Mi ricordo ancora quel giorno che andai a cercare il vestito per il matrimonio di mia sorella con le bimbe al seguito.
Che idea fenomenale.
In quel del centro commerciale, girando e rigirando senza sapere dove andare, senza un obiettivo ben preciso, ma con la galvanizzante idea di provare tutto il provabile tentando di non far distruggere nulla alle figlie.
Che idea geniale.
Saremo entrate in tutti i negozi con abiti da donna chic-moderna con costi accessibili al popolo, ma anche non, perchè è bello vedere le commesse con la puzza sotto il naso che inorridiscono, pronte allo svenimento, quando tre bambine deliziosamente scalmanate toccano tutti i vestiti con manine che non è dato di sapere se sono linde e intonse, e la mamma entrando dice solo: "Mi raccomando bimbe, non toccate niente! Tenete le braccia in alto e state tutto il tempo così!" e poi le lascia fare, sbraitando solo se si nascondono dietro i manichini della vetrina, tentando di denudarli.
Poi, dove le commesse sono più carine e simpatiche, in realtà le tengo a bada con le briglie e le frustate.
Alla fine entriamo in un negozio dove, come sempre, la prima cosa che mi chiedono è:
"Ma sono tutte sue queste splendide bambine??"
E solo dopo:
"Come posso aiutarla?"
Io ormai ero in fase riassuntiva ed emettevo solo parole sporadiche lanciate nell'aere, tipo:
"Matrimonio… testimone… costo basso… no largo – no lungo… vita stretta… colore chiaro… gusto pulito… è Glen Grant!"
Faccio incetta di appendini e quando giungo nei camerini le bimbe stanno già giocando a nascondino con le tende.
Purtroppo sapevano che erano le mie figlie, quindi, non potendo far finta di non conoscerle, ho dovuto redarguirle un paio di volte.
Ogni volta che uscivo con un vestito chiedevo consiglio alle bambine, ma in realtà nessuna mi dava retta, così ho dovuto implorare una commessa a seguirmi e ogni tanto a pronunciare parole che aumentassero la mia autostima di donna piatta, ma felice.
Nel frattempo le tre dell'Ave Maria avevano conquistato le altre commesse che erano venute lì a far salotto e a tentare di indovinare i loro nomi.
Gongolando dei complimenti che udivo fin dal camerino, alla fine ho optato per l'abito che pensavo mi stesse meglio.
Uscendo chiedo alle piccole estimatrici:
"Allora, bimbe! Va bene questo?"
"Ma non hai provato quello azzurro, mamma?"
"Sì che l'ho provato, Babet! Ma tu dov'eri?"
"PLOVA QUELLO LOSA, DAIII!"
"Nanà, l'ho già provato pure quello…"
"E quello con i fiori? E quello a righe?"
"Canterina, miseriaccia! Ma vi ho anche chiesto i vostri pareri!"
"Mamma, fai una cosa, riprovali tutti! Noi ci sediamo qui, tu fai la sfilata e noi ti diamo i voti!!"
Le commesse intenerite fino al midollo esclamano :
"Ooooooh, che figlie carineeeeeeee!" e mi fissano come per dire Non le può contraddire!
Non ci posso credere! Ho tutte contro!
"… Che sia!"
DUN DUDUDUDUDUDUDUN DUDUDUDUDUDUDUN DUDUDUDUDUDUDUN… PRETTY WOMAN… WALKIN' DOWN THE STREET… PRETTY WOMAN…
… Perchè mancava solo la musica…
Ogni abito indossato uscivo dal camerino, camminavo verso di loro sculettando, giravolta, mi fermavo e dicevo:
"Modello numero quattro… Giuditta!"
Applausi delle bimbe, risate delle commesse, sguardi attoniti delle altre clienti trascurate… ma la figura di merda ormai fa parte del mio dna!
Babet e Nanà ad ogni vestito facevano pollice alzato, Canterina diceva:
"Mmmmmmh… sì… bello…"
"Ed ora l'ultimo modello primavera-estate, proposto dalla nostra modella-mamma, che dopo questo, disperata, deciderà di andare al matrimonio della zia in mutande!"
Le bimbe ridono come matte. Le commesse continuano a guardare le mie meraviglie con sguardo innamorato e divertito.
Esco, passerella, frase di rito e guardo le bimbe.
Babet e Nanà rifanno la solita scena come per gli altri vestiti.
Ma questa volta Canterina si illumina, sorride, mi fa pollice alzato e dice: "Mamma… OCCHEI!"
Se me lo dice lei, allora è quello giusto.
"Lo prendo!"
Standing ovation del negozio.
Mentre mi cambio le commesse intrattengono ancora le befane, anzi, in realtà sono le befane che intrattengono le commesse.
"Dai! Indovina come mi chiamo!"
"Io mi chiamo Canterina e lei si chiama Nanà!"
"E io? Indovina?"
"Ma tu non ti chiami Babet??"
"Ah… allora indovina come si chiama la mia mamma?!"
E dal terzo camerino esce una voce tonante:
"SANTA! Mi chiamo Santa!!!"
"Ha, ha, ha! Signora! Che meraviglia le sue bimbe! Certo che la tengono in forma! Non si direbbe che abbia avuto tre figlie!"
"Sapesse… "
"Sono tre splendori! Adesso non vorrebbe il maschio??"
"Ho detto Santa, mica Pirla!
hahahahaha fantastico, ho riso come una matta. in un angolo c'ero anch'io e ho partecipato alla sfilata!
scusa se non ti ho notato, ma ero troppo pccupata a non sbrindellare con la giravolta…
wow pretty woman per un giorno…..che bello…..