Crea sito
You are currently browsing all posts tagged with 'allegria'

50 sfumature di Nanà

  • febbraio 17, 2014 at 23:43

Nanà è fuori come un balcone.
Ha preso tutto da sua madre…

Ha un carattere forte e deciso, irriverente e dispotica con le sorelle, entusiasta e meravigliosamente gioiosa per il resto del tempo.

Pimpante e allegra, come se avesse fumato una canna di marjuana, non sta mai ferma, nemmeno a tavola, tant’è che è soprannominata “Signorina pepe nel culo”.
Con tutto il rispetto per il pepe.

Quando torniamo da scuola, per tutto il tragitto urla a squarciagola i nomi dei compagni che incrocia e, se non si girano, la sentono anche in America.

E’ sempre fantasticamente ridanciana.
Starle vicino mette il buonumore anche ad un depresso cronico.

Ogni tanto però ha delle iniziative discutibili.

Ultimamente ha trovato un nuovo sport, di nicchia, non praticato da numerosi infanti, nonchè abolito ormai da decenni nella categoria senior.

Lo pratica esclusivamente a scuola e, dopo assidui allenamenti, ne è oggi diventata ufficialmente campionessa olimpica!

Di cosa?

Ma del poco conosciuto “Taglio i pantaloni con la forbice”!!!

Uno sport che lascia la mamma decisamente senza parole.
E forse è molto meglio che non me ne vengano…

Stanca, stanca, stanca… e ancora non ho fatto niente!

  • ottobre 14, 2013 at 23:08

Giornatina faticosa.

Oggi, nella mia solita pace zen, avrei potuto contemplare anche un omicidio.

Mentalmente faticosa, emozionalmente faticosa, fisicamente… beh, solito.

Ieri sera mi sarei presa a schiaffi da sola.
Ero di un deluso! Di un deluso marcio. Ma con me stessa.
Non si può essere delusi di qualcuno che, in fondo, è coerente con se stesso.

A volte mi incaponisco perchè sento di qualcuno solo la parte migliore, la bellezza.
In realtà scelgo di vedere solo quella.
Quindi quando mi prende la delusione, non posso che rammaricarmi con me stessa.
Per non aver visto, per non aver voluto vedere.

Poi, in mattinata, ho dovuto recuperare anche Canterina da scuola, con il suo mal di pancia.
E’ una settimana buona che lo sto curando, sabato stava meglio.
E oggi no. Le chiedo cos’ha fatto, cos’ha mangiato nel week end…

E devo far leva a tutta la pace interiore che ho dentro per cercare di non inviare maledizioni a chi rema contro il mio faticoso lavoro di mamma-curante.

Poi Babet che esce dalla lezione di nuoto dicendo che non le piace l’istruttore e che non lo vuole fare più.
E Nanà, che sente la sorella, copia e incolla.

Poi solito, chi non ascolta, a chi non piace la cena, chi non ascolta, chi sta un’ora sul gabinetto, chi non ascolta, chi trova nella busta per “rappresentante di classe” i fogli sbagliati (mannaggia a i professori sbadati), chi non ascolta, chi ha male qua, chi ha gli occhi rossi, chi ha il naso che cola, chi ha freddo, chi vuole la borsa dell’acqua calda, chi vuole due coperte, chi scopre che il calorifero in cameretta non va nemmeno quest’anno…

Mi è uscita una stanchezza!

Ma la stanchezza materna non dev’essere motivo di attrito.

Nanà mi ha tenuto il muso a momenti alterni dall’uscita della piscina al lavaggio denti.
Mi fa morire poichè, essendo bambina, non riesce a stare arrabbiata a lungo. I piccoli non sono come i grandi (quelli musoni e orgogliosi), dopo cinque minuti si dimenticano tutto e sorridono come prima.
Ma Nanà è una testona. Quando la riprendevo nel tentativo di farmi ascoltare nel fare qualunque cosa, lei si offendeva e mi guardava storto.
Dopo due minuti mi diceva:
“Sono ancora arrabbiata con te!”

“Con me? Va bene… e per cosa?”

“… Perchè sì! … Non mi ricordo! Ma sono arrabbiata lo stesso!”

Mettendole a letto, ricompongo il piagiama sbragato a Nanà.
E’ il solito peperino, non sta ferma un minuto, mi chiama, mi chiede, mi abbraccia, mi salta al collo. Allora le dico:
“Vieni qua a darmi un bel bacio, và! Abbracciamoci un po’… che stasera siamo state un po’ troppo arrabbiate io e te!”

La tiro a me, la sbaciucchio e ci stringiamo in un lungo e forte abbraccio.

“Ti voglio bene, amore mio!”

“Anch’io mamma… SCUSE ACCETTATE!!”

“Hahahaha!!”

“Mamma… spiegami un po’… cosa vuol dire SCUSE ACCETTATE?? Non lo so mica!!”

“Doppio hahahaha!!!”

Una giornata può essere faticosa e impegnativa quanto vuoi, ma Nanà sa come far passare ogni cosa e stampare sul volto un bel sorriso.

Rara cena tranquilla

  • dicembre 18, 2011 at 22:16

A cena tutte quante vogliono dire la preghiera.
Parte Canterina con:
"Grazie per la bella giornata, per tutte le cose belle di oggi, grazie per la nostra mamma che è la più…"

"Amore, è la preghiera per mangiare… per il cibo… pappa… se hai bisogno qualcosa da me puoi arruffianarmi dopo."

"Occhei, grazie Gesù per quello che la mamma ha cucinato con tanto amore… mmmmhh… cos'è che è?!"

Sigh…

"ANCH'IO VOJO DILE LA PLEGHIELINA! MAMMA TI VOJO TANTISSIMO BENE E VOJO BENE ANCHE A TUTTE LE SOLELLE…"

"Bellissima Nanà! Babet? Anche tu vuoi dirla?"

"Allora, voglio pregare per tutto il mondo –ecco Babet la pacifista-, perchè tutti quanti siano felici, FACCINO le cose giuste e non FACCINO le cose sbagliate –in effetti assomiglia un po' a Martin Luther King di profilo– e che pensino sempre prima al bene degli altri –mi sto commuovendo– e non FACCINO male agli altri –la mia piccola Indira Ghandi– e ABBINO sempre tutti quanti da mangiare –da grande sarà presidentessa della F.A.O.– ma soprattutto… ALTOLA' AL SUDORE!!!"

………

"Occhei… ora mangiamo."

"Ma tu non la dici la tua preghierina, mamma??"

"Ti ringrazio Signore di avermi dato delle splendide figlie così… così… così simili alla mamma."

"E cioè?"

"…Poco normali. Buon appetito, bimbe!"

Effetto Figurella a domicilio

  • ottobre 17, 2011 at 21:41

Tante cose da fare, la testa sempre occupata e… non ci vedo più dalla fame!

No, quella era la pubblicità progresso procolesterolo….

L'altro giorno ho un lampo di genio (uno dei tanti) e mi chiedo se, in tutto il pandemonio di questo periodo, relegata in casa, mi sia sfuggito l'avviso dell'accensione della caldaia condominiale. O magari l'avviso non lo hanno neppure dato.

Mi è venuto in mente sabato sera, quando discorrevo felicemente con quattro pinguini imperiali nel mio soggiorno, raccontando loro della giornata piena passata alla festa della scuola a servir polenta e zola, vin brulè e cioccolata calda.
Quando è giunto il momento di andare a nanna nell'igloo mi son rammentata che la metà di ottobre era passata e ho provato a mettere in funzione il termostato e l'impianto di riscaldamento della casa.

Ho programmato gli orari e ho passato un'ora a vagare per le stanze toccando i termosifoni.
Uno caldo solo sopra, un'altra bollente, quello della cameretta come sempre freddo…
Mi son detta "Controllerò domattina se si sono azionati tutti!" e me ne sono andata a letto.

Domenica mattina mi son svegliata in un bagno di sudore: sembrava di stare al Tropico del Cancro.
Mi ha tirato giù dal letto il vociare dei lemuri e delle scimmie che si lanciavano da una liana all'altra, la vegetazione da foresta amazzonica era cresciuta folta in quei 90°di umidità, percepiti 93°.

I termosifoni si erano azionati (tutti tranne quello della cameretta…), ma non si erano più spenti!
Il mio piccolo bagnetto era diventato un bagno turco. In cucina ho avuto anche qualche miraggio.
Ho passato la domenica pomeriggio a lottare con 'sti fetenti di termosifoni, ma niente.
Nemmeno se toglievo le pile al termostato si fermavano!
Così ho dovuto chiudere tutte le valvole, nella speranza di non trovarmi la casa allagata l'indomani, e mandare una mail all'amministratore con oggetto: RICHIESTA INTERVENTO URGENTE ZONA EQUATORIALE DEL CONDOMINIO… SEGUIRE LE ORME DEI CAIMANI E LA SCIA DEI PIRANHA!

Seguendo la scia stasera è arrivato il tecnico a sostituire la valvola sul pianerottolo.
Nanà e Babet controllavano il suo lavoro incuriosite, ferme sulla porta aperta come due carabinieri.
Mentre la piccola fissava indomita l'omone con la tuta che trafficava con la chiave inglese, Babet osserva una maschera a forma di gatto appesa al muro che aveva fatto l'anno scorso a scuola e mi dice:
"Mamma, ma è tutta rovinata!"

"E sì, amore, lo so. Ma 'sto gatto ha anche la sua età… cos'avrà? Due anni?"

"Sì, ha due anni!"

E Nanà, sempre fissando l'omone barbuto:
"MA NO, BABE'! NON VEDI QUANT'E' GLOSSO?!?!"

La musica dell'animo

  • settembre 21, 2011 at 23:56

Quest'estate mi è venuta l'ispirazione di riesumare la mia vecchia pianola elettrica dalla cantina di Nonno M. e di farla trovare alle bimbe al ritorno dalle loro vacanze con l'Homo.

Mi son detta "Sia mai che una figlia abbia un talento musicale nascosto e io non lo riconosca!".
Canterina è già molto intonata.

Io nel lontano inizio secolo studiai pianoforte per sei anni, poi in terza media, alla proposta del conservatorio, dissi chiaramente:
"Mamma, mi son rotta le palle di stare i pomeriggi a studiare piano mentre i miei amici sono fuori a divertirsi! Dall'anno prossimo faccio pallavolo!".
E così fu.

Quando le bimbe hanno visto quello strano "arnese" con tanti tasti sono rimaste sorprese.
"Ma mamma, lo sai suonare?"

"Una volta lo sapevo… adesso non mi ricordo più una cicca, però quando volete possiamo suonare qualcosa insieme."

Babet si fa prendere la mano dai "ritmi". Va in visibilio quando, schiacciando un solo tasto, viene fuori la musica già pronta.
Avete mai provato ad ascoltare il jingle della samba di sol per un quarto d'ora??
Delizioso. I timpani ringraziano.
Canterina improvvisa, e lo fa così bene che in coro le chiediamo di spegnere solo dopo trenta secondi.

"Mamma ci suoni qualcosa?"

Amnesia totale. mi sembra di non saper nemmeno dove mettere le dita.
Che peccato, mi piaceva così tanto suonare. Mi rilassava molto.
Sarebbe bello se avessi tempo di riprendere…
Lo metterò in fondo alla lista "Cose che mi piacerebbe fare nel tempo libero, cioè nella prossima vita!"

"Tesoro, la mamma non si ricorda niente di niente! Forse tre o quattro pezzi, ma dovrei ripassarli. Ma solo tre o quattro, giuro. E dopo quei tre o quattro non ne so più, quindi arrivate al terzo c'è solo il quarto, occhei??"

"Abbiamo capito, mamma!"

"Bene. Vediamo cosa mi ricordo… Ecco, volete sentire come mi sento ora?"
E suono loro un pezzo allegro e pimpante che ricordo di aver imparato a otto anni.
Certe cose si portano nel cuore e anche nelle dita.
In realtà penso che se mi sentisse qualcuno che il piano lo sa suonare davvero gli si accapponerebbe la pelle, ma le bimbe sono di parte e non hanno idea di come si suoni.
Quindi applausi.

Mi galvanizzo e suono loro il secondo e ultimo pezzo che mi ricordo.
Canterina e Nanà si mettono a ballare tutte contente.
"Mamma sei bravissima!"

"Grazie amore."
Se sapessi…

L'altro giorno, mentre le bimbe leggevano tranquille sul divano (cosa rara più del plutonio radioattivo nei sottobicchieri), accendo la pianola e mi metto tranquilla a suonare un pezzo molto dolce, delicato, lento, il quale ad un certo punto ha un crescendo sempre più forte, sempre più deciso… fino a concludere con la stessa dolcezza di come ha iniziato.

Finisco, alzo lo sguardo e vedo Canterina con la bocca aperta che mi fissa.
Le sorrido.
"Brava mamma…" continua a fissarmi.

"Mamma… ora ti senti così??"

Le sorrido ancor di più e allargo le braccia richiamandola ad un abbraccione forte forte.
"Hai proprio ragione, bimba mia."

Quant'è sensibile la mia bambina. Sa già leggere nel cuore altrui.

Ebbene sì, amore mio.
La tua mamma spesso agli occhi degli altri è un boogie woogie, uno spumeggiante inno alla primavera.
Ma sotto sotto, nell'intimo, ha tanta sensibilità e tanta dolcezza che la pervadono. Che ogni tanto si agitano, crescono e la passione per la vita che ha dentro deve esplodere, farsi sentire.
Ma alla fine, dopo la tempesta, torna sempre il sereno.
E' un lato recondito della tua mamma, pochi se ne accorgono.
Anzi, mi chiedo chi mi abbia mai visto così, chi mi abbia guardato negli occhi in uno dei miei momenti di pace profonda, che preferisco da tempo tenere solo per me.
Forse solo chi mi ha conosciuto veramente.
Ma tu mi hai riconosciuto.
E io ho riconosciuto in te la stessa mia sensibilità di saper leggere la musica nell'animo delle persone.
Forse non sono così brava a saper cogliere la bontà o la lealtà di chi ho di fronte se, da inguaribile ottimista, cerco sempre il meglio e me la prendo continuamente…
Però so ascoltare la musica del loro cuore, comprendo quando non c'è armonia e quanto canta il coro, quando suona l'orchestra e quando c'è bisogno di un'accordata.

E ho notato che sia tu che tua sorella Babet avete questo talento.
Ascoltare come vibrano le anime non è da tutti. Il vostro è un grande dono.
Sappiate solo che darsi per gli altri è un grande impegno, che vi metterà spesso alla prova e vi farà certo soffrire più di coloro che per gli altri non si mettono in gioco.
Ma sappiate che io credo sinceramente che sia meglio amare troppo piuttosto che amare poco, per potersi dire "io ho fatto tutto quello che potevo".
E' meglio dare che ricevere, perchè nel dare ti torna indietro tutto ciò che stai donando.
E' meglio saper ascoltare i cuori che le parole.
Perchè spesso le parole ti fregano, ti raggirano, ti fanno credere altro.
Ma i cuori non mentono mai.

E voi avete dei cuori d'oro.
Parola di mamma.

Normali stranezze

  • settembre 6, 2011 at 22:01

Tardo pomeriggio afoso.
Pedaliamo verso casa.
Io continuo ad avere il dubbio che la mia bicicletta sia frenata, perchè faccio una fatica folle.
Ne sono convinta da circa quattro anni.
Sì. lo so, dovrei portarla a controllare, perchè dalla mia manutenzione ordinaria annuale non sono riuscita a capirlo.
Contando che la mia manutenzione consiste nel gonfiare le gomme quando sono sgonfie e… gonfiare le gomme quando sono sgonfie.
Beh, avvito anche campanelli, portaborracce penzolanti e tiro su catene cadute. Ma solo quando cadono.
In effetti nella lista di cose da fare 'Portare la bici dal ciclista' viene solo dopo 'Cercare un ciclista' e altre milleduecento cose che reputo più importanti, tra cui 'Fare la french manicure al criceto della vicina'.
Questione di priorità.

Allo stesso tempo ho anche la netta sensazione che Nanà abbia superato la soglia del "trasportabile".

Mentre sudo come un'iguana marina sulla secca, immersa nelle mie peregrinazioni mentali e, come un mantra, ripeto a Nanà "Ti metto a dieta. Ti metto a dieta. Ti metto a dieta…", Canterina rallenta, mi si affianca e mi urla:

"Mamma, ma perchè alcuni mi guardano?"

"Mah, non saprei proprio, secondo te?"

"Non lo so… Perchè??"

"Mmmm… Fammi pensare… Forse perchè… stai pedalando allegramente per le strade di Milano con in testa una CUFFIA DELLA DOCCIA?!?!?!"

"Embè?! Che c'è di strano??"

"Ah, non chiederlo a me! Sei mia figlia. Per me sei del tutto normale."

Somiglianze

  • agosto 29, 2011 at 15:17

"Pedalando in bicicletta accanto a te… Pedalare senza fretta il lunedì mattina… "

Non faceva esattamente così la canzone??
Ma noi stamattina eravamo tutte in fila a pedalare.
Beh, Nanà nel seggiolino dietro di me, nonostante i suoi lievi 19 chilgrammi di morbidezza.
Perchè se dovesse prendere la sua biciclettina con le rotelle, in 24 ore non riusciremmo nemmeno ad uscire dal box. Lei pedala con lo stile "fermate il mondo voglio scendere"!!

Per il quartiere un delicato vociare (è un eufemismo!) di tre bimbe aggraziate che imitavano qualsiasi tipo di animale venisse loro in mente.
Urlandolo.

"UH UH AH!! UH UH AH!! Io sono la colomba… o il piccione!" esclama Canterina indecisa.

"UUUUUUUUUUUUH! IO SONO ILLLLUPO!! … ANZI NO! SONO LA TLIGLE! LOALLLLL! GLLLLL!" dice Nanà ancor più indecisa.

"E io… io sono la PANTEGANA!!!" urla fiera Babet.

"…La pantegana???" le chiedo curiosa.

"Anzi no!"

"Aaah, ecco!"

"Sono la PANTEGANA ROSA!!"

???
"Beh, allora io chi faccio?? L'ispettore Clouseau??"

Inutile far notare che questa bambina ha preso tutto dalla mamma.

Sconnessa all'opera

  • agosto 16, 2011 at 20:48

Sono arrampicata sulla scala a piantare chiodi nel muro.
E' arrivata la fase "aggiornamento fotografico donzelle", ma più che 'aggiornare' ogni anno aggiungo a iosa cornici ad ogni parete con collage, foto singole, percorsi di crescita stile "trova le 7 differenze dall'anno scorso", con aggiunta di album annuale… perchè io sistemo, salvo e stampo foto solo ad agosto.

Non ho più spazio.

L'anno prossimo dovrò comprare un muro nuovo.

Mentre misuro e inchiodo, verifico la comprensione dell'esercizio dei compiti di italiano che Babet ha appena concluso.

TUMP TUMP TUMP!
"Come si chiama il verso della pecora?"

"Mmmmm… Nitrito?"

"??? … Ma amore, la pecora come fa?"

"Beee!"

"E allora come si chiama il suo verso?"

"Belato!"

"Brava! E come si chiama il piccolo della pecora?"

"Agnello!"

"E il marito?"

"Montone!"

"Perfetto! E l'uomo che porta a spasso le pecore e le cura?"

"Mmmmm… Pastore?"

"Esatto! E ti ricordi come si chiama la casa delle pecore? O…? Ovi…?"

"Ovile!"

"Brava! Perchè le pecore fanno parte della famiglia degli… ?"

"OVETTI!"

Solite figlie deliranti

  • luglio 8, 2011 at 23:47

Giornata di bagagli.
Siamo in partenza per il mare!
Le vacanze tanto attese e penso proprio meritate.

Quest'anno volevo portare pochi vestiti, poi ho guardato le previsione e come al solito la nuvola di Fantozzi ci perseguiterà per tutto il periodo. Come non detto.
Se mi giro ora ho il salotto invaso da borse, borsine e borsoni che mi viene male solo al pensiero di doverli portare fino all'auto…

Stamattina ho detto alle bimbe:
"Facciamo la borsa dei giochi! Mettete sul tavolo due barbie a testa, dei libri e qualche gioco che volete portare, che li metto in borsa."
E poi mi sono distratta.
Un tavolo non è bastato loro.
Ho dovuto bloccarle con il mio charme e, mentre erano distratte, rimettere a posto tre quarti degli oggetti ludici che avevano intenzione di portare via.
Praticamente un trasloco.

Stasera, sfinita, ho proposto alle bimbe:
"Usciamo a mangiare la pizza?? Conosco un bel posticino dove la margherita costa ancora 3 euro!"

"YEEEEEAAAHHH!!!"

Forse la faccia stanca tendente al rassegnato, forse l'apparenza di donna sola con tre figlie esuberanti da gestire con la frusta, ma devo aver impietosito più di una persona.

Il gestore della pizzeria è venuto a chiedermi tre volte se andava tutto bene, se avevo bisogno di qualcosa, se volevo che tagliasse la pizza a qualche bambina.

Nanà e Babet, figlie di Amplifon, urlavano come due dannate.
Tutte e tre hanno smesso di parlare contemporaneamente solo quando hanno iniziato a masticare.
Durante la lunga attesa, Nanà cantava a squarciagola:
"IL DOTTOLE SI AMMALO', AMBALABACCICCICOCCO'! IL DOTTOLE SI AMMALO', AMBALABACCICCICOCCO'! IL DOTTOLE SI AMMALO', AMBALABACCICCICOCCO'!" … Ad libitum.
Babet mi parlava di narigia, di capperi, di moccio dal naso a duecento decibel. Però ora che ci penso abbiamo superato la fase della "cacca"… work in progress!
Canterina voleva che le raccontassi aneddoti della mia gioventù e rideva quando, ogni volta che passava una cameriera, dicevo:
"AVEMO FAME!!! DATECE 'STA PIZZA!!"
Babet e Nanà ostruivano il già stretto passaggio tra i tavoli camminando per tutta la lunghezza del bersot con l'andatura dei pinguini. Starnazzanti.

"Mamma! Ho fame!"

"Pure io!"

"Ma quando arriva la pizza?"

"L'unico che lo sa è il pizzaiolo."

"Posso andare a chiederglielo?"

"Vai."

"Veramente??"

"Vai."

"Ma sul serio??"

"Allora non andare…"

"Occhei, vado…"

Torna dopo cinque minuti.
"Ha detto che arriva subito! Facciamo un brindisi! Cin cin!"

SDENG SDAN SDIN SDONG SDENG!!!!!

La signora del tavolo accanto si gira per vedere se si è rotto qualcosa.
"… Ho tutto sotto controllo!! Se rompono qualcosa mi fermo a lavare i piatti!!"

Prima di andar via una vecchietta viene appositamente al nostro tavolo, mentre le bimbe continuavano a fare i pinguini, per chiedermi:
"Ma sono tutte sue??"

"Sì. Lo so , mi vuole dire AUGURI!"

"Che belle, tre femmine! Beata quela spùsa…"

"… Che per prima g'ha una tùsa!! (=che per prima ha una figlia femmina –milanese doc-) Sì, so anche questo!"

"E invece lei ne ha addirittura tre!"

" Ha visto che culo, neh??"

Tornate a casa chiamo Nonna M. per gli ultimi preparativi mentali e per raccontarle la nostra uscita di sole donne.
"E il proprietario è stato veramente gentile. Nanà si è perfino fatta tagliare la pizza da lui… cosa stranissima. Mi ha fatto pure lo sconto di ben 60 centesimi!"

"Che carino! Com'è?? E' libero??""

"Mamma! … E comunque facevo prima a saltarlo che a girargli intorno!"

"E vabè, anche tu! Come sei! Non ti va mai bene niente…"

Oggi sposi!

  • luglio 3, 2011 at 00:52

Che giornata!
E' stato proprio un bel matrimonio.
Diverso dagli altri.
Perfetto nelle sue imperfezioni.
Estemporaneo, no stress, lasciato libero di essere…
Il matrimonio della Zia Ebe!
Non poteva essere che così.

Partendo dalla celebrazione.
Mia sorella di solito è perennemente in ritardo, ma non oggi.
Oggi è arrivata puntualissima.
L'auto lustra e infiocchettata, guidata da Nonno M., è entrata in piazza della chiesa allo spaccare dell'orario prestabilito.
Peccato che non era ancora arrivato il prete.
Abbiam dovuto farle fare un paio di giri dell'isolato in più nell'attesa.
Arriva il don, serafico e flemmatico.
Si prepara.
Concordo qualche particolare che era da mettere a punto, corro a preparare i damigelli (le mie bimbe e Cuginetto It) che dovevano precedere la sposa a due a due con il loro incedere elegante, mentre il violoncello suonava per accompagnare l'entrata.
I damigelli sono spariti.
Con la grazia che mi contraddistingue vado in piazza a gridare il loro quattro nomi, osservata da invitati straniti mentre impreco in cirillico.
Recupero le mie figlie, ma all'urlo di Tarzan il nipote non si vede.
Nessuno si accorge della mancanza, tranne me.
Inizio a chiedere a destra e a manca dove sia il nano esorcista.
Nel frattempo arriva la sposa.
Con lo sguardo laser scandaglio la chiesa, la piazza, le auto parcheggiate, ma del piccolo delinquente nemmeno l'ombra. Mi viene il sospetto che si sia allontanato fuori dalla piazza.
Zia Ebe esce dall'auto come un'apparizione.
Bella.
Semplicemente bella.
Bella e luminosa.
Avvolta in un vestito color acqua marina, sobrio ed elegante.
Con i suoi occhioni chiari, il suo sorriso rilassato ed emozionato allo stesso tempo.
I capelli scuri raccolti, il trucco in tinta con l'abito e il suo sguardo magnetico e profondo.
In mano il bouqet di ortensie che sembrava tirato fuori da un quadro di Renoir.
Nonno M. la prende sottobraccio, mentre tutti applaudono la sua bellezza, fanno un accenno di passo e…

"ALT!"

Mi faccio avanti e li blocco con un gesto della mano.

"Un secondo solo che manca tuo figlio!"

Corro sui tacchi fino a metà piazza, lo vedo mentre sta giocando con un cestino della spazzatura a trenta metri.
"CUGINETTO IIIIIT! MUOVITIIIIII! TUA MAMMA E' QUAAAAA!"
Mi giro. Sorriso a 84 denti al pubblico e corro dentro a sistemare i damigelli.

E' stato il matrimonio con più bambini che io abbia mai visto.
Durante la celebrazione c'erano pianti, spostamenti, richieste di qualsiasi genere, Cuginetto It era seduto in mezzo ai gentitori e non stava un momento fermo o zitto contemporaneamente.
Io ero seduta accanto alla sposa e ho tenuto per mezz'ora in braccio Nanà che mi chiedeva incessantemente "QUANDO FINISSE???"

Ogni tanto mi giravo per sgridare le bimbe per il macello che stavano facendo, pensando che fossero Canterina e Babet, e tutte le volte beccavo la Nonna Bis che le tampinava vociferando a duecento decibel visto che non ci sente.

Durante la Benedizione della Famiglia abbiamo tenuto un velo sopra gli sposi (tradizione orientaleggiante o non ho capito molto bene ma chissenefrega…) mentre il prete leggeva.
Io faccio segno a sorella e congato di inginocchiarsi.
Il don dice "Potete anche stare in piedi, non serve che vi inginocchiate."
Io che rispondo "Si che serve, Don. Non ci arrivo se stanno in piedi… mi tira la stola!"
"Sì, però dovevate sceglierli più alti, allora!" sghignazza.
"O forse dovevo mettere un tacco dodici.. " ribadisco io che già non sentivo più le braccia.
Il don è un amico, precisiamo.

Beh… la giornata è continuata così… come dire… estemporanea.
Proprio come è Zia Ebe.
Infatti è stata perfetta.

I bambini si sono divertiti un mondo, hanno giocato nel parco tutto il giorno, mangiando poco e niente, ma godendosi amichetti che non vedono sovente.
Hanno corso a piedi nudi nell'erba, costruito capanne stile Robinson Crusoe (che se qualche forestale viene a fare domande io non so niente e non ho visto niente!).
Abbiamo gonfiato palloncini azzurri con la bombola d'elio (mia sorella le pensa tutte). Io e Zia Luna abbiamo anche tentato di aspirarne un po' per tentare di cantare come i Chipman's ma non ci siamo riuscite.
La sposa ad un certo punto ha tirato fuori cinque palloni per far divertire, correre e stancare ulteriormente i bimbi (le pensa davvero tutte!)

Io mi sono fatta riconoscere in varie occasioni.
Per esempio?
Quando io, con il mio vestitino di seta schienato fino al sedere, e Mamma L. ci siamo tolte i sandali e abbiamo iniziato a correre nel parco giocando a palla con chiunque ci venisse sotto tiro. Le uniche due dementi. Manco qualche ometto ha osato arrivare a tanto. Ho dovuto smettere quando la mia milza ha scambiato di posto con il pancreas.

Quando dovevo avvisare gli invitati che gli sposi erano pronti per fare le foto… mi sono messa in un punto centrale del patio, ho battuto energicamente le mani per attirare l'attenzione e con voce soave e delicata ho urlato:
"ATTENZIONE PREGO! GLI SPOSI STANNO ASPETTANDO PER FARE LE FOTO A GRUPPI. ORA, IN TOTALE AUTONOMIA, OGNI TAVOLO SI ALZA E VA A FARE LE FOTO, CI SI METTE IN FILA LA', COME PER ANDARE DAL SALUMIERE, MA SENZA BIGLIETTINO, E PIAN PIANO ANDATE A FARE LE FOTO! NON VERRETE CHIAMATI! MI RACCOMANDO, IO NON VI CHIAMO, NON VI FATE SGRIDARE! FATE TUTTO DA SOLI! CE LA POTETE FARE?? IO SO CHE CE LA POTETE FARE!!"
Che faccia di merda ci vuole per fare certe cose…

Quando Zia Ebe ha fatto il lancio del bouquet.
Io mi infilo nel gruppo per fare numero. E perchè dove c'è da fare baruffa io sono in prima fila.
C'era veramente chiunque, anche le cameriere del catering.
Zia Ebe si gira, io parto con un bel "OOOOOOOOHHHHHHH"
La sposa lancia in aria.
Io, intenzionata a fare solo numero, non mi muovo di un centimetro.
La signora davanti a me sta però arretrando pericolosamente, allora alzo le braccia per parare la sua testa e chiudo gli occhi per evitare lo scontro e… mi ritrovo con il mazzo di fiori in mano!
Grida entusiaste da ogni lato.
Io fulminea piazzo il bouqet in mano a quella davanti e urlando a mia sorella "COL CAVOLO!!!"… PAC! mi aggrazio in un bel gesto dell'ombrello dove lo portava mio nonno!
E' uscito così, istintivo, naturale, davanti a 80 persone.
Peccato che non ho pensato al fotografo.
Ora quella foto è la più richiesta, anche sotto compenso.
Sono ricattabile.
Mi toccherà corromperlo.

Al taglio della torta Nanà si appropinqua verso il dolce e ci infila un dito.Tento di far finta di non conoscerla.
Alla seconda volta mi vedo costretta ad intervenire:
"Nanà! Ci tieni ad avere le falangi ancora tutte intere?? Allora non toccare più quella torta!"
Il fotografo accanto a me ride e mi dice:
"Avevi già tutta la mia stima da stamattina quando (nel tentativo di far provare i damigelli, nda) hai detto a tua figlia Se vuoi arrivare a quattro anni dai la mano a tua sorella!!!"
"Sì, lo so , ho una delicatezza fuori dal comune con le mie bimbe… NANA'! Ora ti sego quelle dita! Tanto nel naso ci puoi infilare anche l'altra mano!"

Il mio totale piattume da sottoilvestitoniente…reggiseno l'ho portato con disinvoltura e nessun disagio, anzi andando orgolgiosa di tale pialleria da guinnes dei primati.
Mi siedo al tavolo di Zia Luna e Zia Lexia mi dice:
"Wonder, hai dimenticato le tette a casa?"

"No, ho dimenticato di farle crecere…"

Mentre gioco a calcio e correndo non mi balla nulla, mi si avvicina frettolosamente Zia Luna per dirmi:
"Sai cosa mi ha detto mio marito? Wonder è bella… " e poi mi spara una frase in malgascio.

"Posso indovinare cosa significa??"

"…Però non ce le ha proprio le tette!!!"

"Appunto …Grazie per avermi avvisato in tempo reale!"

Che amiche che ho…

Babet era tre giorni che mi chiedeva se gli zii si sarebbero baciati in bocca.
"Potrebbe capitare, amore. Ad un matrimonio sicuramente."

Durante il taglio della torta parte il coro BACIO! BACIO! BACIO!
Gli zii si baciano.
Io mi giro verso Babet. Tre… due… uno… Corre verso di me e mi viene a dire nell'orecchio:
"Mamma! Si sono baciati in bocca!"

"Oddio! Ora non è più un segreto che si vogliono bene!! Come faremo?!"

Stasera nel lettone chiedo alle bimbe la cosa più bella che hanno vissuto oggi.
Babet me ne dice due, tra cui "Quando gli zii si sono baciati in bocca!"

Poi diciamo le preghierine e chiedo loro di dirne una dedicata solo agli Zii e alla loro famiglia.
E Babet risponde:
"Gli auguro che si bacino ancora in bocca!"

Ecchè! C'ha proprio la fissa 'sta bambina?!?!

Beh, se ci penso bene ogni tanto Canterina, durante la buonanotte, mi butta le braccia al collo e mi dice BACIAMOCI!!!

E Nanà ama leccarmi…

Devo indire al più presto una riunione di famiglia…