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Consecutio temporum in cucina

  • giugno 5, 2014 at 23:43

Torno da una riunione di scuola.
Resoconto di un progetto extrascolastico nella classe di Babet.
“Educazione al genere.”
Bello, davvero bello.

Mentre ceniamo tento di farmi raccontare dall’interessata qualcosa di quei 4 incontri, di cui ovviamente non ho mai avuto notizia.

“Poi ci hanno fatti vedere tutti i vostri lavori! I cartelloni e il libro che avete costruito insieme nell’ultimo incontro. Io e altre mamme ci siamo fermate a leggere tutti i vostri scritti, uno per uno. Per quello che sono arrivata alle sette passate… Ora però mangiate, su.”

“Quali? Quelli della storia di Clementina e Arturo?”

“Le due tartarughe? Sì. Abbiamo letto tutti i vostri finali e le vostre motivazioni. Bellissimi! Intanto mangiate, bimbe??”

“Hai letto anche il mio?”

“Ma certo amore! Bello bello! A parte quel <<se avrebbe>>… ma la maestra era lì con voi? Nanà… inforca il cucchiaio, su!”

“E’ che avevamo tanta fretta di finire e non potevamo correggerli!”

“Va bene… se avrebbe avuto il tempo te l’avesse dato! No?? Occhio al gomito nel piatto!”

“E certo Babet!” interviene la sorella della prima media “Ci vuole il condizionale… o il congiuntivo… com’è?”

“Canterina… il passato!”

“Quale mamma? Prossimo? Remoto??”

“Di verdura, amore! … L’hai lanciato per terra.”

Artiste in erba

  • aprile 7, 2014 at 21:47

Pittrici in erba.

“Bimbe devo apparecchiare la tavola per la cena!”
Mi avvicino ad osservare Babet e Nanà che disegnano impegnatissime.

“Mamma, stiamo facendo astrattismo.”

“Però… Bello tesoro!”

“Babet” chiede Nanà mentre copia la sorella “ma nell’ATTRESTISMO ci sono anche le cose vere?”

 

Maga maghella in erba.

Sto scodellando la cena.

“Tieni Nanà il tuo piatto… Babet, dimmi basta… Ecco, tieni. Canterina, tu?… Tu?… Canterina… Canteirina??”

Mi giro e la vedo che gesticola nell’aria, facendo movimenti strani, lenti e improvvisi, soffiando qua e la, come nella danza di Fantasia.
In effetti assomiglia molto a Topolino.

“Amoreee!”

“Ah!”

“Sei decisamente preoccupante.”

“Scusa mamma… Stavo facendo scomparire bolle invisibili!”

Secondo me l’erba qua ce la si fuma

Figlie adulte

  • febbraio 14, 2014 at 16:29

A cena è nostro rituale “ringraziare”  prima di mangiare.

La gratitudine è la via più veloce verso la guarigione, di qualunque tipo, quindi anche dalle arrabbiature o le tristezze della giornata.
Un grazie a testa, niente di più.
Cioè, sarebbe un grazie a testa, ogni tanto però devo fermare Nanà a padellate o continuerebbe all’infinito!
E’ bello vedere come, con un gesto così semplice, si abituano i bambini a ragionare su ciò che hanno e a non dare niente per scontato.

In effetti io ho abituato le mie figlie a ragionare già da parecchio.
Parlo con loro, spiego, rifletto, non lascio niente al caso, soddisfo al meglio tutte le loro curiosità e aggiungo particolari (a volte anche molto impegnativi) alle loro vite.
Il mio obiettivo è ed è sempre stato crescere tre future donne “consapevoli”, per dar loro la possibilità di scegliere, di valutare con la loro testa, di comprendere ciò che le circonda e, per l’appunto, di apprezzare al meglio ogni cosa, traendone insegnamenti preziosi.

L’altra sera ho avuto una bellissima conferma.
Stavamo pronunciando i nostri Grazie e, non mi ricordo esattamente per quale motivo, Nanà ha cominciato a inveire con la sorella nel suo solito aggraziatissimo modo da Signorina Rottermaier.
Ognuna aveva le sue responsabilità, così ho preso spunto per chiedere loro di cominciare un lavoro impegnativo su se stesse.
“Bimbe, facciamo una bella cosa. In modo veloce prima che si raffreddi la cena… Ognuna di noi, anche la mamma, trova una cosa su cui deve migliorare e la comunica con una parola d’ordine. E ci prendiamo l’impegno di lavorarci su ogni giorno. Occhei? Dai, chi comincia?”

“IO IO IO!!!” urla Nanà che nonostante la sua tenera età non si tira mai indietro “Dunque… mmmm… la mia parola d’ordine…. GENTILEZZA e AMORE!” esclama sicura.

Guardo la mia bambina di 6 anni e sono fiera di lei.
“Perfetto amore! Bellissime parole! Babet?”

Mi guarda con le orecchie basse, già pienamente consapevole di ciò che dovrà dire, poi sorride imbarazzata e sussurra:
“ASCOLTO…”

“Eh già, tesoro. Bravissima anche tu!”

Mi riempie il cuore vedere la mia bambina di 9 anni che sa già qual è il suo punto debole e sceglie di lavorarci su.
“E tu Canterina?”

“La mia è GENEROSITA’!”

“Come mai? Pensi di non essere generosa?”

“Mmmm… Non sempre. Specialmente con le sorelle.”

Mi commuove il fatto che la mia… ragazzina di 11 anni sappia farsi un esame di coscienza così profondo da voler migliorare ancor di più qualcosa che già le appartiene, ma, probabilmente per lei, non a sufficienza.

Le guardo orgogliosa. Ci sono adulti che per guardarsi dentro in maniera così costruttiva ci impiegano anni e ore di sedute di psicanalisi e le mie bambine ci hanno messo due minuti scarsi…
Ciò che semini raccogli, è vero, però so che questo raccolto non è per me… anche se le soddisfazioni sono enormi… ma per loro, per la loro vita e il loro futuro.

Sono ancora immersa nei miei pensieri, sorridente, che mi chiedono:
“E tu, mamma?”

“La mia parola è PAZIENZA.”

“Ancora di più?? Ma se sei la mamma più paziente del mondo?!”

“Che tesori!!! Ma in fondo la pazienza non è mai troppa!”

Poetici lupi mangiafrutta

  • febbraio 11, 2014 at 23:11

“Mamma, mentre mangiamo facciamo il gioco che ognuno dice che frutta sono le altre?!” esclama Babet durante la cena.

“D’accordo amore mio.”

“Inizia tu, mamma.”

“Dunque… io sono una mela, tanto semplice e comune all’apparenza, ma ho un sacco di proprietà che la maggior parte delle persone non conosce. Babet sei una pera, dolce e succosa e buona come una pera cotta! Nanà è una castagna, fuori pungente come un riccio, ma dentro mmmmmmm… che buona! Canterina un’arancia, perchè sa essere acida al punto giusto quando vuole, ma in realtà è dolce è piena di vitamine che fanno bene alla vita” concludo passando la parola alla pera cotta.

“Per me invece…” comincia Babet “Tu, mamma, sei un ananas!”

“Perchè?”

“Perchè l’ananas è maestoso!” esclama poeticamente Babet.

“E anche per il ciuffo di capelli che hai quando ti svegli!” aggiunge simpaticamente Canterina.

“Concordo… per i capelli.”

“Poi, Nanà è una ciliegia, perchè le ciliegie di solito sono due a due e lei è… a volte un po’ GNE GNE GNE… cioè un po’ oscura… a volte invece  è luminosa, dolce…” continua Babet.

“In pratica ha la doppia personalità!” precisa Canterina.

“Oddio, ho una figlia bipolare! Ma in effetti me ne ero accorta…”

“Io sono l’uva!”

“Perchè?”

“Perchè c’ho tante qualità, l’uva ha tanti chicchi, ho tante emozioni, tanti sogni, eccetera.” mi commuove la mia poetessa.

“Canterina poi è una pesca, perchè.. è rotonda, morbida e piena di peluria!”

“Hahahaha!”

“E perchè la pesca è perfetta e lei è perfetta!”

“Quanto amore fraterno… Vai Canterina, tocca te!”

“Allora, io mi dico che sono fragola, perchè la fragola è un po’ acida a volte, e a volte io sono un po’ acida, però è anche molto dolce, a volte ho anche la capigliatura un po’ afro…”

“???”

“Poi sai quando la fragola è anche bianca? A volte la morsichi e è un po’ bianca? Ecco quelli sono i miei momenti di crisi! Momenti di… di… quando mi perdo, nel senso che il mio sentimento unico è la traistezza o la paura… e tutti i sinonimi di tristezza o paura.”

“Però!”

“Babet è un’albicocca, perchè tanto dolce, tanto generosa, tanto polposa!”

“Guarda che se mi fai così sulla guancia scoppio!” si lamenta per finta Babet mentre viene sguanciottata dalla sorella maggiore.

“Nanà, invece… Nanà è il limone! Perchè può essere molto aspra! Però in fin dei conti rende sempre più saporite le cose.”

“Mamma mia che poesia che avete nelle vene!! Tutte figlie di vostra madre!! Hahaha!”

“Mi manchi tu mamma…. allora… dunque… Ah! Tu sei l’anguria! Perchè sei grande  e maestosa, stessa storia dell’ananas, e fuori puoi sembrare un po’…. no diciamo che sei molto protettiva! Perchè la buccia dell’anguria bisogna accoltellarla! Tu proteggi molto i tuoi bambinim che sono i semini, però all’interno sei tanto buona e generosa!! E, non ho finito, sei piena di sapienza! Perchè l’acqua è sapienza e tu sei sapienza!”

Sono decisamente commossa.

“Nanà, tocca te! Giochi anche tu?”

“A cosa?” risponde Nanà che è distratta.

“A dirci che frutta siamo!”

“Mmmmmm, frutta o animale?”

“Quello che vuoi, tata.”

“Allora, io sono… però come si chiama?? Aspetta te lo faccio vedere! Ecco! Il panda! Perchè io sono morbidosa, pacioccosa e anche…”

“Con due occhi neri??”

“Tenera!” conclude Nanà.

“Alla faccia dell’autostima!” replica Canterina.

“Babet, ti piace la neve?” chiede Nanà

“Sì.”

“Mmmmmmm … Qual è il tuo animale preferito?”

“Mi piace il koala, l’orso grizly, il cavallo, il cane…”

“Occhei… allora Babet è… un coniglietto! Babet fammi vedere la tua faccia da coniglietto! Ecco, è un coniglietto perchè assomiglia ad un coniglietto! Canterina è… a me mi sembra… un delfino… anzi una tigre! Perchè… Ma la tigre è veloce?”

“Sì amore!”

“E’ pelosa!! Dillo!!” la incita Babet.

“Dai! Allora dico che tu sei pelosissima! No, perchè è veloce a correre… ”

“Fa schifo a mangiare!!! Dillo!!!” continua a incitarla Babet.

“No, dai! E’perchè sembra che alcune volte è così!”

“Cioè?”

“Cioè fa la faccia da tigre, così!”

“Uno stantuffo più che una tigre…”

“Poi la mamma… mi sembra una coccinella. Perchè qualche volte la coccinella… come posso dire… perchè hai scritto ‘come posso dire’??” mi chiede Nanà, osservando attentamente il monitor del pc mentre prendo appunti.

“Perchè sto scrivendo quello che dite!”

“No, dai! Cancella!”

“Occhei…”

“Mi leggi cosa hai appena scritto?”

“… Dopo. Te lo leggo dopo! Dimmi, perchè sono una coccinella?”

“Perchè… mamma, cosa fa una coccinella??”

“Dunque… scagazza sulle dita quando la prendi in mano… Beh! Cambia animale allora! Chi ti sembro? Smack smack smack!”

“Un koala!”

“Perchè un koala?”

“Perchè alcune volte mi sembra che ti arrampichi sugli alberi!”

“Perchè si dimena così tanto in casa che sembra un koala che si arrampica su un albero per prendere i… banani???” chiede spiegazioni Babet.

Propongo di abbandonare il gioco che sta degenerando, ma soprattutto perchè se parlano non masticano… e viene notte!

In effetti a tavola assomigliano più a dei bradipi.
Dei bradipi notturni, in letargo invernale da circa un lustro.

La lucidità non mi perde mai

  • febbraio 10, 2014 at 01:54

Ore 23.00

Sto guidando in autostrada, dopo un leggerissima cena vegana a base di lesso con salsa verde, passatelli in brodo di carne e torte rustiche e burrose fatte in casa da amiche a cui indubbiamente piace cucinare.

Sono in piena fase guidator-digestiva che sfugge l’abbiocco.

Già la parola “lucida” non mi si confà decisamente, poi ci si mettono pure i cartelli elettronici di buon auspicio:
“IL COLPO DI SONNO NON TI AVVISA!”

………
Beh, se è per questo nemmeno il colpo di culo.

Pensare e mangiare, questo è il problema

  • gennaio 27, 2014 at 23:57

A cena.
Siamo un po’ tutte stanche, io e Canterina dobbiamo ancora finire di studiare storia.
Nanà è pimpante come sempre e, come ogni volta che c’è la zuppa di legumi, inforca un cucchiaio dopo l’altro manco fosse l’Alonso della tavolata. Parlando contemporaneamente.
Piacevole per i miei occhi che sono abituati a vederla interrompere ogni masticata con altre duecento funzioni fisiche e metterci un secolo per finire la cena.

Babet e Canterina mangiano a rilento.
Le esorto continuamente, anche perchè non vorrei dover studiare fino a tardi.
Ogni tanto le vedo perse nei loro pensieri, con lo sguardo fisso nel vuoto. Interagiscono alla conversazione a spot e per il resto del tempo non mi è dato di sapere dove stia viaggiando la loro mente.

Giusto per non annoiarci e per attirare la loro attenzione decido di porre una domanda facile, da leggera conversazione prandiale.
“Bimbe, sapete cos’è la mente conscia?”

“???”
“Eh???”
“Mamma ho finito, posso andare a disegnare??”

“Sì, Nanà, vai pure. Allora? E la mente incoscia?”

“Non lo sappiamo… cos’è che sono?”

“Allora, la mente conscia è la mente che ragiona, la nostra parte razionale, con cui capiamo le cose. La mente inconscia è quella che fa le cose e che decide senza che noi ce ne accorgiamo.”

“In che senso?”

“Ora te lo spiego. La mente conscia è quella che ha memoria a breve termine, invece quella inconscia immagazzina nel nostro cervello una cosa che poi ti ricorderai dopo tanto tempo ancora. Se io sto guidando e parlo con te, con la mente conscia penso a quello che ti dico e la mente inconscia fa si che io continui a guidare senza dover pensare a quello che sto facendo, lo faccio automaticamente, giusto? Perchè quella inconscia guida le nostre azioni e funzioni involontarie…”

“Cioè? Involontarie?”

“Certo amore, quelle che non ci rendiamo conto di fare. Per esempio io ora prendo il mio piatto e lo porto in cucina… perchè io ho già finito… e penso a quest’azione, mentre nel frattempo il mio corpo fa altre mille cose, come respirare, far battere il cuore, far circolare il sangue… Non capita così anche a voi?”

“No, io al cuore lo dico sempre di battere! Batti… batti… batti… batti…!”

“E io dico sempre respira… respira… respira…”

“Che pistolone che siete!! Comunque avete capito il senso? La mente inconscia in realtà è quella che regola moooooolte più cose, che ci guida nella vita per il 95% anche se noi non lo sappiamo. Certo anche con la mente pensante riusciamo a fare più cose insieme, ma la mente conscia elabora fino a 40 stimoli alla volta, mentre quella inconscia ne elabora 20 milioni nello stesso momento!”

“20 milioni??”

“E già! E la mente conscia processa 2000 bit di informazioni al secondo, contro i 4 miliardi di bit di informazioni dell’inconscio.”

“Cosa sono i bit di informazioni??”

“… Passiamo oltre… Come vi dicevo prima la mente inconscia riesce a gestire tantissime funzioni contemporaneamente, fino a 64000, tutte quelle di cui tu non ti devi preoccupare perchè fa tutto lei. La mente conscia invece riesce a gestire dagli 1 ai 3 eventi alla volta. Per gli uomini specialmente, perchè le donne arrivano fino a 7.”

“Le donne riescono a fare più cose assieme!”

“Sì, amore, decisamente di più.”

“Solo 7??”

“Conscie sì, però le mamme per esempio fanno un sacco di cose automaticamente mentre gestiscono quelle 7 di cui parlavamo prima…”

“Wow!”

“E tutto questo discorso, vi chiederete, perchè ce l’ha fatto??”

“Infatti, mamma… perchè?”

“Ma semplicemente perchè mi chiedo, dopo due ore che son qua a guardarvi mangiare e fissare la luna, perchè… in quanto femmine… non riuscite a fare DUE SEMPLICI CRIBBIO DI COSE CONTEMPORANEAMENTE???????”

Le mie figlie hanno iniziato a sganasciarsi come matte.
Ma io ero assolutamente seria.

Per ogni materia è … questione di feeling

  • gennaio 21, 2014 at 23:52

Ieri sera ho studiato storia con Babet fino all’ora della nanna per la verifica che avrebbe avuto stamattina in classe.
So tutto sugli ominidi e la loro evoluzione.

Stamattina chiedo a Babet se pensa di ricordarsi tutto ed essere pronta per la verifica.

“Sì, mamma… ”

“E ti ricordi in che continenti vivevano? Dove poi si sono spostati?”

“Sì… Senti, mamma… ma la SAVANA è una città???”

“…”

Certe cose ti danno sicurezza.

Nanà invece…

*Mentre mi aiuta ad apparecchiare la tavola per la cena, sistema tutte le nostre boccette e sposta l’olio antinfiammatorio che Babet mette sul gomito tutte le sere.
“Mamma, te lo appoggio qua, così poi ti ricordi di metterglielo sul GOMITOLO!”

… Che efficienza.

*Durante la cena Babet e Canterina dormono con gli occhi aperti, Nanà invece è vispa come un grillo.
“Secondo me mamma la quinoa la FINISCIAMO insieme!”

… Quindi il fatto di pronunciare perfettamente la parola ‘quinoa’ non è prerogativa per saper coniugare i verbi.

*Dopo cena Nanà decide di tuffarsi in un muffin al mirtillo, ma il primo ha riempito a sufficienza le nostre pance e non ce la fa a mangiarlo tutto.
“Mamma….. è veramente squisito… ma non ce la faccio a finirlo… mi sono proprio IMPIENITA!!”

… In quarta si è alle prese con storia, o meglio, la geografia.
In prima con l’italiano.
Le basi.

Superquark

  • settembre 8, 2013 at 22:54

Le cene a base di pesce innescano un vortice di domande senza fine a cui nemmeno Piero Angela saprebbe rispondere.
La mia futura Babet-veterinaria stasera ne aveva per tutti i colori… e pesci.

“Mamma, ma una balenottera azzurra riesce ad inghiottire uno squalo?”

“Oddio…. non saprei… non so se ci hanno mai provato…”

“Mamma, ma il pescespada è carnivoro?”

“Penso sia pescivoro…”

“Mamma, ma se la balena è un mammifero riesce a vivere anche sulla terra?”

“Ma è mammifero perchè non fa le uova e…”

“Ma quanto può respirare fuori dall’acqua?”

“Non ho mai cronometrato…”

“Mamma, ma quanto è grande un pesce luna?”

“Tua sorella lo sa meglio di me… sicuramente più dei pidocchi!”

“Mamma, ma sai com’è fatto un pesce vela?”

“No, ma son sicura di indovinare che sport gli piace…”

“Mamma, ma lo sai che un tonno è più grande di un SUV??”

“Beh, dipende se il tonno è adulto e se il sub è grasso…”

“Mamma, ma se i tonni sono così grandi come fanno a pescarli?”

“Per pescare i tonni usano i retini, come quello che abbiamo noi, solo un po’ più grande!”

“Non è vero!!”

“No, infatti, ci sono delle reti apposta che si chiamano tonnare.”

“Ma allora, scusa, gli orsi come fanno a pescarli?”

“Gli orsi se ne fregano e li lasciano alle tonnare.”

“E perchè?”

“Perchè loro mangiano il salmone…”

Di notte

  • luglio 7, 2013 at 01:37

Per fortuna siamo in vacanza.

Ultimamente si fanno le ore piccole a casa Wonder.

Ieri sera siamo tornate da una serata con amici.
Babet era sudata marcia, mi ha chiesto di fare una doccia nonostante fossero le 22.00 e ho acconsentito per non farla andare a letto appiccicosa.
Nanà, la pappagalla, ha voluto farla anche lei.
Ho voluto dar loro una phonata veloce e mi è venuto in mente di controllare i pidocchi a Nanà… così… giusto per sicurezza.
E per sicurezza li ho trovati.

Ho finito di fare il trattamento antipediculosi ad entrambe (per fortuna Canterina era esente) a mezzanotte!

Olio, attesa, cambio lenzuola e coperte, passata con pettinino, shampoo… shampoo… shampoo.
Fuori una.
Bis… … …
Fuori due.

Oggi un amico mi ha preso in giro dicendomi:
“Ma come mai karmicamente attiri tutte queste sfighe??”

Il bello è che io, già da ieri sera, ho ringraziato la mia buona stella di aver fatto fare la doccia alle bimbe a tarda serata, perchè se così non fosse stato i parassiti stanotte si sarebbero riprodotti in quantità industriale e mi avrebbero colonizzato la casa e le teste di famiglia.

“Perchè sfighe? Io ero tranquillissima, anzi… A me è sembrata una benedizione!”

 

Oggi Nanà ci ha messo due ore e mezza (cronometrate) per finire un assaggio di pranzo.
A casa Wonder non esiste il “non mi piace”, quindi ciò che la mamma cucina si mangia o almeno si assaggia.
Nanà è di una testardaggine infinita ma forse dire infinita non rende l’idea.
Toglierle il piatto significherebbe darle soddisfazione.
Mandarla a letto non si può perchè lei gioca di anticipo facendo finta di sbadigliare e chiedendo di andare a letto prima delle sorelle.

E’ una sfida a chi cede prima, ma io son tranquilla. La lascio lì e noi continuiamo a fare ciò che dobbiamo fare.
Ho anche accompagnato Canterina ad una festa di compleanno, lasciandola sotto la supervisione di Babet che, al mio ritorno mi ha detto:
“Mamma! Le ho supplicato di muoversi per un’ora! Ma lei niente! Non mi ascolta! Non ce la faccio più!!

“Non ti preoccupare, lasciala tranquilla. Deve decidersi da sola. E quando finirà le faremo un bell’applauso!”
E così è stato.
A metà pomeriggio.
Praticamente a merenda.
Meglio tardi che mai.

Prima di cena, durante il ringraziamento, Nanà ha ringraziato di aver mangiato tutto il piatto del pranzo.
Mi ha stupito, ma probabilmente ha riconosciuto in questo una sua conquista e l’ho celebrata per questo.

Babet oggi, come sempre, mi ha fatto impazzire un paio di volte con i suoi perchè e le sue perdite del filo logico del discorso.
“Come perchè?”

“Perchè cosa?”

“Tu mi hai chiesto perchè! Perchè cosa?”

“Io? Ma cosa??”

“… Esci da quel corpo e finisci di mangiare per piacere!”

“Qual corpo??”

“…”

Spesso i nostri discorsi finiscono così, nel tentativo di riportarla nel mondo reale, ma senza successo.

Nel momento della messa a letto son venuti fuori discorsi filosofici sull’universo.

Beh, devo dire che con alcune domande… con me sfondano una porta aperta e comincio a sfornare il senso della vita, l’importanza dell’atteggiamento positivo, le nostre richieste all’universo, cosa farci scivolare addosso e cosa trattenere, qualche mantra per aumentare l’autostima a Babet, parole di conforto a Nanà che chiede sempre conferme, spiegazioni più dettagliate per Canterina, risposte alle mille domande che arrivano durante tutto il discorso.

Io adoro tutto questo!

Però ad un certo punto devo dare un taglio o mi tengono lì tutta notte.
E il distacco è sempre lunghissimo.
“Ancora una domanda… io ti devo dire l’ultima cosa… anche io però te ne devo dire una… ma allora quello che hai detto prima… mamma spiegami ancora solo questo… ”

Le ho baciate per l’ultima volta, son andata in soggiorno sfinita a finir di sistemare, canticchiando, e sorridevo tra me e me ripensando alla giornata di oggi.
E mi son ritrovata a ringraziare, perchè le mie figlie sono una vera e propria scuola di pazienza.

Poi mi son fermata un attimo, e sapete cosa mi son detta?
Che alla fine c’è sempre qualcosa per cui ringraziare.

La gratitudine è la via più veloce verso la felicità.

Se sei grato sei felice.

Se sei felice non puoi non esserne grato.

“Sorridi e la vita ti sorride” qualcuno a detto.
E aveva assolutamente ragione!

L’oca sudata

  • giugno 24, 2013 at 00:42

Oggi, dopo aver finito di sistemare anche il secondo giardinetto, terminato di lavare borse e borsoni residui delle vacanza in colonia delle bimbe, fatta la seconda doccia della giornata e cucinato il pranzo, il mio corpo ha avuto un cedimento: mi sono seduta sul divano e non riuscivo più ad alzarmi.
Nemmeno se ci provavo.
Neppure se cercavo di autoconvincermi.
Ho tentato anche di pagarmi…

Avrà capito che la scuola è finita e starà finalmente lasciando andare tutte le tensioni accumulate in quest’ultimo periodo? Il mio corpo d’altronde è intelligente… Manca solo di tempismo.

“Senti un po’ tesoro mio, non è ancora il momento… Dobbiamo ancora organizzare i compiti delle vacanze, sistemare i giochi e le stanza, domani si lavora a pieno ritmo… Aspetta ancora un pochino a cedere alla tentazione delle vacanze fancazziste!… Vabbè, ti dò un’oretta per ripigliarti, dieci minuti di meditazione e cinquanta minuti di sguardo perso nel vuoto a cercare un senso al perchè Max Pezzali insista a cantare… Però poi ti riprendi, d’accordo?!?!?”

Quando son riuscita a trascinarmi in camera delle bimbe per richiamarle all’ordine mi son sentita ripetere la frase incubo più gettonata dalle mie tre piccole voraci pitonesse: “Mamma, abbiamo fame!”

“Ancora?!?!?”

“Ricordati che in colonia abbiamo mangiato poco e male!”

“Ho capito, ma devi recuperare tutto in due giorni?!”

Nel frattempo avevo deciso che non avremmo acceso la televisione per provare scientificamente che la sopravvivenza è possibile, anche in una giornata trascorsa intermente in casa.
Ogni tanto però mi pento delle mie geniali idee…

Tempo di tritare il pesto che avevo briciole di pongo in ogni dove.

“Bimbe! Non usate il verde che se no sbaglio a condire il farro!”

“Fai il FALLO?”

“Cosa devo fare Nanà?”

“Devi cucinare. Cucini il FALLO??”

“Sì lo faccio, ma perchè ti interessa?”

“Ma no, mamma! Cosa capisci! Con il pesto fai il FALLO??”

‘Sta erre benedetta prima o poi sorgerà dalle ceneri come la Fenice!!

Dopo cena, per darmi il colpo di grazia, Canterina ha ben visto di propinarmi ottomila indovinelli-rompicapi-problemi logici, mentre Nanà e Babet usavano le pedine del gioco dell’oca incastrate sulle dita come unghie finte: ci si diverte con poco.

“Mamma, ma sei proprio un genio! Un genio del male!”

“Vabbè amore, sono problemi logici… se fossero matematici non potrei farcela!”

“Ma quello di prima era matematico.”

“Mi è andata di culo… non dirlo a nessuno!”

“Dai risolvi anche questo!”

“Dunque… tiri una retta qua, un’altra retta là, ecco il gioco è fatto!”

“E questo?”

“Dunque… tatata… tatata… manca due numeri 11. E qui basta che conti in orizzontale e inverticale e vedi che la soluzione è logica.”

“Brava! Beh, sei un po’ allenata… a te piace il SUDOCA!”

“Cos’è?? … Il famoso gioco dell’anatra dall’ascella compromessa?”

Non c’è più religione…
Andiamo a letto và, che la notte porta consiglio!

E speriamo che consigli a Max Pezzali di cambiare mestiere…