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Ritrovarsi

  • maggio 15, 2013 at 18:47

Ci sono giorni in cui ci si perde.

Magari per un breve periodo, o si perde solo una parte di sè.
Ma capitano.

Tornando da una giornata faticosa di lavoro, apro la casa e mi rendo conto che ho ancora i letti disfatti e per il resto… fa schifo. Ma questa ormai è una costante, quindi non me ne preoccupo. Mi preparo qualcosa per cena. Non ho le bimbe, oggi è il giorno dell’Homo, quindi ho tempo per decidere se rilassarmi un attimo o pensare a tutto il resto, prima di mangiare e uscire per le prove di teatro.
Riempio la vasca da bagno con oli essenziali profumati adatti all’occasione, rilassanti e rinvigorenti, e prendo un libro.
Un libro che ieri, “per sbaglio” ha attirato la mia attenzione mentre, “per sbaglio” sono entrata in una libreria a cercare… non so bene cosa.
“E’ lui!” ho pensato dopo aver letto qualche riga “E’ il suo momento!”

Così mi infilo in vasca e comincio a leggere.
Parole che cominciano a farmi riflettere, fin dall’inizio e mi aiutano, scorrendo serenamente sotto il mio sguardo avido, a fare il punto della mia vita.
Anche oggi.

Sì, ci sono giorni in cui ci si perde.
Ci sono situazioni che accadono a noi che ci disarmano, ci fanno vacillare.
E eventi che non accadono a noi direttamente ma a qualcuno che conosciamo, che ci sta vicino, e che sono così forti da farci tremare, sconvolgere. Che fanno sentire sulla pelle la precarietà dell’esistenza.
Ci sentiamo in dovere di tirare le fila alla nostra vita, di capire se è tutto a posto, di risolvere gli irrisolti, di far sapere alle persone a cui vogliamo bene che gliene vogliamo davvero e tanto.
Pensandoci può sembrare eccessivo, ma è automatico…

Torna in gioco l’incertezza, la paura di cui pensavi di esserti liberata e che, invece, si ripresenta per farti traballare.
E in quei momenti ti perdi.

Li ho vissuti in questi ultimi giorni.
E mi sono serviti tanto.
A rendermi conto di che persone meravigliose sono circondata, per esempio.
Amiche pronte a sgridarti, se necessario, ma che a tutti i costi cercano di farti ritrovare te stessa, quella Wonder che loro conoscono bene e che non vogliono perdere e non vogliono che perda nemmeno io.

Clienti che, con una parola al posto giusto, ti fanno capire la tua umanità e il tuo valore.

Naturopate-amiche che, con una frase al punto giusto, ti danno la visione giusta, ottimista, quella del “lato positivo”, quella che alla fine ti fa ringraziare di ciò che la tua vita, ancora una volta, ha voluto che tu provassi.

“Cazzo, mi ero persa!!! Vigliacca ladra!! Ero qui, in un limbo tra passato e futuro, che non riuscivo a vivere il presente!”

Ma la vita è in costante mutamento.
Ogni istante della vita è un nuovo inizio, che allontana dal passato, da ciò che è GIA’ vecchio.

“Questo istante, qui ed ora, è per me un nuovo punto di partenza!”

Mi rendo conto di come la mente sia uno strumento che possiamo utilizzare liberamente come vogliamo e il potere della mente è ciò che ci può aiutare ad affondare o ad elevarci. Dipende da noi, da come lo usiamo.

Confido che tutto ciò di cui ho bisogno mi viene dato nel momento, nel luogo e nell’ordine giusto.
Devo solo ricordarmelo.

Come devo ricordarmi che, in primo luogo, devo amare me stessa completamente e profondamente.

Le cadute, a volte di stile, rientrano nel gioco della vita.
Per rialzarsi a volte occorrono le parole di qualcun’altro, che ti smuovono dal tuo unico punto di vista che ti fa vedere solo ad un palmo dal tuo naso.
Gli altri sono uno strumento magnifico di crescita!
Siamo circondati dalle persone utili a noi, ci vengono messe accanto per poter essere utilizzate nella nostra crescita.
Ovviamente sta a noi riconoscere in loro uno strumento divino e sceglierlo. Come sempre.

Ringraziando delle amicizie che mi circondano, delle situazioni esterne che smuovono, delle vicissitudini personali che portano a cercare le risposte giuste per crescere, posso dire ufficialmente, parafrasando un cartoon che le mie figlie adorano, che potete scrivermi a:
“WWW – punto – WONDER MAMMA E’ TORNATA A VIVERE – punto – COM”!!!

Mi sono ritrovata.
Avanti tutta!!!
E ora chi mi ferma più??

E dove mi cade l’occhio…

  • maggio 12, 2013 at 00:13

E’ impossibile, disse l’orgoglio.

E’ rischioso, disse l’esperienza.

E’ inutile, tagliò la ragione.

Provaci, sussurrò il cuore.

Festa della Mammapiùfelicedelmondo

  • maggio 9, 2013 at 20:38

“Mamma, ti devo leggere la mia poesia!”

“Sarebbe ora di andare a letto…”

“Ti pregooooooo! E’ veloce! E’ per te!”

“Beh, allora cosa aspetti!”

Canterina è coccolona più che mai.
Sarà la sfuriata/chiacchierata dell’altro giorno.
Sarà che oggi abbiamo fatto meditazione insieme, solo io e lei, e poi l’ho tenuta tra le mie braccia per dieci minuti senza l’intrusione di qualche sorella.
Sarà che nota tante differenze, capisce ormai tante cose, le assimila, sa dove trovare i punti di riferimento per colmare i suoi bisogni e se li tiene ben stretti.

E’ un periodo che, anche a scuola (e le maestre confermano) è persa nei suoi pensieri, non è più così entusiasta, non “si butta” in prima linea come faceva una volta ma, anzi, deve essere spinta, ripescata dal suo rifugio.
Sembra una bambina rassegnata.

Rassegnata a qualcosa che non può cambiare (i genitori separati), per cui ha lottato con tutta se stessa, ha sgomitato, ha “urlato” il suo dissenso, ha combattuto… e ora, capendo che non ci può fare niente, e ha gettato la spugna, rifugiandosi in un’accettazione passiva che ogni tanto mi rattrista un po’.

Perchè non è da lei.
Ma è anche vero che bisogna fare dei passaggi che sono inevitabili. Che segnano, ma che aiutano a evolvere. Rimanere cristallizzati in uno stato troppo a lungo non fa crescere.
E per crescere bisogna affrontare la vita, con tutte le sue frustrazioni.

Io le sono accanto, ad aiutarla, ma rimanendo consapevole che non tutto il dolore si può evitare e a volte è difficile anche alleviarlo.

La guardo e la vedo così grande. Così forte e debole allo stesso tempo. Così triste e allegra. Così bambina e adulta.

“Canterina, ma tu condividi facilmente le tue emozioni con gli altri?” le ho chiesto oggi, nel tentativo di comprenderla ancora di più.

“Solo la felicità.” mi ha risposto, confermando i miei pensieri e dimostrando quanto riesca a leggersi dentro. Molto di più di quanto facciano alcuni adulti.

“Siediti lì e ascolta!!”
Canterina ha aperto il suo quaderno e, in maniera fiera e commovente, dritta come un fuso davanti a me, mi ha letto la SUA poesia.

<<A TE…

A te che mi guardi con occhi pieni di gioia,

a te che sei sempre nei miei pensieri,

a te che mi coccoli in ogni occasione,

a te dico che ti voglio bene.

A te che mi sei sempre accanto,

a te che mi fai sentire coraggiosa,

a te che consoli il mio cuore affranto,

a te dico che ti voglio bene.

A te che sei bella più della luna,

a te che mi riempi di gioia,

a te che cuci la famiglia come una tela,

a te dico che ti voglio bene.

A te che mi fai pensare fortunata,

a te che nel mio mondo sei al primo posto,

a te che sei unica al mondo,

a te dico che ti voglio bene.>>

… Non ho pianto prima, ma lo sto facendo ora.

“E’ bellissima, amore! Grazie! Grazie di cuore!!!”

“Prego mammina mia!! Sei la MIA mamma!!! Ma non piangi?”

“E’ commovente, sì. Sono rimasta senza parole! Sei bravissima a scrivere poesie… Ma io cucio la famiglia come una tela??”

“Sì, mamma. Lo fai. E sei anche più bella della luna!”

“Quanti complimenti! Ma ti faccio pensare fortunata? In realtà tu sei la fortuna fatta persona! Sei fortunata ad essere così splendida!”

“No, ho sbagliato, in realtà volevo dire che sono fortunata ad avere una mamma come te… Mamma… Scusa se quando mi arrabbio ti dico parolacce. Io ti voglio tanto bene anche quando mi arrabbio!”

“Lo so amore, non c’è bisogno di dirmelo. Anch’io ti amo tanto anche se mi arrabbio con te, lo sai.”

“Sì, ma tu lo fai per il mio bene… io lo faccio perchè non ragiono più! Forse dovrei imparare a controllarmi!”

“Sei un amore… Grazie davvero.”

Che altro dire…
E’ la conferma di ciò che è.

Il raccolto viene sempre dopo la semina…
Stasera raccolgo volando ad un metro da terra!!

Le figlie della saggezza

  • maggio 7, 2013 at 20:55

Santa polenta!

Ogni tanto vorrei uccidere qualche figlia!
Devo veramente concentrarmi per trattenere la Franzoni che è in me dall’uscire fuori!!

Canterina stasera ha oltrepassato alcuni limiti che, a parer mio, sono invalicabili.

Dopo essersi arrabbiata per non riuscire a organizzare una cosa tanto desiderata, per causa forze maggiori tra cui anche le sue allergie, si è impuntata (strano…..), intestardita (stranissimo…), arrabbiata in modo furente (stranissimissimo…), ribellata (decisamente insolito…).
Una cosa so di lei: se fuma verde dalle orecchie è impossibile farla ragionare anche con la calma serafica di Gandhi in persona. Bisogna aspettare che scorra via il treno dell’incazzatura e attendere che torni a temperatura ambiente, senza ucciderla nel frattempo.
Beh, non è poi tanto diversa dalla maggior parte dell’umanità…

Quindi è finita a letto senza cena.
Per il momento.
Tanto sapevo che alla fine si sarebbe risolto tutto nel migliore dei modi.
Ma mi fa sudare sette camicie per crescere!!!

Ha spaccato oggetti, sbraitato, urlato odio ai 4 venti, scritto parolacce…
Che gioiellino di bambina.
Una volta calmata, come sovente, abbiamo fatto una delle nostre fantastiche chiacchierate.

Sono andata in camera e le ho chiesto se aveva pensato a quello che era successo.
“Sì. E sono rimasta della mia idea!!! … Però ho anche pensato che forse tu me la puoi fare cambiare… con uno dei tuoi saggi e lunghi discorsi…”

“Ma è una speranza o una minaccia??”

“Una minaccia!”

“Allora non serve parlare se pensi che sia così.”

“No, è che io sono ancora della mia idea… però magari tu mi aiuti a cambiarla, forse…”

“Allora può essere una possibilità più che una minaccia?”

“… Una possibilità minacciosa!”

Abbiamo parlato a lungo, concordando sul fatto che quando ci si arrabbia bisogna prima di tutto fermarsi a fare tre bei respiri luuuuuunghi! Per evitare di fare o dire cose di cui poi ci si vergogna di sicuro, poichè abbiamo notato che, una volta scemata la rabbia, le nostre reazioni non sono più le stesse di prima e, anzi, ci dispiace di ciò che ci è “scappato”!

Abbiamo chiacchierato su come possiamo cercare di cambiare il nostro punto di vista sulle cose che non ci piacciono o che ci fanno rattristare. E su come possiamo chiedere aiuto, per esempio alla mamma, quando da sole facciamo fatica a farlo. Perchè è un allenamento. E ci vuole tempo per diventare brave!!

Insomma, alla fine le nostre sfuriate si rivelano sempre molto utili… magari non per il mio fegato, ma per crescere e per conoscerci meglio.

Si vede che nell’aria aleggiava ancora il clima “discorsi impegnativi”, perchè nell’ora della buona notte, Babet mi comincia un susseguirsi di domande e risposte su morti, aldilà, reincarnazione, missione di vita.

Io le dico come la penso a riguardo e che concordo con lei in tutto quello che ha detto, e le chiedo da dove le fossero venute tutte quelle illuminazioni.
“Così… le ho pensate adesso.”

“Mi fai quasi paura! Non avevamo mai parlato di queste cose… Adesso fai la nanna, però!”

Tento di dare la buonanotte ma si aggiunge Nanà, che deve esprimere anche la sua opinione per non essere da meno.
Su cosa probabilmente non lo sa nemmeno lei, però ce la mette tutta.

“MAMMA, SAI CHI HA CLEATO IL MONDO?”

“No, non lo so. Tu lo sai?”

“CELTO!”

“Eh già che sai sempre tutto. Allora chi l’ha CLEATO?”

“IL BINBENG!!”

“Aaaahhhh! Il BINBENG! E tu come lo sai?”

“PELCHE’ LO SO!”

“E chi te lo ha detto?”

“NESSUNO!”

“Mamma” interrompe Babet “C’è gente che dice che il mondo l’ha creato il Big Bang e c’è gente che dice che l’ha creato Dio!”

“E’ vero, amore…”

“Sai secondo me com’è andata? Dio ha creato il Big Bang che ha creato il mondo, così poi abbiamo potuto venire al mondo per vivere, come voleva Dio!”

“Sei una bambina molto saggia.”

“MA E’ STATO IL BINBENG!”

“Ma chi è ‘sto BINBENG??” prendo in giro Nanà

“BOH!”

“Ma come? Non lo conosci??”

“EH NO!”

“Allora dobbiamo andare a cercarlo!”

“EH GIA’!”

“E quando lo troviamo gliene diciamo quattro!!”

“MA NO!! … MA MAMMA!!! DOBBIAMO CELCALLO SU INTELNET!!”

Non ce n’è.
Sono avanti tutte quante…
Ognuna, a modo suo, mi bagna il naso!

Chi va piano… vuol dire che non c’ha fretta!

  • aprile 23, 2013 at 19:52

<<Ho fiducia nella Vita, ovunque io sia diretto.
Incontro sempre persone gentili e disposte ad aiutarmi.>>

Questa frase ho pescato stamattina…

E’ tutto vero.

Io adoro il mio osteopata!
Un ragazzo che a prima vista sembra stralunato, ma a mio avviso è il Bill Gates dell’osteopatia.
Tirocinante (si va al risparmio…), geniale, intuitivo, empatico, accogliente, altruista, istruttivo e tanto tanto umile.

“Wonder, come va?!”

“Male…”

“Ma non dovevamo vederci tra due settimane?”

“Appunto! Ho la schiena che fa schifo!”

“Ma come? Fai i massaggi agli altri e tu peggiori?”

“Io raddrizzo gli altri, a raddrizzare me ci devi pensare tu!”

“Per il resto?”

“Tutto bene!”

“… Hai una faccia sbattuta! Molto più dell’altra volta!”

“… Grazie… così dai una spinta fondamentale alla mia autostima!”

“Ma… sei dimagrita??”

“… Giuro che non volevo! E’ stato fatto tutto a mia insaputa! Ora gliene dico quattro a quei chili che ho perso!!”

“Ti vedo stanca…”

“No, nemmeno tanto…………….”

“Sembri fatta!”

“… Così la porti al suicidio la mia autostima!! Beh, saranno le ore di sonno mancate… solito, niente di nuovo!”

“Ti sei uccisa in questo week end?”

“Direi di sì.”

“E anche settimana scorsa??”

“Decisamente.”

“Praticamente sei ai soliti ritmi?”

“Come hai fatto ad indovinare?”

“Wonder! Così non va! Devi mollare qualcosa!”

“Ti ci metti anche tu adesso???”

Chiacchieriamo un po’ sulla questione priorità (a me sembrano tutte priorità…), doveri e diritti (questi ultimi molto latenti nella mia vita…), prendere del tempo per me stessa (gli rido in faccia sguaiatamente…), volermi bene… Questo a modo mio son sicura di farlo. E’ nel lato pratico che pecco.

Io sono consapevole di tutto, mi sono già detta che devo tagliare qualcosa, che devo imparare a dire di no, che se vado avanti così schiatto, ma ho energia da vendere e a volte mi sopravvaluto.

“Giovedì sono andata in Emilia a portare gli aiuti ai terremotati con un’amica e la mia auto piena zeppa di scatolini e scatoloni che non ci stava più uno spillo. E’ stato molto soddisfacente a livello umano, ma anche un tuor de force. Undici famiglie… Ma mi sono ripromessa che la prossima volta delego.”

Mi guarda.

“Giuro.”

Mi guarda.

“Mi puoi picchiare se non lo faccio.”

“Scuola, bimbe, lavoro, corsi nei week end, Emilia, teatro, casa e faccende, visite… Io non conosco nessuna che tenga i tuoi ritmi e sopravviva!”

“Io sì! Tutte le mamme o quasi fanno così!!”

“Ma tutte sono separate con tre figlie??”

Cribbio! A questo non so cosa ribattere, mi ha messo all’angolo!
Questo discorso mi è familiare… me lo hanno già fatto. Devo cominciare ad assimilarlo.

“Beh, non tutte posso avere la mia fortuna! Comunque almeno due ci sono.”

“Chi? Wonderwoman?”

“Esatto! E pure la donna bionica!”

Ridiamo mentre mi perfora un muscolo pelvico o qualunque cosa sia…

Rifletto sul fatto che sono veramente circondata da angeli custodi che si prendono cura di me.

“Wonder, ti fai carico dei problemi degli altri?”

“Per il fatto che ho mal di spalle??? Mi sembra di non farlo…”

Bob mi dà sempre ottimi spunti da cui partire.
Ci penso un po’.
No, sono sicura di ‘farmi carico’ solo delle mie figlie.
Ho imparato a distaccarmi.
Certo faccio fatica a dire di no… ma quello è un altro discorso!

“Caspita Bob! Mi fai riflettere! Ma se ci penso bene posso dirti che ho imparato ad ascoltare, ad essere d’aiuto senza portarmi a casa i problemi delle persone. Mi spiace certo se qualcuna sta male, ma non assorbo il suo dolore. Sono sicuramente più utile così. Il distacco è doveroso. Essere empatici non significa forzatamente assorbire, ma a volte semplicemente “sentire” l’altro, “vedere” anche ciò che lui non vede e tentare di portarlo nella giusta direzione, ma senza forzature.”

“Cavoli come hai ragione!”

“E’ quella semplicità di cui ti parlavo prima che forse porta ad essere veramente capace di smuovere le montagne. Ma le proprie montagne, non quelle degli altri. Ognuno deve essere in grado di spostarle da solo, solo così è un percorso di crescita. Il cambiamento ognuno di noi deve sceglierlo e nessun’altro può obbligarci a cambiare, specialmente se non lo vogliamo.”

“Cavoli! Che begli spunti che mi dai ogni volta!”

“Ma se sei stato tu a darmi lo spunto per far questa riflessione?? Vedi, a volte ci serve fare qualche passaggio che non ci è chiaro e possono essere gli altri a portarci sulla strada giusta. Gli spunti si trovano ovunque. Io ho un sacco di strumenti per supportare la mia crescita. Ho te, la psicologa, la santa naturopata che ci vede tre volte l’anno ma poi fa tutto un sostegno fondamentale telefonico per tutto l’anno, i fiori di Bach -manna dal cielo-, delle amicizie deliziose!”

“E’ vero! Hai scelto un sacco di strumenti utili!”

“Hai detto proprio bene… Li ho scelti io. Li ho cercati e me li tengo stretti. E’ la voglia di venire fuori da una situazione che dà sofferenza o anche solo un semplice disagio che ti fa muovere nella ricerca di soluzioni o, meglio, aiuti. Ma è proprio vero che dobbiamo essere noi a scegliere. Come sempre!”

“Cavoli! Mi porto a casa dei bellissimi nuovi valori su cui riflettere!”

“Ma smettila! Io ringrazio te! Anche perchè adesso la schiena va molto meglio!”

“Però tenta di farla durare! Rallenta! Molla qualcosa! Promesso???”

“Promesso!”

“Veramente Wonder!”

“Ma lo dici come se non credessi che lo farò… mi conosci così bene?? Giuro che me lo ripeto da un po’ e me ne sono resa pienamente conto. Ho già fatto il primo grandissimo passo verso la consapevolezza, sai?”

“E qual è stato?”

“Darmi della cogliona da sola! Ora che siamo in due, però, ne ho proprio le prove!!!”

Semplicità

  • aprile 22, 2013 at 19:55

<<La vita è più semplice di quello che pensi, e a mano a mano che arriverai a capire come funziona, e a capire il Potere che hai dentro di te, sperimenterai la magia dell’esistenza nella sua pienezza, e allora avrai una vita meravigliosa! >>
(Rhonda Byrne)

Siamo sempre noi a complicarci la vita!!
Ciò che è semplice sembra non andar bene perchè è troppo semplice…
Ma è nella semplicità delle cose che troviamo la felicità.

E’ così difficile?
Semplicità non vuol dire bianco o nero.

Vuol dire…
Non ho capito? Ho un dubbio? Mi sembra strano? Alzo il dito e domando.
Voglio comunicarti qualcosa? Apro bocca e te lo dico con chiare e semplici parole, per non correre il rischio di essere frainteso.
Sono stato frainteso? Rifaccio da capo.
Desidero qualcosa da te? Non aspetto che tu lo capisca, te lo chiedo.
Voglio qualcosa? Mi attivo per ottenerla, senza intaccare chi mi sta intorno. Perchè far del male agli altri non è prerogativa necessaria per sperimentare la nostra libertà.
Non mi piace qualcosa? La cambio.
Non posso cambiarla? L’accetto, tentado di farne un mio punto di forza e non una fonte di dolore.
Non mi piace qualcosa di me? Cambio, mi miglioro, cresco.

Le scelte possibili sono sempre due: accettare le condizioni in cui viviamo o assumersi la responsabilità di cambiarle…

Assumersi la responsabilità.
E tutto diventa più semplice.

Ieri riflettevo sulla Semplicità, sul come a volte sembri così complicato per gli altri essere semplici e devono complicarsi la vita a tal modo che io faccio fatica addirittura a ritrovare il filo del discorso…
Arrivo in aula e trovo un foglietto stampato, uno per ogni partecipante.
E nemmeno a farlo apposta leggo…

<<La semplicità può essere più difficile della complessità: devi lavorare duro per ripulire il tuo pensiero e renderlo semplice. Ma alla fine paga, perchè una volta che ci riesci puoi spostare le montagne.>>                   (Steve Jobs)

Emozioni

  • aprile 20, 2013 at 23:42

In questo week end sto frequentando un corso meraviglioso: si parla di emozioni, del saperle riconoscere in se stessi e negli altri, di imparare a conoscersi tramite le proprie emozioni.

Episodio tipico ‘mio’…
In pausa pranzo andiamo a mangiare ad un ristorantino giapponese lì vicino.
Non ci accorgiamo di avere tutte (sì, le partecipanti sono tutte femmine, come usuale in questa tipologia di corsi) ancora attaccata l’etichetta con il proprio nome sul petto.
Così io vado alla toilette informando l’intera clientela che mi chiamo Wonder e le mie colleghe allo stesso modo.

Mentre ci accingiamo ad uscire, un ragazzo che pranzava con la sua fidanzata ci ferma e ci chiede come mai siamo tutte “nominate” in quel modo.
Gli spieghiamo il perchè.

“Sembravate quasi le concorrenti di Ok il prezzo è giusto!” scherza.

Così io non mi faccio scappare l’occasione e a gran voce, ignara dell’effetto stadio, mi metto a urlare battendo le mani:
“Il prezzo è ok per la signora.. WONDER!! CENTO! CENTO! CENTO!!!!!! GIRA LA RUOTA… GIRALA!!!”

No, il corso non mi ha fatto male.
Forse saranno stati gli spaghetti di soia…

Oggi ho avuto tante conferme di ciò che ho imparato e sto imparando sul mio percorso di vita.

Ho avuto modo di capire che è importante come ascoltiamo e come parliamo agli altri.
Ma questo non implica allo stesso modo che chi abbiamo di fronte sia in grado di ascoltarci veramente o di parlarci in maniera adeguata.

Gli altri ci dicono ciò che noi non vediamo o che non vogliamo vedere.

Proprio stasera mi è capitato di provare a di dire “Ti sto ascoltando, aiutami a capirti…” e ricevere un bel “Non mi capisci e non mi ascolti.”

Ho imparato a farmi mille domande in base a ciò che mi dicono gli altri e così a conoscere me stessa.
Se una cosa mi da fastidio mi chiedo quando io mi comporto allo stesso modo, perchè i difetti che non sopportiamo negli altri sono il nostro specchio.
Nonostante io mi metta sempre in discussione ho ricevuto un bel “Non vuoi vedere!”
Ho chiesto “Cosa?”
Mi è stato risposto “Te l’ho già detto!” come se fosse inutile farmi tentare di mettermi nei panni dell’altro e cercare di capire perchè uno si arrabbia.

Sarò tarda… è molto probabile. E allora??
Che male c’è a ripetere le cose più volte se dall’altra parte c’è la voglia di risolvere?
Forse l’altro ha già deciso che non è risolvibile… beh, in quel caso lì allora è inutile ripetere!

Oggi ho imparato una bellissima cosa: ci sono emozioni che tentano di venir fuori, ma il nostro EGO ci si pone davanti, rendendole insicure, paurose.
Per capirle, per vederle, dobbiamo mettere da parte il grande colosso che è il nostro EGO, in modo che venendo fuori possiamo riconoscere se sono emozioni equilibrate e se hanno bisogno un aiuto per tirare fuori il meglio di sè.

Ogni evento ci provoca emozioni.
Non esistono emozioni giuste o sbagliate, ma solo emozioni provate, sentite.
Lo stato emozionale è VERO nel momento in cui lo si prova.
Poi dobbiamo scegliere cosa fare.
Possiamo rimanere in quell’emozione dicendo “Sono fatto così.” ma questo ci porta a spostare il focus sugli altri per non muovere noi stessi; inoltre quel “Sono fatto così, che ti piaccia o no!” significa ”Io reagisco con quest’emozione e mi va bene così!” ma a volte la reazione è così brusca che mi chiedo se l’altro ha veramente piacere a rimanere in quello stato senza chiedersi il perchè.
Oppure, appunto, possiamo valutare le nostre emozioni.
L’analisi di queste nostre emozioni ci porta a conoscere noi stessi.
Una volta colte, puoi scegliere se rimanere lì o fare un percorso di cambiamento.

Sempre di scelta si tratta.

Il viaggio dentro noi stessi è il più complicato che ci sia.
Capirci tramite le nostre emozioni non è assolutamente facile, ma è un percorso di crescita inevitabile se si vuole andare avanti.

E c’è una cosa importantissima di cui tener conto: ogni difetto nasconde una virtù!
Se riusciamo a riequilibrare la parte negativa, salterà fuori una splendida virtù di cui siamo stati dotati, che ci caratterizza e che ci ciuta ad affrontare la vita nella nostra talentuosa unicità, in maniera positiva, amorevole, proficua.

In questo momento mi sento in difficoltà.
Pensavo che avrei provato alcune emozioni forti, ma per ora ciò che provo è stranamente molto diverso.
Altre emozioni.

Allora mi analizzo, per conoscermi, per capirmi.
E mi rendo conto che i cambiamenti che ho conquistato nella vita mi hanno modificato.
Ci penso un attimo e mi dico che son contenta di queste emozioni.
Non che siano piacevoli, ma sono la prova di ogni singolo passo che ho solcato negli ultimi tempi.
E di come sia vero che siamo noi a permettere agli altri di farci soffrire, di ferirci, di farci arrabbiare.

Siamo noi.

Quindi quando ci sentiamo feriti per qualcosa che ci è stato detto, quando ci sentiamo offesi, irritati, incompresi, delusi… chiediamoci perchè NOI stiamo aprendo le porte alle danze di queste emozioni.

Io sono la prova vivente che la rabbia siamo noi a gestirla!
Un tempo il mio ex marito mi faceva arrabbiare solo a respirare, tanto che ho preso in cosiderazione più volte il noleggio di un lanciafiamme.
Mi dicevo giustificata… e chi non mi avrebbe giustificato?
Sicuramente ero giustificata… ma, giusta o sbagliata che fosse quell’emozione, ero io a permetterle di venire a galla!
Ora non riesce a farmi arrabbiare nemmeno se si impegna con tutto se stesso.
Ho scelto di abbandonare la rabbia e così è stato.
In un percorso di quattro anni e mezzo, ma così è stato.

Noi abbiamo il potere su noi stessi.
Se continuiamo a dirci “E’ così, punto!” non andremo mai da nessuna parte.

Sento che arriveranno altre emozioni da tenere a bada, magari a valanga,magari una alla volta, bussando timidamente nella speranza di inserirsi nelle mie frenetiche giornate senza respiro.
Mi prometto di ascoltarle e di valutarle, anche se so già che sarà difficile…

<<Le difficoltà noi le chiamiamo sbagli o fallimenti, ma non preoccupiamocene perchè sono la prova che stiamo raggiungendo cose più grandi.>>

Ogni giorno è buono per crescere.

  • marzo 18, 2013 at 22:15

Quante volte pensiamo di essere arrivati e poi, per un nonnulla, scopriamo di essere semplicemente giunti ad un’altra tappa del nostro infinito cammino di crescita.

Quante volte, dopo il nostro lungo e sudato percorso, sentiamo di aver raggiunto elevati liveli di consapevolezza che ci distinguono, senza superbia alcuna ma con semplice realismo, da chi abbiamo di fronte, che vediamo in lotta per superare il suo prossimo gradino di consapevolezza, coscienti che ci dovrà arrivare da solo. E poi ci ritroviamo a scalare noi stessi il nostro gradino successivo, guardando con stupore la strada che ci manca, come se sembrasse sempre troppa.

Non si smette mai di crescere.
Non si è mai arrivati.
Ognuno al proprio livello, ma sempre in cammino.

Tanta fatica per giungere dove siamo e poi a volte ricadiamo nell’errore di mettere in discussione le nostre conquiste.
No. Quelle non sono in discussione.
Abbiamo faticato per raggiungere le nostre vette, non importa se basse o se alte, sono le nostre vette.
A volte l’insicurezza che vaga ancora residua nelle nostre vene tenta di farci barcollare.
A volte la paura di perdere qualcosa o qualcuno ci fa fare passi indietro.
Capiamo però che Noi siamo quel che siamo grazie ad una dura battaglia che ci ha segnato, lasciando parecchie cicatrici e sappiamo anche che ciò che Siamo ora non è definitivo, ma è un Noi in crescita.

Per essere comprensivi con gli altri dobbiamo innanzitutto comprendere bene noi stessi. E per comprenderci dobbiamo accettarci.
E costringerci a non ripetere più gli stessi errori…

Siamo sempre di corsa, sembra quasi di non aver tempo nemmeno di respirare. Bruciamo energie che non abbiamo e non possiamo farne a meno perchè non sembra esserci altra scelta.
Ad un certo punto però la coscienza ci richiama all’ordine, ad uno stop: venti minuti di meditazione, dedicati a Noi Stessi e a nessun altro.
Pensiamo che avremmo tante altre cose da fare, persone da chiamare, mail da scrivere, carte da fotocopiare, moduli da compilare, settimane da organizzare e che quei venti minuti sono preziosissimi nel nostro menage.
Però questa volta diamo retta al nostro istinto… forse di sopravvivenza, dell’anima… e ci fermiamo un attimo.

Abbiamo bisogno di ritrovare noi stessi.

Respiriamo profondamente alla ricerca della nostra Luce interiore, dimenticata da qualche parte dentro di noi nelle ultime settimane, e sentiamo una voce che ci dice:
“Sei tu. Sei qui. Sei perfetto così come Sei.”

Ci siamo ritrovati.
Siamo Noi, cioè ciò che abbiamo scelto di Essere.
Siamo qui, ora, nel presente, lo viviamo essendo Noi Stessi, con le nostre grandi conquiste e con i nostri immensi limiti.
E dobbiamo cestinare qualunque dubbio ci venga in mente: Siamo perfetti così come Siamo…

E siamo noi a scegliere come vogliamo Essere, oggi.

Io voglio riuscire a far tesoro degli insegnamenti che ho imparato finora, senza mortificarmi, ma utilizzandoli come arma d’Amore verso il prossimo.
Mi faccio questa promessa.
Voglio accettarmi per ciò che sono, in modo che lo possano fare anche gli altri.
Che mi possano scegliere così, come sono oggi e come sarò domani, che sarà sicuramente migliore di ieri, perchè ogni giorno è buono per crescere.
Lo prometto…

<<Prometto a me stesso
di essere così forte che nulla potrà disturbare la serenità della mia mente.
Prometto a me stesso
di parlare di bontà, bellezza, amore ad ogni persona che incontro;
di far sentire a tutti i miei amici che c’è qualcosa di grande in loro;
di guardare il lato bello di ogni cosa e di lottare perchè il mio ottimismo diventi realtà.
Prometto a me stesso
di pensare solo al meglio, di lavorare solo per il meglio, di aspettarmi solo il meglio,
di essere entusiasta del successo degli altri come lo sono del mio.
Prometto a me stesso
di dimenticare gli errori del passato per guardare a quanto di grande posso fare in futuro;
di essere sereno in ogni circostanza, di regalare un sorriso ad ogni creatura che incontro;
di dedicare così tanto tempo a migliorare il mio carattere, da non avere tempo per criticare gli altri.
Prometto a me stesso
di essere troppo nobile per l’ira, troppo forte per la paura, troppo felice per lasciarmi vincere dal dolore.>>

E, come direbbero le mie bimbe, le promesse si mantengono…

Figlie adulte

  • marzo 11, 2013 at 20:14

“Mamma! Ma quei fiori chi te li ha regalati??”

“Me li ha regalati Moroso…”

“Per farsi perdonare???”

“… Può essere. ”

“Perchè ha capito che cavolata stava facendo?!!”

Fisso Canterina per capire in che parte della sua cerebrale testolina possano prodursi tali commenti e tali idee.

“Perchè ha capito che cosa stava perdendo, vero??!”

“… Ma un bel, semplice, poco impegnativo discorso da bambina non si può fare con te???”

Ultras di palla prigioniera

  • marzo 3, 2013 at 21:54

La classe di Canterina, oggi pomeriggio, ha partecipato ad un torneo finale di dodgeball tra le classi quinte di diverse scuole milanesi.

Hanno vinto!

Devo ammettere che la loro è veramente una bella classe (siamo state fortunate!), seguita da due meravigliose maestre che hanno saputo creare il clima di affiatamento e solidarietà tra compagni.
E con dei genitori, in gran parte affiatati a loro volta, che sono più pazzerelli dei figli.

Abbiamo urlato che nemmeno la curva sud di San Siro…

Quando Nanà mi veniva ad interpellare, mancava poco che la tirassi in aria per l’eccitazione, stile petardo umano…

Il loro “allenatore” non aveva un gran chè bisogno di gridare consigli tattici: ci pensavamo noi mamme, supportate dalla maestra molto più discreta…

Ma non eravamo esaltate dall’agonismo a cui, spesso e volentieri,  vengono spinti i ragazzi fin dalla più tenera età, spronandoli a vincere a tutti i costi.
Eravamo cariche e gioiose nel vedere lo spettacolo che ci si apriva davanti agli occhi…

E’ così bello vedere un branco di ragazzini di dieci anni giocare, divertirsi, fare gruppo, sostenersi, aiutarsi, lottare per lo stesso obiettivo, spronarsi, esultare, festeggiare la meritatissima vittoria, volersi bene, essere soddisfatti di se stessi…

Potrei dire che è quasi commovente.
Perchè è un’esperienza che ha insegnato loro un sacco di cose e che si porteranno nel cuore per tutto il resto della loro vita.
Sono quei ricordi che rimangono nella memoria, lasciando un bel segno.

… Come la mamma che esce dal centro sportivo senza più un filo di voce!

“Mamma, perchè non riesci più a parlare??”

“Tesoro, perchè non sono abituata a fare l’ultras!!”