Ieri e oggi mi hanno affiancato in ufficio un neo collega ventenne dagli occhi color cristallo.
Il ragazzino deve perfezionare la sua comprensione di ciò che sta facendo, o meglio, di ciò che gli viene chiesto di fare nella fase che succede a quella delle nostre chiamate, quindi per capire tutto l'iter aziendale hanno deciso di fargli fare un paio di giorni in ascolto e io sono stata estratta dal cilindro.
Mi fa piacere pensare che lavoro bene e questo sia il reale motivo, ma non vogliamo essere troppo ottimisti.
Come sempre mentre lavoro io faccio cagnara (gergo milanese, nda), tengo banco e mi diverto un sacco. Così inizio a scambiare quattro parole di conoscenza anche con lui e lui inizia a chiedere di me.
A vent'anni forse l'idea del lavoro, della vita, specialmente quella maschile (ricordiamo che i maschi maturano leggermente più tardi delle femmine… quando lo fanno) è ancora una specie di gioco.
Un lontano ricordo per me, però leggo nei suoi commenti e nei suoi atteggiamenti molta insofferenza alle regole e alle costrizioni sociali. E' ancora un pischello in fondo.
Ad un certo punto mi sorprende con un "Sto cercando di pensare come si fa a tirar su tre figlie… dev'essere faticoso."
"Certo molto faticoso, ma dà sicuramente tante soddisfazioni."
Nel frattempo interagisco con i clienti al telefono, rido e scherzo. E lui segue il filo.
"Perchè tu sembri così… "
"Poco normale? Sì lo so me lo dicono in tanti!" ride.
"Miiii che voglia a fare il lavoro che fate di qui voi!"
"Certo ragazzo mio che se parti così non vai da nessuna parte! Bisogna farsi piacere le cose che si fanno, anche lavorare in un call center o pulire i gabinetti! Se no vivi male! Un po' di entusiasmo, dai!!"
Dopo altre due telefonate: "… Che palle!"
"Hai proprio l'ottimismo nel sangue!" ride.
Io continuo come al solito a chiamare, parlare con gente simpatica, scontrosa, interessata o svogliata, a commentare le reazioni e a dir cazzate, come sempre.
Mi guarda perplesso e sorridente.
"Ma come si fa ad avere tanta voglia di lavorare così??"
"E' la voglia di vivere."
Gesù diceva ai suoi discepoli che la gente avrebbe capito che erano suoi seguaci dai loro comportamenti, dal loro atteggiamento verso il mondo.
Evangelizzare non vuol dire parlare di Dio ai quattro venti, ma far sì che gli altri possano vedere Gesù Cristo nei tuoi occhi e nei tuoi sorrisi, nella tua voglia di vivere.
La miglior testimonianza che possiamo dare è quella della nostra vita.
Ed è bello vedere due occhi di cristallo felici di averti conosciuto.
Poi ci pensa Pippi a rompere l'idilio dicendomi:
"Wonder, ho visto con piacere che ti hanno promossa a badante!!"
Beh, anche l'umorismo è contagioso.
Bei ricordi quelli del call center…
Ruben
sapessi che pischella mi sento io! e mi sento ancora più scema perchè non ho vent'anni, io, e anche se spero di sentirmi sempre "me" senza mai preccuparmi dell'età, come ho fatto finora, però è vero che l'età anagrafica vuol pur dire qualcosa e gli altri fanno riferimento a quella… ne ho quasi 30 e a occhio e croce siamo quasi coetanee, eppure abbiamo vite diversissime. tu hai le bambine e io no, quindi la mia vita ruota ancora intorno a me (bamboccioni?), e adesso alla coppia.
io ho posticipato la famiglia per studiare. adesso è un momento di transizione, brutto perchè finchè non sblocco la situazione sembra che quello che ho studiato sia inutile e che quindi sono stata stupida. non è vero, servirebbe ma qui non investiamo su certe cose. comunque se poi riesco a trovare qualcosa da fare, anche un lavoro che non c'entra niente però vedrai che gli anni di "allenamento mentale" serviranno… mmmmggggnnnn!!!
col senno di poi, i miei hanno fatto bene a incoraggiarmi a studiare e lasciarmi fare quello che mi piaceva. ma hanno fatto male a iperproteggermi impedendomi di fare dei lavoretti nel frattempo. questo mi avrebbe dato una bella svegliata. e poi adesso ti chiedono esperienza nella mansione anche se devi solo respirare. mia sorella si è spaventata a vedere che non trovo "il" lavoro ma semmai solo lavoretti e non vuole fare l'università. io le dico di non escluderla così, ma di fare esperienze che a me son mancate. che farai tu con le bambine?
in questo momento in cui mi sbattono le porte in faccia prima che possa dire buongiorno mi manca anche la possibilità di avere il confronto con le persone reali, da cui imparare, come è capitato al pischello del post! non credo tu abbia tanto tempo, ma se ogni tanto hai voglia di passare a leggere me credo che potresti darmi qualche raddrizzata. O_o Ma me le do anche da sola leggendo te!!
Era più azzeccato dire: ti hanno promosso a baby-sitter….
Ciao, Tea
Ma per quale società lavori? Ricevo in media 6 o 7 telefonate commerciali a settimana, chissà se hai mai chiamato Roma e hai ricevuto una risposta: grazie, la signora non c'è, grazie, abbiamo una tenuta di oliveti in Toscana (non è vero!!), grazie, ma siamo astemi (non è vero!!), grazie ma a noi piace pagare l'abbonamento per il telefono, grazie, ma non possiamo viaggiare…. ecc…???


Be', ero io
Perchè mi farebbe piacere riconoscerti
Un beso
@inonaddetti: cara, io penso non ci sia una ricetta valida per tutte/tutti. E' giusto seguire i propri sogni. I sogni poi possono cambiare nel corso della vita, a volte essere decisamente fuori dalla nostra portata, ma rimangono sempre i nostri sogni. E sognare è bello. A volte i sogni si possono realizzare, a volte ci si va vicino, a volte un po' meno. Ma non è sbagliato lottare per essi. (sempre tenendo conto che il nostro perseguirli non vada a ledere la libertà degli altri… ).
E' normale sognare "IL" lavoro, la famiglia, un grande amore. Cosa saremmo noi senza i nostri sogni. Angeli senza le ali, perchè sono i sogni a farci volare. A volte i sogni si trasformano in speranze, beh, niente di male! La speranza è ciò che ci tiene vivi, ciò che ci fa credere nel futuro e in noi stesse. E anche negli altri.
Penso poi che tutto ciò che ci succede debba essere sfruttato per migliorare noi stesse, in modo che quando riusciamo a raggiungere qualcuno dei nostri sogni, lo possiamo fare da persone mature, per poterne godere veramente appieno, per riuscirne a capire il vero valore.
E poi quando si fatica per raggiungere qualcosa, ti assicuro che il valore che si darà ad essa sarà cento volte più grande, e la nostra esperienza in qualche modo ci sarà comunque servita per crescere in tante altre cose.
@illeone: per fortuna non chiamo privati! Non rompo le palle alla gente a casa sua… no, le rompo mentre lavorano! Quelle che ti chiamano a casa sono le telefonate che prendono insulti anche da me, nonostante io faccia il loro stesso tipo di lavoro… Quelle a cui dico "Tesoro mio, scusa se sono così schietta e sintetica: non mi interessa, ti faccio risparmiare tempo, ma soprattutto vai sul tuo terminale e cancella definitivamente il mio nome dall'elenco perchè so che lo spuoi fare! Grazie Clic!" … No, se no, sinceramente non avrei durato così tanto…
Una volta mi ricordo anche di una telefonata per propormi Sky, ho detto che mi avevano pignorato la televisione perchè non potevo pagarla…