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Questo scelgo di fare quando sono libera: ritrovarmi

  • agosto 10, 2015 at 18:33

Sto trascurando il blog, lo so. E’ un periodo così. E va bene.

Le bimbe sono partite da una settimana e staranno via fino a ferragosto.
Le mie vere vacanze!
Sono quei momenti in cui riesco a rilassarmi realmente, senza avere l’orologio sempre all’occhio, il “dovere” di cucinare (più volte al giorno!!), di controllare i compiti etc. etc. etc.
E sono anche quei momenti di serena introspezione in cui mi dedico alla mia crescita personale e ai libri che ho accumulato durante l’anno.

Quei momenti in cui sono padrona del mio tempo.

Così…
Ho deciso di ribaltare e pulire casa in ogni angolo conosciuto e non, lucidare i mobili, sfoderare i materassi, pulire piastrelle che non vedevano una spugnetta dall’era glaciale…

Sembra masochismo?
Invece no, in quanto non è qualcosa che “devo” fare, ma che “voglio” fare. Questo fa la differenza.
E voglio farlo perchè per me è Meditazione.

Le persone credono le cose più svariate sulla meditazione.
Solitamente ci si immagina il monaco buddhista che, gambe incrociate, mudra alle mani e schiena eretta, rimane immobile per un tempo indeterminato spegnendo la mente ed entrando in uno stato “illuminato”.

Quando iniziai a fare meditazione (da autodidatta, si intende, io sono fatta così) mi son chiesta per mesi e mesi come cavolo si facesse a spegnere la mente, dove fosse l’interruttore, la spina da scollegare: aiuto!! E’ la cosa più difficile al mondo!

Siamo abituati ad avere la mente sempre in funzione, un pensiero che succede l’altro, senza mai una pausa, qualunque cosa facciamo.
L’Ego, la mente, vuole proprio questo, un rumore brulicante di fondo che non si spenga mai. Cosicchè ci sembra di avere il totale controllo della nostra vita, ma in realtà è l’esatto contrario: è la mente che diviene padrona di ogni nostro singolo istante, del nostro essere. Ci identifichiamo con essa, ma non siamo assolutamente la nostra identità, noi siamo Altro. Ma come facciamo a scoprire Chi Siamo se la mente non si spegne mai?? Come facciamo a ritrovarci se non riusciamo a stare IN SILENZIO anche DENTRO di noi?

Così ho capito che era necessario qualche “esercizio pratico” per imparare a fare qualcosa di così improbabile, per cui sembra proprio di non essere stati programmati. Esercizio che esulasse dal sedersi nella posizione del loto e lottare con la propria forza di volontà. Qualcosa di più agevole che mi potesse poi facilitare la meditazione tradizionale in un successivo momento.
E la cosa più semplice per esercitarsi a spegnere il cervello è fare qualcosa di automatico, abitudinario, meccanico direbbe Gurdjeff, in cui non è necessario o di vitale importanza “pensare” a ciò che si sta facendo.

I mestieri di casa sono un ottimo strumento.

Provate a farlo.
Cominciate a lavare i piatti o a sfregare una piastrella del bagno con l’intenzione di concentrarvi solo sul movimento della mano, della straccio, del tocco.
Lo fate.
Respirate con calma e…
Alla terza piastrella vi accorgete che, già dalla seconda, stavate pensando a qualcosa. Qualunque cosa, dal vicino di casa che butta giù i mozziconi di sigaretta nel vostro giardino, alle bimbe che ora staranno facendo il bagno, a cosa mi preparo di non impegnativo per cena, all’amica a cui dovevate telefonare tre giorni fa e mannaggia la memoria a breve termine!
Allora riprendete a dare attenzione alle vostre mani, al freddo delle piastrelle, al vostro respiro che diventa un po’ più affannoso e…
Track! Riparte un altro pensiero!
Ma porc… Un’altra volta!
Altra piastrelle, vi concentrate e…  vi ritrovate immersi nei vostri ensieri sena nemmeno ricordarvi da dove siete partiti!
Occhei, respirate.
Rimettetevi in stato di Presenza.
E così via.

Stare nel Qui ed Ora (cioè meditare) è una delle cose più difficili ed è per questo che serve esercizio e disciplina per raggiungere quello stato: uno stato in cui le intuizioni sono di casa, in cui l’autoguarigione del nostro corpo aumenta radicalmente, in cui si è in pace, poichè non è luogo per le preoccupazioni, in cui si è a contatto con la parte Divina di Se stessi, dove si può chiaramente distinguere, magari chiedendo, la veridicità del nostro cammino.

Questo scelgo di fare quando sono libera: ritrovarmi.

E per coronare il tutto, tra una lettura, qualche trattamento (c’è ancora qualcuno a Milano), una cena con i Nonni e le quattro docce giornaliere, per sudare ancora un po’ (ho espulso più tossine in questa settimana che in tutto l’anno…) una bella pedalata al parco a ricaricarmi in mezzo alla Natura.

Il parco deserto, su e giù dai ponticelli con il fiatone, un libro scelto, la borraccia e l’antizanzare.
Fermarsi all’ombra di un grande ippocastano, accarezzare col vento la fila di Sambuco piena di bacche, abbracciare una quercia…
Sì, perchè??!
Io abbraccio gli alberi.
Lo faccio fare anche alle bimbe se è per questo. Gli alberi hanno un’energia spettacolare e per ricaricarsi sono un fonte magica.

In ogni caso al parco ad agosto, con 37 gradi di media, c’è tanta gente strana, che parla col sole, che si rotola nel prato e che urla a squarciagola…

Una donna avvinghiata ad un olmo passa ancora inosservata!

A volte ritornano

  • luglio 31, 2015 at 17:25

… A volte ritornerò.

Più che una promessa è una minaccia.

Gli opposti e le vibrazioni

  • dicembre 12, 2014 at 23:35

“Mamma, ma perchè se come anime eravamo già perfette, abbiamo deciso di provare queste vite terrene dove…. non è che siamo tanto perfetti, cioè, ci sono anche persone veramente cattive!”

“Tesoro, per avere consapevolezza della perfezione, è necessario sperimentare la non-perfezione, l’opposto. Durante la vita abbiamo l’opportunità di evolverci, per poi tornare alla perfezione in cui siamo state generate. Abbiamo l’opportunità, anzi la scelta, di imparare ‘lezioni’, e lo facciamo tramite l’imperfezione della nostra vita terrena.”

“???”

“Tesoro, se ci fosse sempre luce, tu sapresti che cos’è il buio?”

“No…”

“E se ci fosse sempre buio, tu conosceresti la luce?”

“C’è bisogno del buio per conoscere la luce. E viceversa. C’è bisogno di sperimentare o vedere il male per capire che esiste il bene. Senza il freddo non sapremmo che esiste il caldo… e così vià. E’ necessario per la nostra conoscenza, per prendere consapevolezza dell’esistenza di… tutto direi.”

Sì, facciamo sempre discorsi banali in famiglia.

Proprio ieri pomeriggio, mentre attendavamo i colloqui con i professori delle medie, un’amica mi guarda e mi chiede sottovoce:
“Ma perchè esistono i pirla??”

Io le ho risposto proprio che gli opposti servono per renderci conto dell’esistenza di entrambi i lati della medaglia e, se vogliamo vederla con ottimismo, per riconoscere il fatto che noi “non siamo così”. Ed essere grati di questo!

E’ lo stesso pensiero che mi è venuto leggendo i commenti.

Ma oltre che ringraziare per essere decisamente diversa da chi mi si propone, allo stesso tempo scelgo di non dare attenzione e di andare oltre.

Dare attenzione significa dare energia.

E’ il caso di dare energia solo alle cose che valgono la pena essere viste, ascoltate, vissute, tramandate, contagiate.

Ormai è risaputo che il pensiero è vibrazione.
Ci hanno vinto pure un nobel. E’ scientificamente provato.
In internet si trova tutto. Come in libreria…

Il pensiero è energia, emette vibrazioni.
E per la legge di risonanza le vibrazioni che emettiamo attraggono vibrazioni che ritornano a noi.
Come due diapason: il secondo risuona grazie alle vibrazioni del primo, semplicemente per risonanza. E’ una legge fisica,una legge universale.

Attiriamo la stessa energia che amaniamo.
Negatività attira negatività, positività attira positività.
Gratitudine attira gratitudine, amore attira amore, odio attira odio, guerra attira guerra.

Non è teoria, è scienza.

Quindi date attenzione solo a ciò che vorresti ritorni nella vostra vita!
E riflettete bene prima di inviare qualunque pensiero.

Nel caso otto minuti siano troppi, al quinto minuto del video gli esperimenti del Dr. Masaru Emoto: i pensieri modificano la struttura dei cristalli d’acqua.

Pensiamoci su.

Non c’è mai limite alla stupidità? No, la gente scava…

  • ottobre 4, 2014 at 21:15

Impara a farti qualche domanda.

Scaricare sempre sugli altri gli accadimenti che ti riguardano ti impedisce solo di crescere oltre che avvelenarti la vita e la salute.

Impara a chiederti il perchè delle cose e a pensare “Dove IO devo migliorare per modificare questo nella mia vita???”

Più punti il dito altrove e più sei incapace di guardare le tue responsabilità.
Vivi il rifiuto, la negatività, il tradimento? Sei tu che lo attiri. “Cambierò me stesso per cambiare la situazione e smetterò di dire a chi ho di fronte che è colpa sua”.

Censuro SOLO le tue di risposte, volgari o no, ma nella maggior parte saltano all’occhio le parolacce.
E non le leggo nemmeno, quindi è tutto tempo perso quello che impieghi a scrivere.
NON LE LEGGO, non mi interessano, non mi interessi.
Per ciò che ti sei dimostrato fin dal principio ho scelto di censurarti, sempre. E non mi interessa di sapere se sei diverso, cambiato, peggiorato o migliorato.
Non mi interessa.

Ti piace perdere tempo? Il problema è tuo.
Ti piace insultare? Il problema è sempre tuo.
Sei in cerca di attenzione e la richiedi in qualunque modo, come fanno i bambini quando non hanno strumenti adulti per farlo? Il problema rimane tuo.

Puoi continuare a scrivermi o non farlo.
La mia vita non cambierà, sarà la tua a cambiare e ti auguro in meglio.
Mi spiace per te, sinceramente.
Non lo dico con giudizio, ma con compassione.

Mi spiace che tu non abbia ancora raggiunto livelli di consapevolezza più elevati che ti aiutino a comprendere che sei tu l’unico responsabile della tua vita, di ciò che fai e di ciò che ti accade.
Ti auguro di aprire gli occhi.
Ma se non lo farai a me non cambierà nulla.

Non è il tuo comportamento sciocco e immaturo a minare la mia serenità.
L’unica serenità che può minare è la tua.

Vai sereno per la tua strada.

Io la mia l’ho già scelta e i tuoi commenti non ne fanno parte.

Con pace e serenità.

<<TU NON VERRAI PUNITO PER LA TUA RABBIA,TU VERRAI PUNITO DALLA TUA RABBIA.>>
Buddha

<<NON C’E’ PIACERE PIU’ GRANDE DELLA PACE>>
Buddha

<<PERCHE’ INFLIGGERE SOFFERENZA AGLI ALTRI, QUANDO NOI STESSI CERCHIAMO DI SFUGGIRLA?>>
Buddha

Chi non muore si rilegge

  • giugno 3, 2014 at 15:37

<<Se urli tutti ti sentono, se bisbigli ti sente solo chi ti sta vicino, ma se stai in silenzio solo chi ti ama ti ascolta.>>
(Gandhi)

Quante corse…
Quanti pensieri si accavallano nella mia testa quotidianamente.
E non faccio mai in tempo a fermarli su carta… cioè su blog.

Il periodo “tirato” non è ancora finito.
Inoltre…

Babet è stampellata. Volata dal monopattino.
Non descrivo le peripizie per portare a scuola in bici il suo zaino, le stampelle e i suoi 37 chili di morbidezza. La wonderbike mi ha denunciato al movimmento “Bici Libere da Pesi Esagerati”.

Canterina convive con i suoi sfoghi di dermatite che ogni tanto vorrei piangere per lei…
Nel week end debutta nel suo primo, vero spettacolo teatrale, ma le lunghe prove nel teatro decisamente-polveroso non aiutano la sua allergia e la sua pelle.

Nanà è sempre allegra e in movimento, con momenti di crisi e di pianto.
E’ in elaborazione separazione di mamma e papà, con i suo pro e i suoi contro.

Ma tutto questo rientra nel mio tran tran quotidiano e non mi spaventa.
Mi stanca, ma vivo serenamente il nostro delirio.

Nel frattempo cresco, rifletto, giungo a nuove consapevolezze.
Scelgo di osservare e non giudicare il più possibile.
Scelgo di non aiutare se non è richiesto.
Cerco di non esagerare e riesco a dire di no senza sensi di colpa. Che è una grande conquista.

Studio, leggo, imparo.
Osservo i miei progressi, osservo chi cammina accanto a me e anche le distanze di chi ha scelto altri percorsi.
Imparo a lasciar andare, che non significa disinteresse, ma essere cosciente di non avere potere sulle scelte altrui.
Imparo ad accogliere con gioia chi chiede, chi sorride, chi torna, chi chiede scusa e chi non lo chiede ma ama ugualmente.

Osservo le “coincidenze” che accadono ogni giorno, che non sono mai conicidenze.
Io lo so… ma perchè togliere la voglia di non crederci a qualcun altro?
Osservo come l’energia che ognuno di noi sprigiona attira queste “coincidenze” nella sua vita, a volte chiamate coscientemente, a volte desiderate ma solo in fondo al cuore.

Amo ma senza attaccamento.
Amo con desiderio ma senza aspettative, che è il modo migliore per non soffrire.
Cerco di essere sempre Me Stessa, amando Me Stessa in primo luogo.
Beh, le bimbe sono un’eccezione…

Quando si è “in ordine con l’Universo”, come direbbe Madre NaturaSì, tutto scorre nella direzione giusta, tutto si aggiusta, tutto si sistema.

E’ vero, per una cosa che si sistema ne arriva un’altra da sistemare, ma la fiducia mi insegna che se vuoi percorrere una strada è necessario accogliere ciò che viene proposto, con pazienza, per non rodersi il fegato, e con la fiducia che la forza che serve la si ha dentro di sè… o arriverà al momento giusto.

Certo, ogni tanto i momenti di sconforto non mancano, ma sono sincera nel dire che la serenità regna quasi sovrana nella nostra frenetica e per-niente-noiosa vita.

Serenità, pace interiore, silenzio.
E la certezza che la felicità si ottiene più facilmente trovando la gentilezza, la voglia di giocare e il tempo di essere contenti per ciò che si ha, senza dare nulla per scontato.

Ecco la ricetta.

Il dolce è in forno… ma il profumo è squisito!

Ipotesi di reato 2 – l’opzione mancante

  • aprile 14, 2014 at 12:34

Mi era sfuggita un’opzione, riguardo la latitanza dal blog, nel mio infinito ottimismo…

Poi ieri sera è accaduto di nuovo.

Ho imprecato fino a notte fonda dietro la stampante che non si riconosce più, una crisi di identità, e il pc che schifa la connessione wifi.

Non ho ancora risolto.

So che è una congiura per mettere alla prova la mia pazienza, ma non ce la faranno.
C’ho il silos ancora pieno!

Ma la domanda mi nasce spontanea… magari dovuta al sonno…

Perchè non torniamo alle missive, agli ambasciatori che non portan pena e ai piccioni viaggiatori??
Così quando il piccione non va, invece che sistemargli il driver, basta tirar fuori il sacchettino di miglio ed è più contento lui… e pure tu.

Tuasorellaincariola!!!!!

  • marzo 2, 2014 at 23:22

Santa polenta!!!

Non riesco più a entrare serenamente nel blog, cioè nel mio pannello di altervista.

Non mi tiene più la password….

Io già vado in fibrillazione quando succedono queste cose perchè ci devo perdere le ore, essendo assai ignorante in merito, e spesso non concludendo nulla.

La procedura per reinserire la password è corretta… ma non viene memorizzata e così sono sempre punto a capo!

Username o password non corretti.
Recupera Password.
Inviata Mail.
Torna di là.
Scrivi di qua.
Codici chapta a destra e codici chapta a sinistra.
Azzera password.
Azzera il mio segnale cerebrale.
Azzerra la mia pazienza.
Entra.
Trova il profilo che tutte le volte mi dimentico dov’è.
Reimposta la password.
Salva aggiornamenti.
Chiudi.
Riprova.

Username o password non corretti.

Fanculo a tua sorella!!!!!

Che sfinimento!

E non c’è neppure una mail dove mandare un messaggio disperato di richiesta invio  aiuti umanitari!

Giuro che piuttosto che perdere tempo così smetto di scrivere!!!

Moncherino

  • settembre 10, 2013 at 15:09

Miseriaccia, sto tentando di scrivere con la sinistra ma ci metto una vita.

Mi sono fatta un’impacco di argilla alla mano destra: farlo da sola è una roba decisamente complicata.
Ora mi sento la Regina Elisabetta quando saluta il popolo dall’auto…

Non tanto per la mano a padella, ma per l’espressione.

I dolori dell’età…

Così tento di muovere il cursore qua e la, ‘ad minchiam’ per la precisione, e incappo nel traffico visitatori.

Ieri hanno visitato il mio blog decine di anime provenienti da diversi paesi: Italia, Francia, Svizzera, Tunisia, Germania, Finlandia e Satellite Provider.

E mi sono detta:
“Però… quale sarà la capitale di Satellite Provider?”

 

Commenti solving

  • luglio 24, 2013 at 16:18

Mi dicono che non si riesce più a commentare sul blog.

E pensare che pensavo che i miei lettori fossero tutti morti… dal caldo!

O tutti vittime di una forma di narcolessia sottile ma infettiva.

Potrebbe essere che ci sia un problemino, ma stando io all’informatica, come la panna montata alla dieta a zona, beh… chi capisce di cosa si tratta mi faccia un fischio.

Si guadagnerà un posto personale con scritto a lettere cubitali “TI STIMO FRATELLO!”

O Fratella…. dipende.

Mi sento in difetto

  • novembre 12, 2012 at 19:15

Sto trascurando il blog…

Che, si nota che “tempo libero cazzeggiante” è il mio secondo nome??