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Relazioni umane, così ricche e così fragili…

  • aprile 13, 2016 at 22:27
Se le cose arrivano c’è sempre un perchè.
Se arrivano in un dato momento c’è ancora un perchè.
Se fossero arrivate prima l’avrei vissute sicuramente in un altro modo, ne sono certa.
Mi è andata bene così.
Sapevo che avrei sofferto, nel mio cuore lo sapevo.
Sapevo che sarebbe finita così, nel mio cuore lo sapevo.
Ho scelto di andare avanti per capire cosa dovevo comprendere e così è stato.
Come sempre ringrazio l’esperienza e le persone che si sono “prestate” a farmela vivere.
Questo non vuol dire che, essendo umana, ogni tanto in mezzo alla sofferenza qualche porcone non lo tiro anch’io.
Se non fossi umana e difettosa non sarei su questa terra ad imparare!
Inoltre non scegliamo noi cosa imparare e cosa no. Penso solo che alcune persone hanno la conspevolezza che ogni cosa che arriva nasconde un insegnamento e cercano in tutti i modi di trarne il più possibile.
Siamo sempre in evoluzione e io desidero che la mia evoluzione sia un costante miglioramento.
Nel miglioramento ci sta in pieno l’imparare a conoscersi in modi differenti da quelli che ci saremmo sempre aspettati.
Nascondiamo tante parti di noi anche a noi stessi.
E l’unico modo per conoscerci a fondo è attraverso gli altri, che sono il nostro favoloso e infinito specchio.
Un’altra esperienza è stata fatta.
Ho imparato.
Ho accolto.
Ho ringraziato.
Si va avanti.

Ridere, ridere, ridere ancora

  • marzo 28, 2016 at 13:00

Le mie figlie mi fanno morire.
In tutti i sensi.
Da una parte sono le uniche persone con cui mi arrabbio e a volte contro cui sbraito come se non ci fosse un domani…
Dall’altra sono divertenti, irriverenti e ironiche quasi come la loro mamma.

Nanà l’altro giorno ha passato il pomeriggio da una sua compagna di classe, così io, Babet e Canterina ne abbiamo approfittato per giocare ad un gioco di società fatto di domande e risposte a cui Nanà si annoia e “rompe” per tutta la durata della partita.

Fantastiche le mie donnine. Abbiamo riso fino alle lacrime.
Condivido quelle che mi ricordo.
Come sempre, Babet insuperabile.

LIVELLO DI INGLESE

Wonder: “Cosa vuol dire WC?”

Babet: “Io lo so… Water Cess!”

…. Le faremo sapere.

MODI DI DIRE

Fate l’amore, non fate la guerra.

W: “Fate l’amore, non…?”

Canterina: “Fate l’amore con il sapore??”

B: “Fate l’amore, non fate la dieta!”

Non svegliare il can che dorme.

W: “Non svegliare il can…?”

C: “Se non sta dormendo?”

B: “Se piove!”

CONOSCENZE GENERALI 1

W: “Qual è il nome del capo della mafia?”

B: ” Hitler!”

CONOSCENZE GENERALI 2

W: “Qual è la residenza ufficiale della Regina d’Inghilterra?”

B: “Il castello di Nottingham??”

CONOSCENZE GENERALI 3

W: “Quali sono i soldi di plastica?” (carte di credito)

B: “I fac simil!”

CONOSCENZE GENERALI 4

W: “Cos’è il braille?”

B: “L’alfabeto cieco!”

CONOSCENZE GENERALI 5

W: “Un altro nome per definire i ‘figli dei fiori’?”

B: ” Margherite?”

LIVELLO DI GEOGRAFIA

Mappamondo alla mano, stavamo indovinando la posizione di alcuni paesi.

W: “Babet, dimmi dov’è il Nepal… Ora dov’è il Quebec… Ora il Congo…”

B: “Ora mamma tocca a me. Dimmi dov’è il… BRUCHINA FASO!”

… Le faremo sapere.

Son viva e mai ferma

  • marzo 26, 2016 at 17:01

E’ tanto che non scrivo.

Troppo presa? Sì. Come al solito, a volte di più.
Ma per un certo verso non ne ho sentito il bisogno per tanto tempo.

Mesi particolarmente vivi dal punto di vista della crescita personale.
Vivi dal punto di vista “mamma 24h/24″: mamma-cuoca-psicologa-dottoressa-genitore-trefiglieintrescuolediverse-rappresentantediclasse-associazionegenitori-terapeuta-studentessa-amica-amicadelcuore-donnadellepulizie…
Direi da ogni punto di vista.

Ma come non so star ferma fisicamente, così non lo so fare nel cogliere gli spunti dalla vita.

In questo periodo, più del solito, ho avuto prova di come ogni situazione che si presenta alla porta della nostra vita possa leggersi o come un problema, o come un opportunità.
La scelta ovviamente è sempre nostra.

Ho imparato ad ascoltarmi più a fondo e ad ammettere con me stessa di essere umana.
Ho colto al volo l’occasione per imparare a NON GIUDICARMI, una delle lezioni più dure da mettere in pratica, ma che, se assimilata, smussa gran parte delle rigidità che ci portiamo dentro da sempre e che, inconsciamente, coltiviamo giorno dopo giorno.

Ciò che mi è rimasto più impresso, tra le lezioni imparate in questi mesi, è, ancora una volta, il vedere come gran parte delle persone rifugga il cambiamento come una malattia contagiosa.
Chi, messo di fronte alla scelta di cambiare, preferisce rintanarsi nella certezza conosciuta della routine, della quotidianità, piuttosto che “osare” lanciarsi verso la scoperta di Se Stesso e della propria anima.

Per fortuna c’è anche chi, invece, sa cogliere al volo l’opportunità di illuminare qualche parte della propria vita, semplicemente ascoltando e prendendo coscienza che il cambiamento, spesso, è doveroso.

Ho scoperto di essere un lucente strumento di cambiamento per chi, con fiducia, si confronta con me e la mia sensibilità umana.

Sentirmi dire “Ho fatto questa scelta, sofferta, ma ponderata. Era ora di cambiare… ed è anche colpa tua e delle chiacchierate che abbiamo fatto! Mi hai acceso un lanternino che mi ha fatto riflettere… e quindi GRAZIE.” è solo la prova che sto seguendo il mio percorso.
Far star bene qualcuno, con un massaggio, un trattamento, una parola, non fa differenza.
E’ ciò che Sono io, la mia missione e sono grata al Cielo di rendermi ogni giorno strumento di crescita per me stessa e per gli altri.

Vedere chi, inizialmente ti ringrazia per avergli aperto la visione su un mondo nuovo ed avergli insegnato a guardarsi dentro, poi si rintana nella solita vita di sempre, fuggendo a quell’ascolto che forse spesso fa paura, e taglia i ponti non solo con me ma con la possibilità di migliorare la propria esistenza, beh, ormai fa parte di ciò che affronto con serenità, poichè consapevole che la paura vince molto più spesso che l’amore per se stessi e per chi ci circonda.

Mi son ritrovata spesso a pensare “Ho sbagliato a vedere dentro quella persona? Eppure quando guardo col cuore sono certa di ciò che vedo…. ma poi…”

Ma poi ho capito.

Che ciò che vedo col cuore, e mi capita sempre, sono le POTENZIALITA’ delle persone.
Che tutti, chi più e chi meno, chi molto e chi molto poco, ma tutti hanno potenzialità inespresse dentro di sè.
E’ quella scintilla divina senza la quale non si spiegherebbe la nostra incarnazione nella vita terrena e la nostra esistenza in questo universo.
E le potenzialità ci sono, ma c’è chi lo sa e chi non lo sa, chi sceglie di utilizzarle, chi non lo sa fare, chi non ha gli strumenti per farlo e chi non vuole farlo.

Il mio compito è semplicemente metterle in luce.
Ma non tutti apprezzano la Luce.
La Luce illumina le parti buie. Quelle parti che a volte si preferisce lasciar nascoste.

Anche come genitori abbiamo il compito di illuminare le parti buie dei nostri figli e dar loro gli strumenti per affrontarle e trasmutarle, così che sappiano entrare nella vita con la Luce del coraggio e dell’amore per se stessi.

E poi abbiamo una grandissima fortuna: i nostri figli ci fanno da specchio come nessun altro.
La casa, la famiglia è l’ambiente più complicato da gestire perchè è dove abbiamo l’opportunità maggiore di lavorare su noi stessi e di crescere, un’opportunità che ci viene quotidianamente e senza richiesta sbattuta in faccia.

Io ringrazio ogni giorno le mie figlie di essermi da specchio, di essere grande strumento di crescita per me.

In questi mesi ho imparato tanto: ad essere strumento, ad ascoltare a fondo le mie emozioni e le mie fatiche e ad accettarle, a lasciar andare ciò che non serve con più serenità del solito, ad accettare con amore chi sceglie di non crescere ma allo stesso tempo di essere cosciente che non potrà far parte della mia vita… perchè io sono in continuo cambiamento, in continua evoluzione, e chi si ferma, con amore e serenità, viene lasciato indietro.

Raccogliere

  • novembre 23, 2015 at 00:12

Quasi due mesi di latitanza…
Chiedo perdono.

Ottobre e novembre sono sempre al fulmicotone.
Corse pazze e pazze corse.
Nel frattempo la vita va avanti, le figlie crescono, io pure, le esperienze si moltiplicano e la riuscita della mia sopravvivenza è sempre all’ordine del giorno.

Famiglia, casa, lavoro, tre figlie in tre scuole diverse…
Per una poi che, come me, non sta in un angolo a guardare la vita scolastica della prole scorrerle davanti senza metterci le mani in pasta… fino ai gomiti.

Babet ha cominciato il suo tour de France mattutino, con un’ora circa di mezzi pubblici per andare e tornare dalla sua scuola media, scelta differentemente dalla sorella maggiore per l’ottima offerta formariva proposta.
Ho visto Babet barcollare di stanchezza più volte.
Ogni tanto è anche crollata.
La sua genetica assenza mentale è decisamente peggiorata, ormai mi sono rassegnata a lasciare messaggi nella segreteria telefonica del suo cervello.
Me ne farò una ragione. Nel frattempo è partita alla grande, con un sacco di compiti e un sacco di buona volontà nello studio.
Sono molto orgogliosa della mia piccola ologramma.

Canterina è in fase di orientamento scolastico.
Ha le idee molto chiare, così chiare che ha visitato un liceo con indirizzo agrario, un alberghiero, un istituto professionale con indirizzo grafico-visual/cinematografico, ha in lista ancora uno di scienze umane indirizzo psicopedagogico, un liceo musicale e il resto l’ho dimenticato volontariamente autosottoponendomi all’elettroshock e chiedendo di bruciare nel falò di capodanno tutti gli appunti e i volantini presi… amo le sorprese finali!

Nanà… è sempre Nanà, pepe nel culo kid, non sta ferma un secondo se non le spari, ma essendo io contro la caccia mi tocca scegliere tra il prenderla a testate sporadiche ed amarla così com’è, gioiosa, vivace e posseduta.

Nel frattempo la nostra evoluzione umana non dà segni di cedimento.
Guardo le bimbe, (una e mezza ormai donne), guardo me stessa, mi guardo intorno e sono orgogliosa del lavoro che stiamo facendo, delle persone che stiamo giorno dopo giorno diventando.
Amo le persone che incrociano la mia strada, amo gli amici che mi aiutano ad avere una visione più aperta della vita, con uno scambio continuo di aiuto e di amore.

Sono grata per tutto e…

E poi arriva Canterina che, nonostante i 13 anni quasi compiuti, mi scrive la Letterina a Gesù Bambino, per reggere ovviamente il gioco con le sorelle e probabilmente per esprimere, nero su bianco, ciò che ha nel cuore.
E il mio di cuore si apre… il sorriso si tatua sul mio volto per non venire più via e la gratitudine fa da regina nel mio animo di madre.
Una madre che con fatica e gioia ha seminato e sta seminando semi di Luce e Amore nei cuori delle figlie e che, ogni giorno, raccoglie molto molto molto di più.

<<Caro Gesù Bambino… Uèlla!
Grazie per avermi fatto passare un anno bellissimo. 365 giorni pieni di emozioni!!!

GRAZIE

Se non ti spiace vorrei aiutarti con i regali.
Mi piacerebbe rievere una bella dose extra di felicità, delle cuffie (che sono diverse dagli auricolari), tanto amore, che la mamma mi facesse impostare instagram, un po’ di pazienza, una bella dose di forza di volontà; delle carte degli Angeli tutte mie, solo con la mia energia, senza lo zampino della mamma e, infine, (ma non meno importante) un anno pieno di emozioni, nuove avventure, nuovi sogni, da vivere e condividere con amici, parenti, amori nuovi e nuovi amici!

Fa iniziare un periodo di cambiamento spirituale, ma anche cosciente, al mondo.
Fammi avere la forza di trovare un fiore in ogni cacca.
Fa che io sia il cambiamento che ho sempre voluto essere.
Fa che i desideri si avverino.
Fa di me e di tutte le altre persone una cosa migliore.
Con affetto, tua, con amore
Canterina        TiViBi

Il mondo ha bisogno di un sogno in cui credere…>>

Lascio immaginare cosa possa sgorgare dal mio cuore…

Le fate di casa

  • settembre 28, 2015 at 22:26

Mentre ceniamo le bimbe mi raccontano qualcosa del week end.

Tre parole, giusto per farmi contenta, per ovviare al loro solito “Mmmmmm… non mi ricordo…”
Come quando escono o tornano da scuola.
“Amore , cosa hai fatto oggi a scuola??”
Ci sono tre tipiche opzioni di risposta:
A. “Niente.”
B. “Non me lo ricordo.”
C. “Il solito.”
Che manco John Wayne che batte il pugno sul bancone di un saloon è così sintetico.

Ogni tanto c’è la versione C.bis, quella in cui (specialmente la grande)  in non meno di venti minuti ti raccontano per filo e per segno qualcosa di entusiasmante (per loro) avvenuto o ad un cambio dell’ora, o nel tragitto casa-scuola, o all’intervallo, o in una vita parallela in cui sei giunta da poco anche tu a far visita e ti stai chiedendo se a scuola ci vanno loro o qualche alter ego venuto da galassie lontane.

Comunque stasera sono un po’ più loquaci…

“Poi sai che a me piace fare la stylist, allora ho disegnato le fate degli elementi!” mi racconta entusiasta Canterina che, per mia felicità, è a tratti ancora attaccata alla sua parte bambina e si diverte.

“Le fate degli elementi?”

“Sì. ognuna di noi è una fata e io le ho disegnato il suo vestito. Per esempio io sono la fata dell’Acqua.”

“Splendido questo vestito! Che bella fantasia hai, cara la mia Dolece e Gabbana di casa!”

“Vedi? Nanà… anche se la chiamiamo la figlia di Eolo… e tu sai il perchè, è la fata del Fuoco. E Babet quella della Natura.”

“E io? Che fata sono? Quella dell’Aria?” chiedo nella speranza che mi accolgano nel quartetto magico.

“Quella è già in parte Nanà. Tu potresti fareee….. Mmmmmhhh…”

“La fata dei Fiori di Bach!” esclama Babet.
Ridiamo tutte, specialmente per la sua mimica sarcastica e molleggiata.

“E poi Canterina” continua Babet ” le puoi disegnare le boccette dei fiori cucite sul vestito… e lei le spara come armi magiche!” E facendo il gesto tipo Spiderman, urla “CICORY! (chicory) PIUMMMM… WAIT CESNUTUNUT! (white chestnut) PIUMMMM…. MELAGRANA!! (…???)

Babet è una pagliaccia!
Timida fuori, pazzerella in casa.
Mi ricorda in tutto e per tutto me stessa da piccola.
Ha inoltre una risata meravigliosa che metterebbe di buonumore anche il principe del pessimismo.

Ora della nanna e mentre sistemo vestiti e letti e ripeto all’infinito “A lettoooo! Forza! A letto!!” vado a salutare Babet che è di turno nel lettone.
“Notte amore dolce! Ma… chi ha acceso la luce nel mio bagno?!”

“Sei stata tu,  mamma.”

“Io??”

“Certo.”

“Davvero?”

“Sì… non te lo ricordi.”

“No. Non me lo ricordavo proprio.”

“Eh già mamma… è giunta l’Era dell’Alzeihmer!”

Il nuovo? Noi siamo pronte ad accoglierlo

  • settembre 14, 2015 at 23:51

Dopo esserci godute qualche giorno sulle Dolomiti a camminare in mezzo ai boschi e respirare aria pulita, – dove ho fatto camminare le bimbe come camosci per sfiancarle e l’unica sfiancata ero io… forse anche per le dimensioni dello zaino da gita a 4…  – tornate a Milano abbiamo continuato il programma “L’ordine regna sovrano in casa prima dell’inizio della scuola o è tutto perduto.com”

A circa una settimana dall’inaugurazione dell’anno scolastico ero decisamente commossa: dopo aver messo le figlie in schiavitù per un paio di giorni interi, ogni libro di casa aveva il suo posto, ogni gioco la sua scatola o il suo bidone, e ciò che non serviva più è uscito di casa e di cantina!!

Sì, anche la cantina… e la mia scrivania… e il soppalco!!!

Occhei, vi capisco, è un duro colpo…. recuperate pure il fazzoletto… prendete il tempo che vi serve…

Per chi durante l’anno corre sempre e non ha tempo di riordinare “bene” e accumula i documenti (e non solo) in una/due/tre pile infinite denominate “ordine a modo mio”, perchè comunque ritrovo sempre tutto, beh… avere la casa a posto è una reale soddisfazione.

Ma sono sicura che sapete di cosa parlo.

Fare ordine (fuori) dà soddisfazioni poiché significa FARE ORDINE DENTRO.
E nel fare ordine è importante liberarsi di ciò che non serve più.
Perchè fare spazio (in casa) lasciando andare il vecchio, vuol dire FARE SPAZIO NELLA PROPRIA VITA, pronti per accogliere il NUOVO.

E’ terapeutico per una Babet che inizia la prima media in una scuola nuova e lontana da casa, lasciar andare la “vecchia parte di sè” perchè c’è bisogno che emerga in lei la nuova parte con tutte le sue potenzialità e le sue doti, pronta per affrontare tutti i suoi timori e le sue incertezze con un “nuovo coraggio”.

E’ terapeutico per una mamma che ogni anno riscrive la sua vita lavorativa e genitoriale (cresco insieme ai cambiamenti delle mie figlie) e forse anche sociale.

E’ terapeutico per l’energia di ognuno di noi.
In questo periodo di cambiamento importante è fondamentale aprirsi al nuovo.
All’energia nuova che sta investendo tutto il nostro pianeta e che molti di voi avranno già colto, se non nella sfera mondiale, anche solo nelle proprie vite, nei propri modi di fare, di sentire e percepire.

E chi non coglierà quest’opportunità di cambiamento che ci viene data ora, avrà molta difficoltà a farlo in futuro, perchè sarà rimasto troppo incollato ai suoi vecchi schemi, alle sue modalità stantie, da non avere la spinta giusta per saltare.

Fate spazio.
Dentro di voi.
Seguite l’onda del mare del cambiamento.
Smettetela di parlare, di criticare e di voler sapere tutto.
Ascoltate.
Siate curiosi.
Scoprite.
Imparate ad essere diversi.

Ed imparatelo grazie agli Altri.

<<Quando parli stai solo ripetendo quello che sai. Ma quando ascolti puoi imparare qualcosa di nuovo.>>
Dalai Lama

Questo scelgo di fare quando sono libera: ritrovarmi

  • agosto 10, 2015 at 18:33

Sto trascurando il blog, lo so. E’ un periodo così. E va bene.

Le bimbe sono partite da una settimana e staranno via fino a ferragosto.
Le mie vere vacanze!
Sono quei momenti in cui riesco a rilassarmi realmente, senza avere l’orologio sempre all’occhio, il “dovere” di cucinare (più volte al giorno!!), di controllare i compiti etc. etc. etc.
E sono anche quei momenti di serena introspezione in cui mi dedico alla mia crescita personale e ai libri che ho accumulato durante l’anno.

Quei momenti in cui sono padrona del mio tempo.

Così…
Ho deciso di ribaltare e pulire casa in ogni angolo conosciuto e non, lucidare i mobili, sfoderare i materassi, pulire piastrelle che non vedevano una spugnetta dall’era glaciale…

Sembra masochismo?
Invece no, in quanto non è qualcosa che “devo” fare, ma che “voglio” fare. Questo fa la differenza.
E voglio farlo perchè per me è Meditazione.

Le persone credono le cose più svariate sulla meditazione.
Solitamente ci si immagina il monaco buddhista che, gambe incrociate, mudra alle mani e schiena eretta, rimane immobile per un tempo indeterminato spegnendo la mente ed entrando in uno stato “illuminato”.

Quando iniziai a fare meditazione (da autodidatta, si intende, io sono fatta così) mi son chiesta per mesi e mesi come cavolo si facesse a spegnere la mente, dove fosse l’interruttore, la spina da scollegare: aiuto!! E’ la cosa più difficile al mondo!

Siamo abituati ad avere la mente sempre in funzione, un pensiero che succede l’altro, senza mai una pausa, qualunque cosa facciamo.
L’Ego, la mente, vuole proprio questo, un rumore brulicante di fondo che non si spenga mai. Cosicchè ci sembra di avere il totale controllo della nostra vita, ma in realtà è l’esatto contrario: è la mente che diviene padrona di ogni nostro singolo istante, del nostro essere. Ci identifichiamo con essa, ma non siamo assolutamente la nostra identità, noi siamo Altro. Ma come facciamo a scoprire Chi Siamo se la mente non si spegne mai?? Come facciamo a ritrovarci se non riusciamo a stare IN SILENZIO anche DENTRO di noi?

Così ho capito che era necessario qualche “esercizio pratico” per imparare a fare qualcosa di così improbabile, per cui sembra proprio di non essere stati programmati. Esercizio che esulasse dal sedersi nella posizione del loto e lottare con la propria forza di volontà. Qualcosa di più agevole che mi potesse poi facilitare la meditazione tradizionale in un successivo momento.
E la cosa più semplice per esercitarsi a spegnere il cervello è fare qualcosa di automatico, abitudinario, meccanico direbbe Gurdjeff, in cui non è necessario o di vitale importanza “pensare” a ciò che si sta facendo.

I mestieri di casa sono un ottimo strumento.

Provate a farlo.
Cominciate a lavare i piatti o a sfregare una piastrella del bagno con l’intenzione di concentrarvi solo sul movimento della mano, della straccio, del tocco.
Lo fate.
Respirate con calma e…
Alla terza piastrella vi accorgete che, già dalla seconda, stavate pensando a qualcosa. Qualunque cosa, dal vicino di casa che butta giù i mozziconi di sigaretta nel vostro giardino, alle bimbe che ora staranno facendo il bagno, a cosa mi preparo di non impegnativo per cena, all’amica a cui dovevate telefonare tre giorni fa e mannaggia la memoria a breve termine!
Allora riprendete a dare attenzione alle vostre mani, al freddo delle piastrelle, al vostro respiro che diventa un po’ più affannoso e…
Track! Riparte un altro pensiero!
Ma porc… Un’altra volta!
Altra piastrelle, vi concentrate e…  vi ritrovate immersi nei vostri ensieri sena nemmeno ricordarvi da dove siete partiti!
Occhei, respirate.
Rimettetevi in stato di Presenza.
E così via.

Stare nel Qui ed Ora (cioè meditare) è una delle cose più difficili ed è per questo che serve esercizio e disciplina per raggiungere quello stato: uno stato in cui le intuizioni sono di casa, in cui l’autoguarigione del nostro corpo aumenta radicalmente, in cui si è in pace, poichè non è luogo per le preoccupazioni, in cui si è a contatto con la parte Divina di Se stessi, dove si può chiaramente distinguere, magari chiedendo, la veridicità del nostro cammino.

Questo scelgo di fare quando sono libera: ritrovarmi.

E per coronare il tutto, tra una lettura, qualche trattamento (c’è ancora qualcuno a Milano), una cena con i Nonni e le quattro docce giornaliere, per sudare ancora un po’ (ho espulso più tossine in questa settimana che in tutto l’anno…) una bella pedalata al parco a ricaricarmi in mezzo alla Natura.

Il parco deserto, su e giù dai ponticelli con il fiatone, un libro scelto, la borraccia e l’antizanzare.
Fermarsi all’ombra di un grande ippocastano, accarezzare col vento la fila di Sambuco piena di bacche, abbracciare una quercia…
Sì, perchè??!
Io abbraccio gli alberi.
Lo faccio fare anche alle bimbe se è per questo. Gli alberi hanno un’energia spettacolare e per ricaricarsi sono un fonte magica.

In ogni caso al parco ad agosto, con 37 gradi di media, c’è tanta gente strana, che parla col sole, che si rotola nel prato e che urla a squarciagola…

Una donna avvinghiata ad un olmo passa ancora inosservata!

A volte ritornano

  • luglio 31, 2015 at 17:25

… A volte ritornerò.

Più che una promessa è una minaccia.

Notte bianca o notte in bianco? Milanesi da bere

  • luglio 12, 2015 at 17:08

Dopo giorni di babysitteraggio a Cuginetta It, venerdì la riconsegno alle 4 pomeridiane e dopo un’ora precisa rincasano Babet e Nanà.
Canterina è rimasta al lago perchè “Ho bisogno di tranquillità… senza sorelle, mamma!”

“Anch’io se è per questo! Beh, chiedi a loro se sono così gentili da lasciarti sola e tornare all’ovile.”

Così dopo una buona ora d’aria e libertà accolgo le mie due principesse: Babet con il vittimismo in endovena e Nanà con una bella otite.

Otite acuta.

Perchè farci mancare qualcosa dall’elenco?

La prima nottata l’abbiamo passata con 39 di febbre, mentre la piccola fornetta scalciava, sbatteva le mani sul materasso matrimoniale (giusti per non farmi dormire), beveva litri di acqua ogni mezz’ora e delirava, nel vero senso della parola. Straparlava. E io le rispondevo. Non so chi stava messa peggio…

E’ due giorni che gira per casa con fette di cipolla fasciate dietro l’orecchio.
Mentre la sorella va a fare i bagordi con compagne di scuola.
So quando esce e non so quando rientra…
Anticipataria nei confronti della sorella maggiore.

“Posso tenere Babet anche a cena?” mi chiede Madre NaturaSì al telefono.

“Guarda… potete fare quello che volete, tanto io sono alle prese con la piccola febbricitante lamentosa. Fatemi giusto sapere per che ora la devo aspettare…”

Stamattina le chiedo se si è divertita.
“Mamma, mi sono graffiata qua, qua e ancora qua!”

“Che ferite di guerra! Secondo me sopravviverai. Come hai fatto?”

“Perchè scendavamo nel ruscello… cioè ci lanciavamo, ma l’acqua era bassa… e poi faceva le curve…”

“Vi lanciavate? Con l’acqua bassa??”

“Sì, per scivolare! Scivolavamo per un pezzo e poi Padre NaturaSì ci prendeva! Però il primo pezzo era dritto, poi c’erano un po’ di LAPIDI…”

“Cosa c’erano?”

“Un po’ di LAPIDI… le onde più grosse… poi c’era la curva, e nella LAPIDE dopo la curva ho sfregato contro un masso e mi son fatta male! … Ma mamma… perchè ridi?!”

“Colpa delle rapide da estrema unzione!”

Chi Fu il Panda?

  • luglio 4, 2015 at 19:06

Tornata dalle “vacanze” con le bimbe avrei voluto ripigliarmi un po’ e il Cielo ha ben visto di far partire le tre divoratrici di gambe di tavolo il giorno dopo del nostro arrivo: lago dai nonni paterni!

Per me poteva essere anche un campus didattico tra i raccoglitori di marjuana in Colombia che andava bene ugualmente.

Così avrei avuto qualche giorno per:
riprendermi;
lavare e stirare la vasca di panni sporchi senza ulteriori accumuli;
contattare tutti gli amici e amiche a cui ho detto “ci vediamo quando sarò senza bimbe”… anche se non mi basterebbe un’estate;
incastrare richieste di trattamenti vari a qualunque ora del giorno o della notte, a disposizione senza orologio!

Ma il Cielo, forse annebbiato da questo anticiclone africano senza permesso di soggiorno, ha ben visto di farmi chiamare da Zia Ebe:
“Wonder, lo sai che Nonna M. e Nonno M. partono con Cuginetto It, vero?!”

“Certo! E io sono SOLAAAAA! Così vado a trovare ogni tanto NonnsBis, le porto la spesa se ha bisogno e…”

“E mi tieni Cuginetta It, vero?!?!?!”

Ho tentato in tutti i modi di teletrasportarmi in un buco spazio-temporale dove fosse impossibile rispondere a questa domanda.
Stranamente non ci sono riuscita.

“……….. Certo ……….. un giorno?……….. due??”

“No praticamente sempre…. io lavoro anche sabato…. ti mando l’agenda sul cell!”

Quando poco dopo mi è arrivato il calendario di babysitteraggio della nipote-posseduta che dava ‘parecchi’ giorni dalle 8 del mattino al dopo cena ho avuto un mancamento e nella ricerca dei sali ho visto la Madonna che mi segnalava le uscite di sicurezza: davano tutte per Cuba.

Il mio primo pensiero è stato: Noooooo!! Devo anche cucinareeeeeee!!!
Io che, quando son da sola, vivo di frutta, insalate miste, avanzi e biofotoni del sole!!!

Occhei! Siccome non posso dire di no, sono praticamente certa che è un sogno, ora mi sveglio ed è tutto finito…. oppure giro l’angolo e trovo lo stricione di Scherzi a Parte!

Ha….. Ha…. Ha… Che scherzone…

Così mi tengo in forma nel barcamenarmi tra casa, lavoro, amiche disperate, frigorifero vuoto, Nonnabis, e Cuginetta It.

La bambina di tre anni più sveglia che io conosca.
Altro che bambini indaco o bambini cristallo!
Lei è unica. Con una capacità cognitiva di una ventenne, il lessico di una quarantenne, l’adrenalina di un adolescente in piena fase ormonale e la parlantina di un incrocio tra Lella Costa e il robottino delle pile Duracell: NON STA MAI ZITTA!!!!!
Ma forse MAI non rende l’idea.

L’altra mattina entriamo nel bar di una mia amica e lei, alta uno sputo, tutta ricci, con la sua borsettina sulla spalla si gira verso di me e mi dice:
“Io prendo un caffè!”

Mi diverto certo… ma ho le occhiaie così larghe che se inconstrassi Kung Fu Panda potrebbe cominciare i rituali di accoppiamento.

Prima o poi farò le ferie… quelle vere!