Durante i corsi di massaggio (almeno per quelli che ho frequentato io) si fa la cavia a turno.
Che volendo vedere è anche piacevole, a parte quando la docente ti stende sul lettino per mostrare agli altri le manovre e tu, lì, bella biotta (=nuda in milanese, nda) e imbarazzata, devi anche far finta di rilassarti sotto una dozzina di sguardi critici e incuriositi.
Quando fu il momento di accoppiarsi per praticare quanto appreso, metà gruppo iniziò a spogliarsi e l’altra metà cominciò a preparare l’olio e a scaldarsi le mani.
Ad un certo punto…
“UAHUAHUAHUAHUAH!!”
“Che c’è da ridere?”
“Guarda Wonder!!”
… … …
“UAHUAHUAHUAH!” risata generale.
Il ragazzo sdraiato sul lettino accanto a me si volta e…
“AAAHH! Mamma che sguardo!! Ma sei mitica! … Le mie mutande con le ali in confronto non valgono niente!!”
Si era ritrovato faccia a faccia… con la faccia stampata sul mio lato B.
Mi ero dimenticata di aver messo le mutande con il sorriso…
La docente si guarda intorno con aria interrogativa, poi volge lo sguardo verso di me.
“Perchè ridono?”
Mi volto di schiena.
“Per la mia espressione.”
Beh, almeno il mio sorriso è contagioso!

In effetti, a ben pensarci, la biancheria allegra mette di buon umore già da inizio giornata.
Quando si dice che uno ha la faccia come il culetto…
calza alla perfezione nel tuo caso: viso e culetto sorridenti