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Raccogliere

  • novembre 23, 2015 at 00:12

Quasi due mesi di latitanza…
Chiedo perdono.

Ottobre e novembre sono sempre al fulmicotone.
Corse pazze e pazze corse.
Nel frattempo la vita va avanti, le figlie crescono, io pure, le esperienze si moltiplicano e la riuscita della mia sopravvivenza è sempre all’ordine del giorno.

Famiglia, casa, lavoro, tre figlie in tre scuole diverse…
Per una poi che, come me, non sta in un angolo a guardare la vita scolastica della prole scorrerle davanti senza metterci le mani in pasta… fino ai gomiti.

Babet ha cominciato il suo tour de France mattutino, con un’ora circa di mezzi pubblici per andare e tornare dalla sua scuola media, scelta differentemente dalla sorella maggiore per l’ottima offerta formariva proposta.
Ho visto Babet barcollare di stanchezza più volte.
Ogni tanto è anche crollata.
La sua genetica assenza mentale è decisamente peggiorata, ormai mi sono rassegnata a lasciare messaggi nella segreteria telefonica del suo cervello.
Me ne farò una ragione. Nel frattempo è partita alla grande, con un sacco di compiti e un sacco di buona volontà nello studio.
Sono molto orgogliosa della mia piccola ologramma.

Canterina è in fase di orientamento scolastico.
Ha le idee molto chiare, così chiare che ha visitato un liceo con indirizzo agrario, un alberghiero, un istituto professionale con indirizzo grafico-visual/cinematografico, ha in lista ancora uno di scienze umane indirizzo psicopedagogico, un liceo musicale e il resto l’ho dimenticato volontariamente autosottoponendomi all’elettroshock e chiedendo di bruciare nel falò di capodanno tutti gli appunti e i volantini presi… amo le sorprese finali!

Nanà… è sempre Nanà, pepe nel culo kid, non sta ferma un secondo se non le spari, ma essendo io contro la caccia mi tocca scegliere tra il prenderla a testate sporadiche ed amarla così com’è, gioiosa, vivace e posseduta.

Nel frattempo la nostra evoluzione umana non dà segni di cedimento.
Guardo le bimbe, (una e mezza ormai donne), guardo me stessa, mi guardo intorno e sono orgogliosa del lavoro che stiamo facendo, delle persone che stiamo giorno dopo giorno diventando.
Amo le persone che incrociano la mia strada, amo gli amici che mi aiutano ad avere una visione più aperta della vita, con uno scambio continuo di aiuto e di amore.

Sono grata per tutto e…

E poi arriva Canterina che, nonostante i 13 anni quasi compiuti, mi scrive la Letterina a Gesù Bambino, per reggere ovviamente il gioco con le sorelle e probabilmente per esprimere, nero su bianco, ciò che ha nel cuore.
E il mio di cuore si apre… il sorriso si tatua sul mio volto per non venire più via e la gratitudine fa da regina nel mio animo di madre.
Una madre che con fatica e gioia ha seminato e sta seminando semi di Luce e Amore nei cuori delle figlie e che, ogni giorno, raccoglie molto molto molto di più.

<<Caro Gesù Bambino… Uèlla!
Grazie per avermi fatto passare un anno bellissimo. 365 giorni pieni di emozioni!!!

GRAZIE

Se non ti spiace vorrei aiutarti con i regali.
Mi piacerebbe rievere una bella dose extra di felicità, delle cuffie (che sono diverse dagli auricolari), tanto amore, che la mamma mi facesse impostare instagram, un po’ di pazienza, una bella dose di forza di volontà; delle carte degli Angeli tutte mie, solo con la mia energia, senza lo zampino della mamma e, infine, (ma non meno importante) un anno pieno di emozioni, nuove avventure, nuovi sogni, da vivere e condividere con amici, parenti, amori nuovi e nuovi amici!

Fa iniziare un periodo di cambiamento spirituale, ma anche cosciente, al mondo.
Fammi avere la forza di trovare un fiore in ogni cacca.
Fa che io sia il cambiamento che ho sempre voluto essere.
Fa che i desideri si avverino.
Fa di me e di tutte le altre persone una cosa migliore.
Con affetto, tua, con amore
Canterina        TiViBi

Il mondo ha bisogno di un sogno in cui credere…>>

Lascio immaginare cosa possa sgorgare dal mio cuore…

Chi Fu il Panda?

  • luglio 4, 2015 at 19:06

Tornata dalle “vacanze” con le bimbe avrei voluto ripigliarmi un po’ e il Cielo ha ben visto di far partire le tre divoratrici di gambe di tavolo il giorno dopo del nostro arrivo: lago dai nonni paterni!

Per me poteva essere anche un campus didattico tra i raccoglitori di marjuana in Colombia che andava bene ugualmente.

Così avrei avuto qualche giorno per:
riprendermi;
lavare e stirare la vasca di panni sporchi senza ulteriori accumuli;
contattare tutti gli amici e amiche a cui ho detto “ci vediamo quando sarò senza bimbe”… anche se non mi basterebbe un’estate;
incastrare richieste di trattamenti vari a qualunque ora del giorno o della notte, a disposizione senza orologio!

Ma il Cielo, forse annebbiato da questo anticiclone africano senza permesso di soggiorno, ha ben visto di farmi chiamare da Zia Ebe:
“Wonder, lo sai che Nonna M. e Nonno M. partono con Cuginetto It, vero?!”

“Certo! E io sono SOLAAAAA! Così vado a trovare ogni tanto NonnsBis, le porto la spesa se ha bisogno e…”

“E mi tieni Cuginetta It, vero?!?!?!”

Ho tentato in tutti i modi di teletrasportarmi in un buco spazio-temporale dove fosse impossibile rispondere a questa domanda.
Stranamente non ci sono riuscita.

“……….. Certo ……….. un giorno?……….. due??”

“No praticamente sempre…. io lavoro anche sabato…. ti mando l’agenda sul cell!”

Quando poco dopo mi è arrivato il calendario di babysitteraggio della nipote-posseduta che dava ‘parecchi’ giorni dalle 8 del mattino al dopo cena ho avuto un mancamento e nella ricerca dei sali ho visto la Madonna che mi segnalava le uscite di sicurezza: davano tutte per Cuba.

Il mio primo pensiero è stato: Noooooo!! Devo anche cucinareeeeeee!!!
Io che, quando son da sola, vivo di frutta, insalate miste, avanzi e biofotoni del sole!!!

Occhei! Siccome non posso dire di no, sono praticamente certa che è un sogno, ora mi sveglio ed è tutto finito…. oppure giro l’angolo e trovo lo stricione di Scherzi a Parte!

Ha….. Ha…. Ha… Che scherzone…

Così mi tengo in forma nel barcamenarmi tra casa, lavoro, amiche disperate, frigorifero vuoto, Nonnabis, e Cuginetta It.

La bambina di tre anni più sveglia che io conosca.
Altro che bambini indaco o bambini cristallo!
Lei è unica. Con una capacità cognitiva di una ventenne, il lessico di una quarantenne, l’adrenalina di un adolescente in piena fase ormonale e la parlantina di un incrocio tra Lella Costa e il robottino delle pile Duracell: NON STA MAI ZITTA!!!!!
Ma forse MAI non rende l’idea.

L’altra mattina entriamo nel bar di una mia amica e lei, alta uno sputo, tutta ricci, con la sua borsettina sulla spalla si gira verso di me e mi dice:
“Io prendo un caffè!”

Mi diverto certo… ma ho le occhiaie così larghe che se inconstrassi Kung Fu Panda potrebbe cominciare i rituali di accoppiamento.

Prima o poi farò le ferie… quelle vere!

La corsa più pazza del mondo

  • novembre 9, 2014 at 20:09

Sulla linea di partenza pronte le donnine di casa.
Parte Nanà, con febbre e tosse, a casa da scuola per 5 giorni.
Rimandata a scuola incatarrata ma felice, si dà il cambio con Canterina.
La preadolescente soccombe fiera alla gastroenterite: 4 giorni di cure materne.
Si accavalla la mezzana, che era rimasta indietro.
Dopo essere andata in gita indossando un semplice maglioncino primaverile ed essere tornata a casa fradicia e zuppa, si aggiudica tre giorni a casa con tosse e mal di gola.
La mamma tenta di resistere, ma è un duro lavoro.
Le tossiscono in faccia dalla mattina alla sera, anzi, specialmente la notte, quando dormono nel lettone: comodità materna per tener sotto controllo la malata… o, nel caso di plurilamalsanità familiare, la figlia che sta peggio.
Con una dozzina di giorni di agonia alle spalle, giovedì pomeriggio, sulla linea di partenza per la tappa della giornata, il “gruppo vacanze Piemonte” al completo per una gita dalla pediatra.
La gita fuori porta si conclude con una multi-diagnosi di gastroenterite virale, tonsillite, bronchite.
Abbiamo quasi concluso il tesserino coi bollini.
La varietà è sempre nostra alleata, non ci annoiamo mai.
Con grande faccia tosta, la mamma riesce a pronunciare queste parole, in dirittura di arrivo:
“Mi scusi, dottoressa… potrei gentilmente chiederle un grande, enorme favore?? Non è che ausculterebbe anche me?!? Non mi sento per niente bene ma non ho nemmeno il tempo per respirare, figuriamoci di andare dal mio dottore…”
Si aggiunge alla multi-diagnosi una semplice influenza in pieno sviluppo, leggi: il peggio deve ancora venire.
Ultima tappa del tuor, il week end, in cui le bimbe sembrano essersi degnamente riprese e la mamma ha alternato momenti di flebile vivacità, a sonnolenti deliri, a corse in bicicletta con febbre per recuperare in farmacia l’utile naturopatico per debellare la colonia di virus e batteri che alberga in casa nostra, nei nostri bronchi e nelle nostre nari.

Prima arrivata Canterina. Sana e vivace da almeno tre giorni pieni.
Seconda classificata, Babet. Sporadici giramenti di testa nella giornata di ieri, lamento caratteriale al momento del risveglio, scimmia urlante e giocosa per il resto della giornata.
Terza, ma solo per rilevante moccio al naso, Nanà. La peperina di famiglia continua a perpetuare nella stravaganza delle sue mise casalinghe, tra una soffiata di naso e uno sciacquo con soluzione fisiologica al 9%.
Ultima arrivata, ma con menzione d’onore, la mamma, che tiene duro, dimentica del malessere pervenuto, se non fossero il naso intasato, l’occhio arrossato che non vede, il mal di testa a ore alterne, il senso di nausea, la stanchezza cronica a ricordarglielo.
Ma specialmente pregusta il momento in cui, domattina, tutte quante le figlie andranno finalmente a scuola.

… Domani la vera vincitrice sarò io.

Perchè fare programmi?

  • novembre 3, 2014 at 23:04

Presente quando hai un bel programma di giornata stampato in testa?
Presente quando hai organizzato il tempo e lo spazio nei minimi dettagli per farci rientrare tutto, che un’organaizer elettronica non ha le stesse capacità?
Presente quando in realtà tutto ciò è mera utopia perchè c’è sempre qualcosa che lavora contro??

Quando stai per uscire di casa con tutta la mattinata scandita da impegni e scadenze, ottimista del fatto che riuscirai a incastrare tutto e ti avanzerà anche il tempo per mangiare prima di recuperare le figlie e, sulla porta di casa, ti chiama la scuola media per dirti che la ragazza grande aspetta, dolente di stomaco, che tu vada a prenderla?

Quando per prelevarla da scuola e portarla a casa agonizzante, perdi il momento buono in cui in posta non c’era nessuno e ci torni rassegnata, rimanendo in coda per più di un’ora e venti?

Quando ormai sai di aver perso la mattinata e aver disdetto gli impegni previsti per “curare” la figlia gemente e la coda alla posta, ma conti ancora sul pomeriggio e la scansione temporale che nella tua mente non dà segni di cedimento … E Babet torna dalla gita oltre l’orario di scuola?

Quando tu conti i minuti che passano, perchè credi ancora fermamente che ce la farai a portarla ad atletica “chè potrebbe cambiarsi in auto mentre la sorellina la ingozza con la merenda”, ma te la vedi arrivare a piedi sotto la pioggia, fradicia come un cavalluccio marino in un corso di apnea, decisamente oltre il tempo limite, decisamente oltre l’umidità limite, decisamente oltre anche il limite di speranza materna di rimanere fedele ai programmi giornalieri e senza figlie malate??

Va bene così.

Se c’è la soluzione al problema, perchè preoccuparsi?
Se non c’è la soluzione al problema, perchè preoccuparsi?

Oggi è andata così.
E domani?
Chissà… Ma in ogni caso non faccio programmi.

Tetris manageriale

  • maggio 8, 2014 at 23:51

Pensiero del giorno:

Un manager non ha la mia agenda di maggio.

Agenda tutta dedicata esclusivamente alle figlie.

Oculista, dentista, allergologo, nuovamente dentista, naturopata, saggio, saggio, saggio, gite, teatro, spettacoli di amici, spettacoli di genitori, spettacoli di figlie, feste di fine anno, pic nic di fine anno, pizzate di fine anno, colloqui di fine anno, fila in comune per iscrizioni centri estivi, fila in comune per iscrizione in colonia… Il tutto intervallato da malesseri generali con recuperi da scuola e una quinta malattia, incubata, fatta e diagnosticata dalla mamma-da-grande-farò-la-pediatra con visita di 4 minuti e mezzo per conferma dalla dottoressa e riporto a scuola dell’infante. Perchè ormai non era pià contagiosa, anche se maculata. Mamma senza cuore…

Stamattina ho ricevuto un concentrato di chiamate per spostare appuntamenti medici di routine che, fortunatamente, sono riuscita ad incastrare nel marasma di Maggio.

Maggio. Mese della Madonna.

Ci sarà un perchè!!!

Caro Gesù Bambino…

  • dicembre 19, 2013 at 22:19

In questo periodo siamo pieni di saggi, feste di classe, scambi di auguri, pizzate, merende, lezioni aperte, corse pazze…
Il tutto da sommare alla routine già frenetica di per sè.
E alla preparazione delle feste.

Le bimbe hanno scritto già da tempo la loro letterina-elenco dei desideri per Natale.

Io ho chiesto una sola cosa a Gesù Bambino: di arrivarci viva!

Fulmicotone e meditazione

  • novembre 26, 2013 at 00:09

Giornatina partita con una visita fisiatrica di Babet e finita con una lezione sugli sbalzi ormonali per Canterina.

Alle 8 sono già in ospedale che aspetto Babet e Homo per la visita alla mia piccola fiammiferaia.
Nel frattempo ho già risposto a quattro messaggi e letto un paio di mail.
Ogni tanto mi sento troppo milanese…

Circa otto mesi fa, facendo un blando massaggino coccoloso a Babet, scoprii che la mia dolce giustiziera della notte non riusciva più a stendere completamente il braccio destro.
Dopo qualche domanda venni a conoscenza che era un po’ che non riusciva più a farlo, ma non aveva mai detto nulla.

Babet è così, si lamenta per tutto e per niente affatto.
Cioè, è la figlia del lamento per le piccole cose, con faccia insofferente incorporata ad ogni “Mammaaaaaa! Ho questo. Mammaaaaaa! E’ successo quello…”
Invece per le cose di una certa rilevanza… assoluta omertà. Tiene dentro ed ingoia senza acqua.

Associai la situazione dell’arto a un incidente avvenuto in monopattino mesi e mesi prima, dopo il quale però nulla ci aveva fatto presagire che il gomito potesse essere compromesso.

Da giugno in poi, per i successivi mesi (le tempistiche della sanità nazionale…), si susseguirono visita ortopedica, risonanza, altra visita ortopedica, perplessità materna sulla professionalità della tale dottoressa, cambio sede ospedaliera, nuova visita ortopedica, trovato dottorino bravo e sveglio, radiografie in due tranches, telefonata con dottorino il cui verdetto è stato: doppia frattura al gomito per Babet!!!

In fondo ci ha fatto sopra solamente un anno di capoeira…
In fondo ha solo una situazione ormai “sedimentata” da mesi e mesi…
In fondo ha giusto un infiammazione che la prende a livello tendineo e osseo…

E in tutto questo lei non dice beh!
Giusto se le tocchi la punta del gomito, pronuncia un flebile “ahia”, ma niente di più.
La mia principessa!!!

Quando Babet e Homo giungono in ospedale, giunge anche la bella notizia che Nanà è a casa che vomita.

Così, dopo la visita, ho passato un pezzo di mattinata di corsa alla ricerca del regalo compleanno che Babet vuole fare ad una sua compagna domani, un pezzo a finire il cambio degli armadi invernali e un pezzo a raccattare per casa il poco che Nanà ingurgitava… ma non teneva nello stomaco.

Nel pomeriggio ho traslocato lo straccetto pallido e cadaverico da Nonna M. per poter portare Babet a nuoto, unica attività sportiva che può fare (qui la mamma ci aveva visto lungo!).
L’ho fatta addormentare sul divano bianco della nonna con la preghiera nell’animo che non vomitasse proprio lì; sono andata a provare alcune chiavi della scuola per dei cambi serrature; Zia Ebe mi ha chiamato per chiedermi di recuperare anche Cuginetto It poichè tardava di dieci minuti circa, molto circa; mi sono accertata che Canterina fosse arrivata a casa e avesse trovato la merenda che le avevo preparato, che facesse i compiti e che si lavasse; ho recuperato i due giovani latitanti; siamo corsi a nuoto in ritardo come sempre; ho cambiato Babet peggio che la mamma di Flash; ho aspettato che Zia Ebe ritirasse suo figlio; ho risposto ad un paio di mail (sempre questioni scolastiche); nell’unica mezz’ora a disposizione ho dato appuntamento all’amica di un’amica che aveva bisogno di una consulenza per i Fiori di Bach; fatta consulenza nella sala di attesa della piscina; rivestita e asciugata Babet; corse a casa; giunte al box ci siamo rese conto che avevo dimenticato la borsa negli spogliatoi, ma non la borsa di nuoto… la mia borsa!!! Guidando come Schumacher siamo ritornate in piscina dove ho lanciato Babet a recuperare la borsa alla velocità del suono mentre mi autoinsultavo in tutte le lingue; per fortuna al mondo c’è tanta gente onesta e la borsa era ancora là dove l’avevo lasciata; ritornata a casa tour de force per preparare la cena, impacchettare regalo, accogliere vomitina vomitella più bianca della cartaigienica in candeggio, svuotare borse, leggere avvisi, ascoltare confessioni, racconti, lamenti, cigolii provenienti dalla boccuccia di rosa di Nanà, che probabilmente era più di là che di qua, con l’aggiunta di 38 di febbre. Ho finito di cenare praticamente in piedi mentre monitoravo Nanà e i suoi conati e le altre due si beccavano e si alitavano che era un piacere; mentre sistemavo tutto Nanà si è addormentata di colpo arrotolandosi su se stessa come il coperchio delle scatole di acciughe e ho dovuto portarla a braccia nel lettone, lasciando libera scelta all’ernia se uscire a fare un giretto o aspettare momenti migliori; mentre tentavo di convincere con le minacce le sorelle ad andare a letto ho finito di piegare i panni asciutti, ho dato loro la buonanotte e ho iniziato a leggere le altre duemila mail che hanno fatto capolino nella mia casella di posta elettronica in un solo week end di latitanza da gmail.

Erano già le nove passate quando, tra una lettura e un occhio chiuso, ho sentito un rumorino di porta che si apriva…

“Canterina! Mannaggia a te e chi ti ha inventato!!!!! Mi fai perdere decenni di vita!”

“Mamma… ti devo parlare!” e si infila sotto le coperte, accanto a me sul divano.

“Amore, ti ascolto… ma sappi che sono così stanca che potrei anche non capire la frase più elementare di questa terra!”

“Sai, mamma, ho un problemino. Cioè… in realtà non so cos’è. Mi sento però qualcosa qua, c’è qualcosa che non va. Non lo so cos’è, sai…”

“Ma sai dirmi almeno in che campo? Scuola, famiglia, amore… tempo libero…”

“No, non lo so proprio!”

“E dove lo senti?”

“Qua!”

“Tra il cuore e la gola?”

“Qua!”

“Sui polmoni??”

“Non lo so… E’ che sono non proprio preoccupata, ma non so come spiegartelo, non mi viene la parola giusta…”

Già che sono davanti al computer apro il dizionario dei sinonimi on line.

“Dimmi se sei più angosciata, inquieta, impensierita, nervosa, ansiosa, angustiata, tormentata, assillata, turbata, afflitta, allarmata, intimorita, crucciata??”

“???”

Dopo averle spiegato un paio di termini, deduciamo che la parola che le si addice di più è inquieta.

“Ora andiamo a cercare ‘sbalzi ormonali’… Dunque… La pubertà e l’adolescenza…”

“Ma io non sono ancora adolescente. Cosa vuol dire ‘pubertà’ ??”

La guardo, accantono il computer e cominciamo a parlare di pubertà, crescita, sbalzi ormonali e sbalzi d’umore.

“E come si fa a curarli??”

“Non li curi, amore, sono tutte cose normali. Semplicemente parlandone, con la mamma per esempio, vedrai che ti si chiariranno un po’ di più le idee e riuscirai ad affrontare questo cambiamento al meglio, come stai già facendo, tesoro mio!”

E’ bello sapere che mia figlia sa che per qualsiasi cosa può venire da me a parlarne.
E’ bello vedere che lo fa.
Sa che sarà ascoltata, capita e non giudicata, aiutata e confortata.

In cuor mio, mentre le parlo e la sbaciucchio, mi auguro che sia così per sempre, anche quando sarà grande, adulta, magari mamma a sua volta.
Ma per me rimarrà sempre mia figlia.

“Amore mio, sono sullo stravolto andante e devo ancora finire un po’ di cose… che ne dici di andare a letto?”

“Che ne dici di fare meditazione insieme??”

Non so dir di no a quegli occhioni azzurri e così la nostra serata si conclude con una rilassante meditazione madre-figlia: sedute una accanto all’altra suldivano, respiro dopo respiro, lasciamo andare entrambe le tensioni della giornata.

“Mamma, ti adoro.”

“Anch’io bambina mia. Ma ora a nanna che tra un po’ svengo… e poi mi devi portare a braccia! Ma io peso un po’ più di Nanà…”

<<Possiamo dire di essere veramente vivi
solo quando il nostro cuore sa riconoscere i nostri tesori.>>
Thornton Wilder

Mega regalo di compleanno

  • novembre 17, 2013 at 23:34

E’ ufficiale!

Abbiamo tolto le rotelle!

E la mamma non è stata portata via in ambulanza per colpo della strega fulminante!

Doppio successo!

Doppio regalo!

Che meraviglia!

Le sono corsa dietro con piacere per due mattine.
“Amore! Vai alla grande! Continua! Da che parte passi? Destra o sinistra? Non smettere di pedalare che riesci a salire! Vai! Nanà! Dai! Ma… Nanà… da che parte…”
SBEEEEMMM!!
Le sorelle ci hanno trovato entrambe piegate in due… dal ridere!
Però tra ieri e oggi abbiamo solo ucciso una panchina e preso in pieno un palo, in una fase apartitica del nostro attaversamento stradale.

Riassumiamo.

La partenza è abbastanza sicura.
Sui rettilinei va che è una lippa.
La frenata è da air bag.
Prossimo passo: imparare a curvare.

Necessitiamo di schiavare, oltre al palo, anche le persone che ci appaiono magicamente davanti ignare del pericolo mortale che corrono.
Eviterei di proseguire i prossimi mesi con una teppista in mini-bicicletta che ogni due secondi urla “PISTAAAAAAAAAAAAAA!” al mondo intero, convinta che la precedenza sia sua di diritto, anche sui calcagni della gente.

Ma non c’è fretta.

Ora godiamoci questa piccola, grande conquista!

Corri, Forrest! Corri!!

  • novembre 12, 2013 at 23:19

Sempre di corsa…
Ditemi che succede anche a chi non abita a Milano, se no mi trasferisco…

Cinque minuti per preparare la merenda.
Infilo un succo nella cartelletta di catechismo di Babet, posizionata davanti alla porta da stamattina, per essere sicura di non dimenticarmela.
Tosto pane, spalmo marmellata, riempio bottiglia, prendo borsa, metto scarpe, giubbotto, apro porta, chiudo porta, comincio maratona.

Durante il tragitto ho una strana sensazione, ma non capisco cosa sia.
Nel frattempo effettuo chiamate, invio messaggi.

Arrivo davanti a scuola e la strana sensazione mi pervade, ma non capisco.

Manca qualche minuto, inizio a chiacchierare con altre mamme e ad un certo punto l’illuminazione:
“**zzo! La cartelletta di Babet!!!”

L’ho lasciata a casa.

Era davanti alla porta proprio per non dimenticarla.

Probabilmente la devo aver scavalcata uscendo.

“Ma com’è  possibile! Ecco, adesso Babet mi entra in crisi!”

Mando un messaggio alla catechista che, probabilmente, non leggerà nemmeno, ma devo poterlo dire a Babet.

La mia Madreteresina di Calcutta, la figlia della regola, la mini-dea bendata della giustizia, inizialmente mi sgriderà.

E poi entrerà in analisi a causa della mia mancanza.

Domani compio 37 anni… ma sto peggiorando a vista d’occhio.

Giornate a scuola: prima o poi ci metto le tende

  • ottobre 10, 2013 at 00:54

Son distrutta.

Ho bisogno di un nuovo pusher.

Oggi pomeriggio ho corso… pedalato tra le due scuole come una pazza, per tre riunioni di classe in concomitanza con aggiunta delle elezioni rappresentanti di classe in tutte quante.

Ho ascoltato mezza riunione in classe di Nanà.
Interrotto riunione per intervento su iniziative e progetti, in quanto rappresentante in loco dell’assoziazione genitori della scuola.
Uscita salutando e correndo, presa bici e teletrasportata alla riunione di prima media di Canterina. In ritardo.
Ascoltato presentazione professoressa di matematica che dipingeva la classe come combricola di teppisti avariati. Ma solo il 50%. Un sollievo.
Proposta, contro tutte le sane intuizioni che tentavano di impedirmelo, come rappresentante di classe.
Eletta rappresentante di classe.
Già pentita di ciò, ma avrò sicuramente modo di pentirmene ancora di più.
Ri-teletrasportata alla scuola elementare per votazione in prima, votazione in quarta, discussioni prossimi impegni del direttivo con gli “utlimi rimasti”, informazioni su amica che è da sostenere umanamente in un periodo difficile della sua vita.

Arrivata a casa sono riuscita giusto a lavarmi i piedi, mentre mangiavo e chiamavo Homo per aggiornarlo sugli impegni scolastici prossimi venturi.
I piedi perchè dovevo scegliere, visto il poco tempo a disposizione, una parte del corpo. Ho pensato all’attività che mi aspettava… e ho avuto pietà per le mie compagne.

Prima di andare alla lezione di prova di Yoga, trascinata da una compare dell’ex teatro, sono riuscita anche a imbastire la mailing list della prima media.

Che bello l’entusiasmo che prende noi, fatine tuttofare, specielmente all’inizio di ogni avventura.

Però a questo punto penso seriamente di dover iniziare a fare uso di qualcosa di più impegnativo o alla fine dell’avventura non ci arrivo tutta intera.
Oppure posso puntare sullo yoga.

Non lo avevo mai provato.
Molto rilassante.
Vediamo se domani riesco a muovere tutti i muscoli.

Mi avevano detto di portare una coperta e un cuscino.
Io, per sicurezza, ho portato anche il pigiama.

Mi son detta, si sa mai che mi debba portare avanti per la serata!