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Halloween du’ palloween

  • ottobre 31, 2012 at 20:33

Sono l’unica che pensa che festeggiare Halloween sia un’immensa, enorme, mostruosa cagata???!!!

Sta prendendo sempre più piede nel nostro paese questa festa tradizionale americana.

I negozi si riempiono di gadget e costumi, di una tradizione che  sarà pur simpatica da raccontare a scuola, da utilizzare per imparare nuovi vocaboli in lingua inglese, per rendersi conto che non è il solo periodo dell’anno che si vedono in giro zucche vuote, ma che in ogni caso non è nostra.

Allora, per par condicio voglio che, a febbraio, per le città di Philadelphia, Chicago e Los Angeles, sfilino centinaia di Arlecchino, Colombina e Dottor Palanzone.

Forse è una fortuna che le bimbe fossero a festeggiarlo (in maschera ovviamente) dal padre, così non ho dovuto discutere con loro sul perchè non avrei speso soldi inutilmente per i costumi e parrucche da non far indossare loro, sul fatto che se fossero andate porta a porta con gli altri bambini del condominio – in pigiama- non avrebbero comunque mangiato le schifezze raccolte, e il tutto per una festa che è esclusivamente consumistica e vantaggiosa solo per i dentisti.

Ma non sono rimasta esente dai festeggiamenti…

Alla prima scampanellata ero in vasca da bagno.

Alla seconda idem.

Alla terza mi stavo vestendo.

Alla quarta ho aperto per disperazione.

Quattro ragazzine dell’età di Canterina mi hanno urlato in faccia “Dolcetto o scherzetto!!!”

Io ho sorriso e ho confessato loro:
“Le bimbe non ci sono e in questa casa non mangiamo caramelle o dolcetti, quindi non ho niente da darvi. Se li avessi, li darei volentieri a voi per non farli mangiare alle mie figlie, dopo aver fatto firmare una liberatoria ai vostri genitori, ma vi giuro che non ne abbiamo proprio! Mi dispiace.”

“Ah, occhei…”

“Beh, non mi fate lo scherzetto??”

“Dunque… Vediamo… Possiamo entrarti in casa con le scarpe bagnate!”

“Guarda… solo per questa fantastica risposta, se l’avessi, ti regalerei una Sant’Honorè!”

 

In questo momento, in cortile, stanno sparando i botti di capodanno.

E poi non ditemi che non c’è parecchia confusione…

La domanda sorge spontanea

  • maggio 9, 2011 at 14:28

JJ-1, che ha cinque anni, ha deciso di farmi il terzo grado.

"Dove sono le tue bambine?"

"Tesoro, non le ho portate! Sono venuta solo io con la tua nonna. Ti ho portato la nonna, sei contento?"

"Ma dove sono le tue bambine? Dovevano venire anche loro."

"Amore, no. Sono venuta solo io. Però promesso che te lo porto un giorno, così giocate insieme e le conosci tutte quante."

"Ma quante sono?"

"Tre."

"Ma come si chiamano?… Quanti anni hanno?… Mangiano anche loro su un tavolino?… Ma loro scelgono i vestiti che mettono o glieli scegli tu?… Ma le metti mai in punizione?"

Ed era prima di pranzo.
E anche durante il pranzo.
Dopo pranzo ci ritroviamo io e lui, seduti su una panchina sotto un albero. Mi ricorda molto una delle ultime scene di Forrest Gump…
Mamma e nonna sono andate a mettere a nanna JJ-2.
JJ-1 è molto concentrato. Ha un sacco di cose da chiedermi.
Ho provato a distrarlo cantandogli filastrocche ma ha deciso di investigare fino allo sfinimento. Mio.
Arrivano altri suoi amichetti e gli chiedono di andare a giocare con loro.

"Mmmm… no. Dopo. Adesso no."

"JJ, vai a giocare con loro e a divertirti."

"No, sto qua con te."

"Però ti do ancora 856 domande. Non una di più. Poi vai a giocare, intesi?"

"Perchè non una di più?"

"Non te ne bastano 856???"

"Occhei… Allora… Le tue figlie… quando non sanno dove andare… dove vanno?"

"Passo. Fammi la prossima. Per questa devo chiedere l'aiuto da casa."

"No per davvero! Quando non sanno dove andare, dove vanno?"

"Stanno ferme e ci pensano su."

"Hai mai visto Harry Potter??" Si intromette bimbo E.

"Io ne avrò visto qualcuno, le mie bimbe no, sono ancora piccole…"

"Io ho visto l'uno, il due, il tre, il quattro, il cinque, il sei, il sette e anche l'otto!"

"Tutti insieme?!"

"Io ho visto Cars!" replica JJ-1.

E parte la rassegna di critica cinematografica che si conclude con un amarcord di vecchi cartoni sempreverdi, di cui io più di loro mi ricordo le battute e rido come una matta nel mimarle.

Arriva bimba B.
Mi racconta dei suoi quattro fratelli, della cagna che ha partorito cinque cuccioli, del cane che si chiama Mucca e tante altre cose che ho rimosso per intasamento della mia RAM cerebrale.
E poi si siede, cominciando con le sue domande.

"Le tue figlie hanno la bicicletta?… Ma dove dormono?… A che ora vanno a letto?"

JJ-1, che mi sta tartassando da più ore, vuole far vedere che è più informato sul mio conto e le riporta tutto quello che gli ho già raccontato in precedenza.
In preda ad una crisi da quiz televisivo, comincio a passare in rassegna aneddoti divertenti sulle mie bimbe e loro, ridendo di gusto, me li fanno ripetere mille volte.

Mi vengono a chiamare.
Sia ringraziato il cielo!

"Bimbi, ora vado. Quando torno però continuo a risponedere alle vostre domande…"
Ne mancheranno circa 423, una più, una meno.
Dovevo portare il sacco a pelo.

La sera parlo con la nonna di JJ-1.
"I tuoi nipoti sono fantastici! JJ-1, poi! Penso mi abbia preso in simpatia, però va preso a piccole dosi… "

"Secondo me tu dovresti fare qualcosa con i bimbi, come l'animazione."

Ho anche rischiato la rissa.

"Wonder… la prima volta che ci siamo visti non mi hai detto che avevi tre bambine!"

"Sì che te l'ho detto, JJ!"

"No, non me l'hai detto!"

"Sì che te l'ho detto!"

"No!"

"Sì!"

"No!"

"Sì!"

"No!"

"Sì!"

"No!"

"Sì!"

"NOOOOOO!"

"SIIIIII'! Sono sicura!"

"Non è vero!"

"Ho i testimoni!!"

"… Cosa sono i testimoni??"

Altro che animazione… La rianimazione mi ci voleva!

Don't stop me now

  • gennaio 7, 2011 at 23:47

Oggi siamo state a trovare una mia carissima amica che ha partorito da poco una splendida frugoletta tutta stropicciosa e dormigliona.
Le bimbe hanno giocato tutto il pomeriggio con il piccolo, ormai grande, fratellino, e si sono divertite un mondo.
La mamma ha passato il pomeriggio a chiacchierare, tentando ogni tanto di immortalare la ciurma in delirio che si contendeva la neonata, ancora ignara dei pericoli che ogni tanto correva, per fortuna.

Quanto tempo che non chiacchieravamo così, Zia Luna!
Compagne di banco al liceo, amiche-sorelle per la pelle finchè la vita non ha diviso le nostre strade, i nostri destini, i nostri stili di vita, le nostre scelte, ma non il bene infinito che ci vogliamo.
Ed ogni volta è come se non fosse passato tanto tempo dall'ultima visita. E' come se avessimo appena finito di studiare le coniugazioni latine giocando a ping pong sul tavolo di Nonna M., bevendo the e mangiando biscotti, raccontandoci i nostri sogni e le nostre aspettative sul futuro che ci sembrava ancora tanto lontano…

E ora siamo grandi.
Siamo cresciute. Tanto cambiate. Ancora diverse.
Forse nessuna di noi ha vissuto in pieno il suo sogno, quel sogno che ogni adolescente ha in serbo per sè, per quando sarà finalmente donna.
La vita ci ha travolto più di una volta con i suoi tornadi, con le sue difficoltà, con la sua realtà. E ancora continua a farlo.
Ma guardandoci ora abbiamo le spalle più larghe, più esperienza, più consapevolezza. E ancora il bene che ci vogliamo, grazie al quale riusciamo a dirci tutto, anche quello che non ci piace; grazie al quale riusciamo a tirare fuori noi stesse, come non facciamo con tutti.

E questo è un grande dono, per entrambe.

Stasera Zia Luna mi manda un messaggio di ringraziamento, dove tra l'altro mi scrive "… e tu sei davvero in forma… è il tuo nuovo inizio, goditela!!"

E' vero, mi sento veramente bene ultimamente e, a quanto pare si nota.
E' come se avessi sempre dentro una carica, una musica ininterrotta che mi dica "Stai andando forte, non fermarti proprio ora, è il tuo momento…"

E' come se avessi Freddy che mi spara nelle vene Don't stop me now!!!
Con lo stesso ritmo, con lo stesso entusiasmo, con la stessa voglia di ballare che viene appena parte la seconda strofa…

Tonight I'm gonna have myself a real good time
I feel alive and the world I'll turn it inside out – yeah
And floating around in ecstasy
So don't stop me now don't stop me
'Cause I'm having a good time having a good time

I'm a shooting star leaping through the sky
Like a tiger defying the laws of gravity
I'm a racing car passing by like Lady Godiva
I'm gonna go go go
There's no stopping me

I'm burnin' through the sky yeah
Two hundred degrees
That's why they call me Mister Fahrenheit
I'm trav'ling at the speed of light
I wanna make a supersonic man out of you

Don't stop me now I'm having such a good time
I'm having a ball
Don't stop me now
If you wanna have a good time just give me a call
Don't stop me now ('Cause I'm having a good time)
Don't stop me now (Yes I'm havin' a good time)
I don't want to stop at all…

E questa la dedico anche a te, Zia Luna…

Mamma giocherellona seconda parte

  • aprile 22, 2010 at 22:25

A volte i bambini devono imparare a difendersi da soli e a gestire i conflitti con coetanei e altri bambini, ed è compito dei genitori consolare e mettersi da parte.

Ma quando le prepotenze sono palesi e voi siete lì a guardare qualche ingiustizia fatta a vostro figlio, non vi sale il sangue al cervello e pensate "Guai a chi tocca la mia bambina!" oppure " Quale sarà la morte meno dolorosa da affliggere a quel malcapitato infante che ha osato sfidare la mia furia di mamma facendo dispetti alla mia innocente creatura?!"

Oggi pomeriggio, sempre al parco, Canterina ad un certo punto arriva da me urlante, in lacrime.

"Due bambini grandi mi hanno strappato di mano i bastoncini con i fiori con cui stavamo giocando e li hanno rubati!!! E mi hanno anche graffiato!!! Mi hanno fatto male!!! E io non posso fare niente perchè sono grandi!!!!"

"Tesoro, vieni qua! Chi è stato? Fammi vedere la mano…"

"Quei due bambini là in fondo, quelli che corrono, li vedi??"

"Sì. Beh, in effetti sono grandicelli. Potrebbero giocare a qualcos'altro di più intelligente…
Adesso vai a giocare con la tua amica e non ti preoccupare. Se tornano mi chiami. Basta che cacci un urlo e io arrivo e li concio per le feste, occhei??"

"Occhei…" risponde Canterina tirando su con il naso.

Hanno osato fare quest'affronto alla mia bambina! Non sanno con chi hanno a che fare…

Dopo due minuti li vedo entrambi che si appostano silenziosamente dietro due alberi ad una decina di metri da dova Canterina e la sua amica giocavano tranquille a scavare e nonvogliosaperecosa con la terra.
Lascio un attimo Nanà vicino a Babet e mi avvicino leggiadra come una faina.
Mi apposto dietro l'albero vicino a loro e:
"PSSSSSSSTT!!! … PPSSSSSSTT!!!"
I due mi guardano con un grande punto di domanda stampato sulla faccia.
"PSSSSTT!! Sì, voi due …" dico sottovoce e mi avvicino sorridendo.
Sempre bisbigliando:
"La vedete quella bambina là?"

"Sì."

"E' la mia bambina."

"???"

"E chiunque tocchi la mia bambina … TRACK!" bisbigliò, facendo segno come di un legno che si spezza.

"…"

"Capito? Chiuque le dà fastidio… TRACK!" e sempre sorridendo mi allontano.

Torno a giocare con gli altri bambini e da lontano noto che mi stanno fissando increduli.
Allora indicandomi gli occhi con due dita e poi indicando loro gli mimo con il labiale:
"VI TENGO D'OCCHIO… "

Oh, non si sono più visti.

Mentre alla fine della giornata andavamo verso l'auto, Canterina incrocia quei bambini in mezzo ad altri in fila alla fontanella:
"Mammaaaaaa!! Sono quelli i bimbi che mi davano fastidiooooo!!!!"

"Ah, erano loro? Non lo sapevo…" e faccio l'occhiolino ai due birbanti.
Poi appena Canterina mi sorpassa mi rigiro e sempre con indice e medio verso il mio sguardo:
"VI TENGO D'OCCHIO…"

Prima regola del Fight Club: non parlate mai del Fight Club!

Non mi sono mai divertita tanto!!

La musica nel sangue

  • aprile 2, 2010 at 22:06

A Natale ho regal… volevo dire che Gesù Bambino ha portato in dono alle mie bimbe una mini-pianola, per iniziare le figlie talentuose alla musica giocando.
E' di quelle proprio piccoline piccoline, che mi arriva al ginocchio, dove puoi scegliere quale strumento suonare, un ritmo da abbinare, delle canzoncine da ascoltare o dei giochi di cui nessuna ha ancora capito il funzionamento.

Ogni tanto, prima di andare a letto, al ritmo dei brevissimi brani che cotanta pianola sa sfornare, ci scateniamo in pazzeschi balli di 40 secondi ciascuno.

In ogni caso sembra sia stata apprezzata.
Anche e specialmente da Nanà.
Appena una di noi prova a sedersi (o inginocchiarsi. la sottoscritta ha qualche anno di pianoforte alle spalle) per strimpellare o accendere qualche ritmo, la piccola Chopin arriva urlando come un' invasata: "NOOOOOOO IOOOOOOO!" e spodesta chiunque sia alla tastiera con la grazia di Attila l'Unno.
Nessuno le ha spiegato il funzionamento, ha fatto tutto da sola.
O guardando le sorelle o improvvisando e schiacciando tasti a caso per ore e ore e ore e ore.

Appena sposti l'interruttore di accensione, dopo un breve Jingle introduttivo, la soave voce giuda decanta:
"Premi l'ovale rosso."
Se per un qualsiasi motivo indugi qualche secondo, la simpatica voce guida ripete:
"Premi l'ovale rosso."
Se per un inspiegabile motivo sei indeciso sul da farsi, la stressante voce guida ti ricorda:
"Premi l'ovale rosso."
Se per un morboso motivo hai deciso di far impazzire tutto il resto della famiglia, quella detestabile voce guida ti assilla:
"Premi l'ovale rosso."

Nanà, specialmente all'inizio, non aveva la più pallida idea di cosa fosse un ovale rosso e non capiva che senza premere quel bottone non avrebbe potuto fare nient'altro.
Gliel'ho mostarto più volte, ma con scarsi risultati. Lei rimaneva ipnotizzata da tutte le lucine dei diversi led multicolore che scintillano come un albero di natale all'accensione e poi tentava di suonare senza risolvere nulla.
Fino a che, poco tempo fa, non ha capito che martellando innumerevoli volte quel bottone sarebbe riuscita nel suo intento di ascoltare le canzoncine (unico suo divertimento), la scena era sempre la stessa…
Nanà che si avvicina alla pianola e la accende.
Jingle.
Voce guida:
"Premi l'ovale rosso."
Lei fissa la pianola.
"Premi l'ovale rosso."
Tenta di schiacciare un do diesis o un sol.
"Premi l'ovale rosso."
Riprova con una scala di La maggiore.
"Premi l'ovale rosso."
Osserva.
"Premi l'ovale rosso."

"Premi l'ovale rosso."

"Premi l'ovale rosso."

"Premi l'ovale rosso."

"Premi l'ovale rosso."

"Premi l'ovale rosso."

E da ogni angolo della casa tutte le nostre voci in coro che le urlano:
"E PREMI STO BENEDETTO OVALE ROSSO; NANA'!!!"

Ora ha imparato. La accende, preme l'ovale rosso tre volte, seleziona la canzone e balla.
Finita la canzoncina preme l'ovale rosso e ne sceglie un'altra.
Meglio di Elton John!
Quando si stufa prende e se ne va a giocare a qualcos'altro.
Ma la pianola è intelligente! Per ricordare di spegnerla interagisce con il bambino richiamandolo.
E' fantastico sentire rispondere Nanà ad una pianola!
Dopo qualche secondo:

"Dove sei andato?"

"FUI!"




"Non giochi più?"

"NOOO! IO FUIII!!"

C'è chi ha l'amico immaginario e chi la pianola da compagnia!

La giornata del fai-da-te

  • marzo 25, 2010 at 01:44

Quando sono da sola io adoro girare per le corsie del bricolage, del giardinaggio (non che io sia una giardiniera provetta, anzi), dei tendaggi, degli accessori, dei mobiletti, degli attrezzi per i veri uomini del fai-da-te.
Perchè io sono una vera donna del fai-da-te.
Inside.

Sabato ero in cerca di piastrelle e bicicletta da bambina.

Piastrelle.
Un anno un pezzo di qua e un anno un pezzo di là, prevedo che la sistemazione conclusiva del giardino avverrà per la primavera del 2020. Stando larghi.

Bicicletta da bambina 8 anni circa
Due settimane fa, al parco, ho osservato Babet pedalare sulla sua mini-bicicletta e ho deciso di passarla a quella di sua sorella più grande, giusto per risparmiarle un enfisema visto che sembrava Charlie Chaplin nelle comiche per la pedalata corta e veloce. Poverina!
"Mammaaa! Ferma, non ce la faccio! Mi fanno male le gambe a pedalare!"

"Non ti preoccupare amore, tanto tua sorella si dovrà grattare ancora cinquanta volte prima di arrivare a casa…"
Così Canterina avrà bisogno di una bicicletta nuova. O ci correrà dietro.

Tornando a noi, sabato a mezzogiorno sono montata a bordo della Wondermobile e via per mille avventure!!
Mi sono fatta un Brico, due Castorama, tre Decathlon e un Leroy Merlin…

Primo punto da chiarire.
Questi immensi ritrovi di maschi-alfa alla ricerca della brugola perduta, sono situati sempre nei paesi di provincia, quindi una milanese priva di satellitare cosa fa?
Prende la tangenziale, la bussola e il suo senso dell'orientamento ormai sviluppato come l'olfatto antidroga di Rex, e spera in Dio di arrivarci.

Però dovrebbero essere più precisi sui cartelli segnaletici.
"Castorama a 7 minuti"
… sì, di teletrasporto!!!

E' sabato, sono le 13.00, tutta la popolazione di senno è a mangiare con i piedi sotto il tavolo, sono l'unica sfigata in giro con questa pioggia di emme, eppure dopo essere uscita dalla tangenziale da venti minuti e aver seguito tutti i cartelli scritti in brail ma riconoscibili dai colori ufficiali della nazionale-bricolage, di questo piccolo, invisibile esercizio commerciale, nemmeno l'ombra…
Mi tocca chiamare il capitano Kirk o il Dr. Spock per fare testa o croce.

Secondo punto che mi fa felice felice.
Da un anno con l'altro scelgono di eliminare dal campionario uno o due tipi di piastrelle da giardino.
Con tutti quelli che c'erano, perchè han dovuto togliere proprio quello che serviva a me per terminare la piastrellatura?????
E per la gioia dei posteri e dei vicini di sopra che si affacceranno sul mio beautiful garden, non ce ne sono nemmeno di similari… che si avvicinino… che si assomiglino… che si possano confondere ad uno sguardo distratto…
Caro il mio Murphy… ogni tanto riposati!!

Per quanto riguarda la bicicletta, ero giunta alla conclusione di comprare un usato, non essendo il primo giorno che giravo e rigiravo, senza sapere dove andare… ed ho cenato a prezzo fisso, seduto accanto ad un dolore… tu come stai?? Lalalalala…
Come disse il buon vecchio Claudio.
Bene, grazie Claudio. Andiamo avanti.

Ora.
Non so se vi siete mai accorte (parlo alle donne) della raffinatezza con cui scelgono la maggior parte dei "lavoranti-Decathlon"??
Oddio, non sono proprio tutti così, ma gran parte sono giovani, aitanti, gentili, fisico atletico, che ne sanno almeno di uno sport se ti va bene anche di due o tre, che son lì per servirti…
Già io non mi faccio problemi a "chiedere" quando ho bisogno, ho un dubbio, vorrei un'indicazione, sapere le ore… ma in quei posti chiedere è un piacere!
Sabato però ero distratta dalla mia Mission: tornare a casa con due ruote in più nella Wondermobile, così sono stata presa in contropiede.
Non trovavo lo spazio adibito all'usato (tra parentesi: mega tendone allestito di fronte all'entrata, color bianco cangiante. Mancava solo la freccia illuminata ed eravamo a posto. Ma pioveva e andavo in giro con il cappuccio… diciamo così!).
Così, dopo aver guardato qualche offerta di vestiario ed essere passata oltre, mi sono avvicinata al reparto biciclette per chiedere.
Mentre ancora osservavo in giro alla ricerca, chiedo distrattamente ad un ragazzone accovacciato, impegnato a gonfiare le gomme ad una mini bicicletta:
"Mi scusi… gentilmente… potrebbe indicarmi…"
Il ragazzone alza lo sguardo:
"Dica, Signora."
Due occhi celesti cristallini da rimanere senza fiato…
Moro, alto, bello, muscoloso e con uno sguardo ipnotico.
Non ero pronta.

"Potrebbf.. infigriff… lsahas… biffkicleff… grazie??"
Non ho mai boffonchiato in vita mia.

"Mi scusi?"

"Cercavo… il reparto dell'usato…" e magari il suo numero di telefono privato, o se preferisce un poster dimensione reale da appendere nell'anta dell'armadio…

"Fuori, proprio davanti all'entrata." che grazie espressiva… se continua a fissarmi così mi sciolgo in un minuto…

"Sa… se ci sono biciclette? Vendono biciclette?" che domanda intelligente… devo tenermela per i momenti migliori!

"Le vendono. Le compravano fino a ieri, ma oggi c'è solo la vendita." ma come parla bene…

"Sa se ci sono biciclette da bambina?"

"Certamente, dovrebbero essercene ancora." come gonfia bene quella ruota, mai visto gonfiarla così…

"Ah, grazie. Sto cercando una bicicletta per bambina, circa otto anni, per mia figlia…"
Non ci posso credere… l'ho detto!
Ho detto FIGLIA… preceduto dalla parola MIA…
E' come sparasi nelle palle da soli!

"Molto gentile, grazie."

"Di nulla."

Me tapina. Non sono più aggiornata sulle tecniche di abbordaggio. Cioè non lo sono mai stata.
Ho sempre odiato abbordare, non mi viene naturale.
Però cribbio! Per uno sguardo così si poteva anche imparare!!!
Ne terrò conto per la prossima volta.

Altro Decathlon, altra ricerca.
Questa volta trovo subito il mega tendone dell'usato: errare è umano, perseverare è diabolico!
Entro, guardo, tocco, provo… niente che mi entusiasmi, finchè non si avvicina un addetto per chieder se avevo bisogno.
"Posso aiutare?"
Ma cos'è? La sagra degli occhioni azzurri?? Ma fanno una preselezione ai colloqui di assunzione sulle sfumature di turchese? Son debole di cuore… due in un giorno solo! Forse è un segno.

"Sì… grazie…" tentiamo di non biascicare anche stavolta "volevo vedere le biciclette da bambina."

"C'è questa, questa e quest'altra." maglietta a maniche corte nonostante i dieci gradi esterni? Fa sempre piacere poter osservare tutti quei bicipiti al lavoro…

"Ma per un altezza di circa tot centimetri, secondo lei va meglio questa o quella?"

"Ma guarda" mi da del tu… che carino! "così e cosà ma dipende anche dalla bimba."

"Eh, già. Forse prima di comprarla sarebbe meglio portare direttamente qua mia figlia…."
Non ci posso credere!
Ditemi che non è vero!
L'HO RIFATTO!

"Eh, sì… mi scusi, devo andare."

Ma io devo fare una scuola.
Devo prendere un diploma.
O forse un antidoto.
Come punizione ora andrò da Leroy Merlin e tirerò una testata ad una piastrella!
Magari anche due…

Cosa dicevo sul perseverare??

Figlia mia – II

  • novembre 18, 2009 at 19:52

Figlia mia, cinque anni fa eri un frugoletto tra le mie braccia. Eri calma, tranquilla e a volte pareva di non averti.
Sei arrivata per seconda, come una grande sorpresa nella nostra vita.
E mi sorprendi tutt’ora, con quegli occhioni scuri che parlano da soli, che chiedono, che ridono, che sanno di cose buone.
Tu, così morbida e burrosa che non finirei mai di sbaciucchiarti, con la tua pelle liscia e setosa da bambola di porcellana, con quei capelli fini fini che si asciugano con un soffio di vento e che ti fai tagliare da me, non curante del risultato…
Figlia mia, che ti affidi a me con anima e corpo, che ti ripari tra le mie braccia, che chiedi coraggio alle mie mani, che pretendi amore dai miei occhi.

Mi ricordo ancora che seppi di averti in pancia un venerdì sera… perchè non riuscivo ad aspettare il sabato! Volevo sapere se eri già mia.
Volevo conoscerti, amarti, parlarti.
Ho pianto di gioia e ti ho subito amato.
Non eri la prima, avevo già un po’ di esperienza. Ma niente è stato uguale.
Così diversa da tua sorella maggiore, avevi la tua personalità fin da dentro la pancia. Non potevi sopportare che io mi sdraiassi su lato destro… quanti calci! Quante pedate! Quante nausee…
Mi han separato da te, appena sei nata, per dei controlli medici. E quelle ore sembravano interminabili. Il pensiero di non poterti stringere subito a me era terribile. Il non poterti vedere, annusare, abbracciare… come ormai sognavo da nove mesi.
Poi sei arrivata e tutto il resto si è fermato. C’era anche tuo padre. Ti abbiamo guardata, calma, rilassata, felice. Eri la perfezione a tutto tondo.
Perchè tonda eri tonda…
Quando sei arrivata a casa tua sorella già stravedeva per te.
Ho pensato "Chissà come sarà per loro essere sorelle? Sapranno amarsi, aiutarsi, proteggersi, essere complici?"
E quando vi guardo oggi penso: "Sì. Sono meravigliosamente sorelle!!"

Sei sempre stata attaccatissima a me. Guai a lasciarti! Una mammona di prima categoria. E lo sei ancora adesso.
Timida come mai, vergognosa e insicura. Ma crescerai, figlia mia. Come è cresciuta la tua mamma, che da piccola era esattamente come te.
E crescerai anche con i miei baci, i miei abbracci, la mia gioia e le mie rassicurazioni, le mie favole e le mie canzoni. Piccoli pezzi di quell’Io che tu diventerai. E nient’altro mi renderà così felice, così fiera dell’aiutarti a crescere, a trovare la tua individualità. Sapendo insieme mantenere la mia.

Amore mio, figlia di mezzo, che lotti duramente per mantenere quegli spazi che hai guadagnato con fatica e dedizione, sempre sovrastati dalla sorella grande e rosicchiati pian piano dalla sorellina minore che vuole a tutti i costi affermarsi.
E tu, nel mezzo, a volte troppo grande, a volte troppo piccola.
Tu che tieni tutto dentro, che ti mangi le unghie, che ti fermi a pensare ma non mi sai mai dire a che cosa.
Tu che desideri essere amata e apprezzata e ti sciogli per un complimento in più.
Tu che mi domandi sempre perchè.
E quando mi chiedi il perchè, con il faccino triste e gli occhi lucidi…
E quando mi dici "Ma io non voglio!"
E quando non capisci la sofferenza e le ingiustizie e da me vuoi spiegazioni…
Oh, come vorrei passarti tutta la mia vita, le mie esperienze, buone e cattive. Vorrei tanto che tu potessi assorbire la consapevolezza delle mie esperienze negative senza doverne soffrire, perchè l’ho già fatto io per te.
Allora ti guardo e con le lacrime dentro, un groppo in gola e un sorriso sulle labbra ti dico "Lo so, figlia mia. Lo so.
Lo so che tu non vuoi, lo so che tu non capisci.
Lo so che a volte non possiamo scegliere qualcosa, perchè qualcun’altro ha già scelto.
Non possiamo scegliere tra ciò che vogliamo e ciò che non vogliamo.
Non possiamo obbligare qualcuno a renderci felici.
Ma possiamo scegliere di AMARE, di migliorare il mondo con un po’ di noi stessi. Perchè l’amore porta amore, a te stessa e agli altri.
Perchè tu non devi scegliere CHI amare, ma puoi farlo sempre e comunque.
Io sarò sempre qua per te, non ti preoccupare. E sarò sempre con te, dentro al tuo cuore.
Quando hai bisogno di stringermi, stringimi forte, piangi, urla! Butta via i cattivi pensieri e sogna gli angeli che vengono a giocar con te!
La mamma è qua, figlia mia. E lo sarà sempre."

Amandovi, una cosa ho imparato.
La più importante eredità che una madre (o un padre…) può lasciare ai figli è la qualità della sua stessa vita.
E io per te sarò la persona migliore di questo mondo.
Figlia mia…

Nanà la scimmietta

  • giugno 17, 2009 at 15:17

Nanà a 19 mesi è bravissima in anatomia.

Durante il rito del cambio di pannolino puntualmente inizio a chiederle dove sono alcune parti del corpo.
E’ iniziato tutto per farle evitare di infilare le sue dolci manine nella cacca, visto che è sempre perennemente lì a ravanarsi la patata..
Così tiene le mani occupate mentre io procedo alla pulizia.

"Nanà! Dov’è il naso??"
"Auuuhh!" e lo indica col ditino.
"Gli occhietti?"
"Auuuuhh!" e si ficca le dita negli occhi.
"I capperi…?" Domanda a tradimento.
E lei si infila le dita nel naso.
"Le orecchie? L’altro orecchio?
I capelli?
Le manine?
Le braccia?
Le guance?
La fronte?
I piedini?
Le gambe?
La ‘patata’?
Il culetto?
Il collo?
La pancia?
L’ombelico?
Le tette?
Le ascelle?
La bocca?
I denti?
La lingua?……"

Lei solerte non ne sbaglia uno.

Poi io passo in giro col cappello a raccogliere le monetine.

Il meraviglioso mondo di Nanà

  • maggio 26, 2009 at 14:39

Canterina a un anno e mezzo contava già fino a dieci, ha iniziato a parlare molto presto, grazie anche agli iper-stimoli di Nonno M., in quanto lavorando, io la recuperavo la sera. E’ sempre stata precoce in tutto e ci ha abituato bene fin dall’inizio.

Babet era molto più silenziosa e, come la maggior parte dei secondogeniti, parlava di meno e si faceva capire di più. Il delicato Peter Pan, confrontandola con la precoce Canterina, la chiamava gentilmente ‘la mia tardona’. Questo spiega tante cose. No, non su Babet…
Ha sempre parlato poco anche perchè l’estro della sorella maggiore, ancora oggi, spesso la soffoca (non solo lei)  e non da spazio di intervento. Ma ha avuto una geniale manualità fin da piccolina.

Nanà ha 18 mesi.
Nanà capisce tutto. Veramente tutto.
Nanà si fa capire benissimo anche se sceglie con cura le poche parole di senso compiuto con cui deliziare le nostre orecchie.
Nanà è avanti.
Nanà è la terza figlia di una mamma molto più occupata di quando ne aveva solo due e un marito, quindi si è iscritta presto al corso di sopravvivenza.
Nanà sa farsi valere con le sorelle e con il cuginetto, ed essendo gelosissima della mamma riesce a spodestare dalle mie gambe chiunque ci sia seduta sopra perchè "la mamma è solo sua e non si tocca"!!!
Nanà è un tornado della natura, in quanto a disastri casalinghi nessuno la batte, ma è anche una "pagliaccia", ama far ridere tanto quanto la sua mamma, e con lei tra urla e risate non mi annoio di certo.
A Nanà sta venendo un caratte di merda, quando qualcosa la contraria mena, urla e strepita, manco l’avessi torturata.
Nanà parla a modo suo, sa ascoltare benissimo ciò che la mamma dice, ma soprattutto sa scegliere e fare di testa sua.
A 18 mesi è già indipendente.

Se entro in casa con la bicicletta da parcheggiare in veranda e, non potendo appoggiarla perchè priva di cavalletto, mi giro e dico: "Nanà, dai entra in casa e chiudi la porta (blindata)!", lei entra e la chiude senza perdere neanche un ditino.

"Nanà, chiudi pure la lavastoviglie". Lei si accinge a farlo alla stregua di un sollevatore di pesi durante le gare nazionali. "Amore, prima forse dovresti spingere dentro il cestello, poi chiudi." Lei senza battere ciglio spinge delicatamente il cestello all’interno e chiude l’elettrodomestico.

"Mamma! Fuàfua!" dice porgendomi il biberon vuoto. "Hai finito l’acqua? Bene, porta il biberon in cucina, mettilo sul tavolo." Ed è proprio lì che poi lo troverò

"Vai a prendere le scarpe di Babet". Lei sa già in che parte della scarpiera trovarle e le porta all’interessata.

"Butta questo foglio, ma non in pattumiera, nella carta, vicino al frigorifero". E lei precisa aiuta nella raccolta differenziata.

"Andiamo fuori?" In un secondo la trovo posizionata seduta davanti al portone che mi fa segno di metterle le scarpe che tiene strette nell’altra mano.

"Andiamo a nanna. Ma prima devo prenderti il pigiama pulito". Mi precede correndo e cerca di aprire il cassetto giusto, se ci riesce sceglie anche il pigiamino.

"Andiamo a stendere i panni!" Lei corre in camera e mi fa segno di appoggiare il catino colmo di biancheria sul letto, dove lo appoggio sempre, poi sceglie un capo e inizia a sbatterlo come la migliore delle massaie. Il fatto che poi lo utilizzi per pulire il pavimento è secondario.

E così via per altre mille cose.
Però ci sono delle frasi che proprio NON RIENTRANO (volutamente) nella sua comprensione. Tipo:
"Non tirare giù i libri dalla libreria!"
"Non uscire dalla porta a piedi nudi!"
"Non toccare la zanzariera!"
"Raccogli quello che hai buttato per terra!"
"I cassetti non si aprono!"
"Le calze delle tue sorelle non si seminano per casa!"
"Non entrare nel catino!"
"Dove hai nascosto questa cosa della mamma?" (Sono stata senza pantaloncini del pigiama per tre notti…)
"Non toccare."
"Ti ho detto di non toccare."
Ma la regina sovrana di tutte le frasi pronunciate inutilmente dalla mamma è:
"VIENI QUI!"
Sentita anche come:
"Vieni dalla mamma." "Vieni che dobbiamo fare questo o andare da questa parte." "Dove stai andando ti ho già detto che è da questa parte, vieni qua!"

In questo è precisa identica alle sorelle: non mi caga di striscio!

Figlia mia

  • aprile 18, 2009 at 01:01

Figlia mia, quando sei arrivata la mamma non ti aspettava.
Anche papà era tanto giovane e forse non si sarebbe immaginato il tuo arrivo neanche unendo i puntini dall’uno al sessanta.

Ricordo la prima volta che ti ho visto nel monitor dell’ecografo,  facevi PUM! PUM! PUM! con il tuo cuoricino.
Mi hai cambiato la vita in un istante.
Da allora siamo andate avanti insieme e non ci siamo più fermate.

Mi sembra ieri quando osservavo la mia pancia crescere, nella consapevolezza di portare dentro una nuova vita.
Una vita che aveva scelto di venire al mondo proprio da me, proprio dentro me. E io ne andavo fiera. Tu hai scelto me, figlia mia. Ed è stato il regalo più bello che potessi mai ricevere.

Ho stampato ancora nella mente quell’estate quando io e tuo papà eravamo in Grecia. Ero sdraiata sul letto e tu hai deciso che era arrivata l’ora di farti sentire. Ho urlato "S’è mossa!! Mi sembra di avere un pesciolino nella pancia!", anche se inizialmente pensavo fosse colpa della moussaka che avevo mangiato quella sera…
Tuo padre mi ha seguito per un’ora nella stanza senza mai levarmi le mani dalla pancia, ma niente! Non riusciva a sentirti muovere con le mani. Ha dovuto appoggiare l’orecchio su di te ed aspettare paziente.
Tu hai sempre avuto i tuoi tempi, che nessun’altro ha mai potuto scandire al posto tuo.
Tu hai sempre stravolto, stupito, reso felice chi ti circondava.
Sei stata un ciclone fin dal primo giorno che sei "apparsa" nella mia pancia. E io mi sono fatta trascinare, venendoti dietro, lasciandoti portare la mia vita dove tu volevi, senza mai pentirmi di questo.

Nella mente ho fotografato il primo istante in cui ho posato il mio sguardo sul tuo visino paffutello e meraviglioso, esausta per tutto il lavoro a cui mi avevi sottoposta perchè non volevi nascere.
Quando il dottore ti ha posato sulla mia guancia ero così stanca da non riuscire nemmeno a commuovermi, ma ti ho baciata e ribaciata, annusando il tuo buonissimo odore di neonata, che ancora riesco a percepire se mi fermo e chiudo gli occhi.
E tuo padre come piangeva!!! Sembrava una scolaretta! Continuava a ripetere "La nostra bambina… la nostra bambina…" conscio del miracolo che era appena avvenuto.
Una sera all’ospedale, nell’intimità del nido, papà ti ha preso delicatamente in braccio e ha cominciato a ballare lentamente al suono di una canzone di Frank Sinatra. Indossava una camicia azzurra. Io vi guardavo e tra le lacrime di commozione ho pensato che foste "la perfezione". Mi ero ripromessa di non scordarmi mai più quel momento e così ho fatto. Per me siete ancora lì, a danzare nella penombra, mentre io, a due metri da voi, cerco di immaginare il nostro futuro insieme…

Dal giorno in cui ho scoperto di aspettarti la mia vita è cambiata.
Mi hai donato una forza, un coraggio nell’affrontare la vita che non si può spiegare a parole.
Mi hai donato una serenità profonda nell’accettare ciò che la Vita ci riserva, senza che noi ce lo aspettassimo.
Mi hai donato una voglia di migliorare il mondo per potertelo consegnare nelle mani un po’ migliore di quello che è.
Per quello che sono io per te, per quello che sei tu per me, figlia mia, io ti prometto che ci sarò sempre.
Sarò al tuo fianco nei momenti più difficili della tua vita.
Sarò al tuo fianco quando dovrai prendere delle scelte più grosse di te.
Sarò al tuo fianco quando avrai voglia di piangere e quando avrai voglia di ridere, quando avrai voglia di parlare e quando avrai voglia di scherzare.
Sarò lì con te durante i tuoi momenti più felici.
Sarò li con te nelle tue più grandi delusioni.
Ti sarò accanto se mai ti capiterà che chi ti ha scelto ti abbandoni, per un’altra, per se stesso, perchè ha deciso che tu non sei il meglio per lui, perchè non capisce quanto vali e che regalo avrebbe avuto dalla vita standoti accanto.
… Io ti auguro di non soffrire mai e poi mai quanto ha sofferto la tua mamma…
Ma se capiterà, non temere. Io sarò lì con te, a tenerti la mano.