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La cenerentola dei peoci

  • giugno 14, 2011 at 13:53

Primo giorno di oratorio feriale.
Canterina, straripante come al solito, non vede l'ora.
Babet, timida come al solito, non si vuole staccare dalla mia gamba.
Nanà, per non essere da meno, in fase di mammite acuta, ha dovuto essere strappata dalle mie braccia dalla maestra della scuola materna, e me ne sono andata mentre piangeva disperata.

"Canterina, mi raccomando, lei non conosce nessuno, già è timida, per cortesia tienila con te! Un po' di attenzione in questi giorni, per farla ambiantare, ma mi raccomando. Ti conosco. Fai la brava sorella maggiore, d'accordo?? Te la affido."

"Sìììì mammaaaaaa!"

Non ho fatto in tempo a girarmi che Canterina se ne era andata a giocare con le sue compagne, lasciandomi Babet aggrappata alla gamba.

Un record.

"Vieni Babet. andiamo a vedere il salone, ti presento qualche grandone e prendo tua sorella a randellate."

"Wonder! Dalla me la tua Babet. Andiamo a cercare tua sorella?" mi dice una ragazza che riconosco solo dopo qualche secondo. Com'è diventata grande. Come passa il tempo quando ci si diverte!

"Vai con Caia, amore?"

"NO!" e non si scolla dalla gamba.

"Ma tu lo sai che lei era alta così quando la mamma faceva l'educatrice all'oratorio? E' la prova che anche tu puoi crescere!"

"Sì, la tua mamma era il capitano dei blu!"

Manco mi ricordavo di essere stata il capitano dei blu.
Ogni tanto mi capita di rivedere qualche ragazzina… ormai ventenne… che ho "tirato su" in qualche oratorio feriale, o con la squadra di basket, o con la catechesi. Alcune in verità sono già donne.
Ho fatto il mio percorso, penso.
Ho dato forse a qualcuno e qualcosa forse è rimasto.
Quello che ricordo con piacere è di avere dato con il cuore, con entusiasmo, con gioia.
Vedermi ora con le mie bambine per mano, a consegnare il loro tempo e la loro educazione a chi mi rammento alto un metro in meno, fa specie.
E mi fa sentire pure un po' vecchia!

La sera le bimbe mi raccontano la giornata.
Sì, Babet è sopravvissuta, anche se ci sono state diatribe perchè la grande non la voleva "a cozza tutto il giorno" e la media non voleva "scozzarsi per tutto il giorno", ma sono riuscita a superare la questione ragionando con loro e distribuendo impegni scadenziati ad ognuna.
"Tu, Canterina, per una settimana hai l'impegno di stare accanto a tua sorella, senza arrabiarti."

"Ma allora gli impegni sono due! Stare con lei e non arrabbiarmi!" da grande farà l'avvocato…

"E tu Babet hai una settimana di tempo per fare nuove amicizie. Con i tuoi compagni di squadra, con bambine della tua età, con i pali della luce, con i rubinetti del bagno… Con chi vuoi, ma ti devi dar da fare, occhei?"

"Sììììì…" di un convinto che faceva venire i brividi…

Ieri mattina è andata molto meglio.
Babet mi si è incollata all'altra gamba e non mi voleva mollare più.
… Molto meglio solo perchè io sono sempre positiva. Dentro.
A fatica sono riuscita a fuggire dalla porta principale.

Stamane ancora meglio.
Ho addocchiato alcune amichette di Canterina e ho lanciato Babet come uno jo jo, dicendole di andare avanti che la sorella sarebbe arrivata subito. E come uno jo jo mi è tornata indietro e si è agganciata al mio fianco come  un'imbragatura da scalatore.
Ma sono ottimista.
Sono in attesa trepidante della sua evoluzione.

Prima o poi, dalla grande cozza che è, si trasformerà in una piccola e lucente ostrica!
Con tanto di madreperla e padre…

Calma e sangue freddo

  • agosto 31, 2010 at 22:44

Avete mai provato ad andare amorevolmente a svegliare una figlia e trovarla con la faccia tutta insanguinata?
A me è capitato stamane.
Entro in cameretta, accendo la luce, bisbiglio frasi dolci da risveglio e vedo Nanà, ancora immersa nei sogni, con la faccia tutta piena di sangue, il cuscino pieno, il letto e il pigiama che avevano avuto la loro dose, le braccia e le mani tutte sporche.

Ho avuto secondi di vero ed intenso panico.
Tre per l'esattezza, prima di accorgermi che la sfumatura di rosso era troppo scura per essere fresca e allora ho iniziato a rallentare la respirazione e a chiedere con tono mellifluo:
"Ma… amore della mamma… cosa… è … successoooo? Da dove arriva tutto quel sangue??"

Le sorelle sono piombate su di lei in un istante mentre la piccola Nightmare, aprendo gli occhi e non capendo cosa succedeva, si rendeva solo conto di non riuscire a muovere i muscoli facciali incastrati sotto tutta quella crosta ematica, stile Hannibal Lecter.

"Tesoro, vieni che andiamo a lavarci la faccina… Nanà, per caso stanotte hai messo qualche dito nel naso?"

"SI'!"

"Ma la mamma te l'ha già detto che hai il nasino delicato e se continui a trapanarlo così prima o poi troverai il petrolio… Dimmi la verità, l'hai fatto perchè avevi il pigiama e le lenzuola pulite appena cambiate, vero???"

"SI'!"

"Occhei, è ancora presto. Non sai quello che dici."

Nonna M. mi dice che anche in mattinata ha avuto perdite dal naso e stasera la storia si è ripetuta un'altra volta.
Se n'è accorta Canterina, mentre Nanà colava sangue su vestiti e pavimento senza rendersene conto.
E visto che scappa sempre nei momenti migliori mi son ritrovata a tenerla a testa in su, a stringerle il naso, a passarle il ghiaccio, a infilarle pezzettini di carta igienica nelle narici, tutto mentre era seduta sul gabinetto.
Nel frattempo, per ottimizzare i tempi, le ho anche tagliato le unghie dei piedi.

Ora è nel lettone che dorme circondata da asciugamani, la mia piccola cozza.
Oggi era più cozza-sullo-scoglio del normale.
Sono arrivata da lavoro più tardi del solito e a casa di Nonna M. ho scroccato un pasto-merenda, con lei in braccio. Ho bevuto con lei in braccio. Chiacchierato con lei in braccio. Abbracciato le sorelle con lei in braccio. Fatto la pipì con lei in braccio.

A casa poi mi seguiva in ogni angolo, aiutandomi a fare i mestieri piuttosto che stare con me.
Mentre stendevamo i panni le cantavo:

E Pimpirulin piangeva
voleva mezza mela
la mamma non l'aveva
e Pimpirulin piangeva.

A mezzanotte in punto
passava un aeroplano
e sotto c'era scritto
ma Pimpirulin sta' sitto!

"Ora cantamela tu, Nanà."

"NO DAIIII MAMMA! TU HANTA!"

"Occhei, ti aiuto io… E Pimpirulin…?"

"ANGEVA!"

"Voleva…?"

"MEGGIANOTTE!"

"La mamma…?"

"HADEVA PEJ TTEJJA E SI FACEVA MALE, SUL SEDEJE!"

"E Pimpirulin…?"

"ANGEVA!"

"A mezzanotte…?"

"AJJIVA LA SUA MAMMA! E VA A HASA SUA!"

"Passava un…?"

"AOPLANO!"

"E sotto c'era…?"

"CHITTO!"

"Ma Pimpirulin…??"

"FAI SILENCIO!"

Probabilmente ha perso troppo sangue.

Tacco 10

  • aprile 1, 2010 at 01:03

Stasera Nanà mi si è addormentata avvinghiata addosso, come ogni mercoledì.
Le sorelle sono dal padre e lei, al suo rientro serale, si identifica nell'ultima cozza vivente e si appiccica a mamma scoglio fino allo sfinimento. Dello scoglio.

"Dove vuoi fare la nanna?"

"FUI' MAMMA!"
(= qua nel lettone della mamma… e che è, mi pigli per scema?? L'unica sera che non ho le sister tra le balle e posso godermi il Grande Letto senza che tu borbotti e lanci minacce a chi prova ad infilarsi sotto le tue coperte… Ovvio, no??)

Ha iniziato ad agitarsi come una tarantola fino a che non ha trovato la sua posizione.
Ha perso la posizione circa sessanta volte, chiedendomi "AFFUA", la povera piccola disidratata.
Mi ha tirato qualche manata in faccia.
Ha pronunciato venti volte la parola MAMMA senza un seguito ben definito.
E, dopo il mio ventesimo "Sono qui amore… appiccicata a te… guancia a guancia… fai la nanna ora…" si è addormentata, sdraiata completamente sul mio braccio (circolazione periferica persa), con la testa sul mio naso (respirazione faticosa) e con la manina incastrata per benino nella mia collana che ci è voluto Giucas Casella per riuscire a liberarmi.

La guardavo addormentarsi alla luce blu del fantasmino, mentre mi stringeva forte la faccia e gli occhietti si chiudevano, bramosi di raggiungere Morfeo e la combricola per un bel pokerino notturno. Mentre combatteva contro il sonno per la voglia di "stare" ancora un po' con la sua mamma, con quelle guanciotte rosse e tonde che ricordano tanto Heidi e l'omino Michelin messi insieme.
Era così dolce e paffutella. E aspettando che il mio angioletto si addormentasse per benino per potermi sottrarre alla sua morsa, tra me e me pensavo:
"… La prossima volta che metto i tacchi sarà alla laurea di Canterina!"

Io non metto quasi mai i tacchi. Anzi, di più che quasi mai.
Li mettevo anni fa, quando rimanevo in ufficio per otto ore al giorno.
Ora sono sempre di corsa, macino chilometri, spesso con in braccio il mio piccolo peso-piuma, sacchi, borse, soma e chi più ne ha più ne metta.
Come si fa?
Inoltre con i tacchi devi saperci camminare.
Se hai un buon incedere i tacchi fanno "figa", se no fanno più da "bastone tra le chiappe"…
Io sono per la seconda.

Ma ogni tanto la femminilità remota che è in ognuna di noi chiama e, mannagia a me e a chi m'ha inventato, oggi ho risposto. E non con qualche misero centimetro, no… con un bel paio di stivali tacco 10!!

Non mi ricordo nemmeno perchè li comprai, visto che non ci so camminare, ma dovrò pur usarli per consumare le suole?! E quale giorno migliore di quello che esci la mattina presto e torni la sera tardi?
Nella vita precedente ero un furetto, ne sono certa.

Stasera avevo i piedi fumanti e mi sembrava di aver camminato sui ceci dal formicolio che iniziavo a sentire.
Ed è per quello che il mio inseparabile Murphy è entrato in azione.

Stavo uscendo da uno stabile, erano ormai le otto. Delle persone avanti a me, in lontananza aprono il cancello e mi fanno cenno di aspettarmi.
A occhi e croce mancheranno 40 metri. Vedo le stelle… nei piedi. Di fare la brillante e allungare il passo non se ne parla. Faccio cenno di andare pure, ringraziando.
Quando con molta calma arrivo al cancello, l'interruttore di apertura non va.
Lo schiaccio per benino, ma non va.
Lo disintegro a pugni, ma non va.
Bene.
La portineria è chiusa. Non c'è anima viva intorno tranne questo strano signore che è in auto qua davanti al cancello grande da dieci minuti. Ma meglio non dare confidenze.
Poco dopo Flinstone esce dall'auto e si avvicina.
"Mancherà l'elettricità… non si apre nemmeno il cancelletto? Mancherà l'elettricità…"

"Penso anch'io." meglio assecondare.

"Non va??"

"No, ho schiacciato ripetutamente ma…"

Ma Flinstone, come la gran parte degli uomini, non si fida e deve provare a schiacciare l'interruttore da sè.
Pensi che sia deficiente? Che non sappia prendere la mira con il pollice? Ho usato anche le altre quattro dita, ma se non va non va…
"Mancherà l'elettricità…"

Flinstone prende e se ne ritorna verso i box.
Bene.
Di ritornare sui miei passi non se ne parla nemmeno, proprio perchè sono passi. E poi chi potrei avvisare?
Posso sempre aggrapparmi al cancello come una sanguisuga e cercare di scavalcarlo, lanciando prima di là la borsa e indossando un cappuccio mimetico. Se non fosse alto circa tre metri.
Potrei non respirare finchè non riesco a passare attraverso le sbarre… Oggi non ho nemmeno mangiato… Potrei provare a sgranocchiarle…

Arriva una ragazza dal lato esterno. Io sorrido e la fisso. I miei piedi iniziano a parlare da soli.
Mi guarda stranita.
"Non va l'interruttore!"

"Ah…"
Tira fuori un mazzi di chiavi e prova ad aprire il cancello.
Un minuto. Due minuti.
Il mio sorriso si sta trasformando in un'espressione di terrore, non sento più gli alluci.
Dopo cinque minuti che Occhi di Gatto sta tentando di scassinare la serratura di (probabilmente) casa sua, arriva Bell'omo.
Sorride e mi guarda con un punto di domanda stampato in fronte.
"Non funziona l'interrutore…"

Tira fuori le sue chiavi ma quando nota il lavoro di fino che Occhi di Gatto sta tentando di fare, indugia e mi guarda.
"San Pietro… ci sta provando da cinque minuti."

Dopo aver esitato ancora un po' per eccezionale galanteria, accenna un:
"Magari ci provo io da dentro…" probabilmente sollecitato dal rossore incandescente che si intravedeva dai miei stivali.

Bell'omo inserisce le chiavi e apre. Mitico.
Fa passare cortesemente Occhi di Gatto e accenna a lasciarsi precedere da me.
Mi viene da piangere.
No, non per la cavalleria di altri tempi, ma perchè è giunto il momento di riprendere a camminare.
Sorrido e sudo. E con mooooolta calma e indifferenza, passettino dopo passettino, vado verso la Wondermobile.

Ancora due passi… dai che ci sono… apro la port… SPAAMMMM!
Pianto uno di quei voli da saggio artistico!!
Per fortuna tra le due auto parcheggiate e per fortuna non c'era anima viva che potesse godere della gran figura di merda.

Da domani Carmelitana Scalza.

La Pagura Bernarda

  • novembre 2, 2009 at 23:07

Non solo di notte, ma anche di giorno…

Nanà è una supercozza più pagurosa del solito.
Mi sa che dentro di sè sente che tra qualche giorno la sua adorata mamma inizierà ad andare a scuola e non la vedrà fino a pomeriggio inoltrato.
I bambini le sentono queste cose.
Quindi si incolla tipo superbostick alle mie gambe ovunque vada, mi chiama 857 volte in un giorno pretendendo risposte affermative ad ogni sua richiesta, mi risponde a tono manco avesse già 12 anni, mi ordina cosa fare e dove sedermi se, in un momento di buona, mi metto a giocare con lei mentre le sorelle si pestano nell’altra stanza.

Nel pomeriggio ho dovuto parlare al telefono mentre mi rannicchiavo nascosta dietro al divano e lei mi spingeva il cucinotto addosso per celare la mia presenza ingombrante al resto del mondo.
Il suo comando universale è:
"MAMMA… FUI’! MAMMA… FUI’! … HA HAAA!"

Stasera ho dovuto sbucciare la pera alle sorelle seduta per terra con le gambe sotto il tavolino-gioco, perchè lei doveva cucinarmi la SUA pappa finta.
Quando non riesco a darle retta mi insegue per tutte le stanze, chiudendo i cassetti che io apro perchè rimane sempre e comunque molto precisa e ordinata, lamentandosi con i suoi lagnosi:
"MAMMAAAAAA… MAMMAAAAAA… (=Mamma ingrata, perchè non mi caghi di striscio, io, la tua piccolina e ovviamente figlia preferita, la tua rigione di vita, il tuo unico scopo, colei che dovresti guardare, servire e riverire in ogni momento, lasciando perdere tutti i tuoi noiosi da fare inutili come cucinare, lavare, riordinare…tanto ci sono qua io, luce dei tuoi occhi… perchè non mi guardi nemmeno?? Perchè mi fai quest’affronto?? Perchè nessuno vuole bene a Sid il bradipoooo???)"

Stasera, mentre le sorelle guardavano un po’ di televisione pro-digestione (solo perchè anche domani stanno a casa a sfebbrare e sraffreddorare) ho dovuto piantar tutto quanto e mettermi a giocare con la piccola Attila o le altre non sarebbero riuscite a seguire nemmeno un dialogo. Perchè le tampina e non sta mai zitta!!!
Mi ha fatto capire di avere le idee molto chiare.
Palla di Hello Kitty (di Babet) in mano:
"MMIOO!" agitando in aria la palla.
"MAMMA… FUI’!" indicandomi il posto prescelto a due metri da lei.
"IO… FUI’!" indicando i suoi piedini.
"MAMMA SSCI’!" segnando la palla.
"IO SSCI’!" segnando ancora la palla.
"IA… ABE’… NO!" indicando le sorelle e scuotendo il suo piccolo indice.
"IA… ABE’… SSCI’!" indicando la tv accesa.
""IA… ABE’… NO!" agitando la palla

"Dai Nanà, quando hai finito di dare istruzioni, tira!!"

Traduzione letterale:
Innanzitutto mi approprio della palla, tanto Babet non se ne accorge, poi posiziono tutte quante. Io e mamma a giocare a palla stazionando sulle piastrelle indicate. Canterina e Babet non possono assolutamente partecipare al momento ludico che ho ritagliato solamente per noi due, che si rincoglioniscano pure davanti alla televisione, meglio per me! Così mi godo la mia mamma che è solo mia e guai a chi dice il contrario! E non mi interrompete per nessun motivo! Anche se ho un sonno da paura, mi si chiudono gli occhi che continuo a sfregare e inizio a vedere triplo, voglio giocare con la mia mamma per tutta la notte! Eh no, caro il mio lettino!! Questa sera stai certo che non mi avrai!!!

La cozza sullo scoglio

  • gennaio 7, 2009 at 20:31

Mia figlia Piccola ha quasi 14 mesi e l’ho soprannominata "la cozza sullo scoglio".
Lei è la cozza, la mamma è lo scoglio.

Non mi molla un secondo.
Cucino con lei seduta sui piedi. Stendo la biancheria con lei attaccata alla gamba. Vado in bagno con lei che ciuccia il miscelatore del bidet e lecca il sapone. Sto al computer con lei che infila le dita in tutte le prese usb che trova.

Ora che sta imparando a camminare e prende l’iniziativa di procedere da sola per qualche passo, quando mi sposto per casa lei mi segue in una sorta di camminata che assomiglia a una via di mezzo tra Godzilla e Frankestain, urlando "MAMMAMAMMAMAMMAMAMMA!!!" come per dire "Cazzarola, mamma!! Guarda i miei sforzi da premiare! Girati e lanciami un’occhiata compiaciuta prima che mi spalmi di faccia sul pavimento!"

Capisce tutto, gorgheggia molto, ride come una pazza (tutta la mamma!), e pronuncia poche ma fondamentali parole: MAMMA, NANNA, NONNA, PAPPA, PATATA e GIRAFFA…

…Bimba mia, stai crescendo!
Non crescere così in fretta perchè tra poco non mi ricorderò più tutti questi piccoli particolari del tuo diventare grande.
Mi sembrerà naturale vederti camminare.
Mi sembrerà scontato sentirmi chiamare mamma.
Mi sembrera normale sentirti parlare.
Ora che per comunicare usi solo la parola NANNA!
Dici NANNA quando ti porto a letto;
dici NANNA per indicare Pimpi (il tuo pupazzo della nanna), ma anche Winnie Pooh, Ih-Oh, Effy Deffy e tutti gli abitanti del bosco dei Cento Acri;
dici NANNA quando attacchi una confezione di acqua naturale da 6 cercando di smantellarla;
dici NANNA quando in sella alla tua automobilina sposti la tenda della finestra e leccando il vetro guardi la neve che cade…per la prima volta nella tua vita.
…Non voglio perdermi una di tutte queste piccole cose che per te sono grandi conquiste!
Figlia mia, non crescere così in fretta…