta, per l’ennesima volta.
E per l’ennesima volta lei si perdeva in un bicchier d’acqua.

Puntavo a farmi dire che la zona artica e la zona antartica hanno un clima rigido, il mare è ricoperto di ghiaccio ed sono popolate da orsi polari e pinguini, niente di più.

Non c’era verso.

“Amore! Sei stanca? Ti devo tirar fuori le parole con le pinze!! Su, dai che te lo ricordi, lo so!!! Allora la sorella della zona artica si chiama?”

“Antartica!”

“Bene. In quelle zone che clima c’è?”

“Fa molto freddo!”

“Bene. Il territorio è ricoperto …??”

“Tutto di ghiaccio!”

“Bene. E chi ci vive??”

“Si copre!”

… Il fatto che sia seria quando dice certe cose mi fa sbellicare ancora di più!
La mia Babet nel suo mondo delle meraviglie!
Semplicemente fantastica.

Conclusioni geniali

  • gennaio 12, 2014 at 01:19

Canterina mi dice tutto, per fortuna.
Si fida, si sente ascoltata e compresa.
Tento sempre di aiutarla a stare meglio, ad utilizzare ogni esperienza come opportunità di crescita, a darle una visione migliore.
Cerco di avere sempre la parola giusta per lei.

Mentre le davo la buonanotte mia ha detto:
“Grazie mamma… Tu non sei solo la mia mamma, sei un’amica, sei tutto quanto… sei proprio speciale!”
Forse avrei dovuto registrarlo. Potrebbe tornarmi utile per gli anni a venire…

Comunque è bello sapere che se tua figlia ha bisogno di aiuto la prima persona a cui si rivolge sei tu. E’ una grande rassicurazione.

E così anche ieri sera, mentre ceniamo, Canterina esterna le sue delusioni e frustrazioni di preadolescente.
Sa che con me lo può fare e dà sfogo a qualche lacrima.

Guardo la mia “bambina” col cuore in mano.
Da una parte sono contenta di constatare che tutto il lavoro che ho fatto finora si sta rivelando utile e mia figlia ha piena coscienza del giusto e dello sbagliato, ragiona con la sua testa e non segue a pecorona le trasgressioni che i compagni ormai sfoggiano come ordine del giorno.
Dall’altra parte soffro con lei per quel suo sentirsi sola e paradossalmente “controcorrente” che le crea tanta pena e tormento.

“Tesoro mio, è proprio vero che è meglio essere soli che male accompagnati…”

“Ma io non voglio stare sola! Io voglio delle amiche!”

“Lo so tata, ma non sei sola, hai almeno due compagne in gamba con cui puoi…”

“Anche loro stanno cominciando a seguire Tizia e Caio!”

“Tesoro, io ringrazio il cielo che tu sia così intelligente da non volerti conformare a tutti i costi con le trasgressioni sciocche che propongono alcuni tuoi compagni e che attirano tanto gli altri. E’ faticoso, ne sono sicura, ma sono fiera di te, perchè sei una ragazzina intelligente e coscienziosa!”

Chiacchieriramo a lungo, mentre intervallo la consolazione per la figlia grande con ammonimenti per le sorelle.
“Nanà… stai un po’ ferma mentre mangi! … Babet, devi proprio pucciare il braccialetto nel piatto??”

Babet indossa un braccialetto stile rosaio, con tanti tasselli che sembrano delle mini-icone, raffiguranti figure religiose e della sacra famiglia.

Sto ancora parlando con Canterina che, ad un certo punto, Babet esce con una delle sue perle:
“Mamma… ma Gesù Bambino era viziato??”

Comincio a ridere.
“Ma come ti vengono certe cose, amore?! Perchè me lo chiedi?”

“Eh… aveva la veste bianchissima e elegante, la corona…” mi dice mentre osserva il suo braccialetto.

“Ma patata, così è come lo hanno disegnato e lo raffigurano spesso, ma non era sicuramente vestito così…”

“Seee, viziato Gesù Bambino!!” interviene la sorella grande e consapevole “Ma come faceva Lui ad esse viziato se suo padre era un taglialegna e sua madre era disoccupata?!?!”

C’ho ancora le lacrime agli occhi…

Babet è avanti… e dietro tutti quanti

  • dicembre 14, 2013 at 15:13

“Mamma, ma esiste l’AUREOLA BOREALE???”

Dovrei scriverci un libro.
Se me le ricordassi tutte…

L’altro giorno la maestra di Babet mi ha scritto un messaggio con una domanda che la mia benefattrice infante le aveva fatto:
“Ma se uno ha una malattia contagiosa e la passa a un altro. Poi lui non ce l’ha più?”

Se l’è fatta scrivere su un foglietto che ora è diventato il suo segnalibro!

Ma Babet non è la sola in famiglia a farmi sorridere per gli strafalcioni linguistici.
Pochi minuti fa Canterina mi dice:
“Mamma, stiamo giocando, tu devi fare il giudice!”

“E cosa devo giudicare?”

“Dunque, chi lo fa il tipo che ha ucciso, rubato o chennesoio??”

“??? Il condannato?”

“Occhei, allora Nanà è il condannato. Io sono il suo PROTETTORE…”

“Avvocato difensore??”

“Sì, quello che l’è, e Babet allora fa il CONTROBATTISTA!”

“Hahaha! Canterina, ma tu da grande farai l’avvocato?”

“Non lo so, ci devo ancora pensare.”

“Tremo solo all’idea…”