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Farsi i fatti propri

  • aprile 7, 2011 at 21:48

Ce la faccio, ce la faccio, ce la faccio…
No! Non ce la faccio!
Tanto quel tram non mi piaceva nemmeno.
Aspetto il prossimo.
Certo che se dopo una corsettina così sono sfiancata, sono messa male.
Però è anche vero che ho fatto quaranta minuti di bicicletta, anzi, di inaugurazione di bicicletta.
Non si può mica aver tutto, no?
Ma non sono le gambe che mi mancano, è il fiato.
Forse ne spreco troppo.
Dovrei optare per cartelli con le solite scritte, tanto le cose che ripeto alle bimbe sono sempre le stesse.
Oppure provare con la lettura del pensiero al rovescio, cioè mi faccio leggere il pensiero concentrandomi.
Si può sempre provare.
Ah, ecco che arriva il tram.

Salgo, timbro, mi siedo e tiro fuori dal cilindro-borsa il libro.
Mi immergo nella lettura della prima riga.
… Ma non ce la faccio, è più forte di me.
Inizio ad osservare chi mi sta intorno da dietro i miei occhiali da sole.
Davanti ho una signora dell'est europa che, presumibilmente, parla da sola. Oh, no. Ecco il filo delle cuffie del telefonino… no, è una collana. Occhei, la signora moldava parla da sola.
A sinistra una donna con zazzera corta nera nera e punte ossigenate che… o forse è un uomo. No, donna. Uomo. Donna… Vabbè, a sinistra una stravagante presenza unisex con i capelli a spazzola.
Più in là un'adolescente continua a tirarsi la gonna fin sopra le ginocchia. E' a disagio. Sembra chiaramente che non sia contenta di mostrare quelle gambotte sode e un po' sovrappeso. Già mi sembra di sentire i suoi pensieri… Mi verrebbe voglia di andar da lei e rassicurarla. Di farla sentire in armonia con se stessa. Ma a quell'età si dà ancora troppa importanza a cosa pensano gli altri di te e a volte è più faticoso far emergere il proprio io che non sottostare alle opinioni altrui. E poi se mi avvicino a dirle che ha delle belle gambe mi prende per pervertita, mi spruzza il peperoncino nelle lenti a contatto e mi tira due borsettate. Meglio evitare.
A destra, qualche sedile più in là, un'anziana signora sembra tutt'una con la propria poltroncina. Si tiene con una mano al bordo e lo sguardo è fisso sulla vetrata davanti a lei. Ho idea che sia seduta lì da almeno tre o quattro corse. E al prossimo giro vincerà la bambolina. O forse è incorporata al sedile, un gadget dell'Atm. La porteranno in deposito a fine giornata?

Sale una donna di colore con due bambine.
Io mi sposto per permettere loro di sedersi vicine.
La piccola, accanto a me, mi guarda e si infila tutta la mano in bocca, sbavando.
Le sorrido nella speranza che se mai si debba aggrappare a qualcuno per una frenata brusca, si aggrappi alla sorella, al sedile o piuttosto al cane di quello di fronte.
Lei mi sorride e inizia a far andare le gambe su e giù.
Alla terza volta che pulisce le sue dolci scarpine sui miei pantaloni vorrei ucciderla, così mi tuffo di nuovo nella mia impegnativa lettura, totalmente sconcentrata.

Il tram si riempie velocemente,
Sto rileggendo per l'ennesima volta la quinta riga quando una signora robusta mi si appropinqua. Praticamente manca poco che si sieda in braccio.
Alzo lo sguardo e lei mi sta fissando.
Le lancio un'occhiata interrogativa-scocciata, tentando di farle arrivare il mio pensiero, ma devo fare ancora parecchia pratica prima che le persone riescano a percepire le mie volontà senza che io apra bocca. Ritorno a pensare di dovermi portare dietro i cartelli.
Magari con frasi tipo Ehi, tu! Che? Ce l'hai con me?!?!… no, fa troppo Taxi Driver.
Potrei provare con Non compro niente, non vendo niente, ma soprattuto non ti conosco e il piacere è tutto tuo!
In questo caso l'ideale sarebbe Quelle cose solide che hai sotto i tuoi tacchi sono i miei piedi!

"Certo che occupare un posto con il tram tutto pieno… " e mi guarda.

"???"
Non pensavo di avere le chiappe così grandi.

"Non è educato, non trova?" e volge lo sguardo sul posto accanto al mio, dove mi rendo conto solo ora esserci appoggiata una cartelletta e una sciarpa.

"E' vero."

"Si potrebbe aver bisogno di quel posto, no??"

"Eh, già… Ha ragione."

"Perchè occuparlo così??"

"Ma a volte uno è sovrappensiero, magari appoggia le cose e poi non ci fa più attenzione… "

"Bisognerebbe liberarlo… "

"Concordo."

"E allora perchè non leva la cartelletta, signorina?"

"Sarà perchè non è la mia???"

Giornata Murphy – I mezzi pubblici

  • febbraio 26, 2009 at 23:59

Oggi avevo un paio di appuntamenti sparsi per Milano.
Zone in cui il parcheggio è vietato ai non residenti e ai minori di 102 anni… cioè in pratica, oramai, quasi tutta la città.

Il sito dell’Atm (Azienda Trasporti Milanese) fa decisamente schifo.
Non è in grado di calcolarti un percorso utilizzando meno di quattro mezzi pubblici diversi con un tempo di percorrenza triplo a quello utile e se gli chiedi meno trasbordi elimina un tram e ti fa fare la maratona di New York by foot per minimo 800 metri.
Quindi ho optato per il vecchio metodo: sfogliare il sacro Tuttocittà, la Bibbia del milanese metropolitano che intende muoversi in questa trafficata città nonostante gli pneumologi lo sconsiglino da più di vent’anni.

Ovviamente il Tuttocittà del 2009 è stato stampato e consegnato a miliardi di famiglie poco prima che l’Atm decidesse drastiche modifiche dei percorsi che han contemplato anche la soppressione di alcune linee.
Così lo scaltro milanese che non prende i mezzi tutti i giorni perchè non ne ha bisogno lo potrà scoprire solo quando, seduto comodo a leggere un libro, alzando lo sguardo non riconoscerà più le strade percorse dal suo autobus. Oppure dopo un’ora di attesa alla fermata, comprenderà che la visione del tanto amato 11 rimarrà solo un bel ricordo dei tempi trascorsi.

Non dite che nell’era di internet  ci si può informare in tempo reale, perchè in quei giorni di cambiamento se andavi sul sito dell’Atm trovavi qualcosa del tipo "Per verificare la modifica del percorso della linea urbana 40 andare sul sito dell’Atm."….. Dove appunto eri già….

Tornando a noi.
Riesco ad organizzarmi utilizzando solo due tram per circa 50 minuti di viaggio.
Ovviamente il primo tram si blocca causa incidente e lo comunica ai passeggeri solo dopo aver percorso tre fermate di un tragitto che non era il suo.
Devo prendere un altro tram per raggiungere la metropolitana 2 per cambiare e prendere la metropolitana 3 che mi porterà alla fermata di un altro tram che, tornando indietro in linea d’aria, mi lascerà ai famosi 800 metri di distanza dal punto di arrivo.

Essendomi passato sotto il naso quest’ultimo mezzo pubblico e il prossimo preventivato dopo un quarto d’ora mi fiondo dentro un Mac Donald’s per prendere un caffè in bicchiere grande da sorseggiare alla fermata come nei film americani. Peccato che il tram successivo sia in anticipo, costringendomi a bere una gran sorsata di caffè per evitare di rovesciarlo mentre attraverso la piazza in diagonale tra le auto impazzite che mi insultano coi clacson.
Il caffè era più o meno a 100 gradi. Mi sono ustionata le papille gustative come non mi era mai successo. Ancora adesso non hanno ripreso i sensi. Anzi, l’unico senso che serve loro.

Comunque, nonostante io parta sempre in largo anticipo per evitare sorprese, arrivo a destinazione alle 14.59, la mia milza decreta un accorato GAME OVER e stramazzo al suolo davanti al citofono a cui devo suonare alle 15.00 in punto.
Ho un minuto per riprendere l’uso dei miei organi interni.

Sulla via del ritorno non mi faccio mancare l’ubriaco rissoso che si apposta sui gradini del tram decidendo di non far scendere più nessuno, la signora anziana che urla alla vicina di non sopportare gli stranieri a milano… con quattro congolesi dietro le spalle, l’obliteratrice del metrò che si ingoia il mio biglietto per dare la possibilità al fascinoso "controllore"-maschio-latino di flirtare con Wondermamma-tiuccidoperchèhofretta, la fermata del tram isolata alle 18.10 con due senegalesi petomani da una parte e il settantenne struscione dall’altra, le indicazioni in arabo per raggiungere le poste dove giace la mia raccomandata…

Ma quella delle Poste Italiane è un’altra avventura! Continua…