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Comincia l’avventura del signor Nanà-ventura

  • settembre 12, 2013 at 21:07

E’ andata!

E’ passato anche il primo giorno di prima elementare di Nanà.

Non era troppo agitata.
Un po’ emozionata per la novità, ma in fondo avere due sorelle davanti e vivere già insieme a noi il mondo della scuola, conoscere alcune maestre, tanti bambini più grandi, i ritmi e le abitudini, l’ha sicuramente aiutata ad essere più serena e a darle quella botta di coraggio che per altre cose proprio non ha.

Inoltre l’interclasse delle classi prime è la stessa di Canterina (ex quinte uscenti): maestre strepitose!

Hanno accolto i bambini con una sorta di spettacolino per dar loro il “buon viaggio” verso questa nuova avventura.

I bambini hanno guardato attenti e curiosi.
Hanno ricevuto anche una buona dose di coriandoli in testa.
Erano tutti felici.

Li abbiamo accompagnati attraverso il “tunnel” di applausi dei bimbi delle altre classi che ci hanno festeggiato con tanta gioia.
Tra di loro Cuginetti It e Babet e altri amici.
Nanà camminava osservando tutti e salutando, con la sua manina sudata nella mia, senza lasciarla un momento.
Mi son goduta la sensazione, poichè so che tra poco tempo più nessuna mi vorrà tenere la mano.

“Ora i bambini entrano in palestra attraverso questa porticina; i genitori li rivedranno oggi all’uscita…” le maestre avevano creato una mini entrata in cartone e tulle, la porta del Pianeta delle Fiabe… fantastiche!

Nanà mi ha mollato la mano e si è fatta largo tra la folla.

“Nanà!! … Amore! … Ciao… Ma… almeno… tata… salutami… no?!?!?!”

Si gira, dà un bacio a me e a Homo e corre a dire il suo nome al microfono prima di entrare nel suo nuovo, fantastico mondo.

“E’ andata… così’… non ci ha manco guardato di striscio… vabbè…”

Si vede che è la terza!

Piccole grandi tenerezze

  • gennaio 16, 2011 at 22:21

Nanà è nel lettone che si avvinghia al mio collo e non mi vuole lasciar andare.
E' tornata dal primo vero week-end senza la mamma e gli scompensi sono stati visivamente forti, per i primi cinque minuti.
Dopo un po' di coccole extra, un po' di gioco e qualche abbraccio con le sorelle è tornata la Nanà di sempre.

"MAMMA VOJO TTALE CON TE!"

"Sì, lo so amore, ma lasciami andare il collo.. ho mal di schiena, dai!"

"MA VOJO TE!"

"Te l'ho detto, fammi finire le cose che devo fare di là in cucina e dopo vengo a letto anch'io e quando arrivo cosa faccio??"

"MA DAI TANTI BACI!"

"E poi?"

"MI MOSSICHI IL SEDELE!"

"Brava! Ti mordicchio tutta perchè sei bella morbidosa. Ora dormi, ma mi raccomando questa notte! Non ti avvinghiare alla schiena della mamma come fai di solito, neh? Che mi sembra di avere il guscio, come le tartarughe!"

"NO' SONO UNA TATTALUGA!"

"Allora sei il guscio di una lumaca??"

"NOOOO!"

"Allora cosa sei di notte attaccata alla mamma? Il mio piccolo koala?"

"SI', SONO IL KOLALA!"

"Koala… "

"KOLALA!"

"Koala… "

"TI HO DETTO KOLALA, MAMMA!"

"E va bene, non te la prendere! Ora dormi. Dammi un bel bacio koalino mio!"

Smack smack smack smack smack smack smack…
Il mio piccolo marsupiale mi consuma la guancia e non finisce più di sbavarmi. Poi si stacca di colpo e mi sorride.

"I KOALI SANNO BACIALE, EH!"

"Ho notato. Buonanotte piccola Piero Angela… "

Il posto più morbido dove mettere il naso

  • maggio 18, 2010 at 19:35

Momento della buonanotte.
Lunedì sera.
Giorno dopo il week end con il morto… ops, volevo dire col padre, ho confuso i titoli.
Sera al termine di una giornata di gita per Canterina.
La carenza-mamma si fa sentire in dosi eccessive così mi tocca distribuire abbracci e baci a non finire, facendo avanti e indietro da una stanza da letto all'altra, su e giù dal letto a castello.
Ma Canterina, dopo l'esperienza stancante appena conclusa chiede la razione super.

Ad un certo punto, tra il centoquarantanovesimo bacio e il centocinquantesimo mi branca in un abbraccio e non mi molla più.
"Mamma… voglio stare sempre con te… non ti lascio più… stiamo abbracciate tutta la notte… vero che non ci urliamo più??"

"In che senso, amore? Perchè avrei urlato con te stasera? Ma soprattuto tu urli con me??"

"No."

"E allora??"

"Facciamo che non litighiamo più… anche se non abbiamo litigato stasera, facciamo che non lo facciamo più… e ora non ti mollo più!"

"Tesoro, con i tuoi ragionamenti stai attentando  al mio 'essere ancora abbastanza sveglia', ma è che in questa posizione, piegata come un martelletto, non so se riuscirei a dormire!"

"No, non ti mollo! Mamma come sei morbida!!" e struscia il suo nasino sulla mia guancia.

"Eh, sì! La tua mamma è morbidosa!"

"Sei più morbida di una nuvola… più morbida di un cuscino… più morbida delle ciabatte nuove che ci ha comprato papà…"

"???"

"Più morbida di un'arancia… e di un peperone… più morbida dell'albero sacro…"

"E cosa sarebbe di grazia l'albero sacro?"

"L'albero più vecchio del mondo! E tu sei più morbida dell'albero sacro!"

"Ma dai?! E' morbido?"

"No, è duro come il muro e un po' rugoso!"

"Ah, ecco!"

"Beh, ma tu sei più morbida di lui… e più morbida del ferro arruginito…"

"Canterina! Canterina! Canterina!" giunge una voce dal letto di sotto.

"Sì, cosa c'è Babet?"

"Guarda che le cose che dici alla mamma non sono tanto gentili, eh!!!"

Per fortuna ho chi mi difende dal delirio.

Figlia mia – II

  • novembre 18, 2009 at 19:52

Figlia mia, cinque anni fa eri un frugoletto tra le mie braccia. Eri calma, tranquilla e a volte pareva di non averti.
Sei arrivata per seconda, come una grande sorpresa nella nostra vita.
E mi sorprendi tutt’ora, con quegli occhioni scuri che parlano da soli, che chiedono, che ridono, che sanno di cose buone.
Tu, così morbida e burrosa che non finirei mai di sbaciucchiarti, con la tua pelle liscia e setosa da bambola di porcellana, con quei capelli fini fini che si asciugano con un soffio di vento e che ti fai tagliare da me, non curante del risultato…
Figlia mia, che ti affidi a me con anima e corpo, che ti ripari tra le mie braccia, che chiedi coraggio alle mie mani, che pretendi amore dai miei occhi.

Mi ricordo ancora che seppi di averti in pancia un venerdì sera… perchè non riuscivo ad aspettare il sabato! Volevo sapere se eri già mia.
Volevo conoscerti, amarti, parlarti.
Ho pianto di gioia e ti ho subito amato.
Non eri la prima, avevo già un po’ di esperienza. Ma niente è stato uguale.
Così diversa da tua sorella maggiore, avevi la tua personalità fin da dentro la pancia. Non potevi sopportare che io mi sdraiassi su lato destro… quanti calci! Quante pedate! Quante nausee…
Mi han separato da te, appena sei nata, per dei controlli medici. E quelle ore sembravano interminabili. Il pensiero di non poterti stringere subito a me era terribile. Il non poterti vedere, annusare, abbracciare… come ormai sognavo da nove mesi.
Poi sei arrivata e tutto il resto si è fermato. C’era anche tuo padre. Ti abbiamo guardata, calma, rilassata, felice. Eri la perfezione a tutto tondo.
Perchè tonda eri tonda…
Quando sei arrivata a casa tua sorella già stravedeva per te.
Ho pensato "Chissà come sarà per loro essere sorelle? Sapranno amarsi, aiutarsi, proteggersi, essere complici?"
E quando vi guardo oggi penso: "Sì. Sono meravigliosamente sorelle!!"

Sei sempre stata attaccatissima a me. Guai a lasciarti! Una mammona di prima categoria. E lo sei ancora adesso.
Timida come mai, vergognosa e insicura. Ma crescerai, figlia mia. Come è cresciuta la tua mamma, che da piccola era esattamente come te.
E crescerai anche con i miei baci, i miei abbracci, la mia gioia e le mie rassicurazioni, le mie favole e le mie canzoni. Piccoli pezzi di quell’Io che tu diventerai. E nient’altro mi renderà così felice, così fiera dell’aiutarti a crescere, a trovare la tua individualità. Sapendo insieme mantenere la mia.

Amore mio, figlia di mezzo, che lotti duramente per mantenere quegli spazi che hai guadagnato con fatica e dedizione, sempre sovrastati dalla sorella grande e rosicchiati pian piano dalla sorellina minore che vuole a tutti i costi affermarsi.
E tu, nel mezzo, a volte troppo grande, a volte troppo piccola.
Tu che tieni tutto dentro, che ti mangi le unghie, che ti fermi a pensare ma non mi sai mai dire a che cosa.
Tu che desideri essere amata e apprezzata e ti sciogli per un complimento in più.
Tu che mi domandi sempre perchè.
E quando mi chiedi il perchè, con il faccino triste e gli occhi lucidi…
E quando mi dici "Ma io non voglio!"
E quando non capisci la sofferenza e le ingiustizie e da me vuoi spiegazioni…
Oh, come vorrei passarti tutta la mia vita, le mie esperienze, buone e cattive. Vorrei tanto che tu potessi assorbire la consapevolezza delle mie esperienze negative senza doverne soffrire, perchè l’ho già fatto io per te.
Allora ti guardo e con le lacrime dentro, un groppo in gola e un sorriso sulle labbra ti dico "Lo so, figlia mia. Lo so.
Lo so che tu non vuoi, lo so che tu non capisci.
Lo so che a volte non possiamo scegliere qualcosa, perchè qualcun’altro ha già scelto.
Non possiamo scegliere tra ciò che vogliamo e ciò che non vogliamo.
Non possiamo obbligare qualcuno a renderci felici.
Ma possiamo scegliere di AMARE, di migliorare il mondo con un po’ di noi stessi. Perchè l’amore porta amore, a te stessa e agli altri.
Perchè tu non devi scegliere CHI amare, ma puoi farlo sempre e comunque.
Io sarò sempre qua per te, non ti preoccupare. E sarò sempre con te, dentro al tuo cuore.
Quando hai bisogno di stringermi, stringimi forte, piangi, urla! Butta via i cattivi pensieri e sogna gli angeli che vengono a giocar con te!
La mamma è qua, figlia mia. E lo sarà sempre."

Amandovi, una cosa ho imparato.
La più importante eredità che una madre (o un padre…) può lasciare ai figli è la qualità della sua stessa vita.
E io per te sarò la persona migliore di questo mondo.
Figlia mia…

Amnesie notturne

  • novembre 10, 2009 at 21:26

Tutte le sere, dopo il bacio della buonanotte, Babet mi ripete sempre la stessa frase…

"Mammaaaa! Lasci aperta la porta tutte le sere e tutte le sere torni da me mille volte a darmi tanti baci??? Anche se dormo??!"

"Sìììììì amoooooore!" ribadisco come ogni sera.

Ma stasera aggiunge:
"Stanotte non ho sognato niente! Poi non mi sono accorta che venivi a darmi i bacini. Tu sei venuta vero??"

"Certo amore, come tutte le notti! Vengo a controllarti decine di volte, e tutte le volte ti riempio di baci, ma tu non te ne accorgi perchè russi come un orsetto lavatore in letargo dentro una segheria… Ma io ti spupazzo sempre di baci!"

"Ah… Non me lo ricordo."

"Ti tiro su anche le coperte e ti sistemo le lenzuola."

"Ah… Non me lo ricordo."

"E quando sei tutta storta, in barba alla mia lombosciatalgia, ti sollevo e ti raddrizzo."

"Ah… Non me lo ricordo."

"E’ normale."

"Ma ieri notte non mi ricordo che mi sei venuta a trovare e mi hai dato tanti baci, non me lo ricordo proprio!!! Mamma, tu cos’è che non ti ricordi di solito??" mi chiede con aria preoccupata e negli occhioni richiesta di empatia materna.

Proprio io…
Che mi ricordo tutti i giorni precisi delle visite mediche delle figlie prenotate da qui a un anno…
Che mi ricordo le migliaia di password sparse nel web o i vari pin code di carte o siti vari che non ho segnato da nessuna parte perchè mi fido solo della mia memoria e nessun altro…
Che mi ricordo frasi e parole pronunciate secoli fa, la situazione precisa in cui venivano dette e che vestiti indossavano gli interlocutori (e questo non è sempre un bene…no, non per i vestiti, ma per le frasi dette!)…
Che mi ricordo ancora i numeri di telefono di casa dei genitori dei miei amici d’infanzia, quando ancora non esisteva il cordless…
Non sono molto rassicurante per una figlia smemorata…

"Beh, guarda, una tra tante… io non mi ricordo mai cos’ho mangiato a mezzogiorno!"

Canterina in pillole

  • aprile 19, 2009 at 22:59

Canterina umanitaria
Babet tra una lacrima e un’altra: "Mammaaaaaa! Io voglio dormire nel mio lettooooo!!!"
"Ma, amore, non eravate d’accordo cinque minuti fa di fare scambio?? L’hai promesso a Canterina! Almeno per stasera lasciala nel tuo…"
Entrando in cameretta vedo però che Canterina ha già ricambiato i cuscini e si accinge a tornare nel suo letto senza lamentarsi… cosa che mi sconvolge non poco.
"Hai visto! Ringrazia Canterina che è stata proprio carina a concederti questa gentilezza!"
"No mamma non sono stata io a concederglielo. E’ lei che me l’ha chiesto piangendo!!"

Canterina tuttofare
"Oggi abbiamo trapiantato la LATUGA nell’orto della scuola, guardami nella foto che aiuto Nonno Scuola, vedi che metto la piantina nel buco e poi copro con la terra… Per me è stato facile.
Sai perchè per me è stato facile? Perchè per me è stato anche un GIOCO DA RAGAZZI!
Quando vado in serra con Nonno Scuola per me è sempre un gioco! Seh…" dice con aria di superiorità.

Canterina alla moda
Finito di cenare la primogenita mi aiuta a sparecchiare e a pulire la tavola… in qualche modo.
"Mamma, come mai la spugnetta è più blu stasera?"
"Perchè è nuova"
"Che bella…" e mentre si accinge a strofinare "Mamma, questa spugnetta è proprio YEAH!"
Presumo sia un segno di approvazione.

Canterina e l’italiano
*Durante la visione di Hercules della Walt Disney.
"Mamma io lo so perchè non è morto!" Canterina parla del fusto protagonista.
"Perchè l’ultima goccia della pozione quand’era piccolo non l’ha bevuta e allora non è diventato tutto mortale ma è rimasto un po’ anche DEO!"

**"Babet! Devi stare attenta! Io sono un leone! Groooaaaarrrr! E ti mangerò! Perchè sono un leone con i denti a SCIAGULA!"

***La fiaba della buona notte parlava di un tremendo e potente sultano che odiava la vecchiaia e eliminava chiunque avesse la disgrazia di avere qualche capello bianco o una ruga di troppo nonostante usasse la miglior crema antietà consigliata dal dermatologo del regno… Più o meno era così… Un sultano antirughe, insomma.
Finita la storia bacio e carezza della mamma e Canterina pensierosa, colpita dalle rughe, mi chiede:
"Invecchiano tutti in faccia prima o poi, vero??"
"Certo amore, è la natura."
"Ma…. anche Nonna M. ha le FRUNGOLE??"

****Tornate dalla giornata con Peter Pan le bimbe mi mettono al corrente di aver visto il film "Senti chi parla" e mi viene subito il dubbio che la mia teoria pro-infanzia -prescolare del come nascono i bambini sia stata fatta saltare nelle loro teste come con una mina antiuomo. Non oso chiedere come abbiano approfondito il discorso col padre, specialmente dopo che lo sento dire:
"E’ vero che avete imparato come si fanno i bambini, Canterina?!?!?! Ci sono i bambini in cielo che devono nascere?? (senza capirlo, ovviamente, ha appena demolito una parte della fiducia e della consapevolezza che io pian piano sto costruendo attorno alla loro crescita, fatta di domande e di concetti comprensibili divisi per età-sensibilità-modalità di assorbimento-capacità di elaborazione e utilizzo nel mondo esterno…)
Ci sono i bambini in cielo che devono nascere, Canterina??"
"No! Ci sono i GORGOLI!"
"Scusa, ma cosa sarebbero i gorgoli?"
"Quei cosi… che sono tanti… nuotano e hanno la coda…"
Ok, per ora basta con le domande.

*****Bacio della buonanotte. Wondermamma è mezza svestita, reduce dalla doccia fatta prima che entrassero in casa a parlarmi di gorgoli.
"Notte amore, smmmaacck!"
"Mamma, aspetta! Abbracciami! Io voglio stare sempre con te! Voglio stare sempre abbracciata tutte le notti!" mi dice la mia panterona mentre mi stringe forte "Voglio dormire sempre abbracciata con te tutti i giorni… Mamma, perchè hai le ascelle PELATE??"

Figlia mia

  • aprile 18, 2009 at 01:01

Figlia mia, quando sei arrivata la mamma non ti aspettava.
Anche papà era tanto giovane e forse non si sarebbe immaginato il tuo arrivo neanche unendo i puntini dall’uno al sessanta.

Ricordo la prima volta che ti ho visto nel monitor dell’ecografo,  facevi PUM! PUM! PUM! con il tuo cuoricino.
Mi hai cambiato la vita in un istante.
Da allora siamo andate avanti insieme e non ci siamo più fermate.

Mi sembra ieri quando osservavo la mia pancia crescere, nella consapevolezza di portare dentro una nuova vita.
Una vita che aveva scelto di venire al mondo proprio da me, proprio dentro me. E io ne andavo fiera. Tu hai scelto me, figlia mia. Ed è stato il regalo più bello che potessi mai ricevere.

Ho stampato ancora nella mente quell’estate quando io e tuo papà eravamo in Grecia. Ero sdraiata sul letto e tu hai deciso che era arrivata l’ora di farti sentire. Ho urlato "S’è mossa!! Mi sembra di avere un pesciolino nella pancia!", anche se inizialmente pensavo fosse colpa della moussaka che avevo mangiato quella sera…
Tuo padre mi ha seguito per un’ora nella stanza senza mai levarmi le mani dalla pancia, ma niente! Non riusciva a sentirti muovere con le mani. Ha dovuto appoggiare l’orecchio su di te ed aspettare paziente.
Tu hai sempre avuto i tuoi tempi, che nessun’altro ha mai potuto scandire al posto tuo.
Tu hai sempre stravolto, stupito, reso felice chi ti circondava.
Sei stata un ciclone fin dal primo giorno che sei "apparsa" nella mia pancia. E io mi sono fatta trascinare, venendoti dietro, lasciandoti portare la mia vita dove tu volevi, senza mai pentirmi di questo.

Nella mente ho fotografato il primo istante in cui ho posato il mio sguardo sul tuo visino paffutello e meraviglioso, esausta per tutto il lavoro a cui mi avevi sottoposta perchè non volevi nascere.
Quando il dottore ti ha posato sulla mia guancia ero così stanca da non riuscire nemmeno a commuovermi, ma ti ho baciata e ribaciata, annusando il tuo buonissimo odore di neonata, che ancora riesco a percepire se mi fermo e chiudo gli occhi.
E tuo padre come piangeva!!! Sembrava una scolaretta! Continuava a ripetere "La nostra bambina… la nostra bambina…" conscio del miracolo che era appena avvenuto.
Una sera all’ospedale, nell’intimità del nido, papà ti ha preso delicatamente in braccio e ha cominciato a ballare lentamente al suono di una canzone di Frank Sinatra. Indossava una camicia azzurra. Io vi guardavo e tra le lacrime di commozione ho pensato che foste "la perfezione". Mi ero ripromessa di non scordarmi mai più quel momento e così ho fatto. Per me siete ancora lì, a danzare nella penombra, mentre io, a due metri da voi, cerco di immaginare il nostro futuro insieme…

Dal giorno in cui ho scoperto di aspettarti la mia vita è cambiata.
Mi hai donato una forza, un coraggio nell’affrontare la vita che non si può spiegare a parole.
Mi hai donato una serenità profonda nell’accettare ciò che la Vita ci riserva, senza che noi ce lo aspettassimo.
Mi hai donato una voglia di migliorare il mondo per potertelo consegnare nelle mani un po’ migliore di quello che è.
Per quello che sono io per te, per quello che sei tu per me, figlia mia, io ti prometto che ci sarò sempre.
Sarò al tuo fianco nei momenti più difficili della tua vita.
Sarò al tuo fianco quando dovrai prendere delle scelte più grosse di te.
Sarò al tuo fianco quando avrai voglia di piangere e quando avrai voglia di ridere, quando avrai voglia di parlare e quando avrai voglia di scherzare.
Sarò lì con te durante i tuoi momenti più felici.
Sarò li con te nelle tue più grandi delusioni.
Ti sarò accanto se mai ti capiterà che chi ti ha scelto ti abbandoni, per un’altra, per se stesso, perchè ha deciso che tu non sei il meglio per lui, perchè non capisce quanto vali e che regalo avrebbe avuto dalla vita standoti accanto.
… Io ti auguro di non soffrire mai e poi mai quanto ha sofferto la tua mamma…
Ma se capiterà, non temere. Io sarò lì con te, a tenerti la mano.

Infermeria aperta

  • marzo 31, 2009 at 22:26

Stasera ho dedicato almeno trenta minuti di fila per somministrare a tutte quante le appestate antibiotici, fermenti lattici, sciroppi vari, pompette anti-asma.

Mi sentivo un’infermiera di day-hospital. Mi mancavano solo gli zoccoli del Dottor Shulz.

Tra una somministrazione e l’altra Canterina ha tentato di baciare Babet.

La piccola Cleopatra (per il taglio di capelli che le ha fatto mamma-parrucchiera nel pomeriggio) ha preso subito le distanze:
"Non mi baciare che mi attacchi lo TRETTOCOCCO!!"

Figlia di mamma-infermiera in erba.

A cosa giochiamo?

  • marzo 2, 2009 at 22:33

Meravigliosa giornata con le mie tre meraviglie!

Oggi son riuscita a far tutto prima di andare a prenderle a scuola, come mi succede raramente. Anche preparare la pappa a Nanà e tre quarti di cena che prevedeva primo, secondo, contorno, secondo contorno e formaggio.
Così dopo averle lavate e sistemate ho detto loro "Allora bimbe, cosa giochiamo??!!"

Adoro quello sguardo!
Di quando realizzano che sono lì per loro, disposta a giocare a qualunque cose, schiena permettendo, senza porre limiti alle loro richieste (non troppi…)!
La felicità di far fare alla mamma ciò che vogliono! E divertirsi insieme.

"Mamma, mamma fai Batman!"
"Ancora?? Mi tocca correre per tutta casa… Tu, Babet, a cosa vuoi giocare??"
"A WETT (west)!!"
Dopo dieci minuti abbiamo realizzato che intendeva giocare a Spirit, il cavallo selvaggio.
Mi è toccato fare la CACCIATORA.
Nanà continuava a sedersi nel mezzo del falò e satura di gelosia mi strattonava urlando quando tentavo di coccolare Cavallo-Pazzo-Babet, facendole i grattini sulla pancia mentre la sbaciucchiavo tutta.
Canterina, ovviamente, era una cavalla magica che allo spuntar del sole si trasformava in ‘una splendida ragazza’.
"Mamma, facciamo che io vi vedevo dalla grotta, che era qua sotto il tavolo, perchè c’erano tre FESSATURE e vi potevo spiare…"
Di contro non riuscivo a trasformare Cavallo-Pazzo-Babet in qualcosa di umano neanche sotto corruzione da caramelle. Ha nitrito per un’ora. Volevamo seppellirla viva.

Poi siamo passate a ‘Mille modi di giocare a palla nel salotto senza distruggere suppellettili’.
Ho utilizzato anche Babet come mazza e direi che funziona egregiamente.
Il tutto mentre Nanà-la-circense tentava di suicidarsi stando in equilibrio in piedi sulla macchinina, sul tavolino, sulle sedie della cucina, sulle sorelle.

Dopodichè ci siamo messe a dipingere con gli acquarelli. Han colorato due meravigliosi disegni, il tavolo, le loro maniche e la sorella in modo indelebile. Ma come fai a sgridare un dolce batuffolino che con occhi languidi ti dice "…’CUSA MAMMA! MI SONO ‘POCCATA…"

Dopo aver cenato, aver messo a letto Nanà, interpretato al meglio i sette personaggi della fiaba "La casetta dei tre lupi", arrivate al bacio della buonanotte ho ringraziato le mie figlie per la bella giornata e ho chiesto loro se si fossero divertite. Babet dolcemente ha risposto:
"Sì, mamma, tantissimo! …La pappa era buonissima!!"
"…Grazie amore! Che ti piacesse mangiare lo sapevamo…"
"Il pesce era buonissimo!!!"
"…Ma se l’hai avanzato?"
"Ma era più buonissimissimo di quello dell’asilo!!!"

Sono queste le vere soddisfazioni.

Baci, baci, baci… questione di inetrpretazione!

  • dicembre 13, 2008 at 23:31

A un anno figlia Piccola non parla ancora, e forse è una fortuna, ma sa comunicare benissimo .

Con la parola "AAAICC" chiama indistintamente entrambe le sorelle, indica la luce o l’albero di Natale anche se spento, ti guarda trionfante nella convinzione di aver ripetuto la parola "elettricità".

Sa dire benissimo MAMMA anche se la scelta del momento in cui sfoggiare questa sua importante conoscenza a volte lascia a desiderare…
Riesce a farti odiare questa parola tanto amata quando decide di urlarla in piena notte a distanza di un’ora l’una dall’altra. Momento in cui vorresti che si materializzasse Mary Poppins per cullarla e ninnarla con voce soave e… già che si è scomodata… con il suo magico schiocco di dita ti riordinasse casa, armadi e un pizzico di vita.
Quando invece, mentre giochi con lei o le cambi il pannolino, la guardi con aria sognante chiedendole di chiamarti "mamma mamma", la dolce e piccola creatura ingrata ti guarda con perfidia e dalla sua bocca non esce altro che un continuo "NONNA…NONNA!!"

E se con la bocca sciocca due o tre SMACK di fila può indistintamente averti mandato calorosi baci, aver detto "PAPPA…ho riconosciuto del cibo commestibile…è un messaggio per dirti che ho una certa fame… ", oppure aver fatto il verso del pesce.

Ovviamente la mamma non ha mai problemi di interpretazione.
Come ieri mattina che, dopo esser stata presa in braccio per soddisfare la sua voglia di osservare due patate che stavano lessando, ha schioccato un paio di volte le labbra. Ma io ho capito subito che voleva mandare due baci a quel cibo commestibile che stava nuotando come un pesce nella pentola!!!